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domenica 12 maggio 2013

CUCINA SARDA: LORIGHITTAS


Questa pasta l'ho vista nel blog di Giuseppe Capano, qui, io ci vado spesso, mi piacciono le sue ricette è una fonte di idee per una vegetariana. Una pasta, questa, dal nome non proprio facile, lorighittas, a lui l'hanno mandata dalla sardegna, io ho deciso di farla a mano, ho cercato la ricetta, ma non è stato difficile, ho due enciclopedie di cucina sarda, la semola rimacinata è sempre pronta per la pasta, l'acqua pure, e si comincia ad impastare.
Le lorighittas sono una pasta molto importante, preparata in occasione delle feste a Morgongiori, un piccolo paese della Marmilla, (Oristano). 
Da Wikipedia: la Marmilla è una subregione della Sardegna posta nella parte centro-meridionale della regione. È delimitata a est e a sud dal Campidano, a nord-ovest dal Monte Arci, a nord dalla Giara di Gesturi e dalla Giara di Serri, a est dal Flumini Mannu. Etimologia: Il nome Marmilla proviene dalle vaste colline tondeggianti assomiglianti verosimilmente a mammelle (vedi Castello di Marmilla a Las Plassas). Altra ipotesi è quella secondo la quale vista la presenza di molte paludi nella zona, il paesaggio poteva apparire punteggiato da "mille mari". 
Bellissimo il villaggio nuragico di su Nuraxi a Barumini, uno dei meglio conservati, per vederlo, anni fa, soffrimmo un grande caldo, in pieno agosto, ma uscimmo sbalorditi dalla bellezza  interna di quella costruzione, è anche molto grande.
Preparare le lorighittas richiede molto tempo, è una pasta che va fatta interamente a mano, in realtà è uno spaghetto arrotolato, ripiegato ad anello e fissato, i condimenti possono essere di vario tipo, io ho scelto un sugo fresco con pomodorini, olive e peperoncini, ma non piccanti, quelli a cornetto che danno un gustoso sapore di peperone. Passiamo all'impasto

Ingredienti per la pasta:

400 grammi di semola rimacinata di grano duro
8 pizzichi di sale
220 grammi di acqua
Impastare normalmente a mano o planetaria, io uso la macchina del pane, funzione solo impasto, ho messo tutto insieme dentro e viene un impasto molto liscio ed elastico, mettete a riposare qualche ora.


Per fare le lorighittas bisogna prima fare degli spaghetti un po' grossi, tipo i pici, assottigliarli sulla spianatoia, fargli fare due giri intorno al dito indice e medio uniti e poi intrecciarli tenendoli da un lato come da foto, però vi metto anche il link del sito di dove ho preso la ricetta per la preparazione delle lorighittas, qui, una chiara spiegazione con foto ben fatte.


per il condimento:

pomodorini datterini
olive nere
olio evo
aglio, fresco, adesso si trova
peperoncini rossi, cornetti, non piccanti
Ho messo olio, aglio e diversi peperoncini, non piccanti, in una padella capiente, poi le olive tagliate a rotelline e quando si è colorato ho buttato dentro i datterini tagliati in due, tenete il fuoco alto, altrimenti i pomodorini diventano salsa, pochi minuti e spegnete. Nel frattempo avrete messo sul fuoco una grande pentola con acqua, portate ad ebollizione, mettete una manciata di sale e poi le lorigattas, vogliono circa 10 minuti, comunque assaggiatele, quando sono pronte prendetele con una schiumarola e versatele nella padella con il sugo, ripassate pochi minuti e impiattate, io ho messo sopra del pecorino, ci sta benissimo.



domenica 3 marzo 2013

BACCALA' ALLA PORTOGHESE per l'Abbecedario culinario d'Europa



Questa volta con l'Abbecedario culinario d'Europa andiamo in Portogallo e siamo ospiti di Patrizia, che ringraziamo, del blog La Melagranata che ci illustra e ci racconta il Portogallo come se stessimo viaggiando in quello splendido Paese affacciato sull'oceano, e grazie ancora Aiuolik, che ci fai vivere questa bellissima esperienza dell'Abbecedario culinario Europeo, siamo tante e ci stiamo divertendo...Ecco la ricetta, un po' scontata, ma piace molto a mio marito e ogni tanto lo accontento...

Abbecedario Culinario Europeo

 Ingredienti:

1filetto di baccalà (io prendo sempre quello da 7/8 etti, ma ci sono anche più piccoli)
1 litro di latte
cipolle dorate, 4/5
patate, 4/5
timo, prezzemolo,
papavero op. olive

Lavate molto bene il baccalà, tagliatelo in due pezzi, mettetelo in una ciotola che lo contenga e copritelo di acqua, acqua che cambierete almeno 4/5 volte al giorno, (altrimenti puzza), per 48 ore. Lasciatelo sul lavandino, attenzione ai gatti,  sono ghiotti, ma il baccalà ha le spine.

Passate le 48 ore mettetelo in acqua bollente, (già bollente) per 10 minuti, nel frattempo portate ad ebollizione il latte, togliete il baccalà dall'acqua, mettetelo in un altro contenitore e copritelo di latte bollente. Qui deve rimane per un'ora.
Nel frattempo sbucciate le cipolle, fatele a pezzi e fatele dorare in una padella con poco olio, un cucchiaio, appena pronte mettetele da parte, fate la stessa cosa con le patate, ma queste tagliatele a listarelle. Salate sia le cipolle che le patate molto poco, perché se il baccalà è rimasto salato non riuscirete a mangiarlo.
Passato questo tempo, con le mani, togliete la pelle, le lische e sfilacciate tutto il baccalà, devono venire fuori piccoli pezzetti. Unite le cipolle, le patate, una buona macinata di pepe, disponetelo nella, o nelle pirofile da forno e guarnitelo con tanto prezzemolo e olive nere, oppure tanto papavero, io ho fatto tutte e due le versioni. Non mettete sale, non dovrebbe servire, però può capitare di trovare un baccalà meno salato,  in quel caso prima di andare in forno, siccome sono cose tutte cotte, potete assaggiare e se manca di sale aggiustatelo. 15/20 minuti a 180 e poi servitelo.

Vi aggiungo queste poche righe che dicono tutto. "Pesce magro per eccellenza, è l’ideale per le diete povere di grassi. Nel caso che il baccalà sia secco o sotto sale, le calorie si moltiplicano per tre e così anche le proteine, quindi se non ci sono problemi di sovrappeso o di ipertensione, è meglio mangiarlo in questo modo, per meglio ricevere i suoi nutrienti. Questo pesce è ricco di vitamine A, E, B1, B2, B3, B6 e C, e minerali soprattutto il potassio, il fosforo, il sodio, il calcio e il magnesio. Il suo fegato è una fonte inestimabile di vitamina D." Fonte: integratori-dietetici.net

dall'11 marzo saremo ospiti di Cristina del blog La cucina di Cristina con la Romania

martedì 4 settembre 2012

Baccalà alla portoghese

Oggi baccalà alla portoghese. O meglio da oggi posterò alcune ricette di baccalà. Il baccalà fa molto bene, anzi vi consiglio di cucinarlo spesso, ci sono tanti modi e sono tutte ottime ricette. E' un pesce conservato, appartiene alla famiglia del merluzzo, quando è fresco, baccalà quando è conservato, sotto sale e poi essiccato. 

Da wikipedia:  Il baccalà è il merluzzo bianco (Gadus morhua, pesce appartenente ai Gadidae presente nell'Oceano atlantico settentrionale) conservato sotto sale.

Poi c'è lo stoccafisso, altra cosa, altro prezzo, altro modo di conservazione, essiccato al vento delle isole Lofoten. Farò anche lo stoccafisso, ma è più lungo da fare. Lo stoccafisso (o stocco in alcune zone dell'Italia meridionale),mentre nel triveneto lo stoccafisso viene chiamato baccalà, per esempio, baccalà alla vicentina, è stoccafisso. Insomma, il pesce, da vivo, è sempre il merluzzo, è il metodo di conservazione che cambia: baccalà salato e poi essiccato, oppure baccalà a filetti solamente salato, io uso quello è più facile da gestire perché è privo di testa, pinne, coda) poi lo stoccafisso, lo ripeto, essiccato intero in Norvegia, al vento e all'aria secca delle isole Lofoten.

Per rendere mangiabili i due pesci conservati ci vogliono 48 ore in acqua corrente o cambiata 4/5 volte al giorno, per il baccalà, una settimana per lo stoccafisso, dopo mangerete una delle cose più buone al mondo.Il Portogallo è il primo consumatore mondiale, noi secondi.

 Ingredienti:

1filetto di baccalà (io prendo sempre quello da 7/8 etti, ma ci sono anche più piccoli)
1 litro di latte
cipolle dorate, 4/5
patate, 4/5
timo, prezzemolo,
papavero op. olive

Lavate molto bene il baccalà, tagliatelo in due pezzi, mettetelo in una ciotola che lo contenga e copritelo di acqua, acqua che cambierete almeno 4/5 volte al giorno, (altrimenti puzza), per 48 ore. Lasciatelo sul lavandino, attenzione ai gatti,  sono ghiotti, ma il baccalà ha le spine.

Passate le 48 ore mettetelo in acqua bollente, (già bollente) per 10 minuti, nel frattempo portate ad ebollizione il latte, togliete il baccalà dall'acqua, mettetelo in un altro contenitore e copritelo di latte bollente. Qui deve rimane per un'ora.
Nel frattempo sbucciate le cipolle, fatele a pezzi e fatele dorare in una padella con poco olio, un cucchiaio, appena pronte mettetele da parte, fate la stessa cosa con le patate, ma queste tagliatele a listarelle. Salate sia le cipolle che le patate molto poco, perché se il baccalà è rimasto salato non riuscirete a mangiarlo.
Passato questo tempo, con le mani, togliete la pelle, le lische e sfilacciate tutto il baccalà, devono venire fuori piccoli pezzetti. Unite le cipolle, le patate, una buona macinata di pepe, disponetelo nella, o nelle pirofile da forno e guarnitelo con tanto prezzemolo e olive nere, oppure tanto papavero, io ho fatto tutte e due le versioni. Non mettete sale, non dovrebbe servire, però può capitare di trovare un baccalà meno salato,  in quel caso prima di andare in forno, siccome sono cose tutte cotte, potete assaggiare e se manca di sale aggiustatelo. 15/20 minuti a 180 e poi servitelo.

Vi aggiungo queste poche righe che dicono tutto. "Pesce magro per eccellenza, è l’ideale per le diete povere di grassi. Nel caso che il baccalà sia secco o sotto sale, le calorie si moltiplicano per tre e così anche le proteine, quindi se non ci sono problemi di sovrappeso o di ipertensione, è meglio mangiarlo in questo modo, per meglio ricevere i suoi nutrienti. Questo pesce è ricco di vitamine A, E, B1, B2, B3, B6 e C, e minerali soprattutto il potassio, il fosforo, il sodio, il calcio e il magnesio. Il suo fegato è una fonte inestimabile di vitamina D." Fonte: integratori-dietetici.net


venerdì 3 agosto 2012

Torta di alici con cipolle di Tropea, pomodorini e olive

La torta di alici, è una ricetta che faccio da tanti anni, l'idea mi venne sfogliando un giornale, feci alcuni cambiamenti e da allora la faccio periodicamente, è un successo, ovviamente bisogna amare le alici,  avere la pescheria di fiducia. Devono essere sode al tatto quando si comprano, vanno pulite, lavate bene e poi utilizzate secondo le ricette che si vogliono fare, per esempio la torta di alici con le cipolle, ricordatevi solo che se le volete utilizzare quasi crude, dovete metterle nel congelatore, perché c'è sempre il problema dell'anisakis, insomma se volete fare le acciughine con il limone o l'aceto passatele per 96 ore nel congelatore e il problema è risolto. Da wikipedia "Molti prodotti ittici possono essere interessati dall'infestazione da anisakis e, tra questi, quelli più a rischio sono: pesce sciabola,lampuga, pesce spada, tonno, sardine, aringhe, acciughe, nasello, merluzzo, rana pescatrice e sgombro.
In alcuni Paesi come l'Olanda tutto il pesce destinato ad essere mangiato crudo viene congelato preventivamente, infatti l'Olanda ha diminuito fortemente la possibilità di sviluppo dell'anisakiasi umana. Mi raccomando non mangiate pesce crudo. Io scoprii questa cosa tanti anni fa, comprai al mercato le alici, le pulii, lavai e le disposi su un vassoio per irrorarle di limone, nel frattempo le cosparsi di sale, ma siccome sono diffidente per natura, cominciai a guardare queste alici per vedere se avevano problemi (io ho sempre paura di trovare sia pesce che carne con la cagata di moscone)  mentre le guardavo cominciai a notare dei filini che si muovevano, capii subito e buttai anche il piatto. Scazzo terribile con la mia pescheria che a quel punto mi spiegò cosa avevo visto e da allora ho cambiato le mie abitudini n fatto di pesce. Con la torta di alici queste  sorprese non le avremo.
questa meravigliosa cipolla di Tropea parla, non la sentite?
Ingredienti: 
un rotolo di pasta sfoglia,se siete volenterose fatela, io ora non la faccio
1 chilo di alici
1 chilo di cipolle di Tropea
pomodorini e olive nere per guarnire
sale, peperoncino, 
pangrattato, timo
una grattata di zenzero
olio evo
Sbucciare e tagliare finemente le cipolle, mettetele in una padella e fatele appassire e leggermente imbiondire e poi lasciatele freddare.
Prendete la pasta sfoglia, accomodatela nella tortiera con la sua carta forno e accomodateci le cipolle, livellatele bene, senza arrivare al bordo esterno, sale, pangrattato (io frullo il pangrattato con un piccolo peperoncino) una grattata di zenzero e timo fresco, adesso stendete le alici a raggiera, non sovrapponete due giri, ne basta uno, ancora pangrattato, sale e poi pomodorini tagliati in due e ancora olive nere. Finite con un bel giro d'olio evo, ripiegate il bordo della pasta sfoglia e infornatela a 200°, statico e poi ventilato per circa 30 minuti, comunque fino alla doratura della sfoglia. Si mangia sia calda che fredda.



















scade a gennaio 2013, una ricetta al giorno sul blog Poveri ma belli e buoni

lunedì 2 luglio 2012

gnocchetti sardi con alici, olive, capperi pachino e sopra...tanta feta

Io amo cucinare, ho una grande passione, ma il caldo è troppo, e poi mi è venuta pure la febbre, e non riesco a pensare, di conseguenza oltre queste cosette semplici non vado, accontentiamoci, tanto è così ogni estate...però sono buoni, semplici, veloci e stuzzicanti.

Ingredienti per 3 persone:

500 grammo di gnocchetti o comprati o fatti (qui la ricetta) e (qui l'attrezzo per farli)
500 grammi di pomodorini 
10 alici sott'olio
2 spicchi di aglio schiacciati
olio evo q.b.
basilico abbondante
per olive nere, denocciolate e capperi siate generosi, abbondate
anche per la feta, da aggiungere quando si è già impiattato, decidete la quantità a seconda dei gusti


Abbiamo detto comprati o fatti, fatti sono più buoni e non ci vuole nulla anche con il caldo si possono fare. Una volta presa questa decisione mettete l'olio in una padella saltapasta, aggiungete l'aglio, appena sfrigola le alici, poi le olive quindi i pomodorini tagliati in 4, fate rosolare velocemente, aggiungete i capperi e spegnete, adesso abbondante basilico. 
Cuocete gli gnocchetti in abbondante acqua salata, qualche minuto prima passateli nella padella e saltateli nel loro sugo, spegnete aggiungete ancora basilico e tanti pezzetti di feta.

martedì 25 gennaio 2011

Focaccia pugliese? non lo so....ma è buonissima




Non so se si chiama focaccia pugliese, pizza alta con sopra condimenti vari, io me la sono inventata. Avevo deciso di fare la pizza e 30 ore prima ho iniziato ad impastare la farina con il mio licoli, (qui trovate la ricetta) che era uno spettacolo, bello, gonfio, tanto arzillo da far lievitare chili di farina, (avevo iniziato gli pseudo-rinfreschi, che trovate qui, 3 giorni prima) ed io mi sono fatta prendere la mano, ho messo 1kg e1/2 di farina, licoli, sale, olio e acqua quanta ne richiedeva la farina per un impasto molto, molto idratato e morbidissimo. Ho riempito i mobili di ciotolone con dentro impasti che lievitavano, la notte ho riempito anche il frigo....tutto è andato benissimo, soltanto che la pasta era tanta allora oltreché la pizza margherita e la pizza marinara ho deciso di fare questa bella focaccia con sopra qualche avanzo di frigorifero. Avanzi perché avevo pochissime olive nere, 4 olivone, sempre pugliesi, quelle giganti verdi, pomodorini, quelli sì e origano home made. Ho tagliato tutti i pomodorini a pezzetti, ho tagliato le olivone verdi, le olive nere, condito con sale affumicato, origano in abbondanza e olio, ovviamente del contadino (Monte Libretti, è speciale), ho messo la pasta a lievitare la seconda volta nella teglia, era morbidissima, idratata al massimo, ho aspettato ancora alcune ore che lievitasse. Verso le 19,30  ho ricoperto la focaccia con il condimento che intanto si era ben insaporito e, messa in forno a 250°C. Ho fatto cuocere non molto perché il forno era già caldissimo, in 20 minuti era pronta. Portata in tavola insieme alle altre pizze, margherita, marinara e un pane casatiello o tortano (anche quello l'ho fatto per l'eccesso di pasta)  è stata la prima a sparire. Buone, belle, cotte e leggere, dopo un'ora che le hai mangiate sono già digerite...