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lunedì 13 febbraio 2023

SANREMO 2023

 


Quest'anno un San Remo nel MetaSanremo! Sono a casa e contemporaneamente con gli amici di tutto il mondo in Spatial, nel MetaSanremo, che offre la visione del Festival di Sanremo nel mondo VR, al quale si accede con visore, ma anche con pc e cellulare. Il Festival di Sanremo in Spatial è un ponte tra il reale e il virtuale e vuole avvicinare il Metaverso al grande pubblico. Quindi a casa da soli o con i propri famigliari e, nello stesso tempo, in compagnia di amici per commentare il festival ad ogni interruzione della pubblicità.

Il festival di San Remo nella mia vita è stata sempre un’attrattiva interessante, fin da piccola, ascoltavo la radio e leggevo Sorrisi e canzoni, poi con l’arrivo della prima televisione al paese, ci si riuniva alla sede della sezione della Coldiretti e altro che Social per i commenti e per le risate… il festival di allora aveva al centro della scena le canzoni e la musica, ma allora erano i bei tempi della fanciullezza…

Ancora di più ho seguito il festival durante gli anni di insegnamento, quando coglievo l’occasione per discussioni e riflessioni con i miei alunni, da riportare nei testi o  nel giornalino, perché ritengo che la musica sia una forma importante di comunicazione che trasmette dei messaggi e interagisce con la società.

Cosa dire di questo SanRemo? E’ sempre una meraviglia per la scenografia dell’Ariston, con un gioco di specchi e di led che amplificano gli spazi…per saperne di più vai qui

I due presentatori impeccabili hanno mostrato una forza di resistenza per tutte le lunghissime 5 serate! Forse i 28 cantanti un po’ troppi? Io non ho retto fino alla tarda ora…e non ho potuto ascoltare  proprio quel cantante che forse mi sarebbe piaciuto!

Le co-presentatrici (chiamiamole così, anche se non hanno avuto lo stesso ruolo dei presentatori) anch’esse brave, hanno raccontato la propria storia  che è la storia di altre donne, dando voce a tutte quelle donne che non hanno voce. I loro messaggi vogliono essere un invito alle donne,  affinchè si approprino della propria vita e si sentano libere da ogni pregiudizio imposto dalla società.

Sanremo 2023 passerà alla storia per un avvenimento che si è verificato per la prima volta in questi 73 anni del Festival, la presenza del Presidente della Repubblica. E’ stato un omaggio alla Carta costituzionale di cui proprio quest’anno ricorre il settantacinquesimo anniversario, come ha ricordato Roberto Benigni nel suo discorso definendolaun’opera d’arte che canta la libertà”.

Ho letto e ascoltato diversi commenti negativi sul Festival di Sanremo, ma penso che non vada dissacrato questo rito che si ripete da 73 anni. E’ la più seguita manifestazione popolare italiana in mondovisione e rappresenta anche sul piano internazionale un aspetto della nostra identità culturale;  nel corso degli anni ha lanciato successi planetari che celebrano la vita, la felicità e l’amore e rappresentano la colonna sonora di intere generazioni.

Non mi esprimo sulle canzoni del festival 2023, perché la musica e i testi dipendono dai gusti personali, subiscono l’influenza dell’ambiente circostante, dei contesti sociali in cui si vive, oltre che delle predisposizioni individuali; ogni canzone lascia però sempre un messaggio da scoprire, un’emozione da vivere e rispecchia il nostro tempo e la nostra società.

 

domenica 6 febbraio 2022

SAN REMO FESTIVAL


Articolo da Firenze Post

SANREMO – Mahmood & Blanco vincono il festival di Sanremo 2022 con il brano Brividi. Seconda la brava Elisa e terzo Gianni Morandi, che a 77 anni festeggia il gran piazzamento sul palco dell’Ariston. Si chiude così un bel festival: con tre generazioni sul podio. Bravo Amadeus, bravi i cantanti, bravi i parolieri. E brava la coconduttrice della serata finale: una spumeggiante e ironica Sabrina Ferilli.

 “Tutto su questo palco ha funzionato. Un festival così non nasce a caso, per fare certe cose ce vole naso”. Si conclude così l’Ode ad Amadeus declamata da Sabrina Ferilli sul finale di Sanremo 2022 per celebrare le tra edizioni di cui Amadeus

Ed ecco la classifica finale dal quarto al 25/o posto: Irama, Sangiovanni, Emma, La Rappresentante di Lista, Massimo Ranieri, Dargen D’Amico, Michele Bravi, Matteo Romano, Fabrizio Moro, Aka 7even, Achille Lauro feat. Harlem Gospel Choir, Noemi, Ditonellapiaga e Rettore, Rkomi, Iva Zanicchi, Giovanni Truppi, Highsnob e Hu, Yuman, Le Vibrazioni, Giusy Ferreri, Ana Mena, Tananai.

E via con la cronaca della frizzantissima serata finale. Si apre con l’Inno di Mameli suonato dalla banda della Guardia di Finanza, che poi lascia la scena sulle note della marcia Armi e Brio.

Sul palco tutti i 25 Big con i brani in gara, che saranno votati dal pubblico tramite televoto: la media tra le percentuali di voto ottenute nella serata e quelle delle serate precedenti determinerà una nuova classifica.

“Ma come stai, come fai ancora a stare in vita? Non sei normale, fai ore e ore di maratone di 10-15 ore al giorno, Mentana ti fa un baffo, lo surclassi a sinistra”. Abito lungo color cipria, Sabrina Ferilli entra in scena e scherza sulla ‘resistenza’ di Amadeus, gli sfila la giacca: “Dove ce le hai le pile? Secondo me quando va dietro le quinte va a ricaricarsi alla colonnina: è un presentatore ibrido”.

“Amadeus, sei un fenomeno, la forza tua ce l’hanno in tre: Iva Zanicchi, Gianni Morandi e Mattarella”, dice l’attrice che poi scherza sul futuro: “Se tante volte non volessi più fare il festival, questa serata falla brutta brutta brutta, perché se tante volte questi della Rai non decidono chi ti può sostituire, ti chiedono di restare altri sette anni, lo vedi come funzionano le cose in Italia”.

“Non ho monologhi stasera”, premette subito Sabrina Ferilli quando Amadeus le annuncia che è venuto il ‘suo momento’ sul palco dell’Ariston. “Sono stati due anni molto duri, monologhi ce ne siamo fatti anche tanti, molti temi anche fra i più belli sono stati già toccati dalle mie bravissime colleghe. E allora – spiega l’attrice – mi sono messa a pensare che cosa avrei potuto dire”. “Ho pensato che avrei potuto parlare di famiglie, di donne che fanno tanto, hanno i figli, lavorano, educano, una roba articolata, ma io figli non ce li ho, sono un’attrice avviata, c’ho pure un marito benestante, perché devo andare sulle palle a loro”, spiega Sabrina. “Avrei potuto parlare di uomini che hanno troppo potere ancora, decidono pe le donne, occupano tutti i livelli della gerarchia lavorativa: allora, ho pensato, chiedo se posso far fare un monologo agli uomini che comandano, non mi sembrava il caso”. Altra ipotesi, “la bellezza, quella più profonda, quella interiore, delle imperfezioni fisiche, ma io sono quattro giorni che magno radici per entrare in questo vestito, non avrei avuto credibilità. La bellezza càpita, è vero, ma ce se lavora pure parecchio. Allora – continua – avrei potuto parlare di amori, quelli asfissianti, delle dipendenze amorose, mi sembrava interessante, ma poi ho pensato che Amadeus ha il profilo social di coppia, se non sono dipendenze quelle…”.

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Fonte: Firenze Post

Autore: 
Gilda Giusti


Licenza: 
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Italia.

Articolo tratto interamente da Firenze Post

 Quest'anno ho visto il festival fino ad una certa ora...mi è piaciuto abbastanza e voglio condividere questo articolo per mia memoria.

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