Visualizzazione post con etichetta conflitti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta conflitti. Mostra tutti i post

mercoledì 1 settembre 2021

questions

 In my confused dreams, for some time, there is a broken mirror. And in mirror my reflection. Broken it too. Humiliated, tired, disappointed, scarred. I was right, instinctive, kind, direct. More than usual. But in the wrong way. How do you correct the shot? How do you know when you are with the kind person that repays your kindness? Someone would answer: Doing good without expecting anything in return. Totally Free. I answer too. Fuck you. When are you going to stop being humiliated? Now I get the pieces, and put them back together. Perhaps I can.


Ink and gold paints illustration Broken Mirror.

🎧 Untitled #1. Spain.

mercoledì 25 novembre 2020

All thoughts fly

Painting Leave a Mark.
🎧 Hammers. Nils Frahm.

His hands are like hammers. Twenty-one million times he got to swing those hammers. On my skin. And below. And it wouldn't be enough. All thoughts fly: hands rubbing against each other, hands that close, hands that open, hands caressing, strong hands that come into the mouth, hands that trace the scars on back… Any fluent perception or clear meaning is made impossible for several minutes, but eventually things come together in a gesture: the shaking of two hands. I can still remember the feelin' of his hand on my skin. But not enough for me anymore. All thoughts fly.

lunedì 13 aprile 2015

incomunicabilità

Non posso obbligarti a non conoscere, trovare il nuovo, guardarlo, considerarlo interessante, bello, volerlo, prenderlo. Non posso costringerti a non guardare. Ma vedi? Capisci? Senti? Come in un paese straniero in cui si parla una lingua incomprensibile, costretti a fermarsi a guardare le labbra, quel movimento impercettibile di lingua e denti, gola e palato, i suoni senza senso, i sensi senza suono. Muti e sordi come in una apocalittica atmosfera, chiusa da oscure minacce, angoscianti giochi a tradurre gesti ed espressioni di visi estranei, imperscrutabili e poco familiari. È un gioco assurdo. L'una ha conseguito studi legati alla comunicazione, ma nulla sa, l'altro è istrione e brillante, e tutto sa, e nulla possono per avvicinarsi ai rispettivi linguaggi. Seguono rimpianti e recriminazioni, enigmi irrisolti e cupo erotismo. Censura. Taglio. Inopinato cambio di set. Fine.




giovedì 26 febbraio 2015

Qual è la questione.

Macché intrattenimento. Mai stata una showgirl. È un manifesto generazionale, un atto rivoluzionario, l'espressione di dissenso, il disappunto politico e umano. Capace di incarnare lo spirito della rivolta, un istinto primordiale ch'è fuoco acceso, sfogo impetuoso e fa cenere ch'arde per ore. E nella stanchezza e nella noia, nel disincanto e nella quiete successive all'amplesso già ripensa e pensa a quello dopo. 
Troppo lontano. Troppo tempo.

Vuole tutto lei. Non le piace spizzicare. Assaggiare. Ché comincia a spiluccare, ma il grappolo deve afferrarlo forte o avvolgerlo e si farebbe vipera fosse volpe e lui troppo in alto. C'è l'uva che non riesce a raggiungere e, piuttosto che morirne, ci rinuncia. Non prima di averla irrorata col veleno. Nessuna deve goderne se non può lei.
Troppo lontano. Troppo tempo.



Il richiamo era forte. Non avrebbe potuto essere altrimenti visto l'incipit viscerale: parole trasudanti voglia, conquista, libertà, dominio. Sentimenti tanto contrastanti a fare cerimoniale nero, invettiva e tregua, fuga e sosta. È avvenuto, lo scontro tra due personalità diverse, scosse e placate da movimenti chiari, inequivocabili. La distanza s'è annullata.
Troppo tempo.

È stata una battaglia a viso aperto, una sfida vinta e persa da entrambi. Nudi l'uno di fronte all'altra. L'uno nell'altra, emergenti ogni volta dall'oceano di rabbia e passione ch'è difficile tradurre se non invadendo, straziando. C'è il tempo in cui si cede e ci si concede, s'abbassa la guardia, ci si abbandona, ci si lascia e le distanze s'allungano di nuovo.
Troppo lontano.


Musiche di 
Joan as Police Woman 

Terry Callier.

domenica 30 dicembre 2012

al di là



Se esistesse la formula per rendere un fallimento un successo senza uguali, io sicuramente non farei nulla per appropriarmene. La magia a cui ambisco è un'altra: quella silenziosa ed emarginata dalla storia di tutti i giorni, quel corollario che sembra essersi aggiunto all'ultimo momento. È la scrittura che riesce ad ammaliarmi sin dal primo contatto con la pagina a caso di un libro pescato per caso nella libreria precipitata all'angolo della viuzza buia nelle mie ondivaghe passeggiate verso casa quella che riesce a rapirmi e a guadagnare l'attenzione delle mie dita e dei miei sguardi. Mantiene credibilità il racconto di questa avventurosa esperienza? Non so, ma così è stato. Sempre. Difficile da immaginare per tutti tranne che per me. Io mi lascio forgiare e plasmare dalle prime opere; quanto più son coinvolgenti e avvolgenti tanto più me ne faccio commuovere. Mi rinfranca la fantasia rintracciata, il dolore delicatamente riposto, ma mai represso, la facilità dell'intenzione e la profondità della dichiarazione: facile, non elementare né banale. La realtà ha un sapore mistico quando rappresentata attraverso una dimensione invisibile, sensoriale. Mi cattura, mi seduce. Sì. E io lo ricopio sfumandone il margine su un foglio che mi rimarrà amico anche quando vi avrò apportato mille cancellature, anche quando l'avrò reso opaco, scarabocchio bizzarro, sprecato…




E nei momenti in cui non guardavo sentivo gli altri parlare ai loro cari in terra, come me, senza riuscirci, temo: esortazioni e istruzioni ai piccoli, un amare e desiderare i compagni di vita, ma tutto a senso unico, una carta a un solo lato che nessuno avrebbe mai firmato.
Alice Sebold - Amabili resti


lunedì 19 novembre 2012

nessuna tregua


Durante i raid israeliani sono rimasti uccisi più di dieci bambini. Che almeno si sono risparmiati un'infanzia atroce.




Le sirene hanno suonato in tutta Tel Aviv. Oddio, speriamo non abbiano svegliato nessuno!

Due esplosioni si sono udite a Tel Aviv. Netanyahu: "Scusate, è la mia suoneria".

Le forze israeliane hanno colpito 120 obiettivi all'interno della Striscia. Che è diventata una Linea Tratteggiata.

Come fanno due, diversissimi, complicati, orgogliosi a trovarsi e rimanere amici nonostante la profondità della voragine che li separa? Necessaria l'esperienza, fondamentale la spontaneità. Uno intrattiene, l'altro trattiene. Colonna sonora condivisione, trama battere e levare. Sulla linea d'onda le loro parole si inseriscono e suonano alla perfezione sulle cinque righe dello spartito e creano la comune armonia. C'è chi la esegue in maniera rigorosa, chi ne fa uno spettacolo divertente. La musica li guida, li unisce e li contrappone lasciando sempre lo spazio e l'accordo ideali, quelli in cui ci si muove liberamente e rispettosi, consapevoli e attenti, mandano in scena ogni giorno una sinfonia mirabile. Accelerano, si rilassano, arpeggiano su quelle corde, disegnano un vuoto in cui si perde volentieri, gli scenari avvolgono e ipnotizzano, amplificano il dolore e la felicità fino ad apici impensabili. C'è un'invenzione che mantenga quella visione mistica? C'è il momento dell'arcano risalire, dello slancio e quello della distorsione, del truce avvitamento, del ricadere. Ritmo che sostiene collassa e precipita. Non penso che riuscirei a perdonarmi una simile debolezza, l'assillo della conclusione e l'insorgenza dell'ombra quotidiana mi inducono al paradosso e all'ambiguo, tutta protesa alla vitale danza orgiastica, congiunta e sposata da una cifra romantica, non da un cerchio dorato. Il nostro è un modulare opposti e paradigmi, nei quali mi istruisco e mi educo proprio perché vorrei che la pausa, quella che rimane lassù, schietta frattura e coloritura intensa, abbagliante, non definisca, non racchiuda. Non son fatta per la pace.


Un cameraman palestinese ha perso una gamba. Venendo promosso a "Telecamera".

Trovo allucinante che si parli tanto dello scontro fra israeliani e palestinesi, e non dell'accorpamento delle province di Pisa e Livorno.

Ban-Ki-Moon lancia un appello contro le violenze a Gaza. 3 Morti.



Non so se ho più cicatrici sul corpo o nello spirito.

Frasi pronunciate da un tizio con cui vado molto d'accordo, e ancora non ci siam visti chissà poi..., scrive su Spinoza e sul suo spinoso (e per questo motivo) adorabile blog, Dan, per gli amici 11, anche su Twitter.