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mercoledì 25 novembre 2020

All thoughts fly

Painting Leave a Mark.
🎧 Hammers. Nils Frahm.

His hands are like hammers. Twenty-one million times he got to swing those hammers. On my skin. And below. And it wouldn't be enough. All thoughts fly: hands rubbing against each other, hands that close, hands that open, hands caressing, strong hands that come into the mouth, hands that trace the scars on back… Any fluent perception or clear meaning is made impossible for several minutes, but eventually things come together in a gesture: the shaking of two hands. I can still remember the feelin' of his hand on my skin. But not enough for me anymore. All thoughts fly.

domenica 15 dicembre 2013

quando



C'è una grande lacuna da colmare e non dispongo di un grande e pesante bagaglio per poterlo fare. Bisognerebbe riscrivere gli eventi, documentarsi in profondità, andare a ripescare testimonianze ed esperienze e io non ho un ricco e vasto archivio per volerlo fare. Mi rimane la possibilità di riconoscere gli zombie che ancora popolano la mia nazione e quelle ad essa vicine, e quelle da essa distanti, guardarli in faccia, stringere loro le mani, il più delle volte idealmente, mai fisicamente, sostenerne l'andamento traballante e incerto, ascoltarne le storie, spesso già sapendo come vanno a finire, mai abbastanza preparata, sempre poco allenata allo squallore, alla violenza, alla resa. Le terre che calpestano sono insanguinate e scavate dalle ossa dei loro cari, le acque inquinate dalla putrefazione dei corpi abbandonati alle correnti, l'aria appestata dalla acidità della polvere da sparo. Le storie sono accomunate e legate dalla mancanza di vita, le linee interrotte dai gesti precisi, ancor più rallentate per fissare ancora una volta l'ultimo respiro, l'ultima presenza.