Visualizzazione post con etichetta giallo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giallo. Mostra tutti i post

giovedì 12 febbraio 2026

Il segreto del vecchio Signor Nakamura di Tommaso Scotti

Il segreto del vecchio Signor Nakamura di Tommaso Scotti è un romanzo poliziesco che si ispira a un celebre caso irrisolto della storia giapponese: il furto dei trecento milioni di yenavvenuto  nel 1968. 

Il  romanzo è costruito su due piani temporali: Tokio, il 1968, il giovane Nakamura, brillante e infaticabile ispettore della polizia alle prese con l’indagine e il 2018, quando il vecchio ispettore,viene intervistato dal giornalista Watanabe e dalla cameraman Myōga, incaricati di preparare un servizio televisivo per l’anniversario della rapina. 

Sono passati cinquant’anni … “che strano animale è il tempo

La narrazione riesce a farci rivivere l’epoca del grande furto del 1968, un crimine all’apparenza semplice, ma che si rivela molto più complesso di quanto sembri. Infatti ci furono grossolani errori investigativi, quasi centodiciottomila sospettati e interrogatori condotti con superficialità. Fu un’indagine su un crimine apparentemente senza vittime, ma che porterà a scoprire trame oscure, vite sconvolte da incubi e alla fine sacrificate.

«C’è sempre stato qualcosa di romantico in quella rapina… hanno preso tutto senza togliere niente a nessuno e senza fare del male.» 

Tutto il racconto di Nakamura si svolge durante il suo giro di commissioni, tra le vie del quartiere di Fuchū, facendoci assaporare odori, sapori e storie che lo animano, accompagnato dai due inviati, attraverso incontri con vari personaggi la venditrice di the, il msestro di timbri, il parrucchiere, il ristorante ecc, le storie degli artigiani, l'indagine nel passato.  Ognuno di loro ha una storia unica, ma tutti condividono un filo comune: la realizzazione di un sogno in cui hanno sempre creduto. Tutti, a modo loro, fanno parte di questo racconto. 

La caratterizzazione dei personaggi, e in particolare quella di Nakamura, si distingue per profondità e umanità, trasformando la storia in un racconto non solo avvincente, ma anche ricco di intimità e introspezione. 

Tra le righe si percepisce una profonda riflessione sul tempo e sull’identità: “Non sai chi sei finché non lo sei.” 

«Prima di morire, mia moglie mi ha detto questa frase. Lì per lì non ho capito cosa volesse dire, ma poi riflettendo ho iniziato a comprendere. Non è detto che arrivi per tutti, ma nella vita c’è un momento che ti definisce. Uno solo»

 In questa frase si racchiude l’essenza del romanzo.

 “Nessuno si fa da solo, siamo tutti il risultato delle azioni degli altri. E se queste azioni sono buone, allora, forse, saremo buoni anche noi” 

Il finale non mi ha deluso. Si tratta di un segreto tra verità e memoria, ma mi rimane il dubbio che anche l'epilogo, frutto dell'immaginazione dell'autore, corrisponda a verità: il ladro ha fatto "qualcosa di buono".

E mi viene anche il dubbio che  l'ispettore Nakamura abbia avuto a che fare con quel "qualcosa di buono",

lo deduco da questo dialogo tra l'ispettore Nakamura e il suo capo:

«Tu cosa ci faresti con tutti quei soldi?» 

«Mi comprerei un bell’impianto stereo»

L’impianto stereo il vecchio Signor Nakamura l’aveva comprato davvero …

 



domenica 7 aprile 2019

Ad occhi chiusi


“Ad occhi chiusi” di Gianrico Carofiglio è un giallo giudiziario. Il protagonista è l’avvocato Guido Guerrieri  che decide di costituirsi parte civile in un processo molto delicato.
L’imputato è un certo Gianluca Scianatico, medico appartenente alla Bari bene, figlio di Ernesto, un noto e potente magistrato,  presidente della Corte d’Appello e per non inimicarselo, tutti gli altri avvocati avevano rifiutato l’incarico. Questi è accusato di gravi maltrattamenti e di atteggiamenti persecutori nei confronti della sua ex compagna Martina Fumai che, per sfuggirgli, è andata a vivere in una comunità protetta, la Safe Shelter, gestita da suor Claudia, una suora che insegna boxe cinese e che viene rappresentata come una figura enigmatica e misteriosa che ci lascia in suspence fino alla fine del libro .
In questo romanzo Carofiglio  nella narrazione delle fasi del processo, affronta temi particolarmente  attuali, quali la violenza sulle donne, lo stalking e l'abuso sui minori consumato fra le mura domestiche. Alcune pagine davvero toccanti  ci inducono a riflettere su come la memoria di esperienze forti e drammatiche condiziona le nostre azioni, ma nonostante ciò, tutto può avere una svolta positiva,per cui anche il tunnel della paura può avere  una via d’uscita…
 Un libro dalla trama semplice che tratta problemi complessi attraverso un linguaggio chiaro,  ironico e pungente. Non mancano note di nostalgia dell’avvocato Guido, le sensazioni, le ansie, le paure, le gioie, le soddisfazioni, i ricordi che affiorano quando, passeggia di notte per le strade vuote della sua città, Bari, e pensa alla sua vita trascorsa. “Forse questo è normale, quando arrivi dalle parti dei quaranta. Tutti hanno…famiglie,  bambini, separazioni, carriere,amanti; e l’amicizia è un lusso che non si possono permettere. Forse l’amicizia vera è un lusso di quando hai vent’anni.”
Il messaggio dello scrittore penso che sia condensato in questa frase:                        "Quando mi sveglio penso sempre proprio questo. Potevo essere tante cose che non saranno, perché non ho avuto il coraggio di provarci. Allora apro – o chiudo? – gli occhi, mi alzo e vado incontro alla mia giornata".
Lo consiglio a chi ama questo genere di libri. Io l'ho letto in formato Kipling.

Teatro: Buongiorno, Ministro!

  Buongiorno, Ministro!  Una commedia comica e divertente con un un cast di tutto riguardo che vede nei suoi protagonisti, Enzo Iacchetti ...