
Crepuscolo. Turbinìo fiacco di neve e vento caldo, umido e ritmato, confonde la vista, accende il pelo fitto, si posa a curvare il tuo corpo vivo. Arrivi stanco e turbato, quasi non ti riconoscevo, quando ho aperto e son rimasta piegata sulle gambe nello slancio frenato di saltarti addosso. Solo quando hai deciso di scuoterti di dosso tutto quel cumulo di bianca e pesante patina ho levato le ancore e senza pensar due volte ti ho strappato all'uscio e t'ho affogato di baci e carezze.
di testa, né di cuore o di sesso.
Sorge dalle viscere implodendo
della sua stessa violenza.
È un amore fatto di umore.
Amore-tumore, pensi tu.
Amore-tremore, dico io;
un terremoto, in definitiva.
Questo solo chiedo alla vita:
non sia tu l'amara deriva.
Jacqueline Spaccini
dal 2008 (Loco-Gennaio)