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venerdì 2 agosto 2013

Kedgeree per l'Abbecedario Culinario d'Europa

Nella foto riso con le spezie da una ricetta di J.Olivier


Per l'Abbecedario culinario d'Europa qui, nel blog di Alessandra, ancora una ricetta della vecchia Inghilterra, un superbo e speziatissimo riso, che ci ricorda quanto questo paese amasse le colonie, riso tipicamente indiano, buono con tanto curry, come piace a me, con senape, erbe odorose e un meraviglioso basmati , il tutto condito con un ottimo yogurt naturale, io l'ho apprezzato molto, amo questi cibi.
La ricetta è di Jamie Olivier e la potete trovare qui

mercoledì 31 luglio 2013

Cucina Toscana: Pici con farina di farro


Cenni storici sui pici li trovate qui e qui, è comunque una pasta fatta a mano, dei grossi spaghettoni, si possono fare con varie farine, questa volte i pici li ho fatti con farina di farro e una piccola quantità di farina 0 e devo dire che sono venuti ottimi, il farro è uno dei miei preferiti. Sono tipici delle provincie di Grosseto e Siena, ma si "appicia" in tutta la Toscana.
Una volta i pici venivano fatti solo con farina 0 e acqua, infatti mi è stato detto, "ma i tuoi non sono uguali?" sì i miei sono pici fatti adesso, se mia nonna avesse avuto la farina di farro li avrebbe fatti con il farro e anche con la semola, ma non c'erano, nessuno le conosceva, non sono diversi i miei pici sono passati gli anni e anche la cucina tradizionale, cambia, migliora, gli ingredienti non sono più gli stessi, ma i pici sono sempre loro, provateli e poi ditemi, io i pici li faccio anche con la farina di grano saraceno, sono ottimi, l'importante è un condimento adatto



martedì 23 luglio 2013

Cucina Toscana: La Pappa col Pomodoro

Nella  foto la Pappa col pomodoro: pane toscano raffermo, pomodori, basilico,
olio extravergine



Ancora una volta siamo a Siena con la nostra Pappa col pomodoro, anche se il piatto è diventato tipico in tutta la Toscana. I più hanno conosciuto la Pappa col pomodoro con il Giornalino di Gian Burrasca, piatto preferito dal terribile bambino, infatti la pietanza veniva data molto spesso ai bambini perché sana e nutriente e potente vermifugo data l'alta presenza di aglio come da credenza popolare. Non ci sono altre note storiche sulla Pappa col pomodoro, se non che era un piatto molto facile da preparare, con pochi ingredienti, economico e buono, per i bambini come per gli anziani e se eri anche ricco ci mettevi sopra pure un po' di parmigiano, andiamo  alla ricetta della Pappa col pomodoro.

sabato 20 luglio 2013

Cucina Toscana: La Panzanella

nella foto piatto con panzanella: si vedono pomodori, cipolla, cetrioli e basilico

Cosa più facile e più buona credo non esista, lei, la panzanella toscana, non confondiamola con altre panzanelle, sono tutte diverse, ognuna ha la propria storia, quella toscana è un mangiare dei tempi che furono, quando non c'era proprio nulla, infatti la panzanella nasce solo con la

cipolla, cipolla e pane, sale, e poco olio, l'olio era per i ricchi, per  i padroni, ai contadini ne toccava proprio poco, poi con il passare del tempo si sono aggiunti i cetrioli e i pomodori, e il basilico, questa è la panzanella povera, poi ci sono le varianti, con le olive, con l'insalata, con il tonno, i sottaceti, tutto quello che piace viene messo, a casa mia si è sempre fatta in modo semplice, la facevano i miei nonni, andavano nell'orto, prendevano una cipolla, qualche pomodoro, il pane raffermo c'era sempre, cotto a legna, l'olio buono pure, e la panzanella era fatta.
Si comincia a sentir parlare di panzanella nelle cronache della prima metà del XVI secolo, il Bronzino (Agnolo Torri, pittore e scrittore) nel suo poemetto Della Cipolla parla della panzanella e  delle verdure che l’accompagnano, la cipolla, appunto e la porcellanetta, un’erba rustica caduta in disuso e i cetrioli, il Bronzino non  parla di pomodori, evidentemente la ricetta nasce senza. Questa è la base di tutte le panzanelle di ogni famiglia toscana.

venerdì 28 giugno 2013

VELLUTATA DI POMODORI



Semplice, veloce, delicata, da gustare fredda, una vellutata di pomodoro adatta alla stagione calda, con dentro tante verdurine e tanti pomodori belli, rossi maturati al sole. 

sabato 6 ottobre 2012

Quanti modi di fare e rifare...Palline di semolino



Rientro, questo mese rientro nel gruppo di "Quanti modi di fare e rifare" con una morbida e a me cara ricetta: le palline di semolino del blog http://comeunfiorellinodirosmarino.blogspot.it e qui trovate tutta la spiegazione della ricetta. Dicevo a me cara, perché le faceva anche mia nonna, ero piccola ma ricordo queste palline in versione dolce con sopra del cacao e zucchero a velo e per merenda le ho mangiate tante volte, le avevo rimosse del tutto, ma quando le ho viste mi sono ricordata e ho pensato che era un segnale per rientrare nel gruppo.
Quando ero piccola, spesso il semolino diventava una merenda, diventa versione dolce facilmente e per i ragazzi con poco zucchero viene apprezzato.
Andiamo alla ricetta.

Ingredienti:

1 litro di latte
250 grammi di semolino
50 grammi di burro
3 tuorli d'uovo
50 grammi di grana o parmigiano grattugiati
sale

per condire:

30 grammi di burro
un bel ciuffone di salvia
e sopra parmigiano a pioggia

Ho messo il latte in una pentola e quando stava per bollire ho aggiunto a pioggia, sbattendo con una frusta, il semolino, come per la polenta, così da evitare i grumi, l'ho fatto cuocere 4/5 minuti e poi spento. Ho aggiunto il burro, e mescolato per farlo sciogliere, i tuorli uno a volta, il formaggio e il sale, ho girato molto bene per far incorporare tutte i tuorli e l'ho lasciato freddare.
Una volta freddo ho cominciato a fare le palline, non più grandi di una noce, ho messo a bollire una pentola con acqua, ho aggiunto il sale quando bolliva e ho calato le palline, sono pronte appena salgono a galla come gli gnocchi, le ho versate i una capiente padella dove avevo già messo del burro che avevo fatto fondere con la salvia, il burro appena nocciola, Ho fatto insaporire le palline e poi le ho spolverate di parmigiano. Sono una vera delizia.

Quanti modi di fare e rifare torna il prossimo 6 Novembre e prepareremo tutte assieme le lasagne di panissa di nanocucina



domenica 23 settembre 2012

Pici all'aglione e due nuove collaborazioni


Oggi vi voglio presentare due collaborazioni a cui tengo molto, Molino Chiavazza e la meeting-snc un'azienda che non ho mai trovato in nessun blog, anzi credo proprio di essere l'unica ad averla. Le presento insieme perché stanno bene insieme, una produce farina, l'altra produce oggetti per lavorare la farina. 

La Meeting, azienda specializzata nella lavorazione del legno. 
E successo quasi per caso. Avevo bisogno di una spianatoia piccola per fare cose piccole, più maneggevole della solita spianatoia grande per la sfoglia, sono andata in un supermercato che vende anche queste cose e ne ho trovata una che mi piaceva, andava bene, arrivata a casa ho guardato sul sito di questa azienda e l'ho trovata interessante, mi sono piaciute  le cose che produce, il tipo di legno che utilizza,  prodotti belli, ben fatti e molto utili, allora ho deciso di scrivere per proporre una collaborazione. Hanno, accettato e mi hanno mandato a casa tantissime cose che a me piacciono molto, sono stati generosi dico la verità e si meritano tutta la pubblicità che gli farò perché hanno dei buoni prodotti.


Meeting lavora nel pieno rispetto dell'ambiente e delle persone, producendo in Italia senza sfruttamento minorile e nel pieno rispetto delle regole per l’ambiente.


Quello che vedete sopra è uno stendipasta, un attrezzo utilissimo per far asciugare la pasta lunga, appena fatta, per evitare che si appiccichi, faccio un piccolo inciso. La mia nonna materna che veniva da Cortona ed era una cuoca eccezionale, faceva praticamente tutti i giorni fettuccine e pici , e ne faceva tanti, cosicché aveva il problema di farli asciugare e, io ricordo, sebbene piccola delle canne di bambù appoggiate alla parte alta delle sedie e sopra le fettuccine ad asciugare, di conseguenza io trovo lo stendipasta utilissimo. 
Poi ci sono i forchettoni di legno, sempre per la pasta lunga, una spianatoia di quelle grandi, una mattarello molto bello, di un legno molto stagionato, il mattarello è molto importante per stendere la sfoglia, tanti piccoli accessori, come mestoli, sottopentola, e taglieri, un bellissimo tagliere in un unico pezzo di legno, non sono facili da trovare, di solito sono incollati e un portapane, anche questo in legno naturale, dove conservare il mio pane appena fatto, si mantiene senza incartarlo, io lo metto lì dentro senza nulla e rimane così per diversi giorni. Insomma sono rimasta proprio contenta della meeting è una buona azienda


L'altra azienda che vedete in fotografia non ha bisogno di presentazioni è conosciuta ai più, a chi ama impastare, a chi piace fare i dolci a chi fa la pasta: parlo delle farine del Molino Chiavazza.
Le farine classiche, io quelle uso, faccio il pane e uso le farine di grano tenero sempre la 0, il pane migliore viene con questa farina, io la uso anche per fare i dolci, mischiata a quella integrale le mie crostate sono molto più interessanti. Comunque le farine del Molino Chiavazza sono ottime farine che danno buoni risultati, si vede da quesi Pici all'aglione. Qui ho mischiato una semola rimacinata con una zero, sono venuti dei pici stupendi, duri e saporiti.
Quando faccio il pane e ho bisogno di lunghe lievitazioni mi affido alla Manitoba, una farina di forza, come vengono definite e farine con una percentuale più alta di proteine, adatte a reggere lievitazioni più lunghe senza far collassare gli impasti.


Due parole anche per i pici: qui, sempre nel mio blog, trovate i cenni storici e la ricetta di come farli, comunque ho utilizzato:


Ingredienti:
500 grammi  di farina 0 (io Molino Chiavazza 0)
200 grammi di semola rimacinata(io Molino Chiavazza - Semola rimacinata di grano duro)
2 uova biologiche
olio evo
sale
acqua q.b. per un impasto abbastanza duro
Ho impastato tutto a mano, l'impasto deve essere duro e va lavorato abbastanza fino a che non risulta liscio. Messo a riposare l'impasto alcune ore, ripreso tirate delle sfoglie piccole e abbastanza alte, tagliato delle striscioline e da queste ho iniziato ad "appiciare" cioè arrotolare, stendere come per fare degli spaghetti, infatti sono spaghetti molto grossi e molto irregolari. fateli asciugare nello stendipasta della meeting che trovate qui e poi conditeli con il sugo all'aglione, fatto con pomodori freschi o pelati a pezzetti,  4/5 spicchi di aglio schiacciati e messi nell'olio,senza farli diventare biondi metteteci subito il pomodoro, fatelo cuocere  minuti ed è pronto, io dopo spento ho messo tanto basilico.