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giovedì 25 luglio 2013

Cucina Toscana: Budini di Riso

Nella foto: Budini di riso con riso cotto nel latte, zucchero, mandorle, rum e amarene sciroppate dentro ad una morbidissima pasta frolla

Ecco i miei Budini di riso. Qualche ricordo. Eravamo abituate a fare colazione al bar, mia sorella ed io, mamma ha sempre lavorato e noi prima di andare a scuola passavamo dal nostro bar abituale, il bar Libia, (i proprietari erano scappati dalla Libia in 24 ore, cacciati da Gheddafi  quando ancora ci stava con la testa ed avevano aperto questo bar) e facevamo colazione. Ricordo ancora il sapore dei budini di riso, l'aroma di mandorla, un leggero sentore di cannella, il riso cotto nel latte e le amarene che si intravedevano dai buchini, dolci piene di succo rosso e caramellato, erano sicuramente della Fabbri, ma erano buone, addentavo quel budino di riso con una gioia indescrivibile, quei sapori me li ricorderò tutta la vita e quando vado nella mia città mangio sempre il budino di riso, non sono più quelli, sono simili, ma riescono a riportarmi indietro mi fanno provare le stesse sensazioni, poi bevevamo un meraviglioso cappuccino che sapevano fare solo loro e andavamo a  scuola. 
Ho provato a ricreare quei piccoli scrigni, ma anche i miei budini di riso sono simili, non uguali a quelli che mangiavo tanti anni fa, ma buoni, poi li ho fatti rotondi perché non ho trovato gli stampi ovali, ma li sto cercando, adesso fa troppo caldo, li prendete rotondi, sono ottimi

venerdì 8 marzo 2013

CAPRESE AL CIOCCOLATO BIANCO

E' un periodo che amo fare i dolci, torte di ogni tipo, impasti morbidi,  torte con il cioccolato, poi le assaggio e basta, però mi piace farle, gli dedico un po' di tempo. E anche stasera vi offro una delizia della pasticceria italiana famosa nel mondo: la caprese al cioccolato bianco. Raffinata, superlativa, morbida, dolce, sublime, tutto si può dire di questa splendida creazione. Tutta la Costiera c'è dentro a questo dolce, i colori, i profumi che escono dal forno mentre la torta cuoce riempiono la casa, i profumi degli splendidi limoni di Sorrento, di Amalfi e di tanti altri luoghi meno conosciuti, il limoncello, altra delizia nata in questi bellissimi paesini arroccati sulla Costiera, così tanto degradati e deturpati, da scellerate costruzioni selvagge, senza nessuna regola, luoghi incantati distrutti dalla mano della camorra che purtroppo fa da padrona in questa regione che potrebbe vivere molto bene con le sue risorse se non ci fosse questo cancro che le impedisce qualunque tipo di crescita, anzi la costringe sempre a fare passi indietro, in ordine cronologico l'incendio alla Città della Scienza, un posto bellissimo pieno di arte e cultura andato in fumo nel giro di poche ore, è sì perché la cultura è quella cosa che le organizzazioni criminali non amano, sì sa che più la gente ha cultura più è difficile da manovrare, pensa con la propria testa e magari si ribella anche...bene andiamo alla nostra ricetta, presa pari pari da Sale&pepe di ottobre.

Ingredienti:

loro dicono che questa dose è per 12 persone, a me, da ieri sera, ne è rimasto 1 quarto...comunque è per una teglia da 26 cm, io ne ho usata una leggermente svasata, mi piace di più questa forma, rivestita di carta forno bagnata e strizzata, altrimenti l'impasto, abbastanza liquido, si attaccherebbe alla teglia anche se imburrata e infarinata.

200 grammi di mandorle spellate
200 grammi di cioccolato bianco
5 uova biologiche 
150 grammi di zucchero semolato
150 grammi di burro
4 limoni non trattati, i miei vengono da un giardino di Ostia, belli, grossi e profumati
1 bicchierino di limoncello, io 2 home made che trovate qui, anzi è rosolio al limone un po' diverso
zucchero a velo per spolverare
mandorle a lamelle - omesse -
foglioline di menta - omesse




Frullare le mandorle, devono diventare finissime, con il cioccolato e lo zucchero semolato, poi aggiungere il burro e frullare ancora. Versare l'impasto in una ciotola e aggiungere le uova, uno alla volta, il limoncello, la scorza dei 3 limoni e 3 cucchiai di succo di limone, mescolare fino ad amalgamare il tutto.  Foderare la tortiera (come sopra) e cuocere a 180°C  per un'ora. La torta andrebbe fatta riposare 12 ore e mangiata il giorno successivo, noi l'abbiamo mangiata dopo 6/7, era buona.
Quando è fredda sformatela, spolverizzatela con lo zucchero a velo e decoratela come preferite con fettine di limone o altro. Conservatela in frigorifero, se avanza.

Con questa ricetta partecipo al contest  di Donatella del blog Fior di Rosmarino per festeggiare i due anni del blog

























lunedì 26 novembre 2012

RICCIARELLI



Siena. Ricciarelli e Panforte. Non si possono scindere le due cose, se si parla di Siena è inevitabile andare con il pensiero a queste due delizie nate in tempi lontani in questa città, e se si parla di Ricciarelli e Panforte non si può non parlare di Torre del Mangia, di Piazza del Campo, dei falconieri, dei numerosi palazzi di altrettanti famosi nobili italiani, di una delle più belle città medievali della nostra penisola.
Non è una ricetta facilissima, ma si può fare, basta avere delle buone materie prime, come le mandorle e un po' di pazienza, io li ho fatti e sono venuti benissimo, ho trovato una bella ricetta qui nel blog di Anice&Cannella, è una ricetta che viene dalla fabbrica  Parenti ed è datata 1879. Io non trascrivo tutti i passaggi perché sono stati descritti benissimo nel blog di Paoletta scrivo solo gli ingredienti.

Ingredienti per 1 kg di ricciarelli:

A) 300 grammi di zucchero semolato,
400 grammi di mandorle pelate e fatte asciugare in forno, io ho messo anche delle mandorle amare perché danno una sapore unico, avevo le mandorle dei noccioli di albicocca che sono splendidi, se li avete mettetene una trentina su 400 grammi, non esagerate perché sono velenosi,

50 grammi di farina,
15 grammi di scorzetta d'arancio (io ho la mia home made),

B) 20 grammi di zucchero a velo,
20 grammi di farina,
1/2 cucchiaino raso di ammoniaca per dolci e 1/2 di lievito per dolci,

C) 47 grammi di zucchero semolato,
14 grammi di acqua,

D) 20 grammi di zucchero a velo vanigliato (il mio home made)
2 piccoli albumi,
zucchero a velo e amido di grano (per lo spolvero)
ostie da mettere sotto (non sono indispensabili) basta avere la carta forno

Per le spiegazioni vi rimando qui


domenica 24 giugno 2012

Arancini alla curcuma con zucchine e pomodorini


Torno dopo mesi di lontananza dai miei blog per vari motivi, motivi non belli quelli che mi hanno tenuta lontano da quella che è la mia grande passione, il mio grande amore: la cucina. Per rientrare ho scelto la ricetta di uno chef che conosco e  apprezzo molto e che seguo sempre con grande interesse: Giuseppe Capano. Spesso ho fatto le sue ricette e il successo è garantito. Capano collabora da anni con la rivista Cucina naturale che è la mia rivista da sempre, una cucina semplice, sana, ma di grande gusto e grande classe. Veniamo agli arancini.
Io non scriverò la spiegazione, metto il link della pagina del blog di Capano, così è sicuro che non faccio errori, qui trovate la ricetta.

Ingredienti per 4 persone (io ho abbondato un po'):


2 zucchine piccole
1 cipolla
1 spicchio di aglio (io l'ho aggiunto schiacciato con l'attrezzino) 
200 grammi di riso per risotti (io un riso a chicchi piccoli)
750 ml di brodo vegetale (qui la spiegazione
2-3 cucchiai di fagioli cannellini lessati
1 cucchiaino di curcuma in polvere
10- 12 pomodorini ciliegino (io ho usato i pomodorini confit che trovate qui)
25 grammi di mandorle in scaglie
origano
poca farina latte e pangrattato per impanare
olio extravergine per friggere, oppure olio di semi di arachide

Li ho trovati ottimi e ne ho mangiati molti, amo il fritto e arancini e supplì sono la mia passione, ma sono anche per una cucina sana, fatta di ingredienti di prima qualità e dove è possibile biologici, i risultati   saranno migliori. Quando andate a fare la spesa perdete un po' di tempo ma leggete le etichette e cercate di acquistare prodotti di cui conoscete a provenienza. Dentro agli arancini Capano ha messo un pezzetto di pomodorino condito con sale e origano, io invece ho messo un pezzetto di pomodorino confit.

Le fotografie non sono venute benissimo, ma sono da cellulare la mia macchina è ad aggiustare, ma quello che conta è il sapore.