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sabato 15 marzo 2025

Romanzo collettivo " Il caso Vanessa"

 “Scrivere per comunicare, per esprimere, per capire. Scrivere perché spesso il mondo reale non può o non vuole contenere la ricchezza dei nostri sogni, dei nostri ideali, delle nostre esperienze più profonde. Scrivere perché la finzione (letteraria) è più accattivante del reale, può essere più vera, più vicina alla verità, e scrivere nasce dal desiderio di “aumentare” la realtà. Leggere è cercare di inseguire i sogni, le fantasie di altri che altri mondi hanno saputo costruire con le parole. Scrivere è riscoprire il proprio sguardo sul mondo e farlo nuovo. Il proprio sguardo di donna.” Lorenza Colicigno

Il romanzo collettivo sta prendendo forma come un ipertesto multimediale ed è visitabile

Qui:  Il caso Vanessa  

 

mercoledì 5 marzo 2025

Laboratorio di scrittura, "Lettere d'amore"

Laboratorio di scrittura, condotto da Lorenza Colicigno, a cui ho partecipato in Craft Wordl



 


 

 

 

 

 

 

Tutto il lavoro è stato pubblicato in due E-Book

 https://my.visme.co/view/8r17ddvq-lettere-d-amore-vol-1#s1 

https://my.visme.co/view/76r7x9qx-lettere-d-039-amore-vol-2#s1 

 Recensione di Yvette Marie Marchand,  critica letteraria

 "Quando Lorenza Colicigno mi ha chiesto di leggere e commentare questi due volumi del titolo “Lettere d’Amore”, il risultato finale di un corso di scrittura creativa tenuto da lei in due diversi “luoghi non luoghi” delle etere, Craft e Second Life, semi-alfabeta informatica quale sono, temevo di trovarmi a dover svolgere un compito a cui non fossi, in assoluto, preparata.
Per mia sorpresa mi sono invece trovata piacevolmente coinvolta in una interessantissimo esperimento letterario, svolto online tra persone non fisicamente presenti negli stessi luoghi e anche in un certo senso, nemmeno sempre nella stessa “dimensione”.
L’esperimento coinvolgeva quindi una pluralità di voci, cosa che ha dato vita a due testi vivaci e animati. I due volumi, infatti, offrono degli interessanti spunti d’analisi anche per una che, come me, vive da quasi quarant’anni nel mondo dell’insegnamento della letteratura diciamo in modalità “usuale”. Uno di questi spunti è sicuramente rappresentato dall’idea di aver pensato di usare la forma epistolare per mettere alla prova, come immagino, le lezioni  siano prefisse ad insegnare, e cioè: come scrivere un testo creativo e infine come confezionare un omogeneo testo corale di finzione (nel senso di fiction) in modo da poter catturare l’attenzione del lettore e, allo stesso tempo, permettere ad ogni contributor di avere uno spazio necessario per potersi esprimere al meglio.
La lettera, infatti, è un’entità estremamente “libera”, in quanto non esistono regole fisse che governano la sua lunghezza, né che determinano i suoi contenuti. I vari autori potevano, quindi, esprimersi liberamente utilizzando al massimo ognuno la sua immaginazione, le sue tecniche individuali di scrittura e soprattutto le competenze nella scrittura che il corso aveva fornito.
Sono presenti infatti nei due volumi lettere di diverso tipo: lettere tra figlie e mamme, tra uomini e donne, tra amici, amiche, amanti, mariti e mogli. I contenuti variano e lo stile di ognuna di loro è, infatti, molto personale e distinta, ciò che fa capire che la forma dei volumi è stata una giusta scelta.
In quanto una corrispondenza poi, con qualche eccezione, la maggior parte degli scriventi ha dovuto creare due personaggi distinti, spesso di sesso diverso, cosa che avrà ben messo alla prova i loro talenti di scrittori, prove che in tutti i casi sono state superate molto bene. Il fatto che, come mi sembrava di capire dai testi, tutti i partecipanti del corso siano state donne (se mi sbaglio, sarà un’ulteriore prova della bravura sia di insegnante che di apprendisti), non posso che notare che sono state molto brave a creare personaggi dell’altro sesso. 


Le diverse storie che sono emerse dalla lettura dei vari testi sono poi molto interessanti e coinvolgenti e ciò dimostra che tutti i discenti hanno capito che anche in un testo di finzione, anche nei testi più fantasiosi, la verisimilitudine, nel senso di coerenza alla logica e alla probabilità, è sempre una componente molto importante.
Per entrare più nel vivo dei contenuti, possiamo dire che i nostri scrittori sono stati molto creativi e convincenti. Nelle belle e struggenti lettereallamadrechenonc’èpiù di Lorenza Colicigno che apre il primo di questi due volumi, al lettore viene data la possibilità di entrare nel vivo delle complesse dinamiche che per tutta la vita hanno regolato un rapporto tra una madre e una figlia, rendendolo difficile e creando un distacco importante tra loro. L’autrice, utilizzanodo la tecnica di una serie di diari e note lasciatela dalla madre ormai deceduta, riesce a svelare e spiegare ciò che durante la vita non erano mai riuscite a comunicare l’una all’altra.  

Nella interessante e molto attuale: “Una storia dei nostri tempi” di Eva Kraai, due persone che hanno creato un rapporto significativo e intima online scoprono una verità sorprendente e importante. Nella bella e delicata “Lettera a un amico” di Rosanna Galvani, viene offerta una importante lezione di rispetto e amore amicale, mentre nelle sincere “Lettere d’amore” di Rosa Massaro, da ciò che sembra un sano rapporto coniugale emerge un’inquietante realizzazione che tutto non è sempre quello che possa sembrare.
Il secondo volume si apre con “Allo Specchio” di Fiona Saiman che consiste in una serie di lettere tra due amiche vere, tra due se stesse, che si confrontano virtualmente in Craft. Questo bel testo permette al lettore di riflettere su come la vita virtuale permette di arrivare a conclusioni interessanti anche su quella reale, delle volte avvicinando persone che altrimenti si sarebbero perse nella piattezza del mondo reale. Il testo è brillante e intrigante.
Il testo di “Mister Godot” di Wizardoz Chrome è bellamente inusuale … e anche paradossale e avvincente … quanto il nome del suo scrittore e porta ad un finale sorprendente, mentre “Cara Mamma” di Lux Tergeste contiene delle lettere molto realistiche a una madre, immaginiamo, che stia in casa di cura. La figlia vuole finalmente dire alla madre le cose come sono, ma la mamma le sta sfuggendo probabilmente per qualche tipo di demenza senile. Il testo offre un approccio molto sincero e candido alla questione … forse anche con quella crudezza che lo rende utile oltre che bello e interessante.
In “Amore tra le stelle” di Arcanquest Frank troviamo una storia di amore tra Leonardo, un astronauta, e una donna: un amore che diventerà eterno per una bella trovata dell’autore di questa storia.
Il volume si chiude con “Letter To The Master” di Skye Galileo, che, partendo da un amore molto intrigante di una giovane con un uomo che lei chiama “The Master”, per una esperienza non creata da lei si emancipa e ritorna a prendere la sua strada.


Vorrei infine complimentarmi con Lorenza Colicigno che ha tenuto i corsi di scrittura creativa online, guidando i suoi discenti verso questi bei risultati. Complimenti quindi naturalmente anche a loro … e, soprattutto, a proseguire."
 

martedì 9 gennaio 2024

Romanzo collettivo

 Il caso Vanessa

A conclusione del laboratorio di scrittura creativa, la presentazione 

del nostro romanzo collettivo: Il caso Vanessa

In Craft Wordl nella sezione Più Donna Zero Violenza

 


  



venerdì 10 novembre 2023

Scrittura collettiva "Donne scrivono donne"

 


Anche quest'anno ho voluto partecipare al laboratorio di scrittura creativa diretto dalla prof. Lorenza Colicigno, che si è tenuto in Craft Wordl nello spazio  dedicato a +Donna Zero Violenza.  

 

“Finchè scrivete ciò che volete scrivere, questa è la sola cosa che conta; e se conti per un giorno o per un’eternità, nessuno può dirlo.”Virginia Wolf  da"Donne scrivono donne"

Una scrittura di donne, (siamo in sette) che  si sono cimentate in un romanzo collettivo, composto da sei capitoli, il primo capitolo è stato scritto dalla prof. in seguito ognuna ha avuto il compito di scrivere il suo secondo... fino al sesto capitolo... Quindi per ogni capitolo sette scritture diverse, ognuna con il proprio stile.

  E' stato un percorso molto intrigante! Ma ora il gioco si fa duro! Si tratta di di intersecare ed intrecciare i vari capitoli, smussare le incongruenze, dare una successione temporale alla storia, ricostruire il racconto... Siamo in buone mani comunque, Lorenza di sicuro ci guiderà alla fine di questo percorso con i suoi saggi consigli!

 

 

giovedì 11 maggio 2023

In fuga su una zattera sumera

Lo scorso anno ho frequentato un corso di scrittura creativa nel mondo virtuale di Craft, diretto dalla prof.ssa Lorenza Colicigno. Mi sono cimentata in questa mia prima esperienza e in attesa che tutti i lavori del gruppo dei partecipanti al corso vengano pubblicati, insieme a tutte le esperienze molto coinvolgenti, voglio riportare questo mio racconto qui nel blog.

In fuga su una zattera sumera 

 
 Seduta davanti al camino, Elena è nella sua casa, dopo una giornat,a di lavoro, ha bisogno di rilassarsi. Accende il suo pc e con un clic va su Pianeta 3D, un mondo immateriale tridimensionale, a cui si è iscritta da poco. Qui, in questo luogo incantato, silenzioso, sospeso tra cielo e terra, in un’isola deserta che si riflette nel mare dai colori cangianti, a seconda della luce del giorno, appena libera dal lavoro di avvocata, le basta un clic per ritrovarsi in una nuova dimensione, dove ogni rumore della vita è attutito e resta in lontananza. Si muove cauta, ma allo stesso tempo è desiderosa di nuove conoscenze e avventure in quel nuovo mondo.
Nascosta nel suo avatar, è una giovane donna attraente, ha un trucco leggero, occhi azzurri, indossa un abito sportivo, pantaloni attillati e maglietta scollata e aderente dello stesso colore, si muove con disinvoltura facendo ondeggiare i lunghi capelli biondi, cammina speditamente e riesce a saltare o a volare da un posto all’altro. Si guarda intorno e vede qualcuno seduto su una panchina di fronte al mare.
Si avvicina quasi timorosa, quando si sente chiamare, è Amdir, (colui che vigila, è il significato del suo nome) l’avatar di un trentenne dalla voce maschile, d’altra parte  solamente la voce, in questo mondo immateriale potrebbe essere vera!
 −  Ciao! Chi sei? − Non può trattenersi dal chiedere (Anche se sospetta di  ricevere una risposta  che non sempre corrisponde a verità).
 −  In questo mondo possiamo essere quello che vogliamo e io qui sono un appassionato di storia. E tu chi sei?
 − Io sono alla ricerca di nuovi mondi! Mi sto ambientando, giro un po’ di qui, un po’ di là… Ho capito che potrei diventare chiunque io voglia essere, potrei creare il mio io che ho sempre sognato, potrei cambiare il mondo!
 −  Vuoi che ti accompagni  sull’isola delle donne scrittrici? – Le chiede Amdir.
Lei risponde di sì, si accorge che le ha  inviato un teleport e con un clic è subito da lui.
Elena rimane subito colpita dalla barca dei Sumeri, sulla vela un’iscrizione: Una stanza tutta per sé, Enheduanna, signora di tutti i Me.
1. Regina di tutti i me, troppo numerosi per tenerne il conto,
che sorgi come una luce splendente
2. Donna determinata, rivestita di fulgida radianza,
amata da Anu ed Urash (la moglie di Anu),
3. Prediletta di Anu,
tu sei grande su tutti i sigilli,
4. Tu che ami la giusta corona,
che è perfetta per il sacerdote,
5. resa potente da tutti i suoi sette me …
6. mia regina! Tu sei la custode di tutti i grandi me!
7. Tu che hai preso i me,
tu che hai tenuto i me nelle tue mani.
8. Tu hai riunito i me,
tu li hai tenuti stretti al tuo petto.
9. Come un drago, tu scagli veleno sulla terra del nemico.
10. Nelle regioni dove saetti come il dio Ishkur (o Ninurta),
Asnan non esiste più, secondo il tuo volere.
11. Acque turbinanti inondano le terre del nemico
12. Tu sei la Suprema in Cielo e in Terra, tu sei Inanna!

Elena resta affascinata da quella scritta, le sembra di ascoltare una voce che proviene dalla profondità del tempo, non conosce questa scrittrice e vorrebbe saperne di più. Si trova nell’atmosfera giusta per essere trasportata  nel terzo millennio A.C. e si mette ad ascoltare la voce  di questo sconosciuto, pur con una certa diffidenza. Ma Amdir, nota la sua titubanza e la rassicura dicendole che la storia di Enheduanna è emersa dalle scoperte archeologiche, due grandi sigilli appartenenti al periodo di Sargon, su cui è inciso il suo nome, entrambi rinvenuti nella necropoli di Ur[Uruk, nell’odierno Iraq].
 Poi le dice: − Ora ti invio un teleport, seguimi, se vuoi saperne di più!
Elena, incuriosita accetta e si trova alle mura della città di Ur, che le appare, in quel mondo immateriale, in tutto il suo splendore, come uno dei primi grandi centri urbani della civiltà sumera.
Esterrefatta, non crede ai suoi occhi, ha la sensazione di  essere catapultata in quella civiltà. Cammina sulle strade lastricate e tra viali alberati di palme, si sofferma ad osservare i giardini pensili, è completamente immersa in quel tempo antico tra scuole, poeti, scribi e artigiani di favolosi lavori di arte e architettura.
Si spinge fino al centro della città, dove le  appaiono i templi in tutta la loro bellezza e maestosità e tra essi lo ziggurat di UR, una costruzione in mattoni su tre livelli, con tre rampe di scale, simile ad una piramide egizia.
 
Allora Amdir la invita a salire e le racconta che in quel tempio, dedicato al dio Nanna, dio della luna sumera, nel Giparu, la parte più alta del tempio, probabilmente il luogo dove Enheduanna viveva, fu trovato uno splendido disco di alabastro, che contiene non solo il suo nome, ma anche altre informazioni sul suo conto. Elena legge l’iscrizione sul disco:
 “Enheduanna, sacerdotessa zirru, sposa del dio Nanna, figlia di Sargon, re del mondo, nel tempio della dea Inanna”.
Poi osserva alle pareti del tempio, tra piastrelle smaltate multicolori, le immagini di reperti e, dalle didascalie scopre, altre notizie. Il suo nome significa sacerdotessa, ornamento del dio (o della dea)”,vissuta nel 2285- 2250 a.C. circa. Era figlia del famoso re Sargon e della regina Tashlultum,  le venne conferito il titolo di En, "alta sacerdotessa" del dio Nanna, il dio della luna sumera, una divinità amata e potente.
Nel corso degli anni vissuti nel complesso del tempio di Nanna, Enheduanna aveva scritto quarantadue inni, noti come "Inni del Tempio". In essi, descriveva le città in cui si ergevano i grandi templi e gli dei e le dee a cui erano dedicati. Il più famoso è la "Exaltation of Inanna", un poema di 153 righe scoperto nel 1968 dagli assiriologi William W. Hallo e J.J.A. van Dijk. Allora  Elena chiede con una certa apprensione:
 − Gli "Inni del Tempio", scoperti solamente nel 1968?  −
 Amdir chiarisce subito: − Sì, questo è avvenuto perchè solo allora sono state ritrovate numerose testimonianze scritte che ci permettono di identificare con certezza il nome dell’autrice, in quanto la maggior parte degli scritti provenienti dalla biblioteca di Assurbanipal sono anonimi.
 −  Mi meraviglio che non si sia data importanza a questi scritti, − osserva Elena − considerando che la scrittura cuneiforme dei Sumeri è stata una delle prime scoperte della storia!
Allora Amdir aggiunge:
− Enheduanna era consapevole dell’enorme lavoro svolto e del suo talento religioso, politico e letterario, perciò aveva firmato tutti i suoi scritti e fu la prima scrittrice  a scrivere in prima persona. I suoi inni furono copiati dagli scribi per cinque secoli. Per la sua capacità creativa e l'influenza che ebbe sulle generazioni future di scrittori mesopotamici Enheduanna fu definita la "Shakespeare della letteratura sumera".
− Scusa! −  Lo interrompe Elena, incuriosita, − Voglio leggere un inno che appare su questo menu a tendina, un inno di ringraziamento alla dea per averla riammessa al tempio, dopo l’esilio.
Poi aggiunge:
 − Mi spieghi di cosa si tratta?
 − Come vedi, Enheduanna è una donna che parla di amore e di felicità, ma che si è dovuta anche confrontare con sentimenti più duri, come il dolore, la perdita e l’esilio.
-Le sue composizioni fanno rivivere le principali divinità mesopotamiche e indicano dove si trovano i loro templi, ma sono soprattutto preghiere che emanano umanità, parlano di speranza e narrano dei timori della vita di ogni giorno. Se sei interessata, puoi continuare a leggere cliccando sulle immagini delle tavolette sumere, che vedi in quel riquadro!
E allora Elena, più che mai interessata, legge qualche altro inno e scopre altri particolari.
Enheuanna è sacerdotessa-principessa e poeta e attraverso la lingua della devozione, espressa in poesia, celebra contemporaneamente la propria liberazione spirituale e psicologica dal ruolo di figlia obbediente, da un padre molto autorevole. È figlia di Sargon di Akkad, ma sceglie di scrivere in lingua sumerica, nonostante l’accadico fosse la lingua della famiglia e la lingua ufficiale dell’impero del padre, proprio per affermare la sua autodeterminazione come donna.
Poi Elena esclama:− L’esistenza di questa poeta è confermata da questi suoi scritti! Allora non si tratta di una figura leggendaria!
−Sì, giusto! − Amdir cerca di puntualizzare −Secondo gli storici il ruolo della principessa è stato senza dubbio importante per consolidare l’impero del padre. Sargon ripose grande fiducia in sua figlia, affidandole il compito delicato di fondere le credenze religiose e le divinità dei Sumeri con quelle degli Accadi, in modo da dare la necessaria stabilità interna.
 −Ma che meraviglia! – Esclama Elena – Oltre ad essere la prima poeta, fu anche la prima ambasciatrice di pace, la prima mediatrice culturale!
−Forse riuscì a fondare il primo impero multiculturale e multilingue del mondo! Fu veramente una donna geniale!
Successivamente Elena si sofferma quasi estasiata di fronte ad una foto che riproduce una scultura di Enheduanna e immagina questa donna antica, colta, dalla personalità forte e incisiva, che ricopriva ruoli diversi in quella società complessa come quella della Mesopotamia e vede nella sua storia le donne che camminano sulle strade dell’oggi, nel nostro tempo. In lei si può cogliere  il vessillo dell’emancipazione e del riscatto, il coraggio di decidere, la volontà di vivere in sé e per sé.
Infine esce fuori dal tempio seguendo Amdir. Dall’alto della scalinata fa uno zoom per dare un ultimo sguardo alla città, guarda la doppia cinta di mura, le case di mattoni, i numerosi canali di irrigazione, la foce del Tigri e dell’Eufrate...le sembra di rivivere saghe e racconti di antichi miti.
 Poi esclama:
− Wow! E’ stata una vera immersione nella storia di questa donna, attraverso il suo passato possiamo spiegarci il presente! Ogni donna dei nostri tempi può scoprire il femminile che ci determina, ogni donna  sa di avere tanti <me>!
Poi rivolgendosi ad Amdir: − Una mia curiosità, come mai tu hai tanto interesse  per le scrittrici donne?
 −  Come ti ho detto, sono appassionato di storia e la storia è fatta anche di donne che non hanno avuto voce, hanno avuto l’infortunio  dell’oblio e  da secoli non aspettano altro che far parte della storia.
Questa donna mi ha particolarmente colpito per i suoi <me>!
E tu in quali di questi <me>ti ritrovi?
 −  Oggi non sono in vena di confidenze con sconosciuti, magari se ci incontriamo qualche altra volta possiamo parlarne. Comunque grazie! Non sapevo che in questo mondo immateriale si potessero trovare queste perle di cultura!
Elena con un clic esce da Pianeta 3D e ritorna alla sua vita reale. Lei è una donna indipendente, vive da sola nella sua casa, appassionata del suo lavoro di avvocata, esperta di diritti civili delle donne, svolge la sua professione in uno studio famoso di Napoli, in una zona del Vomero.
Ripensa a quell’incontro interrotto così bruscamente, pensa a quel mondo virtuale dove può volare con la semplicità con la quale cammina, può teletrasportarsi in ogni dove, persino nel tempo! Vorrebbe poterlo fare anche nel mondo reale, ma sta vivendo un periodo di crisi, avverte un senso di vuoto e di  solitudine.
Non ha più certezze e capisce una volta per tutte che il mondo non è come lo immaginava finora. Nulla dura per sempre  e avverte un senso di solitudine.
Ha compiuto da poco quarant’anni e forse i suoi primi capelli bianchi le fanno fare un consuntivo della sua vita.
Le viene in mente una frase ripetuta sempre da sua mamma “Senza un uomo accanto, una donna non è nulla”… Lei non ha mai creduto a questi pregiudizi ed ha lottato sempre per la sua indipendenza, infatti aveva scelto una professione strutturata al maschile, che non prevedeva la declinazione al femminile ed ha preteso sempre essere chiamata “avvocata”.
Laureata con il massimo dei voti, era stata rifiutata da vari studi, perché donna, poi era stata accolta in uno studio di  soli colleghi maschi che ne avevano apprezzato le doti di intuito, una  naturale capacità di ascolto e un’intelligenza emotiva che le consente di entrare in empatia con i problemi delle clienti. Si è sempre battuta per la giustizia di genere, ma ultimamente la costante e impari lotta per competere  con il potere dei suoi colleghi maschi  nelle aule dei tribunali, l’ha un po’ stancata. Ha osato un po’ troppo scontrarsi con dei colleghi delle controparti, eppure ha  agito sempre con estrema attenzione e cautela nel rispettare  il codice deontologico nel rapporto professionale!

Da un po’ di tempo ha paura anche di controllare le mail, riceve offese e minacce da un cyberstalking, ha qualche sospetto, ma non riesce a trovare alcuna prova per denunciarlo, in quanto cambia spesso identità e invia le mail da un server estero,  per cui è impossibile individuarlo. Quella sera però, si fa coraggio, apre le mail e trova un messaggio  di Amdir: “Ci vediamo domani sera su Pianeta 3D, ti porto a teatro, c’è una rappresentazione su Enheduanna. Ciao!”
Elena rimane sconvolta.
 −  Com’è possibile?  Non gli ho dato il mio indirizzo, né alcuna password!
Mi ha teso una trappola! Questo è uno di quelli che s’intrufolano nella tua vita, senza chiederti il permesso! Sarà un pervertito!
 Elena sa che in questi universi virtuali  si annidano gli stessi pericoli della vita reale. Droga, pedofilia, prostituzione, stupri: poco importa che non si tratti di vita reale, il rischio è lo stesso! Perciò si sta avvicinando a questi Mondi virtuali con estrema cautela e non avrebbe mai dato il suo indirizzo al primo avatar  incontrato!
Comunque vuole vederci chiaro e la sera successiva, con un clic entra in Pianeta 3D. In bacheca legge l’avviso: “Alle ore 21, Syusy Blady recita l'Inno a Inanna, dal Poema più antico del mondo di Enheduanna.”
Vede che Amdir è on line e gli scrive in chat:” Come hai fatto ad avere il mio indirizzo di posta elettronica?”
Lui subito risponde:”Non è così! Incontriamoci su quella panchina vicino al mare e ti chiarirò tutto!”
Allora Elena siede sulla panchina, osserva il mare leggermente increspato e resta estasiata nel riflesso della luna piena che disegna sulle onde un flebile scintillìo argenteo sulle onde. Potrebbe rilassarsi, rapita dalla meraviglia del paesaggio, ma rimane perplessa nelle sue preoccupazioni.  Subito arriva Amdir e, con una voce suadente, le dice che lui  nella vita reale è un investigatore informatico che fornisce  consulenze tecniche su richiesta, non solo di privati, ma anche di giudici, pubblici ministeri e Forze dell’Ordine, le dà tutte le sue credenziali e indirizzi e le promette di aiutarla a scoprire questo mittente sospetto. Poi aggiunge:
 − Potrebbe essere un hacker che ti sorveglia anche su Pianeta 3D, perciò si firma con il mio nome! Potrebbe anche appropriarsi del mio avatar! Massima attenzione ma non preoccuparti! Andiamo a goderci questo spettacolo a teatro!
E così la teletrasporta a teatro, lo spettacolo è già iniziato: le danzatrici ballano al ritmo di musica con simboli e gesti che ricordano divinità antiche. Poi al tintinnìo di campanelli appare Enheduanna, avvolta in un mantello rosso che le copre anche il viso, con una voce squillante e potente recita con una certa enfasi:
“Io sono stata mandata dal potere
e sono giunta su quelli che si riflettono in me
Prendetemi con voi
ovunque voi siate
in qualunque tempo
Non ignoratemi
perché io sono la prima e l’ultima
L’onorata e la derisa
La meretrice e la santa
La moglie e la vergine
La madre e la figlia
La sterile dai molti figli
La compassionevole e la crudele
Stai in guardia
Non odiare la mia obbedienza…
Quando sono debole non abbandonarmi
E non temere il mio potere.”    (Qui il video )
Elena viene coinvolta in un ascolto emozionale attraverso questo monologo e riconosce in questa donna leggendaria, che canta la sua dea, il ruolo di archetipo femminile. Lei è contemporaneamente regina della terra e del cielo, della materia e dello spirito, dell’oscurità e della luce, dell’abbondanza della terra e guida celeste. Incarna il femminile regale e indipendente dalle tante sfaccettature: guerriera, amante, madre, seduttrice. Può rappresentare il modello ideale della donna moderna, spesso madre e donna emancipata e donna dai tanti “me” al tempo stesso.
La prima poetessa della storia, la prima a firmare le proprie opere, parla dei sentimenti, della vita e della religione e fa della poesia la Dea di tutte le dee.
Elena si lascia coinvolgere da una carica emotiva, ha bisogno di riflettere, ringrazia Amdir e gli confessa che comincia ad avere fiducia in lui:
 −  Ho trascorso una serata veramente distensiva, in questo viaggio nel tempo, sei stato il mio Virgilio! Ci sentiamo per risolvere anche il problema dell’hacker?
 − Sì! Inviami la tua password per accedere alla posta!
Elena esce da Pianeta 3D, ma prima di disconnettersi controlla il profilo di Amdir sui social. Scopre che vive a Milano e che è un investigatore informatico, quindi tutto dovrebbe corrispondere a verità. Tira un sospiro di sollievo e gli invia la sua password. Poi si abbandona sul divano.
È una notte inquieta e buia. Una di quelle da passare insonni, con stormi di pensieri carichi di ansia e di solitudine. Sente l’eco del canto di Enheduanna: “Prendetemi con voi in qualunque tempo…” riconosce se stessa, rivede alcune  donne sue clienti, violentate, abbandonate, derise e maltrattate…Prende coraggio e sale su quella zattera sumera in cerca di una via di fuga dalle sue paure.

giovedì 18 febbraio 2021

Laboratorio di scrittura creativa in Craft

17/02/2021 Un incontro entusiasmante del Laboratorio di scrittura in Craft - regione NoiLab con sperimentazione riuscita bene di collegamento su zoom. Prossimo incontro il 3 marzo alle ore 18.00. A chi ne farà richiesta, sarà inviato il collegamento zoom. A chi vorrà entrare in Craft, sarà fornita l'assistenza necessaria. Lorenza


Come può questo foglio immateriale su cui scriviamo intensificare, potenziare la vostra scrittura?

Su questo foglio immateriale possiamo abitare la parola. Cosa significa abitare la parola?

(Lorenza Colicigno)

 

Sono molto felice di partecipare con voi a questo esperimento, mi fa di nuovo provare quella sensazione piacevole dell’inizio di qualcosa di importante. Scrivere per me è facile, scrivere un articolo o un post anche una lettera, ma scrivere un testo letterario è sicuramente una prova diversa e più impegnativa. Vi confido una piccola cosa, io qualche anno fa , dopo la morte di mia madre, ho iniziato a scrivere una biografia, ma non l’ho mai conclusa, perché ad un certo punto persi la spinta propulsiva. (Rosanna Galvani)

La volontà di comunicare e l’amore per la parola ci abitano così fortemente che ci siamo riunite qui oggi abbattendo ogni distanza fisica ed ogni barriera o limite. Il bello della parola e della cultura in genere è proprio il non avere limiti. E’ quella forza di andare in controtendenza. Il ruolo della comunicazione infatti è quello di avvicinare chi è lontano, di dar voce a chi non ce l’ha oppure a chi fa fatica a trovare la sua. Non c’è nulla che la parola non possa risolvere e che la comunicazione non possa sovvertire o stravolgere.

Stefania Ianniello


Potrei scrivere cosa sento in questo momento. Vorrei che foste voi a scrivere per me. Io amo scrivere i miei deliri interiori per dare loro una forma, senza forma mi sfuggono, o mi perseguitano, una volta che si fissano sulla pagina diventano storie e si distendono nel tempo e nello spazio come deliri di altri o altre, e io me ne libero. Lorenza

Guardo il mare e vorrei scrivere di un viaggio in un paese lontano ….

Rosa Massaro

 

 

Amo il mare. Spesso lo sento dentro me, con le sue maree, la sua quiete, ma anche tante tempeste. Non riesco a vivere senza vedere il mare, ascoltare la sua voce che è stata molte volte la mia ispirazione. Ma non abito molto vicino al mare, allora in questo periodo cerco di sentirlo di più dentro di me, perchè so che lo vedrò poco, a volte ho il timore di non poterlo vedere più…

Viola Tatham

 

Sto nuotando e il mio respiro si fonde con quello delle creature marine che vedo nitidamente danzare nell’acqua limpida insieme a me, è meravigliosa questa sensazione di unione, di complicità, sento l’aria riempire i miei polmoni, è l’aria della mia mente, è lo spazio infinito che ho dentro a guidarmi, chiudo gli occhi e sono a casa davanti al camino, si l’immagine di me fusa con il mare mi permette di sopravvivere all’inverno gelido di questa città fatta di affetti e di solitudine. Elisa Laraia

 

Vorrei scrivere di quanto mi rende felice essere qui adesso. Vedo tutte le righe che si compongono, e un po’ scrivo e un po’ leggo, sono curiosa di leggere le storie degli altri. E’ un foglio che prende vita, le storie che prima non c’erano adesso ci sono. Prima erano nascoste nella testa di ognuno di noi, neanche sapevamo che ci fossero, ma erano lì ad aspettare di uscire, e respirare. Affascinante vedere le parole che sgorgano dal bianco.

(Luciana Mattei) 

L’incontro é stato crossmediale, si é svolto su diverse piattaforme, mondo immateriale Craft, piattaforma Zoom, Google doc per l’esperimento di scrittura collettiva.

Ho voluto partecipare a questo gruppo di scrittura creativa, perchè la scrittura letteraria mi ha sempre attratta, è una cosa che avrei voluto saper fare, ho provato solo con testi brevi e poesie...a volte ho dei pensieri ma non trovo le parole...chissà...ci voglio provare! Voglio mettermi in gioco se gioco si può chiamare, o piuttosto è una sfida con me stessa?Certamente sarà un percorso intrigante in nuovo viaggio! Maestra74

Teatro: Buongiorno, Ministro!

  Buongiorno, Ministro!  Una commedia comica e divertente con un un cast di tutto riguardo che vede nei suoi protagonisti, Enzo Iacchetti ...