This is the light of the mind, cold and planetary. The trees of the mind are black. The light is blue. The grasses unload their griefs on my feet as if i were God, Prickling my ankles and murmuring of their humility. Fumy, spiritous mists inhabit this place Separated from my house by a row of headstones. I simply cannot see where there is to get to.
The moon is no door. It is a face in its own right, White as a knuckle and terribly upset. It drags the sea after it like a dark crime; it is quiet With the O-gape of complete despair. I live here. Twice on Sunday, the bells startle the sky - Eight great tongues affirming the Resurrection. At the end, they soberly bong out their names.
The yew tree points up. It has a Gothic shape. The eyes lift after it and find the moon. The moon is my mother. She is not sweet like Mary. Her blue garments unloose small bats and owls. - Sylvia Plath. The Disquieting Muses.
I wanted this so much, I waited for so long.
And now that I have it, it's hard to believe it actually is.
The pages of other books tell about the grace and courage with which other women live.
But it's not my life. I live on the edge.
My world is made of fog, dark figures, awful scenarios…
Nessun dolore nel mio corpo. Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e vele.
Drizzo la penna, e butta gemme e foglie, si ricopre di fiori,
spudorato è il profumo di quest'albero,
perché là nel mondo reale
alberi così non crescono, ed è come un affronto
fatto alla gente che soffre il profumo di quest'albero.
C'è chi trova rifugio nella disperazione, dolce
come un tabacco forte, un bicchiere di vodka
bevuto nell'ira della perdita.
Per altri c'è la speranza degli stupidi
rosea come un sogno erotico.
Su un foglio lasciato nel cassetto s'intende sia stato scritto il concetto. Un amaro pensiero, uno scenario attuale. Tratto in avanti, dopo tanti scossoni, non può più tenere quelle poesie, orfane del suo poeta. Povero. Atrocemente perduto dietro la speranza o la sua ombra, il suo nome si ripropone con rinnovata potenza, spazzando via l'oscurità e l'atmosfera nebbiosa di un'epoca e della sua barbarie, liberato dalle catene urticanti della censura e dagli umori pestilenziali di un catenaccio orribile che serra pace e libertà con guerra, razzie, violenza.
Ce l'ho; è mio.
Come quella volta in cui scostando polvere e appunti sparsi urto un gran volume in cima alla pila che veglia sui miei sonni quietando quegli agitati e abietti e sostenendo in volo quelli dolci e coraggiosi. Si schiude di colpo su un volto incorniciato da rocce, tre cime le fanno corona e il sorriso disegna una valle verdissima, immagino, giacché quelli che vedo sono sbiaditi bianchi e neri, uno scatto felice e consunto, tra le pagine consumate da mani curiose e giovani. Il tempo si è fermato, ma ha continuato a incidere nella coscienza di chi a turno legge, ereditando e ripetendo, come in un sacro salmodiare asciutto e senza inutili fronzoli.
Lo ripeto; è mio.
Ti do me stessa
le mie notti insonni
i lunghi sorsi
di cielo e stelle - bevuti
sulle montagne,
la brezza dei mari percorsi
verso albe remote.
Ti do me stessa,
il sole vergine dei miei mattini
su favolose rive
tra superstiti colonne
e ulivi e spighe
...
E tu accogli la mia meraviglia
di creatura,
il mio tremito di stelo
piegato al vento
limpido - della bellezza.
Oh rifammi tu degna di te, poesia che mi guardi.
I versi: quelli iniziali sono del poeta Milosz Czeslaw; quelli finali sono della poetessa Antonia Pozzi
Ma sei troppo giovane. Non sei arrivata. Ne devi fare ancora di strada. Ma possibile che sia regola? Io voglio esser eccezione. Bastevole a se stessa. All'emersione di una sorpresa, di una novità si pensa subito a trovar somiglianza, con un pizzico di vecchia perfidia, si cercano punti di contatto, si studiano eventuali analogie come ad ammirare la copia di un celebre dipinto. No. È tutto originale, sono io. Alle aridità della vita contrappongo sogno e sorseggio un balsamo che dia pace e calmi gli eccessi di tosse, i latrati che ammutoliscono la fantasia e l'identità e lo stile. È un afrodisiaco, è una camomilla, è un digestivo, è un brandy ad alta gradazione alcolica si lascia bere seduti di fronte a un bel fuoco; riscalda il bicchiere e scaldati il cuore prima di ingollarlo, potresti rimaner strozzato o vorresti averne ancora, ancora… Difficile, impossibile, you can't run and hide… blind. Pensa a salvarti da solo o se vuoi, veramente, raggiungimi. Impara ad amarmi. Impara a tenermi la mano mentre balliamo questo sogno, muovi i piedi insieme a me, sussurrami una carezza, soffiami il battito, cosicché io lo assimili al mio. Smetti di farti pubblicità. Quelle insegne luminose non hanno senso, sono allarmi fastidiosi, i tuoi stupidi lamenti lampeggiano ma lasciano buio. Got to be slow. Simple to talk about love. But I want to know. Ecco cos'è. Miele dorato o bruno che fluisce morbido, affilato o denso, scorre e placa, malinconico si perde sulle ciglia pesanti e si distende sugli occhi di ghiaccio. Tac… si dischiudon teatralmente le valve e carica di promesse si consegna al mondo, perla nera in corpo bianco. Falla finita. Hard coming, love… coming, love.
È esposto su una parete nera. Una tempera. Sanguina in verticale e sgocciola fin sul pavimento. È così preziosa quella luce, incisiva e vivida la colorazione, ho creduto per un attimo di poterlo bere quel fluido, di farmelo arrivare giù in tortuose spirali, di esserne vivificata. Tu sai quanto ne senta la necessità, sono obbligata a farlo. Devo. Chissà quanto acido, forse dolce o piccante. Non importa. Voglio rileggere questi ultimi eventi in chiave mondo. Ricami e intersezioni magicamente straniere, una percussione forte come su cornice del tamburo e non direttamente sulla pelle, le tue mani producono un fruscìo come di suono animale, liscia e turbina, accarezzami e stimolami, continua… ad ogni latitudine, continua. Non sai quanto sia immensa la curiosità espressiva e quanto impegnativo l'affinamento della tecnica. Io mi applico. Ti applico. Aderisco e decoro, non mi sottraggo allo sforzo, seppure debilitata la mia personale corrispondenza ai normali canoni dell'attività. Acqueforti le mie. Litografie le tue. Conquisti la mia ispirazione in una splendida serie di esposizioni innovative e sempre diverse. Io ammiro. Mi ammalo. Rispondo all'invito. Partecipo. Finché ne avrò forza, finché ne avrò vita, poi continuerai da solo, finirai il lavoro, la penultima pennellata, l'ultimo respiro, il passo terminale.
/ma forse… dai/ no, ma per carità/ sicuramente, hai capito male/
S'insinua nelle pieghe dei ragionamenti, nelle vecchie bugie, nelle soluzioni dimenticate. Pensavamo di aver chiuso a chiave un discorso e invece la chiarezza non è mai troppa. Ci sono ancora cavi scoperti, prese malmesse, sfrigolano e pungono, alla luce dei nuovi avvenimenti li ritroviamo lì, dove li avevamo lasciati. A suon di botte avresti dovuto raddrizzarlo, ora che vuoi? È cresciuto storto, era debole ed ora lo è ancor più e tale rimarrà per sempre.
Fallirai, è inutile. Nemmeno il tuo corso di decoupage ti verrà in soccorso, non riprenderà mai la forma originaria, corre veloce la frattura, s'evidenziano le crepe all'interno, una lesione tragica e inevitabile. Picchia inesorabile, cade copiosa, scioglie e ricopre, immagini sovrapposte che si mescolano e si compongono a definitiva forma di oracolo, a monito e a simbolo di quello che avresti potuto diventare… una possibilità che non potrai mai più verificare, in mezzo come un ponte sospeso fra il fato ineluttabile e la scelta personale…
Ti giri e rigiri come su uno spiedo, vaghi tra emozioni e fragilità ostentando sicurezza e fermezza, non sai quanto io veda, sappia, comprenda le tue grandi falcate a sferzare l'aria, il tuo innalzarti e abbassarti, in un moto perpetuo che non sposta un solo granello di polvere, non andrai da nessuna parte, rimarrai lì a rinfrescarmi, sotto le tue fronde, la tua chioma rinvigorita dalla energia insufflata dalle mie labbra, si apre e sprigiona un pensiero, lieve scende fino alla radice e da quella si gonfia e mi sazia, sapienza da condividere, da trasmettere.
Inutile contraddirti, anche se volessi, non potrei, seguirò la direzione che mi indichi con l'arto più spoglio, quello giusto e saggio a cui far capo, a cui appoggiarmi in equilibrio, far mille giravolte e poi ritornare stanco a scoprire un nuovo orizzonte, galleggiavo, traevo nutrimento e assaporavo il frutto. Sì è la mia salvezza, quel margine d'ironia che mi permette di non dar molto peso al futuro, da esso traggo nutrimento, gesti lievi e incompiuti, come quelle cattedrali gotiche che a me piacciono tanto, davanti alle quali rimango a bocca aperta come a farle entrare tutt'intere, guglie, archi ogivali, le navate oscure, le accese vetrate… ci stanno? sì le ho già deglutite e io cresco, al tuo tocco ardito, folle chiave di volta del tutto, confusione e orgia di pietra, bianco abbacinante fuori, buio purgatoriale dentro, un difetto amabilissimo che non correggerò e senza il quale non può esistere perfezione…
Ciò che rendeva possibile la correzione era anche ciò che la condannava all’insuccesso.
Come a little closer, come closer. So I can see you.
Illustrator not illustrious
gypsy illustrator on instagram 😈 all my trips, all my journeys
musatemi
illustratrice ero(t)ica on pinterest 🌶
a musoduro
Di segni e di sogni.
Diecimila Me.
Tutti i mostri che ho in testa.
AMICI MIEI ATTO IV
AMICI MIEI ATTO III
DieciMille
aMusoDuro una su tante
amici miei atto II
TUTTO
fuorché ogni cosa
DISLUCCHETTATEVI
13febbraio2013
amici miei - atto I
MAV c/o SPINOZA.it
sfottetevene su fu Muso
dissipatio humani generis
doll
PARALLELAmente
verrà svelata, a poco a poco, l’essenza particolare che può crearsi tra te e me, ma mai tra altre due persone - David Grossman
SCRASCIA (spinazza)
Ilva: tromba d'aria. Cos'è una definizione di Vendola?
PRIMOgiornodiSCUOLA
Perché vuoi sempre spiegare? Perché vuoi sempre scoprire che cosa c'è dietro? E più dietro ancora, sempre e solo dietro? Come sarebbe una vita limitata alla superficie? 'La rapidità dello spirito', Elias Canetti
prendi la mia mano e balliamo questo valzer, tra le volte della cattedrale, avvolgendoci come la bobina di un film straniero… - Fionn Regan
fuori dalle quinte…
cambio d'abito
azzurro finale sublime.. mio
Un'acqua corse, una speranza / da berne tutto il verde / sotto la signoria dell'estate - Vittorio Sereni
angel dust
FU muso
la mia sala da tè
collettivo-grazia-a-delinquere
dio non ha bisogno dell'arte
farmer in the city…
GAIA ONORARIA
Quasi tutti avevano in sè qualche stortura. In me, viceversa, c'era qualcosa che preferiva 'la luce' alla 'tenebra N.B.
Chi, vagabondando per i viali della città, non ha sognato un mondo che invece di cominciare con la parola esordisca con le intenzioni
e quello per cui mi riapro stelo di pallide certezze
Questo diario è il mio kief, il mio hashish, la mia pipa d’oppio. E’ la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna, e indulgo in rifrazioni e diffrazioni
BadTrip
cit. Emma Peel
fase REM
No pasarán!
Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio.
solo un essere libero proiettandosi oltre la durata, può avere la meglio su ogni rovina
ritorno al mondo nuovo Aldous Huxley
La notte era notte e solo notte
Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa.
sono stupito dall'immenso sperpero di energie che ho dedicato a speranze del tutto vuote. Se avessi riversato altrettanta energia nel disperare, avrei forse ottenuto qualcosa
immersione
LA DONNA ALATA
perché ora conosceva il significato della paura, e per giunta nella sua forma più violenta: la paura della morte dell'essere amato, della perdita dell'essere amato, della perdita dell'amore
les herbes folles
quell'al di là di tutto
il mio nome è rosso
La fantasia fa parte di noi come la ragione… Gianni Rodari
ACCESSO NEGATO
PRENOTAZIONE EFFETTUATA
'quanto più crudelmente m'arse…'
l'oppositore
EVACUAZIONE
giornaLETTI
e non solo
mecanica de amor
letti e riletti
de profundis
il principe felice e altri racconti
il ritratto di dorian gray
Il principe Serebrjanyj
il salvacondotto
le tue lettere hanno occhi
il dottor zivago
a piena voce
la cimice
lo stormo bianco
io sono la vostra voce
Le rose di modigliani
il processo
il castello
un medico condotto
la metamorfosi
la signorina giulia
the moon is down
furore
to a god unknown
il derviscio e la morte
lettera di una sconosciuta
l'esclusa
uno nessuno e centomila
il fu mattia pascal
il diavolo sulle colline
la luna e i falò
le ragazze di s.frediano
metello
una vita violenta
ragazzi di vita
il sogno di una cosa
PETROLIO
la donna di sabbia
il libro dell'inquietudine
la strada di swann
confessioni di una maschera
lo specchio degli inganni
neve di primavera
la voce delle onde
paula
naked lunch
sulla strada
howl
Il resto di niente
Il maestro e margherita
favola inquieta
E' la ragazza con le mani più fredde e le labbra più calde che io abbia mai conosciuto
lì in fondo sembra che ci sia qualcuno ad aspettarci
semivuoto
dal nero al verde
psytrance
NIDOaCAPO
la finestra di fronte
è voce e silenzio
Provochi il mio malumore, mi conduci nel gioco cattivo del sogno e mi spingi dentro l'umido rifugio appena svoltato l'angolo. Scegliamo con cura i momenti e i luoghi, il vino e il pane, il bicchiere e le carni, apparecchiata siedi a consumare ogni istante del nostro tempo. Un giorno di festa è per noi il nostro incontro, ci fa unici e indivisi, io timido e brusco, attendo; tu ardita e morbida, mi versi generoso il succo dell'oblio. Ti scopro e ti prendo quando si fa sera, nel nero mi tendo e ti afferro, nudità aperta alla mia mano calda, irriverente e regale tu siedi sul mio trono, tutta la notte. Al mattino ci empiamo di significato, ci sveliamo verità e ci congiunge il fresco drappo. Acqua e latte ti fanno dolce, fresca, sole e cielo si aprono al nostro passaggio. Risaliamo colline, e discorriamo di noi. Tu hai cambiato il significato umano del termine vita, me ne hai reso una fetta, ora ti guardo e dietro le spalle, prego, e scaccio via l'ombra malvagia che vuol divorarti il passo.
il nero che conta
la vera prigione
Non è il tetto che perde Non sono nemmeno le zanzare che ronzano Nella umida, misera cella. Non è il rumore metallico della chiave Mentre il secondino ti chiude dentro. Non sono le meschine razioni Insufficienti per uomo o bestia Neanche il nulla del giorno Che sprofonda nel vuoto della notte Non è Non è Non è. Sono le bugie che ti hanno martellato Le orecchie per un'intera generazione È il poliziotto che corre all'impazzata in un raptus omicida Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari In cambio di un misero pasto al giorno. Il magistrato che scrive sul suo libro La punizione, lei lo sa, è ingiusta La decrepitezza morale L'inettitudine mentale Che concede alla dittatura una falsa legittimazione La vigliaccheria travestita da obbedienza In agguato nelle nostre anime denigrate È la paura di calzoni inumiditi Non osiamo eliminare la nostra urina È questo È questo È questo Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero In una cupa prigione.