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giovedì 9 giugno 2016

Crostata con crema pasticciera e cotognata


Adoro la pastafrolla, il suo gusto non è mai nauseante e la consistenza friabile è un invito a cui non so resistere.  È un dolce preparato con pochi ingredienti che sa di storia e di amore.
Sembra che una preparazione simile a base di pasta frolla fosse già conosciuta a Venezia, dopo l'anno mille, quando si cominciò ad utilizzare lo zucchero importato dall'Oriente. Probabilmente la prima ricetta codificata risale al XIV sec. inserita da Guillaume Tirel, nel suo manoscritto Le Viandier. Costui, soprannominato Taillevent per il gran naso con il quale sembrava fendere il vento, da sguattero divenne il primo cuoco francese di professione di cui si conservi memoria e in epoca medioevale fu il “Maestro di cucina”, così come lo aveva nominato Carlo VI, di una folta schiera di cuochi.
In seguito, in pieno rinascimento italiano, nell’ “Opera di Bartolomeo Scappi, mastro dell'arte del cucinare, divisa in sei libri” l’autore dedicò a crostate e dolci vari il quinto libro del suo trattato culinario  e Bartolomeo Stefani, nel 1662 nel “L'arte di ben cucinare” non dimenticò di consigliare diverse ricette di crostate per deliziare le viziate corti seicentesche, insegnando non solo come ottenere un piatto spiegando l'uso degli ingredienti, ma suggerendo anche una sorta di galateo della buona tavola, consigliando ranghi e ruoli nelle squadre in cucina e proponendo banchetti da intavolare secondo i differenti mesi dell'anno.
Da allora dolce o salata la crostata, per la mia gioia, si è arricchita nella pasta e negli ingredienti, continuando a deliziare i nostri palati.

lunedì 13 dicembre 2010

Mele della concordia per il mio primo contest


A differenza della mitologica mela della discordia, gettata sul banchetto degli Dei per seminare zizzanie, la mela che io porto in tavola mette d’accordo tutti! Quando si arriva a fine pasto, infatti, spesso i commensali  dibattono sulle portate di chiusura: prima il dolce o la frutta? Questo dessert di frutta, preparato con le mele di stagione e servito in maniera golosa con una pallina di gelato o crema, a seconda dei gusti, non lascia nessuno scontento.


Con questa ricetta partecipo (fuori concorso) al mio primo contest "edo ergo sum". La ricetta e la prefazione sono una piccola descrizione della mia indole tranquilla e accondiscendente. Sono una persona abbastanza tollerante e cerco, nei limiti del possibile e nel rispetto delle posizioni, di ascoltare e mettere d'accordo un po' tutti.

"prima di non essere d'accordo, prova ad ascoltare un po' di più" (Irene Grandi).


sabato 4 dicembre 2010

Crema chantilly con mele e briciole di frolla


Gironzolando tra i blog ho scoperto che domani scade la raccolta di Araba felice, inventa..Mela. Non potevo assolutamente perder..mela! Allora mi sono messa al lavoro cercando di realizzare un dessert che rispondesse ai criteri e cercando di far realizzare una foto che potesse essere all'altezza del Grande Giudice Lo zio Piero! Oddio, che compito difficile!!
Comunque, questo è il risultato.. il gusto è buonissimo ed è stato apprezzato dal mio giudice severo, che per la foto, verrà a sua volta giudicato!! :) (così impara!).

Buon week end a tutti, amici!!

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