Mezzo uomo vai avanti, in ogni direzione.
Finché senta. Negli alti e bassi attraverso il mondo. Ad ondate pregne di frustrazione e rabbia, alterno furore maturo, orgoglio solenne. Non mi controllo, sragiono; trasmetto impazzita, declamata come un canto sospeso, mi abbatto come un coro a cappella maligno, terrorizzante. Traspare un profondo senso di urgenza. Chiaro parte come un fruscìo. S'infuoca in fischio acuto, penetrante. Si sovrappongono e creano spessore, una barriera che è inutile cercar di bucare, né tanto meno scalfire. È come avere di fronte, dietro a destra e sinistra altre me, nei tentativi vani e continui di entrare, sostano fuori e osservano e imitano le varie espressioni. Era un gioco che facevo da bimba: parlavo e non muovevo le labbra. Lo rifaccio ma non ricevo riscontro. Il suono è contorto, disturbato dalla durezza delle parole. Ho impiegato anni per non farmi comprendere. Ora che vorrei solo dire semplicemente sono atterrata da smorfie crude, disilluse visioni, fiamme interiori, strade deserte e dittatori e ventriloqui orribili: quelli che guardo muovere la bocca, ma non odo. Non avrei mai immaginato peggior scenario apocalittico. Eppure l'assenza di speranza è stato il mio brutto inizio. Il salice cresceva affianco a me. Ne avvertivo la fronda ombrosa, ad esso mi poggiavo quand'ero stanca, ma non ne ricavavo sollievo, anzi, debole, filiforme, più confuso di me, di me si nutriva, in me si insinuava lentamente, indelebilmente. È inesorabile. Nessuna tregua. Si diffonde la rassegnata coscienza che presto io non possa seguir traccia, mi rimarranno le code strumentali, le percussioni forti, tattili e visive. Ipnotizzarmi. Appiccicarmi al mio padiglione, sprofondare fino ad afferrare lo scricchiolante e ossessionante urlo muto, moltiplicato all'infinito, strapparlo via e soffocarlo. Lo spettro. L'incubo. Il rumore grigio. La nebbia sonora. Il sabba estraneo. Leggi per me.
Affinché non senta.
Ci prendiamo noi cura di te.
Einstürzende Neubauten
Estragone Cosa abbiamo fatto ieri?
Vladimiro Cosa abbiamo fatto ieri?
Estragone Sì.
Vladimiro Bé… per seminare il dubbio sei un campione.
Estragone Io dico che eravamo qui.
Vladimiro Forse il posto ti sembra familiare?
Estragone Non dico questo.
Vladimiro E allora?
Estragone Ma non vuol dire.
Vladimiro Però, però… Quell'albero…
Aspettando Godot


















