Visualizzazione post con etichetta Best in town. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Best in town. Mostra tutti i post

Best in town: Il nuovo Eataly Trieste

Cucinato da Barbara
Apre a Trieste il 34esimo Eataly, il primo store della catena in Friuli Venezia Giulia, il più a est d'Italia, dedicato ai venti  e non potrebbe essere diversamente nella città conosciuta nel mondo anche per essere  spazzata dalla Bora, ma senza farsi mancare Libeccio, Grecale o Maestrale, città che è anche un punto d'approdo di tante diverse culture.


A presentarcela troviamo Antonio De Paolo responsabile del progetto Eataly Trieste: "Splendida questa Eataly affacciata sul mare, resa utilizzabile grazie al recupero della Fondazione CRT Trieste all'interno dell'Antico Magazzino Vini, un edificio storico che si affaccia sul Porto della città. Eataly, un grande mercato dove si possono trovare i prodotti dell'eccellenza italiana, eccellenza regionale e dei territori limitrofi, essendo questo Eataly un po' transfontaliero, con territori molto vicini come Austria, Slovenia, Croazia, che rappresentano l'appendice della Città."


Dalla viva voce del Presidente Esecutivo Andrea Guerra: "Si è lavorato giorno e notte per essere pronti ad aprire Eataly Trieste come se fosse un giorno normale. Cos'è Eataly? Quando si descrive questa fantastica realtà, spesso non si trovano le parole funzionali, formali e corrette, ma si racconta delle emozioni, delle esperienze. Imparare, mangiare, comprare: queste sono le azioni che si possono fare con tranquillità e serenità e cercando di capire che tutto quello che si cerca di fare è mettere a disposizione un pezzo della cultura italiana, non con l'esaltazione della cucina, ma con l'esaltazione degli ingredienti, per l'autorevolezza del cibo della nostra cultura italiana. Troverete sempre davanti ai nostri banchi e ai nostri scaffali un racconto, il racconto del fornitore, il racconto del territorio, il racconto del terreno da cui provengono le cose. 3000mq a disposizione di questa parte d'Italia, la più ad est, per trovare un Eataly più vicino, occorre spingersi fino a Milano."

"La cosa più bella di Eataly Trieste è ovviamente Trieste" ci racconta l'Amministratore Delegato di Eataly Francesco Farinetti "Un grazie ad Antonio De Paolo, che ha fortemente voluto Eataly Trieste, stolkerando mio padre tre anni e mezzo fa. C'è voluto un po' di tempo ma siamo finalmente arrivati, in un momento importantissimo per la nostra Azienda, perché il 27 gennaio 2007 apriva il primo Eataly. E quindi dopo 10 anni essere qui, il nostro 34esimo Eataly, aprire a Trieste, per noi è motivo di orgoglio ed è una emozione che condividiamo con tutta la squadra cui vorrei fare un grande applauso perché ha lavorato per noi: l'ultimo Eataly è sempre il più bello, ma questo con Trieste è veramente stupendo."

Ma come è strutturato Eataly Trieste?


Al piano terra, come nella migliore delle tradizioni italiane, la Piazza è il luogo in cui le persone si incontrano: quella di Eataly Trieste è in effetti un punto di ritrovo importante, nel cuore del negozio. Sulla Piazza si affacciano la Caffetteria, la Gelateria, la Pasticceria e il Wine Bar Pane&Vino, che è la zona dell'aperitivo, aperitivo all'italiana, dove si possono trovare la focaccia, la pizza alla pala, che arriva direttamente dalla Panetteria e tutte le eccellenze dei salumi e dei formaggi, oltre alle eccellenze del vino. Dove all'ora di pranzo troviamo lo spazio dedicato alle insalate, dove poter comporre la propria insalata scegliendo ogni volta tutti gli ingredienti, niente di preparato o preconfezionato.

Quattro spazi adatti ad ogni momento della tua giornata: puoi gustare un buon piatto caldo, un gelato Agrimontana o semplicemente un caffè Illy, per una pausa veloce o un momento di relax in compagnia degli amici.


Al piano terra trovano posto anche la Panetteria, "l'eccellenza dell'eccellenza. In primis perchè abbiamo il forno a legna, primo forno a legna di Trieste che offre dieci qualità diverse di pane con farine macinate a pietra, la pizza alla pala tipica romana o la focaccia, lievito madre di 10 anni" e la pescheria.

"Eccoci al banco del pesce. Anche in pescheria abbiamo scelto i migliori, i migliori che trattavano il pesce, i primi che hanno portato la Gastronomia di mare dentro la pescheria, i primi che hanno portato la cucina di mare, dentro alla Pescheria. Come per tutto ciò che si trova a Eataly, abbiamo il prodotto fresco, che si può acquistare e portare a casa, o lo stesso pesce che vedete viene lavorato e messo poi in vendita oppure cucinato per poter essere gustato qui, nei nostri ristoranti. Abbiamo qui con noi la famiglia Amato, Livio, Cristina e Giada."


"Fondamentale dire una cosa di Eataly" interviene Francesco Farinetti "Eataly non vuole essere una catena. Noi abbiamo 34 Eataly e non è un format, nonostante sarebbe stato molto più facile metterla in piedi in questi dieci anni. Noi parliamo di cibo, cibo vuol dire territorio e ogni territorio è diverso e in Italia abbiamo la biodiversità più buona del mondo, quindi Eataly è come una famiglia con lo stesso cognome, gli stessi valori, ma ha una propria identità, il proprio carattere proprio come una famiglia ha le proprie radici. Qui a Trieste abbiamo la Barcaccia che ha chiuso la propria attività per aprire in Eataly".



Di fronte al bar Wine Bar Pane e Vino troviamo l'Osteria del Vento, con menù che variano giornalmente e dove si può gustare una pizza leggera, con 24 ore di lievitazione, con un panorama mozzafiato e il forno per la pizza che non ha eguali, visto che ha alle spalle la vetrata che affaccia sul mare di Trieste. In estate si possono utilizzare i tavolini all'esterno, mentre in inverno resta la piacevolezza del panorama senza eguali.




Sulla Piazza trovano spazio la Macelleria, la Rosticceria e il banco dedicato ai Salumi e Formaggi. Sono stati selezionati una griglia di prodotti locali, alcuni friulani altri triestini, ovviamente prodotti di eccellenza che sono tali anche per il tanto amore con cui i produttori ogni giorno li lavorano. C'è il famoso e fantastico prosciutto cotto in crosta di pane, che realizza appositamente per Eataly Sfreddo, solo ed esclusivamente con cosce di maiali nazionali, quasi tredici chili di prodotto di solo esclusivo gusto, non ci sono conservanti, non c'è glutammato.


La versatilità dei prodotti, soprattutto nostrani, fatti come una volta, fanno sì che ad esempio il Formaggio Latteria di Fagagna che viene venduto con un'etichetta che determina la sua stagionatura in sei mesi, in realtà abbia stagionato nei locali appositi anche otto mesi, prima di essere messo qui in vendita, con il massimo del gusto. I formaggi possono essere acquistati al banco, oppure al take away, in pratiche confezioni che vengono realizzate quotidianamente anche per i salumi. Viene utilizzata la tecnologia dell'atmosfera modificata: non è un conservante ma solo un antiossidante, vaschette con solo 7gg di scadenza, per dare la possibilità di avere il gusto dell'appena affettato per quei minimi giorni che il prodotto lo consente.

Nella Macelleria troviamo “La Granda”, un’associazione di allevatori nata nel 1996 che hanno dato vita ad un progetto di rilancio della razza bovina piemontese e a una rivalorizzazione del consumo di carne di qualità. Troviamo quindi la Fassona del Consorzio di Tutela della Razza Bovina Piemontese. E' il primo presidio di carne creato, che ha rilanciato a livello economico il terziario e che consente di pagare gli allevatori un 30% in più del libero mercato. Ci sono solo femmine e castrati con un rigido disciplinare di alimentazione dove sono scomparsi completamente silati, soia, integratori, vitamine e antibiotici. La razione è mais, orzo, crusca, fave, fieno. Ma sono stati selezionati anche altri tagli di carne, come il pollo ruspante con un minimo di 120gg di allevamento, le salsicce che vengono realizzate fresche tutti i giorni, il coniglio e altri tipi di carne, che, oltre ad essere venduti nel reparto, sono poi utilizzati dai ristoranti di Eataly o possono essere acquistati già cucinati, nelle ricette più tipiche del Friuli Venezia Giulia e degustati a casa propria.


Al piano terreno c'è anche il mercato del fresco, con tutta la frutta e la verdura presente in Regione, ma ovviamente anche con la tipicità tutta italiana, che spazia in questo periodo dai Bergamotti di Reggio Calabria, alle Arance di Ribera, dal Mandarino di Ciaculli o la Rosa di Gorizia.

Al primo piano c'è quanto serve per rifornire la Dispensa, con una caratteristica particolare. Non c'è il carrello da riempire, una lista della spesa da spuntare, ma un viaggio in cui si possono conoscere fornitori di tutta Italia, con un 20-25% di produttori locali, guidati da Slow Food, con prodotti di eccellenza e con un percorso che va dalle Alpi alla Sicilia, alle Isole. La cosa bella di Eataly è che su ogni prodotto, su ogni scaffale, c'è il racconto della sua storia. Si è cercato di valorizzare quelli che sono i prodotti di questa terra, ma anche quella dei territori limitrofi extra italiani con grande armonia e cercando di far si che si trovi ogni volta una storia, qualcosa di provare, di nuovo e diverso, oltreché buono.


Infine si scende, e a raccontarci l'Enoteca il grande esperto di vini di Eataly Andrea Cantamessa, che ha supportato la squadra di apertura. "Abbiamo cercato di non avere confini, perché la piacevolezza del vino è proprio quella della convivialità. E quindi siamo venuti in questo territorio meraviglioso cercando di "tirare fuori" il più possibile, dando grande risalto ovviamente allo spazio dei localismi, quindi dei vini del territorio, che vanno dal Carso ai Colli Orientali del Friuli, ma a scendere anche verso l'Istria e quindi abbiamo cercato di viaggiare su questo confine immaginario, dando poi spazio agli italiani, sia bianchi che rossi e poi un angolo dedicato alle bollicine, che sono un patrimonio nazionale importante, diventando sempre di più un punto di incontro di tutti i produttori, dall'Etna per arrivare fino alla Valle d'Aosta. Ovviamente non potevano mancare gli Orange Wine, con un'enoteca che spazia dal vino sfuso a 2,50 euro al litro fino alle grandissime riserve di Barolo e quindi come ci piace dire un'Enoteca democratica, per tutti. La zona enoteca è stata divisa in due parti: una sala per i bianchi e le bollicine, altra sala per i rossi con l'aula didattica dove verranno fatti i corsi. La didattica è settore molto importante per Eataly, che ha un programma molto ricco di corsi di cucina, pasticceria, incontri con i produttori e tutta una serie di laboratori che verranno fatti direttamente in negozio per far scoprire al pubblico cosa si prova a lavorare nei vari reparti. "

Best in Town: Ventunsettembre

Cucinato da Barbara
Oggi per la mia rubrica che ha la presunzione di rivelarvi quanto reputo sia il meglio di Trieste, vi porto nel mondo virtuale dei blog per conoscere e raccontarvi di una splendida persona.

Chi è Cristina Rojaz e cos'è Ventunsettembre?
Chi è Cristina? Eh bella domanda. Cristina è una quarantaquattrenne, pignola e un po’ rompina, mamma e moglie (in ordine puramente casuale) nata e cresciuta a Trieste.
Poco più che ventenne da un giorno all'altro decisi di abbondare il caldo nido dei genitori, sempre spinta da un desiderio di autonomia.
Fino a quel momento non avevo assolutamente idea di come cuocere un uovo e mai e poi mai mi sarei immaginata di essere qui ora a condividere quella che nel tempo è diventata una grande passione.
Ho lavorato nel settore dell’import export per più di vent'anni. Vittima come tanti della crisi,le circostanze mi hanno obbligata a ‘reinventarmi’, a rimettermi a studiare cose nuove per reinserirmi nel mondo del lavoro.
Con fatica e paura (soprattutto di deludere me stessa) sto percorrendo ora nuove strade, in attesa della prossima uscita.
Spiegare cos'è Ventunsettembre è già più semplice.
È una raccolta personale di pensieri e ricette.
È il mio angolo virtuale che mi ha permesso di incrociare tanta bellissima gente, da cui apprendere, con cui creare percorsi comuni o semplicemente per scambiare quattro chiacchiere.
Il mio blog è anche complice della nascita di alcune grandi amicizie.

Se non erro questa estate hai festeggiato dieci anni dalla pubblicazione del tuo primo post, sei un'antesignana delle blogger! Quale è stato lo spunto per il tuo primo sito MondoCristina poi diventato Ventunsettembre?
Accidenti, sono già passati dieci anni e presa dai mille recenti cambiamenti della mia vita non me sono neanche accorta. Wow, ammetto che mi sono emozionata leggendo questa domanda, grazie per avermelo ricordato. 

Mondodicristina era nato da un piccolo battibecco con mio marito su questioni informatiche e in una caldissima giornata estiva per non brontolare ad oltranza indossai le mie scarpette da ginnastica, cuffiette e ipod e via per una bella corsa (eh all’epoca avevo sane abitudini). Metro dopo metro la mia mente ha partorito mille pensieri, tra questi creare un sito. Completamente digiuna di nozioni tecniche in merito, ma testarda come e più del solito, rincasata mi sono messa al computer e la sera stessa ero online con Mondodicristina. Ero molto soddisfatta di esserci riuscita, ma poco dopo mi sono ritrovata davanti ad un grande dilemma: cosa scrivo?
Senza una frequenza fissa ho iniziato a raccontare delle mie passioni, della mia quotidianità in maniera molto semplice cercando di non scendere troppo nel personale.
Il sito all'epoca era stato sviluppato con un programma per mac (iweb, che ora non esiste più) e non prevedeva la possibilità di commentare i post. Non avevo idea se qualcuno mi leggesse davvero, mi divertiva farlo ugualmente… finché un giorno ricevetti una mail: wow un lettore!!! Emozione a mille!!! Ero elettrica, felice. Ricordo che iniziai a camminare avanti e indietro per il salotto. Avete presente un cane super scodinzolante al ritorno del suo padrone a casa? Ecco, io ero così.
Ovviamente ho risposto, ma questa mail ha scatenato in me una grande curiosità: sarà l’unico lettore o ce ne sono altri? Ho cercato quindi il modo di capire se fosse il solo… con stupore e meraviglia scoprii che così non era. Onorata e gioiosa mi sono sentita anche travolta da un senso di ‘responsabilità’:wow, mi leggono, devo impegnarmi a scrivere meglio, a pubblicare contenuti sempre migliori (l’ho detto vero che sono pignola??).Ma soprattutto, cosa interessa davvero ai miei lettori? Indagai meglio e notai che senza quasi accorgermene avevo iniziato a parlare quasi esclusivamente di cucina e di ricette. Decisi di dare una svolta, cambiare grafica, cambiare nome al sito, insomma: ripartire. Mondodicristina non mi piaceva più, ma non ho avuto grande fantasia nel nuovo dominio, sono rimasta sul personale, la mia data di nascita!

Come definiresti la tua cucina?
Semplice ma curata. Sono alla ricerca dei sapori di un tempo, il profumo del dolce appena sfornato, del pane fatto in casa, degli odori di un minestrone e perché no, del dolce un po’ più tecnico per mettere in pratica quanto appreso nei vari corsi di cucina che mi sono dilettata a frequentare nel tempo.

Qual è l'identikit del tuo lettore tipo?
È abbastanza vario: dalla signora appassionata di cucina al social addicted.
Il bello di avere un blog è entrare in contatto con altri blogger, come è successo tra noi, condivisione, è la prima cosa che deve motivare un blogger.

Cosa hai preparato la prima volta che hai messo piede in una cucina?
Davvero lo devo confessare così spudoratamente?? Respiro profondo, tanta vergogna e dai, te lo racconto: un piatto di gnocchi di patate comperati pronti nel reparto gastronomia di un supermercato. Li ho stracotti e tuffati in un cumulo di formaggi che invano ho cercato di sciogliere assolutamente nel modo sbagliato. Quel pover'uomo a cui avevo proposto questa meraviglia  stava cercando di buttar giù quell'intruglio senza dire nulla. La scena: io seduta difronte a lui, sorridente, tutta felice di aver impiattato il mio primo pranzo, tento di assaggiare uno gnocco e me ne ritrovo infilati nella forchetta un blocco intero. Lui calmo e pacato cerca di sdrammatizzare e mi dice che non sono male, addento e…. di colpo gli sfilo via il piatto: era a dir poco immangiabile! Abbiamo ordinato la pizza. E non ti dico in che condizioni era la pentola in cui ho tentato di fondere i formaggi!!!! Malgrado tutto questo due anni dopo mi ha sposata.

Quale è la ricetta pubblicata sul sito alla quale sei più affezionata e perché?
Una delle più semplici, la torta di mele che mi prepara sempre mia mamma (da cui non ho ereditato la passione per la cucina perché proprio non è nel suo dna).

Piccole défaillances, nel realizzare un piatto, capitano a tutti prima o poi, ma difficilmente vengono raccontate nel proprio blog: a te è mai capitato? Raccontaci dai... 
Ma sì dai, dopo il blocco di gnocchi che sarà mai raccontare di quando ho sfornato un semplice plumcake e assai sicura di me non ho neanche pensato di fare la classica prova stecchino per assicurarmi che fosse cotto. L’aspetto era invitante, guarda caso andavo di fretta e volevo scattare le foto prima che calasse il sole. Preparai le tavole di legno che uso come sfondo fotografico, ci appoggiai la griglia per raffreddare i dolci. Indossati due bei guantoni da cucina presi con decisione lo stampo, lo capovolsi e… hai presente la polenta appena cotta su un tagliere? Ecco… uguale uguale, ma dolce!

Nel corso degli anni le preparazioni, gli stessi ingredienti delle ricette cambiano: a te è successo di modificare radicalmente una preparazione fatta anni addietro?
Assolutamente sì. Nel tempo mi sono documentata di più (ho una libreria zeppa di libri e manuali più o meno tecnici). Ho ahimè anche capito che alcuni corsi da me frequentati in passato mi hanno fornito informazioni errate soprattutto sui lievitati. Devo ringraziare per questo il Molino Moras, con cui collaboro da alcuni anni per avermi ‘formata’ in questo senso. Chi mi segue sa che la passione per le farine mi ha letteralmente travolta!

La mamma, la nonna, lo zio o la vicina di casa... chi è stato il tuo mentore, da chi hai "ereditato" la passione per la cucina e la fotografia?
La passione per la fotografia la devo assolutamente a mio papà: ricordo ancora la magia di veder apparire dal nulla le immagini sulle carte appese nella piccola camera oscura che si era creato nel ripostiglio di casa.le domeniche sul Carso triestino ad infilarmi nella buona parte delle sue inquadrature e le serate con gli amici di famiglia di proiezioni delle diapositive. Conservo gelosamente tutte le foto di quanto ero bambina, frutto della sua passione e ricordi indelebili di un’infanzia felice. Per la cucina non saprei dire, credo di essere stata contagiata dalle super donne della famiglia di mio marito.

Ultima domanda, ma non meno importante: quale consiglio daresti ad una giovane blogger che si affaccia ora su questo variegato mondo? Qual è l'ingrediente segreto di un bello (e buono!) food blog?
Dici che il mio blog sia bello quindi? Mmmmh io ci scopro mille difetti ogni giorno. L’unica cosa che posso consigliare è di non lanciarsi in questo variegato mondo con grandi aspettative, di farlo con semplicità, genuinità, non solo dei piatti proposti ma proprio d’animo. Le cose belle, che siano amicizie piuttosto che collaborazioni poi arrivano da sole. Spontaneità! Consiglio soprattutto di non credersi mai arrivati, di cercare sempre di metterci impegno e dedizione, ma soprattutto di farlo per divertimento e divertendosi. Il mio blog è stato abbastanza fermo nell'ultimo anno, non potermi dedicare con la giusta dedizione mi ha portata piuttosto a fermarmi, ma sono qui ora di nuovo ad arrampicarmi sui mobili di casa alla ricerca del raggio di luce e la giusta inquadratura (che poi giusta non lo è mai, ma lasciatemi nella convinzione che ogni tanto ci riesca per davvero)!


Best in town: Ludvig di Graziana Scaglia

Cucinato da Barbara
Best in Town, la mia rubrica intesa a far conoscere quanto di meglio c'è nella città di Trieste, siano essi artigiani, negozianti o piccole realtà imprenditoriali, trovo sia opportuno dare la giusta visibilità a questi piccoli eroi della nostra realtà quotidiana, oggi vi porta a conoscere Ludvig di Graziana Scaglia! 

Chi è Graziana Scaglia e che cos’è Ludvig?
Graziana è una donna con una grande passione per la cucina che ad un certo punto della vita ha voluto trasformare la sua passione in un lavoro. Ludvig è nata come gastronomia con vendita di cibo per asporto che con il tempo si è trasformata in Ristorazione a tutto tondo con offerta anche di caffè e somministrazione di pranzi e cene

Come è nata l'idea per il nome del locale?
Il nome è quello di mio marito. Un nome di origini austroungariche che rispecchia le caratteristiche del territorio e in parte, anche della nostra cucina
  
Quali attività svolgi nella tua gastronomia, oltre all'asporto?
Oltre all’asporto offriamo servizio di ristorazione e il giovedì, venerdì e sabato sera offriamo cene di pesce. Nel periodo invernale lavoriamo prevalentemente su prenotazione mentre nel periodo estivo siamo aperti la sera le tre giornate della settimana. Accanto a queste attività offriamo anche servizio catering, buffettistica per eventi.

Come definiresti la tua cucina?
la mia è una cucina semplice legata principalmente ai prodotti del territorio: goulach, jota, lasagne, parmigiana e verdure prevalentemente di stagione. Periodicamente proponiamo cene vegetariane o cene di degustazione pesce. La sera cene di pesce prevalentemente del golfo: la classica frittura ma fatta a regola d’arte utilizzano olio di arachide!


Qual'è il cliente tipo della tua gastronomia?
Il cliente tipo, abituale della nostra gastronomia è la persona sola che vuole variare la propria alimentazione anche con piatti più elaborati, ma anche la famiglia che ha ospiti a cena e vuole offrire ai propri amici del buon cibo prodotto con prodotti di qualità

Quali sono le qualità richieste per lavorare da Ludvig?
Premetto che sono sempre abbastanza esigente con i miei collaboratori perché ritengo che il cliente debba avere il meglio per cui principalmente ci deve essere di base la passione  per la cucina, la voglia di non risparmiarsi, la capacità di razionalizzare, buone capacità organizzative, ma anche essere propositivi. Sopratutto non essere permalosi!!! 😏😂

Quando e perché ti sei avvicinata al mondo della ristorazione?
Non saprei con esattezza quando mi sono avvicinata al mondo della ristorazione. Il mio percorso lo avevo già segnato: ragioneria, laurea in economia e commercio, ero già avviata verso tutto un altro tipo di lavoro. E avevo l’hobby della cucina. Quando dopo 15 anni di lavoro come impiegata  ho avuto il coraggio di chiedermi cosa effettivamente volessi è uscita la risposta che mi ha fatto mollare tutto e intraprendere questa attività

Cosa ti attrae di questa attività?
Mhhh lasciami pensare... credo che la cucina ti permetta di cavalcare molte onde: salato, dolce, conserve. Ti permette di volare con la fantasia, di scoprire nuovi abbinamenti…lascia molto spazio alla variabilità cosa che noi gemelli adoriamo!

Qual'è l'ingrediente indispensabile per questo lavoro?
Be’, senza dubbio il sacrificio!


Il tuo piatto preferito? 
E chi lo sa? Sono una buona forchetta e mi innamoro periodicamente di tanti piatti. In tutta onestà non saprei proprio dire qual è il mio piatto preferito, ma.... non so dire di no alla carne alla tartara, al pesce crudo, il foie gras, alle verdure impanate, agli asparagi, ai carciofi… Continuo?


Gastronomia Ludvig di Graziana Scaglia
Via Riccardo Zandonai, 8
Trieste (TS) 34148
t. +39 040 945048
mail gastronomialudvig@gmail.com

  
https://www.facebook.com/ludviggastronomia.digrazianascaglia



Best in town: Il Salone di Venere

Cucinato da Barbara


Seconda puntata di Best in Town in Trieste, oggi vi porto alla scoperta di un Salone che conosco molto bene, per una "frequentazione" con la proprietaria più che ventennale!! Roberta è capace di far diventare una "Venere" anche la sottoscritta! :)

Chi è Roberta Rossi e cos'è il Salone di Venere?
Chi è Roberta Rossi.... sono una donna... un'artista energica e vivace e molto fortunata, perché adoro il mestiere che svolgo, la parrucchiera!!! Cito una frase di K. Gibran: "Il lavoro è amore. E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con il disgusto, è meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l'elemosina di chi lavora con gioia!!".
Amo curare i capelli dei miei clienti regalando loro momenti di relax.
Cerco di conoscere l'anima delle persone che varcano il salone, per poter poi esaltare la loro personalità.
Il Salone di Venere è un salone di bellezza nato dall'esperienza e dall'esigenza di sviluppare un ambiente accogliente e frizzante che renda il passaggio delle clienti come un esperienza unica. Il colore viola intenso ed i magici specchi all'interno del mio centro rendono il tutto molto invitante oltreché accogliente!!!

Come è nata l'idea del nome del locale?
Hahaha .... Mi viene da ridere solo a pensarci, sono stata quasi due mesi per cercare un nome che esprimesse il mio stile è quello che poteva rappresentare il salone, coinvolgendo amici e parenti aprendo così una "ricerca", quasi una caccia al nome più adeguato, ma il tutto si concluse in cinque minuti, un pomeriggio dalla mia commercialista, una  grande appassionata della mitologia Greca ed ecco l'illuminazione...... Venere la Dea della bellezza e dell'amore, perfetta per il mio salone!


Quando e perché ti sei avvicinata al mondo dei capelli? E cosa ti attrae di questa attività?
Non era una mia aspirazione di bambina, non pettinavo le bambole come tante mie amiche d'infanzia, ma quasi sedicenne frequentando una amica, che a quei tempi lavorava da un barbiere, rimasi affascinata dal taglio della barba e da lì poi sono precipitata nel mondo dello hair style. Sono affascinata dal fatto che posso creare... e donare qualcosa di  mio", pur seguendo anche le tendenze, mi piace relazionarmi con le persone e amo le sfide. 


Parlaci del tuo staff. E... qual è il cliente tipo del Salone di Venere?
Antonella è la mia collaboratrice, lavora  con me da circa sette anni, una ragazza giovane e una grande lavoratrice, molto attenta alle esigenze delle clienti con qualche tocco di tendenza, fortemente motivata e con delle grandi qualità, "modesta e caparbia" (nel nostro lavoro non guasta), analizza i suoi movimenti e i suoi lavori per migliorare ed  arricchire le proprie esperienze stilistiche (NDR e fa dei massaggi alla testa meravigliosamente rilassanti!!!!). Il Salone di Venere è aperto a tutti "belli e brutti", usando un po' di ironia perché mi viene in mente la trasmissione televisiva "Il Brutto Anatroccolo"... non c'è un cliente tipo, tutti hanno una storia da raccontare e noi siamo fiere di farne parte.

Quali attività svolgi nel centro?
Trattamenti e servizi volti a modificare, migliorare, mantenere, proteggere, ricostruire e rafforzare i capelli, taglio uomo, donna e bambino, colore, balayage, shatush, ecaille, permanente, lisciature, meches, dacapaggi, acconciature, acconciatura da sposa, applicazioni di ciocche. Inoltre da qualche mese abbiamo deciso di dedicare intere giornate ad un tema particolare, ad esempio in autunno la caduta dei capelli o delle giornate relax in cui oltre ai vari trattamenti coccoliamo le nostre clienti con tisane e una rilassante musica di sottofondo (che in realtà non manca mai nel nostro salone, ci piace lavorare con una buona musica a basso volume!).

Quale credi sia l'ingrediente più importante e indispensabile per questo lavoro?
Essenziale una costante crescita per il nostro bagaglio di formazione: è d'obbligo tenersi aggiornate!
Fondamentale far sentire a proprio agio la clientela, trasmettere serenità e regalare un atmosfera familiare, ma non basta: il cliente del 2015 è informato e molto attento. Oggi bellezza e benessere devono muoversi a pari passo, il  Salone di Venere risponde a questa esigenza utilizzando sempre linee di prodotti ricercati e naturali, senza parabeni, solfati, fosfati, formaldeide e petrolchimici, ma ricchi di ingredienti di origine naturale, e attrezzature come phon, spazzole e piastre con ioni attivi e estratti di oli, per un innovazione rivoluzionaria. Proprio per questo organizziamo una volta al mese degli eventi, giornate con la presenza di tecniche professioniste delle nostre aziende, per dare la possibilità a tutti di conoscerci e "toccare con mano" i prodotti.


Telefonate per prendere un appuntamento e conoscere il Salone di Venere, caldamente raccomandato da Ricette Barbare!

Roberta Rossi
Proprietaria de Il Salone di Venere
Corso Italia 7 , Trieste, Italia.
Facilmente raggiungibile da ogni parte di Trieste con le linee Trieste Trasporti 5, 6, 8, ecc.




Best in town: UnSaccoMoras

Cucinato da Barbara
Da oggi parte una nuova rubrica su Ricette Barbare: Best in town, ossia il meglio del meglio offerto in quel di Trieste. Cercate un parrucchiere, un fruttivendolo, una macelleria, un'estetista? Venite a curiosare nella mia rassegna, pian pianino vi racconterò quello che per me è il Migliore di Trieste!

Oggi conosciamo Sara ed il negozio UnSaccoMoras.

Chi è Sara Pantanali e cos'è UnSaccoMoras?
Mi piace definirmi una ragazza-donna solare, un po’ pazzerella, a cui piace divertirsi e mangiare bene; sono molto pigra questo è da ammettere ma per fortuna ho un lavoro che mi tiene abbastanza attiva. Cerco di affrontare ogni giornata con il sorriso perché penso che la vita ci può sorprendere ogni giorno in modo diverso. UnSaccoMoras è il mio “gioiellino”, sono molto affezionata a questo negozio perché diciamo che l’ho costruito da zero e quindi me lo sento dentro. Il punto vendita UnSaccoMoras è il secondo negozio che l’azienda Molino Moras ha voluto aprire scegliendo come location il centro città di Trieste; mentre il primo punto vendita si trova accanto al molino a Trivignano Udinese e l’anno scorso abbiamo festeggiato già 10 anni di attività. Abbiamo deciso di creare dei negozi in cui si può fare un salto indietro nel tempo, delle piccole botteghe artigianali dove il rapporto umano rappresenta il vero valore aggiunto. Inoltre la nostra politica aziendale è: DARE VALORE ALLE PICCOLE COSE, a partire dal valore di ogni singolo chilo di farina fino ad arrivare al valore che ha per noi ogni cliente.

Come è nata l'idea per il nome del locale?
Qui c’è una bella storia da raccontare. Il nome di un negozio è molto importante perché è il tratto distintivo che ti differenzia da tutti gli altri negozi. Io e Anna (mia sorella) siamo un po’ impazzite perché non era facile creare un nome che si adattasse bene a descrivere nel suo complesso il negozio che andava a rappresentare. Siamo partite dalla base, inserire il cognome MORAS e legarlo direttamente alla farina; ecco allora che abbiamo avuto l’illuminazione: tutta la farina che noi produciamo da sempre viene venduta in sacchi  (da quello di juta, a quello di carta). Da qui il nome UnSaccoMoras.


Cosa differenzia le farine artigianali di qualità vendute nei tuoi locali da un prodotto industriale?
Parte tutto dall’origine, il molino in cui vengono macinati i chicchi di frumento. Il nostro è un molino artigianale perché composto da soli 12 passaggi; i molini industriali che hanno strutture molto più grandi della nostra contano invece molti più passaggi. Da sempre le nostre farine sono totalmente naturali, per nostra scelta decidiamo di non inserire nessun additivo, miglioratore chimico o enzima. Per quel che mi riguarda, i miei clienti hanno cominciato pian piano ad apprezzare la qualità delle nostre farine e a capire la differenza tra farina artigianale e industriale. La nostra farina si distingue dalle altre anche per il suo profumo e il colore; ma in assoluto, il complimento più bello che abbiamo ricevuto da alcuni clienti è che lavorare con la nostra farina è come lavorare la seta. 

Quali attività vengono svolte oltre alla vendita dei prodotti del Molino Moras?
La nostra è un’azienda adesso compie 110 anni di attività e la nostra (mia, di mia sorella e di mio cugino) è la sesta generazione che tramanda la nobile arte del mugnaio. Da sempre la nostra è stata un’azienda che ha saputo rischiare, mettersi in gioco e con l’entrata in azienda dei 3 giovani nipoti le attività che vengono svolte all’interno della azienda sono molteplici. Oltre alla importantissima attività di vendita sia a clienti privati, che a pizzerie, panifici, ristoranti, vengono organizzati incontri all’interno dei due punti vendita dove cerchiamo di spiegare il valore del nostro prodotto assieme a tutti i trucchi che ci sono per poter utilizzare al meglio le farine in cucina.Sono degli incontri dedicati direttamente al cliente privato che, soprattutto nell’ultimo periodo, si sta appassionando sempre di più alla realizzazione di pane, pizza e dolci in casa. Sempre per il cliente privato ospitiamo chef e maestri di cucina, ma anche altri professionisti che possono ampliare il servizio e approfondire argomenti quali: agricoltura, nutrizione, ricette, ecc. Interessanti e formative, specialmente per i bambinidell’asilo fino ai ragazzi delle superiori ma anche per gruppi, terza età,ecc sono le attività di visita didatticae istruttiva all’interno dello stabilimento produttivo. Le fiere, gli eventi legati al territorio, le collaborazioni e sinergie ci contraddistinguono come azienda dinamica che cerca sempre nuovi spunti e nuove strade da percorrere. Da quando poi mia sorella Anna ha preso in mano il settore marketing del Molino stiamo diventando sempre di più un’azienda SOCIAL, infatti ci potete trovare su Facebook, Instagram e tutti i social del momento; ci piace il confronto diretto  che si può ottenere con i nostri potenziali o già affezionati clienti, perché è proprio dal confronto che si migliora o nascono nuove idee.

Parlaci del tuo sfaff
Il mio staff è prima di tutto la mia famiglia: c’è la mamma NICOLETTA MORAS, che a me piace definirla il BOSS della situazione perché è lei che ha in mano le redini dell’azienda. Una donna di ferro con un grande carattere, che fin da quando eravamo bambine ci ha fatto capire l’importanza di vivere in un azienda familiare. Poi c’è la zia LUANA BERTOSSI, la responsabile del punto vendita a Trivignano, parte creativa e estrosa della nostra azienda. Lei è quella che crea e inventa le vetrine, prepara gli stand per le fiere, realizza le confezioni più estrose e particolari per i nostri negozi. Il mio braccio destro è mia sorella ANNA PANTANALI, siamo io e lei che abbiamo messo le basi di questo negozio. Descrivere mia sorella non è facile perché dovrei scrivere “un papiro” e quindi la riassumo così: UN VULCANO DI VITA E IDEE. Lei è in continuo movimento, non si ferma mai e anche quando non lavoriamo la sua mente è sempre alla ricerca di mille stimoli; ci completiamo molto bene ed è uno dei trucchi che ci fa lavorare con il massimo rendimento da più di 6 anni. Un ruolo importante lo svolge anche il papà STEFANO PANTANALI che è prima di tutto il responsabile commerciale dell’azienda e poi il jolly su cui si può sempre contare. La parte più estrosa del suo carattere emerge proprio in cucina e infatti, è proprio lui assieme a mia sorella che prepara gli incontri legati alle ricette dolci e salate all’interno dei nostri punti vendita. Una menzione speciale va fatta anche a mio cugino GEREMIA MORAS che da poco ha iniziato a seguire direttamente e con passione le orme del nonno specializzandosi nel lavoro del mugnaio; è anche merito suo se le nostre farine sono così buone J. Per ultimo ma direi il più importante di tutti è il nonno VITTORIO MORAS. è grazie a lui e a chi c’è stato prima di lui, se adesso io sono qui a raccontarvi tutte queste curiosità. L’eredità che ci sta passando è un dono speciale ed è anche grazie al suo coraggio imprenditoriale, che noi possiamo contare oggi sua un’azienda di famiglia che ha raggiunto ben 110 anni di attività.  Ci sono poi altre persone fondamentali per questo negozio: Valentina e Sonia che sono le mie sostitute per quando mi ammalo o vado in vacanza, Antonella che segue gli ordini che devono arrivare a Trieste e poi ci sono Claudio e Ennio che lavorano dietro le quinte e preparano e consegnano tutta la merce. Ognuno di noi è un tassello importante dell’azienda perché è insieme che creiamo un puzzle completo che funziona alla grande.

Qual'è il cliente tipo di Un Sacco Moras? 
La mia clientela è varia, mooooolto varia. Diciamo che il target di riferimento riguarda gli amanti della buona cucina, degli impasti dolci e salati. Il negozio UnSaccoMoras serve principalmente il cliente privato, ma ho anche molte pizzerie e piccoli ristoranti che vengono a rifornirsi da me perché decidono di scegliere la strada della qualità per i loro acquisti.  La cosa più bella che ho notato da poco tempo a questa parte è che ci sono sempre più ragazzi/e giovani che si avvicinano al mondo delle farine per imparare a fare il pane e la pizza in casa… come si faceva un tempo.
Poi voglio dire una cosa, il cliente triestino è veramente simpatico e quindi i clienti fedeli sono anche considerati “amici” e una ciacolata la si fa sempre volentieri mentre si acquista la farina! E' anche questo il bello del mio lavoro.

Quando e perché ti sei avvicinata al mondo delle farine?
A questa domanda rispondo molto semplicemente così: io sono nata e cresciuta in mezzo al frumento e quindi alla farina. La nostra è un’attività che si tramanda da molto tempo e quindi sia io che mia sorella già all’età di 5-6 anni avevamo il nostro ruolo in azienda: aiutavamo la mamma ad attaccare i francobolli sulle buste e poi se eravamo state brave c’era anche il premio: la mamma ci permetteva di fare uno scontrino al cliente, ecco in quel caso ci sentivamo  già grandi. Poi effettivamente quando sono cresciuta una mano in molinol’ho sempre voluta dare e pian piano crescendo e maturando si è iniziato a creare un legame forte con l’azienda fino a spingermi in questa nuova avventura: l’aperura di un nuovo negozio a Trieste. Questa passione è emersa pur avendo fatto il mio percorso di studi universitari in un ramo completamente diverso; infatti ho conseguito la laurea triennale in Scienze e Tecnologie Multimediali.

Cosa ti attrae di questa attività?
Ciò che mi piace di questo lavoro è il contatto con le persone; imparare a conoscere le abitudini dei singoli clienti, conquistare piano piano la loro fiducia e instaurare con ogni singola persona un rapporto speciale. Sono una persona che parla con il cuore e quindi tutto si gioca a livello emozionale: è un lavoro che sento MIO. Diciamo che nelle mie vene scorre farina fin da quando era piccola, quindi aver scelto di portare avanti il lavoro dei nonni e bis/tris nonni è si una responsabilità, ma anche un orgoglio e piacere. In più nel nostro settore non si finisce mai di imparare, c’è sempre qualcosa di nuovo e stimolante da apprendere e questo fa si che non ci si annoi mai.

Quale credi sia l'ingrediente indispensabile per questo lavoro?
In una semplice parola? LA PASSIONE. Considerando che nel mio caso io faccio la pendolare e ogni giorno vado e torno da Trieste a Palmanova, la voglia di andare al lavoro con il sorriso è un requisito fondamentale per reggere i ritmi. A mio parere la passione è il motore che fa andare avanti tutto, la voglia di fare qualcosa di tuo e farlo bene è uno stimolo continuo per migliorarsi giorno dopo giorno.  E’ cresciuto il mio negozietto e io con lui; quando il lavoro ti riesce a regalare emozioni e ti fa conoscere lungo il tragitto persone speciali, cosa si può dire? Solo che mi ritengo fortunata ad avere un lavoro così.

Il tuo piatto/dolce preferito?
A questa domanda è molto difficile rispondere perché sono una buona forchetta quindi mi piace veramente tutto. Di piatti preferiti ne ho veramente tanti, anche se ho una predilezione per i piatti tipici friulani (frico, salame con l’aceto, cotechino) . Non sono una grande amante dei dolci, infatti l’unico che mi piace mangiare fin da quando sono piccola è la Sacher, in questo  sono poi fortunatissima perché il mio ragazzo la prepara divinamente.


Sara Pantanali
 Responsabile UnSaccoMoras
Via Felice Venezian, 13
Trieste (TS)

MM_TRASPARENZA - Copia  

        

Molino Moras srl
via Palma, 40
33050 Trivignano Udinese (UD)
www.facebook.com/molinomoras