Quest'anno un San Remo nel MetaSanremo! Sono a casa e contemporaneamente con gli amici di tutto il mondo in Spatial, nel MetaSanremo, che offre la visione del Festival di Sanremo nel mondo VR, al quale si accede con visore, ma anche con pc e cellulare. Il Festival di Sanremo in Spatial è un ponte tra il reale e il virtuale e vuole avvicinare il Metaverso al grande pubblico. Quindi a casa da soli o con i propri famigliari e, nello stesso tempo, in compagnia di amici per commentare il festival ad ogni interruzione della pubblicità.
Il festival di San Remo nella mia vita è stata sempre un’attrattiva interessante, fin da piccola, ascoltavo la radio e leggevo Sorrisi e canzoni, poi con l’arrivo della prima televisione al paese, ci si riuniva alla sede della sezione della Coldiretti e altro che Social per i commenti e per le risate… il festival di allora aveva al centro della scena le canzoni e la musica, ma allora erano i bei tempi della fanciullezza…
Ancora di più ho seguito il festival durante gli anni di insegnamento, quando coglievo l’occasione per discussioni e riflessioni con i miei alunni, da riportare nei testi o nel giornalino, perché ritengo che la musica sia una forma importante di comunicazione che trasmette dei messaggi e interagisce con la società.
Cosa dire di questo SanRemo? E’ sempre una meraviglia per la scenografia dell’Ariston, con un gioco di specchi e di led che amplificano gli spazi…per saperne di più vai qui
I due presentatori impeccabili hanno mostrato una forza di resistenza per tutte le lunghissime 5 serate! Forse i 28 cantanti un po’ troppi? Io non ho retto fino alla tarda ora…e non ho potuto ascoltare proprio quel cantante che forse mi sarebbe piaciuto!
Le co-presentatrici (chiamiamole così, anche se non hanno avuto lo stesso ruolo dei presentatori) anch’esse brave, hanno raccontato la propria storia che è la storia di altre donne, dando voce a tutte quelle donne che non hanno voce. I loro messaggi vogliono essere un invito alle donne, affinchè si approprino della propria vita e si sentano libere da ogni pregiudizio imposto dalla società.
Sanremo 2023 passerà alla storia per un avvenimento che si è verificato per la prima volta in questi 73 anni del Festival, la presenza del Presidente della Repubblica. E’ stato un omaggio alla Carta costituzionale di cui proprio quest’anno ricorre il settantacinquesimo anniversario, come ha ricordato Roberto Benigni nel suo discorso definendola “un’opera d’arte che canta la libertà”.
Ho letto e ascoltato diversi commenti negativi sul Festival di Sanremo, ma penso che non vada dissacrato questo rito che si ripete da 73 anni. E’ la più seguita manifestazione popolare italiana in mondovisione e rappresenta anche sul piano internazionale un aspetto della nostra identità culturale; nel corso degli anni ha lanciato successi planetari che celebrano la vita, la felicità e l’amore e rappresentano la colonna sonora di intere generazioni.
Non mi esprimo sulle canzoni del festival 2023, perché la musica e i testi dipendono dai gusti personali, subiscono l’influenza dell’ambiente circostante, dei contesti sociali in cui si vive, oltre che delle predisposizioni individuali; ogni canzone lascia però sempre un messaggio da scoprire, un’emozione da vivere e rispecchia il nostro tempo e la nostra società.

