Visualizzazione post con etichetta narrativa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta narrativa. Mostra tutti i post

giovedì 12 febbraio 2026

Il segreto del vecchio Signor Nakamura di Tommaso Scotti

Il segreto del vecchio Signor Nakamura di Tommaso Scotti è un romanzo poliziesco che si ispira a un celebre caso irrisolto della storia giapponese: il furto dei trecento milioni di yenavvenuto  nel 1968. 

Il  romanzo è costruito su due piani temporali: Tokio, il 1968, il giovane Nakamura, brillante e infaticabile ispettore della polizia alle prese con l’indagine e il 2018, quando il vecchio ispettore,viene intervistato dal giornalista Watanabe e dalla cameraman Myōga, incaricati di preparare un servizio televisivo per l’anniversario della rapina. 

Sono passati cinquant’anni … “che strano animale è il tempo

La narrazione riesce a farci rivivere l’epoca del grande furto del 1968, un crimine all’apparenza semplice, ma che si rivela molto più complesso di quanto sembri. Infatti ci furono grossolani errori investigativi, quasi centodiciottomila sospettati e interrogatori condotti con superficialità. Fu un’indagine su un crimine apparentemente senza vittime, ma che porterà a scoprire trame oscure, vite sconvolte da incubi e alla fine sacrificate.

«C’è sempre stato qualcosa di romantico in quella rapina… hanno preso tutto senza togliere niente a nessuno e senza fare del male.» 

Tutto il racconto di Nakamura si svolge durante il suo giro di commissioni, tra le vie del quartiere di Fuchū, facendoci assaporare odori, sapori e storie che lo animano, accompagnato dai due inviati, attraverso incontri con vari personaggi la venditrice di the, il msestro di timbri, il parrucchiere, il ristorante ecc, le storie degli artigiani, l'indagine nel passato.  Ognuno di loro ha una storia unica, ma tutti condividono un filo comune: la realizzazione di un sogno in cui hanno sempre creduto. Tutti, a modo loro, fanno parte di questo racconto. 

La caratterizzazione dei personaggi, e in particolare quella di Nakamura, si distingue per profondità e umanità, trasformando la storia in un racconto non solo avvincente, ma anche ricco di intimità e introspezione. 

Tra le righe si percepisce una profonda riflessione sul tempo e sull’identità: “Non sai chi sei finché non lo sei.” 

«Prima di morire, mia moglie mi ha detto questa frase. Lì per lì non ho capito cosa volesse dire, ma poi riflettendo ho iniziato a comprendere. Non è detto che arrivi per tutti, ma nella vita c’è un momento che ti definisce. Uno solo»

 In questa frase si racchiude l’essenza del romanzo.

 “Nessuno si fa da solo, siamo tutti il risultato delle azioni degli altri. E se queste azioni sono buone, allora, forse, saremo buoni anche noi” 

Il finale non mi ha deluso. Si tratta di un segreto tra verità e memoria, ma mi rimane il dubbio che anche l'epilogo, frutto dell'immaginazione dell'autore, corrisponda a verità: il ladro ha fatto "qualcosa di buono".

E mi viene anche il dubbio che  l'ispettore Nakamura abbia avuto a che fare con quel "qualcosa di buono",

lo deduco da questo dialogo tra l'ispettore Nakamura e il suo capo:

«Tu cosa ci faresti con tutti quei soldi?» 

«Mi comprerei un bell’impianto stereo»

L’impianto stereo il vecchio Signor Nakamura l’aveva comprato davvero …

 



sabato 13 settembre 2025

Miss Bee-Il cadavere in biblioteca di Alessia Gazzola

Tornata dalle vacanze, vacanza anche dal blog,rientro  per fissare una delle mie letture di questa estate.

Miss Bee-Il cadavere in biblioteca di Alessia Gazzola

"Londra, 1924. La ventenne Beatrice Bernabò, detta Miss Bee, si è trasferita nella capitale inglese al seguito del padre Leonida, docente di Italianistica all'Università. Il mandato del padre gode della protezione dell'ambasciatore italiano nel Regno Unito. Invitata a cena dalla nobile dirimpettaia, Mrs. Ashbury – vedova e madre di un unico e affascinante figlio, il conturbante Christopher detto Kit – Beatrice si trova suo malgrado in mezzo a un giallo che è al contempo un triangolo amoroso: se non è colpevole l'uno, lo è l'altro. Ma lei di chi è innamorata, dell'uno o dell'altro? Ambientata nel mondo patinato e decadente dell'aristocrazia britannica al risveglio dall'incubo della Prima guerra mondiale, tra seducenti visconti e detective che sognano di tagliar loro la testa come nella rivoluzione francese, questa avventura di Miss Bee è una frizzante e incantevole combinazione di suggestioni – da Agatha Christie a Downton Abbey, dai romanzi di Frances Hodgson Burnett fino a Bridgerton – cui si aggiunge l'inconfondibile unicità del tocco di Alessia Gazzola. "

Una lettura piacevole adatta per l'estate! E' un giallo romantico avvincente dalla scrittura scorrevole  e vivace; la storia  non perde mai il ritmo con i suoi simpatici protagonisti e i dialoghi arguti. 

mercoledì 13 novembre 2024

La vegetariana di Han Kang

 

"La vegetariana" di Han Kang, premio Nobel 2024 per la letteratura. E' un romanzo psicologico che affronta temi fondamentali della cultura sudcoreana e della figura della donna in Corea. 

La protagonista Yeong-hye dice «Ho fatto un sogno» , un incubo oscuro che la segnerà per il resto dei suoi giorni e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne.  E' una donna sensibile che sceglie la strada dell'autodistruzione come forma di ribellione a una società patriarcale, che considera le donne in quanto figlie e mogli, sottomesse al padre e al marito.  Viene descritta pazza, disobbediente e isterica attraverso tre punti di vista: il marito, molto distaccato, il cognato, un artista che approfitta per usarla e la sorella che sembra comprenderla e avere dei sensi di colpa.

"Non era né triste né assente, come ci si sarebbe potuti aspettare da una malata. Ma non era nemmeno allegra o spensierata. Era il tono calmo di una persona che non appartiene a nessun luogo, di qualcuno che è entrato in una zona di frontiera tra diversi stati dell’essere."

 Le sue sofferenze sono destinate a essere silenziate, come se la sua voce non contasse, ma la sua assenza è prepotente e dominante nell'intero racconto. Yeong-hye, silenziosa e inconsistente, in realtà parla a tutti noi della nostra incapacità di vedere il disagio degli altri e di accettare il diverso.

"La vegetariana" è un romanzo pieno di dolore, violenza e amarezza che racconta una storia drammatica, in cui “Il dolore era come un buco che la inghiottiva, una fonte di paura intensa eppure, al tempo stesso, una strana, silenziosa pace.” 

E' un libro forte, struggente, emotivo, disturbante, che scuote nel profondo e che rapisce il lettore. E' un libro che fa riflettere su cosa vuol dire essere veramente liberi,  liberarsi della quotidianità, della parola e persino della pesantezza del corpo per fondersi con la natura... Ma allo stesso tempo fa dubitare che i sogni possano avere il sopravvento sulla realtà. E' un libro accattivante, dalla scrittura scorrevole che porta a fare un viaggio nell'anima  e pone domande a cui è difficile dare delle risposte...

 La scrittrice Han Kang il 10 ottobre 2024 viene insignita del Premio Nobel per la letteratura, con la seguente motivazione: "per la sua intensa prosa poetica che affronta i traumi storici ed espone la fragilità della vita umana", divenendo la prima rappresentante del suo Paese a vincere un Nobel in questa categoria. La sua scrittura, capace di fondere prosa e poesia in un equilibrio perfetto, non si limita a raccontare la Corea: illumina le fragilità umane, le nostre perdite e quel bisogno di speranza che continua a tenerci vivi.

Letto in pdf 


giovedì 17 ottobre 2024

"Dalla stessa parte mi troverai" di Valentina Mira

 "Dalla stessa parte mi troverai" di Valentina Mira è un romanzo che narra un fatto di cronaca risalente agli anni settanta, la strage di Acca Larentia del 7 gennaio del 1978, in cui furono uccisi a colpi d'arma da fuoco due attivisti di destra. Questo fatto ancora oggi viene commemorato ad ogni anniversario da una folla di centinaia di fascisti,  puntualmente filmati mentre depongono corone d’alloro e salutano col braccio teso. 

In questo libro si racconta la storia di Mario Scrocca, militante di sinistra, che la notte del 30 aprile 1987 viene arrestato, senza prove, con l’accusa di aver preso parte alla Strage di Acca Larentia; morirà due giorni dopo nel carcere di Regina Coeli in circostanze mai chiarite, morto suicida impiccato, nonostante fosse in isolamento, in una cella anti-impiccagione e sotto sorveglianza. Al momento della morte non ha ancora compiuto 28 anni ed è padre di un bambino. Rossella Scarponi, a sua volta militante di sinistra, è la moglie di Mario.

Il racconto  inizia in  un pomeriggio di giugno del 2021. Due donne si incontrano sotto il cielo di Roma. Rossella ha sessant’anni ed è la vedova di Mario Scrocca, dopo anni di silenzio, ha deciso di raccontare la propria storia dolorosa alla scrittrice Valentina, instaurando un rapporto di affetto e di scambio basato sulla comunione di una serie di valori, che nel libro è definito “sorellanza”. Valentina, di anni, ne ha trenta, è cresciuta dalle parti di Acca Larentia ed ha frequentato ragazzi fascisti, con uno di questi è stata anche fidanzata. Ora  avverte "una sorta di colpa da espiare: il fascismo dentro e intorno a me. Il mio ex, i piccoli e grandi compromessi per un briciolo d’amore, l’aver scelto – lasciandomi scegliere – di pagare il prezzo che qualcuno mi salvasse, l’aver lasciato che tenesse lui il timone della mia vita,...”. E scrive pagine di acute riflessioni su che cosa sia ancora oggi la mentalità fascista, intrisa dai peggiori stereotipi maschilisti.

Il racconto di Valentina Mira prosegue su tre piani narrativi: la storia di Mario e Rossella; il rapporto tra Rossella e Valentina; la vicenda privata di Valentina, che riguarda un suo trascorso rapporto sentimentale (traumatico) con quel ragazzo di estrema destra.

 Questo libro è stato proposto da Franco Di Mare al Premio Strega 2024 con la seguente motivazione:
«In anni di celebrazione dell’oblio, in nome di un pur comprensibile desiderio di voltare pagina e arrivare a una memoria condivisa, a una pacificazione, al superamento degli anni di piombo e dunque al miracolo del perdono che unisce le vittime nel dolore, irrompe con la potenza di uno tsunami Valentina Mira con Dalla stessa parte mi troverai. Da quale parte? Da quella del giusto (che non coincide sempre con la giustizia) da quella della Storia (che non sempre la racconta com’è andata) da quella delle vittime (che non possono condividere le responsabilità dei carnefici). In questo potente romanzo Valentina Mira racconta la storia di Acca Larentia e degli anni di piombo che seguirono, gli omicidi, i processi, un clima mefitico e velenoso che avvolgeva i cuori e le menti del Paese. E lo fa intingendo la penna “nel latte e nel sangue” con cui Roma ha scritto la sua storia millenaria e raccontando una storia d’amore e del suo potere salvifico.»

"Dalla stessa parte mi troverai", dal linguaggio tagliente e deciso, ma dallo stile semplice e informale è quasi un'inchiesta, una denuncia che reclama giustizia. Molto scorrevole, pur trattando argomenti molto forti, si legge facilmente. Consiglio di leggerlo sopratutto ai giovani, per conoscere questa storia che ha attraversato il nostro paese negli anni 70.

Letto in pdf sul tablet



mercoledì 2 ottobre 2024

Fiori sopra l'inverno di Ilaria Tuti

Fiori sopra l'inverno di Ilaria Tuti è unThriller psicologico che parla di un caso di omicidi seriali avvenuto a Travenì, piccolo paesino delle Dolomiti friulane, nome di fantasia,  che dalle descrizioni corrisponde al luogo natio della scrittrice.

"C'era una leggenda che gravava su quel posto. Una di quelle che si appiccicano ai luoghi come un odore persistente. Si diceva che in autunno inoltrato, prima che le piogge si tramutassero in neve, il lago alpino esalasse respiri sinistri."

Il caso viene affidato alla commissaria Teresa Battaglia, protagonista del romanzo, burbera dai modi bruschi ma amata e stimata dai colleghi e dai sottoposti, che riesce ad analizzare gli eventi per interpretare la psiche del carnefice e trovare la verità.

 «Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell'orrido che conduce al torrente, tra le pozze d'acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l'esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l'inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l'inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall'età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l'indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura». (Dalla quarta di copertina)

La narrazione degli eventi si articola su due filoni storici: il passato che va dal 1976 al 1993 e il presente. L'ambientazione temporale passa dal presente al passato in più occasioni, e questo potrebbe disorientare un po' il lettore all'inizio, ma  poi, pagina dopo pagina, i salti temporali consentono  di collocarsi nelle due epoche in cui si svolgono i fatti narrati e di coinvolgere sempre di più l'attenzione fino al finale alquanto imprevisto,almeno per me.

E' un libro dallo stile semplice e scorrevole, dalle vivide descrizioni dei luoghi, i boschi, la vegetazione, la bruma che spesso avvolge le cose, del ghiaccio che crea immobilità nel paesaggio, della comunità chiusa,che preferisce nascondere anche le cose più atroci pur di conservare un apparente rigore. 

Letto questa estate in cartaceo.

Lo consiglio a chi ama questo genere.



mercoledì 22 maggio 2024

La lettera d'amore di Cathleen Schine


La lettera d'amore di Cathleen Schine si presenta come un romanzo rosa che al primo impatto può apparire banale, ma poi, pur nella sua leggerezza porta a riflettere sulla capacità di scegliere, sulla nostalgia, sui rapporti umani e sulla libertà di amare.

 E' una storia d'amore che nasce in una libreria tinta di rosa, in cui la proprietaria, Helen, appassionata del suo lavoro, una bella quarantaduenne divorziata e con una figlia di 11 anni, si innamora del suo commesso, un giovane di 21 anni, Jonny, che durante l'estate trascorre le vacanze a Poquet (una cittadina sulla costa atlantica degli USA). Un giorno Helen trova una strana lettera d'amore che non ha nè un mittente, nè un destinatario, ma crea nella sua mente un susseguirsi di fraintendimenti e le procura pensieri bizzarri sui propri clienti della libreria, o anche su alcuni abitanti di Poquet che non sono frequentatori della sua libreria e sui suoi dipendenti. Tutti i personaggi coinvolti nella vicenda sono ben caratterizzati, in modo particolare le figure femminili delle quattro generazioni: nonna, mamma, Helen e la figlia.

La storia si svolge durante l'estate tra momenti di delicata ironia ed effusioni romantiche  e diventa avvincente, come un giallo, fino al finale alquanto imprevedibile.

Non mancano nel libro originali raffinatezze "cultural-estetiche" comparse qua e la,con citazioni di molti titoli ed autori, per chi volesse approfondire, perchè si tratta di una libreria molto frequentata ( con mia grande meraviglia).

E' un libro uscito una ventina di anni fa, trovato tra i libri di mia figlia, che mi ha incuriosito, visto il mio ultimo interesse per lo stile epistolare. Non l'ho apprezzato dall'inizio piuttosto monotono, poi man mano l'ho trovato piacevole e rilassante per il suo humour e la sua acutezza.

Voglio riportare un brano dalle riflessioni di Jonny sulla lettera:

"Le lettere si fraintendono così facilmente. Però puoi leggerle e ricorreggerle finchè non vengono proprio come vuoi. Non è come quando si parla. Certo, una lettera la puoi progettare, migliorare; puoi renderla più gradevole, più aspra, puoi cambiare idea. Ma una volta spedite, le lettere non possono cambiare, nè crescere, nè farsi influenzare, nè ritirarsi timidamente. Niente intonazioni, niente variazioni di volume, niente alterazioni dei lineamneti che possano ammorbidire le parole o chiarire un pensiero. Le lettere sono concrete. Sono storia. Si, pensò Johnny, ma una lettera è anche effimera. Nel momento in cui la infili in una busta cambia completamente. Finisce di essere mia, diventa tua. Quello che volevo dire io è sparito. Resta solo quello che capisci tu. Aprila: c'è dentro solo quello che ci vedi tu, nient'altro."


 

martedì 16 aprile 2024

"Una donna indipendente" di Elizabeth von Arnim

 



"Una donna indipendente" di Elizabeth von Arnim è un romanzo d'amore scritto attraverso un epistolario univoco, le lettere d'amore  di una giovane donna al suo innamorato.

" La venticinquenne Rose-Marie vive a Jena insieme al padre, il Professore, quando nella loro vita arriva Roger, un giovane inglese, nobile decaduto, in Germania per imparare il tedesco. I due si innamorano, Roger si dichiara, ma deve tornare in Inghilterra dalla famiglia, e le lettere che Rose-Marie gli scrive sono piene di impazienza, ansiose di avere una risposta. Ma fin dalle prime pagine è chiaro che la fedeltà di Roger si appanna velocemente: la distanza, il temperamento e le condizioni sociali rendono difficile il rapporto. Spunta un'altra donna, bella e ricchissima. Si assiste così all'altalena dell'amore tra due persone molto differenti, e la vicenda si dipana solo grazie alle lettere di Rose-Marie: quelle di Roger si possono solo immaginare dalle parole della ragazza, ben decisa a imporre la propria volontà..."

 Un romanzo singolare e straordinario questo  di Elizabeth von Arnim. Si legge facilmente e scorre veloce,  risulta molto vivace e denso di sarcasmo, nonostante sia un soliloquio della protagonista. Molto brava la scrittrice, di cui non avevo letto mai nulla, ma che mi ha sorpreso per la sua indipendenza di donna e di donna dei suoi tempi. Riporto una citazione che descrive il  carattere della protagonista:

"Amo la mia libertà e le escursioni nella foresta, le mie gonne corte e le braccia a penzoloni. Voglio che il vento mi soffi addosso, che il sole mi batta in viso e che il fango mi schizzi. Al bando scrigni, tappezzerie e cornici! Non sono un quadro né un gioiello, né ciò che il vostro occhio poetico, fuorviato da una musa burlona, persiste nel volermi vedere. "

Ho letto con piacere questo libro , come esercitazione per il laboratorio di scrittura creativa " Lerrere d'amore da...", ideato e condotto dalla prof. Lorenza colicigno.



 

giovedì 23 novembre 2023

Eppure qualcuno mi doveva ascoltare di Aurelio Pace



 “Eppure qualcuno mi doveva ascoltare” di Aurelio Pace è la storia di Agostino Lacerenza, una vittima di "un colpevole ostinato strabismo di paladini della giustizia", vittima di un errore giudiziario che lo condannò per omicidio, ad una pena senza fine, al carcere prima e all'ostracismo della sua stessa comunità dopo.

 Il romanzo è tratto da un fatto vero, accaduto nella contrada Casone di Brindisi di Montagna, paese dell’entroterra lucano, negli anni della Grande Guerra. Lo scrittore Aurelio Pace dà voce ad Agostino Lacerenza, che nessuno aveva voluto ascoltare, e ne fa un racconto struggente e accorato di domande senza risposte, di ferite, di ricordi e di sogni: " Il tempo in carcere ti mangia, ti fa mancare l'aria, ti inganna..."  "il silenzio ti sfiata negli occhi...quando parla confonde, stordisce, rintrona...si presenta come un uomo elegante" . 

Nella solitudine del carcere Agostino Lacerenza si interrogava sul perché la sorte gli aveva riservato tanta crudeltà e perché Cristo non lo ascoltava. ma la sua verità non veniva ascoltata nè da Dio, nè dagli uomini e trascorreva i suoi anni di carcere angosciato dai rimpianti, dalla mancanza della famiglia, dalla vergogna, e dalla rabbia.

 E' il racconto di una vita sacrificata a causa dell’ingiustizia  di un processo farsa  che condannò un innocente. La verità, raccontata in punta di morte dal vero colpevole,  era scritta nel fascicolo  ma era stata sempre taciuta. A conferma viene riportato nelle ultime pagine del libro, un estratto di quel fascicolo  polveroso dove era stata nascosta la verità.

Nell'epilogo la lettera aperta della famiglia di Agostino Lacerenza ringrazia lo scrittore che con questo libro ha ripristinato la dignità della loro famiglia, mettendo in luce la verità taciuta per più di settantanni di sofferenza e discredito.

 Dal romanzo “Eppure qualcuno mi doveva ascoltare” è stata tratta l'opera teatrale,“‘O Pollc” scritta a quattro mani da Aurelio Pace e da Ulderico Pesce.

Un libro di poche pagine, ma intenso di contenuti e di riflessioni.

venerdì 14 ottobre 2022

Diario di un killer sentimentale di Luis Sepùlveda

 


Ho trovato questo libro tra i libri in casa, non ricordavo di averlo letto, è del 1996, ma rileggendolo, qualcosa ho ricordato ed è stata una riscoperta in tutti i sensi. E' un genere diverso dagli altri romanzi di Sepulveda, è un noir, genere che non mi sarei aspettata da questo autore, che con la sua estrema semplicità descrive la professionalità di un killer, il quale in quanto tale non dovrebbe mai farsi coinvolgere dai sentimenti... 

ll killer è il personaggio che racconta la storia, dialogando con il suo alter ego che lo richiama alla realtà:«Mi disse dallo specchio un tipo in costume adamitico che mi assomigliava come una goccia d’acqua: “un assassino che parla di lealtà. Stronzo”, ribatté lui sollevando un rasoio simile al mio».

 La sua professionalità verrà fuori nel finale, evidenziando l’impossibilità di mischiare lavoro e sentimenti.

"Uno scrupoloso professionista dell'assassinio, assai abile nell'eseguire gli "incarichi" e dunque molto richiesto e molto ben pagato, commette un grave errore, imperdonabile per uno del suo calibro: si innamora di una bellissima ragazza francese e intraprende con lei una convivenza molto "borghese", interrotta soltanto dai suoi viaggi per il mondo, ovunque ci sia qualcuno da uccidere. Poi però la francesina lo lascia per un altro, e lui si ritrova in uno stato di prostrazione e di sgomento come l'ultimo degli innamorati infelici; e tutto questo accade mentre deve portare a termine un incarico particolarmente difficile, che lo obbliga a spostamenti continui, da Madrid a Istanbul, da Francoforte a Parigi, fino a Città  del Messico.
Il suo stato d'animo e il suo tormento sentimentale gli fanno commettere molti sbagli, che lo condurranno a una sorta di pensionamento anticipato. Ma prima egli dovrà comunque eliminare la vittima predestinata, accomunata nel destino di morte a un'altra persona che il killer non avrebbe mai pensato di incontrare, e che ci si rivela con uno spettacolare colpo di scena solo nelle ultime pagine.
Condotto sul filo di una costante e divertita ironia, questo romanzo breve datato 1996 E' certamente il prodotto più raffinato e meglio costruito che Luis Sepulveda abbia finora dato alle stampe: la struttura del noir, con i suoi perfetti meccanismi e la sua abbondante dose di efferatezze, trova un clamoroso controcanto nelle pene d'amore dell'assassino, nella godibilissima parodia di un genere che spesso, molto spesso riesce anche a farsi prendere sul serio."
(Dalla copertina)

 Un libro di 78 pagine che si legge in poche ore, veramente bello e anche divertente.

 




 

giovedì 17 marzo 2022

L'inverno dei leoni

 

Dopo I Leoni di Sicilia, Stefania Auci conclude la saga dei Florio con L'inverno dei leoni.

I Florio, una tra le più importanti famiglie siciliane vissuta tra l'Ottocento e il Novecento, sono stati creatori di un impero e detentori di un potere economico e sociale molto imponente, pur venendo dal nulla.

Il primo libro si chiudeva con la morte di Vincenzo Florio, uno dei patriarchi, figlio di Paolo che, con il fratello Ignazio, era arrivato a Palermo dalla Calabria,  per impiantare una "putìa" di spezie. Con Vincenzo Casa Florio era diventata un'impresa, con affari diversificati, spezie, navi, tonnare e ville lussuose.

Il secondo volume riparte proprio dalla morte di Don Vincenzo e da quando suo figlio, Ignazio senior,  prende il dominio di casa Florio e la trasforma in un vero e proprio impero aprendosi a diverse attività: la navigazione, il tessile, la produzione enologica, le tonnare a Favignana, isola dalla bellezza quasi mitologica che diventa la vera casa dei Florio. Per completare l'ascesa dei Florio, da commercianti a nobili, Ignazio sposa la baronessa Giovanna D'Ondes Trigona, una scalata che lo porterà al punto più alto, con la nomina a senatore del Regno nel 1883.

 Ma dopo questa salita vertiginosa di successi e ricchezze, inizia il declino con la sua morte e con la crisi del mondo dell'aristocrazia. Gli succede il figlio ventunenne Ignazziddu, a cui mancano quell'abnegazione e quella capacità di caricarsi di responsabilità che erano state le caratteristiche del padre e del nonno e dimostra la sua ritrosia ad  adeguarsi al modello paterno....Eppure ci prova, affrontando un mondo che cambia troppo rapidamente, agitato da forze nuove, violente e incontrollabili. Ci prova, ma capisce che non basta avere il sangue dei Florio per imporsi. 

Accanto ai due protagonisti, così diversi, ci sono due donne, anche loro diverse, ma entrambe molto forti, alla ricerca della propria identità in una società rigida e patriarcale: Giovanna d’Ondes e Franca Jacona di San Giuliano,suocera e nuora. Giovanna è austera e misurata, personaggio di grandissima forza, dignità e indipendenza, discreta e paziente, anno dopo anno, per il nome della famiglia.

Franca è una regina, raffinata e bellissima: ritratta da Boldini, corteggiata da D’Annunzio,  così ammirata in tutta Europa da diventare leggenda. Tra le mura di casa resta fimmina, condannata ad accettare, in silenzio, i suoi dolori, ma sempre con dignità e sacrificio.
 «Le femmine sono più forti, vita mia. Più forti di tutto perché conoscono la vita e la morte e non hanno paura di affrontarle».

 L'inverno dei Leoni è un libro corposo con più di 600 pagine, ma non è stato faticoso leggerlo, in quanto la narrazione di questa dinastia scorre come una fiaba, attraverso  dialoghi, a volte in dialetto siciliano che aiutano a calare i personaggi nella realtà e ne fanno un romanzo storico.

 Letto in cartaceo.

Ho voluto leggere questi due libri, essendo stata a Favignana tempo fa, mi interessava conoscere la storia dei Florio. 
 
Favignana:  Villa Florio

 Le tonnare Florio

 

La Tonnara di Favignana, ufficialmente denominata Ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica, è un'antica tonnara, con annesso stabilimento per la conservazione del pescato, sita a Favignana nelle isole Egadi.

Con i suoi 32.000 metri quadri, di cui 3/4 coperti, è una delle più grandi tonnare del Mediterraneo

https://it.wikipedia.org/wiki/Tonnara_di_Favignana

martedì 9 novembre 2021

L' eredità dell'abate nero di Marcello Simoni

 

E' un giallo storico avvincente,« è un mix tra Il nome della rosa in salsa ferrarese e un Dan Brown con influssi salgariani...», ha affermato Leonetta Bentivoglio su Repubblica.

 L' eredità dell'abate nero- Secretum saga di Marcello Simoni è un thriller storico, ambientato nella Firenze del 1400 del pieno Rinascimento, in un mondo di intrighi e misteri. 

Il banchiere Giannotto Bruni viene ucciso in circostanze misteriose nella cripta dell'abbazia di Santa Trìnita. L'unico testimone è Tigrinus, un giovane ladro di origini ignote, dai capelli neri striati di bianco, viene subito arrestato con l'accusa di omicidio, ma poi viene sottratto alla forca dall'intervento di un uomo molto influente. Però da quel momento in poi Tigrinus sarà braccato e costretto a fronteggiare i tentativi di vendetta di Angelo e Bianca, il figlio e la nipote della vittima, convinti che sia lui il colpevole.

 Solo il potente Cosimo de' Medici ci tiene a tenerlo in  vita e  gli offre la possibilità di essere liberato a patto che faccia ciò che gli propone. Dovrà rapire un monaco proveniente dalla Macedonia che tra un mese passerà per le terre tosche, Leonardo da Pistoia, in viaggio verso Frascati al seguito del Cardinal Bessarione. 

E dopo fughe e peripezie, Tigrinus intraprende un’impresa piena di pericoli e interrogativi: un viaggio fino alla Morea, nella penisola del monte Athos, alla ricerca di un libro preziosissimo, la Tavola di Smeraldo, di un personaggio enigmatico che tutti conoscono come l’abate nero e di elementi che possano far luce sul suo oscuro passato…

 I fatti si susseguono attraverso una vasta gamma di personaggi perfettamente inseriti nel contesto storico:Tigrinus, il ladro ribelle ma gentile, orfano e sofferente,un 'cavaliere errante', pronto a rubare per l'amata suor Assunta, figura materna malata e molto saggia; il potente e coraggioso Cosimo de' Medici, combattivo e pronto ad uccidere per mantenere il potere ma anche amante dei piaceri, dell'arte e della sua Firenze. Inoltre ci sono tante donne, tra cui  Bianca, la bella e coraggiosa investigatrice che capisce in anticipo tutti i piani dell'assassino e Bilia, la prostituta, senza un occhio, che gioca ai tarocchi ed è la portavoce degli intrighi  del signore De' Medici.

E' un libro dalla lettura scorrevole e da una scrittura ricercata che riporta vocaboli e  modi di dire della Firenze del 1400 e lascia spaziare la mente tra navi di mercanti e pirati,tra imbrogli e falsità, tra delitti e scritti ermetici.

Letto su Kindle (e meno male... ho potuto conoscere il significato di tanti vocaboli dal vocabolario on line) molto piaciuto, leggerò gli altri due libri della saga.





lunedì 27 settembre 2021

Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli

 

Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli

Finalista al Premio Strega 2020 - Vincitore del Premio Strega Giovani 2020 - Finalista al premio Viareggio-Rèpaci 2020, sezione Narrativa - Finalista al Premio Wondy per la letteratura resiliente 2021

"Salvezza. Per me. Per mia madre all'altro capo del telefono. Per tutti i figli e tutte le madri. E i padri. E tutti i fratelli di tutti i tempi passati e futuri. La mia malattia si chiama salvezza"

È il giugno del 1994, Daniele, vent'anni, in seguito a una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO: trattamento sanitario obbligatorio per sette giorni in un ospedale psichiatrico. Per compagni di stanza, cinque uomini accomunati dal ricovero e dal caldo asfissiante, sopraffatti dalle proprie ossessioni, dalle proprie paure, travolti dalla vita, interrogati da medici indifferenti e assistiti da infermieri spaventati.
Mencarelli  racconta una storia intima e personale e sa dar voce a tutto il dramma vissuto nella follia con una delicatezza e una potenza uniche. Scopre che quei disperati "sono la cosa più simile all'amicizia che abbia mai incontrato, di più, sono fratelli offerti dalla vita"che condividono con lui un cammino simile, oltre che un immenso desiderio di essere raccolti e di essere salvati. 

Tutto chiede salvezza” è un racconto crudo e umanissimo che riesce a comunicare l'angoscia per il  dolore  straziante attraverso un linguaggio immediato, struggente nei contenuti, ma anche delicato e vivace sopratutto nei dialoghi, per le numerose inflessioni dilettali romanesche.

Lettura scorrevole che coinvolge il lettore in un’empatia profonda verso la sofferenza altrui e rivela la fragilità della condizione umana e quel senso di impotenza che genera ("possibile che nessuno s'accorge che semo come 'na piuma?")




lunedì 20 settembre 2021

L'amore ai tempi del colera di Gabriel Garcia Marquez


L'amore ai tempi del colera di Gabriel Garcia Marquez

 Una lettura di quest'estate o forse una rilettura? 

Comunque sia, mi sono tuffata in quelle 400 pagine circa, in quella storia d'amore  di Fiorentino Ariza, che aspetta per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni, per veder  realizzato il suo sogno.

«L'odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati.» (L'incipit)

La storia inizia negli ultimi anni dell'ottocento a Cartagena, città magica e sensuale e ripercorre mezzo secolo di vita del protagonista, Fiorentino Ariza, un telegrafista, amante di poesia e musica  che rimane innamorato per tutto quel tempo di Fermina Daza, la più bella ragazza del Caribe, nonostante le minacce del padre  e nonostante lei  si sposi con un medico.

« Quello sguardo casuale fu l'origine di un cataclisma d'amore che mezzo secolo dopo non era ancora terminato »(p. 61).

Egli intrattiene rapporti amororosi con molte donne, ma non concede il suo cuore a nessuna, perchè la sua anima appartiene a colei che nelle poesie è una "Dea incoronata".
Lei  è testarda, ma finalmente si innamorerà di quest'uomo così perseverante, ma non del ragazzo che era stato, non del ricordo sbiadito che ne ha: amerà l'anziano, l'ultrasettantenne oramai calvo, ma infinitamente romantico, dolce e paziente.
Questo libro è un romanzo che parla d'amore:
amore non corrisposto, amore coniugale, amore platonico, amore arrabbiato, amore geloso, amore giovane, amore adulterino, amore a distanza, amore negli anziani, perchè ”Il Cuore ha più stanze di un albergo”.
Molto piaciuto, letto su Kindle.

giovedì 22 aprile 2021

La gabbia Dorata di Camilla Lakberg


 

 

La gabbia dorata è un noir  drammatico che parla di tradimento, inganno, riscatto e vendetta.

E' la storia di una donna, Faye, che sembra avere tutto. Un marito perfetto, una figlia adorabile e un lussuoso appartamento nel quartiere più elegante di Stoccolma. Ma, è solamente una gabbia dorata in cui si è rinchiusa,  tormentata dai ricordi legati al suo oscuro passato a Fjällbacka. 

 È il 2001 e Matilda ha appena lasciato Fjällbacka, un luogo fatto  di brutti ricordi, di una vita dolorosa  di violenza e morte. È una giovane donna ambiziosa che dopo tanta fatica e tanti sforzi è riuscita ad entrare all’università  a Stoccolma e vuole avviarsi verso un futuro di riscatto. È proprio per questo che  rinuncia al suo primo nome e adotta ufficialmente il secondo, Faye. È qui che conosce Chris, amica brillante e intraprendente che non la abbandonerà nemmeno nei momenti di bisogno. Ed è sempre qui che incontra Jack Adelheim, nobile e benestante uomo, fondatore della Compare e socio di Henrik, di cui  si innamora follemente, si sposa e diventa madre  di Julienne. Lei ha rinunciato al suo sogno, ha interrotto gli studi, nonostante il suo talento, e , pur essendo molto intraprendente per gli affari, diventa sottomessa al marito e diventa una moglie perfetta.

 Un giorno, tornando a casa prima del previsto, scopre il marito a letto con una collega e il mondo le crolla addosso. Come se non bastasse, il marito, chiede il divorzio e la lascia  senza casa e senza soldi. Ma lei, tradita e umiliata, trova la forza per operare la vendetta e capovolgere la situazione.

E' una storia piuttosto surreale che parla di donne vendicative e arrabbiate disposte a tutto, pur  di realizzare un piano diabolico, una storia che scende  nella volgarità nelle scene di sesso e droga. Vorrebbe essere un invito alle donne vittime, plagiate o sottomesse, a ribellarsi alla propria gabbia dorata, ma non penso che si debba fare in quel modo così spietato.

E' un libro che mi è piaciuto solamente per la lettura scorrevole e perchè mi ha destato curiosità per il finale, che poi mi ha deluso.

Camilla Läckberg è tra le autrici scandinave più lette al mondo e con oltre ventitré milioni di copie in sessanta paesi, imprenditrice di successo, fondatrice di Invest in Her, società che investe nell’imprenditoria al femminile, impegnata in prima linea per l’abbattimento delle disparità tra uomo e donna in particolare in ambito salariale.

-«Con l'età ho capito che ho una voce pubblica e che la gente mi ascolta. Ora voglio usarla per parlare di temi che mi stanno a cuore»

  

sabato 27 marzo 2021

Ali D'argento di Camilla Lackberg

 

Ali D'argento di Camilla Lackberg

"Grazie a un piano raffinato e crudele, Faye si è lasciata alle spalle il tradimento e le umiliazioni inflitte dall'ormai ex marito Jack e sembra aver ripreso in mano le redini della propria esistenza: è una donna autonoma, si è rifatta una vita all'estero, Jack è in prigione e la società da lei fondata, la Revenge, va a gonfie vele. Ma nuove sfide potrebbero incrinare la sua serenità così faticosamente conquistata. Sull'azienda e sul lancio del marchio Revenge negli Stati Uniti pesa una grave minaccia, tanto che Faye è costretta a rientrare a Stoccolma. Non può e non vuole rischiare di perdere tutto quello per cui ha tanto lottato. Questa volta, però, la determinazione non basta, e per risorgere dalle ceneri e riprendere il controllo della situazione ci vuole un piano ancora più diabolico. Così, con l'aiuto di un gruppo sceltissimo di donne, Faye torna a combattere per difendere ciò che è suo, e per proteggere se stessa e i propri cari." (Dal web)

La prima volta che leggo un giallo di questa scrittrice, mi ha deluso un po', tanto che stavo per abbandonarlo, ma poi ho voluto finirlo perchè è riuscito a trascinarmi e coinvolgermi fino all'ultima pagina, attraverso una narrazione molto scorrevole e dai capitoli brevi, ma intensi di suspence.

Non mi sono piaciuti sia i personaggi maschili tutti negativi e traditori, sia le donne, tutte che ostentano ricchezza e bellezza. La protagonista è diabolica e  fredda nell'attuare la sua vendetta contro il marito, il fratello e contro tutti gli uomini. Non mancano scene dettagliate di sesso che si potevano evitare.

 Penso che l'autrice in questo libro abbia voluto dimostrare che le donne possono farcela e, unite, hanno una marcia in più, e anche nel dolore, nella sofferenza o nell'umiliazione, possono trovare la forza per andare avanti insieme. Non so se sia riuscita ad avvalorare l'obiettivo del femminismo che è quello di raggiungere pari diritti tra uomini e donne e di combattere le disparità delle donne nel lavoro, nella vita e nei pregiudizi comuni, perchè i fatti e i personaggi sono poco realistici e fuori dalla norma.

 


sabato 13 febbraio 2021

Carta bianca di Carlo Lucarelli

 

 

Autore: Carlo Lucarelli

Editore: Einaudi

Genere: Giallo

Pagine: 112

Anno di pubblicazione: 2020

Sinossi

" Aprile 1945. Col finire della guerra il commissario De Luca vuol prendere le distanze dal proprio passato nella polizia politica e adesso indaga proprio su quei crimini comuni, che in tempi di dissoluzione di un regime passano senz’altro in secondo piano. Ma le cose non vanno come ci si aspetta. Nulla è scontato, nulla obbedisce al modello di una trama ben confezionata di cui l’autore sa già tutto. Sembra anzi che Lucarelli sia lí, appena un passo davanti a noi, ansioso quanto noi di scoprire dove diavolo lo porti il suo personaggio, a quale rivelazione di sé. Può darsi che l’indagine porti lontano, proprio in quel mondo febbrile di corruzione e traffici loschi che ben si sposa con la fine di una dittatura. Può darsi che porti a scoprire qualcosa che ci appartiene profondamente come italiani, e che forse non è mai passato, forse è ancora lí che aspetta. E anche De Luca è con noi, con la sua malinconia, con quello che può apparire perfino cinismo, e invece è solo la consapevolezza che, nella vita come in un’indagine degna del suo nome, arriva sempre il tempo di scegliere. Con uno scritto di Lucarelli sull’origine del suo personaggio, e del suo cammino di scrittore."

Forse avevo delle aspettative troppo alte, ma il libro non mi ha preso come avrei voluto. Ho fatto fatica a capire la ricostruzione storica nelle prime pagine, la storia in sé è scivolata via senza prendermi troppo. Forse Lucarelli mi piace più ascoltarlo che leggerlo.

domenica 13 settembre 2020

Picciridda di Catena Fiorello

Picciridda di Catena Fiorello

 edito Giunti Editori.


 

La descrizione del libro da Giunti

"Una bambina speciale, una terra dura e struggente. ”Picciridda”, il romanzo d’esordio di Catena Fiorello, in una nuova edizione rivista dall’autrice, è la storia di Lucia, figlia di emigrati, che vive con la nonna, burbera e austera in una Sicilia dei primi anni Sessanta, e, come tutti i bambini che non hanno fortuna, anche lei è ”figlia della gallina nera”. Quando i suoi genitori sono emigrati in Germania in cerca di fortuna hanno portato con sé solo il più piccolo dei due figli, affidando ”la grande”, pur sempre picciridda, alla nonna paterna, ma Lucia, indimenticabile portagonista di questo romanzo, non accetta la condizione di una vita fatta di sacrifici e rinunce. Col passare dei mesi però l’esistenza della piccola portagonista si popola di persone e di affetti: le zitelle Emilia e Nora, l’amica del cuore Rita, la Massara Donna Peppina… Ci sono anche gli uomini, misteriosi e taciturni, un mondo da cui stare alla larga (come dice sempre la nonna) o tutto da scoprire (come sente Lucia). E proprio uno di quegli uomini nasconde un terribile segreto a cui la picciridda si avvicina sempre più, ignara di ciò a cui va incontro… Attraverso la voce incredibilmente autentica di una bambina, Catena Fiorello ci regala un romanzo profondo e toccante, che ci parla con intelligenza e passione della sua terra e della sua gente."

 Una storia di emigrazione, subita da una bambina appena undicenne che non riesce a comprendere il sogno dei suoi genitori, quello di andare a lavorare all'estero, per potersi comprare una casa.

"La mia famiglia, pensavo, si dirigeva verso un destino cupo, un mondo sconosciuto ad attenderli fatto dija e nein… ma forse più nein chejaì Quella sera riuscii a dire poco, quasi nulla. Le parole non venivano fuori, stavano ferme, a pesarmi da qualche parte, senza trovare la strada. Solo i miei occhi giravano in un vortice impazzito, inseguendo i movimenti di loro tre, che da lì a qualche minuto avrei salutato. Per sempre. Quando si hanno undici anni quasi tutto è per sempre. Se poi la tua famiglia sta per emigrare in un paese straniero, e siete ai saluti a un binario della stazione, per sempre è l’unico concetto possibile."

Un libro che fa riflettere sull'emigrazione avvenuta negli anni 60, dai nostri paesi del sud, quando i migranti eravamo noi, negli anni del boom economico, epoca di fame, di migrazione, di speranze di ricchezza in altri luoghi. La storia viene narrata dalla voce della bambina, che coinvolge il lettore nella disperazione per essere stata abbandonata dai suoi genitori , ma esprime anche la forza delle donne siciliane, anche se sono solo undicenni. 

"Il macigno di quel segreto, di quel masso incombente, mi spingeva come una mano nemica verso una gola che aspettava di inghiottirmi. E nel riverbero accecante di quel vuoto profondo, intravedevo nitidamente l’ombra delle mie caviglie divincolarsi, senza forze, da quella violenza cieca. Non ce l’avevo fatta. Non ne ero uscita. Seppure il vecchio, con freddezza, aveva aperto la porta sputandomi all’esterno come un ragno inatteso, io non ne ero venuta fuori tutta intera."

E' una storia di vita, di una bambina  violata nel corpo e nell'anima,  che poi, non è più una picciridda,  è cresciuta, vive altrove è ginecologa ha una sua vita , ma deve sciogliere gli ultimi nodi davanti alla tomba della nonna, per liberarsi dal dolore e vivere  serena  la vita che si è scelta. 

E' la prima volta che leggo un libro di Catena Fiorello, la lettura è abbastanza scorrevole, pur affrontando temi abbastanza profondi, che offrono molti punti di riflessione come lo stupro, l'adolescenza, la violenza e la condizione delle donne in Sicilia.

Catena Fiorello è una scrittrice siciliana. Per Rizzoli sono usciti con successo Casca il mondo, casca la terra nel 2011, Dacci oggi il nostro pane quotidiano nel 2013 e Un padre è un padre nel 2014. L’ultimo suo romanzo, L’amore a due passi (Giunti 2016), è entrato nella TOP TEN delle classifiche. Picciridda viene ripubblicato da Giunti in una versione completamente rivista dall’autrice. 



domenica 14 giugno 2020

La misura del tempo di Gianrico Carofiglio





La Misura del Tempo
Sinossi
“Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt'altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia cosí, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.”
In questo libro ritorna uno dei personaggi protagonisti dei libri di Gianrico Carofiglio, l’avvocato Guido Guerrieri coadiuvato dal vecchio amico Tancredi, ispettore in pensione, da Consuelo, avvocato penalista, e da Annapaola, una brava investigatrice e «incidentalmente» sua fidanzata.
 In tutto il romanzo si dipanano due storie, la storia di una vecchia relazione con Lorenza, madre dell’imputato e le vicende del processo, un vecchio amore di un passato lontano e la speranza futura della scoperta del vero colpevole.
«Col passare del tempo alcuni luoghi della città mi ricordano sempre piú intensamente sensazioni e fantasticherie del passato remoto. Un’epoca di stupore. Ecco, certi luoghi della città mi fanno sentire nostalgia per lo stupore. Essere storditi dalla forza di qualcosa. Mi piacerebbe tanto, se capitasse di nuovo».
 Il vero protagonista di tutto il romanzo è il tempo, che pone la soluzione alle due storie nella ricerca della verità. E a tale proposito l’autore cita «La verità è un mare di fili d’erba che si piegano al vento, vuol essere sentita come movimento. E’ una roccia solo per chi non la sente e non la respira. (Elias Canetti) »
La misura del tempo è un romanzo giallo che mantiene la suspence fino alla fine e, pur se nelle descrizioni del processo usa un linguaggio per addetti ai lavori della camera forense, ha una scrittura scorrevole che porta a varie riflessioni sul tempo che scorre e si consuma.
Lo stesso autore in un’intervista: «Sono sempre stato affascinato da questa relazione tra passato, presente e addirittura futuro. E dalla possibilità di modificare la propria storia. Il destino non è scritto per noi, ma da noi, secondo le parole di Obama»
Mi è piaciuto molto, è finalista al premo Strega 2020, lo consiglio a chi è appassionato di questo genere.







 

Teatro: Buongiorno, Ministro!

  Buongiorno, Ministro!  Una commedia comica e divertente con un un cast di tutto riguardo che vede nei suoi protagonisti, Enzo Iacchetti ...