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martedì 21 febbraio 2012

Le grotte di Catullo

Non sono un'attrazione speleologica ma, se vi trovate a passare da Sirmione, sono assolutamente da non perdere!
Il termine "grotte" è rimasto in uso sin dalla loro scoperta, avvenuta nel Cinquecento, quando i primi ruderi furono rinvenuti sulle rive del lago, quasi a formare caverne ricoperte dalla vegetazione.
In realtà, le "grotte di Catullo"  rappresentano un importante sito archeologico con i resti di una imponente villa romana, la più grande che si conosca nel Nord d'Italia.

Si trova in una splendida posizione, sulla punta della penisola di Sirmione, protesa sulle acque del lago di Garda.
Non è certo che appartenesse alla famiglia del grande poeta latino da cui deriva il nome e che, proprio qui a Sirmione, aveva una residenza in cui amava soggiornare lontano dagli affanni di Roma.

La villa, i cui resti sono stati riportati alla luce nel corso di successivi interventi di scavi e restauri, è posta all'interno di un'area museale in cui sono conservati numerosi ed importanti reperti provenienti anche da altri siti archeologici dell'area del Garda.
Dalle ricostruzioni in 3D è possibile riconoscere, nella struttura della grande villa, la dislocazione degli ambienti e la loro destinazione d'uso.

Il settore più interessante è costituito dal doppio criptoportico a pilastri, originariamente costituito da un lungo ambiente coperto, formato da due larghi corridoi, forse utilizzati per momenti di svago e piacevoli passeggiate.
Nella parte centrale, la villa presenta un grande spazio aperto che, attualmente, è occupato da un oliveto.
Su uno dei lati è situato il settore termale, che comprendeva una grande piscina e gli ambienti annessi.

I resti della grandiosa villa sono oltremodo interessanti per la splendida posizione: da qui, tra porticati, archi e terrazze è possibile inquadrare meravigliosi e indimenticabili scorci di lago, come quello, imperdibile, della Trifora del Paradiso...

Notizie utili:
link sito "Grotte di Catullo e Museo Archeologico di Sirmione" (BS)

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Anna - Righeblu - Idee weekend

martedì 3 gennaio 2012

Arte e tradizione a Città della Pieve



Pur conoscendola, si potrebbe trovare ancora qualche valido motivo per inserire questa città tra le méte possibili per una visita, anche di un solo giorno, da programmare proprio nel periodo delle festività natalizie.  
Città della Pieve, piccolo centro di antiche origini, si trova in Umbria nel territorio posto al confine con la Toscana
Dall’alto della sua posizione è possibile ammirare un paesaggio magnifico, spaziando dai monti Sibillini al Cetona e dalla Valdichiana fino al lagoTrasimeno
Anche l’Arte qui trova una sua particolare collocazione: Città della Pieve ha dato i natali a uno dei più importanti pittori del Rinascimento italiano,Pietro Vannucci detto il Perugino, maestro del grande Raffaello.
[Pietro Vannucci detto il Perugino - Città della Pieve - Cattedrale S. Gervasio e Protasio]
In Via Vannucci, all’interno dell’oratorio di Santa Maria dei Bianchi è conservata una delle sue opere più importanti, “L’Adorazione dei Magi” di Città della Pieve, assolutamente da non perdere. 
 
[Adorazione dei Magi di Città della Pieve - Pietro Vannucci detto il Perugino - da Wikipedia -]
Nell’affresco, sullo sfondo di un paesaggio umbro idealizzato, si notano i personaggi in movimento, diretti verso la capanna come in un sinuoso corteo cavalleresco.
Molto particolari e delicate nell’aspetto sono le figure in primo piano, ritratte in abiti e atteggiamenti eleganti, in una rappresentazione d’insieme che esprime equilibrio, serenità e armonia.
[Battesimo di Gesù - Pietro Vannucci detto il Perugino - Città della Pieve - Cattedrale dei S. Gervasio e Protasio]


Alcune opere del Perugino, e di altri importanti artisti come il Pomarancio, si trovano in diversi edifici religiosi come la Cattedrale dei S. Gervasio e Protasio, risalente all’ VIII secolo d.C. e ricostruita successivamente con materiali e stili differenti.
Nei pressi della Cattedrale si trova Palazzo della Corgna, la residenza voluta dal nobile Ascanio, marchese di Castiglione del Lago, il quale ne affidò la progettazione all’architetto perugino Galeazzo Alessi.
 

[Palazzo della Corgna - Città della Pieve - obelisco etrusco V sec. a. C.]
L’ingresso e le stanze dell’edificio presentano decorazioni con dipinti di carattere mitologico e sacro;
[Palazzo della Corgna - Città della Pieve - sala delle muse]
gli affreschi nella sala grande, realizzati da Salvio Savini, sono ispirati alle Metamorfosi di Ovidio.
Da alcuni anni nei sotterranei del Palazzo si rinnova la tradizione di allestire il Presepe Monumentale.
[Presepe monumentale - Città della Pieve - edizione 2010]
Anno dopo anno, con dedizione e passione, sono stati realizzati impianti e scenografie sempre più efficaci.  La ricostruzione delle scene e le ambientazioni, inoltre, evidenziano riferimenti a situazioni problematiche, di interesse attuale, quali input di riflessione sulle condizioni dell’umanità.
L’apertura è prevista fino all’8 Gennaio, tutti i giorni, con orario 9.30-12.30 e 15.00-19.00.
Altre iniziative interessanti, se il tempo consente, sono “il percorso dei vicoli”
- un caratteristico itinerario che permette di scoprire angoli affascinanti all’interno del borgo - e “il percorso del paesaggio”, con le diverse terrazze per un “belvedere” sui panorami dell’Umbria e della Toscana…
[ Immagini: Gennaio 2011]

mercoledì 12 gennaio 2011

Weekend in gennaio - sapori e scorci toscani


Un weekend tutto toscano in questo primo fine settimana dell'anno, tanto per chiudere in bellezza il periodo delle festività natalizie, all'insegna del gusto, e in tutto relax.
Arrivati a Sarteano (Siena) non c'è niente di meglio che lasciarsi tentare dalle delizie toscane della cucina di "Gagliano".

"da Gagliano" - osteria del centro storico - Sarteano (SI)
E' una piccola osteria del centro storico dove l'oste, il simpatico Gagliano, accoglie e sorprende gli ospiti con i suoi modi garbati ma schietti.
Poi, menu alla mano, illustra con competenza e passione i particolari accostamenti dei suoi piatti, unici per il tocco originale del gusto, pur nel rispetto della tradizione toscana.

faraona al tegame con olive nere
I piatti, decorati con gusto, sono frutto della creatività interpretativa di Angela che sa coniugare, con rara maestria, la garbata forza dei sapori toscani con la tipicità dei prodotti stagionali.

stringozzi all'Etrusco




stracotto di manzo con funghi porcini

patate con peconzola e rosmarino

...altre delizie da gustare:

 - il pecorino alla griglia con radicchio e lardo alle erbe
 - il coccio di melanzane e pecorino dolce con pomodoro e origano
 - il tortino caldo di patate e porcini dell'Amiata con crema di pecorino di grotta
 - il tortino caldo di baccalà, prugne e patate
 - la cipollata in salsa di agresto e noci
 - l'arista di maiale al forno farcita con prugne e prosciutto
 - i ma-gni-fi-ci dolci, tutti da provare!!!

Ma... Sarteano è, innanzitutto,  un posto tranquillo e delizioso, con angoli e vicoli da scoprire per  piacevoli passeggiate.




l'antica farmacia Bologni, nella piazza centrale
 
Buon weekend!

sabato 31 luglio 2010

Beccati Questo e Beccati Quest'altro - Torri di confine

[foto da www.biomototurismo.it]
Due torri, dal nome a dir poco curioso come "Beccati Questo" e "Beccati Quest'altro", si fronteggiano beffardamente, da ben seicento anni, in territorio di Chiusi.

Nella campagna compresa tra il Lago di Chiusi e il Trasimeno, secondo alcune fonti, la torre di "Beccati Questo" fu edificata per prima, per volere della Repubblica Senese, come simbolo di controllo sul territorio.
La posizione era strategicamente adatta a sorvegliare i confini... tanto che, con lo stesso intento e con lo stesso spirito provocatorio i Perugini contrapposero, in posizione più elevata, una torre dirimpettaia, chiamandola "Beccati Quest'altro"!

Le due torri si trovavano, all'inizio, in terreno asciutto a controllare la linea di confine tra Granducato di Toscana e Stato Pontificio.
In seguito, la loro funzione fu prevalentemente diretta al controllo doganale per l'attraversamento del vicino ponte sul Clanis.
Il fiume attraversava tutta la Val di Chiana e, con le sue copiose acque, aveva favorito la nascita e lo sviluppo di importanti centri etruschi.
Successivamente, però, ritenuto responsabile delle frequenti inondazioni del Tevere (in cui si riversavano le sue acque), per volere dello Stato Pontificio, fu sottoposto a opere di sbarramento per la deviazione del corso, cosa che provocò l'impaludamento della zona...

Anche la Torre di Beccati Questo fu, in gran parte, sommersa dalle acque.

[da: a.imageshack.us]
La storia successiva portò le due torri all'abbandono e al declino... fino alla recente rivalutazione con un provvidenziale restauro.
Delle due torri, una, la "Beccati Questo", è di proprietà demaniale, mentre l'altra appartiene a privati e, purtroppo, pare che nessuna delle due sia visitabile...

E' possibile, quindi, solo ammirarle dall'esterno, nell'ambito di un ipotetico itinerario, per un'idea weekend che comprenda la visita a Chiusi e al delizioso lago omonimo.

Come arrivare:
a Chiusi - Da Nord o Sud: Autostrada A1 uscita Chiusi-Chianciano Terme - a destra SS 146, proseguire in direzione Chiusi.

al lago e torri: a circa 3 Km dall'uscita A1, girare a sinistra seguendo le indicazioni "lago di Chiusi", in prossimità del lago, sulla stessa strada, si trova anche l'indicazione per le due torri.



Itinerari: Chiusi - Lago di Chiusi - Torri di "Beccati Questo" e "Beccati Quest'altro" - Castiglione del Lago - Lago Trasimeno


Anna Righeblu - Ideeweekend

sabato 22 maggio 2010

Una giornata al mare, da Ansedonia a Porto Ercole


Organizzare un weekend è sempre salutare e, anche se le previsioni meteo sono avverse, come nel precedente fine settimana, un po' di ottimismo "climatico" non può non mitigare il grigiore della stagione...
E così, una giornata iniziata con la pioggia può virare al bello... come sulla costa d'argento, ad Ansedonia.
Ancora poco frequentata, Ansedonia è una delle mete di vacanze preferite dai romani.


Le villette, ben mimetizzate nella vegetazione mediterranea, si affacciano sul golfo, quasi di fronte  all'Argentario.


Sulla sommità del promontorio si trovano il sito archeologico e il museo, con i resti dell'antica colonia romana di "Cosa". 


E' un'escursione che consiglio anche perché, da qui, si gode di una vista bellissima.

Passando da Orbetello, si arriva all'Argentario, a Porto Ercole, un piccolo borgo affacciato sul porticciolo, animato da barche ormeggiate e dalle barchine con i marinai che si allenano per il Palio marinaro.


Anna righeblu ideeweekend

domenica 10 gennaio 2010

L'Abbazia di Montecassino: storia, arte e misticismo.


Chi non conosce questo splendido Monastero?
Quasi l'Araba Fenice delle Abbazie: risorta
magnificamente, come il mitico uccello, dalle rovine di ben quattro distruzioni!
Dal 529, quando San Benedetto vi pose le basi della sua "regola", il Monastero fu più volte distrutto: prima i Longobardi, poi i Saraceni, un terremoto e, infine, lo spaventoso
bombardamento del 15 Febbraio 1944 quando, sotto le bombe degli alleati, fu ridotta ad un cumulo di macerie.
Pur nelle avversità, lo spirito della regola benedettina "ora et labora" non ha mai abbandonato
questo luogo che, nel corso dei secoli, ha prodotto opere e codici miniati preziosissimi.
Il prestigio di Montecassino, quale centro monastico preminente dal punto di vista ecclesiastico e p
olitico, assume particolare rilievo con la guida dell'abate Desiderio.
C
on quest'ultimo, l'Abbazia viene ricostruita secondo criteri di magnificenza artistica e architettonica, in linea con la posizione di rilievo raggiunta.
Anche dopo le ultime distruzioni, nella ricostruzione si segue il vecchio modello architettonico, secondo il principio: "dov'era e com'era".


Nel chiostro d'ingresso, sito del primitivo tempio dedicato ad Apollo, sorgeva l'oratorio in cui morì San B
enedetto, nello stesso atteggiamento raffigurato nel gruppo bronzeo (foto 2) donato dal cancelliere tedesco Adenauer.
Il successivo Chiostro del Bramante, in stile rinascimentale, presenta al centro una cis
terna ottagonale, fiancheggiata da slanciate colonne corinzie sormontate da una armoniosa trabeazione.


Dalla balconata si può ammirare una splendida vista sulla Valle del Liri e, a destra, il monumentale Cimitero Polacco dove sono sepolti i valorosi soldati polacchi che "....hanno dato il corpo all'Italia, il cuore alla Polonia e l'anima a Dio per la nostra e altrui libertà".


Attraverso la
scalinata, preceduta dalle due statue di San Benedetto e Santa Scolastica, si arriva nell'antiportico del chiostro dei Benefattori e da qui,


guardando verso il basso, l'armoniosa architettura del chiostro del Bramante, con la sovrastante loggia del Paradiso, sembra perdersi nell'azzurro del cielo, in una visione fantastica!



Sul chiostro dei Benefattori si erge la
facciata della Basilica



il cui interno è stato ricostruito seguendo il modello preesistente e riutilizzando, ove possibile, i frammenti marmorei di pareti e pavimento della vecchia Basilica distrutta.
La decorazione pittorica, completamente perduta nell'ultima distruzione, è in gran parte mancante.


Tra gli ambienti visitabili, la Sagrestia, il Coro, la Cripta e le Cappelle sono sicuramente da vedere, ma negli intervalli tra le sante messe.


Da non perdere, inoltre, la visita alle sale del Museo, preceduto da un porticato dove si trovano elementi architettonici rinvenuti nelle ville dell'antica Casinum romana.
Nelle sale espositive del Museo, oltre ai preziosi documenti storici, sono conservati bellissimi corali, manoscritti e legature.



Cassino - Rocca Janula

Notizie utili:
Abbazia di Montecassino - Cassino (FR) - Lazio.
Da Nord e da Sud: Autostrada
A1, uscita Cassino.

Inverno:
Orari visita (ora solare): 8,30 - 12,30 e 15,30 - 17.
Gli orari sono rigidi
. I visitatori non possono restare all'interno oltre gli orari di chiusura.


La Basilica è visitabile negli intervalli tra due messe successive.

Orari Messe domenica e festivi:
9.00 - 10,30 (in gregoriano) - 12.00

Altre notizie utili: QUI e QUI.


Itinerari nel Lazio:
Basso Lazio
1. Acropoli di Arpino - Veroli - Abbazia di Casamari - Chiostro di Casamari - Isola del Liri: la cascata grande - Monte San Giovanni Campano - weekend al castello - Colle San Magno - Aquino: chiesa di Santa Maria della Libera - Abbazia di Montecassino -


Anna Righeblu Ideeweekend


giovedì 22 ottobre 2009

Affreschi recuperati - Bormio, chiesa di Santo Spirito.

Un esterno così semplice trarrebbe in inganno chiunque e, se non ci fosse il cartello turistico, la chiesa di Santo Spirito passerebbe quasi inosservata.
E’ uno degli edifici più antichi e sorprendenti di Bormio, con un interno assai semplice ma pieno di affreschi particolarmente belli.

La chiesa, edificata nell’XI secolo e sconsacrata all’inizio del XIX, è stata utilizzata come magazzino e abitazione e si trova in Via Roma, poco distante dalla chiesetta di San Vitale.

Al suo interno, con una sola navata e la volta a botte, presenta numerosi affreschi, recuperati grazie ad un recente, provvidenziale restauro.

I dipinti, opera di artisti bormini come il Sermondi e milanesi come De Buris, risalirebbero al XV secolo.

La volta presenta la rappresentazione della Trinità con gli evangelisti, e la discesa dello Spirito Santo sui dodici apostoli nel giorno della Pentecoste.

Tra loro, stranamente, sono raffigurate anche la Madonna e la Maddalena, la cui presenza non è citata negli Atti degli apostoli.

Soprattutto la presenza di quest'ultima appare più insolita, anche se si giustifica con il culto che, per la Maddalena, era particolarmente sentito nel Bormino.

Se siete a Bormio, cercate la chiesa sconsacrata: è assolutamente da vedere!

Anna righeblu ideeweekend

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lunedì 28 settembre 2009

Il ponte di Combo


Con la sua unica e ampia arcata a schiena d’asino sovrasta le acque del Frodolfo, il torrente che attraversa Bormio scendendo dalla Valfurva.

Di origini antichissime, all’epoca della Repubblica veneta rappresentava l’unica via in ingresso e in uscita dalla città e, per i mercanti provenienti dal passo Gavia, era punto di sosta obbligata: la vecchia dogana si trovava proprio qui, in prossimità del ponte.

La sua origine sembra risalire al XIV secolo anche se, in seguito ad una rovinosa alluvione, fu ricostruito circa due secoli dopo.

Nella sua parte centrale si trovano due edicole votive nelle quali sono raffigurati San Giovanni Nepomuceno e la Santa Croce.


E’ tuttora aperto al traffico e conduce nella storica contrada di Combo, sui cui vicoli si affacciano le antiche case rurali con le finestre traboccanti di fiori.

Su una delle piazzette si trova la trecentesca chiesa di S. Antonio che, all’interno, custodisce il Santo Crocifisso e diversi affreschi.


Le varie leggende sul Santo Crocifisso di Combo evidenziano la natura miracolosa della sua origine affiancandola ad eventi eccezionali legati alle tradizioni locali.

La devozione popolare, nel tempo, l’ha reso protagonista dei cosiddetti “trasporti”: solenni processioni indette in occasione di calamità naturali, con passaggio sotto monumentali archi in legno, allestiti appositamente per l’evento, e adornati con rami di pino.


Anna Righeblu Ideeweekend


Itinerari: Bormio, centro storico - il ponte di Combo - ex chiesa di Santo Spirito, affreschi recuperati -


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