La prima volta che ho incontrato il
memristore ĆØ stato in
un racconto di Bruce Sterling: installato su un portatile consentiva al suo utilizzatore di spostarsi tra gli universi. Poi ho scoperto che il memristore non è un invenzione di uno dei più noti scrittori di fantascienza della nostra epoca non è semplicemente un ipotetico quarto componente fondamentale dei circuiti, ma qualcosa di reale intorno al quale si possono costruire delle proficue attività didattiche.
Vita e opere di un memristore

Il memristore (in rosso) a confronto con gli altri elementi circuitali
La sua scoperta teorica venne annunciata nel 1971 da
Leon Chua sulla base di considerazioni puramente matematiche. Definito in funzione della carica e del flusso che lo attraversa, il memristore venne così chiamato da Chua per la sua capacità di essere al tempo stesso un elemento resistivo e di memoria. Successivamente venne sviluppato da
Richard Stanley Williams presso i laboratori della Hewlett Packard un particolare tipo di memristore (
charge-controlled memristore).
Le sue caratteristiche erano abbastanza semplici: se le cariche scorrono in una direzione, la resistenza del memristore aumenta, se le cariche scorrono nella direzione opposta, la resistenza del memristore diminuisce. Se la forza elettromotrice viene tolta, la corrente cessa, ma il memristore “ricorda” il valore della sua ultima resistenza. Questo vuol dire che quando la forza elettromotrice viene riattivata, la resistenza del memristore, o
memristenza, avrĆ come valore quello che possedeva alla fine dell'ultima attivazione.
Un modo per trattare il memristore dal punto di vista matematico ĆØ utilizzando la formula seguente, che descrive la caduta di potenziale $V$ sul memristore: