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venerdì 27 settembre 2013

TOC TOC!!! CHI E'??? .. PLIN PLIN ... BUSSANO LE RAVIOLE ALL'MTC SETTEMBRINO!!!




Posto al volo per non perdere la possibilità di partecipare... visto che ho fatto PLIN PLIN PURE IO!!!




Bellissima esperienza anche questa ennesima dell'Mtchallenge di settembre! Mai fatto anche questo piatto e un'altra nuova emozione culinaria da aggiungere qui nel mio amato blogghino!!!




Ero molto perplessa e indecisa se saltare o meno la sfida perchè mi sentivo, come al solito ... incapace...poi gli incoraggiamenti di chi aveva già provato mi hanno fatto decidere per il 'Bhè almeno provo!'



E meno male!!!! Che bello questo impasto e poi ... la facilità con cui le ho fatte ...





Mio figlio Emanuele mi leggeva tutti i passaggi e io eseguivo....




... meraviglioso!


LE MIE RAVIOLE DEL PLIN CON RIPIENO DI PANE E SPINACI CONDITE CON CICORIA E SALVIA SU CREMA DI PATATE E ASIAGO 

Per la pasta ho seguito, ovviamente, la ricetta di Elisa:

Ingredienti per 4 persone
per la pasta:
200 g di farina di grano tenero 0
1 uovo intero (grande)
2 tuorli (grandi) 



Per il ripieno e il condimento ho fatto da me traendo ispirazione da una trasmissione che stavo guardando ma ... non mi ricordo quale perchè era mattina presto e guardavo solo...senza audio per non disturbare...preparavano un altro piatto, non le raviole, ma mi erano piaciuti i prodotti usati e ho cercato di combinarli in questo piatto.

Per il ripieno:

pane raffermo ammollato nel latte
spinaci freschi
1 uovo
1 patata lessa
sale
pepe




Per il condimento:

2 patate lesse
300m gr di asiago d'alpeggio (io avrei voluto il Raschera ma non l'ho trovato...qualcuno mi ha consigliato il Castelmagno ... proverò!)
cicoria
salvia
olio evo
sale
aglio

Tutto molto semplice, ho fatto appassire in padella la cicoria con aglio e olio e verso fine cottura ho agiunto le foglie di salvia.
Da parte, in un pentolino ho amalgamato le patate lesse e schiacciate e unito l'asiago a pezzetti per farlo sciogliere e formare una cremina che sarebbe andata alla base del piatto.








martedì 6 agosto 2013

NEL BEL MEZZO DELLA CALURA...GNOCCHETTI ALL'ACQUA E AVENA CON COZZE E PATATE



E chissà che m'è preso oggi che con la calura pesante che ci sta avvolgendo tutti m'è venuta voglia di aggiornare il blog... eh si che avrei tanti ma tanti piatti in archivio da postare ... che a volte mi dimentico pure dosi ed ingredienti!
Si lo so...penso che poi...durante le ferie non lo si aggiornerà per niente e quindi vi propongo qualcosina prima del Ferragosto!
Questo piatto nasce dalla sfida del mese di maggio per l'MTCHALLENGE: tiella di patate riso e cozze....
Tolta la 'tiella' ... tolto il riso ...

... avevo in mente dei gnocchetti con questi ingredienti ... ma non gnocchi di patate ...non di ricotta...volevo qualcosa di estremamente leggero ma gustoso che equilibrasse il condimento sicuramente non dietetico che mi accingevo a preparare ... e gira che ti rigira la blogosfera, primo o poi trovi sempre quello che stai cercando!!!
Grazie alla Zuccacapricciosa ho preparato questi deliziosi gnocchetti!!!


GNOCCHETTI ALL'AVENA CON PATATE E COZZE


Per l'impasto:
100 gr di farina '00'
100 gr di farina integrale
100 gr di farina integrale di avena
300 ml di acqua ca
sale q.b.

Mettete l'acqua con il sale in una pentola sul fuoco. Portatela a bollore e versate la farina tutta in una volta. Mescolate velocemente facendo assorbire l'acqua alla farina.Potete fare questa operazione spostando la pentola dal fuoco. Una volta assorbita l'acqua versate l'impasto sul piano di lavoro e fate intiepidire per non scottarvi le mani. Lavorate per pochi minuti ottenendo un 'impasto morbido e liscio, se necessario aggiungete ancora un po' farina. Formate dei salsicciotti larghi all'incirca un dito e tagliate i gnocchetti. Disponeteli sul piano infarinato un po' distanziati fino al momento di cuocerli.



Per il condimento:
500 gr di cozze
2 patate medie
pomodorini del piennolo
aglio
sale
peperoncino
prezzemolo
olio evo

Sbucciate le patate e tagliatele a dadini lasciandole un pò in ammollo in acqua calda.
Poi pulire le cozze per bene. Poi metterle in una padella e accendere il fuoco per pochi minuti lasciando che si aprano; dopodichè alcuni frutti li lascerete nel loro mezzo guscio e gli altri li sguscerete completamente tenendo da parte anche l'acqua che hanno rilasciato durante l'apertura in padella, che provvederete a filtrare.
In una padella capiente rilasciate un abbondante giro di olio evo, prendete l'aglio e ricavatene due metà, una la ridurrete in pezzettini piccolissimi che in cottura si scioglieranno e l'altra la lasciate intera.
Prendete i gambi del mazzetto di prezzemolo e metteteli in un lato della padella accendendo a fuoco vivace e lasciandolo andare per qualche minuti...poi provvedete ad eliminare i gambi di prezzemolo e versare in padella le patate.
Lasciamole cuocere per un pò poi aggiungiamo i pomodorini spaccati a metà, aggiustiamo di sale e lasciamo andare ancora un pò e poi aggiungiamo le cozze e peperoncino fresco.
A questo punto ci vuole qualcuno che faccia il sacrificio di assaggiare se il sughetto è giusto di sale e e di cottura!!!
Ahhh dimenticavo che nel frattempo avreste dovuto mettere l'acqua a bollire per cuocere i gnocchetti!!!
Ovviamente la loro cottura è molto breve ed è anche ... soggettiva.. a me piacciono al dente!
E' arrivato il momento di scolare ed amalgamare gnocchetti e sughetto!!!



Provate e mi saprete dire!!!


Buona settimana agostina a tutti voi dalla vostra Dida!!!

giovedì 21 febbraio 2013

SPAGHETTI ALLA COLATURA DI ALICI DI CETARA




E che non si dica che qui si posta solo per l'MTChallenge!
In effetti era già partito il ditino per pubblicare la mia prima versione della Red Velvet Cake perchè pensavo fossi all'ultimo giorno utile, poi, controllando meglio ho visto che c'è ancora un pò di tempo e ho pensato di intervallare i due dolci con un bel piatto di pasta, un 'comfort-food' per me, del quale in questi giorni avrei proprio bisogno.
Si, in effetti è proprio un periodaccio, per piccole e grandi cose che mi gravitano intorno e cerco di reagire e tirarmi su anche così, postando questo bel piatto di pasta che risiedeva nel mio archivio fotografico da tempo.
Niente di più semplice la ricetta di questi spaghetti ma che con ingredienti di qualità si trasforma in un momento di goduria culinaria


SPAGHETTI ALLA COLATURA DI ALICI E MOLLICA  DI PANE TOSTATA



Ingredienti per due:

150 gr di spaghetti (per me Garofalo)
50 ml di colatura di alici di Cetara
mollica di pane casareccio
aglio
olio evo
sale
pepe
peperoncino

Mettete a bollire l'acqua per cuocere la pasta perchè la preparazione è molto veloce.
In una padella antiaderente versate un giro di olio evo, uno spicchio d'aglio vestito, peperoncino secondo i vostri gusti, aspettate che l'aglio prenda giusto un pò di colore ed aggiungetevi la mollica di pane tagliata a cubetti, insaporite con sale e pepe e lasciate tostare per qualche minuto.
Intanto versate la colatura nella scodella in cui andrete a condire la pasta; scolate gli spaghetti, versateli nella ciotola con la colatura, aggiungete la mollica di pane tostata ed insaporita e ... non perdete tempo a fare foto perchè va mangiata subitissimo!
Alla prossima cari amici buongustai!

mercoledì 23 gennaio 2013

OMAGGIO ALLA TOSCANA: PICI CON SALSETTA DI CIPOLLE PEPE ZAFFERANO E PECORINO!


Eh si! 
Un post in omaggio a quella regione che mi porto nel cuore ... nonostante tutto ... ma ... andiamo per ordine.
Partecipo con immensa gioia all'MTChallenge di questo mese perchè la carissima Patty è toscana ed ha scelto la pasta ... una pasta che io adoro, l'ho mangiata solo due volte, rigorosamente toscane ambedue e non mi ero mai sognata di poterla riprodurre a casa mia per pura 'soggezione'.
La Toscana mi è particolarmente cara ... nonostante un rapporto non sempre idilliaco, ma non per colpa sua ... vengo a dirvi ... in principio fu ammirazione distaccata, immatura ed inconsapevole per i paesaggi, i formaggi ed i vini ma solo così ... per sentito dire.
Poi un bel giorno ... anzi, una bella notte d'agosto del 2002 conosco per purissimo caso il mio attuale consorte ... avevo 32 anni ed ero ancora 'singol' dopo varie ed amare esperienze ed avevo imparato a catalogare mentalmente gli uomini che conoscevo in 'papabili e non' in base ad alcune caratteristiche tra cui, una imprescindibile, era la 'vicinanza geografica' ... ero, e forse sono ancora, convinta di avere delle grossissime difficoltà ad intrecciare una seria relazione amorosa con un partner che risieda lontano da me, ovvio che si tratta di limiti miei ma ... me li tengo molto volentieri!
Voi non vi offendete vero se intermezzo il mio interessantissimo racconto con le foto della preparazione dei pici? Sono arcisicura che la risposta è 'ecchissen...' ... ehm 'No' e quindi continuo ...


Allora, dicevo che, dopo aver stretto la mano a questo baldo giovane che mi aveva fisicamente colpito non poco, mentre passo alla conoscenza degli altri suoi due amici, lascio un orecchio 'parcheggiato' nei paraggi ed ascolto queste due parole ... 'lavoro' ... 'Poggibonsi' ...  'sono di Boscotrecase', ok, penso delusa, lavora fuori, peccato, perchè mi piaciucchiava un bel pò ... bhè il resto è storia! 
Ho avuto poi, modo e tempo di appurare che la parola corretta era 'lavoravo a Poggibonsi' e non solo, il mio amato maritozzo ha vissuto per più di tre anni in quel di Toscana, prima a Rignano sull'Arno, poi a Poggibonsi.
A questo punto dovete sapere che io sono una 'torella' al milleunopermilledue, con tutte le caratteristiche positive e negative di questo segno e tra le ultime vi è la possessività e la gelosia che, nel mio caso, si concentrava in modo parossistico su questo periodo che lui, da molti punti di vista, rimpiangeva, ed io lì che mi consumavo nell'immaginazione di perverse e piccanti esperienze con le perdute, lascive femmine toscane e, nonostante le sue continue rassicurazioni, la mia gelosia retroattiva faceva bene il suo lavoro.


Arrivando al punto di diventare rossa fumina ogni qualvolta la peccaminosa terra toscana veniva nominata o perfino solo evocata da qualche suo prodotto. 
Poi capitò che una vecchia conoscenzA 'rignanese' del mio amato bene decidesse di trascorrere un week-end in Penisola Sorrentina con il suo fidanzato (fidanzato mò...) e chiese al mio (che fidanzato lo era sicuro!!!) di far loro da guida. Ovviamente l'amore mio mi coinvolse appieno in questa due-giorni con la speranza che, nel conoscere una così BBrava ragazza che gli era veramente solo amica mi aiutasse a superare questa mia ritrosia ... 
Com'è andò a finire secondo voi????



Mica penserete che 'stà grande amica' si era stancata del suo 'ganzo di turno' troppo scontato ... troppo moscio (a suo dire!) e che tartassasse il MIO fidanzato con sms chiedendogli di andarla a trovare da SOLO?????
Noooo, ma come siete malpensanti!!!!
Va bè, comunque con altro tempo e con l'amore che, ancora e sempre, ogni giorno mio marito mi dimostra, sono riuscita ad acquistare una maggiore sicurezza in me e ad accettare di sposarlo!
E poi è arrivato il blog e con lui la conoscenza virtuale di tante belle persone, tra cui molte risiedenti in questa regione e così un bel giorno mi son detta 'Andiamo!' e con il mio maturato istinto scelgo il posto, Pienza e scelgo l'agriturismo, così, fra tanti da questo sito, la mia scelta cade sul Poderuccio ...



... e da qui, signori e signore mie ... nasce un amore a prima vista, perduto, sconfinato che non ha più parole per descrivere la pace, la bellezza, la serenità sperimentata in questi luoghi, prova ne siano i vari post che potrete leggere qui e qui a testimonianza di quanto affermo!!! Ed in queste nostre piccole soste ho avuto l'occasione di conoscere lei, che per me è un mito, è un esplosione di simpatia, veracità e schiettezza difficile da trovarne pari!!! 
Ecco perchè sono orgogliosissima di mostrarvi i miei PICI!!!


Con mia grande, grandissima sorpresa mi sono venuti belli ma veramente belli, si lo so che 'ogni scarrafon è bbell a mamma soia' ma lasciatemelo dire, per essere la primissima volta, sono più che soddisfattissima!!! 
Sicuramente merito della ricetta precisa e preziosa della Patty che ho seguito alla lettera ... merito dei consigli dello staff dell'Emmetichallenge tutto tutto che ci accompagnano di volta in volta sciogliendoci ogni amletico dubbio.
Merito anche dell'amorevole maritozzo di cui sopra che, non sordo alle mie disperate richieste d'aiuto e ... onde evitare di dover uscire di domenica mattina presto per andarmi a scovare l'apposito 'stendino' appendi-pici&co, ha trovato una validissima alternativa riuscendo a ricordarsi che da qualche parte c'era questo mini-stendino comprato e mai usato e che poteva essermi utile per l'occasione!!!


PICI CON SALSETTA DI CIPOLLE, ZAFFERANO, PECORINO E PINOLI TOSTATI




Questa ricetta mi è stata passata dalla signora Enza, una paziente dello studio medico dove lavoro, lei è napoletana ma ha vissuto tanti anni in Toscana con il suo marito, poi quando è rimasta vedova, non avendo figli e nessun parente vicino, ha deciso di ritornare nella terra natia ma, con grande rammarico, che ogni volta che viene allo studio ne parla con struggente nostalgia ed a Natale e a Pasqua non manca mai di regalarmi i cantuccini fatti da lei. 
Non so se sia una ricetta tipica toscana, lei mi ha confidato che era sua suocera a condire i pici in questo modo, io ne ho trovato traccia in rete, ma non dei pici e non della Toscana; ho comunque scelto di condirli così perchè gli ingredienti mi piacevano e mi è piaciuto il calore e l'affetto con cui la signora Enza mi ha 'passato' la ricetta raccomandandomi di provarla, quando le ho detto che avrei partecipato ad una sorta di sfida culinaria per la quale avrei dovuto preparare i pici 'Se fai questa Giusy, vinci di sicuro!' 'Ehhh' le dico 'cara signora, lei non sa quanto la sfida sia agguerrita e che meraviglie sono capaci di tirar fuori i food-blogger in queste occasioni!' -  'Fa nulla, tu prova la ricetta e poi mi dici!!!'

Per la pasta:

Per 4 persone:
200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – qb –
Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile. 
La proporzione dell'uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all'impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova. 
Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.
Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. 
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.  
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola.
Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.
Cominciate a "filare" i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l'esterno. 


Per il condimento:
2 cipolle bianche medie
un cucchiaino di zafferano\o una bustina (io avevo ancora del buon zafferano fresco della Val D'Orcia)
1 cucchiaino di pepe nero macinato fresco
100 gr di pecorino toscano
olio evo
sale
pinoli tostati (facoltativi)

In una padella capiente fate stufare a fuoco medio le cipolle affettate sottilmente nell'olio evo e, quando si sono appassite, potete mettere a bollire l'acqua per cuocere i pici.
Intanto aggiungete al sughetto di cipolle lo zafferano, il pepe, il pecorino.
Quando l'acqua bolle, salatela e tuffatevi i pici, coprite fino a quando raggiunge di nuovo il bollore e poi continuate la cottura a pentola scoperta, intanto con un cucchiaione versate, a poco alla volta, l'acqua di cottura dei pici nella padella facendo sciogliere lo zafferano, il pepe ed il pecorino, aggiustate di sale.
I pici necessitano davvero di cinque minuti di cottura; scolateli con delicatezza ed amalgamateli in padella al sughetto.
Impiattateli con una dose generosa di sughetto (che quello che si vede in foto non è solo olio sia ben chiaro!!) e con una manciata di pinoli tostati.
Vi assicuro che sono una meraviglia, grazie signora Enza!!!
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di gennaio: i Pici!



In bocca al lupo ai tanti sfidanti e che vinca il migliore!!!







giovedì 27 dicembre 2012

THE CHRISTMAS IS ON THE TABLE-PART I ... I PIATTI DELLA VIGILIA

 Salve cari amici!
Com'è andata la prima parte di queste feste? Spero che la lieta novella della nascita del Bambino abbia portato salute e serenità in tutte le case!
Ora ci apprestiamo a lasciarci alle spalle questo 2012 che a molti, me compresa, non è stato molto simpatico, salverei poche cose e buone di questo anno e voglio guardare già con ottimismo al prossimo 2013 cercando di iniziarlo con i migliori auspici.
Intanto vi lascio alcuni flash su ciò che abbiamo mangiato in questi giorni, non ho fotografato tutto, ma volevo sottolineare i piatti che hanno riscosso più gradimento.
Primo fra tutti, e non solo in ordine di arrivo in tavola :) l'antipasto tra tradizione e novità:

PANETTONCINO SALATO FARCITO AI POMODORI SECCHI, CACIOCAVALLO E OLIVE DI GAETA IN ACCOMPAGNAMENTO A BROCCOLI E INSALATA DI RINFORZO.  



 Praticamente si tratta dell'impasto della pasta per pizza, al quale ho aggiunto solo un uovo per dare un tocco di sapore in più ed esaltare anche gli ospiti di questo impasto!
Ad essere completamente sincera, per la prima volta nella mia vita, ho fatto questo impasto totalmente ad occhio ma visto che sono piaciuti a tutti e che lo riproporrò per la vigilia di Capodanno, voglio provare a darvi la ricetta. 
Per 9 panettoncini ho fatto così:
ho sciolto 1\2 panetto di lievito di birra in 1\2 bicchiere di acqua tiepida, aggiunto una manciata di farina e un cucchiaino di zucchero e lasciato riposare per circa 20 minuti.
Nel frattempo ho tagliuzzato i pomodori secchi, il caciocavallo e snocciolato le olive.
Ho aggiunto al lievitino circa 350 gr di farina, 2 cucchiai di olio, 1 uovo e acqua tiepida quanto basta per avere un composto non troppo appicciccoso, poi ho unito pomodori, olive e caciocavallo e un pò di sale, ho lasciato lievitare per circa 3 ore.
Dopodichè ho diviso l'impasto negli stampi di silicone, ho usato uno da sei per i babà medi e gli altri 3 in quelli da tortino ho 'massaggiato' la superficie dei panetoncinio con un pò di emulsione acqua-olio evo-sale e infornato in forno preriscaldato a 220° per circa 20 minuti.
Davvero una idea gustosa per accompagnare i tipici piatti di verdura della tavola della vigilia: broccoli di Natale all'insalata e insalata di rinforzo.


 Ecco i miei panettoncini pronti per essere impiattati!


 Ovviamente accompagnando il tutto con un buon bicchiere di vino, per la nostra cena della vigilia abbiamo scelto la Falanghina di Cantina del Vesuvio.



 Immancabile la mia ciambellona di pane come centro tavola:
1 kg di farina
1 bustina di lievito Mastro Fornaio
800 gr ca di acqua tiepida
4 cucchiai di olio evo
sale
e circa 6 ore di lievitazione! 


 Per il primo piatto abbiamo scelto ancora una volta un crostaceo che a noi piace un sacco, le cicale di mare, il profumo che sprigionano e il sapore avvolgente ci conquistano ogni volta con sorpresa!

CALAMARATA CON SUGO DI CICALE DI MARE!




 Ingredienti:
800 gr di cicale di mare
800 gr di pomodori pelati
uno spicchio d'aglio grande
un ciuffo di prezzemolo
olio evo
1 bicchiere di vino bianco
sale
peperoncino
750 gr di pasta formato calamarata
Procedimento semplicissimo, questo è proprio l'esempio per ottenere un massimo risultato con un minimo sforzo, e materiale e economico, perchè le cicale di mare sono considerate crostacei 'poveri' e sono tra quelli che costano di meno, anche se comunque in questi giorni di festa hanno visto raddoppiare il loro prezzo, io di solito le pago a 6\8 euro al chilo mentre in questa settimana le ho pagate a ben 12 euro, avendole pure prese qualche giorno prima e congelate!
Preparate le cicale, eliminando la coda e aprendo con una forbicina il carapace in modo che possano rilasciare completamente il loro sapore nel sugo.
In una capiente padella versare abbondante olio evo, lo spicchio d'aglio tagliato a metà, di cui una lasciata intera e l'altra fatta a pezzettini piccolissimi in modo che si sciolgano nel sughetto; lavare il prezzemolo e dividere i gambi dalle foglie, mettere i primi in padela e far insaporire l'olio a fiamma vivace per alcuni minuti, dopodichè eliminare i gambi di prezzemolo e unire le cicale.
Far sfumare con il vino bianco a fiamma alta per qualche secondo e poi abbassare un pò e lasciar andare qualche minuto. Quando sentirete il profumo inondare la vostra cucina, unite i pomodori pelati, aggiustate di sale e lasciate cuocere per circa 20 minuti.
Intanto la pasta sarà scolata molto al dente e terminerà la sua cottura in padella amalgamandosi al sughetto al quale si aggiunge peperoncino e prezzemolo.
E per finire non poteva mancare la cassata home-made! 
Una cassata non proprio fedele all'originale poichè ho anche da dire che non sono proprio stata in forma in questi giorni ed ho 'glissato' su alcune cose tra cui la tradizionale preparazione e decorazione della cassata. Ho deciso così di lasciare il pan di spagna in bellavista, aggiungere un velo di panna montata in superficie per 'ospitare' la classica, colorata e buonissima frutta candita. Non me ne vogliano i puristi!


Con questo menù vi lascio in questa pausa 'intrafestiva' lavorativa per me e vi auguro ancora di trascorrere questi giorni in serenità che ... sembra facile ... ma vi assicuro che è una delle cose più complicate ... ;)




sabato 15 dicembre 2012

LA MIA RICETTA 'GIOIELLO' E IL GIOIELLO NEL PIATTO PER ALE!


Buon fine settimana cari amici!
Appena ho letto del contest di Ale, che mi è piaciuto tanto, davvero un'idea originale e carina, non ho avuto dubbi sul piatto con il quale partecipare! Chi mi conosce bene sa il mio amore per i piatti di pesce, i primi soprattutto, e da quanto li adoro devo dire che mi riescono anche altrettanto bene, questo a detta dei miei commensali di solito, a dir la verità, molto molto critici.
Per questa volta ho scelto un piatto che cucino spesso, magari con la 'variante ittica' a seconda della disponibilità del momento ma la procedura è sempre la stessa e sempre ... da leccarsi i baffi!


SCHIAFFONI POMODORINI GAMBERI E VONGOLE   


Ingredienti per 5 persone:
500 gr di pasta formato schiaffoni (per me Garofalo)
300 gr di vongole
circa 20 gamberi belli grandi
pomodorini ciliegino o altra varietà
olio evo
prezzemolo
aglio
sale
vino bianco



Per prima cosa mettere a spurgare le vongole e pulire i gamberi, e la maggior parte del lavoro è andato, io ne sguscio completamente la maggior parte, lasciando qualche testa e delle chele da parte per insaporire il sugo e qualche gambero intero per la decorazione.
In una larga padella metto abbondante olio evo, i gambi di prezzemolo (tenendo le foglie da parte) e uno spicchio d'aglio a metà, di cui una la lascio integra e l'altra metà la faccio a pezzettini piccolissimi che praticamente andranno a sciogliersi nel sughetto.
Faccio insaporire l'olio a fiamma vivace poi elimino i gambi del prezzemolo ed unisco i gamberi e le vongole, alzo la fiamma, unisco un mezzo bicchiere di vino bianco e lascio sfumare.
Dopo 5 minuti aggiungo i pomodorini lavati e tagliati a metà, aggiusto di sale e lascio cuocere.


Nel frattempo avrò già messo la pentola con l'acqua per la pasta perchè gli schiaffoni richiedono un bel tempo di cottura.
Ovviamente, da buona napoletana, la pasta va scolata al dente, saltata in padella con il sughetto, spolverata di foglioline di prezzemolo sminuzzate e ... impiattata per la gioia del palato dei vostri ospiti!
Ad accompagnare magnificamente questo piatto ci ha pensato la meravigliosa 'Marié', falanghina premiata di Cantina del Vesuvio


Visti i premi che, molto carinamente Ale ha messo in palio, ci chiede di definirci un pò anche attraverso i nostri gusti per i gioielli.
Io dirò che 'gioielli' per me sono soprattutto i bijoux, ne ho diversi, ma alla fine metto sempre le stesse cose, ad uno sono in particolare affezionata anche perchè gli anelli mi piacciono più di tutto....


... l'ho comprato diversi anni fa da un ragazzo indiano sulla spiaggia di Marina di Camerota e già sul nascere il rapporto con questo anello fu complicato ... io lo avevo scelto per me, insieme ad un altro per la mia mamma, poi intervenne la vicina di ombrellone che non si fa mai i fatti suoi a dire che lei preferiva un altro modello per me, che questo era troppo da 'ragazzina' ... e come succede spesso nella mia vita, mi lascio convincere. Ma tornata nel bungalow ... non riuscivo a pensarci e tutta la notte pensavo sempre al 'mio' anello colorato che mi ero lasciata scappare ... morale della favola fù che, il giorno dopo, il mio adorato marito dovette farsi tutta la spiaggia in largo e lungo per cercare proprio quel ragazzo con la speranza che avesse ancora l'oggetto dei miei desideri!
E finalmente le mie pene ebbero fine!!! Fu mio!!! Da allora sapete quante volte l'ho perso e ritrovato, dimenticato e recuperato? Non ve lo so dire, ne ho perso il conto ma alla fine ... torna sempre da me :) ...
Con questa ricetta partecipo al contest del blog 'Dolcemente inventando'

 



Vi ricordo cari amici che avete ancora pochi giorni di tempo per partecipare al contest di Dida



Voglio ringraziare quanti mi hanno regalato le loro ricette finora e per tutti gli altri ... non perdete l'occasione di accaparrarvi un regalo goloso!