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lunedì 2 agosto 2021

Beyond



When I saw this film months ago it had the same effect as seeing Victoria years ago: the feeling of perfect wonderment which the simple story, but not an easy one to tell, was able to inspire in us. Every person has a story to be offered, studded with strong and painful experiences, daily difficulties and obstacles, in total uncertainty.

Last year I had a very few flawless conception. In my country, and also outside it, appearances win over reality. I confirmed it: selfishness, weakness, falseness, shallowness, easy shortcuts are widespread. In a year nothing has changed. Indeed it increased. Violence, suffering, will for power over people and things, cruelty and many other evil situations have become a normality.

The events of the past year have made me more suspicious and more sensitive to the issue. I've changed in the last few years. Me and my take on the stuff of life came out strengthened, reinforced… While outside there are winter storms and snow, you may relax in the pleasant atmosphere of our small sauna paradise. I'm heading out.



Beyond is cold, freezing, but is solid, harmonious and the finish is consistent, varied and very deep. Is confirmed that Noomi Rapace is one of my favourite actresses. It's so difficult to understand to fund the reality that's hidden behind the appearance of the look. I know this. On my skin. Against my skin. And beyond.

mercoledì 31 agosto 2016

So much time and so little to see.

I miei desideri son tutti accoppiati, ma di colore diverso. Ho appena aperto il cassetto. 
Ripiegati e in ordine. Un ordine apparente. Imposto.
Un incantesimo dovrebbe rimettere a posto tutto: il mio iniziale ed originale peccato, quello che metteva subbuglio, quello che tirava fuori confusione da ogni allineamento, in equilibrio costante tra stravaganza e l'indefinita e sfumata fuga dalla realtà.

Ora è tutto così piatto, comune, normale.
Non è inno travolgente, non è marchio a fuoco, non ha sguardo magnetico che buca lo schermo. E io vorrei ancora quel can't ignore the train.
Lungo brivido sottopelle, terremoto psicologico al quale non si può restare indifferente e qualcuno che mi serva un concentrato di dolcezza e tragedia, frugale esistenzialista.

Ferma. E voler andare. I remember the wishing chair. Sittin'. In attesa di un evento. Che cambi il destino. Tanto tempo e tanto poco da vedere. Il fato fatale. Scivolarci dentro, immerso nei pensieri su bagnasciuga della vita. È una bozza che non vedrà mai il suo definitivo. Oltre quell'indolenza c'è il mondo. But through adventure we are not adventuresome.
Wait a minute. Strike that.

Reverse it.


Soundtrack 

Risultati immagini per boards of canada

Ché la musica non ti salva. Music is math.

domenica 3 maggio 2015

Paralleli e.

Solaris. 1972. Andrej Tarkovskij.

Sono una patita di paralleli. E sono anche una partita per la tangente. Perché quando dici che vuoi il mio bene ti credo, ma se continui a misurarne l'intensità, insisti a definirlo in un determinato modo e dai in escandescenze quando scappa di chiamarlo diversamente io, semplicemente, casco, giù, senza nemmeno far finta di barcollare, anzi, volontariamente punto il vuoto e mi ci infilo. 

Can't get there from here. Clint Mansell. Moon OST.

Dream. Eduard Artemiev. Solaris OST.

Sono l'affezionata ai paralleli. Proprio di quelle situazioni che corrono a distanza sempre uguale e i cui punti estremi, origine e fine, non si incontreranno. Mai. Ci rivedo molto di me: immaginazione=realtà; studi=realizzazione personale; aspirazioni=lavoro; viaggio=c/c; amore=pubblico/privato; cassetto=tana. L'ho aperto stamattina, quello noto per essere scrigno pieno di sogni, ne è uscita una fila di formiche.

Moon. 2009. Duncan Jones.


I doppi. I paralleli.

venerdì 20 dicembre 2013

al mio dieci



Vorresti svegliarti, liberarti dall'immagine dell'Europa. Ma non è possibile.

Eppure è così facile, basta svegliarsi in una nazione in cui nessuno vede più, far credere loro di essere un predestinato, l'unico che sappia portarli verso la salvezza. Ma chissà, col passare del tempo, che non rivelino a te l'unico modo per scorgere la verità… ché modificare il corso degli eventi non è più così facile come sarebbe potuto sembrare tanti anni fa. Si scorgono sedimenti di coscienza civile e politica dappertutto che vanno a costituire il nucleo. Pare pronto ad esplodere in ogni momento e invece sonnecchia tranquillo in attesa che qualcuno trivelli deciso e intanto si da una bella verniciata di fresco, costretti a cambiare logo, tattica, lessico, facciata. La base freme e salta a ritmo degli slogan, sopravvive e macera e fa finta di furoreggiare. Si rimane sulla cresta dell'onda con alcune inevitabili cadute di tono, a galla con brevi sperimentazioni in apnea, più giù con più lunghe pause di disorientante esplorazione nei profondi recessi dell'animo, come sotto l'effetto di potente acido fino a rendersi conto che quella non è una vasca di deprivazione sensoriale, no. Inutile, nega, annega.

martedì 19 novembre 2013

a lezione




Bello sguardo dimmi cosa vedi al di là di quell'orizzonte. Occhio sinistro t'interrogo perché vorrei che tu m'illuminassi sul futuro, sul mio destino, sul nostro amore. Abbi fiducia. Ora scriverò su un bigliettino cosa ti servirà: l'essenza e la giovinezza, raccogline abbastanza e fai un piccolo bagaglio. Con un secchio vuoto riuscirai a prender più quota, e volerai al di sopra di tutto, e se ne trovassi poca, potresti riversarne. Quale miglior cura? La ricetta giusta questa, la ricerca della leggerezza come reazione al peso di vivere. Veloce, mano destra, unisciti alla mia, concisa, breve stretta, magica presa circolare che m'ha legato a te per sempre. Disegna nell'aria come un'unica tappa, riepilogo di una storia, sintesi perfetta dell'unione di due menti, giovane e vecchia, acerba e matura, fulmineo percorso dei circuiti mentali che collegano e catturano punti lontani dello spazio e del tempo. Care labbra cosa volete, perché mi tormentate, mordendovi e sanguinando? Nitide odo parole spingersi sulla punta della lingua e giù, scandite e precise, libere e rigorose, le riconoscerei tra miliardi. Son le mie si allineano e marciano in completo elegante ed essenziale. Qualunque sia la cosa che si vuole dire, esiste solo un sostantivo per descriverla, un verbo per animarla e un aggettivo per qualificarla. Fantasia, pensiero cangiante, progetto colorato, penso per immagini e le stendo cambiando tono, attingendo al significante, mescolando le espressioni. È forse questo il senso e il modo, ubiquo e necessario, attuale e chiaro. Ti sussurro visioni. Sta a te ricomporle o lasciarle confuse lì nel paesaggio da esplorare. Volevo anche che quel destinatario riuscisse a immaginare la traiettoria che descrive nella mente - o nell'anima? - una parola prima di andarsi a poggiare sulla punta della lingua, sui polpastrelli della mano o sul ciglio del padiglione dell'orecchio. E quello che fa? Non ascolta… si ritrae per dilatarsi ancor più, si restringe e poi esplode in una striscia lunghissima che si srotola per accogliere quante più espressioni, quante più vibrazioni, tante, infinite, spruzzate e tuffate in quel secchio immenso, dal volume senza fine, in cui ci si perde in un luogo labirinto gigantesco, garanzia di una verità mai parziale: Quella che prende forma nei grandi romanzi del XX secolo è l'idea d'una enciclopedia aperta potenziale, congetturale, plurima. Com'è iniziata? Ho smarrito la parola iniziale. Nella molteplicità degli incipit dov'è il collegamento? Ti ho qui, finalmente, giovane vecchia storia d'amore per la scrittura e la sua lettura, alla tua conquista io m'impegno, a te mi dono, simbolo di trasmutabilità incessante, relazione di elementi in continua proliferazione, non mi deluderai, no, mai.

Grazie a un grande Italo.

mercoledì 30 maggio 2012

greed

e questi sono i generali con le loro mitragliatrici, e sono i cimiteri
con le loro tombe, e sono le casse di risparmio con le loro cassette
di sicurezza, e sono i libri di storia con le loro storie
ma se volti il foglio, Alessandro, non ci vedi niente…

Una pellicola frastornante. Il nulla, in realtà, ben più grande e potente di tutto il resto; il grande niente che smette di nascondersi e interpreta se stesso con la gestualità tipica dell'afferrare, dello stringere, del negare. Il meccanismo è semplice: l'oro degrada al rosso, s'incancrenisce e si fa nera violenza, oscura volontà di distruzione. Le mani che prima si cercavano con passione ora non si riconoscono più, estranee e nemiche, si staccano, si separano, si dividono; si trascinano in una bestiale spirale, nella quale, dapprima luminosa, il turbine prezioso, eleva ma poi con una spinta altrettanto forte precipita in basso, seppellendo e schiacciando, tante, pesanti, cumulo giallo, sonanti monete, tolgono aria e luce e forza alle dita che le adoravano, e ora se avessero la fortuna di venir fuori… e nel mentre si scarnificavano a forza di lucidarle, di contarle, di amarle… suggevano tragedia e trasmettevano sventura. L'atmosfera è resa da campi medi o lunghi, atmosfere pioventi, grigie e invernali, l'ossessione e il pathos, sono immortalati in primi e primissimi piani, profondità di campo e di natura che tratteggiano in maniera convincente gli stati d'animo alternanti, le doppiezze, le tinte fosche e le tensioni trattenute, ma avvertite come imminenti, che poi sfociano e concludono memorabilmente nella scena abbagliante, calda, infuocata.




i razzolatori malefici




Passo tratto da Purgatorio de l'inferno - Edoardo Sanguineti

mercoledì 8 giugno 2011

sogno logico


Io non ci vado. Cercala tu. Come? Tocca a te. No, ho paura, ci-vai-tu. E cominciò il peregrinare. Non è più terminato. Mi condusse a un paese musicale nel quale ho fissa dimora, fuori dalle mura circoscritte della città provinciale, povera e decadente. Sono tuttora preda di un singolare stato di sdoppiamento, occupante felice di una doppia esistenza, in una terra incantata priva di limiti angusti, soggiogata piacevolmente dal potere rilassante e benefico a cui aderisco con abbandono e fiducia. Nulla di più potrei dire, null'altro potrei ricordare. C'è un pulsante invisibile, pigiato il quale, si avvia un immediato processo di accensione onirica, allucinatoria. Sublime. Esperienza ed essenza inafferrabile, mi rivela arcane risonanze e nella quale trovo risoluzione delle dissonanze della vita e ricompongo le fratture tra interiorità ed esteriorità. Libera. Mi libro leggera, priva di forza gravitazionale, vago al di là delle proporzioni reali e costrittive. Sola. Scelgo l'esilio volontario e porto via con me l'ipoteca sugli spazi concessi ai miei ideali e ai miei interessi culturali. Desta. Non so. Forse. Intanto considero la mia opera come uno strumento. Il mezzo di trasporto che mi elevi in una sfera superiore, in cammino verso l'identità suprema: idea, mirabile idea. Senz'indugio mi spingo fin dentro le macchie verdi, selve e foreste lisergiche, nel profondo che dovrebbe distrarre e divertire e invece diventa il vero, unico scopo, vertice delle umane aspirazioni, esaltazione del creare e anelito della composizione. Architetto dei miei sogni. Riunisco ricordi dell'infanzia, giochi e filastrocche, pulsioni ed emozioni giovanili e mi trasfiguro, senz'ombra disegnata in terra, senz'alcun dubbio di ribellione del primo amore, mesci, assumo l'antidoto alle soffocanti convenzioni e, priva di costrizioni, m'accompagno alle amiche proiezioni del mio subconscio. Allegra assai. Mi slancio contro la maschera cupa e ignobile. Ma quella scompare tra vapori e colonne in frantumi. In risalita, vieni. Aggiungo elementi nuovi, topoi a successione, a imitazione, creo scale ascensionali, ribatto in sincope con accordi e note frutto di infrazioni alla condotta generale, moniti irrimediabili, corrispondenze, allucinazioni ferme. Chiudi. Lascia che ci cerchino dieci minuti o sessant'anni. Sì, era una botola di luce, la luna, e attraverso di essa saremmo entrati nell'eternità.

Profondamente segnata dall'innesto.

Frase finale tratta da Hanno amore, Gianluca Chierici
In alto: Girl amongst leaves, 1893 - David Gauld

lunedì 21 febbraio 2011

gozu

ovvero: fastidio, tanto e ben servito. Insieme a una buona dose di ottimismo, un bel bicchiere di primitivo che trasformi la tavola in ruota di tortura, il coltellino da frutta in spada yakuza… so beautiful. Almeno per me, perché tutto ciò che sia poco percepibile, senza ribalta, corridoi privi di uscite secondarie in cui prendon forma incubi e allucinazioni, libertà di espressione e comunicazione scatenata, ecco quello è cinema, capolavoro. Ti stai agitando nella poltrona, avverto il ticchettio di indice e medio sul bracciolo, l'accavallare continuo di sinistra su destra, l'oscillazione di destra su sinistra. Io sono oppressa sulla mia sedia elettrica, vado a fuoco e mi sento inghiottita nel sac à poche per due ore, spinta dentro a forza, ne vien fuori una polpa saporitissima, agro-dolce, per palati disturbati, dì un po' hai usato la bocchetta più stretta? sluuuuuff, sapientemente mischiata, ingrediente tra gli altri, spruzzata di pepe, goccio di balsamico, evvia agitata, forte, potente, coerentemente pazza. Gira, gira, gira in tondo. Cerca, cerca, cerca il matto.

L’allenamento del sole e dell’acciaio, a cui mi ero dedicato per così lungo tempo, era dunque un’attività in grado di produrre quel genere di scultura fluida, e poiché il corpo così plasmato apparteneva strettamente alla vita, tutto il suo valore doveva essere riposto in ogni attimo di quello splendore. Perciò la scultura che rappresenta il corpo umano celebra con marmo imperituro l’essenza effimera della carne. Ne consegue che appena oltre, un attimo dopo, preme già la morte. La funzione del coraggio fisico consisterà sempre nell’accettare la sofferenza; in altre parole, il coraggio fisico è la fonte del gusto di capire e di assaporare la morte ed è anche la prima condizione della facoltà di comprenderla.
Yukio Mishima



Posso appena dire di aver vissuto...

mercoledì 19 gennaio 2011

la donna che visse due volte


Hitchcock, Godard, Hawks, colleghi cari des cahiers faccio un falò, alto e imponente, darà luce al mio oscuro mondo. Sei pazza? Non ricordo nulla. Immagini slegate e confuse, idee riorganizzate ad episodi da una quindicina d'anni a questa parte filmano con una perfezione unica una storia incredibile. È frutto di provocazione questo mio messaggio, mai innocuo, mai debole. Mi sottopongo a terapia con continua ricerca di forma, di modello, ma nulla riesce ad estrapolare, vero mister Piccolì? Il significato rimane nascosto. Io riesco a toccare i confini della follia e ritorno indietro, più elastica e scandalosamente sovrapponibile. Apri, scoperchia, guarda dentro, che vedi? Tira fuori. Centinaia di metri e metri, e chilometri di pellicola, in alternanza pagine e pagine, scritte fitte, riconoscibili, sì, ma sempre espandibili, ricomponibili, poco strutturate, disperate alcune, altre proibite per eccesso di ottimistica vitalità in un'era in cui faresti bene a veder nero, e poi gioire nel caso si aprisse uno spiraglio chiaro. Non risparmio, non tolgo particolari, non trascuro di dissacrare, sconquassare, e monto al contrario, registro i contrasti e li accentuo, colori in contraddizione, colonna sonora infinita. Usare suoni ed immagini come unghie e denti su cui graffiare. Che vita sarebbe senza tinte forti e musica destabilizzante? Scardinate e trasfigurate forma e materia. Mi auto-dedico un pezzetto di impossibile, lo affiderò al tempo e chissà, forse riuscirà a ricomporre l'intero seguendo un itinerario immaginifico, in una parola: emozione.

"Io non invento niente, leggo molto. La mia originalità, e il mio fardello, sta nel credere che il cinema sia fatto più per pensare che per raccontare storie" (J. Godard).

martedì 10 agosto 2010

the long goodbye


invites your eye to come her way…

venerdì 6 agosto 2010

il cuore ad est

Troppo distante. Mi ci vorrebbe un viaggio oltre quest'universo per ritrovarlo. Mi ha ingannata non c'è alcun dubbio, m'ha detto piano che sarebbe tornato e invece vuoto… svuoto gli armadi, metto a parte i feticismi raccolti negli archivi e li sposto, deciderò in seguito se buttarli o meno. Ma già so, lo farò. Non sono adatta alle collezioni, troppa cura e troppo ordine che non m'appartengono. Sto solo ritardando rinviando riposando le mani stanche e gli occhi pieni di te delle promesse ossessive e degli appuntamenti monotoni… in mente un film, sulla tua spalla la mia tempia, in una sala buia, proprio come lei e lui e l'amore impossibile. Sfuocato ho detto all'uscita… e tu cosa? morbido elegante delicatamente pungente. M'è rimasta quella puntura che non stillava sangue e che ha sgorgato acqua anni dopo. Il buon senso e la ragione […] non m'hanno più spinta alla pietra e alla fotografia, ma fuori campo una voce al telefono mi ripete sempre a presto. Dietro quella porta, inutile bussare, inutile lasciarla aperta, tutta la carnalità del nostro amore incorporeo e sospeso. Il ricordo è qualcosa che può vedere ma che non può toccare.



I nostri anni gloriosi son passati come fiore

venerdì 30 luglio 2010

in sella


Ciò che per alcuni uomini, in società non illuminate, è il colore, la razza, la religione, il sesso lo è per tutte le donne: un'esclusione radicale da quasi tutte le occupazioni onorevoli. J.S. Mill (1806-1873)
È un nodo che non si riesce a sciogliere. Una differenza che è un fatto, non naturale, ma storico. Una misura che si può calcolare in consistenza, traendone conseguenze politiche e implicazioni sociali. C'è tanta di quella ricchezza di stimoli e di spunti che bisogna per forza di cose e per necessità continuare o riprendere l'analisi e la riflessione sulla questione. Poco s'è fatto e troppo male. Una tavola e una tovaglia, un gioco con regole stabilite a casaccio. Da una parte gli uomini, dall'altra le donne, non collaborazione, non comunicazione, non obiettivi comuni. Una domanda su tutte: come evitare di far la guerra? Intesa come conflitto tra religioni, culture e sessi. Ecco perché ritornare a discorrere di un mondo globale, soggetti differenti, di incontro e convivenza nel rispetto della dignità e della libertà reciproca. Oh, Virginia, Virginia! Tu ti interroghi, tu usi metafore, tu entri nell'uomo, ti fai donna, registri androgine consistenze, semplici dimensioni, differenti implicazioni e trai analogici dati per redigere un bel manifesto che dia indicazioni su diverse tematiche di grande attualità e rilevanza per questioni di genere e non. E noi oggi riflettiamo su te, immaginiamo una scuola che educhi e che formi una cittadinanza piena, priva di esclusioni e con pari opportunità per tutti.



E invitiamo a leggere, ad andare al cinema e a teatro, a coltivare le più belle e stimolanti e feconde occupazioni dell'animo umano. Sono attività insostituibili per la formazione del cittadino in una società moderna e democratica e libera. Come dice Mario Vargas Llosas, in un suo saggio sul romanzo, Letteratura è denominatore comune dell'esperienza umana grazie alla quale tutti gli esseri umani si riconoscono e comunicano tra loro a prescindere dalle loro storie e dai loro orizzonti geografici e intellettuali. Arte è arma unica contro le xenofobie, il razzismo, le ottusità localistiche e del settarismo religioso e politico, quella che fonda la sua efficacia, valida ad ogni latitudine sull'uguaglianza sostanziale di uomini e donne e vuol sconfiggere l'ingiustizia rappresentata dallo stabilire tra loro forme di sfruttamento e discriminazione. Non solo scienza e tecnica quindi, sì, esse portano benefici e progresso, ma, con la specializzazione, determinano anche frammentazione dell'insieme in innumerevoli rivoli e compartimenti stagni. Usiamo la letteratura per riconoscere quelle differenze e dare un differente valore a tali fondamentali modi di vedere il mondo uguale, ma con occhi diversi, un nuovo modo per intendere la cultura e la libertà di pensiero che servirà a noi per prevenire la guerra: non è di ripetere le vostre parole e seguire i vostri metodi, ma di trovare nuove parole e inventare nuovi metodi. Ho tre ghinee, son sicura basteranno… Facciamo un viaggio… in noi. Non si dovrebbe dare mai un noi per scontato quando si tratta di guardare il dolore degli altri. Susan Sontag

mercoledì 7 luglio 2010

la ragazza con la pistola

Disonorata.
Rapimento.
Matrimonio riparatore.
Delitto d'onore.
Cosa nostra.

Meridionale focosa per natura e tradizione che si rode per gelosia, paonazza in viso e giallo-viola giù nelle dita dei piedi contorte fino allo spasmo. L'ultima parola era sì una dichiarazione di guerra? Tutto concentrato in essa: vita morte miracoli, ho letto tutto, m'è passata davanti anche la struttura elicoidale del dna. Guarda che t'ho visto, cosa credi che abbia nella coda dell'occhio? Una mazza ferrata! Lo so, brutta bestia, mi si annebbia l'attività pensante, percuoto violentemente la gamba per simulare il tremito della mano, la voce mi si spezza e vorrei solo che lui, lei e l'altro, cieco e fesso, sprofondassero tutti mentre io recito Cecco…
S'i fosse foco, arderei 'l mondo; s'i fosse vento, lo tempestarei; s'i fosse acqua, i' l'annegherei; s'i fosse Dio, mandereil' en profondo, chi è Cecco? Ecco appunto, pure integralmente ignoranti, lasciate perdere, andate giù all'inferno e basta!
Io, a dirla tutta, detesto essere gelosa, ma è un impeto, indifferente a qualsiasi logica, non lo si può trattenere, travolge e sconvolge. Trasforma e sposta, Furia, nera e improvvisa, ti verrò a cercare anche in capo al mondo, vi vendicherò onore e orgoglio, ti sedurrò e ti abbandonerò, suggellando la rivoluzione del pensiero maschio…



bottana eri e bottana sei rimasta

domenica 4 luglio 2010

sound track -9


Quando hai eliminato l'impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità.
(Arthur Conan Doyle)

giovedì 27 maggio 2010

carta bianca, punto


Te la sento canticchiare e mi innamoro ancor più di te e dei tuoi ricordi. Quando eri bimbo, quando sognavi palco e ti bagnavi nel vino, quando ti commuovevi in un bacio. Sosti più tempo nel consumare il peccato e ti vedi a sorridere ingenuo e caldo affondato nei suoi seni. Su quei momenti intimi sussurri quella nenia e soffri e ti ancori a me, nei desideri d'infanzia sfumati e incantevole presente da uomo.
Cos'è la voce narrante che odo? È musicalità infinita da imbonitore, incontrato per caso, in questo girone infernale e provoca l'inevitabile cortocircuito mio interiore. Sei la mia fonte, bianca e sfuggente, prometti stabilità ma in realtà me ne sottrai, una pagina intonsa sulla quale esistere e svanire, eppure alone rimane. Son troppo vecchia per inseguire purezza e regalare freschezza.
Rimando indietro al mittente, dove non c'era verità, ma solo contraddizione, nell'educare alla morale, ai ceci sotto le ginocchia e all'uomo nero, a quel nodo da sciogliere… Grande la tentazione di rifiutare l'invito, ad afferrare quella mano che si sporge, a volare su quel predellino in movimento, tutto frana e valanga, c'è un count-down e un'astro-nave, una tempesta e un cielo, più nulla da dire e voce grossa, silenzio e groppo in gola. Ma lì su superficie bianca m'appoggio un punto, scuro e nitido, un passaggio segreto, un tunnel e io mi confondo e schiarita la voce accetto.
Non c'è più angoscia della scelta, del dover fare. Il bianco e nero si fa sapiente gioco, le luci, prima abbacinanti, si smorzano nel buio-serenità, tutto è più chiaro ora… un bambino suona.

lunedì 24 maggio 2010

anno zero

Segnato indelebilmente, distruzione, incubo, fame, infanzia perduta… una pace impossibile, una guerra salvifica. Le ferite insanabili di degrado e di ferocia opportunista corrodono la mente e l'innocenza. Edmund piccolo e immenso, faticosamente tenta di ricostruire la normalità e di medicare le lacerazioni di un intero popolo, ma rimane esanime, schiacciato dalle responsabilità, tregua improponibile o poco vantaggiosa. L'osceno adulto mostro sfrutta i momenti di confusione e di indecisione, di fragilità e di debolezza per perseverare nella barbara ideologia del più forte, del superiore che cancella il più improduttivo. Si piazza insostenibile peso sulle spalle del piccolo e lo aizza, nel suo intento pedofilo sporco e inquieto, gli estirpa la radice buona, gli instilla odio e malvagità.

Niente più basi, niente fondamenta nel contesto disumano del conflitto assassino. Brancola nel buio dei suoi gesti, dei suoi pensieri, delle sue azioni, e lo si segue, lo si pedina, lo si incoraggia, lo si vorrebbe distogliere dalla decisione ormai presa… un organo suona e sembra strappargli una promessa di vita, ma lui tira avanti, meccanico e disperato.
Soluzione finale servita diligentemente dall'allievo con ingenuità fanciullesca, il suo avvelenato addio alla casa distrutta e resa incondizionata al mondo dei grandi manipolatori, il suo ultimo volo dalla casa sventrata. Un corpo di bimbo in mezzo alle macerie, ammonimento: comincia l'epoca di ricostruzione… zero verso l'anno in cui si sarà realmente capaci di costruire un futuro diverso!



In morte riscopro il significato della vita: cinema dello sguardo…

mercoledì 19 maggio 2010

evasione

Ridicolo, irrazionale, da solo sto camminando nella mia isola, piedi nella sabbia e onde sui miei piedi e riverberi sui miei capelli, sento un rumore e mi metto a correre come se fossi minacciato da qualcosa. Chi mi insegue, chi segue le mie tracce? Sì ti vien da ridere, lo so. Anche a me verrebbe da sorridere se fossi in te. Ma è più forte di me. Il fatto che farebbe divertire me è comunque il motivo per cui non riuscirei a scattare come una volta… sono diventato più lento, anch'io sono stato ragazzo, arrabbiato, aggressivo, veloce a scattare per un nonnulla! Ora da anziano sono più indulgente, meno rigoroso, più generoso. Più tollerante. Amo le donne, il vino, il buon cibo abbondante? Non più… non riuscirei a digerirlo facilmente e così la felicità di gustare un arrosto si intreccia all'angoscia dell'impossibilità di consumarlo tutt'intero. Molte emozioni, grandi sentimenti alla vista della succulenza, poche reazioni, piccole erezioni al pensiero dell'avanzare dell'età. Sono comunque un bambino, affascinato dal mistero, dalla magia, dal sogno… e dietro l'angolo vedo mille spettri, ho milioni di paure e recito a memoria miliardi di incantesimi per scoraggiare i primi e cancellare le seconde. Non ho alcuna difficoltà a ricordarli e non sento la necessità di evocarli, sono con me, si ripropongono al bisogno, sono in me sempre. Anch'io sono stato cresciuto in una famiglia cattolica, sono stato allevato nel timore di Dio. Anch'io venivo punito e rinchiuso nella stanzetta a ripensare e rimuginare, cos'ho fatto? e di male? ormai l'ho fatto! e non ci penso più! Guardiamo avanti, studiamo nuove nevrosi, guardiamole con quell'obiettivo potente e capovolgiamo la realtà, l'unica speranza di salvezza che abbiamo. Magia, illusione? No, cinema, il più grande e attendibile traduttore della verità umana. Prego, venite pure, accomodatevi, l'ho creata per voi, una ricetta originale e sempre valida, nuova e vecchia, commovente e tremendamente lucida… eterna favola, testamento perenne.



Possa ogni cosa ritenuta abituale, inquietarvi

sabato 24 aprile 2010

open city


Quella come tante altre… come la mia. Aperta ma alla libertà di far quello che si vuole dell'uomo ignaro e ignavo. Prima che sia troppo tardi, prima che sia tutto occupato, tutto ignobilmente umiliato. Chi ce le farà dimentica' tutte 'ste sofferenze, tutte 'ste ansie, 'ste paure? Ma Cristo nun ce vede!? In un'Italia indifferente e a digiuno di neorealismo fu accolto con freddezza, all'estero suscitò commozione e ammirazione, tirò fuori applausi e fece venire gli occhi umidi. Nel film nudo e crudo si muovevano uomini normali che esprimevano un eroismo umile e non volevano soccombere alla violenza nazista. La pellicola si svolge e mi sembra di ripercorrere quelle ore interminabili dell'anno 1945 nella Roma dichiarata 'città aperta' in una primavera di guerra… c'è impeto, c'è forza, c'è potenza nelle ansie, nelle trepidazioni, nella solidarietà, nelle attese che snervano e ti asciugano per poi rigettarti nella disperazione e nella inerme arrendevolezza di fronte allo strapotere del fuoco.
Non convinse l'osservazione del vero, la cronaca non incise… chissà che gli italiani non vogliano assistere alla rappresentazione delle proprie debolezze e del tradimento dei propri ideali. A caldo… è difficile arrivare all'ammissione e al riconoscimento delle proprie colpe. La negligenza e l'omertà sono dure da digerire.
E il film svela, libero dai vecchi schemi, un clima drammatico e una comprensione immediata e per nulla costruita. Il bambino sul pitale è stupendamente ovvio, e così il coraggio del partigiano rosso, la paura, la rivolta, la decisione sul volto del don, la povertà degli oppressi e la crudeltà degli oppressori già vinti. L'uomo nelle sue svariate e immense sfaccettature, è il vero protagonista delle sue vittorie e delle sue sconfitte, l'uomo lontano dall'idea della razza, l'uomo!
È questo un film che insegna, che mette a dura prova l'impermeabilità del cuore, che nel suo stile semplice e privo di retorica oppone l'ipocrisia alla realtà così com'è!
Ovvio sia il pianto, ovvie siano l'ammirazione e la confusione per un eroe, ma discreto e dimesso, lontano dal piedistallo, perché… dopo, quando risale sul piedistallo, ci credi di più.

domenica 18 aprile 2010

π

ecco cosa è la teoria della perfezione, della simbologia eccellente, numeri, numeri… e cifre, ben poche sull'assegno che ha prodotto questa meravigliosa sintesi a forma di spirale nella quale si rincorrono ordine e caos, i due opposti che si avvicinano e si allontanano, dando origine ad un'esperienza paranoica, ossessivamente scandita dal ritmo di una colonna sonora in cui figurano Orbital, GusGus, Clint Mansell, Aphex Twin, Massive Attack… È un'opera prima girata a basso costo in un 16mm bianco/nero e sgranato. Formula magica valida solo per un mago del calibro di Haronosfky perfettamente in grado di seguire le orme folli e anarchiche di cineasti come Lynch e Cronenberg.

giovedì 15 aprile 2010

PROCESSO alle INTENZIONI

«La volonta' di Pasolini di dileggiare direttamente la religione cattolica risulta chiaro e preciso avuto riguardo a tutte le situazioni artatamente create, alla scelta delle musiche, al tono di determinate espressioni, all'inquadratura di alcune scene. (…) Ogni altro fine proclamato e dichiarato deve considerarsi pretestuoso, servendo a nascondere quello che è stato il reale fine di Pasolini: il dileggio della religione cattolica-apostolica-romana».