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aprile 07, 2017

Con colomba pasquale si indicano diversi dolci pasquali tipici dell'Italia.

Vi sono due principali dolci cui fa riferimento la dizione "colomba pasquale": uno è la colomba pasquale inventata in Lombardia negli anni trenta del 1900 dalla Motta e poi diventata quella commercialmente più diffusa in tutta Italia, l'altro di più antica tradizione è la colomba pasquale diffusa in Sicilia e chiamata anche it palummeddi o pastifuorti

Entrambe sono state ufficialmente inserite nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) e riconosciute come tipiche dei rispettivi territori (Lombardia e Sicilia).
Colomba al semifreddo di mascarpone e caffè
Fu Dino Villani, direttore pubblicità della ditta milanese Motta, già celebre per i suoi panettoni natalizi, che negli anni trenta del 1900 per sfruttare gli stessi macchinari e la stessa pasta, ideò un dolce simile al panettone, ma destinato alle solennità della Pasqua. La ricetta poi venne ripresa da Angelo Vergani che nel 1944 fondò la Vergani srl, azienda di Milano che ancora oggi produce colombe.

Da allora la colomba pasquale si diffuse sulle tavole di tutti gli italiani, e anche ben oltre i confini dell'Italia.

Leggi anche: 20 deliziosi dolci di Pasqua (1a parte).
Ingredienti: per 4 persone

250g di mascarpone
250g di crema pasticcera
250g di panna montata
50g di zucchero a velo
25g di caffè liofilizzato
25g di cacao amaro
1/2 colomba

La colomba è il dolce simbolo della Pasqua per eccellenza, un soffice lievitato sormontato da una cascata di glassa e mandorle!

L'impasto originale, a base di farina, burro, uova, zucchero e buccia d'arancia candita, con una ricca glassatura alle mandorle, ha successivamente assunto varie forme e varianti.

Leggi anche: 20 deliziosi dolci di Pasqua (2a parte).
Preparazione: 15’
  • Montare il mascarpone con le fruste.
  • Aggiungere la crema pasticcera fredda, continuare a montare e poi aggiungere lo zucchero a velo.
  • Dividere il composto a metà e in una parte sciogliere il caffè liofilizzato.
  • Montare la panna e aggiungerla ai due composti e continuare a montare (separatamente).
  • Mettere le creme in due sac à poche separati con la bocca a stella e farli rapprendere in frigorifero per almeno due ore.
  • Accompagnare le fette di colomba con la crema al semifreddo di mascarpone al caffè.
  • Spolverate con un mix di cacao amaro e di caffè liofilizzato.
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febbraio 10, 2016

Ingredienti: per 6 persone
250 g di farina bianca
150 g di farina di mais
150 g di zucchero
3 uova
cannella in polvere
1 bustina di lievito in polvere
semi di finocchio
olio extravergine di oliva
zucchero a velo
sale
I semi di finocchio (Foeniculum vulgare) sono considerati una spezia da utilizzare in cucina per arricchire di sapore i nostri piatti e come ingredienti nella preparazione casalinga di pane, crackers e grissini. Sono ottimi anche per guarnire i pretzel. Il loro sapore è piuttosto dolce e ricorda quello dell'anice. A scopo curativo vengono utilizzati soprattutto per la preparazione di tisane adatte a ridurre i gonfiori e a stimolare la diuresi.
Biscotto della Madonna
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settembre 28, 2015

Ingredienti:

More di gelso (500 g),
Succo di 4 limoni (100 g),
Zucchero (3 cucchiai).

    Il gelso è un albero tipico del paesaggio brianzolo, un tempo  largamente diffuso giacché le sue foglie erano alimento prelibato delle larve dei bachi da seta. Come succede sovente nelle economie più semplici, le more di gelso (altrimenti dette "moroni") divennero presto un frutto impiegato nella piccola gastronomia contadina, tanto a crudo (condite con succo di limone per modularne il gusto troppo dolciastro e stucchevole), quanto cotte.

    more di gelso cotte
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    settembre 12, 2015

    • Ingredienti: per 4 persone

    150 g di savoiardi
    100 g di amaretti
    300 g di mascarpone freschissimo
    150 g di zucchero
    3 tuorli d'uovo
    1 tazzina di caffè ristretto
    1 bicchierino di caffè
    1 bicchierino di cognac

      Si tratta di frittelle di mele, tipiche del Carnevale ambrosiano e brianzolo, ovviamente fritte, preferibilmente nello strutto. Le mele più indicate sono le renette che rimangono piuttosto asciutte e che hanno la polpa soda e un sapore non troppo dolce. Questi dolci li ho visti preparare sia a forma di rondella di mela, sia a forma di tortello con la mela all’interno tagliata a pezzetti. Mia nonna ce le preparava sempre e noi eravamo pronti a tuffarle nello zucchero e mangiarle caldissime.

      Laciaditt squisite frittelline con mele
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      agosto 20, 2015

      Le frittelle sono vivande fritte di forma solitamente tondeggiante.
      Possono essere sia dolci che salate.
      Questo piatto, anticamente diffuso in gran parte del Mediterraneo, si dice che fosse conosciuto ai tempi dell'Antica Roma, e probabilmente ancor prima di essa.
      Infatti gli antichi romani chiamavano questi dolci frictilia.
      In seguito il piatto ebbe nuovo sviluppo in terra spagnola per poi diffondersi ovunque.
      In Italia svariate regioni lo annoverano tra i propri piatti tipici o a marchio P.A.T. o Dop e ognuno dà a questa pietanza un diverso nominativo.
      Consumate abitualmente o durante le festività, le frittelle vengono mangiate in molti paesi del mondo.
      Chinulille
      Bignè con zabaione al caffè
      Frittelle di mele
      Cassatieddi
      Sfinci di zucca gialla
      gigi
      Bolinho de chuva
      Zeppula
      Taralli dolci
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      maggio 20, 2015

      • Ingredienti: per 6 persone

      500 g di castagne secche
      5 dl di panna
      un bicchiere di vino bianco secco (facoltativo)
      vino dolce (facoltativo)

      La Busecchina e una preparazione tipica delle province di Brescia, Bergamo,
      Mantova e Milano
      , nelle quali viene preparata con delle piccole varianti,
      qualcuno mette la vanillina, qualcuno il vino bianco secco, altri il vino bianco dolce
      e qualcuno  l'omette completamente cuocendole solo con l'acqua.

      La busecchina è una pietanza ben conosciuta nel territorio lombardo fin dall'epoca medioevale e probabilmente anche da prima, magari con altri nomi.

      In passato, infatti, il territorio era ricchissimo di boschi di castagno, i cui frutti venivano consumati nei modi più diversi e, per mantenerli anche diversi mesi, venivano essiccati per poter essere mangiati durante tutto l’anno.

      busecchina

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      • Ingredienti:

      1,5 litri di latte
      300 g di pane raffermo
      3 uova
      buccia di limone
      3 pere
      3 mele
      50 g d'uva sultanina
      2 cucchiai di farina
      un cucchiaio di farina di granoturco
      150 g di zucchero
      burro
      olio
      qualche zolletta di zucchero
      un rametto di rosmarino
      un Pizzico di sale

      Questo dolce-pasto povero, detto anche Meascia o turta di paisan, deriva probabilmente da un antico nucleo di ricette, del tipo del migliaccio già descritto da Maestro Martino da Como, preparato fra l’altro con "una libbra di cacio del più fresco che possi havere" e con un’aspersione finale di "bono zucchero et di acqua rosata" e cotto nello stesso forno dove si faceva il pane.

      Miascia-di-uva

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      maggio 19, 2015

      • Ingredienti:

      500 g di farina
      olio abbondante
      un Pizzico di sale
      2 tuorli d'uovo
      1 uovo

      La prima cosa che ci viene in mente pensando al Carnevale, sono le feste in maschera e i coriandoli, ma per chi ama la cucina Carnevale significa dolci, chiamiamoli come vogliamo Frappe, nel Lazio, Cenci, in Toscana o chiacchere delle monache, nella maggior parte delle altre, ma la sostanza non cambia, questo dolce è il carnevale, si pensa che la sua origine risale addirittura dall’antica Roma.

      Una specialità che da Nord a Sud unifica il bel paese,

      Il costo è davvero esiguo, burro, farina, lievito, zucchero e uova, la base di qualsiasi dolce, la preparazione poi è di una semplicità unica, tutti possono cimentarsi, basta avere un pò di tempo è tanta voglia di rendere il Carnevale la festa più dolce dell’anno.

      Accompagnale con la marmellata, il miele, il cioccolato, o creme di ogni tipo o con la sempre presente Nutella non fà che arricchire di un tocco di fantasia questo stupendo dolce.

      Frappe o cenci o chiacchere delle monache

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      • Ingredienti: per 6 persone

      150 g di mascarpone
      1 tuorlo d'uovo
      30 g di zucchero
      250 g di pan di spagna o savoiardi
      Alchermes q.b.
      Cognac q.b.
      Rum q.b.

      Il dolce del principe è un dolce molto semplice da preparare e sembra essere un antenato del più noto tiramisù.

      È a base di mascarpone, il latticino derivato dalla crema di latte tipico della Lombardia, e precisamente di Lodi e di Abbiategrasso.

      Il mascarpone, a differenza dei formaggi, viene prodotto senza l’utilizzo del caglio ma con l’aggiunta di acido citrico che fa coagulare la crema di latte e le dà una consistenza altamente cremosa.

      Non essendo prodotto con caglio, viene utilizzato anche nella cucina vegetariana, con un occhio di riguardo sulle calorie, in quanto il mascarpone è tanto delizioso e delicato quanto calorico.

      Dolce del principe

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      maggio 09, 2015

      • Ingredienti

      300 g di mascarpone
      120 g di zucchero
      4 tuorli d'uovo
      2 albumi d'uovo montati a neve ben soda
      4 cucchiai di Rum

       

      I dolci sono preparazioni che accompagnano molti momenti della nostra giornata: come golosa prima colazione, sfiziosa chiusura del pasto principale o gradevole intervallo quotidiano.
      Nelle occasioni speciali, poi,  sono i protagonisti irrinunciabili che contribuiscono a rendere unici i momenti delle feste: una festa di compleanno non sarebbe la stessa senza una golosa torta sopra cui spegnere le candeline.

      Poche preparazioni culinarie, d’altronde, hanno stimolato la fantasia degli artisti quanto i dolci. Da sempre protagonisti di favole, racconti e film: da “Hansel e Gretel” al più moderno “Chocolat”, non esiste una portata che stimoli l’appetito e la vista più del dessert.

      Tra i tanti tipi di dolci le creme fredde, i gelati, i budini e più in generale tutti dolci freschi costituiscono un’allettante e colorata proposta per le mense estive.
      Questi dolci, come ad esempio la crema di mascarpone, sono detti “al cucchiaio” poiché sono caratterizzati dalla consistenza morbida che ne consente la degustazione, per l’appunto, solo attraverso l’uso di un cucchiaino.

      Crema di mascarpone

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      • Ingredienti

      150 g di farina
      200 g di farina di granoturco a grana fine
      200 g di farina di granoturco macinata grossa
      100 g di zucchero
      150 g di burro
      15 g di lievito di birra
      3 uova
      latte
      15 g di fiori di sambuco
      zucchero vanigliato
      olio
      sale

       

      Il pan meino (o pan de mej), è un tipico dolce Lombardo; il suo nome deriva dalla parola miglio, ingrediente molto usato in antichità e che, mischiato ad altre farine, serviva per produrre il pane.

      Con il tempo, il normale pane di miglio, si trasformò in un delicato dolce zuccherato che, secondo la tradizione, veniva preparato il giorno di San Giorgio (23 aprile per il calendario ambrosiano), data antica in cui si stipulavano i contratti per la fornitura di latte tra mandriani e lattai.

      Il giorno di San Giorgio, data in cui fiorivano i sambuchi, si solennizzava quindi l’antico patto preparando il pan de mej cosparso di fiori di sambuco e i lattai, per l’occasione, regalavano ai propri clienti la panna liquida per accompagnare questo delizioso dolce, abitudine che continuò a persistere nel tempo.

      pane di miglio

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      • Ingredienti

      1 kg di farina
      2 dl d'olio
      6 uova
      600 g di zucchero
      600 g di nocciole sbucciate
      una Bustina di lievito
      1 buccia di limone
      un bicchiere di latte (facoltativo)

       

      La tortionata o tortjonata è un dolce friabile a base di mandorle tipico della città di Lodi, riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali come prodotto agroalimentare tradizionale italiano.

      Affine alla più nota sbrisolona, se ne distingue soprattutto per l'assenza della farina gialla dalla lista degli ingredienti.

      La torta sarebbe nata nella prima metà dell'Ottocento dalle mani del pasticciere Carlo Tacchinardi che tramandò la ricetta ai figli Giovanni e Gaetano

      Torta di Lodi

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      marzo 10, 2015

      • Ingredienti:

      250 g di farina bianca
      100 g di zucchero
      200 g di burro

      Vini consigliati:

      Oltrepò Pavese Malvasia (bianco)
      Recioto di Soave (bianco)

      Benché propri del comune di Priuro, i biscottini di Prosto (in dialetto biscotìn de Prost) sono considerati un dolce caratteristico dell'intera Valchiavenna e solitamente chiudono il pasto nei ristoranti tipici di queste zone lombarde.

      I Biscutin de Prost hanno una storia lunga che ha inizio nei primi anni del Novecento: all’epoca il mulino dei Del Curto, costruito nel lontano 1600, era l’unico forno della zona e qui venivano i compaesani a cuocere i biscotti tipici del paese, preparati solitamente per occasioni speciali come matrimoni o per la festa dell’Assunta.

       

      Biscottini di Prosto

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      giugno 26, 2014

      Ingredienti: per 4 persone

        50 g di farina di granturco
        50 g di zucchero
        20 g di burro

        Il mais è uno dei cereali più coltivati al mondo e, a seconda della zona in cui viene coltivato, può essere utilizzato in diversi modi; nelle regioni con clima temperato, oltre ad essere utilizzato per l'alimentazione umana il mais viene principalmente destinato all'alimentazione animale ( farine e mangimi ).

        I ventagli, o palmiers, niente di più buono e allo stesso tempo più semplici da preparare. I ventagli risultano particolarmente semplici soprattutto se avete della pasta sfoglia già pronta in frigorifero. Volete arricchirli: abbelliteli con una glassa di cioccolato fuso!

        Ventagli di croccante al mais

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      giugno 03, 2014

      Ingredienti: per 6-8 persone

        2 arance
        2 prugne rosse
        1/2 mango
        chicchi di uva nera
        chicchi di uva bianca
        chicchi di uva rossa
        140 g di zucchero
        30 g di farina
        1 tuorlo
        1 baccello di vaniglia
        2 dl di latte

         

        La quercetina, un flavonoide naturalmente presente  nell'uva rossa, oltre ad avere proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, pare essere anche un'ottima fonte di energia, consigliata agli "spossati cronici".

         

        Mostarda di frutta mista alla cremonese
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      dicembre 13, 2013

      Il Moscato di Scanzo è un vino passito ottenuto esclusivamente dalla vinificazione delle uve provenienti da un vitigno autoctono selezionato negli anni ‘70 dall’allora Ispettorato Agrario.

      Storici locali fanno risalire la coltivazione della vite al periodo pre-romano, altri ritengono che furono proprio i romani ad introdurne la coltivazione nelle vocate zone collinari. Altri documenti storici ci confermano la particolare fortuna di questo vino passito nel ‘600 e nel ‘700.

      La Docg Moscato di Scanzo si caratterizza per essere la più piccola d' Italia: la zona di produzione è limitata a una porzione del Comune di Scanzorosciate (BG) e i produttori sono 39, di cui 33 aderenti al Consorzio di Tutela.

      moscato di scanzo

      La superficie a vigneto non supera i 31 ettari, con una produzione vinicola di poco superiore alle 60.000 bottiglie all'anno. Il Moscato di Scanzo è un vitigno a bacca rossa. (Disciplinare di produzione)

      Moscato di Scanzo DOCG Moscato di Scanzo DOCG

      Scorcio di Scanzo (foto www.stradadelvinoscanzo.it)

      Grappoli di Moscato di Scanzo

      Vitigni - Grado alcolometrico minimo - Invecchiamento e qualifiche.

      Il vino Moscato di Scanzo è vinificato in purezza (vitigno 100% Moscato di Scanzo).
      Il processo di lavorazione delle uve è lungo e laborioso. Dopo la raccolta, le uve subiscono un appassimento per un periodo non inferiore ai 21 giorni per raggiungere un idoneo grado zuccherino e successivamente il vino ottenuto dalle uve appassite deve essere sottoposto ad un invecchiamento minimo di due anni. Solitamente viene vendemmiato il mese di ottobre e i grappoli stesi su graticci in ambienti condizionati a temperatura inferiore ai quindici gradi e con umidità variabile. Per disciplinare dopo almeno venti giorni e comunque dopo un buon appassimento si procede alla sgranatura e pigiatura delle uve. Dopo un periodo di appassimento di almeno 20 giorni, si ottiene un passito con una gradazione naturale compresa tra 15 e 18 gradi. Il Moscato di Scanzo non tollera il legno, talchè l'invecchiamento avviene in contenitori di vetro o di acciaio e può essere commercializzato dopo il 1 novembre dei due anni successivi alla vendemmia.
      - titolo alcolometrico volumico totale minimo 17,00% vol, di cui almeno il 14,00% svolto con contenuto di zuccheri residui compreso fra i 50 e i 100 g/l;
      - acidità totale minima 4,5 g/l;
      - estratto non riduttore minimo 24 g/l.

      vini lombardia

      Caratteristiche organolettiche.

      - colore rosso rubino, più o meno intenso, che può tendere al cerasuolo con riflessi granati;
      - dore delicato, intenso, persistente, caratteristico;
      - sapore dolce, gradevole, armonico, con leggero retrogusto di mandorla.

       

      Abbinamenti e temperatura di servizio.

      Il Moscato di Scanzo va servito in piccoli calici per vini da dessert a una temperatura di 8-10°C. Va abbinato a dolci da forno, dolci a pasta lievitata poco consistenti, in particolare a base di frutta; indicati anche zabaione, panna cotta, dessert piemontesi a base di panna, panettone e pandoro.

      moscato di scanzo logo

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      novembre 17, 2013

      Storia, curiosità, ricette e consigli dal mondo. Notizie, percorsi gastronomici, redazionali e ricette per vivere il gusto con stile.

      Ingredienti:

      2 uova
      320 g. di farina OO
      80 g. di olio di semi di mais
      100 g. di miele
      scorza grattugiata di un limone
      1/2 bustina di lievito per dolci
      una grossa pera Abate
      cannella
      15 noci
      15 amaretti


      Preparazione:

      • Sulla tavola di legno setacciate la farina e il lievito e fate la fontana, aggiungete le uova con il limone e l’olio e iniziate a mescolare aggiungendo il miele.
      • Formate una palla e fatela riposare il tempo di pulire la pera, tagliarla a tocchetti e aromatizzarla con un pizzico di cannella.
      • Stendete con le mani in uno stampo imburrato o coperto da carta forno almeno 2/3 della pasta, copritela con la pera, gli amaretti sbriciolati e le noci a pezzetti.
      • Ricoprite con la restante pasta e guarnite con un po’ di zucchero semolato.
      • Infornate a 180° per una mezz’ora (dipenderà dal forno il tempo di cottura).

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      novembre 16, 2013

      Ingredienti:

      500 ml di panna fresca

      500 ml di yogurt bianco

      200 g di farina di cocco

      1 bicchierino di vermouth

      2 cucchiai di zucchero

      12 g di gelatina in fogli o colla di pesce

      Per la base:

      300 g di biscotti secchi

      120 g di cioccolato bianco

      2 cucchiai di margarina


      Torta fredda al cocco
      Preparazione: 

      • Preparate una tortiera a cerniera da 26 cm e foderatela sul fondo con della carta forno.
      • Frantumate i biscotti secchi in una ciotola capiente aiutandovi con un matterello.
      • Sciogliete il cioccolato bianco con la margarina in un un pentolino a fiamma bassissima, versatelo sui biscotti sbriciolati, mescolate bene e con l’impasto ottenuto foderate il fondo della tortiera.
      • Lasciate quindi riposare in frigo per 30 minuti almeno, serviranno a far compattare meglio il tutto.
      • Mettete la gelatina in ammollo in acqua fredda per 10 minuti circa, successivamente disponetela in un pentolino con un dito d’acqua e fatela sciogliere sul fornello a fiamma bassa senza portare ad ebollizione, non appena sciolta togliete dal fornello e lasciate intiepidire.
      • Sistemate la farina di cocco in una ciotola capiente, aggiungete il vermouth, lo yogurt, i fogli di gelatina sciolti e girate bene per amalgamare il tutto.
      • Montate la panna con lo zucchero e aggiungetela al composto, girate con delicatezza finché tutto non si sarà amalgamato in modo uniforme.
      • Versate il tutto nella tortiera sulla base di biscotti, livellate e lasciate riposare in frigo per almeno 4 ore.
      • Al momento di servirla aprite la cerniera, sistemate la torta su un piatto da portata, sfilate la carta da forno e decorate secondo vostro gusto.
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      Ingredienti:

          50 gr di farina
          500 ml di latte
          6 tuorli di uova
          1 baccello di vaniglia
          150 gr di zucchero
          130 gr di pistacchi di Bronte

      Per il Pan di Spagna:

          5 uova
          150 gr di zucchero
          scorza grattugiata di un limone o una bustina di vanillina
          125 gr di farina
          130gr di pistacchio di Bronte.

      torta di crema al pistacchio
      Preparazione: 

      • Fate sobbollire il latte (tranne mezzo bicchiere) in una capiente casseruola con il baccello di vaniglia, poi toglietelo dal fuoco e lasciatelo in infusione per 10 minuti.
      • In una terrina a parte lavorate i tuorli con lo zucchero con l’aiuto di uno sbattitore elettrico, molto bene fino a ottenere una crema spumosa e biancastra.
      • Versate un terzo del latte tiepido a filo poi incorporate pian piano la farina setacciata.
      • Continuate a sbattere con le fruste elettriche; togliete la stecca di vaniglia che avete lasciato in infusione nel latte e aggiungete nella casseruola, poco alla volta e mescolando con una frusta, il composto di uova, farina, zucchero e latte ed il pistacchio di Bronte precedentemente polverizzato.
      • A questo punto portate ad ebollizione il tutto e, mescolando continuamente, lasciate sobbollire a fuoco dolce per alcuni minuti finché il composto si addensi , sbattendo di continuo con la frusta per evitare che si formino grumi alternando l’aggiunta del latte freddo che avete tenuto da parte.
      • Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare la crema, mescolando di tanto in tanto. La crema è pronta.
      • Preparazione Pan di Spagna:

      • Sbatti i tuorli d’uovo con lo zucchero e la vanillina (o la scorza di un limone grattugiata) tenendo da parte gli albumi.
      • Una volta che i tuorli sono ben montati, aggiungi gli albumi montati a neve con un pizzico di sale e mescola fino a quando gli albumi saranno bene amalgamati con i tuorli, quindi aggiungi il pistacchio di Bronte precedentemente polverizzato.
      • Aggiungi la farina setacciata e mescola fino a quando il tutto è ben amalgamato.
      • Inforna a forno preriscaldato a 180°C 25-30 minuti dovrebbero bastare.
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      agosto 08, 2013

      gelato strachitunt

      «Un abbinamento originale se non azzardato, ma il gusto è ottimo ». Così lo descrivono gli stessi creatori, Luca Sivelli, 18 anni di Gessate (Milano), e Alberto Suardi, 19, di Treviolo, studenti al quinto anno (indirizzo ristorativo) dell’istituto Alberghiero di San Pellegrino. Con il professore di cucina Carlo Calvetti hanno messo a punto un gelato allo Strachitunt Dop, ricetta che ha conquistato il quarto posto assoluto su 31 partecipanti (e primo tra le scuole) al concorso del gelato artigianale bergamasco indetto da Artglace (la Confederazione internazionale dei gelatieri) in occasione della Giornata europea del gelato artigianale. Tanto è piaciuto – non solo alla giuria del concorso – che il gelato si appresta a uscire dal cucina scolastica dell’Alberghiero per diventare «promoter» del formaggio che recentemente ha acquisito la Denominazione di origine protetta.

      «Proporremo la ricetta a Casa Arrigoni di Peghera di Taleggio (azienda che vende Strachitunt Dop, ndr) – dice Giuseppina Arzuffi, vicepreside dell’Alberghiero –. Potrà utilizzarlo come strumento di promozione nelle fiere o in altre occasioni». E, dal presidente del Consorzio di tutela dello Strachitunt, Alvaro Ravasio, arriva il placet all’iniziativa, considerata anche questa come un’opportunità per far decollare il formaggio più amato dallo chef Gianfranco Vissani. Gli ingredienti del nuovo gelato? Lo Strachitunt fuso rappresenta circa il 30%, ci sono poi mascarpone, panna, ma anche pere (di Camerata Cornello) caramellate con spumante, e aceto balsamico. Per il risultato finale non viene impiegato nessun preparato, di quelli, invece, generalmente utilizzati come base dalla maggior parte dei gelatieri.

      Un mix perfetto secondo gli ideatori ma pure per la qualificata giuria del concorso dei gelatieri orobici, che gli ha attribuito la quarta posizione assoluta. Un gusto, dice almeno chi l’ha provato, che in realtà non dovrebbe far storcere naso – o palato – a chi non ama troppo i formaggi dal sapore «forte», i cosiddetti erborinati, tipo Gorgonzola, di cui lo Strachitunt è considerato illustre progenitore. Studenti e insegnante, peraltro, non si sono limitati a realizzare il gelato e a partecipare al concorso (peraltro con tutte le difficoltà e tutti gli svantaggi del caso rispetto ai gelatieri professionisti), visto che hanno già pensato all’eventuale abbinamento. «Ãˆ ottimo per accompa- Luca Sivelli di Gessate e Alberto Suardi di Treviolo, autori col professore Carlo Calvetti del gelato allo Strachitunt gnare altri formaggi, naturalmente – dicono – ma oltre che come dessert o per degustare degli spiedini di frutta, potrebbe fare da antipasto». Nell’attesa che il gelato sbarchi nelle fiere – e magari in qualche gelateria della valle, anche se per ora la formula resta abbastanza segreta – sarà presentato ufficialmente la sera del 9 aprile alla scuola alberghiera, in occasione del concorso organizzato dal Comprensorio venatorio alpino sul camoscio in cucina.

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