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lunedì 23 marzo 2026

Il faraone d'Olanda di Kader Abdolah


Il faraone d'Olanda di Kader Abdolah 

"L'egittologo olandese Herman Raven sta perdendo la memoria. Di una vita intera scandita da grandi imprese archeologiche ricorda solo un segreto: nella sua cantina, decorata ad arte come una tomba faraonica, nasconde un antico e inestimabile sarcofago, contenente la mummia della regina Merneith, che fu l'eletta di Thoth, il dio egizio della scrittura e della sapienza. Da anni Herman se ne prende cura amorevolmente insieme all'amico Abdolkarim, figlio di un restauratore di libri antichi del Cairo ed ex operaio in una ditta di lavatrici all'Aia, che nella sua casetta olandese sul canale ha ricreato un tipico orto del Nilo. Ma tutto ha una fine, «tutto torna al luogo da dove è venuto», così Abdolkarim desidera ora tornare «a casa», e se riuscirà a riportare in Egitto anche la regina Merneith potrà dare un senso e un valore al suo destino di emigrato, senza sentirsi sconfitto. È questa la missione che i due vecchi idealisti, minacciati in sogno dai coccodrilli del Nilo, devono compiere a ogni costo prima di morire, sfidando le autorità, chi vorrebbe trarre profitto dal prezioso reperto e chi lo considera un falso, una folle invenzione, il capriccio infantile di due confuse menti senili. Del resto qual è la verità quando la memoria ci tradisce? E conta di più la realtà o una fantasia che dia luce e scopo ai nostri giorni? Da rifugiato che non sa se potrà mai rivedere la sua terra d'origine, Kader Abdolah racconta attraverso le avventure di due eroi al crepuscolo della vita una storia piena di humor e nostalgia sul diritto al «ritorno» – ritorno alla libertà dell'infanzia, ritorno alle proprie radici – per portare a compimento un'esistenza. "(Feltrinelli)

 Non conoscevo questo autore leggendo della sua vita che  è nato in Iran, perseguitato dal regime dello scià e poi da quello di Khomeini, dal 1988 è rifugiato politico nei Paesi Bassi. In questo libro ha voluto esprimere il suo grande desiderio, quello di voler tornare nella sua patria. Ho letto un'intervista in cui dice di aver preso lo spunto per questo romanzo visitando  a Londra il British Museum, nella sezione sull'antico Egitto, dove c'erano mummie di re, regine, principi, principesse... Andava lì ogni giorno, le guardava e continuava a ripetersi: "Non appartengono a questo posto, devono tornare a casa".

E' un libro che si legge facilmente trasprortandoci in un'atmosfera spesso fiabesca che a volte non riesce a coinvolgerci del tutto. Tuttavia porta a riflettere  sulla fine della vita, sulla vecchiaia, sulla perdita della memoria e sull'energia vitale che vacilla ma è anche un incitamento a non arenarrsi: i due protagonisti fanno di tutto per portare a termine le loro volontà, sia nei confronti della regina Merneith, sia nei confrontil del loro profondo sentire, verso i figli, le mogli, i nipoti, e verso se stessi. 

Tutto ciò non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato un fortissimo sentimento di amicizia, non solo fra i due protagonisti ma anche nei rapporti fra i figli dell’uno e dell’altro, fra i due anziani e le persone che incontrano ogni giorno, persino fra gli umani e l’ambiente che li circonda.

Libro proposto nel gruppo LA POTENZA DEI LIBRI - Gruppo di lettura

martedì 27 gennaio 2026

La donna abitata di Gioconda Belli

 04/04/2017 17:39

La donna abitata di Gioconda Belli

La donna abitata è un romanzo scritto da Gioconda Belli nel 1988 e pubblicato in Italia nel 1995

Il romanzo inizia con queste parole “All’albeggiare emersi”,(è Itzá che rinasce alla vita in un albero di arance) e narra di una donna, affermata professionista, che, inconsapevolmente, viene ‘abitata’ da un’altra donna, vissuta cinque secoli prima e uccisa dai Conquistadores spagnoli. La ribellione di Itzá, la guerrigliera, rinasce lentamente in Lavinia, la protagonista del romanzo,  e le apre gli occhi per farle scoprire l’orrore dell’oppressione del ’Grande generale’.

 Lavinia è una giovane donna nicaraguense, si considera una donna emancipata che ha studiato in Europa e lavora come architetto presso un prestigioso studio della città di Faguas, ha rotto con i rigidi e ipocriti schemi della società in cui vive ed abita da sola, pur non essendo sposata, con la sola compagnia dell'albero dell’arancio, che racchiude l’anima di Itzá.

Quando si rende conto che il suo ribellismo giovanile è solo il capriccio di una ragazza borghese e non porterà ad un vero cambiamento nella società autoritaria ed ingiusta in cui vive, prende la decisione di seguire il suo cuore e di entrare nelle file della guerriglia sandinista, osteggiata anche dal suo compagno Felipe (guerrigliero anch'esso), che non riesce a superare i suoi preconcetti piuttosto maschilisti.

 Ho trovato questo libro non facile e confesso che ho fatto fatica  ad esserne coinvolta soprattutto all’inizio, forse ho riscontrato qualche elemento di disturbo, le frequenti irruzioni della storia fantastica di Itzà e  le continue ripetizioni delle riflessioni della protagonista sui suoi dubbi, le sue paure…

Comunque, man mano, sono riuscita ad entrare in questa appassionante storia d’amore, di solidarietà e di morte che si anima tra la leggenda e la realtà. E ancora meglio,dopo aver letto il romanzo e l‘intervista di A.M. Torriglia a Gioconda Belli, posta in chiusura al libro, ho compreso cosa volesse esprimere l’autrice nell’incipit: “All’albeggiare emersi”

“La vita in sé non è un valore assoluto. C’è bisogno di una qualità della vita…La vita è un dono, ma allo stesso tempo è un caso, un azzardo. È dovuta ad una serie imprevedibile di coincidenze.. e io credo che, per il solo fatto di essere vivi, noi abbiamo una responsabilità.… È una responsabilità che cambia con il tempo.. Per me, ad esempio, in questo momento è la scrittura… Come scrittrice sento la necessità di generare e far crescere consapevolezza. Questo è il ruolo che assegno alla scrittura: quello di elaborare pensieri che permettano ad altri individui di capire meglio se stessi e quello che vogliono – un ruolo che è, se vogliamo, di responsabilità sociale.” così Gioconda Belli, nell’intervista citata, ci parla della sua visione della vita umana.

 “La donna abitata” porta inevitabilmente a riflettere su molti temi importanti, quali la giustizia, la libertà,la condizione femminile, la vita, la morte, l’amore  e porta alla riscoperta di come avvenne la conquista del Nuovo Mondo e  alla conoscenza delle vicende dei paesi del Sudamerica del secolo scorso, dove la feroce ingiustizia sociale faceva nascere i movimenti di rivolta armata.

Il romanzo si conclude con questa bellissima poesia.

Nessuno sarà padrone di questo corpo di laghi e vulcani
di questa mescolanza di razze,
di questa storia di lance;
di questo popolo amante del mais,
delle feste al chiaro di luna;
del popolo dei canti e dei tessuti di tutti i colori.
Né lei né io siamo morte senza un progetto, senza lasciare un’eredità.
Siamo tornate alla terra da dove ancora torneremo a vivere.
Popoleremo di frutti carnosi l’aria dei tempi nuovi.
Colibrì Yarince
Colibrì Felipe
danzeranno sulle nostre corolle
ci feconderanno eternamente.
Vivremo nel crepuscolo della gioia
nell’alba di tutti i giardini.
Presto vedremo il giorno colmo di felicità
le imbarcazioni dei conquistatori allontanarsi per sempre.
Saranno nostri l’oro e le piume
il cacao e il mango
l’essenza dei sacuanjioces.
Chi ama non muore mai.

Link per conoscere

L’autrice

Guerriglia sandinista

Guerriglia nahua

Conquistadores

 

 

martedì 28 ottobre 2025

L'architettrice di Melania Mazzucco

 


"Nel maggio del 1624 un uomo accompagna la figlia sulla spiaggia di Santa Severa, dove si è arenata una creatura chimerica. Una balena. Esiste anche ciò che è al di là del nostro orizzonte, è questo che il padre insegna a Plautilla. Una visione che contribuirà a fare di quella bambina un’artista, misteriosa pittrice e architettrice nel torbido splendore della Roma barocca. Melania Mazzucco disegna un grande ritratto di donna tornando alle sue passioni di sempre, il mondo dell’arte e il romanzo storico.

Giovanni Briccio è un genio plebeo, osteggiato dai letterati e ignorato dalla corte: materassaio, pittore di poca fama, musicista, popolare commediografo, attore e poeta. Bizzarro cane randagio in un’epoca in cui è necessario avere un padrone, Briccio educa la figlia alla pittura, e la lancia nel mondo dell’arte come fanciulla prodigio, imponendole il destino della verginità. Plautilla però, donna e di umili origini, fatica a emergere nell’ambiente degli artisti romani, dominato da Bernini e Pietro da Cortona. L’incontro con Elpidio Benedetti, aspirante scrittore prescelto dal cardinal Barberini come segretario di Mazzarino, finirà per cambiarle la vita. Con la complicità di questo insolito compagno di viaggio, diventerà molto piú di ciò che il padre aveva osato immaginare. Melania Mazzucco torna al romanzo storico, alla passione per l’arte e i suoi interpreti. Mentre racconta fasti, intrighi, violenze e miserie della Roma dei papi, e il fervore di un secolo insieme bigotto e libertino, ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, abilissima a non far parlare di sé e a celare audacia e sogni per poter realizzare l’impresa in grado di riscattare una vita intera: la costruzione di una originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei, Plautilla, la prima architettrice della storia moderna."(editore)

Plautilla Bricci, Casino del Vascello, 1663, Roma (Archivio di Stato)

 L’Architettrice di Melania Mazzucco è un romanzo storico che narra la vita della prima "architettrice", della storia, Plautilla Bricci,veramente esistita (Roma, 13 agosto 1616 – Roma, 13 dicembre 1705). 

 Un libro molto coinvolgente per la descrizione dei personaggi realmente vissuti, delle opere d'arte, dei luoghi di Roma del Seicento. Vivace anche lo stile  e la scrittura scorrevole, ma appesantita da troppi particolari e dai dialoghi senza virgolette che diventano un po' dispersivi. Anche la narrazione in parallelo della progettazione della villa del Vascello da parte della Bricci e della sua distruzione durante i combattimenti per la difesa della Repubblica Romana mi hanno annoiata un po'.

Comunque attraverso queste 568 pagine, mi è molto piaciuto seguire il lungo cammino di questa donna libera, Plautilla Bricci, fino a poco tempo fa pressoché ignorata, a cui è stata restituita la voce, la vita, la storia e il nome dimenticato.

(Letto su Kindle) 

venerdì 17 gennaio 2025

Il velo dipinto di W.Somerset Maugham

 



Il velo dipinto di  W. Somerset Maugham

Trama

"Kitty Garstin, una ragazza carina di classe borghese medio-alta, sperpera la sua prima giovinezza divertendosi in feste ed eventi sociali, durante le quali la madre prepotente tenta di trovare un "partito brillante" per lei. Dall'età di 25 anni, Kitty ha flirtato ma rifiutato le proposte di matrimonio di decine di pretendenti. Sua madre la esorta a fidanzarsi con Walter Fane, un batteriologo, da alcuni considerato "strano", che è follemente innamorato di lei. In preda al panico, poiché la sorella più giovane e meno attraente, Doris, sta per convolare a nozze prima di lei, Kitty accetta di sposarlo e parte in luna di miele per Hong Kong.

Qui Kitty incontra Charles Townsend, un vice console, alto bello e affascinante, e i due cominciano presto una relazione clandestina. Walter, che non dubita minimamente dell'infedeltà di sua moglie, un giorno rientrando a casa li scorge in flagranza, ma decide di allontanarsi dalla scena del tradimento senza intervenire. I due amanti sospettano di essere stati visti, ma non ne hanno la certezza, e si rassicurano reciprocamente pensando che probabilmente Walter ha deciso di non palesare la propria presenza per codardia. Charles promette a Kitty che, qualunque cosa possa accadere, non la lascerà. Qualche tempo dopo Walter rivela a Kitty di essere a conoscenza del tradimento e la pone di fronte ad un ultimatum: o lei lo accompagnerà in un'amena e sperduta località cinese, a Mei-Tan-Fu, dove lui ha deciso di partire in missione per far fronte a un'epidemia di colera, oppure lui chiederà il divorzio accusandola di adulterio. Kitty lo supplica allora di concedere a lei, di chiedere il divorzio da lui, per una forma di galanteria, in modo da non rovinarle la reputazione. Walter, nel tentativo esasperato di far ravvedere Kitty circa i fasulli sentimenti del diplomatico, accetta, ma a condizione che anche la moglie di Charles divorzi, in modo che quest'ultimo sia libero di sposare immediatamente Kitty. La donna incontra Charles e gli rivela la proposta del marito... Spoiler

 Non ho mai letto nulla di W. Somerset Maugham, ma mi ha incuriosito il titolo  di questo suo libro e la citazione alla prima pagina che esprime l'idea portante del romanzo:"Non sollevare quel velo dipinto, quel che i viventi chiamano Vita" (da un sonetto di  Percy B. Shelley). È un velo dipinto, trasparente, vacuo quello che ricopre la realtà in cui sono ambientate le vicende del romanzo. Il velo rappresenta quella visione superficiale, quella incapacità di intuire la vera sostanza delle cose della realtà, e invece, una volta scostato, quel velo mostra una realtà fatta di dolore, sofferenza e morte. 

Maugham dice che pe questa storia d'amore trae ispirazione  dai versi danteschi su Pia de’ Tolomei nel Canto V del Purgatorio, letti durante un suo breve soggiorno a Firenze  e  da un viaggio che fece in Cina. E' un romanzo introspettivo e di crescita personale, ci fa riflettere sui sentimenti, sulle incomprensioni, sulle barriere che imponiamo agli altri e sul valore della vita. Dà poco spazio, giusto il necessario, alle ambientazioni e scava invece con grande profondità dentro l’animo dei protagonisti, entra  nel loro cuore con grande intensità scoprendo le loro debolezze. 

La protagonista Kitty è una bella donna, frivola e crudele “Aveva una gaiezza incantevole e il desiderio di piacere”, comunque attraverso le varie vicende riuscirà infine a raggiungere una certa maturazione. Riuscirà a comprendere che la vita che porta in grembo non deve vivere le stesse convenzioni, le stesse costrizioni che toccavano alle donne (come i matrimoni combinati), la stessa mancanza di indipendenza personale, ma deve aspirare alla propria libertà con coraggio. Mentre Walter, il marito rimane lo stesso uomo innamorato di lei, altruista e fedele fino alla morte, nonostante tutto.

In tutto il romanzo l'autore tratta il tema  dell'umanità in senso altruistico, rivela un'attrazione verso le culture orientali, specie per le figure della spiritualità occidentali e orientali e propone al lettore insegnamenti filosofici e religiosi. La sua penna è davvero  raffinata, riesce a farci entrare nella storia del libro attraverso una scrittura scorrevole ed un lessico semplice e diretto.

Un libro da leggere

Riporto alcune frasi:

Il funzionario di dogana Waddington “Ho idea che la sola cosa che ci permette di guardare senza disgusto il mondo in cui viviamo sia la bellezza che gli uomini di tanto in tanto creano dal caos” 

Kitty “Libertà! Questo era il pensiero che le cantava nel cuore, così che il futuro, per quanto incerto era iridescente come la nebbia sul fiume illuminata dal sole mattutino”

La Madre Superiora del convento “Non si può trovare pace nel lavoro o nel piacere, nel mondo o in convento, ma solo nella propria anima”.

 


giovedì 17 ottobre 2024

"Dalla stessa parte mi troverai" di Valentina Mira

 "Dalla stessa parte mi troverai" di Valentina Mira è un romanzo che narra un fatto di cronaca risalente agli anni settanta, la strage di Acca Larentia del 7 gennaio del 1978, in cui furono uccisi a colpi d'arma da fuoco due attivisti di destra. Questo fatto ancora oggi viene commemorato ad ogni anniversario da una folla di centinaia di fascisti,  puntualmente filmati mentre depongono corone d’alloro e salutano col braccio teso. 

In questo libro si racconta la storia di Mario Scrocca, militante di sinistra, che la notte del 30 aprile 1987 viene arrestato, senza prove, con l’accusa di aver preso parte alla Strage di Acca Larentia; morirà due giorni dopo nel carcere di Regina Coeli in circostanze mai chiarite, morto suicida impiccato, nonostante fosse in isolamento, in una cella anti-impiccagione e sotto sorveglianza. Al momento della morte non ha ancora compiuto 28 anni ed è padre di un bambino. Rossella Scarponi, a sua volta militante di sinistra, è la moglie di Mario.

Il racconto  inizia in  un pomeriggio di giugno del 2021. Due donne si incontrano sotto il cielo di Roma. Rossella ha sessant’anni ed è la vedova di Mario Scrocca, dopo anni di silenzio, ha deciso di raccontare la propria storia dolorosa alla scrittrice Valentina, instaurando un rapporto di affetto e di scambio basato sulla comunione di una serie di valori, che nel libro è definito “sorellanza”. Valentina, di anni, ne ha trenta, è cresciuta dalle parti di Acca Larentia ed ha frequentato ragazzi fascisti, con uno di questi è stata anche fidanzata. Ora  avverte "una sorta di colpa da espiare: il fascismo dentro e intorno a me. Il mio ex, i piccoli e grandi compromessi per un briciolo d’amore, l’aver scelto – lasciandomi scegliere – di pagare il prezzo che qualcuno mi salvasse, l’aver lasciato che tenesse lui il timone della mia vita,...”. E scrive pagine di acute riflessioni su che cosa sia ancora oggi la mentalità fascista, intrisa dai peggiori stereotipi maschilisti.

Il racconto di Valentina Mira prosegue su tre piani narrativi: la storia di Mario e Rossella; il rapporto tra Rossella e Valentina; la vicenda privata di Valentina, che riguarda un suo trascorso rapporto sentimentale (traumatico) con quel ragazzo di estrema destra.

 Questo libro è stato proposto da Franco Di Mare al Premio Strega 2024 con la seguente motivazione:
«In anni di celebrazione dell’oblio, in nome di un pur comprensibile desiderio di voltare pagina e arrivare a una memoria condivisa, a una pacificazione, al superamento degli anni di piombo e dunque al miracolo del perdono che unisce le vittime nel dolore, irrompe con la potenza di uno tsunami Valentina Mira con Dalla stessa parte mi troverai. Da quale parte? Da quella del giusto (che non coincide sempre con la giustizia) da quella della Storia (che non sempre la racconta com’è andata) da quella delle vittime (che non possono condividere le responsabilità dei carnefici). In questo potente romanzo Valentina Mira racconta la storia di Acca Larentia e degli anni di piombo che seguirono, gli omicidi, i processi, un clima mefitico e velenoso che avvolgeva i cuori e le menti del Paese. E lo fa intingendo la penna “nel latte e nel sangue” con cui Roma ha scritto la sua storia millenaria e raccontando una storia d’amore e del suo potere salvifico.»

"Dalla stessa parte mi troverai", dal linguaggio tagliente e deciso, ma dallo stile semplice e informale è quasi un'inchiesta, una denuncia che reclama giustizia. Molto scorrevole, pur trattando argomenti molto forti, si legge facilmente. Consiglio di leggerlo sopratutto ai giovani, per conoscere questa storia che ha attraversato il nostro paese negli anni 70.

Letto in pdf sul tablet



martedì 16 aprile 2024

"Una donna indipendente" di Elizabeth von Arnim

 



"Una donna indipendente" di Elizabeth von Arnim è un romanzo d'amore scritto attraverso un epistolario univoco, le lettere d'amore  di una giovane donna al suo innamorato.

" La venticinquenne Rose-Marie vive a Jena insieme al padre, il Professore, quando nella loro vita arriva Roger, un giovane inglese, nobile decaduto, in Germania per imparare il tedesco. I due si innamorano, Roger si dichiara, ma deve tornare in Inghilterra dalla famiglia, e le lettere che Rose-Marie gli scrive sono piene di impazienza, ansiose di avere una risposta. Ma fin dalle prime pagine è chiaro che la fedeltà di Roger si appanna velocemente: la distanza, il temperamento e le condizioni sociali rendono difficile il rapporto. Spunta un'altra donna, bella e ricchissima. Si assiste così all'altalena dell'amore tra due persone molto differenti, e la vicenda si dipana solo grazie alle lettere di Rose-Marie: quelle di Roger si possono solo immaginare dalle parole della ragazza, ben decisa a imporre la propria volontà..."

 Un romanzo singolare e straordinario questo  di Elizabeth von Arnim. Si legge facilmente e scorre veloce,  risulta molto vivace e denso di sarcasmo, nonostante sia un soliloquio della protagonista. Molto brava la scrittrice, di cui non avevo letto mai nulla, ma che mi ha sorpreso per la sua indipendenza di donna e di donna dei suoi tempi. Riporto una citazione che descrive il  carattere della protagonista:

"Amo la mia libertà e le escursioni nella foresta, le mie gonne corte e le braccia a penzoloni. Voglio che il vento mi soffi addosso, che il sole mi batta in viso e che il fango mi schizzi. Al bando scrigni, tappezzerie e cornici! Non sono un quadro né un gioiello, né ciò che il vostro occhio poetico, fuorviato da una musa burlona, persiste nel volermi vedere. "

Ho letto con piacere questo libro , come esercitazione per il laboratorio di scrittura creativa " Lerrere d'amore da...", ideato e condotto dalla prof. Lorenza colicigno.



 

giovedì 23 novembre 2023

Eppure qualcuno mi doveva ascoltare di Aurelio Pace



 “Eppure qualcuno mi doveva ascoltare” di Aurelio Pace è la storia di Agostino Lacerenza, una vittima di "un colpevole ostinato strabismo di paladini della giustizia", vittima di un errore giudiziario che lo condannò per omicidio, ad una pena senza fine, al carcere prima e all'ostracismo della sua stessa comunità dopo.

 Il romanzo è tratto da un fatto vero, accaduto nella contrada Casone di Brindisi di Montagna, paese dell’entroterra lucano, negli anni della Grande Guerra. Lo scrittore Aurelio Pace dà voce ad Agostino Lacerenza, che nessuno aveva voluto ascoltare, e ne fa un racconto struggente e accorato di domande senza risposte, di ferite, di ricordi e di sogni: " Il tempo in carcere ti mangia, ti fa mancare l'aria, ti inganna..."  "il silenzio ti sfiata negli occhi...quando parla confonde, stordisce, rintrona...si presenta come un uomo elegante" . 

Nella solitudine del carcere Agostino Lacerenza si interrogava sul perché la sorte gli aveva riservato tanta crudeltà e perché Cristo non lo ascoltava. ma la sua verità non veniva ascoltata nè da Dio, nè dagli uomini e trascorreva i suoi anni di carcere angosciato dai rimpianti, dalla mancanza della famiglia, dalla vergogna, e dalla rabbia.

 E' il racconto di una vita sacrificata a causa dell’ingiustizia  di un processo farsa  che condannò un innocente. La verità, raccontata in punta di morte dal vero colpevole,  era scritta nel fascicolo  ma era stata sempre taciuta. A conferma viene riportato nelle ultime pagine del libro, un estratto di quel fascicolo  polveroso dove era stata nascosta la verità.

Nell'epilogo la lettera aperta della famiglia di Agostino Lacerenza ringrazia lo scrittore che con questo libro ha ripristinato la dignità della loro famiglia, mettendo in luce la verità taciuta per più di settantanni di sofferenza e discredito.

 Dal romanzo “Eppure qualcuno mi doveva ascoltare” è stata tratta l'opera teatrale,“‘O Pollc” scritta a quattro mani da Aurelio Pace e da Ulderico Pesce.

Un libro di poche pagine, ma intenso di contenuti e di riflessioni.

giovedì 3 novembre 2022

Il fragore del ricordo di Anna Maria Basso


 
 "Il fragore del ricordo" di Anna Maria Basso

Il "Fragore del ricordo" di Anna Maria Basso è un romanzo che, attraverso la vita e i luoghi delle tre protagoniste, pone l’accento sull’importanza dei ricordi e conduce il lettore a ripensare alla propria storia con una piacevole sensazione mescolata alla malinconia per il tempo che passa.

Trama

Lara è una giovane neurologa lucana spinta da forti interessi scientifici per la ricerca nell'ambito delle malattie neurodegenerative. Ottiene un contratto per tre anni presso l'Università UTS di Dallas, in Texas. Il suo ragazzo, Matteo, che inizialmente aveva deciso di partire con lei, si tira indietro all'ultimo momento. Prima della partenza, nella casa estiva a Maratea, Lara trova un diario della nonna da cui apprende i momenti più difficili della sua vita. Adelina, infatti, ha scritto le sue memorie prima di cadere nell'oblio della malattia e le racconta i sogni e le speranze dei suoi anni giovanili, l'amore impossibile per un ufficiale americano, l'affetto profondo per il fratello Antonio, pilota dell'aeronautica militare italiana. Intanto Lara svolge con entusiasmo il suo lavoro di ricercatrice. Partecipa a un programma che promette delle scoperte molto interessanti. A Dallas condivide un mini appartamento con Jamila, un'operatrice sanitaria di origine afgana, salvata da una coppia di medici americani, quando aveva dodici anni e viveva in un campo profughi del Pakistan. Lara conosce William, anche lui ricercatore di nota fama che lavora a New York, con il quale inizia una collaborazione professionale, ma nasce anche una bella amicizia che si trasformerà in amore. Attraverso Jamila, Lara conosce Gregory Walker, il nonno di William, un famoso generale della marina militare USA, in pensione, che vuole immaginare come il giovane ufficiale amato da Adelina...(Dalla copertina)

“Quella che leggerai adesso non ha né fate, né principesse…E’ solo la mia storia e leggendola capirai che la vita è un libro fatto anche di pagine bianche che spesso non si riescono a riempire, ma che conservano intatti i nostri sogni.”

Si potrebbe definire infatti un libro dei sogni realizzabili o anche impossibili che ci fa riprovare le stesse emozioni vissute dalle protagoniste. E’una storia di donne del sud, una storia che parla della conquista della libertà, attraverso due generazioni: quella di Adelina che può realizzare se stessa solo attraverso il matrimonio e quella della nipote Lara che invece può decidere liberamente del proprio futuro. E’ la storia di Jamila, salvata da un attentato a 12 anni in un campo profugo da una coppia americana, coinquilina afgana di Lara, che decide di ritornare nella sua terra a conquistare la sua libertà, perché il luogo di nascita “ci lega e ci condiziona e per alcuni è una dote straordinaria, per altri è una maledizione, e per le donne afghane, un destino perverso”.

Nel dipanarsi delle vicende del romanzo tutto scorre  per volere del destino, tutto avviene per caso, così avviene l'incontro di nuovi personaggi su cui si sviluppa la storia. E i ricordi non diventano mai rimpianti e il dolore viene affrontato quasi con serenità, “basta darsi tempo”, perché tutto si evolve nel fluire degli eventi.

Tutta la storia è incastonata nei luoghi dove scorre la vita delle protagoniste; i luoghi, come il centro storico di Potenza, Napoli, Dallas, sono descritti attraverso immagini davvero suggestive.

E’ stata una lettura scorrevole e piacevole, che mi ha riportato indietro nel tempo, ai ricordi  dei luoghi e degli affetti della mia fanciullezza ed è stato davvero un ritornare "al punto di partenza, per conoscerlo per la prima volta"(T.S. Eliot). E' stata un'immersione negli anni 60, ho  ripensato alla vita nel mio paese,  al vicinato, all'atmosfera  della vita tranquilla, ai condizionamenti e ai miei primi passi nell'emancipazione come donna... Sì, forse non son ruscita a riempire tutte le pagine del libro della mia vita e qualche sogno è ancora custodito tra quelle pagine bianche...

E' un libro che ci trasporta emotivamente  in tempi e luoghi lontani attraverso una scrittura molto limpida e chiara, semplice ma ricca di effetti poetici, dovuti al ritmo vivace dei dialoghi e all'uso di metafore e similitudini. Consiglio la lettura a tutti coloro che amano leggere belle storie, scritte bene.


lunedì 20 settembre 2021

L'amore ai tempi del colera di Gabriel Garcia Marquez


L'amore ai tempi del colera di Gabriel Garcia Marquez

 Una lettura di quest'estate o forse una rilettura? 

Comunque sia, mi sono tuffata in quelle 400 pagine circa, in quella storia d'amore  di Fiorentino Ariza, che aspetta per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni, per veder  realizzato il suo sogno.

«L'odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati.» (L'incipit)

La storia inizia negli ultimi anni dell'ottocento a Cartagena, città magica e sensuale e ripercorre mezzo secolo di vita del protagonista, Fiorentino Ariza, un telegrafista, amante di poesia e musica  che rimane innamorato per tutto quel tempo di Fermina Daza, la più bella ragazza del Caribe, nonostante le minacce del padre  e nonostante lei  si sposi con un medico.

« Quello sguardo casuale fu l'origine di un cataclisma d'amore che mezzo secolo dopo non era ancora terminato »(p. 61).

Egli intrattiene rapporti amororosi con molte donne, ma non concede il suo cuore a nessuna, perchè la sua anima appartiene a colei che nelle poesie è una "Dea incoronata".
Lei  è testarda, ma finalmente si innamorerà di quest'uomo così perseverante, ma non del ragazzo che era stato, non del ricordo sbiadito che ne ha: amerà l'anziano, l'ultrasettantenne oramai calvo, ma infinitamente romantico, dolce e paziente.
Questo libro è un romanzo che parla d'amore:
amore non corrisposto, amore coniugale, amore platonico, amore arrabbiato, amore geloso, amore giovane, amore adulterino, amore a distanza, amore negli anziani, perchè ”Il Cuore ha più stanze di un albergo”.
Molto piaciuto, letto su Kindle.

Teatro: Buongiorno, Ministro!

  Buongiorno, Ministro!  Una commedia comica e divertente con un un cast di tutto riguardo che vede nei suoi protagonisti, Enzo Iacchetti ...