I luk chup agli occhi di noi italiani ricordano la cosidetta frutta di Martorana una delle specialita’ tipiche della Sicilia (particolarmente della zona di Palermo).
Se pero’ l’italica frutta di Martorana e’ realizzata a base di pasta mandorle e zucchero qui gli ingredienti sono diversi per avere pero’ un aspetto estetico molto simile.
I Luk Chup derivano da una antica tradizione tramandata da un’influenza portoghese fin qui dai tempi in cui la capitale dell’allora Siam era Ayutthaya.

Ingredienti: per 4 persone
100 g di zucchero
75 g di farina di riso glutinoso
75 g di arachidi tostate non salate
25 g di farina di riso
20 g di farina tipo 00
1 banana
16 foglie di limone
olio di mandorle
Riso glutinoso è un tipo di riso asiatico a chicco fino bianco opaco allungato, particolarmente appiccicoso quando cotto. coltivato soprattutto in Asia meridionale: Giappone, Corea, Cina, Filippine, Thailandia, Laos, Indonesia e Vietnam.
Preparazione: 35’ + 15’ di cottura
- Frullate nel mixer la polpa di banana, le arachidi tostate elo zucchero fino a ottenere un composto omogeneo.
- In una ciotola setacciate e miscelate i tre tipi di farina; versate a filo 1 dl di acqua bollente e impastate con cura il tutto, formando un panetto sodo ed elastico dal quale ricaverete piccole porzioni della grandezza di una noce.
- Sul piano di lavoro stendete con un matterello ogni noce di impasto in dischetti spessi 1-2 mm.
- Sistemate al centro di ogni dischetto una pallina di composto di arachidi e banana, quindi richiudete la pasta sollevando e sigillando i lembi.
- Avvolgete ogni fagottino ottenuto in quattro foglie di limone leggermente unte di olio di mandorle e legatelo con refe da cucina.
- Procedete nello stesso modo con gli altri dischetti, fino a esaurimento di tutti gli ingredienti.
- Sistemate i fagottini in un cestello per cottura al vapore e fateli cuocere per almeno 15 minuti.
- Lasciateli raffreddare e serviteli in tavola.
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Dolci e dessert non rappresentano certo il cavallo di battaglia della cucina thailandese; alcuni però sono decisamente invitanti, e fra gli ingredienti principali troviamo quasi sempre la frutta e l’immancabile latte di cocco.
Il Khao Niao Mamuang, ad esempio, è un dolce a base di riso bollito nel latte di cocco zuccherato.
La sua consistenza è abbastanza densa, simile a quella di un budino, e viene servito con mango tagliato a fettine.
Il Khanom Thuai è preparato con gelatina di cocco, zucchero e crema, mentre il Sarim contiene spaghettini di farina di legumi, spesso variamente colorati, serviti con latte di cocco e ghiaccio tritato.
Molto apprezzato, anche se decisamente audace nell’accostamento dei suoi gusti, è il Khanom Mo Kaeng, una specie di budino cotto al forno preparato con farina, uova, latte di cocco e zucchero di palma, servito con cipolle dolci fritte.
Molto più convenzionale ed “abbordabile” per i nostri gusti sono infine il Tako (budino aromatizzato al cocco e gelsomino, servito in coppette formate da foglie di pandano (una pianta tropicale simile ad una palma) e il Khanom Tan, una sorta di tortina servita con cocco grattugiato.
Anche dal punto di vista delle bevande la Thailandia non è particolarmente famosa all’estero; comunque, si possono apprezzare diverse varietà di tè, fra le quali il buon Cha Yen (tè freddo), e caffè (come ad esempio l’Oliang, un caffè nero servito anch’esso freddo). Naturalmente, anche il latte di cocco viene servito freddo: si tratta di una bevanda rinfrescante e molto popolare, spesso venduta per strada dai venditori ambulanti.
Tra le bevande alcoliche si può ricordare il Satho, un vino tradizionale a base di riso tipico della regione nordorientale dell’Isan. Anche alcuni tipi di birre vengono prodotti in Thailandia, ma si tratta di bevande poco blasonate come ad esempio la Chan e la Singha.
Fra i superalcolici si possono ricordare il Mekhong Whiskey, prodotto con melassa o zucchero di canna, riso e un misto di spezie ed aromi che, tuttora, rimane segreto.
Non si tratta, dunque, di un whiskey vero e proprio, né le sue origini sono da ricercare nella tradizione locale: la sua produzione industriale cominciò infatti solo negli anni ’40 dello scorso secolo, sotto le spinte dell’innovazione occidentale.
Di ancor più recente introduzione è il Sang Som, una sorta di rum ottenuto dalla distillazione della canna da zucchero. Praticamente sconosciuto al di fuori della Thailandia e prodotto solo a partire dal 1977, il Sang Som in realtà è un rum molto apprezzato dagli esperti del settore: fra il 1982 e il 2006 fu premiato da ben quattro medaglie d’oro assegnate in occasione delle apposite competizioni internazionali dedicate ai superalcolici.
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I luk chup agli occhi di noi italiani ricordano la cosidetta frutta di Martorana una delle specialita’ tipiche della Sicilia (particolarmente della zona di Palermo).
Se pero’ l’italica frutta di Martorana e’ realizzata a base di pasta mandorle e zucchero qui gli ingredienti sono diversi per avere pero’ un aspetto estetico molto simile.
I Luk Chup derivano da una antica tradizione tramandata da un’influenza portoghese fin qui dai tempi in cui la capitale dell’allora Siam era Ayutthaya.
Da allora la ricetta con i suoi dovuti aggiustamenti continua ad essere in voga e potete vedere i Luk Chup in vendita in molte food court dei centri commerciali della Thailandia.
Ma cosa sono? Al pari della frutta di Martorana i luk chup sono piccoli dolci che riproducono frutta ed altri ortaggi, grandi poco piu’ di una caramella sono realizzati partendo da una base di fagioli dolci e latte di cocco.
Durante il processo di ottenimento di questa pasta viene gradualmente aggiunto zucchero di palma, se il risultato ottenuto e’ buono la pasta ottenuta non deve essere troppo dolce, rischia di essere stucchevole, ma avere un sapore equilibrato con un sottofondo di cocco.
Ottenuta la giusta consistenza la pasta viene raffredata per alcune ore per far sia che possa essere forgiata ed intagliata ed e’ in questo momento che entrano in azione gli artisti!
Con la pasta, e l’ausilio di coloranti alimentari vengono infatti realizzate piccole pere, pesche, fettine di angurie, peperoncini, ciligie eccetera eccetera. L’ultimo passaggio e’ rappresentato da passare questa piccola frutta nella gelatina per proteggere il tutto!
Il risultato e’ davvero sorprendente, piccoli frutti colorati e luccicanti che sono un piacere sia per gli occhi che per il palato. Potete trovarli in vendita nei classici contenitori di plastica bianca oppure in cesti e composizioni appositamente realizzati.
Probabilmente il miglior posto per comprare e gustare questi dolcini e’ Baan Luk Chup dove dal 1977 madre e figlia sono impegnate a realizzare questo particolare dolce tutto thailandese.
Potete trovare Baan Luk Chup in zona Thonburi a pochi passi con l’incrocio del soi 39 con la Arun Ammarin Road.
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- Ingredienti: per 4 persone
4 albumi d'uovo
100 g di zucchero
2 cucchiaini succo di limone
Per Guarnire:
frutta cotta in uno sciroppo dolce
Preparazione:
- Mettete in uno stampo 50 g di zucchero e 4 cucchiai d'acqua.
- Fate bollire e lasciate sul fuoco moderato finché si sarà formato uno sciroppo caramellato.
- A questo punto togliete lo stampo dal fuoco e giratelo rapidamente in modo che il caramello si distribuisca e aderisca su tutte le pareti e sul fondo.
- Montate gli albumi a neve ferma, aggiungere a pioggia lo zucchero avanzato e il succo di limone.
- Versate l'impasto nello stampo e cuocetelo in forno a bagnomaria e a temperatura moderata.
- Occorrerà circa un'ora perché l'albume rassodi.
- Una volta sfornato lasciatelo intiepidire poi mettetelo a refrigerare in frigo.
- Guarnite il dolce con frutta cotta in uno sciroppo moderatamente dolce.
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