In my confused dreams, for some time, there is a broken mirror. And in mirror my reflection. Broken it too. Humiliated, tired, disappointed, scarred. I was right, instinctive, kind, direct. More than usual. But in the wrong way. How do you correct the shot? How do you know when you are with the kind person that repays your kindness? Someone would answer: Doing good without expecting anything in return. Totally Free. I answer too. Fuck you. When are you going to stop being humiliated? Now I get the pieces, and put them back together. Perhaps I can.
His hands are like hammers. Twenty-one million times he got to swing those hammers. On my skin. And below. And it wouldn't be enough. All thoughts fly: hands rubbing against each other, hands that close, hands that open, hands caressing, strong hands that come into the mouth, hands that trace the scars on back… Any fluent perception or clear meaning is made impossible for several minutes, but eventually things come together in a gesture: the shaking of two hands. I can still remember the feelin' of his hand on my skin. But not enough for me anymore. All thoughts fly.
Non posso obbligarti a non conoscere, trovare il nuovo, guardarlo, considerarlo interessante, bello, volerlo, prenderlo. Non posso costringerti a non guardare. Ma vedi? Capisci? Senti? Come in un paese straniero in cui si parla una lingua incomprensibile, costretti a fermarsi a guardare le labbra, quel movimento impercettibile di lingua e denti, gola e palato, i suoni senza senso, i sensi senza suono. Muti e sordi come in una apocalittica atmosfera, chiusa da oscure minacce, angoscianti giochi a tradurre gesti ed espressioni di visi estranei, imperscrutabili e poco familiari. È un gioco assurdo. L'una ha conseguito studi legati alla comunicazione, ma nulla sa, l'altro è istrione e brillante, e tutto sa, e nulla possono per avvicinarsi ai rispettivi linguaggi. Seguono rimpianti e recriminazioni, enigmi irrisolti e cupo erotismo. Censura. Taglio. Inopinato cambio di set. Fine.
Macché intrattenimento. Mai stata una showgirl. È un manifesto generazionale, un atto rivoluzionario, l'espressione di dissenso, il disappunto politico e umano. Capace di incarnare lo spirito della rivolta, un istinto primordiale ch'è fuoco acceso, sfogo impetuoso e fa cenere ch'arde per ore. E nella stanchezza e nella noia, nel disincanto e nella quiete successive all'amplesso già ripensa e pensa a quello dopo.
Troppo lontano. Troppo tempo.
Vuole tutto lei. Non le piace spizzicare. Assaggiare. Ché comincia a spiluccare, ma il grappolo deve afferrarlo forte o avvolgerlo e si farebbe vipera fosse volpe e lui troppo in alto. C'è l'uva che non riesce a raggiungere e, piuttosto che morirne, ci rinuncia. Non prima di averla irrorata col veleno. Nessuna deve goderne se non può lei.
Troppo lontano. Troppo tempo.
Il richiamo era forte. Non avrebbe potuto essere altrimenti visto l'incipit viscerale: parole trasudanti voglia, conquista, libertà, dominio. Sentimenti tanto contrastanti a fare cerimoniale nero, invettiva e tregua, fuga e sosta. È avvenuto, lo scontro tra due personalità diverse, scosse e placate da movimenti chiari, inequivocabili. La distanza s'è annullata. Troppo tempo. È stata una battaglia a viso aperto, una sfida vinta e persa da entrambi. Nudi l'uno di fronte all'altra. L'uno nell'altra, emergenti ogni volta dall'oceano di rabbia e passione ch'è difficile tradurre se non invadendo, straziando. C'è il tempo in cui si cede e ci si concede, s'abbassa la guardia, ci si abbandona, ci si lascia e le distanze s'allungano di nuovo. Troppo lontano. Musiche di Joan as Police Woman e Terry Callier.
Se esistesse la formula per rendere un fallimento un successo senza uguali, io sicuramente non farei nulla per appropriarmene. La magia a cui ambisco è un'altra: quella silenziosa ed emarginata dalla storia di tutti i giorni, quel corollario che sembra essersi aggiunto all'ultimo momento. È la scrittura che riesce ad ammaliarmi sin dal primo contatto con la pagina a caso di un libro pescato per caso nella libreria precipitata all'angolo della viuzza buia nelle mie ondivaghe passeggiate verso casa quella che riesce a rapirmi e a guadagnare l'attenzione delle mie dita e dei miei sguardi. Mantiene credibilità il racconto di questa avventurosa esperienza? Non so, ma così è stato. Sempre. Difficile da immaginare per tutti tranne che per me. Io mi lascio forgiare e plasmare dalle prime opere; quanto più son coinvolgenti e avvolgenti tanto più me ne faccio commuovere. Mi rinfranca la fantasia rintracciata, il dolore delicatamente riposto, ma mai represso, la facilità dell'intenzione e la profondità della dichiarazione: facile, non elementare né banale. La realtà ha un sapore mistico quando rappresentata attraverso una dimensione invisibile, sensoriale. Mi cattura, mi seduce. Sì. E io lo ricopio sfumandone il margine su un foglio che mi rimarrà amico anche quando vi avrò apportato mille cancellature, anche quando l'avrò reso opaco, scarabocchio bizzarro, sprecato…
E nei momenti in cui non guardavo sentivo gli altri parlare ai loro cari in terra, come me, senza riuscirci, temo: esortazioni e istruzioni ai piccoli, un amare e desiderare i compagni di vita, ma tutto a senso unico, una carta a un solo lato che nessuno avrebbe mai firmato. Alice Sebold - Amabili resti
Durante i raid israeliani sono rimasti uccisi più di dieci bambini. Che almeno si sono risparmiati un'infanzia atroce.
Le sirene hanno suonato in tutta Tel Aviv. Oddio, speriamo non abbiano svegliato nessuno!
Due esplosioni si sono udite a Tel Aviv. Netanyahu: "Scusate, è la mia suoneria".
Le forze israeliane hanno colpito 120 obiettivi all'interno della Striscia. Che è diventata una Linea Tratteggiata.
Come fanno due, diversissimi, complicati, orgogliosi a trovarsi e rimanere amici nonostante la profondità della voragine che li separa? Necessaria l'esperienza, fondamentale la spontaneità. Uno intrattiene, l'altro trattiene. Colonna sonora condivisione, trama battere e levare. Sulla linea d'onda le loro parole si inseriscono e suonano alla perfezione sulle cinque righe dello spartito e creano la comune armonia. C'è chi la esegue in maniera rigorosa, chi ne fa uno spettacolo divertente. La musica li guida, li unisce e li contrappone lasciando sempre lo spazio e l'accordo ideali, quelli in cui ci si muove liberamente e rispettosi, consapevoli e attenti, mandano in scena ogni giorno una sinfonia mirabile. Accelerano, si rilassano, arpeggiano su quelle corde, disegnano un vuoto in cui si perde volentieri, gli scenari avvolgono e ipnotizzano, amplificano il dolore e la felicità fino ad apici impensabili. C'è un'invenzione che mantenga quella visione mistica? C'è il momento dell'arcano risalire, dello slancio e quello della distorsione, del truce avvitamento, del ricadere. Ritmo che sostiene collassa e precipita. Non penso che riuscirei a perdonarmi una simile debolezza, l'assillo della conclusione e l'insorgenza dell'ombra quotidiana mi inducono al paradosso e all'ambiguo, tutta protesa alla vitale danza orgiastica, congiunta e sposata da una cifra romantica, non da un cerchio dorato. Il nostro è un modulare opposti e paradigmi, nei quali mi istruisco e mi educo proprio perché vorrei che la pausa, quella che rimane lassù, schietta frattura e coloritura intensa, abbagliante, non definisca, non racchiuda. Non son fatta per la pace.
Un cameraman palestinese ha perso una gamba. Venendo promosso a "Telecamera".
Trovo allucinante che si parli tanto dello scontro fra israeliani e palestinesi, e non dell'accorpamento delle province di Pisa e Livorno.
Ban-Ki-Moon lancia un appello contro le violenze a Gaza. 3 Morti.
Non so se ho più cicatrici sul corpo o nello spirito.
Frasi pronunciate da un tizio con cui vado molto d'accordo, e ancora non ci siam visti chissà poi..., scrive su Spinoza e sul suo spinoso (e per questo motivo) adorabileblog, Dan, per gli amici 11, anche su Twitter.
Come a little closer, come closer. So I can see you.
Illustrator not illustrious
gypsy illustrator on instagram 😈 all my trips, all my journeys
musatemi
illustratrice ero(t)ica on pinterest 🌶
a musoduro
Di segni e di sogni.
Diecimila Me.
Tutti i mostri che ho in testa.
AMICI MIEI ATTO IV
AMICI MIEI ATTO III
DieciMille
aMusoDuro una su tante
amici miei atto II
TUTTO
fuorché ogni cosa
DISLUCCHETTATEVI
13febbraio2013
amici miei - atto I
MAV c/o SPINOZA.it
sfottetevene su fu Muso
dissipatio humani generis
doll
PARALLELAmente
verrà svelata, a poco a poco, l’essenza particolare che può crearsi tra te e me, ma mai tra altre due persone - David Grossman
SCRASCIA (spinazza)
Ilva: tromba d'aria. Cos'è una definizione di Vendola?
PRIMOgiornodiSCUOLA
Perché vuoi sempre spiegare? Perché vuoi sempre scoprire che cosa c'è dietro? E più dietro ancora, sempre e solo dietro? Come sarebbe una vita limitata alla superficie? 'La rapidità dello spirito', Elias Canetti
prendi la mia mano e balliamo questo valzer, tra le volte della cattedrale, avvolgendoci come la bobina di un film straniero… - Fionn Regan
fuori dalle quinte…
cambio d'abito
azzurro finale sublime.. mio
Un'acqua corse, una speranza / da berne tutto il verde / sotto la signoria dell'estate - Vittorio Sereni
angel dust
FU muso
la mia sala da tè
collettivo-grazia-a-delinquere
dio non ha bisogno dell'arte
farmer in the city…
GAIA ONORARIA
Quasi tutti avevano in sè qualche stortura. In me, viceversa, c'era qualcosa che preferiva 'la luce' alla 'tenebra N.B.
Chi, vagabondando per i viali della città, non ha sognato un mondo che invece di cominciare con la parola esordisca con le intenzioni
e quello per cui mi riapro stelo di pallide certezze
Questo diario è il mio kief, il mio hashish, la mia pipa d’oppio. E’ la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna, e indulgo in rifrazioni e diffrazioni
BadTrip
cit. Emma Peel
fase REM
No pasarán!
Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio.
solo un essere libero proiettandosi oltre la durata, può avere la meglio su ogni rovina
ritorno al mondo nuovo Aldous Huxley
La notte era notte e solo notte
Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa.
sono stupito dall'immenso sperpero di energie che ho dedicato a speranze del tutto vuote. Se avessi riversato altrettanta energia nel disperare, avrei forse ottenuto qualcosa
immersione
LA DONNA ALATA
perché ora conosceva il significato della paura, e per giunta nella sua forma più violenta: la paura della morte dell'essere amato, della perdita dell'essere amato, della perdita dell'amore
les herbes folles
quell'al di là di tutto
il mio nome è rosso
La fantasia fa parte di noi come la ragione… Gianni Rodari
ACCESSO NEGATO
PRENOTAZIONE EFFETTUATA
'quanto più crudelmente m'arse…'
l'oppositore
EVACUAZIONE
giornaLETTI
e non solo
mecanica de amor
letti e riletti
de profundis
il principe felice e altri racconti
il ritratto di dorian gray
Il principe Serebrjanyj
il salvacondotto
le tue lettere hanno occhi
il dottor zivago
a piena voce
la cimice
lo stormo bianco
io sono la vostra voce
Le rose di modigliani
il processo
il castello
un medico condotto
la metamorfosi
la signorina giulia
the moon is down
furore
to a god unknown
il derviscio e la morte
lettera di una sconosciuta
l'esclusa
uno nessuno e centomila
il fu mattia pascal
il diavolo sulle colline
la luna e i falò
le ragazze di s.frediano
metello
una vita violenta
ragazzi di vita
il sogno di una cosa
PETROLIO
la donna di sabbia
il libro dell'inquietudine
la strada di swann
confessioni di una maschera
lo specchio degli inganni
neve di primavera
la voce delle onde
paula
naked lunch
sulla strada
howl
Il resto di niente
Il maestro e margherita
favola inquieta
E' la ragazza con le mani più fredde e le labbra più calde che io abbia mai conosciuto
lì in fondo sembra che ci sia qualcuno ad aspettarci
semivuoto
dal nero al verde
psytrance
NIDOaCAPO
la finestra di fronte
è voce e silenzio
Provochi il mio malumore, mi conduci nel gioco cattivo del sogno e mi spingi dentro l'umido rifugio appena svoltato l'angolo. Scegliamo con cura i momenti e i luoghi, il vino e il pane, il bicchiere e le carni, apparecchiata siedi a consumare ogni istante del nostro tempo. Un giorno di festa è per noi il nostro incontro, ci fa unici e indivisi, io timido e brusco, attendo; tu ardita e morbida, mi versi generoso il succo dell'oblio. Ti scopro e ti prendo quando si fa sera, nel nero mi tendo e ti afferro, nudità aperta alla mia mano calda, irriverente e regale tu siedi sul mio trono, tutta la notte. Al mattino ci empiamo di significato, ci sveliamo verità e ci congiunge il fresco drappo. Acqua e latte ti fanno dolce, fresca, sole e cielo si aprono al nostro passaggio. Risaliamo colline, e discorriamo di noi. Tu hai cambiato il significato umano del termine vita, me ne hai reso una fetta, ora ti guardo e dietro le spalle, prego, e scaccio via l'ombra malvagia che vuol divorarti il passo.
il nero che conta
la vera prigione
Non è il tetto che perde Non sono nemmeno le zanzare che ronzano Nella umida, misera cella. Non è il rumore metallico della chiave Mentre il secondino ti chiude dentro. Non sono le meschine razioni Insufficienti per uomo o bestia Neanche il nulla del giorno Che sprofonda nel vuoto della notte Non è Non è Non è. Sono le bugie che ti hanno martellato Le orecchie per un'intera generazione È il poliziotto che corre all'impazzata in un raptus omicida Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari In cambio di un misero pasto al giorno. Il magistrato che scrive sul suo libro La punizione, lei lo sa, è ingiusta La decrepitezza morale L'inettitudine mentale Che concede alla dittatura una falsa legittimazione La vigliaccheria travestita da obbedienza In agguato nelle nostre anime denigrate È la paura di calzoni inumiditi Non osiamo eliminare la nostra urina È questo È questo È questo Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero In una cupa prigione.