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venerdì 6 giugno 2014

Di nuovo insieme alla Signora Harris

Titolo: La signora Harris va a New York
Titolo originale: Mrs Harris goes to New York
Autore: Paul Gallico
Traduttore: F. Pe'
Editore: Frassinelli
Pagine: 192
Prezzo: €17,50
Isbn: 9788820054816
Data di pubblicazione: 2013

Valutazione:



Trama
Dopo l'incursione da Dior a Parigi, la signora Harris è tornata felicemente alle sue quotidiane abitudini: la tazza di tè in compagnia dell'inseparabile signora Butterfield, qualche fuggevole visita al pub, il cinema settimanale. E soprattutto il lavoro di colf nelle case della Londra upper class, dove non mancano mai succulenti quanto scandalosi intrighi sui quali fantasticare con l'amica. Ma un giorno qualcosa interrompe di nuovo la routine: Ada Harris si accorge che Henry, il tenerissimo ragazzino della casa accanto, viene regolarmente maltrattato dai genitori adottivi che se ne occupano dopo l'abbandono della - snaturata! - giovane madre. Ada decide allora di rintracciare il vero padre di Henry, impresa non facile dal momento che vive negli States e il suo cognome è Brown... come cercare un signor Rossi in Italia. Ma niente può fermare la nostra entusiasta signora inglese. Perché quel che è giusto è giusto! D'altro canto la fortuna (che qualche volta ci vede benissimo) fa la sua parte: una delle facoltose famiglie per le quali Ada lavora deve trasferirsi proprio a New York, e non può assolutamente fare a meno dei suoi impagabili servigi. Accompagnata dall'imprescindibile, e straordinariamente recalcitrante, signora Butterfield, Ada solca l'oceano con una nuova missione: restituire un bambino all'affetto del padre. La signora Harris è irresistibile: eccentrica e generosa, ironica e risoluta, energica e gentile, affronta ogni avventura con spirito pragmatico...


La signora Harris, io, l'avevo già incontrata un paio di anni fa. (Giusto per, magari anche voi l'avete incontrata qui).
Avevamo avuto la possibilità di trascorrere qualche ora insieme al termine delle quali eravamo già in preda alla malinconia. Ci saremmo incontrate ancora? Le prospettive non erano per niente rosee. Intuivamo che la possibilità di rivederci non dipendeva da noi, purtroppo. Fattori esterni influenzavano l'andamento del nostro rapporto di amicizia, e a noi non restava che sperare che quegli elementi prima o poi capissero l'importanza di darci un'altra occasione.
E dopo due anni, è accaduto. Siamo tornate insieme, ancora una volta per poche ore. Ma intense. Ancora una volta, purtroppo, abbiamo dovuto dirci Addio, perché non ci è dato sapere se ce ne sarà una prossima.. Ma ora possiamo vivere di ricordi e crogiolarci un po' nella malinconia. Perché è questo l'effetto di Ada Harris: quando mi racconta le sue novità mi travolge, mi fa sentire parte di quel pezzo di vita che sta condividendo con me e mi rende nostalgica quando quel racconto ha termine.
Quando inizia a parlare, ha un effetto rilassante. Sento che quella storia è ciò di cui ho bisogno in quel momento, so che mi farà star bene, perché la Harris non è una che si lagna o che perde tempo a raccontare storie infelici. Sono sicura che se ha qualcosa da dire, è perché avrà un lieto fine. Perciò posso mettermi comoda e tranquilla: le sue parole mi faranno vedere il mondo - almeno per quell'intervallo di tempo che trascorro con lei - sotto un'altra luce. Dove il male ha breve durata e l'infelicità viene spazzata via come un granello di polvere. Il suo modo di parlare non sarà ricercato. Né nelle intenzioni dell'autore c'è l'obiettivo di creare un romanzo memorabile. No. Paul Gallico è un intrattenitore e la donna che esce dalle sue pagine fa divertire, rilassare e distrarre il lettore dai pensieri di ogni giorno. Ma non lo fa in maniera clamorosa o sensazionalistica: non c'è bisogno di effetti speciali. Ovunque Mrs Harris vada, riesce a stravolgere la quotidianità nella maniera più naturale e ovvia possibile. Creando una nuova quotidianità, più brillante, più vera. Migliore.
I romanzi di Paul Gallico sono romanzi senza troppe pretese, di quelli da leggere a mò di intervallo, per sollevare lo spirito. Che sia questo romanzo o quello precedente, non ha importanza: importante è che ogni lettore abbia la possibilità di incontrare Mrs Harris. Credetemi: avete bisogno di conoscerla. E signor Frassinelli, dico a te: dai, non c'è due senza tre, traducine un altro, che ti costa? O magari traducili entrambi, i due che mancano, così non ti scoccio più.


giovedì 22 marzo 2012

Recensione: La Bambina che diceva sempre di sì di Maud Lethielleux

Dis Oui, Ninon


Trama:
Le bambine adorano il papà, è cosa nota. Non fa eccezione Ninon, che a nove anni è in uno stato di perenne "fascinazione ammirativa" per il suo, un tipo piuttosto originale e fuori dagli schemi. Forse troppo: infatti la mamma non ha retto e lo ha lasciato.
E Ninon non ha avuto esitazioni: la sua casa è suo padre, vuole vivere con lui e aiutarlo a realizzare il sogno un po' folle di creare una piccola fattoria tutta sua. Comincia così una vita bohémienne, come piace a lei, in mezzo alla natura e in compagnia degli animali: l'inseparabile bastardino Raymond, il gatto Cucù, le caprette Pépite e Chocolat, che ha battezzato personalmente. Insieme, padre e figlia iniziano a costruire il loro mondo - a partire da una casa alquanto approssimativa -, vendono latte al mercato, dimenticano la scuola e le buone maniere, senza preoccuparsi dei benpensanti, né di Madame Kaffe, l'assistente sociale, che storcono il naso davanti alla loro capanna senza acqua né riscaldamento. È così bello vivere selvaggiamente con il papà. È una favola che Ninon si racconta, forse per distogliere lo sguardo da un mondo in cui gli adulti hanno smesso di amarsi, dove le parole hanno perso senso, dove le bugie sono cariche di rabbia. Una favola nella quale tutto ciò che conta è l'amore: quello di una bambina per suo padre e quello di un uomo per la libertà.
La bambina che diceva sempre di sì Maud Lethielleux è un romanzo pieno di tenerezza e poesia che racconta in modo fresco e irriverente l'universo degli adulti visto con gli occhi di una protagonista irresistibile, ingenua e saggia, candida e consapevole al contempo.

L'autrice:
MAUD LETHIELLEUX, 39 anni, è musicista, cantante e autrice di pièces teatrali. Ha lavorato e vissuto in Rajasthan, Israele, Transilvania, Australia, Nuova Zelanda e Bosnia. Con Frassinelli ha pubblicato Da qui vedo la luna, ispirato alla sua vita di strada.

Recensione:
Non so quanti di voi abbiano avuto la fortuna di ritrovarsi tra le mani "Da qui vedo la luna" (QUI) e dedicarsi alla sua lettura (resistendo alla tentazione di abbandonarlo dopo le prime estranianti pagine).
Quel libro per me è stata una rivelazione, un aprire gli occhi su uno stile nuovo, fresco, inizialmente difficile se non ostico, per poi trasformarsi in una narrazione fluida e incisiva.
Quel romanzo era il secondo romanzo scritto dalla Lethielleux: il primo, Dis oui Ninon, qui da noi in Italia non era ancora stato pubblicato, ma in Francia aveva già riscosso un gran successo.
Ecco che a febbraio arriva anche qui, pubblicato da Frassinelli col poetico titolo La bambina che diceva sempre di sì. Traduzione discutibile che sembra capovolgere il significato di quelle parole, ma non per questo condannabile.
Ninon è una bambina, adorabile, ingenua, affezionata al papà. Ha una sorellina che la adora, una mamma che ha scelto l'Altro e ha abbandonato il papà, un gatto e delle caprette. Queste pagine potrebbero essere il palcoscenico per una difficile situazione familiare: due sorelline sballottate tra un genitore e l'altro, tra due persone che non si comprendono né si amano più, due sorelline che si ritrovano improvvisamente a dover crescere troppo presto, troppo in fretta. E invece niente di tutto questo accadrà. Oppure sembra che tutto ciò che ho ipotizzato avvenga, ma in modalità e toni ben diversi da quel che si potrebbe immaginare.
Ninon riesce a rapportarsi al mondo dei grandi senza dover necessariamente perdere la sua infanzia: sa agire e reagire con forza e dolcezza, con spontaneità e ingenuità. Resta accanto al papà perché lui è il suo eroe e ha bisogno di lei. Perché il mondo del papà le è più vicino: non ha schemi, non ha regole. E' un mondo fatto su misura per lei, o almeno così crede. Niente potrà cambiare la sua fedeltà a quel papà troppo poco maturo, neanche il fatto di non aver un letto per dormire, un tetto sulla testa o qualcosa da mangiare. La bambina crede in lui, e questo basta a non far crollare il suo mondo.
Il romanzo è stupefacente. Ci mostra un mondo difficile attraverso i semplici occhi di una bambina: tutto è mediato da Ninon, e tutto viene trasformato dalla sua purezza. La narrazione stessa si adatta ai pensieri e ai desideri della bambina: raccontato in prima persona, è lei che ci guida nella sua vita. Attraverso immagini e espressioni che potrebbero appartenere a una bimba, ma che in realtà sono pensieri profondi, veri, ricchi di poesia.
Maud Lethielleux sembra prendere le parole e danzarci insieme, trasportando il lettore in un ritmo lento e malinconico. Si riemerge dalla lettura come svegliandosi da un dolce sogno: un po' commossi, un po' frastornati, col rimpianto che sia tutto finito.

Titolo: La bambina che diceva sempre di sì
Titolo originale: Dis oui, Ninon
Autore: Maud Lethielleux
Traduttore: Luciana Cisbani
Editore: Frassinelli
Pagine: 240
Isbn: 9788820051693
Prezzo: €18,50
Data di pubblicazione: 28 Febbraio
Valutazione: 4 stelline

martedì 28 febbraio 2012

Recensione: Tartufi bianchi in inverno di N.M. Kelby

White Truffles in Winter

Trama:
La Parigi di fine Ottocento è meravigliosamente scandalosa: tra ombrellini e passeggiate al parco, si discute della mostruosità di quei selvaggi impressionisti, delle scoperte di una certa Madame Curie, delle piccanti avventure delle celebrità del momento. Solo al Petit Moulin Rouge si parla d’altro: Auguste Escoffier, lo chef che ha inventato il ristorante più chic della città, sta per sposarsi. Si mormora che il suo non sia un matrimonio come tutti gli altri, perché, invece di conquistare la futura moglie, l’ha vinta al gioco. Lei è Delphine, giovane poetessa dallo spirito libero. «È troppo piccolo, quasi un bambino», pensa Delphine incrociando i grandi occhi di lui, senza immaginare che cosa l’aspetti. Finché, la sera, invece di portarla in camera da letto, Escoffier la conduce nella cucina del suo restaurant. Tra il nitore abbagliante degli utensili, i profumi e gli aromi delle spezie, le parole suadenti di Auguste suonano come poesia, mentre crea un piatto squisito tutto per lei. Delphine quella notte conosce la sensualità, la passione e l’ebbrezza che un gesto d’amore può dare. Da quel momento è perduta. Perché il piccolo uomo che l’ha fatta innamorare incarna genio e sregolatezza, follia e creazione, desiderio e ambizione, arte e libertà. Legarlo è impossibile, perderlo impensabile. Tartufi bianchi in inverno è il romanzo di una vita imperfetta, geniale, appassionata. Quella che ciascuno di noi vorrebbe vivere.

L'autrice:
N. M. KELBY è nata in Florida, dove ha iniziato la sua carriera come giornalista e autrice di teatro. In seguito si è dedicata alla narrativa, prima pubblicando racconti sulle migliori riviste letterarie, e poi dedicandosi al romanzo. Ha ricevuto l’apprezzamento della critica su Entertainment Weekly, New York Times Book Review, San Francisco Chronicle, Minneapolis Star Tribune, Atlantic Monthly, Baltimore Sun, Publisher’sWeekly, New York Post, New York Times Sunday Book Review e Philadelphia Inquirer.
Sito dell'autrice: nmkelby.com

Recensione:
Cosa mi aspettavo da questo romanzo?
Innanzitutto poesia. Non mi riferisco né a frasi in rima né a ritmi spezzati o baciati, ma a quel particolare calore, sapore e colore che solo certi romanzi sanno trasmettere. Il titolo, la trama e la cover hanno saputo tessere la loro trama e intrappolarmi in queste pagine.
Cosa ci ho trovato?
Quel che mi aspettavo. 
La vita di un grande cuoco, lo chef Escoffier, intrecciata a quella di una poetessa, Delphine e di un'attrice, la grande Sarah Bernhardt. 
Tre personaggi dal carattere forte, orgoglioso, capriccioso. 
Tre personaggi che sembrano solo sfiorarsi ma mai affrontarsi sul serio, mai riempire la scena con le loro voci e le loro azioni. 
Tre persone che amano e che si distruggono a causa di quell'amore.
Tre persone che ormai non sono più giovani ma son diventate ombre di quel che erano. 
Accanto ad essi una giovane donna, Sabine, cuoca di casa, che non ha le ambizioni di diventare chef come il suo datore di lavoro, non ha educazione, non ha gentilezza, non ha interesse verso le persone presso cui lavora. Sfrontata, indipendente, ironica, il suo personaggio irrompe nella storia ogni volta che entra in scena.
Al di là dei personaggi abbiamo una storia di cucina, di piatti inventati per la grande Sarah Bernhardt, di un matrimonio vissuto a distanza per quasi trent'anni. 
Una storia di solitudine, amore, passioni.
Gli ingredienti per mettere a cuocere un romanzo dal sapore unico e irresistibile ci sono. 
E inizialmente sembrano anche ben dosati. Un pizzico di protagonisti dal carattere deciso e dalla personalità approfondita, un presente che sembra stia spegnendosi ma che continua a ravvivarsi grazie ad un passato glorioso ma in parte solitario: sapori che riescono a far innamorare chi legge.
L'atmosfera è perfetta, il luogo pure, la compagnia è deliziosa ma il tutto non è stato portato a cottura. Pare che gli ingredienti, seppure come dicevo ben dosati, siano rimasti separati lì sul tavolo senza venire lavorati abbastanza. Il risultato è stato un'altalena di impressioni. Momenti di totale coinvolgimento si alternano a piccole confusioni, date dal susseguirsi di passato e presente in maniera poco chiara.
Si riesce ad arrivare alla fine senza noia, solo con un po' di fastidio per non aver saputo mettere a posto tutti i tasselli. Ma non ci va di condannare la Kelby per essere caduta un po' in confusione: il romanzo mantiene un  ritmo poetico e un'atmosfera rarefatta che lo rendono particolarmente apprezzabile. Chissà che la prossima volta la Kelby non sia capace di elaborare una storia perfetta sotto ogni punto di vista. 
Per ora ci accontentiamo del tentativo di raggiungere quella perfezione. 

Titolo: Tartufi Bianchi in Inverno
Titolo originale: White Truffles in Winter
Autore: N.M. Kelby
Editore: Frassinelli
Traduttore: Marcella Maffi
Pagine: 352
Isbn: 9788820051686
Prezzo: €18,50
Valutazione: 3 stelline
Data di pubblicazione: 14 Febbraio

lunedì 23 gennaio 2012

Avvistamento: Febbraio con Frassinelli

Lo so, lo so: sembra che gennaio si appena iniziato (ehi, ma siamo al 23!!!) che già sto qui a pubblicizzarvi da giorni le uscite di febbraio... che ci posso fare se queste uscite mi attraggono troppo?
Io comincio a prepararvi, così potete già calcolare quanti acquisti fare il mese successivo.
Per la Frassinelli ci sarà un'uscita che speravo tantissimo venisse tradotta qui in Italia (il primo romanzo della Lethielleux) e un'altra che mi attira per il semplice titolo.


IL MONDO DEGLI ADULTI RACCONTATO DA UNA BIMBA
DI NOVE ANNI: 
UN ROMANZO FRESCO E IRRIVERENTE,
CONSIDERATO L’ESORDIO PIÙ IMPORTANTE DEL SALON
DU LIVRE 2009
La bambina che diceva sempre di sì
di Maud Lethielleux

Trama:
Dall’alto dei suoi nove anni, Ninon osserva il mondo.
Un mondo dove gli adulti hanno smesso di amarsi, dove le parole hanno perso significato e dove le bugie si caricano di rancore. Ninon non capisce perché. Decide di dimenticare quel mondo e di vivere con suo padre, che ha perso tutto: tutto tranne lei. Insieme, Ninon e il suo papà creano un mondo a modo loro, costruiscono una casa a partire da zero, allevano capre e ne vendono latte al mercato, dimenticano la scuola e le buone maniere senza preoccuparsi dei benpensanti né dell’assistente sociale, Madame Kaffe. E fanno tutto per amore: quello di una bambina per suo padre e quello di un uomo per la libertà.

L'autrice:
MAUD LETHIELLEUX, 39 anni, è musicista, cantante e autrice di pièces teatrali. Ha lavorato e vissuto in Rajasthan, Israele, Transilvania, Australia, Nuova Zelanda e Bosnia. Con Frassinelli ha pubblicato Da qui vedo la luna, ispirato alla sua vita di strada.


Titolo: La bambina che diceva sempre di sì
Titolo originale: Dis oui, Ninon
Autore: Maud Lethielleux
Editore: Frassinelli
Pagine: 240
Isbn: 9788820051693
Prezzo: €18,50
Data di pubblicazione: 28 Febbraio






«PER ME, ESCOFFIER RAPPRESENTA L’ELEGANTE SELVAGGIO:
IL MAGO, IL SACERDOTE, IL SOGNATORE, L’ARTISTA,
L’ESSERE MISTERIOSO AFFAMATO DI BELLEZZA E DI AMORE
CHE C’È IN CIASCUNO DI NOI.» – N. M. Kelby
Tartufi bianchi in inverno
di N.M. Kelby
Trama:
La Parigi di fine Ottocento è meravigliosamente scandalosa: tra ombrellini e passeggiate al parco, si discute della mostruosità di quei selvaggi impressionisti, delle scoperte di una certa Madame Curie, delle piccanti avventure delle celebrità del momento. Solo al Petit Moulin Rouge si parla d’altro: Auguste Escoffier, lo chef che ha inventato il ristorante più chic della città, sta per sposarsi. Si mormora che il suo non sia un matrimonio come tutti gli altri, perché, invece di conquistare la futura moglie, l’ha vinta al gioco. Lei è Delphine, giovane poetessa dallo spirito libero. «È troppo piccolo, quasi un bambino», pensa Delphine incrociando i grandi occhi di lui, senza immaginare che cosa l’aspetti. Finché, la sera, invece di portarla in camera da letto, Escoffier la conduce nella cucina del suo restaurant. Tra il nitore abbagliante degli utensili, i profumi e gli aromi delle spezie, le parole suadenti di Auguste suonano come poesia, mentre crea un piatto squisito tutto per lei. Delphine quella notte conosce la sensualità, la passione e l’ebbrezza che un gesto d’amore può dare. Da quel momento è perduta. Perché il piccolo uomo che l’ha fatta innamorare incarna genio e sregolatezza, follia e creazione, desiderio e ambizione, arte e libertà. Legarlo è impossibile, perderlo impensabile. Tartufi bianchi in inverno è il romanzo di una vita imperfetta, geniale, appassionata. Quella che ciascuno di noi vorrebbe vivere.

L'autrice:
N. M. KELBY è nata in Florida, dove ha iniziato la sua carriera come giornalista e autrice di teatro. In seguito si è dedicata alla narrativa, prima pubblicando racconti sulle migliori riviste letterarie, e poi dedicandosi al romanzo. Ha ricevuto l’apprezzamento della critica su Entertainment Weekly, New York Times Book Review, San Francisco Chronicle, Minneapolis Star Tribune, Atlantic Monthly, Baltimore Sun, Publisher’sWeekly, New York Post, New York Times Sunday Book Review e Philadelphia Inquirer. Sito dell'autrice: nmkelby.com

Titolo: Tartufi Bianchi in Inverno
Titolo originale: White Truffles in Winter
Autore: N.M. Kelby
Editore: Frassinelli 
Pagine: 352
Isbn: 9788820051686
Prezzo: €18,50
Data di pubblicazione: 14 Febbraio

mercoledì 19 ottobre 2011

Recensione: La Signora Harris di Paul Gallico

Mrs. 'Arris Goes to Paris


Trama:
A Parigi, a Parigi! Nella testa della signora Harris risuona battagliero il grido che la sta portando oltre Manica, alla conquista della ville lumière e del suo bottino: l'abito del quale non può più fare a meno. Perché la più che matura vedova londinese, di umili natali e ancor più umile professione, è stata folgorata sulla via della haute couture mentre svolgeva le mansioni di donna a ore nell'abitazione della sua cliente più aristocratica: dentro l'armoire della lady era comparso il vestito più bello che Ada Harris avesse mai visto, e alla bellezza non si resiste.
Cuore impavido e spirito indomito, la fragile Mrs Harris si è armata così del suo cappottino spigato, della borsa marron imbottita di risparmi, dell'improbabile cappellino ornato da un fiore più grande di lei, e si è imbarcata sul volo per Parigi, destinazione Avenue Montaigne: la casa di Christian Dior. La britannicissima signora, tutta tè, lotteria e breakfast, non ha fatto però i conti con i pregiudizi e lo snobismo, tutta concentrata com'era su seta e taffetà. Ma niente può fermarla, perché Ada ha un cuore grande, un'immaginazione sconfinata e l'anima candida di una donna perbene. È per questo che anche a Parigi il suo bottino più grande saranno l'affetto e la generosità delle persone ben felici di darle una mano.
Scritto e ambientato negli anni Sessanta, "La signora Harris" è una perla di umanità e humour, un piccolo classico ritrovato della comedy of manners, una favola moderna nella quale il Principe Azzurro è solo un trascurabile accessorio. Un piccolo "classico" ritrovato, una perla di umanità, un condensato di humour britannico.

L'autore:
Paul Gallico (1897-1976) nacque a New York da un immigrato italiano e da un'austriaca. E' stato uno scrittore di successo, autore di romanzi e racconti, e giornalista sportivo. Da molti dei suoi lavori sono stati tratti film famosi. Alla sua prima pubblicazione, negli anni Sessanta, La Signora Harris è stato un grande bestseller: per 61 settimane in classifica, 70.000 copie vendute negli Stati Uniti, tradotto in Francia, Germania, Italia. Ha ispirato un film e un musical.

Recensione:
Nella nostra vita di lettori ci capita spesso di imbatterci in personaggi di carta che avremmo voluto conoscere o avremmo preferito evitare, personaggi che avrebbero potuto tranquillamente diventare i nostri migliori amici, altri di cui ci saremmo innamorate al primo colpo, altri ancora che ci saremmo scelti come confidenti. Noi lettori lo sappiamo: la magia di un libro si manifesta nei modi più diversi, più strani o più quotidiani.
Così sono stata vittima di una stupenda magia non appena mi sono imbattuta nella signora Harris. Ritrovare romanzi che non appartengono ai nostri tempi, ma che furono pubblicati una cinquantina d’anni fa e che ora vengono riproposti, mi sta facendo apprezzare autori e storie passate, modi di essere e di vivere così lontani dai nostri eppure così comprensibili, così condivisibili. Mai avrei potuto immaginare che l’incontro con la signora Harris, una donna vissuta negli anni ‘50 sulla carta, sarebbe stato un incontro eccezionale.
Una donna normale, tranquilla, che si è fatta strada nella mia mente e all’improvviso nel mio cuore con la stessa energia di una Agnes Browne o di una ziaMame: una forza della natura!
Chi è la signora Harris? È una donna ormai matura, che non chiameremo vecchia solo per educazione e delicatezza, una donna che ormai ha passato la giovinezza, vedova da anni, e che trascorre il suo tempo dedicandosi al lavoro: governare le case altrui, pulirle, tenerle in ordine. Non ha grandi pretese o ambizioni: le piace quel che fa, le piace poi rintanarsi nella sua casa e concedersi gerani sempre freschi, come unico vezzo, e giocare ogni settimana qualche spicciolo alla lotteria. Tutti la apprezzano e si fidano della donna. 
Ad un certo punto nella storia c’è un vero e proprio squarcio, come se la vita della dolce signora Harris fosse stata improvvisamente interrotta, staccata, tagliata. 
Che succede? 
Nessuna malattia, morte, o disgrazia.
La nostra protagonista incontra la bellezza e da quel momento in poi non riuscirà più a liberarsene. Quella bellezza dovrà essere sua, e tutta la sua vita inizierà a ruotare intorno a quell’obiettivo. 
Dove l'ha trovata? 
Nell’armadio di una donna presso cui lavora: le si è presentata sotto le spoglie di un abito di Dior. Da questo punto in avanti niente sarà più come prima. Ma non posso continuare a raccontarvi io la storia: Paul Gallico ci è riuscito davvero bene.
Lo scrittore in poche semplici pagine ci racconta come i sogni aiutino le persone a credere e ad avere più ragioni per vivere, come ci si impegni per raggiungere quei sogni, sia quando il mondo sembra cospirare per aiutarti a raggiungerli, sia quando invece sembra remarti contro. Ci racconta di come ciò che conti, alla fine, non è tanto o almeno non è solo il raggiungimento dell’obiettivo ma il percorso che abbiamo fatto per arrivarci, gli ostacoli superati, la pazienza che abbiamo esercitato e le persone che ci hanno aiutato. Avere un sogno arricchisce, in ogni momento, e il solo pensiero rende la vita più bella.
Banalità? Certo, a qualcuno potrebbero sembrare. Potrebbero essere concetti chiari, scontati, risaputi.
Ma Gallico li ha saputi trasformare in una favola moderna, la cui protagonista non è certo una principessa, ma una donnina che sembrava non avere più sogni nella vita, ma solo una noiosamente tranquilla quotidianità. La storia è riuscita ad emozionarmi, ad elettrizzarmi, a farmi amare autore e protagonista.
Scoprire, grazie ad un blog amico (My Bookshelf) che questo non è l’unico romanzo dedicato alla Harris ma ne esistono altri tre, anche se nessun altro è stato tradotto in italia, mi ha resa ancor più felice: riuscire a recuperarli potrebbe diventare il mio piccolo sogno del momento!

Titolo: La Signora Harris
Titolo originale: Mrs 'Arris goes to Paris
Autore: Paul Gallico
Editore: Frassinelli
Traduttore: Ninì Boraschi
Pagine: 192
Isbn: 9788820050405
Prezzo: €17,50
Valutazione: 4 stelline

martedì 27 settembre 2011

Il rovescio del buio di Francesca Petrizzo



Trama:
Marta ha diciott'anni e non è come gli altri. A renderla diversa è il dolore muto che ritrova a casa ogni giorno, quello che tutti in famiglia fingono di non provare, per recitare la commedia di un futuro possibile. Quel dolore ha un nome, Marco, suo fratello.
Lui è malato e Marta non si rassegna alla crudele ingiustizia della sorte, si punisce per non essere lei la prescelta, chiudendosi in un silenzio fatto di quieta disperazione. Finché un giorno Stefano, il più bello e bravo della classe, il ragazzo su cui lei aveva fantasticato senza che lui se ne accorgesse mai, comincia a corteggiarla con delicata tenerezza, lasciandole il tempo di aprirsi, di condividere qualche ora di tregua nel tunnel buio di giornate scandite dalla pena per l'amato fratellino.
Marta si aggrappa a Stefano in un groviglio di sentimenti che mescola la gioia di sentirsi viva, desiderata, a un feroce senso di colpa. E una notte - dopo aver appreso la sentenza definitiva sul destino di Marco - fa l'amore con Stefano, fuggendo poi al mattino senza una parola.
Marta non sa ancora quanto può essere fragile il cuore di un uomo.

L'autrice:
Francesca Petrizzo è nata a Empoli il 17 maggio 1990. Dopo la Maturità classica, si è iscritta alla facoltà di Storia di Firenze, ma è stata anche ammessa all'Università di Oxford, che frequenterà dall'autunno 2010. Ama il cinema, la musica, la lettura e ha molti amici, senza bisogno di Facebook. Da sempre coltiva la passione per la scrittura, ha esordito nel 2010 con Memorie di una cagna.

Recensione:
Non è una storia facile. 
E non diventa neanche una lettura facile. 
Affrontare Il rovescio del buio vuol dire fare i conti con una parte oscura, con il male, con l'ingiustizia della vita... con la morte. 
Prendere in mano questo libro e decidere di leggerlo, vuol dire andare incontro a qualche pugno nello stomaco, che forse avrebbe fatto piacere evitare. 
Ma che dopo averlo ricevuto, non possiamo che ritenerlo indispensabile. 
A volte c'è bisogno anche di questo genere di letture, quelle che proprio non avremmo voluto, per continuare a crescere, a riflettere, a maturare. 
La Petrizzo sa colpire il lettore nei punti deboli, sa toccare i nervi scoperti di ognuno di noi: è un pugile in gamba, e ci va giù pesante finché non sarà riuscita a metterci al tappeto. 
Protagonisti sono degli adolescenti, e noi lettori siamo abituati a vederli alle prese con i mali della peggior specie: vampiri, lupi mannari, angeli impazziti, demoni... questi ragazzi ne escono sempre rafforzati, dei piccoli supereroi che non temono più nulla. 
Se però entra la morte nella loro vita, o peggio ancora, l'attesa della morte, tutto cambia. I nostri supereroi si spaventano, tacciono, si nascondono e ci appaiono in tutta la loro profonda, incurabile fragilità. 
E' questo che accade a Marta, diciottenne che avrebbe avuto una vita ben diversa se non avesse dovuto fare i conti con la malattia del fratello Marco. 
Una malattia che non consente alla famiglia di affrontare la quotidianità in maniera semplice e gioiosa, una malattia che getta un velo scuro sul futuro, facendo tremare il presente. 
L'intera famiglia è malata, l'intera famiglia non sa come affrontare la prossima morte, perché ognuno dei familiari sta perdendo un pezzo di vita con Marco. 
E la piccola, grande Marta deve affrontare la disperazione quotidiana con i sensi di colpa, negandosi qualsiasi gioia o distrazione finché nella sua vita non entraeràun ragazzo, il ragazzo forse più bello di tutta la scuola...
Come accettare una situazione del genere? 
Come permettere che qualcosa nasca mentre tutto intorno la felicità muore? Come poter essere felici per ciò che ci accade se dobbiamo essere tristi per ciò che tra poco non accadrà più?
E allora non facciamola entrare questa felicità, oppure prendiamocela e poi sbattiamole la porta in faccia... Accettiamo che per poco qualcuno possa essere il nostro rovescio del buio, per poi rimandarlo nel suo, di buio. 
Quando si è concentrati sul proprio dolore, non si riesce a riconoscere il dolore degli altri, non si arriva a capire che il dolore non è di nostra esclusiva proprietà, ma è di tutti, può colpire tutti forse ancora più forte di quanto abbia fatto con noi. 
Di questo romanzo si potrebbe parlare per ore: di ciò che trasmette, di ciò che racconta, di ciò che non dice. 
E' un romanzo che va letto e non raccontato. 
Perché la Petrizzo ha uno stile affilato che va dritto al punto, senza troppi giri di parole, senza mezzi termini. In ogni riga viviamo dolore e disperazione, in ogni riga viviamo l'impossibilità della felicità. 
Vorremmo dimenticare queste pagine per il dolore che ci hanno trasmesso, ma sarà difficile riuscirci. 
E vorremmo allo stesso tempo ricordarle per sempre, nonostante facciano male. 
L'unico consiglio giusto che mi sento di dare è leggetelo
Un libro come questo va letto, non va ignorato. 



Titolo: Il rovescio del buio
Autore: Francesca Petrizzo
Editore: Frassinelli
Pagine: 224
Isbn: 978882005103
Prezzo: €17,50
Valutazione: 3 e1/2 stelline

giovedì 9 giugno 2011

Da qui vedo la luna, di Maud Lethielleux



D'où je suis, je vois la lune


Comincio a usare delle parole nuove, appunto come questa "indesiderabile", oppure "inevitabilmente",
o parole più simpatiche che non si dicono davvero.
In effetti non avevo mai pensato che una parola fa un mucchio di cose tutte insieme. 
Prima di tutto, dice qualcosa, spiega un'ipotesi, ma in più fa un suono, o due, o tre, e delle volte quando la metti di fianco a un'altra fa come una canzone, sono quelle che io chiamo le parole innamorate, 
tu le metti una accanto all'altra e loro si sommano per dare bellezza a quella che gli sta vicino, o semplicemente senso, danno esistenza al loro coniuge. 



Trama:
Moon ha diciannove anni, un animo ingenuo e uno sguardo incantato sul mondo. Ha scelto di vivere per la strada perché vuole essere se stessa, libera - diversamente dalla gente che osserva passarle accanto - e addormentarsi la sera su un suo cartone privato da cui può vedere la luna, tra un lampione e la bottega di una fiorista. La chiamano "la piccola venditrice di sorrisi" ed è così che si guadagna quel minimo che le serve per campare. Sì, perché a lei e all'inseparabile cagnolina Comète basta poco; il calore, nelle gelide nottate dell'inverno cittadino, glielo regalano i suoi amici senzatetto, Suzie e Michou con il loro carrello del super, i punk migratori con le creste colorate, e Fidji, il suo grande amore, "bello come un angelo della notte". È per lui che Moon inizia a scrivere un romanzo, su un bloc notes sgraffignato in edicola. E poi c'è Slam, appena uscito di prigione, avaro di parole ma con un cuore immenso. Slam che ama tutto quel che Moon mette sulla carta e che ha una certezza: un giorno, lei ce la farà a prendersi la luna. Raccontato da una protagonista che ha tutto lo charme e il candore di Amélie Poulain, un romanzo tenero ed emozionante, una storia di amore e di amicizia piena di speranza, e di inguaribile, gioiosa fantasia.



L'autrice:
Maud Lethielleux, musicista, regista e scrittrice, ha percorso il mondo dall'Asia alla Nuova Zelanda. Il suo primo romanzo, Dis Oui Ninon, uscito nel 2009 in Francia, è diventato un caso editoriale. In Italia sarà pubblicato da Frassinelli nel 2012.

Recensione:
Leggo le prime pagine e il mio primo istinto è di abbandonare il libro.
So con certezza che non arriverò alla fine. Lo stile non mi piace tutte: troppe frasi sparse, apparentemente senza senso, troppe parole mozzate, troppi pensieri che non mi apparterranno mai.
Mi sono già estraniata: comincio a vedere quante pagine mancano alla fine (praticamente tutte, ne ho lette solo 3), inizio a distrarmi, dò uno sguardo alla trama  - nonostante non sia il mio stile - sperando di trovarci qualcosa che m'interesserà, lancio un'occhiata all'autrice ma non trovo nulla che mi convinca a non mollare.
Il punto è che non posso certo arrendermi alla terza pagina, perciò mi impongo di continuare, non so ancora per quanto, quel tanto che basta per farmi intuire che qualcosa cambierà.
Ed è accaduto.
Ho bevuto questo libro in poche ore e l'ho completamente adorato: altro che incertezze delle prime pagine, questo romanzo è davvero Grande.
Moon è una ragazzina che vive per strada con la sua cagnolina Comète, dorme sui cartoni, non si toglie gli abiti da anni perché ormai non si lava più, ha amici che fanno la sua stessa vita, ha un ragazzo, Fidji, che spesso scompare,  non sopporta quelle persone che tentano di aiutarla offrendole un tetto o del cibo.
Il suo tetto sono le stelle, le pareti sono i rumori e il cibo non è mai stato un problema.
Ci si aspetterebbe di trovarsi di fronte una persona dal carattere duro, arrabbiato, egoista, una ragazza cresciuta troppo in fretta...
Non è così.
Moon parla il gergo della strada, non sarà di certo educatissima ma sa essere una persona dolce. Adorabile con la sua cagnolina, profondamente innamorata del fidanzato, che si ostina a chiamare amorino facendo sorridere il lettore e facendogli continuamente ricordare che la protagonista non è una donna, ma ancora una ragazzina.
Una ragazzina che ha pensieri umani e amorevoli: non è disgustata dalla vita, la sua vita le piace. E vuole viverla.
Una ragazzina che deciderà di fare un regalo speciale per natale al suo fidanzato, decisione che le cambierà la vita.
Idea geniale: ruba un taccuino, si procura delle bic e inizia a scrivere la storia di Fidji, attraverso i ricordi che il ragazzo ogni tanto le racconta. Entro natale, avrà terminato il romanzo.
Ma mentre scrive, tutto cambia. Fidji non è più il protagonista, viene sostituito da una ragazzina, che va in giro col padre e con un cane, omaggio alla piccola Comète.
Le parole prendono forma nella testa di Moon, e al contempo acquistano un aspetto nuovo e migliore anche quelle del romanzo che noi lettori stiamo leggendo.
Le frasi spezzate e le parole mozzate iniziano a diventare lunghi periodi, la lettura diventa sempre più interessante.
Moon acquista spessore, identità, diventa un'amica.
Non sapremo mai nulla del suo passato, possiamo solo immaginare qualcosa attraverso i - pochi - ricordi che decide di condividere con noi, perciò ci ritroviamo a sperare nel suo futuro, a credere con lei e più di lei, a desiderare quel cambiamento di cui lei ha tanta paura.
Non possiamo far a meno di pensare che ciò che abbiamo letto non sia frutto di immaginazione, ma sia una storia vera. 
Andiamo alla ricerca di notizie sulla scrittrice e scopriamo proprio ciò che avevamo sentito: la Lethielleux a 17 anni si è innamorata di un vagabondo, ha deciso di seguirlo, abbandonando scuola e genitori, scegliendo la vita tra i cartoni, per ben due anni. Da quella esperienza è nato il suo primo libro, Dis oui Ninon, che ha riscosso grandissimo successo in Francia e non vediamo l'ora che venga pubblicato anche qui da noi.  
Da qui vedo la luna è una storia lieve, che in maniera discreta si insinua nella nostra mente e non ci abbandona, una storia forte, che continua a far parte di noi anche dopo che quel libro è stato chiuso e riposto nello scaffale.
Non riusciremo a liberarci facilmente di quelle parole, di quelle sensazioni...



Autore: Maud Lethielleux
Editore: Frassinelli
Pagine: 288
Prezzo: €17,90