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giovedì 6 settembre 2012

Prato Piazza - Val di Braies



Prato Piazza è uno splendido altopiano del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies.

È frequentato dagli amanti della montagna per la straordinaria bellezza dei panorami e la magnifica vista su alcune delle più belle cime dell’Alto Adige. 

Situato a 2000 metri di altitudine, è un’enorme distesa di luminosi, verdi prati, con vista sulla Croda Rossa, sul Picco di Vallandro, le Tofane e il monte Cristallo.


Natura incontaminata e panorami mozzafiato lo rendono luogo ideale per relax, passeggiate ed escursioni di varia difficoltà.

Per arrivare, si può percorrere a piedi la strada e il sentiero battuto oppure, più comodamente, sempre partendo da Ponticello (base di partenza con ampio parcheggio), si può utilizzare l’autobus-navetta che arriva fino all’altopiano.

Il rifugio Prato Piazza è la prima, confortevole sosta per affrontare poi i diversi percorsi.


Quello più facile e pianeggiante porta fino al Rifugio Vallandro, a 2040 m, posto su una terrazza naturale di fronte al monte Cristallo e affiancato dai resti di una fortificazione austriaca risalente al 1890: il forte di PratoPiazza.


Da qui, lungo percorsi più impegnativi, si possono raggiungere punti di osservazione privilegiati, come la cima del Picco di Vallandro che offre una magnifica vista sulla Val Pusteria e le Tre Cime di Lavaredo.

Il mio punto d’arrivo è stato proprio il Rifugio Vallandro con una sosta nella accogliente stuben tirolese per gustare un tipico piatto con salumi misti e formaggi.


La mia escursione è datata 13 Agosto 2012 ma Prato Piazza, bellissimo in ogni stagione, è da considerarsi una meta ideale per idee weekend ed escursioni estive ed invernali.


venerdì 13 agosto 2010

Vacanze in Alto Adige - Escursione alla malga

Di nuovo vacanze in montagna, nella verdissima valle di Anterselva.
E’ tempo di relax e, previsioni meteo permettendo, è piacevole concedersi anche il tempo per qualche escursione, su sentieri di facile e media difficoltà.
Da Anterselva di mezzo, in val Pusteria, si può raggiungere la malga Kumpfl (Kumpflalm), a circa 1640 m di quota.
Il sentiero presenta una certa difficoltà per il dislivello, non soltanto in salita, ma anche in discesa.

Scarpe adatte e bastoncini da trekking contribuiscono a rendere più agevole il percorso.
Ma...arrivati alla meta, tutti gli affanni sono dimenticati dinanzi allo splendido panorama della valle, 


punteggiata di piccoli borghi, tra pascoli verdissimi e fitti boschi. 

Non da ultimo, nella piccola terrazza esterna o nella graziosa e accogliente stube interna, 


il gusto autentico dei prodotti della malga è la giusta ricompensa per la fatica della salita...

venerdì 9 luglio 2010

Limoni e prugne... ricetta cercasi

Anche quest'anno i miei limoni sono stramaturi e aspettano solo di essere colti e utilizzati. Ho già qualche ricetta per una marmellata, ma vorrei cambiare.
Se qualcuno volesse suggerirmi un'altra versione o un altro impiego, sarei felice di provare... non cose troppo laboriose eh...

Anche le prugne, sono quasi mature e ho idea che matureranno tutte in un baleno, perciò vorrei qualche consiglio, magari potreste segnalarmi una vostra ricetta,  anche per una marmellata di prugne... ;-)


Anna Righeblu ideeweekend

domenica 13 giugno 2010

Ottimismo e pessimismo in... rosa



L'ottimista vede la rosa e non le spine; il pessimista si fissa sulle spine, dimentico della rosa.


 (Kahlil Gibran)


E voi cosa vedete in una rosa?




Buon weekend!


Aggiornamento:


Inserisco il link di due video segnalati da due amici blogger:


Dadda-Tittieco mi segnala il video del brano "Unica rosa" di Ivano Fossati


Enrico-Lefrancbuveur mi segnala il brano di Michele Zarrillo "Una rosa blu"



lunedì 31 maggio 2010

Un parco da scoprire, l'Orto botanico di Roma

Pur trovandosi in una zona centrale come Trastevere, tra Via della Lungara e il colle del Gianicolo, l'Orto Botanico di Roma sembra poco frequentato e meno noto di altre aree verdi urbane aperte al pubblico.
L'ingresso è situato in Largo Cristina di Svezia, vicino a Palazzo Corsini sede dell'Accademia dei Lincei,  e l'accesso è a pagamento.
L'area, ampia circa 12 ettari, era originariamente destinata alla funzione di "hortus herbarum" per il Vaticano, una sorta di "Giardino dei semplici" in cui coltivare piante dalle virtù curative per preparati terapeutici.

In seguito, con l'istituzione della prima cattedra universitaria di Botanica, il "Giardino dei semplici" fu trasformato in "Orto Botanico".
 Successivamente,  con una serie di interventi strutturali e adattamenti,  si è trasformato in importante centro per lo studio e la tutela delle specie vegetali fino a  divenire parte integrante del Dipartimento Universitario di Biologia de la "Sapienza".
Per una visita al parco è possibile seguire i percorsi suggeriti nella pianta consegnata all'ingresso oppure si può procedere secondo i propri interessi o, semplicemente, percorrere i viali alla ricerca di un po' di tranquillità e relax.


Molto scenografico è il viale delle palme che attraversa il giardino con una vista prospettica sulla fontana dei tritoni e lo scalone monumentale.

A sinistra, procedendo, si arriva al roseto dove è possibile osservare esemplari di rose più semplici, a 5 petali, derivate dalle prime rose spontanee e varietà più moderne, con fiori più complessi.


Nella zona umida, percorsa da rivoli d'acqua, si attraversa la valletta delle felci e poi, in salita, la zona dei bambù.
Seguendo l'itinerario si può osservare il giardino giapponese, oppure proseguire verso il bosco mediterraneo sempreverde.

Scendendo lungo il viale costeggiato da conifere, si arriva allo scalone del Fuga, fiancheggiato da due platani monumentali.


Dietro il "Giardino dei semplici", con le piante officinali, si trova la serra tropicale che è possibile visitare seguendo gli appositi percorsi.

Il foglio guida, consegnato all'ingresso, consente di scegliere opportunamente i percorsi d'interesse e, considerata la vastità dell'area, valutare i tempi necessari al completameto degli itinerari.

Anna righeblu ideeweekend

Aggiornamento: Ringrazio Annarita Ruberto per aver segnalato (05/06/2010) questo post sul suo interessante blog di divulgazione scientifica "Scientificando"

domenica 28 febbraio 2010

Un giorno in Sabina - piccolo weekend nella natura

Una piacevole escursione di una giornata sulle rive del lago del Turano, per trascorrere qualche ora senza l'assillo del tran tran quotidiano...

Tra i monti della Sabina, in provincia di Rieti, questo piccolo lago artificiale è divenuto meta di chi, disponendo di un minimo di tempo libero solo per piccole fughe dalla città, ama immergersi nella natura, in un ambiente tranquillo ospitale e senza pretese...



Qui si trovano piccoli centri affacciati sul lago, come Colle di Tora raggiungibile attraverso il ponte sull'acqua direttamente da Castel di Tora, il borgo medievale posto sull'altura di fronte.


Le postazioni dei pescatori con le loro canadesi e le piccole imbarcazioni lungo le rive, danno l'idea della lentezza dei ritmi vacanzieri, a contatto con una natura ancora lontana dall'idea di mondanità.


Il paesino di Colle di Tora, silenzioso e tranquillo, mostra uno spaccato di vita tipico della più sana provincia italiana, con le signore intente a stendere il bucato alle finestre, i profumi dei dolci di casa, le famiglie con bambini sul lungolago per trascorrere un pomeriggio all'aria aperta...
I vicoli sono quasi deserti, come la piazzetta con la fontana al centro e la semplice chiesetta dalla porta sempre aperta...


E se la vista è rallegrata dai colori di una giornata tersa e soleggiata, non è meno piacevole fermarsi in uno dei ristoranti della zona, per gustare i piatti semplici, tipici della valle... come gli ottimi tagliolini di farina di castagne con salsa ai funghi porcini, provati in un ristorante sulla Via Turanense...


Anna Righeblu Ideeweekend

Post Correlati: Castel di Tora e il lago del Turano

lunedì 31 agosto 2009

Il lago di Anterselva e la leggenda


In fondo alla valle, incuneato tra morbidi pendii boscosi, il lago di Anterselva mostra tutto il suo naturale splendore.

Il paesaggio è incantevole e si specchia nell’acqua, con gradevoli effetti di simmetria.

In basso, vette e nubi sembrano rincorrersi, pigramente, nel lento movimento della superficie appena increspata dalla brezza.

Questa gemma della natura si trova incastonata a un’altitudine di 1640 metri, tra le cime del parco naturale delle Vedrette di Ries - Aurina, territorio di Rasun-Anterselva, Alto Adige, provincia di Bolzano.

Il percorso naturalistico che si snoda attorno al lago non presenta particolari livelli di difficoltà, è pressoché pianeggiante e può essere affrontato con scarpe da trekking leggero e bastoncini.

La lunghezza è di circa 3 chilometri … di quiete, boschi, morbidi pendii, orizzonti, colori, verdi, azzurri, fiori, scorci bellissimi, natura incontaminata…

Al termine del percorso (o all’inizio, dipende…) ci si può soffermare ad ammirare i cigni o ad intenerirsi allo sguardo dei cavallini nani.

Si può scoprire così (tavola segnaletica) che sull’origine del lago è stata tramandata una leggenda…

“ Tanto tempo fa nella zona dove oggi c’è il lago di Anterselva, si trovavano tre masi, i cui abitanti erano molto duri di cuore…” Dopo aver donato pane ammuffito a un vecchio mendicante giunto nel paese, questi, per la rabbia, avrebbe lanciato una maledizione, profetizzando la nascita di una sorgente dietro ogni maso. Le sorgenti si sarebbero ingrossate colmando d’acqua la valle, fino a sommergere le case. Il quarto giorno la profezia si sarebbe avverata, per la giusta punizione degli avari contadini, facendo nascere il bellissimo lago.

In realtà l’origine sarebbe avvenuta in seguito alla chiusura della valle causata da ripetute frane.


Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 10 giugno 2009

Il potere dei fiori...

Rose bianche con vista...

"I fiori hanno un' influenza misteriosa e sottile sui sentimenti,
analogamente a certe melodie musicali.
Rilassano la tensione della mente.

Dissolvono in un attimo la sua rigidità."
H.W. Beecher
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Questa citazione sembra esprimere, perfettamente, anche il mio pensiero.
Ultimamente ho fotografato diversi fiori: semplici e non...



Rosa Charles De Gaulle

Rododendro

Gerani e roselline

Fiori di Maggio...

Margherita color lilla

Boccioli e gerani dopo la pioggia

Fiore di cactus

Convolvolo bianco

Ortensia

Feijoa
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Anna righeblu ideeweekend

martedì 19 maggio 2009

La Verna, un weekend tra natura, arte e misticismo.

Sono tante le ragioni per visitare questo luogo, situato nell’Appennino Toscano, a circa 1100 metri di altezza sul monte Penna.
Il sito, noto per le straordinarie bellezze naturali, è frequentato da numerosi turisti e pellegrini, richiamati dalle opere d’arte e dal fascino della spiritualità del
Santuario Francescano.
La via da percorrere, una continua sequenza di curve, sembra essere una delle strade preferite dai numerosi centauri che qui è possibile incontrare.
Arrivati nei pressi di Chiusi della Verna (Arezzo), per salire alla Verna è possibile seguire due percorsi.
Uno, da compiere a piedi e più impegnativo, è quello della Beccia.
E’ un percorso naturalistico, abbastanza breve (circa 800 m), ma con un notevole dislivello nella parte intermedia e finale.
Inizia da un parcheggio posto a circa 8 chilometri dal successivo, più comodo e vicino al Santuario.

Il percorso ricalca il cammino compiuto dal Santo per salire sul monte… la foto della scogliera su cui sorge il Santuario (foto 1) è stata scattata lungo questo sentiero, abbandonato per riprendere l’automobile e arrivare al secondo parcheggio…
Superata Chiusi della Verna, dopo una serie di ulteriori curve, si arriva in un ampio parcheggio e, da qui, si raggiunge il Santuario, attraversando un bellissimo bosco di faggi, il cosiddetto Bosco delle fate.

La vegetazione del parco naturale delle foreste del Casentino è costituita da fitti boschi di abeti, faggi e aceri, con punte rocciose disposte a formare piccole grotte, o sporgenze dalle forme originali.


Tra le varie escursioni attraverso i boschi, è anche possibile salire fino alla sommità del monte Penna, da cui si gode un’ampia e spettacolare vista.

Numerose e singolari sono le formazioni rocciose in prossimità del santuario: tra tutte appaiono particolarmente interessanti la grotta con il letto in pietra e il “sasso spicco”.

Il percorso artistico, oltre agli edifici del santuario con le cappelle, comprende anche la visita alla chiesa di santa Maria degli Angeli e al Museo.
Tra le numerose opere, alla Verna è possibile ammirare molte terrecotte Robbiane, per lo più attribuite ad Andrea della Robbia e, tra queste, una delle più belle è l’Annunciazione.

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari e post correlati:

1. Arezzo: Un weekend d’arte Il Duomo - La Leggenda della Vera CroceCasa VasariIl castello di Poppi 1 -Il castello di Poppi 2 - La Verna - I Della Robbia in mostra - I Della Robbia alla Verna

2. Camaldoli

Ospitalità: Hotel Ristorante La Gravennaweekend del gusto nel basso Casentino -

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