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giovedì 25 luglio 2013

Cucina Toscana: Budini di Riso

Nella foto: Budini di riso con riso cotto nel latte, zucchero, mandorle, rum e amarene sciroppate dentro ad una morbidissima pasta frolla

Ecco i miei Budini di riso. Qualche ricordo. Eravamo abituate a fare colazione al bar, mia sorella ed io, mamma ha sempre lavorato e noi prima di andare a scuola passavamo dal nostro bar abituale, il bar Libia, (i proprietari erano scappati dalla Libia in 24 ore, cacciati da Gheddafi  quando ancora ci stava con la testa ed avevano aperto questo bar) e facevamo colazione. Ricordo ancora il sapore dei budini di riso, l'aroma di mandorla, un leggero sentore di cannella, il riso cotto nel latte e le amarene che si intravedevano dai buchini, dolci piene di succo rosso e caramellato, erano sicuramente della Fabbri, ma erano buone, addentavo quel budino di riso con una gioia indescrivibile, quei sapori me li ricorderò tutta la vita e quando vado nella mia città mangio sempre il budino di riso, non sono più quelli, sono simili, ma riescono a riportarmi indietro mi fanno provare le stesse sensazioni, poi bevevamo un meraviglioso cappuccino che sapevano fare solo loro e andavamo a  scuola. 
Ho provato a ricreare quei piccoli scrigni, ma anche i miei budini di riso sono simili, non uguali a quelli che mangiavo tanti anni fa, ma buoni, poi li ho fatti rotondi perché non ho trovato gli stampi ovali, ma li sto cercando, adesso fa troppo caldo, li prendete rotondi, sono ottimi

lunedì 26 novembre 2012

RISOTTO TALEGGIO E PERE




La mia passione per i risotti è ormai nota, anche se sono toscana, anzi maremmana, e noi risotti non ne facciamo, giusto un paio di ricette, e abito da innumerevoli anni a Roma e anche qui l'unico riso che conoscono è quello dei supplì, io invece ho sempre avuto la passione del riso, cerco i risi migliori, non compro un riso "tanto sono tutti uguali" no non è vero sono tutti diversi, e la qualità del riso, dove è nato, cresciuto, dove è stato coltivato, fanno la differenza, una buona ricetta con un pessimo riso, non sarà mai buona. Un buon Carnaroli,  contiene più amido, tiene meglio la cottura, e non a caso viene definito "re dei risi", e siccome io sono una talebana in cucina, uso solo Carnaroli per i miei risotti, poi ho un marito che ha  vissuto metà della sua vita a Milano e in fatto di risotti è esigente ed è molto critico, non mi fa sconti, ma sui risotti ho passato più di un esame, comunque sono sempre pronta a imparare altro, non mi accontento mai.
Questo di oggi è un classico, rivisitato. Risotto taleggio e pere, riso carnaroli, non si dice la marca, e pere abate, abbastanza acidule, non dolci.

Ingredienti:

300 grammi di riso carnaroli
50 grammi di burro
1/2 cipolla
brodo vegetale preparato precedentemente (qui il modo di prepararlo)
300 grammi di taleggio
4 pere abate non molto mature
una stecca di cannella

Il brodo sempre sul fuoco, deve rimane caldo fino alla fine. Tagliate la cipolla finissima e mettetela in una casseruola con un pezzo di burro, direi la metà, 25 grammi, fatela appassire senza colorare, fate tostare il riso e aggiungetelo alla cipolla, io di solito lo tosto così come andrebbe tostato, a questo punto cominciate ad aggiungere piccole quantità di brodo vegetale bollente e girate, continuate così fino a cottura, 5 minuti prima aggiungete le pere, sbucciate e tagliate a dadi e il taleggio, e continuate a girare poi spegnete il fuoco, coprite e lasciate così per 5 minuti, aggiungete ancora burro per mantecare.
Per fare il piatto. Ho messo una nocciolina di burro in una padella, appena sciolto ho aggiunto alcune fette di pera, le ho fatte colorare e le ho appoggiate nel piatto come decorazione e sopra il risotto, meraviglioso si scioglieva in bocca, il taleggio e le pere hanno conferito un' eccellente cremosità e il tocco finale è stata la cannella grattugiata sopra, divina...provatelo.


martedì 7 agosto 2012

Risotto ai fichi neri

Ecco un altro risotto. Molto particolare, ma non dolce come si potrebbe immaginare, un gusto molto delicato, con delle piccole zeste di limone che esaltano il sapore del fico e lo rendono meno dolce. Ho trovato dei piccoli fichi un po' moscetti, non nerissimi, leggermente rosati, adatti a fare il risotto che desideravo da tempo, ma non trovavo mai i fichi adatti, se sono troppo dolci viene la marmellata.
E poi...non trovate splendidi questi piatti di Mirò? io li adoro, visti e comprati, non me li ha regalati nessuno anche perché sono spagnoli, e per mettere in forma il riso, l'ormai famoso coppapasta Guardini, mi hanno mandato recentemente la nuova linea in ceramica, che presenterò di volta in volta, Kiara, ci sono degli ottimi stampi da muffin e piccole crostatine, ma di questi parleremo poi.

Ingredienti per una persona e mezzo (io mangio per due) : 

150 grammi di riso carnaroli
un cipollotto
del vino bianco, mezzo bicchiere
fichi, piccoli, circa 10
burro
limone
brodo vegetale
una spolverata, in superficie, di pecorino romano
Tagliare il cipollotto sottile sottile, metterlo un un tegame dai bordi alti con il burro, fatelo imbiondire e poi metteteci i fichi tagliati in 4, con la buccia, dopo pochi minuti unite il riso e fatelo tostare. Spruzzate il vino bianco. fatelo evaporare e poi cominciate ad aggiungere il brodo vegetale, fatto precedentemente.
A cottura ultimata mantecate con una noce di burro e una grattatina di pecorino, unite le zeste di limone e impiattate. Io per mettere in forma il riso ho usato il  bellissimo coppapasta di Guardini, avevo già la forma quadrata e adesso mi hanno mandato quella ovale insieme a tante altre bellissime cose della nuova linea Kiara in ceramica, che vi presenterò appena Nerone o chi per lui, mi consentirà di tornare a lavorare bene nella mia cucina, senza rischiare di svenire.