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martedì 12 marzo 2013

Recensione: Anger di Isabel Abedi




Trama:
Ce l'hanno fatta: tre settimane su un'isola deserta al largo di Rio de Janeiro, dove telecamere nascoste li riprenderanno ventiquattr'ore al giorno: saranno attori di un film dalla trama imprevedibile. Sono dodici ragazzi e ognuno di loro ha un motivo particolare per partecipare, sogni da coltivare e segreti da custodire. L'isola è un paradiso, ma il ruolo che i ragazzi scoprono di dover ricoprire è inquietante: undici vittime e un assassino... È solo un gioco, nessuno morirà per davvero, eppure quando Joker viene trovato sfracellato sugli scogli capiscono che il film dei loro sogni si è trasformato in un horror...

L'autrice:
Isabel Abedi è nata nel 1967 e ha lavorato in pubblicità per tredici anni. Nel frattempo ha cominciato a pubblicare i libri per ragazzi che l’hanno resa celebre. Con il romanzo Whisper è stata segnalata in Germania per il Juvenile Book Award del 2006 e con Anger è entrata nella bestseller list dello Spiegel. Vive ad Amburgo con la famiglia.
Sito dell'autrice: http://www.isabel-abedi.com/

Recensione:
La scelta di leggere Anger è stata dettata esclusivamente da una fortissima curiosità.
Non ho letto il primo romanzo della Abedi pubblicato in Italia, non conoscevo lo stile dell'autrice, non ero in attesa di una nuova pubblicazione. Semplicemente quei dodici ragazzi sull'isola deserta e il gioco cui avrebbero dovuto prender parte mi incuriosivano tantissimo. La trama, fortunatamente, non mi suonava come il solito young adult, il che era un punto a suo favore. Si trattava semplicemente di un thriller, e che protagonisti di questo romanzo fossero adolescenti non cambiava necessariamente i toni dello stesso.
Non sono un'accanita lettrice di thriller, me ne concedo pochissimi all'anno, e Anger è riuscito a ottenere un posto d'onore tra quei pochissimi.
Il mio problema, quando leggo un giallo o un thriller - o quando leggo un qualsiasi romanzo dove ci sia qualcosa da svelare, qualcuno da individuare, un mistero da risolvere - è che passo la maggior parte del tempo ad analizzare personaggi e situazioni, concentrandomi sui dettagli, scartando gli improbabili colpevoli, focalizzando la mia attenzione su coloro che nessuno avrebbe mai considerato tali. E quasi ogni volta, quando ancora sono lontanissima dal finale, ci prendo. Se non riesco a individuare la logica soluzione, allora mi dico che ci possono essere solo due possibilità: o il paranormale, o l'escamotage che ha usato la Abedi a un certo punto e che non posso ovviamente rivelare qui.
Ovvio che la lettura per me non proceda nel modo più piacevole e spensierato: il mio cervello non molla finché non ha trovato il suo finale. Continuare a leggere già sapendo dove si andrà a parare fa perdere, purtroppo, di fascino al romanzo. Pazienza, al mio cervello in tali casi non si comanda!
Anche Anger ha subito quindi le mie personali indagini e le mie personali conclusioni, che puntualmente sono state confermate. La Abedi non ha saputo sorprendermi, e questo purtroppo è un punto a suo sfavore.
Ma non voglio certo ridurre l'intero romanzo al semplice finale.
L'idea di base mi è piaciuta fin dall'inizio: dodici ragazzi vengono scelti da un regista cinematografico per trascorrere tre settimane su di un'isola al largo di Rio de Janeiro, sotto la costante sorveglianza delle telecamere. Ognuno di loro potrà portare con sé solo tre oggetti personali, tutto ciò di cui avranno bisogno lo troveranno sull'isola. Lì vivranno 24 ore su 24 sotto i riflettori, come nel migliore (o peggiore?) dei reality show: stavolta però non ci sarà nessun pubblico da casa a osservarli o a votarli attraverso qualche tasto. No. Solo il regista, nascosto in una vicina isola, li sorveglierà per poi usare i momenti salienti per un suo nuovo film.
I dodici ragazzi non si conoscono tra loro, per l'occasione ognuno adotterà un nuovo nome e in quell'avventura potranno scegliere di essere se stessi o di recitare un ruolo: al regista non interessa. 
Una volta giunti in quel luogo disabitato scopriranno che in realtà le tre settimane hanno un obiettivo: i ragazzi devono prender parte a un gioco di ruolo in cui uno di loro sarà designato come assassino e gli altri come vittime. L'assassino dovrà pertanto uccidere uno alla volta le sue vittime senza farsi scoprire, e le vittime dovranno tentare di non farsi uccidere per poter vincere il gioco. Nonostante l'uso di termini come assassino e vittime, la morte non è realmente prevista. L'assassino potrà "uccidere" le sue vittime stringendo loro il polso sinistro e portandole in un luogo designato. Da lì in poi la vittima sarà rimpatriata.
Questo il riassunto per sommi capi. Inutile dire che le cose non seguiranno il corso prestabilito, che il gioco presto acquisterà sfumature terribilmente reali e che ansia e agitazione occuperanno i cuori di tutti i ragazzi.
Chi li controlla? Dov'è il regista? Chi altri c'è su quell'isola? Ne usciranno vivi?
Se lo si accosta, come in molti hanno fatto perché l'associazione nasce spontanea a uno dei capolavori dell'impeccabile Agatha Christie, Dieci piccoli indiani, Anger ne esce sconfitto e con la coda tra le gambe. Rivela la sua inadeguatezza, una trama abbastanza debole e dei personaggi poco convincenti.
Se lo si prende come romanzo a sé stante, senza cercare associazioni, allora acquista qualche punto in più. L'idea è abbastanza originale e anche moderna: i reality show sono il pane quotidiano che la tv ci propone ormai da quasi quindici anni, naturale che prima o poi venissero inseriti anche in qualche trama letteraria o cinematografica. A un'idea originale però non ha fatto seguito uno sviluppo altrettanto convincente: per poter strutturare una storia del genere c'è bisogno di un'attenzione maniacale per i dettagli, di una presentazione meticolosa dei personaggi e soprattutto una descrizione di scene e situazioni in modo che il lettore abbia in mano tutti gli elementi per risolvere "il caso" ma senza accorgersene. E' lì la sapienza di chi scrive un thriller o un giallo: costellare la storia di indizi che solo un lettore attento saprà cogliere. Non è il caso di questo romanzo: l'autrice ci ha regalato descrizioni precise, spesso anche troppo, ma inutili ai fini del mistero. Ha creato personaggi abbastanza credibili, ma la loro caratterizzazione ci ha forse sviato, perché non concentrata sugli elementi giusti. Ha insistito su alcuni aspetti (come ad esempio la passione della protagonista per la danza) che lasciano il tempo che trovano: tanto rumore per nulla.
L'impressione finale è stata quindi una certa dose di piacevolezza nel leggere questo storia, accompagnata però dalla costante sensazione che l'autrice avrebbe potuto fare di meglio. Storia non da bocciare né da esaltare: da inserire tra quei romanzi nella media, che sembra stiano lì lì per spiccare il volo ma che poi preferiscono mantenere una bassa quota.

Titolo: Anger
Titolo originale: Isola
Autore: Isabel Abedi
Traduttore: Anna Carbone
Editore: Corbaccio
Pagine: 224
Isbn: 9788863804584
Prezzo: €16,40
Valutazione: 3 stelline
Data di pubblicazione: 7 Marzo 2013

martedì 5 marzo 2013

Inchiostro in avvistamento: i titoli di Marzo

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Una bella carrellata di titoli per il mese di marzo. 
In realtà ce ne sono ancora altri (tre o quattro, credo) di cui avrei voluto parlare ma, non avendo trovate informazioni dettagliate, preferisco rinviare la presentazione a quando sarò più certa dei dati che li riguardano. Questi sono i romanzi che nel mese di marzo hanno più attirato la mia attenzione, anche se non desidero tutti con la stessa intensità. 
Sicuramente il primo post nella wish list di marzo spetta a Il Weekend, nuovo romanzo di Peter Cameron. Ho letto i suoi precedenti tre, ammiro il suo stile e le sue storie, e non ho bisogno di riflettere se sia il caso o meno di leggerlo. Sarà mio senza dubbio. 
Secondo posto merita il romanzo della von Arnim, Una principessa in fuga, della quale mi sto lentamente innamorando: sono felice che la Bollati Boringhieri continui a tradurli con una velocità tale da non farmene mai sentire la mancanza. Anche i suoi romanzi li comprerei a scatola chiusa, finora non mi ha delusa. 
Salti di gioia li farò quando avrò tra le mie mani le illustrazioni di Benjamin Lacombe della sua Ondine: Lacombe si è guadagnato tutta la mia ammirazione per la sua arte e ogni sua pubblicazione ha un posto di riguardo nella mia libreria. 
La distopia gioca un ruolo importante in questo mese con ben tre titoli: The selection, Hybrid e Chaos. 
Sono ugualmente attirata da tutti e tre, anche se so che il rischio di cadere nel solito banale ya è alto. Ma lo correrò! Anger meriterebbe invece un discorso a parte non essendo ambientato in una società distopica. Ma  c'è da sottolineare che nella presentazione viene accostato ad Hunger Games, quindi forse ci sarà qualcosa che richiami le atmosfere del genere narrativo. 
Un occhio di riguardo va a Evelina e le fate di Simona Baldelli, finalista al premio Calvino 2012, e che appare come un romanzo profondo e delicato. 
Ho ritagliato uno spazio anche per Una piccola stella, romanzo di John Lindqvist, autore riconosciuto come tra i migliori nel genere horror, genere per cui non vado assolutamente pazza ma che ho saputo apprezzare nel suo più famoso Lasciami entrare. Ho deciso pertanto di dargli di nuovo l'occasione di stupirmi. 
Quanto ai titoli restanti, ognuno ha il suo perché nella mia testa e nel mio cuore: un libro mi ha incantata per la copertina (eh, ogni tanto mi capita, e se vi domandaste di quale parlo, sappiate che l'arancione è il mio colore preferito); un altro mi ha conquistata perché nel titolo c'è la mia città preferita; uno mi ha incuriosita perché protagonisti sono i libri; uno perché è scritto dalla regina del chick-lit anche se sotto mentite spoglie; uno perché ha per protagonista una ragazza con uno strano proposito, e un altro perché protagonisti sono degli anziani che sembrano davvero simpatici; uno perché ha le sfumature del classico, uno perché parla di amicizia, un altro perché il titolo è davvero carino ed è italiano (quindi nessuna traduzione fuorviante). 
Credo di aver detto tutto. E voi? Da quale titolo vi lascerete conquistare?





Sotto il cielo di Buenos Aires
Daniela Palumbo
1952. Addio, Italia. Un lungo viaggio su una grande nave dovrebbe essere un'avventura magica, un sogno ad occhi aperti per chiunque¿ Invece per Ines significa abbandonare tutto - la scuola, l'amore, l'adorata cavalla Lucerna - e partire con un grande punto interrogativo nella testa e un peso sul cuore. Destinazione: Argentina. A Buenos Aires non mancano colori e odori nuovi, idee e amicizie da scoprire, ma ben presto Ines incontra sulla sua strada una dittatura sanguinaria, e impara una parola che la segnerà nel profondo: desaparecidos . Si può davvero sparire per sempre? La ricerca della verità fa il giro del mondo e arriva ai nostri giorni, toccando le vite di Angela Maria, Ines, Estela, Luna, Pablo, tutti parte di un grande segreto da svelare e di un unico destino da ricostruire. Un romanzo che affronta con forza, intensità e speranza una delle pagine più crudeli della Storia.
Edizioni Mondadori. €15,00. 4 Marzo

Paris in love
Eloisa James
Paris in love racconta di un anno immensamente gioioso, che a volte mi capita di ricordare attraverso una nuvola di cioccolato e lingerie. Ma la gioia non veniva solo dal cioccolato. Circondati da persone che parlavano un’altra lingua, abbiamo iniziato a comunicare tra noi. Abbiamo costituito una piccolissima tribù che mangiava insieme, battibeccava insieme, soprattutto si divertiva insieme. Abbiamo imparato a sprecare il tempo, insieme. E poi ci siamo portati a casa la lezione. Per liberarsi dei ricordi (e dei fantasmi) del passato, Eloisa e suo marito Alessandro decidono di lasciarsi alle spalle la vita del New Jersey per tuffarsi nel sogno di un anno a Parigi. Giorno dopo giorno i ritmi e i sapori della città conquistano tutta la famiglia. Tra passeggiate al Bois de Boulogne, shopping alle Galeries Lafayette, assaggi di cioccolato e formaggi, Eloisa, a volte controllata al limite della mania, impara che non è necessario vivere momento per momento, ma che i momenti si possono anche buttare via senza che il mondo smetta di girare. Questa è la vera joie de vivre.Piacevole come una commedia di Woody Allen, romantico come Colazione da Tiffany, un quadro perfetto di una città magica, delizioso mix tra una guida turistico sentimentale e il romanzo autobiografico. Colori e profumi, cucina e abbigliamento, un vero atto d’amore nei confronti della Ville Lumière.
Edizioni Piemme. €17,00. 5 marzo


Chaos 
Lauren Oliver
Nel mondo di Lena l'amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazza. Lena non vede l'ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi, ma proprio il giorno dell'esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle. L'amore tra Lena e Alex cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappara nelle Terre Selvagge. Ma purtroppo i piani non vanno come previsto... Lena si ritrova sola, senza Alex, che è rimasto dall'altra parte della rete, e senza la vita che conosceva. Vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male. Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex...
Edizioni Piemme. €17,00. 5 Marzo


Hybrid - Quel che resta di me
Kat Zhang
In un futuro distopico, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l'anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell'infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un'aberrazione da correggere. Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua seconda anima ancora attiva. È proprio Eva la voce narrante che ci fa vivere le emozioni dal suo punto di vista. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l'altra parte di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l'una dell'altra. Nonostante tutti i tentativi per difendere e nascondere l'esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto e le due vengono rinchiuse in un agghiacciante centro per ibridi non resettati. L'unico modo per sopravvivere entrambe è una fuga impossibile.
Edizioni Giunti Y. €14,50. 6 Marzo


Evelina e le fate
Simona Baldelli
La narrazione si apre con una scena memorabile, l'arrivo degli sfollati: a Evelina pare che dalla neve stiano uscendo le anime dei morti. La bambina vede due fate: la Nera, dai tratti cupi, e la Scepa, la fata allegra, colorata, con una veste a fiori, che ride sempre. Nei dintorni del casolare girano i partigiani: il loro capo, il Toscano, ottiene dal padre di Evelina, che con loro simpatizza, del cibo. Evelina e i suoi fratelli Sergio e Maria trovano il cadavere di un tedesco ammazzato dai partigiani: la Nera li fa scappare in tempo, e li spinge a nascondersi, pochi attimi prima dell'arrivo dei tedeschi. In un succedersi incalzante di colpi di scena, sulle colline attraversate dalla linea gotica alle spalle di Pesaro, in attesa dell'arrivo degli Alleati, trascorre l'ultimo anno della Seconda guerra mondiale filtrato dallo sguardo magico dell'infanzia, e travolge tutta la famiglia di Evelina, padre e madre molto malata, i fratelli, e il segreto di una bambina ebrea nascosta sotto una botola dentro la stalla. Realtà e magia si mescolano e si intrecciano, facendo rivivere il mondo contadino e quello delle fiabe, l'intrico complesso della guerra civile e di quella mondiale. Lo stile asciutto, arricchito di elementi dialettali, rende il racconto più reale: parole magiche, parole amuleti, filastrocche, che aprono la porta al sogno o alla profezia. E alla comprensione possibile di quello che accade.
Edizioni Giunti. €12,00. 6 Marzo


Una principessa in fuga
Elizabeth von Arnim
La giovane principessa Priscilla è stanca, stanca morta della vita di corte, del protocollo, delle dame di compagnia e di tutti gli obblighi cui deve sottostare per il solo fatto di essere figlia del granduca di Lothen-Kunitiz. Così progetta la fuga da palazzo, una fuga inesorabilmente e frettolosamente anticipata non appena il granduca decide di dare Priscilla in moglie a un cugino. Accompagnano Priscilla il bibliotecario Fritzing – ufficialmente bibliotecario, in realtà una via di mezzo tra un padre, troppo assente quello vero, e la madre che Priscilla ha perso anni prima – e la cameriera Annalise, ignara del fatto che la principessa abbia deciso di trasferirsi in un piccolo cottage della campagna inglese soffocato dai rampicanti, senza servitù, per condurre finalmente una vita del tutto normale. Priscilla può adesso cominciare la vita che sogna da sempre: non avere nessun obbligo, se non quello di essere buona e aiutare i bisognosi. Ma la sua idea di bontà – distribuire banconote di grosso taglio tra i paesani allibiti, rimpinzare di dolciumi i bambini, somministrare del rum a una vecchietta malata – non è delle più canoniche. Neanche a dirlo, presto i sogni si infrangono: i soldi finiscono, la cameriera avvilita tesse un ricatto ai danni di Priscilla, le famiglie del villaggio mal tollerano lo scompiglio che l’arrivo della principessa ha portato con sé. Ma come in ogni fiaba che si rispetti, non manca il lieto fine. O quasi.
Edizioni Bollati Boringhieri. €16,50. 14 marzo

Anger
Isabel Abedi
Ce l'hanno fatta: tre settimane su un'isola deserta al largo di Rio de Janeiro, dove telecamere nascoste li riprenderanno ventiquattr'ore al giorno: saranno attori di un film dalla trama imprevedibile. Sono dodici ragazzi e ognuno di loro ha un motivo particolare per partecipare, sogni da coltivare e segreti da custodire. L'isola è un paradiso, ma il ruolo che i ragazzi scoprono di dover ricoprire è inquietante: undici vittime e un assassino... È solo un gioco, nessuno morirà per davvero, eppure quando Joker viene trovato sfracellato sugli scogli capiscono che il film dei loro sogni si è trasformato in un horror...
Edizioni Corbaccio. €16,40. 7 Marzo



Lo scaffale infinito 
Andrea Kerbaker
"Lo scaffale infinito" racconta l'amore per i libri nell'età moderna, dal XIV secolo ai giorni nostri. È un viaggio molto personale tra collezionisti, volumi e biblioteche del mondo, concepito come un'ideale staffetta in cui, per ogni epoca, il testimone viene portato da una figura chiave. Si parte da Francesco Petrarca e la sua straordinaria collezione di manoscritti e si viaggia nei secoli e nei luoghi, dall'umanesimo toscano fino al mondo globale del terzo millennio, attraverso l'Europa rinascimentale e la Russia degli zar, gli Stati Uniti della smodata crescita economica di fine Ottocento e la sciagurata parentesi nazista. Si alternano così personaggi come Hernando Colón, figlio illegittimo di Cristoforo Colombo, e Monaldo Leopardi, padre non amato di Giacomo, cardinali come Federigo Borromeo e Mazarino, industriali ricchissimi e attori squattrinati (i primi stampatori di Shakespeare), e decine di altre figure, tutte possedute dal "furore di aver libri" e dal desiderio di fondare una biblioteca. In conclusione, nume tutelare del collezionismo di oggi, Umberto Eco con la sua ecletticissima raccolta. A far da cicerone, l'autore con i suoi molteplici viaggi, incontri, esperienze, rivisitati all'insegna del mondo dei libri con un tono ironico, mai pedante.
Edizioni Ponte alle Grazie. €16,80. 7 Marzo



La piccola dea della fertilità
Paul Mesa
A Bianca ha ventisei anni ed è alta solo un metro e quarantanove centimetri, ma è grande abbastanza da desiderare il grande amore e la nascita di un bambino. Il piccolo albergo tedesco, curato e familiare, dove fa la cameriera, è la cornice delle sue stravaganti avventure. La sua mamma, che era di Lisbona e che l’ha soprannominata Bica come si chiama in Portogallo il caffè ristretto, è morta da tredici giorni quando comincia il romanzo, ma continua ad apparire alla figlia per ricordarle fiabescamente il fantastico potere della matermità. Bica, per assicurare agli ospiti dell’albergo una magica soluzione alle loro incertezze esistenziali, comincia a bucare tutti i preservativi che trova nei loro cassetti... Paul Mesa è riuscito a creare un personaggio nuovo, evocando con mano lieve le atmosfere nostalgiche del Portogallo, la sensualità degli aromi che si allacciano ai sentimenti, e ha dato vita a una nuova Amélie, leggera come una fata, pasticciona come una bambina, spiritosa e travolgente come una ragazza di oggi.
Edizioni Sperling & Kupfer. €15,90. 12 Marzo



The Selection
Keira Cass
In un futuro lontano, in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l’erede al trono seleziona la propria moglie grazie a un reality show spettacolare. Per molte ragazze la Selezione è l’occasione di una vita. L’opportunità di sfuggire a un destino di miseria e sognare un futuro migliore. Un futuro di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America è un incubo. A sedici anni, l’ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa in un Palazzo che non conosce. Perdendo così l’unica persona che abbia mai amato, il coraggioso e irrequieto Aspen. Poi però America conosce il Principe Maxon e le cose si complicano. Perché Maxon è affascinante, dolce e premuroso. E può regalarle un’esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare…
Edizioni Sperling & Kupfer. €17,90. 12 Marzo



Una piccola stella
John A. Lindqvist
Mentre è a caccia di funghi in un giorno d'autunno, Lennart Cederström, un tempo famoso cantante pop, scopre una neonata avvolta in un sacchetto di plastica. Con un bacio, le ridà la vita, ma il primo grido della bambina lo sbalordisce: una nota perfetta, un puro e limpido mi risuona nella foresta. Un giorno Teres, cresciuta nascosta agli sguardi dei curiosi, diventerà famosa, lanciata sul palco di un concorso per talenti in erba. L'amicizia via internet con Teresa, una bambina sola e infelice come lei, creerà un legame potente e fortissimo: ormai adolescenti, le due ragazzine sono pronte a dar seguito al loro desiderio di vendetta.
Edizioni Marsilio. €19,00. 13 Marzo



Ondine
Benjamin Lacombe
Una fiaba romantica e gotica intrisa di fantastico, di sogno e di incanto. Nata in un palazzo di cristallo in fondo al mare, Ondine è una bellissima ninfa che si innamora del nobile cavaliere Hans di Ringstetten. Riadattando la novella dello scrittore bretone Friedrich La Motte-Fouqué, che per primo nel 1811 aveva tradotto in francese il mito tedesco, Benjamin Lacombe firma testo e illustrazioni di una favola dove amore e morte, fascino e paura, fantastico e bellezza si intrecciano continuamente. Mondi onirici, surreali e impalpabili sono interpretati da Lacombe con delicate tonalità preraffaellite, mentre rarefatti disegni su pagine trasparenti, che aggiungono magia alle illustrazioni, evocano l’evanescente mondo acquatico delle ninfe.
Edizioni Rizzoli. €18,00. 13 Marzo



La banda degli insoliti ottantenni
Catharina Ingelman Sundberg
Märtha e la sua banda di cinque simpatici vecchietti vivono in una casa di riposo. I loro giorni trascorrono all’insegna della noia e dell’avvilimento, specie da quando il nuovo proprietario dell’istituto ha tagliato tutte le spese: cibo, divertimenti e persino le decorazioni natalizie! Tanto che arrivano a pensare che starebbero meglio in prigione, dove almeno la mensa funziona. Perché allora non evadere e commettere una rapina, per venire incarcerati? Il primo colpo della scombinata gang non va però come avevano previsto, così decidono di rimediare pianificando il furto del secolo. Ma essere arrestati non è semplice come si immagina e quando finalmente finiscono al fresco si accorgono di aver sopravvalutato la vita e gli agi di quel “ricovero”. Anzi, tra rigide gerarchie, mafiosi slavi e criminali senza scrupoli che farebbero di tutto per impossessarsi del loro bottino devono far ricorso a ogni possibile stratagemma per uscirne incolumi. Dove porterà la rocambolesca avventura di questa banda di intrepidi Lupin dai capelli grigi? Chiunque li incontri farebbe meglio a mettersi al riparo... Evasi dall’ospizio, inseguiti dalla mafia, riusciranno a compiere il furto del secolo? Da questo romanzo la serie televisiva svedese presto in onda anche in Italia.
Edizioni Newton Compton. €12,90. 21 Marzo



A che gioco giochiamo?
Madeleine Wickham
È stato Patrick ad avere l'idea di invitare gli amici per un weekend di tennis e relax. Non vede l'ora di esibire la favolosa residenza di campagna acquistata grazie ai lauti guadagni della sua attività per così dire... spregiudicata di consulente finanziario. Ma alla bella moglie Caroline non ha rivelato il vero motivo di questa riunione a cui tiene così tanto. Caroline è una donna senza peli sulla lingua che conosce bene il caro maritino, quindi non si fa certo problemi a dire la sua in merito a questa iniziativa. È ben contenta di accogliere Stephen e Annie, i vecchi vicini di casa con qualche problema finanziario, un po' meno di vedere l'arricchito Charles e la sua aristocratica moglie Cressida, ed è scontentissima di dover avere a che fare con il competitivo e pedante Don, cliente di Patrick, e la sua sciocca figlia Valerie. Quando le quattro coppie si riuniscono, sembra già chiaro chi siano i vincitori e chi i vinti nella vita. Ma nel momento in cui la prima palla viene lanciata oltre la rete l'impeccabile campo da tennis in erba diventa teatro di qualcosa di molto diverso da un piacevole torneo fra amici. Ha inizio infatti una due giorni di ripicche, scenate e rivelazioni, culminante nell'arrivo di un ospite inatteso che sovvertirà completamente gli equilibri... In A che gioco giochiamo? Madeleine Wickham racconta senza mai perdere l'usuale leggerezza il rapporto che intratteniamo con il denaro, scegliendo come bersaglio della sua tagliente ironia il mondo fatuo dei nuovi ricchi. In questa fiera di vanità e opportunismo, dietro l'ostentazione si nascondono tante piccole miserie e in nome dei soldi sembra lecito sacrificare tutto, persino l'amicizia.
Edizioni Mondadori. €19,00. 19 Marzo


Il weekend
Peter Cameron
John e Marian, coppia di facoltosi quarantenni, attendono nella loro villa di campagna l'arrivo di Lyle, critico d'arte di New York, nell'anniversario della morte di Tony, fratello di John e amante di Lyle per nove anni. Quest'ultimo si presenta però in compagnia di Robert, ventiquattrenne pittore di origini indiane: circostanza fatalmente destinata a trasformare il placido soggiorno che i tre avevano programmato in una sequenza di momenti imbarazzanti e carichi di tensione. Ma se l'ansiosa Marian sembra essere l'unica ad accorgersene e John si chiude in un laconico riserbo, Lyle fa di tutto per apparire disinvolto. Il suo ultimo libro, Neo qua, neo là - in cui descrive la pittura contemporanea come «un'arte moribonda» -, ha avuto un successo di pubblico inaspettato, e l'adorazione del giovane Robert lo fa sentire, dopo tanto tempo, di nuovo desiderato. Il che sarebbe ideale per elaborare il lutto e guardare con fiducia al futuro. Eppure, come Lyle imparerà a proprie spese, «lo scorrere dei giorni leviga il dolore ma non lo consuma: quello che il tempo si porta via è andato, e poi si resta con un qualcosa di freddo e duro, un souvenir che non si perde mai». È infatti nelle situazioni più ordinarie - una cena in giardino, una nuotata nel fiume accanto alla casa - che l'assenza di Tony si fa insopportabile, costringendo i tre amici a sollevare il velo di falsa naturalezza che maschera ansie inespresse e antichi dolori. Con la consueta sagacia, in questo romanzo avvolgente Cameron si mostra come pochi capace di dosare satira sociale e introspezione, per condurci fino a quel luogo della coscienza dove si celano le domande più importanti: è possibile conoscere davvero una persona? Su quali basi poggiano i nostri rapporti con gli altri?
Edizioni Adelphi. €16,00. 20 Marzo

Lucky Jim
Amis Kingsley
Jim Dixon è un giovane studioso di letteratura inglese medievale in un’oscura università delle Midlands. La seconda guerra mondiale è finita da poco, il vecchio ordine si è sgretolato e quello nuovo non è ancora sorto dalle macerie. Jim cerca il proprio spazio nel mondo, convinto che «innumerevoli sono i modi in cui le cose belle possono essere più belle di quelle brutte» e che lo studio e l’amore possano, forse, regalargli una vita diversa. Definito il primo «campus novel» moderno, Lucky Jim è innanzitutto un romanzo di inesauribile comicità – capace di rinnovare e rilanciare la tradizione della commedia satirica inglese di costume da Dickens a Fielding fino a Wodehouse e Waugh – ma è anche una grande storia d’amore, un romanzo di riscatto e rivincita, un attacco sferrato contro la noia e il conformismo. Un capolavoro
Edizioni Dalai. €16,90. 12 Marzo


Io la signora Tamara la terrei
Giorgia Manzi
Quando Lilli arriva in Grecia con i genitori, nell'estate che precede l'inizio del liceo, non può immaginare quanto la sua vita cambierà in poco tempo. Si sono trasferiti lì per il lavoro di suo padre, e a lei tocca ricominciare tutto da capo. Clelia, sua madre, critica tutto e tutti, suo padre porta a casa i soldi, nient'altro. I suoi compagni di classe sembrano macchiette e la professoressa d'italiano non fa che appiopparle brutti voti per i suoi temi fantasiosi. Per fortuna c'è Tamara, la signora rumena che è stata assunta come colf a casa loro. Per fortuna, sì. Perché quando Clelia si ammala di un cancro incurabile e Lello, il ragazzo a cui Lilli ha dato il suo primo bacio, deve partire per l'Italia, è proprio Tamara l'unica su cui Lilli può ancora contare. Per imparare a guardare avanti. Età di lettura: da 12 anni.
Edizioni Rizzoli. €11,00. 13 Marzo

La mia unica amica
Eliana Bouchard
In un giorno di ottobre due bambine si trovano a condividere l'unico banco rimasto libero proprio accanto alla cattedra; ci rimarranno per nove mesi, tanto durerà la loro nascente e progressiva amicizia, segnata da provenienze sociali molto diverse. Il conflitto tra loro sempre in agguato nasconde la tenacia di un sentimento purissimo, talmente forte da resistere per un tempo molto superiore alla durata di quell'anno scolastico. Nei dialoghi delle due amiche si condensano i temi eterni del bene e del male, dell'odio e della gelosia, dell'invidia, della conoscenza, e il rovello tagliente della verità. Vale più la verità o l'amicizia? Su questo e altri nodi si avvolge e si svolge l'intera storia, in compagnia di una natura che occhieggia dalle finestre e spinge, per entrare e infrangere le barriere del sapere. Sullo sfondo si muovono i compagni di scuola, descritti nelle forme caricaturali così congeniali alla perfidia delle menti infantili; una maestra regna sovrana, arbitro indiscusso di una corte in eterno subbuglio. L'anno della grande eclissi offre alla classe un'occasione, una sfida, e tutti in fila, su per la montagna, chi con un binocolo, chi con un vetrino affumicato, si inerpicano sul viottolo incerto della conoscenza. Non lontano dall'edificio scolastico, tuttavia, saettano gli slittini di legno raspando la neve, sfidando la sorte e quindi la vita, nel punto di incontro del piacere sfrenato e del botto mortale. L'esperienza dice che è bene non incontrarsi mai più, dopo che l'esistenza ci ha piegati in forme talvolta non più riconoscibili, eppure la scoperta di una minima traccia dell'altro può far risuonare, improvvise, le corde del cuore, e riportare alla mente le sensazioni e le immagini di passioni non spente.
Edizioni Bollati Boringhieri. €16,50. 14 Marzo

mercoledì 27 febbraio 2013

Recensione: Il colore del latte di Nell Layshon




Trama:
È la primavera del 1831 quando Mary incomincia a scrivere la sua storia. Scrive lentamente, ci vorranno quattro stagioni perché racconti tutto. Ma non importa: scrivere è diventato un bisogno primario per lei, come mangiare e dormire. Viene da una famiglia di contadini, ha quindici anni, una gamba più corta dell’altra e capelli chiari come il latte. Conosce solo la fatica del lavoro nei campi, proprio come sua madre, suo padre e le sue sorelle. Conosce solo il linguaggio della violenza, che il padre le infligge se non lavora abbastanza. Ma ha un cervello lucido e una lingua tagliente. Un giorno il padre la allontana di casa perché il vicario vuole una ragazza che accudisca la moglie malata. Mary non vuole abbandonare l’univa vita che conosce, ma non ha scelta. E nella nuova casa imparerà a scrivere, e scrivere rende liberi anche se la libertà ha un prezzo.

L'autrice:
Nell Leyshon è nata a Glatsboury, in Inghilterra e vive nel Dorset. È autrice pluripremiata di numerose sceneggiature, soprattutto teatrali. Passerà alla storia per il suo talent: è infatti la prima sceneggiatrice donna a cui il Shakespeare’s Globe Trust abbia mai commissionato (dalla sua fondazione nel 1599) uno spettacolo per il Globe, il teatro più famoso del mondo, il luogo in sui Shakespeare stesso lavorò ai suoi capolavori. Forse per l’influsso delle numerose sceneggiature prodotte, la scrittura di Nell Leyshon coinvolge e assorbe immediatamente, i suoi personaggi conquistano e convincono come fossero persone in carne e ossa. Il colore del latte ha stupito la stampa e il pubblico internazionali e ha conquistato tutti in casa editrice.


Recensione:
Il colore del latte l'ho iniziato un giorno a causa della pigrizia. Ero sul letto, avevo appena finito un libro e mi annoiava a morte il dovermi alzare a prenderne un altro. Avevo voglia di leggere ancora, ma volevo che fossero i libri a raggiungermi e non viceversa. Accade così che nei momenti di totale pigrizia vinca il libro fisicamente a me più vicino. E' riuscito ad attirare la mia attenzione perché era a portata di mano, rispetto ad altri romanzi che forse avrei preferito leggere prima. Ma a volte va così, e devo dire che è anche andata inaspettatamente bene.
Già, Il colore del latte è un romanzo che ti spiazza alle prime pagine. Il lettore si scontra con uno stile non immediatamente piacevole. Uno stile che apparentemente non ha gran cura della punteggiatura, della sintassi, di maiuscole e minuscole; che si traduce in una trascrizione del parlato di una ragazzina, contadina, di inizi ottocento. La ragazzina si presenta, ci sillaba il suo nome, si descrive fisicamente, ci informa dell'anno in cui scrive quel diario (1831) e di quel che vede fuori dalla sua finestra per poi avvisarci che ci racconterà i fatti accaduti l'anno precedente. Dal principio. La sua scrittura è zoppicante, un po' come lei che ha una gamba che non le funziona perfettamente, e i suoi racconti ci lasciano - almeno per le prime pagine - con qualche punto interrogativo. Innanzitutto ci chiediamo come faccia Mary, è questo il suo nome, a saper scrivere visto che non sembra assolutamente avere tempo, modo o semplicemente voglia di imparare. Insieme alle sorelle deve badare alla fattoria e alle faccende di casa. I genitori assumono le fattezze di freddi datori di lavoro, le giornate sono scandite dalla fatica e dal sudore, lo svago non esiste. (Dickens vi avrebbe trovato materiale per un'altra dozzina di romanzi!). Unico personaggio più umano è il nonno, impossibilitato a muoversi, al quale Mary è molto affezionata.
Non siamo di fronte alla tipica protagonista che ci si potrebbe aspettare da un romanzo del genere: Mary non sogna di andare via lontano da quella casa, non sogna il riscatto sociale né il principe azzurro. Non è in cerca di qualcosa di diverso. Non sa ancora cosa vuole, è l'unica delle quattro sorelle a non sapere cosa desidera, ed è la prima delle quattro a cui viene offerta la possibilità di cambiare. Può lasciare la casa, andare a servizio presso una famiglia benestante dove il lavoro che dovrà svolgere sarà molto meno faticoso, le persone più educate, le possibilità di cambiare maggiori. Eppure Mary non vuole, non è in cerca di quello, non ha bisogno degli agi che le vengono offerti. Costretta ad accettare, quel cambiamento dapprima innocuo le stravolgerà completamente la vita.
Anche se inizialmente si potrebbe far fatica a entrare nella storia, a causa di quel parlato così immediato ma troppo sgrammaticato, poco alla volta il lettore riesce perfettamente a vedere Mary, dai capelli color del latte, a immedesimarsi in lei, a comprenderla. Il lettore riesce a vivere il disagio della ragazzina nel momento in cui si ritrova in una nuova casa alle prese con persone con le quali non è cresciuta insieme; percepisce la difficoltà a sentirsi apprezzata essendo un sentimento che non ha mai provato prima e di cui non ha mai avvertito il bisogno; avverte la curiosità verso la possibilità di imparare a leggere e a scrivere, e il profondo desiderio di continuare a farlo, anche se a un prezzo troppo alto.
Si continua a leggere e ci sembra che Mary sia l'autrice, ci sembra impossibile che colei che ci ha parlato fino a quel momento sia solo un personaggio uscito fuori dalla fantasia di una scrittrice.
Questo è un romanzo di quelli che definisco forti. Una di quelle storie che parte in sordina, poi passano i giorni - l'ho letto una settimana fa - ed è ancora lì a pulsare nei miei ricordi come se l'avessi appena finito. E' un romanzo che continua a parlarmi anche da lontano, a raccontarmi la bellezza della vita e la necessità di sentirsi liberi.

Titolo: Il colore del latte
Titolo originale: The Colour of Milk
Autore: Nell Leyshon
Traduttore: Rita Giaccari
Editore: Corbaccio
Pagine: 180
Isbn: 9788863804256
Prezzo: €14,00
Valutazione: 3,5 stelline
Data di pubblicazione: 31 Gennaio 2013

mercoledì 31 ottobre 2012

Avvistamento: L'enigma dell'impero (The History Keepers #2) di Damian Dibben

Le sensazioni provate dopo la lettura del primo volume di questa serie, I custodi della storia, sono ancora abbastanza vive dentro di me. In fondo il primo romanzo è stato pubblicato solo pochi mesi fa, a maggio, e ora la Corbaccio già ci regala la pubblicazione del secondo episodio: L'enigma dell'impero. Se I custodi della storia si era fatto apprezzare per la sua semplicità e genuinità, non possiamo che sperare che questo nuovo romanzo (ultimo della serie? non abbiamo trovato notizie certe) non tradisca le aspettative e ci soddisfi quanto o più di quello. Dalla settimana prossima in libreria. 

L'enigma dell'impero 
di Damian Dibben

Trama:
Nel cuore di Londra si nasconde la setta dei Custodi della storia: viaggiano nel tempo per difendere il passato dagli attacchi dei nemici, che tentano di distruggerlo e piegarlo alla loro maligna volontà. Ma ora gli agenti sono in pericolo: le riserve di atomium, l'ingrediente fondamentale che consente loro di viaggiare nel tempo, sono ormai quasi esaurite e devono recuperarne di nuove. Sono così costretti ad imbarcarsi in una rischiosa missione nel passato, che li porterà indietro nel tempo più di duemila anni: nell'impero Romano. Non c'è tempo da perdere, perché la nemica famiglia Zeldt sta progettando una rivoluzione nell'antichità che condannerà per sempre l'umanità alla schiavitù. Solo che viaggiare così indietro nel tempo non è alla portata di tutti gli agenti, ma solo di pochi eletti. Proprio il protagonista Jake Djones si ritrova così nel cuore dell'età antica, dalle porte dell'Ade alle strade della Roma imperiale...

L'autore:
Damian Dibben, inglese, lavora come sceneggiatore a varie serie televisive e a film per la televisione e per il grande schermo. È orgogliosamente londinese e vive a Southbank con il suo cane Dudley. 

Titolo: L'enigma dell'impero
(The History Keepers #2)
Titolo originale: The History Keepers: Circus Maximus
Autore: Damian Dibben
Editore: Corbaccio
Pagine: 480
Isbn: 9788863803440
Prezzo: €16,40
Data di pubblicazione: 8 Novembre 2012

lunedì 4 giugno 2012

Recensione in Anteprima: In verità è meglio mentire di Kerstin Gier

In Warheit wird viel mehr gelogen

Trama:
158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po’ freak e… vedova a nemmeno trent’anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità.
Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore improvvisamente lasciandola in un mare di guai, primi fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l’esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano.
Fra psicoterapeute incapaci, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai, e, perché no?, trovare l’uomo giusto per lei e a cui non importa se è «troppo» intelligente…

L'autrice:
Kerstin Gier, nata nel 1966, vive con il marito e il figlio in un paese della Westfalia. In Germania è già un fenomeno da record. Ha raggiunto la notorietà grazie a romanzi femminili estremamente divertenti, apprezzati per la loro intelligente ironia. In verità è meglio mentire, il primo di questi romanzi che viene pubblicato in Italia, ha venduto nella sola Germania 200.000 copie in pochi mesi.
Sito dell'autrice: http://kerstingier.com/

Recensione:
Quanti di noi stavamo attendendo con ansia la pubblicazione di un altro romanzo di Kerstin Gier?
Non che l'attesa tra un romanzo e l'altro sia stata così lunga: dall'uscita dell'ultimo volume della Trilogia delle Gemme a oggi son passati pochi mesi, fortunatamente, e tra pochi giorni tutti potremo leggere In verità è meglio mentire, volume autoconclusivo uscito in Germania nel 2009.
Cosa aspettarsi da questo romanzo?
Io mi aspettavo scintille. In Red, Blue e Green la Gier ha dimostrato di saperci fare: si è inoltrata nel genere young-adult senza indulgere nel sensazionalismo o nelle facili emozioni, raccontandoci un'avvincente di storia di viaggi nel tempo con originalità e ironia, addentrandosi in una storia d'amore senza dover cadere nei soliti stereotipi. La sua è senza dubbio (opinione ovviamente personalissima) una delle trilogie fantasy per adolescenti migliori degli ultimi anni.
Come si sarà comportata la scrittrice alle prese con altri generi letterari?
Ero curiosa, curiosissima, e continuerò ad esserlo verso tutta la sua produzione letteraria che, ad oggi, conta già una quarantina di romanzi.
In verità è meglio mentire rientra perfettamente nel genere reso popolare e irresistibile dalla Kinsella: siamo di fronte ad uno spassoso chick-lit, che ci diverte, ci sorprende con scoppi di risate improvvise, ma non ci stupisce fino in fondo.
Un romanzo che ci ha fatto piacere leggere, tipicamente estivo, fresco, leggero, ma che probabilmente dopo averlo terminato non resterà impresso nei nostri ricordi per molto tempo. La Gier dimostra di sapersi muovere anche in questo tipo di romanzi ma non è la Kinsella (e mi scuso coi detrattori dell'autrice britannica, ma io non posso che considerarla geniale nel suo genere). E quando ci si avvicina ad un chick-lit, il paragone nasce spontaneo.
A parte quindi questo confronto da cui la Gier non ne esce vincente - ma la sconfitta non è così bruciante, perché con la Sophie credo che quasi nessuno ne esca vincente - la lettura di In verità è meglio mentire si è rivelata uno spasso (Fin dalle prime due righe:
- "E' caduta?" 
Ma no. Son qui sul marciapiede a rimirar le stelle.) per continuare poi con le intestazioni dei capitoli che, anziché riportare numeri o titoli, presentano delle citazioni, con tanto di commentino della protagonista in calce. La Gier sa divertirci attraverso dettagli come questi, attraverso gli atteggiamenti di Carolin, la giovane protagonista rimasta vedova dopo 5 anni di matrimonio, e il suo cinismo-sarcasmo che fin troppo spesso si dimostra essere semplicemente incapacità nell'affrontare la vita quotidiana.
Carolin è stata una bambina prodigio, troppo freak per riuscire ad avere amici o amori che l'accettassero per quella che era. Una volta compreso che non serve a nulla essere semplicemente se stessi per farsi amare, come la mamma continuava a ripeterle da anni - ma che è meglio nascondere la propria natura per farsi per lo meno accettare, Carolin riesce a trovare l'amore. Mentendo, nascondendosi, mostrandosi diversa da come è realmente. Non le importa, purché ci sia qualcuno accanto a lei. La ragazza si rende conto che mentire è necessario ma non così facile e soddisfacente, e il lettore sa che ovviamente quelle bugie non faranno che causare situazioni imbarazzanti per lei, esilaranti per noi.
La storia, che potete trovare ottimamente riassunta nella trama, non è degna di particolare nota: ciò che conta non è tanto cosa succede ma come. Ciò che appassiona il lettore sono le riflessioni di Carolin, il suo tentativo di tenersi lontana dagli idioti, dopo una vita trascorsa a cercare di farsi notare da loro, gli equivoci di cui la ragazza cade vittima, tipici ovviamente del genere letterario, e i personaggi assurdi con cui si trova ad aver a che fare e che fanno dubitare della sanità mentale di tutti i cittadini di quel luogo.
Personaggi sempre sopra le righe e mai banali, situazioni spesso imbarazzanti ma spassose, dialoghi che presentano avvincenti botta-risposta, e che a volte sfociano in un'assurdità - assurdamente - comprensibilissima. La Gier sembra farci un corso di addestramento al suo stile fin dalle prime pagine, per farci ritrovare perfettamente ambientati dopo pochi minuti di lettura. Trattandosi della bozza senza correzioni definitive e non del romanzo vero e proprio, che uscirà tra 3 giorni, non posso valutare negativamente la presenza nel testo di errori, sviste, passaggi in cui sembra mancare qualche pezzo: conto sulla perfezione con cui verrà presentato ufficialmente ai lettori.
In conclusione: un romanzo che ci fa trascorrere un paio d'ore spensierate, ci lascia qualche sonora risata e ci fa restare nella convinzione che questa autrice è da tenere d'occhio, qualunque sia il genere in cui si cimenti. Perché ha un'arma infallibile e la sa usare in ogni dove: l'ironia.



Titolo: In verità è meglio mentire
Titolo originale: In Warheit wird viel mehr gelogen
Autore: Kerstin Gier
Traduttore: Leonella Basiglini
Editore: Corbaccio
Pagine: 220
Isbn: 9788863800678
Prezzo: €9,90
Valutazione: 3 stelline
Data di pubblicazione: 7 Giugno 2012

lunedì 28 maggio 2012

Recensione: I custodi della storia di Damian Dibben

The History Keepers:
The Storm Begins



Trama:
I genitori di Jake Djones sono scomparsi: potrebbero trovarsi in qualsiasi punto del tempo e dello spazio. Perché alcuni membri della famiglia Djones custodiscono un segreto incredibile: fanno parte dei Custodi della Storia, una società segreta che viaggia attraverso i secoli per impedire a nemici diabolici di mescolare le epoche e farne addirittura sparire alcune.
Alla ricerca dei suoi, Jake si trova catapultato dalla Londra del terzo millennio alla Francia dell’Ottocento alla Venezia del Cinquecento e si ritrova infine a Punto Zero, il quartier generale della società dove conosce un gruppo di straordinari agenti e viene a sapere della famiglia Zeldt e dei suoi piani per distruggere il mondo così come lo conosciamo...

L'autore:
Damian Dibben, inglese, lavora come sceneggiatore a varie serie televisive e a film per la televisione e per il grande schermo. È orgogliosamente londinese e vive a Southbank con il suo cane Dudley.
Sito dell'autore: http://thehistorykeepers.com/home/
Pagina FB del libro: https://www.facebook.com/ICustodiDellaStoria

Recensione:
Chi riesce a resistere al fascino dei viaggi nel tempo?
Io penso di esserne stata conquistata da bambina, quando in tv vidi per la prima volta Ritorno al Futuro. Era il lontano... 1986? o giù di lì, avevo appena 10 anni e ne rimasi affascinata. La possibilità di andare avanti e indietro nel tempo era qualcosa di... wow! Qualcosa sicuramente da sognare.
Passarono gli anni, molti, e m'imbattei in un romanzo che mi fece tornare una fortissima voglia di leggere: La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo. Inutile dire che trovai la mia dimensione, il mio romanzo, la mia storia d'amore. Giurai eterno amore ai viaggi nel tempo.
Dopo essermi buttata avidamente sulla Trilogia delle gemme della Gier, su Tempest di Julie Cross, La mappa del tempo di Felix Palma e Q una storia d'amore di Mandery (e avere in attesa i due volumi della serie Time Riders), pensavo di aver ormai esaurito l'argomento.
Ecco che invece la Corbaccio pubblica - per me inaspettatamente,  non avendo mai sentito parlare prima di questo romanzo - I custodi della storia, un avvincente romanzo appartenente a questo filone da me tanto amato.
Che fare se non tuffarmici a capofitto?
Non è un romanzo young-adult né una storia troppo seria. Riesce a mantenere una sua identità senza doversi necessariamente adattare ai dettami dell'attuale moda romanzesca: sembra appartenere a quella sfera universale per cui la sua lettura è prevista per i ragazzini ma può essere facilmente letta e soprattutto apprezzata anche dai più adulti. Misteri, scomparse, avventure, meravigliosi salti temporali, pericoli e nemici: una storia con un bel ritmo che non lascia il tempo di pensare ma solo di correre dietro al protagonista per partecipare alla sua missione - ritrovare i genitori misteriosamente scomparsi in un lontanissimo passato. Inizialmente ambientato in una Londra contemporanea, poi nella Francia dell'Ottocento e infine nell'Italia del Cinquecento, il protagonista scoprirà presto di non essere un ragazzino normale, con dei genitori normali se non addirittura banali, ma di essere il figlio di due grandi custodi del tempo, che nella vita hanno una missione: fare in modo che la storia non venga cambiata da persone senza scrupoli. Leggere questo romanzo mi ha fatto tornare indietro anche nel mio tempo (eh sì, è proprio efficace!), quando i romanzi mi coinvolgevano e convincevano grazie alla loro capacità di sapermi gettare nella mischia, di farmi vivere l'avventura dei protagonisti quasi in prima persona, senza necessariamente chiamare in causa esseri sovrannaturali di ogni specie. Un fantasy dal sapore genuino, che non vuole sconvolgere ma semplicemente coinvolgere e far divertire. Se ci fosse davvero la possibilità di tornare indietro nel tempo, prenderei questo volume e lo andrei a mettere nella mia libreria di dodicenne: leggerlo a quell'età sarebbe stato sicuramente favoloso. Mi avrebbe fatto sognare ad occhi aperti, avrebbe solleticato la mia immaginazione, sarebbe diventata una di quelle storie che avrei letto e riletto nel corso degli anni. Oggi gli effetti son diversi, ma non per questo meno speciali. 
Lo consiglio a chi è stufo del sensazionalismo delle storie young-adult di oggi, a chi vuol riassaporare la magica semplicità di un romanzo capace di far sognare, e a chi vuole intrattenersi per due/tre ore con un'emozionante avventura 


Titolo: I Custodi della Storia
(History Keepers #1)
Titolo originale: History Keepers:
 The Storm Begins
Autore: Damian Dibben
Editore: Corbaccio
Traduttore: Olivia Crosio
Pagine: 336
Isbn: 9788863803433
Prezzo: €16,40
Valutazione: 3 e1/2 stelline
Data di pubblicazione: 17 Maggio 2012

mercoledì 15 febbraio 2012

Giveaway: La trilogia delle gemme (Red, Blue e Green) di Kerstin Gier

Buongiorno lettori e lettrici!
Oggi Cuore d'Inchiostro ha in serbo per voi un regalo speciale. 
Ho da poco terminato la lettura di Green, ultimo volume della Trilogia delle gemme di Kerstin Gier, e mi sono resa conto che la fine di questa saga non ha fatto altro che confermare la piacevolezza di questi romanzi.
Un fantasy sui viaggi nel tempo intriso di ironia: il risultato è davvero perfetto. 
Mi sarebbe piaciuto perciò regalare a uno di voi la possibilità di vincere questo volume... ma se poi non aveste letto gli altri?
Ecco perché il blog mette in palio l'intera trilogia!
Il vincitore sarà uno solo e vincerà tutti e tre i libri!

RED:
Per l’amica Leslie, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all’altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non ne è affatto convinta.
Da quando, a causa della morte del padre, si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata. La nonna, Lady Arisa, comanda tutti a bacchetta con piglio da nobildonna e con l’aiuto dell’inquietante maggiordomo Mr Bernhard, e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all’altezza del nome dei Montrose. E poi c’è Charlotte, sua cugina: rossa di capelli, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. È lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Charlotte si dà un sacco di arie, ma Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione pericolosissima non solo per la sua famiglia ma per l’umanità intera, e da cui potrebbe non esserci ritorno. E non importa se Charlotte non viaggerà sola ma sarà accompagnata da un altro prescelto, Gideon de Villiers, occhi verdi e sorriso sprezzante… Gwen non vorrebbe davvero trovarsi al suo posto. Per nulla al mondo..

BLUE:
«Molto probabilmente il mio organismo aveva prodotto più adrenalina negli ultimi giorni che nei sedici anni precedenti. Erano successe così tante cose e avevo avuto così poco tempo per riflettere...» Gwendolyn ha tutte le ragioni di questo mondo per pensarla così. Ha appena scoperto di non essere una normale ragazza londinese, bensì una viaggiatrice nel tempo che i Guardiani – una setta segreta che ha sede nel dedalo di vie intorno a Temple Church – invia nelle epoche passate per prelevare una goccia di sangue dai dodici prescelti e completare il Cronografo, una missione da cui dipendono i destini dell’umanità. Peccato che la sua famiglia non l’avesse informata perché tutti erano convinti che la predestinata fosse l’odiosa cugina Charlotte e peccato che, di conseguenza, Gwen avesse trascorso gli ultimi sedici anni della propria vita a studiare (poco), giocare (molto), chiacchierare e divertirsi con le amiche come ogni ragazza. Mentre avrebbe dovuto imparare a tirare di scherma, ballare il minuetto, apprendere nozioni di storia universale e conversare in modo appropriato con l’aristocrazia del Settecento.
Quasi tutto, nella sua nuova situazione, la infastidisce: essere sballottata avanti e indietro nei secoli, la supponenza mista a invidia della cugina Charlotte, la noia delle lezioni di ballo e portamento... Poche cose le piacciono: il piccolo doccione fantasma Xemerius, che solo lei, Gwen può vedere e, naturalmente, il suo compagno di viaggi nel tempo: Gideon, bello da morire, anche se è talmente imprevedibile con lei da farla impazzire dal desiderio e dalla rabbia insieme. Invece, senza alcun dubbio, Gwen sa di cosa avere paura: del conte di Saint Germain, il grande burattinaio che tiene le fila di tutto e che vuole completare al più presto il Cronografo, prima che i nemici glielo impediscano. Ma chi sono veramente i nemici? Perché Gwen non riesce a fidarsi di lui?

GREEN:
«Sono davvero contento di aver chiarito le cose. In ogni caso resteremo sempre buoni amici, giusto?» Quando un ragazzo dice così a una ragazza non è che la renda pazzamente felice. Se poi il ragazzo in questione è Gideon de Villiers, occhi verdi e capelli corvini, Gwendolyn Shepherd, la destinataria del messaggio, si sente precipitare decisamente negli abissi dell’infelicità. E sì, perché, nelle due settimane che le hanno sconvolto la vita, facendole quasi dimenticare di essere una normale studentessa di sedici anni di una normale scuola londinese, Gideon le era sembrato la sua unica ancora di salvezza. Solo da due settimane, infatti, Gwen ha scoperto di essere predestinata a viaggiare nel tempo per portare a termine una missione pericolosissima da cui dipende il destino dell’umanità intera.
Una faccenda che, in realtà, non le interessa affatto, diversamente dalla cugina Charlotte, che era convinta di essere lei la predestinata e che era stata educata ad affrontare situazioni e persone di ogni tempo e ogni luogo. Solo per Gideon, il suo compagno di viaggi nel passato, Gwen ha trovato sopportabile l’essere sballottata da un secolo all’altro alla ricerca di un cronografo perduto, ma ora perché dovrebbe continuare a lasciarsi tiranneggiare dall’implacabile setta dei Guardiani? D’altra parte, è vero che a poco a poco sta scoprendo segreti insospettabili sulla propria famiglia che la riguardano molto da vicino. E poi, finché è sostenuta da amiche come Leslie e da piccoli gargoyle impiccioni e simpatici come Xemerius, la sua vita, oltre a essere piena di pericoli, può essere anche molto eccitante...

Passiamo ora al Giveaway!
Prima di indicarvi le regole, devo necessariamente  sottolineare alcune istruzioni
  1. per partecipare al giveaway è necessario essere LETTORI FISSI del blog. In maniera pubblica in modo che io possa controllare. Possibilmente il nome con cui lasciate il commento dev'essere quello con cui vi trovo come LETTORI FISSI, sennò mi mandate al manicomio e non vi posso includere nell'estrazione (se così non fosse, indicatemi il nome con cui siete iscritti come follower)
  2. pubblicizzare il giveaway sui social network (facebook, twitter, blog e siti) è necessario per la partecipazione al giveawaySe non siete su nessun social network o non avete blog né siti, per favore, ditelo.


Giveaway!!!
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(Poche) Regole:
1) Essere LETTORI FISSI del blog;
2) Lasciare un commento (di senso compiuto) qui sotto indicando:
- una mail di riferimento
- se avete già letto i romanzi precedenti

La partecipazione al giveaway si conclude il 29 Febbraio a mezzanotte
l'1 Marzo verrà estratto il nome del vincitore!

Buona Fortuna a tutti!!!