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sabato 3 dicembre 2022

“Perdonami Valia”( Immagini dalla guerra in Ucraina)


Noi che la guerra non l’abbiamo vissuta e l’abbiamo solo potuta immaginare attraverso i ricordi dei nostri padri e  attraverso i loro racconti, ora siamo bersagliati dalle immagini vere della guerra in Ucraina che scorrono in tv,  immagini delle città distrutte, dei cadaveri dilaniati, delle donne lacerate nel corpo e nell’anima, dei bambini consumati dalle lacrime, dalla fame e dal freddo, immagini in tempo reale che registrano ogni razzo che arriva, ogni bomba che esplode, ogni cadavere sull’asfalto, ogni orrore immaginabile...Ci sentiamo sempre più impotenti e smarriti di fronte alle numerose informazioni sulla guerra e possiamo solo sperare che questa tragedia disumana si possa concludere presto.

Ho voluto fermare questa immagine tratta da una poesia di Borys Humeniuk, un critico letterario che ha combattuto al fronte come volontario,e, attraverso  le sue esperienze dirette, è diventato  un vero poeta, capace di trasmettere l'orrore della guerra attraverso immagini che suscitano forti sensazioni, simili ad una raffica di un mitra.


" Quando il lanciamissili Grad spara"

.. Al terzo giorno del riparo nel sotterraneo
Senz’acqua né cibo
Hanno deciso di scegliere
una più giovane e più forte tra di loro
E l’hanno mandata con due contenitori di plastica da dieci litri ciascuno
Alla fontanella più vicina

La coraggiosa nonnina stava già ritornando
Le amiche l’hanno già avvistata attraverso la fessura
Quando l’esplosione di un razzo le ha mozzato una gamba
Allora un’altra vecchietta uscì a striscioni dal sotterraneo
Raggiunse la ferita
Le prese dalle mani i contenitori con acqua

Disse “perdonami Valia”
E strisciò indietro nel sotterraneo...


 

mercoledì 8 giugno 2022

Guerra e speranza

 

Guerra e speranza

 

 Scorrono  giorni e notti.

Si scambiano parole

a rincorrere

storie già viste,

a scagliare promesse

che si confliggono

sempre più lontano,

scorrono video e reportage

di immagini e notizie:

le tombe son trincee

e le trincee sono tombe,

i parchi gioco bombardati

e i giochi di bimbi insanguinati,

squarciate le case e i palazzi 

da grappoli di bombe e razzi.

Scivola il tempo d’attesa

a rincorrere vane promesse.

Tra dubbi e domande 

ne cerco una ragione

ma anche la flebile speranza

diventa un’illusione.

R.M. ( © )

domenica 10 aprile 2022

Pace


 Auguri a tutta la terra Pace!

Finirà questa guerra
quando non ci saranno più confini sulla terra,
quando saranno disattivati gli ordigni
che hanno bruciato le speranze e i sogni, 
Finirà questa guerra
quando saranno disinnescati gli esplosivi,
specialmente quelli  radioattivi.
Allora ognuno sarà vincitore 
ma, solo se sarà capace
di dichiarare a se stesso la pace.
R.M. ( © )

lunedì 4 aprile 2022

Tornerò dalla guerra

 

Tornerò dalla guerra e guarderò negli occhi
Di chi dice che non vuole vivere,
Di chi è stufo del lavoro e scontento della TV noiosa –
Li racconterò un po’ di cose che ho visto io…
A chi ha troppo freddo d’inverno e muore di caldo d’estate
A chi si lamenta di aver aspettato il taxi troppo a lungo e di bagnarsi per la pioggia
[racconterò] come noi avevamo paura di addormentarci anche per un attimo.
Persino quando gli spari dei GRAD coprivano i tuoni del temporale.
Ci siamo abituati a dormire sotto le cannonate
E a fare a turni perché anche gli altri potessero dormire – no, non in una tenda…
Noi,fratello,dormivamo nei gelidi fossati
Dove soltanto i sogni e la nostalgia della casa scaldano l’anima.
Ci è capitato di bere l’acqua dalle pozzanghere
E di mangiare in dieci un biscione arrostito per cena.

Non ci ammalavamo di raffreddore, o, forse, ci ammalavamo pure,
Ma nessuno si lamentava.
La cosa più terribile alla quale ti abitui QUI
È che ogni giorno perdi qualcuno
E non sai mai se domani potrà toccare a TE…
Eppure ci siamo abituati… Ce l’abbiamo fatta…
Non siamo eroi come ci chiamate voi.
Qui le persone impazziscono, perdono il senno
A causa della guerra, del grande dolore…
Anche se per la maggior parte si rivelano forti, più forti del sangue e della sofferenza.

Siamo qui perché VOI lì dovete vivere nella pace,
Siamo qui perché anche noi desideriamola pace più di ogni cosa
E anche quando sono in trincea
Non penso mai alla tomba.
Penso alla casa, al lavoro, alla famiglia
Quanta voglia di togliermi di dosso tutta questa corazza!

Aiuta te stesso, comincia ad amare la vita
Dove c’è pace, c’è felicità
Non cercare mai il male…

Oleksandr Ivanyts’kyj,
traduzione dall’ucraino di Olena Ponomareva

venerdì 1 aprile 2022

Guerra in Ucraina, una poesia per Mia

 

 La bambina è nata nella metro di Kiev, durante l'attacco russo. A scrivere il testo Laura Scipioni, una maestra di Tavenna


venerdì 25 febbraio 2022

La guerra in Ucraina

 


Quando si scatena una guerra è perchè i potenti della terra non riescono a gestire con la diplomazia gli interessi  di ogni singolo stato. 



L’Ucraina ha circa 44 milioni di abitanti, si trova nell’Europa orientale e ha una superficie grande due volte quella dell’Italia. Confina con la Russia a est e nord-est, con la Bielorussia a nord, con la Moldavia a sud e con quattro paesi dell’Unione Europea a ovest: Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania. Si affaccia per un ampio tratto sul mar Nero e sul Mar d’Azov, tra i quali si trova la penisola di Crimea, la regione annessa con la forza dalla Russia con un’invasione nel 2014. A sud-ovest dell’Ucraina c’è anche la Transnistria, un territorio che si è autoproclamato indipendente dalla Moldavia nel 1990 e che è governato da un regime filorusso non riconosciuto a livello internazionale.

A livello geografico, l’Ucraina è divisa in due dal fiume Dnepr, il quarto corso d’acqua più lungo d’Europa, che la attraversa da nord a sud. La gran parte del territorio del paese è pianeggiante ed è caratterizzata dalle ampie vallate, foreste e paludi. Nella parte occidentale c’è la catena montuosa dei Carpazi, l’area più fredda e nevosa del paese, mentre in quella sud-orientale, che è attraversata dal fiume Donec, ci sono aree montuose poco elevate. Anche la parte meridionale dell’Ucraina e della penisola di Crimea è caratterizzata da aree pianeggianti e con ampie zone paludose.

L’economia dell’Ucraina ruota soprattutto attorno all’agricoltura, alla produzione di legname, alla siderurgia e al settore delle automobili – ci sono stabilimenti che lavorano per molti marchi europei e coreani – e dei veicoli industriali; in Ucraina ci sono vasti giacimenti di carbone, ma anche alcune riserve di petrolio e gas naturale.

E' nata come Stato indipendente nel 1991, a seguito della dissoluzione dell’Unione Sovietica, ma sperimenta una crescente instabilità, soprattutto agli inizi del nuovo millennio, data dalla contrapposizione tra i fautori dell’avvicinamento all’Unione Europea e all’Occidente e i sostenitori del legame storico con la Russia.

La contrapposizione si fa evidente con la presidenza di Viktor Yanukovych (eletto nel 2010 ma in precedenza primo ministro). È sotto la sua leadership che il Paese vira decisamente verso la Russia. Questo spostamento dell’asse politico si palesa nel 2013 con il rifiuto, da parte di Yanukovych, di firmare l’accordo di associazione e libero scambio con l’Unione Europea. Immediate (siamo in novembre) le proteste di piazza (che prendono il nome di “EuroMaidan” e in cui sono presenti nazionalisti filo-occidentali e antirussi, alcuni dei quali neonazisti), che infiammano il Paese, fanno un centinaio di morti e si concludono, tre mesi più tardi, con la fuga di Yanukovych.

Non passa neanche un mese che l’Ucraina perde un pezzo del proprio territorio: nel marzo 2014 infatti la Russia sancisce ufficialmente la secessione della Repubblica di Crimea dall’Ucraina e la sua annessione alla Federazione Russa.

Pochi giorni prima, gli abitanti della regione (a maggioranza russofona) avevano espresso mediante referendum (considerato illegale dalla Corte costituzionale ucraina) la volontà di tornare sotto la sovranità di Mosca ma di fatto il processo di riannessione della Crimea alla Russia era iniziato quando migliaia di militari russi privi di mostrine ne avevano preso il controllo.

La regione del Donbass, nell’Est dell’Ucraina, segue a ruota l’esempio della Crimea, scatenando una guerra civile nelle province di Donetsk e Lugansk, che si autoproclamano repubbliche indipendenti (si tratta delle due repubbliche riconosciute da Putin nel discorso di pochi giorni fa). Nel febbraio 2015, con l’accordo detto Minsk II, si giunge a un cessate il fuoco ma gli impegni assunti in quel momento non vengono del tutto rispettati dalle parti, con la conseguenza che il conflitto prosegue di fatto ininterrottamente fino a oggi.

Su tutta questa situazione incandescente si innesta il progressivo allargamento a Est della Nato (a eccezione degli Stati dell’ex Jugoslavia, tutti i Paesi entrati nell’Alleanza Atlantica dal 1990 a oggi erano parte dell’Unione Sovietica o legati a essa dal Patto di Varsavia: parliamo di Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Romania, Bulgaria, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria) e il timore da parte della Russia che l’Ucraina possa entrare a far parte del Patto atlantico: una prospettiva inaccettabile per Putin che avrebbe così gli americani sul portone di casa. (notizie dal web)

giovedì 4 novembre 2021

4 novembre: festa dei Caduti

Voglio  celebrare la festa dei Caduti ricordando mio nonno caduto durante la Grande Guerra

A mio nonno

Quale gloria, quale onore
per un giovane
che conosceva tutti i segreti
della civiltà contadina,
ma non sapeva nulla
né di armi, né di guerra?
Strappato alla madre Terra
da cui sapeva trarre il buon raccolto,
lui che sapeva usare aratro e falce
e non fucili e baionette,
fu inviato al grande massacro
in quella guerra di trincea.
Non so nulla di lui, della sua morte...
Mani pietose di soldato
le solo degne di rendere onore,
resero l'ultimo onore
alle sue ossa martoriate.
La povera vedova,
scrollatosi il dolore,
dovette continuare il lavoro nei campi
e i figli orfani, troppo piccoli,
non ebbero del padre alcun ricordo.
Non so nulla di lui
so solo il suo nome...
Quale gloria, quale onore?
Un nome inciso sulla pietra
del monumento ai caduti

nella piazza del suo paese!

RM 26/05/2015

Teatro: Buongiorno, Ministro!

  Buongiorno, Ministro!  Una commedia comica e divertente con un un cast di tutto riguardo che vede nei suoi protagonisti, Enzo Iacchetti ...