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giovedì 28 febbraio 2013

FALAFEL DI FAVE



da Wikipedia:
falafel sono una pietanza araba mediorientale – presente anche nella cucina israeliana, ma probabilmente d'origine egiziana – costituita da polpette fritte e speziate a base di legumi, tra cui i più utilizzati sono le fave, i cecie i fagioli tritati con sommaccocipollaagliocumino e coriandolo. I falafel sostituivano la carne nei giorni del digiuno dei copti egiziani. Il termine è formato da tre parole che in copto significavano letteralmente 'con tanti fagioli'.
I falafel sono particolarmente diffusi in SiriaGiordaniaEgitto (in quest'ultimo paese sono noti principalmente nella versione a base di fave e Israele, dove la pietanza è apprezzata da tutte le comunità, quale che sia la loro religione. I palestinesi di Gerusalemme est e quelli del quartiere di Jaffa, a sud di Tel Aviv, servono e mangiano falafel come gli israeliani di origine ebraica, che li ammettono in quanto interamente vegetali e conformi ai precetti kosher che regolano l’assunzione e la preparazione degli alimenti nella religione ebraica.
Faccio i falafel da anni, ma sempre di ceci, questa volta avevo un sacchetto di fave decorticate in casa, e ho deciso di provare, buonissimi, come dicevo li faccio da anni, e non si sono mai sbriciolati, c'è chi mette l'uovo, ma se seguite la mia ricetta non si sbricioleranno e mangerete un falafel vegano.

Sono buoni, speziati al punto giusto e con insalatina e pomodori, quando è il periodo, mangerete una cosa ottima e fanno tanto bene.

Ingredienti per 20 falafel:

500 grammi di fave decorticate, o ceci secchi, se le fate con i ceci
1 grossa cipolla o 2 scalogni (io scalogni)
un mazzetto di prezzemolo
cumino, coriandolo, aglio,
io aggiungo di mia iniziativa perché mi piacciono, curry e curcuma
sale e pepe 
1 pizzico di bicarbonato
mezzo cucchiaino di lievito istantaneo per pizze salate (non quello di birra)
1 litro di olio di arachide

Mettere a bagno le fave per circa 12 ore, cambiare l'acqua diverse volte durante la giornata, passato questo tempo, metterle a scolare, devono essere prive di acqua, magari asciugatele un po' con dello scottex, o nella centrifuga per l'insalata, adesso metterle in un cutter insieme al prezzemolo e frullare, devono diventare come una farina sabbiosa. Versare le fave frullate in un contenitore e aggiungere tutte le spezie, un cucchiaino di tutto, comunque le spezie ognuno può aggiungere quelle che preferisce, se non si ama il cumino si toglie e si mette un'altra cosa, certo il sapore cambia.
Amalgamare bene tutto, io ho impastato con le mani, aggiungere sale, pepe, il bicarbonato e il lievito, compattare con un cucchiaio l'impasto, coprire con pellicola e mettere in frigo per 2 ore.
Se l'impasto dovesse risultare eccessivamente morbido, per qualche motivo, potete aggiungere della farina, un paio di cucchiai, ma non sarà necessario.
Riprendere il nostro impasto e formare delle palline un po' schiacciate, friggerle in olio di arachide caldo al punto giusto, devono essere ben colorate come nella foto. Servite i falafel con insalatina, pomodori se è il periodo, cetrioli, sentirete la bontà.
I falafel vanno fritti senza alcuna panatura.
Questa è la versione con le fave, potete farle con i ceci, stesso procedimento, l'unica differenza è che i ceci devono rimanere a bagno per 48 ore.
Non pensate di fare i falafel con legumi già cotti, non saranno falafel.



venerdì 21 dicembre 2012

CAVALLUCCI


Notizie da Wikipedia: I cavallucci sono biscotti tipici di origine Toscana tipici del senese e della zona di Massa Marittima. 
Sono dolci di antiche origini, preparati per conservarsi a lungo, e già diffusi ai tempi di Lorenzo il Magnifico con il nome di Biriquocoli. Appare infatti da numerose carte dell'epoca che il Concistoro, nei primi anni del XVII secolo, avesse usanza di distribuire tra i suoi membri panpepato e "berriguocoli", che altro non erano se non i moderni Cavallucci, 
Gli ingredienti tipici sono miele e più recentemente zuccherofarinanoci, spezie e canditi raffinati. Col passare del tempo presero il nome di cavallucci, perché venivano offerti soprattutto nelle osterie di campagna, dove si fermavano diligenze e barrocci e venivano consumati dai conducenti di cavalli e dai passanti.
I cavallucci vengono serviti vini liquorosi nei quali vengono solitamente inzuppati: Vin santoMarsalaPassito di PantelleriaAsti Spumante o Moscato
Ed io aggiungo che ne avevo mangiati di buoni, appena sfornati dalle mani sapienti di maestri fornai, a Grosseto in questi giorni, specialmente nel piccolo centro storico, dove esistono ancora le vecchie botteghe, si confondo gli odori dei tipici dolci natalizi della tradizione toscana, cavallucci, ricciarelli, panforte con le loro spezie, cannella, coriandolo, noce moscata, anice, entrare in uno di questi forni ed ubriacarsi di questi odori è normale, ma io ho voluto provare a farli da sola, avevo fatto il panforte e i ricciarelli, quest'anno è toccato ai cavallucci, e non hanno nulla a che vedere con quelli comprati, si sciolgono in bocca, oppongono resistenza, ma sono, allo stesso tempo, morbidi, e questi aromi ti inebriano. Sono soddisfatta, la ricetta è semplice, ho vagato un po' in giro, Artusi, Anice e cannella, Prodotti tipici toscani, Paperblog, insomma ho preso pochino da tutti e sarà per questo che il risultato è stato eccellente.

Ingredienti:

300 grammi di farina 00, io 0 Molino Chiavazza
1 cucchiaio colmo di cannella in polvere
5 grammi di coriandolo
1 cucchiaino di anice pestato
220 grammi di zucchero
200 ml di acqua, sono troppi mettetene la metà
un pizzico di ammoniaca per dolci
20 grammi di miele Luna di Miele
buccia grattata di arancia bio
50 grammi di arancia candita
zucchero a velo per lo spolvero

Mettete la farina in una pirofila e aggiungete tutti gli ingredienti secchi, intanto ponete sul fuoco un tegame con  acqua e zucchero, e portatelo fino alla cottura dello zucchero, a filo, deve rimane bianco, quando, prendendone un po' tra il pollice e l'indice fa il filo è pronto, io mi sono bruciata fate voi. 
A questo punto versate nel composto di farina e spezie e amalgamate con le mani cercando creare un impasto, spostatelo sulla spianatoia, sopra a uno spolvero di farina, aggiungeteci l'ammoniaca, il miele e lavoratelo velocemente perché lo zucchero tende ad indurirsi, copritelo e fatelo raffreddare. Riprendetelo, stendetelo ad un'altezza di 2 cm, tagliate  dei pezzi di 4x4, insomma decidete voi, devono avere una forma rotondeggiante ma non perfetta e un po' schiacciata, poggiateli su carta forno spolverata di farina, infornateli a 180°C per 15 minuti, altrimenti induriscono, il cavalluccio deve rimanere bianco. Sentirete l'odore delle spezie in giro per casa, sono buonissimi.