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venerdì 26 settembre 2025

La neve in fondo al mare di Matteo Bussola


 

Matteo Bussola nel libro "La neve in fondo al mare" ci presenta un padre e un figlio, dentro una stanza di un ospedale, nel reparto di neuropsichiatria infantile, l’uno di fronte all’altro, ciascuno lo specchio dell’altro.  Ci sono altri genitori con figli adolescenti che rifiutano il cibo o che si fanno del male, che vivono l’estenuante fatica di crescere. E madri e padri  che condividono le stesse angosce e che si sentono inadeguati a comprendere il dolore dei figli.

L'autore ci presenta dei momenti terribili, in cui genitori e figli smettono di riconoscersi, essendo impossibilitati a svolgere ogni tipo di dialogo fra loro. Attraverso la voce di un padre, ci parla di questo grande problema del nostro tempo, della fragilità adolescenziale e di quel che si prova davanti al dolore di un figlio. E ci ricorda che solo l'amore può riportare alla rinascita: “Forse noi due potremmo ripartire da qui; dal diritto di essere amati semplicemente per ciò che siamo: Non tanto come genitore e figlio, ma prima di tutto come due esseri umani che hanno voglia di dirsi chi sono”..."Forse si diventa padri, si diventa madri, proprio per imparare quel tipo di amore lì, unico e irragionevole, che non si può sperimentare in nessun altro modo, in nessun altro tipo di relazione. Forse il vostro compito è quello di riuscire a farci scorgere la bellezza anche nel progetto che non riesce, nella promessa non mantenuta. Nella provvisorietà del bene. Nel crollo che ci svela cos'era tenerci in piedi."..." Come il filo dell'aquilone, è ciò che ci permette di essere uniti ma liberi.Senza il contrasto delle due forze opposte dell'aria e della terra  um aquilone sarebbe spazzato a terra e precipiterebbe..Fra noi due non sono sicuro che tu sia l'aquilone  forse sei tu il filo che riesce a far volare me"...

E' una storia toccante, raccontata attraverso personaggi straziati dalla sofferenza e dal dolore, che ci immerge nel complicato mondo degli adolescenti di oggi e degli adolescenti che siamo stati tutti, ma anche nel dolore e nella fatica dei loro genitori. In quel reparto dell'ospedale  "...nessuno trema  neanche per la paura...  qui il reparto è una cima rocciosa su cui nevica di continuo...bisogna evitare gli scossoni troppo forti, si scatenerrbbe una slavina" Tutti i personaggi si ritrovano come compagni di viaggio che stanno “sulla stessa barca” o, per dirla con le parole di Tommy, su una “zattera col tetto” e vivono la potenzialità di ritrovarsi in un gruppo.

Abbiamo letto questo libro individualmente  con successiva discussione nel gruppo di lettura" La Potenza dei libri! " Alcuni hanno ritenuto che sia un testo pesante per i problemi che affronta, io ed altri invece non abbiamo avuto difficoltà a leggerlo, ne abbiamo invece apprezzato la scrittura scorrevole  dallo stile narrativo molto coivolgente,che ci ha trasformato da lettori in compagni di viaggio dei suoi personaggi.  Ne consiglio la lettura agli adolescenti, ai genitori e agli insegnanti.

 

mercoledì 2 ottobre 2024

Fiori sopra l'inverno di Ilaria Tuti

Fiori sopra l'inverno di Ilaria Tuti è unThriller psicologico che parla di un caso di omicidi seriali avvenuto a Travenì, piccolo paesino delle Dolomiti friulane, nome di fantasia,  che dalle descrizioni corrisponde al luogo natio della scrittrice.

"C'era una leggenda che gravava su quel posto. Una di quelle che si appiccicano ai luoghi come un odore persistente. Si diceva che in autunno inoltrato, prima che le piogge si tramutassero in neve, il lago alpino esalasse respiri sinistri."

Il caso viene affidato alla commissaria Teresa Battaglia, protagonista del romanzo, burbera dai modi bruschi ma amata e stimata dai colleghi e dai sottoposti, che riesce ad analizzare gli eventi per interpretare la psiche del carnefice e trovare la verità.

 «Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell'orrido che conduce al torrente, tra le pozze d'acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l'esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l'inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l'inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall'età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l'indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura». (Dalla quarta di copertina)

La narrazione degli eventi si articola su due filoni storici: il passato che va dal 1976 al 1993 e il presente. L'ambientazione temporale passa dal presente al passato in più occasioni, e questo potrebbe disorientare un po' il lettore all'inizio, ma  poi, pagina dopo pagina, i salti temporali consentono  di collocarsi nelle due epoche in cui si svolgono i fatti narrati e di coinvolgere sempre di più l'attenzione fino al finale alquanto imprevisto,almeno per me.

E' un libro dallo stile semplice e scorrevole, dalle vivide descrizioni dei luoghi, i boschi, la vegetazione, la bruma che spesso avvolge le cose, del ghiaccio che crea immobilità nel paesaggio, della comunità chiusa,che preferisce nascondere anche le cose più atroci pur di conservare un apparente rigore. 

Letto questa estate in cartaceo.

Lo consiglio a chi ama questo genere.



giovedì 3 novembre 2022

Il fragore del ricordo di Anna Maria Basso


 
 "Il fragore del ricordo" di Anna Maria Basso

Il "Fragore del ricordo" di Anna Maria Basso è un romanzo che, attraverso la vita e i luoghi delle tre protagoniste, pone l’accento sull’importanza dei ricordi e conduce il lettore a ripensare alla propria storia con una piacevole sensazione mescolata alla malinconia per il tempo che passa.

Trama

Lara è una giovane neurologa lucana spinta da forti interessi scientifici per la ricerca nell'ambito delle malattie neurodegenerative. Ottiene un contratto per tre anni presso l'Università UTS di Dallas, in Texas. Il suo ragazzo, Matteo, che inizialmente aveva deciso di partire con lei, si tira indietro all'ultimo momento. Prima della partenza, nella casa estiva a Maratea, Lara trova un diario della nonna da cui apprende i momenti più difficili della sua vita. Adelina, infatti, ha scritto le sue memorie prima di cadere nell'oblio della malattia e le racconta i sogni e le speranze dei suoi anni giovanili, l'amore impossibile per un ufficiale americano, l'affetto profondo per il fratello Antonio, pilota dell'aeronautica militare italiana. Intanto Lara svolge con entusiasmo il suo lavoro di ricercatrice. Partecipa a un programma che promette delle scoperte molto interessanti. A Dallas condivide un mini appartamento con Jamila, un'operatrice sanitaria di origine afgana, salvata da una coppia di medici americani, quando aveva dodici anni e viveva in un campo profughi del Pakistan. Lara conosce William, anche lui ricercatore di nota fama che lavora a New York, con il quale inizia una collaborazione professionale, ma nasce anche una bella amicizia che si trasformerà in amore. Attraverso Jamila, Lara conosce Gregory Walker, il nonno di William, un famoso generale della marina militare USA, in pensione, che vuole immaginare come il giovane ufficiale amato da Adelina...(Dalla copertina)

“Quella che leggerai adesso non ha né fate, né principesse…E’ solo la mia storia e leggendola capirai che la vita è un libro fatto anche di pagine bianche che spesso non si riescono a riempire, ma che conservano intatti i nostri sogni.”

Si potrebbe definire infatti un libro dei sogni realizzabili o anche impossibili che ci fa riprovare le stesse emozioni vissute dalle protagoniste. E’una storia di donne del sud, una storia che parla della conquista della libertà, attraverso due generazioni: quella di Adelina che può realizzare se stessa solo attraverso il matrimonio e quella della nipote Lara che invece può decidere liberamente del proprio futuro. E’ la storia di Jamila, salvata da un attentato a 12 anni in un campo profugo da una coppia americana, coinquilina afgana di Lara, che decide di ritornare nella sua terra a conquistare la sua libertà, perché il luogo di nascita “ci lega e ci condiziona e per alcuni è una dote straordinaria, per altri è una maledizione, e per le donne afghane, un destino perverso”.

Nel dipanarsi delle vicende del romanzo tutto scorre  per volere del destino, tutto avviene per caso, così avviene l'incontro di nuovi personaggi su cui si sviluppa la storia. E i ricordi non diventano mai rimpianti e il dolore viene affrontato quasi con serenità, “basta darsi tempo”, perché tutto si evolve nel fluire degli eventi.

Tutta la storia è incastonata nei luoghi dove scorre la vita delle protagoniste; i luoghi, come il centro storico di Potenza, Napoli, Dallas, sono descritti attraverso immagini davvero suggestive.

E’ stata una lettura scorrevole e piacevole, che mi ha riportato indietro nel tempo, ai ricordi  dei luoghi e degli affetti della mia fanciullezza ed è stato davvero un ritornare "al punto di partenza, per conoscerlo per la prima volta"(T.S. Eliot). E' stata un'immersione negli anni 60, ho  ripensato alla vita nel mio paese,  al vicinato, all'atmosfera  della vita tranquilla, ai condizionamenti e ai miei primi passi nell'emancipazione come donna... Sì, forse non son ruscita a riempire tutte le pagine del libro della mia vita e qualche sogno è ancora custodito tra quelle pagine bianche...

E' un libro che ci trasporta emotivamente  in tempi e luoghi lontani attraverso una scrittura molto limpida e chiara, semplice ma ricca di effetti poetici, dovuti al ritmo vivace dei dialoghi e all'uso di metafore e similitudini. Consiglio la lettura a tutti coloro che amano leggere belle storie, scritte bene.


sabato 17 settembre 2022

L’angelo di vetro di Corina Bomann


Langelo di vetro
Autore: Corina Bomann
Pubblicato da Giunti - Ottobre 2018
Pagine: 270 - Genere: Narrativa rosa

"«Il vetro è come l'amore» disse mio padre aprendo la porta del laboratorio. «Può durare decenni e poi andare in frantumi da un momento all'altro. Va trattato con cura, se non vuoi incrinarlo. Ma se ci riesci, la felicità che ne trarrai sarà eterna.»"

"È un freddo dicembre del 1895 nel piccolo villaggio di Spiegelberg, ai margini della Foresta sveva, e la giovane Anna spera che l'arrivo del Natale le permetta di vendere le sue meravigliose creazioni di vetro soffiato: angioletti, fiori, animali e cristalli di ghiaccio in ogni sfumatura di colore. Dopo la morte del padre, mastro vetraio, che le ha insegnato tutti i trucchi della sua arte, Anna è costretta a farsi carico della madre malata e della sorella minore, lavorando per un misero salario nel laboratorio del vecchio Philipps e di suo figlio Wenzel. Quando un giorno il ragazzo le chiede di sposarlo, Anna si sente di fronte a un bivio: potrebbe essere la via di uscita da una vita di stenti, eppure, nonostante l'amicizia che la lega a Wenzel, qualcosa dentro di lei si ribella. Il suo sogno è sempre stato viaggiare in paesi lontani e solo l'idea di un'esistenza tranquilla e ritirata le toglie il fiato. Finché una notte uno sconosciuto dagli occhi grigi come le nubi cariche di neve bussa alla sua porta consegnandole una busta chiusa da un sigillo di ceralacca. Una lettera che arriva dall'altra parte del mare e che sta per dischiuderle un mondo da fiaba: al fianco del giovane messaggero, Anna intraprenderà un lungo viaggio che la porterà fino a Londra, alla corte della regina Vittoria, per decorare con le sue raffinate figure di vetro l'abete della famiglia reale. Ma sarà davvero più vicina alla realizzazione di tutti i suoi sogni? "(dalla copertina)

 L’angelo di vetro è un libro scorrevole, ben scritto che ti porta nel mondo magico delle fiabe, dove  c'è sempre una Cenerentola, un principe e il lieto fine. Comunque l'intreccio della storia non appare mai scontato e con qualche colpo di scena, riesce a catturare il lettore.

 La protagonista, Anna, è un personaggio ben riuscito, è una ragazza di 18 anni un po' troppo audace per i suoi tempi,che riesce a superare le sue paure e qualche disavventura tanto da intraprendere un lungo viaggio con uno sconosciuto.Suscita ammirazione per il suo coraggio che le permette di non arrendersi alle difficoltà e alle peripezie della vita

  Una lettura romantica, una fiaba natalizia letta sotto l'ombrellone, al mare. Lo consiglio come lettura amena per trascorrere qualche ora in leggerezza.

 

 


 


giovedì 17 marzo 2022

L'inverno dei leoni

 

Dopo I Leoni di Sicilia, Stefania Auci conclude la saga dei Florio con L'inverno dei leoni.

I Florio, una tra le più importanti famiglie siciliane vissuta tra l'Ottocento e il Novecento, sono stati creatori di un impero e detentori di un potere economico e sociale molto imponente, pur venendo dal nulla.

Il primo libro si chiudeva con la morte di Vincenzo Florio, uno dei patriarchi, figlio di Paolo che, con il fratello Ignazio, era arrivato a Palermo dalla Calabria,  per impiantare una "putìa" di spezie. Con Vincenzo Casa Florio era diventata un'impresa, con affari diversificati, spezie, navi, tonnare e ville lussuose.

Il secondo volume riparte proprio dalla morte di Don Vincenzo e da quando suo figlio, Ignazio senior,  prende il dominio di casa Florio e la trasforma in un vero e proprio impero aprendosi a diverse attività: la navigazione, il tessile, la produzione enologica, le tonnare a Favignana, isola dalla bellezza quasi mitologica che diventa la vera casa dei Florio. Per completare l'ascesa dei Florio, da commercianti a nobili, Ignazio sposa la baronessa Giovanna D'Ondes Trigona, una scalata che lo porterà al punto più alto, con la nomina a senatore del Regno nel 1883.

 Ma dopo questa salita vertiginosa di successi e ricchezze, inizia il declino con la sua morte e con la crisi del mondo dell'aristocrazia. Gli succede il figlio ventunenne Ignazziddu, a cui mancano quell'abnegazione e quella capacità di caricarsi di responsabilità che erano state le caratteristiche del padre e del nonno e dimostra la sua ritrosia ad  adeguarsi al modello paterno....Eppure ci prova, affrontando un mondo che cambia troppo rapidamente, agitato da forze nuove, violente e incontrollabili. Ci prova, ma capisce che non basta avere il sangue dei Florio per imporsi. 

Accanto ai due protagonisti, così diversi, ci sono due donne, anche loro diverse, ma entrambe molto forti, alla ricerca della propria identità in una società rigida e patriarcale: Giovanna d’Ondes e Franca Jacona di San Giuliano,suocera e nuora. Giovanna è austera e misurata, personaggio di grandissima forza, dignità e indipendenza, discreta e paziente, anno dopo anno, per il nome della famiglia.

Franca è una regina, raffinata e bellissima: ritratta da Boldini, corteggiata da D’Annunzio,  così ammirata in tutta Europa da diventare leggenda. Tra le mura di casa resta fimmina, condannata ad accettare, in silenzio, i suoi dolori, ma sempre con dignità e sacrificio.
 «Le femmine sono più forti, vita mia. Più forti di tutto perché conoscono la vita e la morte e non hanno paura di affrontarle».

 L'inverno dei Leoni è un libro corposo con più di 600 pagine, ma non è stato faticoso leggerlo, in quanto la narrazione di questa dinastia scorre come una fiaba, attraverso  dialoghi, a volte in dialetto siciliano che aiutano a calare i personaggi nella realtà e ne fanno un romanzo storico.

 Letto in cartaceo.

Ho voluto leggere questi due libri, essendo stata a Favignana tempo fa, mi interessava conoscere la storia dei Florio. 
 
Favignana:  Villa Florio

 Le tonnare Florio

 

La Tonnara di Favignana, ufficialmente denominata Ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica, è un'antica tonnara, con annesso stabilimento per la conservazione del pescato, sita a Favignana nelle isole Egadi.

Con i suoi 32.000 metri quadri, di cui 3/4 coperti, è una delle più grandi tonnare del Mediterraneo

https://it.wikipedia.org/wiki/Tonnara_di_Favignana

lunedì 5 luglio 2021

Alessandro Baricco da "Una certa idea di mondo"


L’idea dell’autore è di parlare dei libri migliori letti da lui negli ultimi dieci anni, dando spazio alle sue idee e facendo emergere uno spaccato di mondo, che si va ricomponendo recensione dopo recensione. I riflettori, per una volta, non sono puntati sulle ultime novità, ma su quei libri che hanno qualcosa da dire anche molto tempo dopo la loro uscita. Infatti i bei libri non hanno data di scadenza e comunicano qualcosa indipendentemente dal periodo storico in cui il lettore si ritroverà a leggerli. Lungo tutto un anno, Baricco snocciola un’opinione ogni domenica, scrivendo dei libri che gli sono piaciuti secondo un suo personalissimo criterio, ovvero dedicandosi alla stesura delle recensioni in base a quando ha aperto (e quindi letto) per la prima volta il libro. Non si tratta quindi di una classifica, ma solo di quei titoli che considera migliori, che hanno attirato la sua curiosità, ridestato la sua attenzione per la tematica, per lo stile o che lo hanno spinto a determinati ragionamenti, o ancora suscitato specifiche emozioni e sensazioni. 

"Non importa neppure più tanto cosa si sta leggendo, è un piacere sottilmente fisico generato dal puro disporsi della scrittura nello spazio, dalla leggerezza delle sue movenze, dal suono cristallino che fa rimbalzando sul tavolo di marmo della nostra attenzione. Si legge non tanto per imparare, né in fondo per essere intrattenuti in modo intelligente: lo si fa per lasciare che quella prosa scorra su certe personali stanchezze, o sconfitte, o disfatte, e ne lenisca il bruciore, sciacquando via lo sporco dalla ferita.
Così si legge per il puro piacere della lettura – e per salvarsi.!"
„Si legge non tanto per imparare né in fondo per essere intrattenuti in modo intelligente: lo si fa per lasciare che quella prosa scorra su certe personali stanchezze, o sconfitte, o disfatte, e ne lenisca il bruciore, sciacquando via lo sporco dalla ferita. Così si legge per il puro piacere della lettura – e per salvarsi.“

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/508282-alessandro-baricco-si-legge-non-tanto-per-imparare-ne-in-fondo-per-es/
„Si legge non tanto per imparare né in fondo per essere intrattenuti in modo intelligente: lo si fa per lasciare che quella prosa scorra su certe personali stanchezze, o sconfitte, o disfatte, e ne lenisca il bruciore, sciacquando via lo sporco dalla ferita. Così si legge per il puro piacere della lettura – e per salvarsi.“

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/508282-alessandro-baricco-si-legge-non-tanto-per-imparare-ne-in-fondo-per-es/
„Si legge non tanto per imparare né in fondo per essere intrattenuti in modo intelligente: lo si fa per lasciare che quella prosa scorra su certe personali stanchezze, o sconfitte, o disfatte, e ne lenisca il bruciore, sciacquando via lo sporco dalla ferita. Così si legge per il puro piacere della lettura – e per salvarsi.“

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/508282-alessandro-baricco-si-legge-non-tanto-per-imparare-ne-in-fondo-per-es/
„Si legge non tanto per imparare né in fondo per essere intrattenuti in modo intelligente: lo si fa per lasciare che quella prosa scorra su certe personali stanchezze, o sconfitte, o disfatte, e ne lenisca il bruciore, sciacquando via lo sporco dalla ferita. Così si legge per il puro piacere della lettura – e per salvarsi.“

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/508282-alessandro-baricco-si-legge-non-tanto-per-imparare-ne-in-fondo-per-es/
„Si legge non tanto per imparare né in fondo per essere intrattenuti in modo intelligente: lo si fa per lasciare che quella prosa scorra su certe personali stanchezze, o sconfitte, o disfatte, e ne lenisca il bruciore, sciacquando via lo sporco dalla ferita. Così si legge per il puro piacere della lettura – e per salvarsi.“

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/508282-alessandro-baricco-si-legge-non-tanto-per-imparare-ne-in-fondo-per-es/
„Si legge non tanto per imparare né in fondo per essere intrattenuti in modo intelligente: lo si fa per lasciare che quella prosa scorra su certe personali stanchezze, o sconfitte, o disfatte, e ne lenisca il bruciore, sciacquando via lo sporco dalla ferita. Così si legge per il puro piacere della lettura – e per salvarsi.“

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/508282-alessandro-baricco-si-legge-non-tanto-per-imparare-ne-in-fondo-per-es/

mercoledì 9 giugno 2021

I racconti del ritorno di Alessandro Vanoli

 

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Descrizione

Il ritorno. Capita talvolta che l’essenza di un viaggio sia tutta lì: nel tempo sospeso in cui ogni cosa si chiude, quando le avventure cominciano a riassumersi nei ricordi, nello sforzo di far coincidere ciò che si è vissuto con il senso della vita precedente ormai lontana. Ritornare significa avviarti verso casa carico di conoscenze e di esperienza, e riscoprirti inevitabilmente diverso da come eri partito. Così, parlare del ritorno è anche parlare di se stessi e dell’età matura, del momento in cui ci si ritrova a fare i conti con quello che si è fatto, guardandosi indietro, come si fosse alla fine di un viaggio. Ma non c’è per forza tristezza nel ritorno. C’è anche il senso delle scelte compiute: ricordando e ragionando su ciò che si ritrova, si può raggiungere una maggiore pienezza e una comprensione più profonda. E alla fine non si potrebbe capire davvero ciò che si è fatto se non si avesse il coraggio di tornare.
Storie lontane sul ritorno da un viaggio o sul ritorno a casa al termine della vita possono svelare qualcosa di nuovo riguardo al passato e, allo stesso tempo, rivelare qualcosa in più su di noi. Ecco dunque il racconto: per Alessandro Vanoli il senso del ritorno si trova nell’Odissea e nei nostoi, nei grandi archetipi di Ulisse e Agamennone, ma anche nelle spedizioni esemplari di grandi esploratori, su tutti quella di Cristoforo Colombo, incapace di vedere il nuovo e di cogliere la portata epocale del suo viaggio. Di lì sino a incrociare, tra storia e letteratura, il ritorno a Venezia di Casanova, per finire con l’avventura prometeica di Neil Armstrong, che vide la Terra dalla Luna. “Riflettere sul ritorno,” scrive Vanoli, “è riflettere su un momento fondamentale della nostra vita e dunque su ciò che siamo.”

“In ogni viaggio il ritorno ci obbliga a fare i conti col nostro passato ed è per questo che assomiglia così tanto alla vita.”

Da Ulisse a Dante, da Napoleone a Evita Perón, le avventure reali e immaginarie di chi nei secoli e nei millenni è tornato indietro e solo allora ha conosciuto se stesso. (Dal WUEB)

 Commento

Tra tutte le storie dei ritorni, c'è quella di  Christine de Pizan , la storia di una donna di un tempo in cui nascere femmina era già di per sè una condanna e persino il suo nome rischiava "l'infortunio dell'oblio", fu poetessa, scrittrice e filosofa, riconosciuta in Europa come la prima scrittrice di professione. A questo proposito l'autore fa riferimenti al femminismo, a Virginia Wolf che, nel suo discorso sulle donne scrittrici, raccomandava loro di "bere vino e trovarsi una stanza tutta per sè"

 Ho letto questo libro su Kindle, una lettura abbastanza piacevole e scorrevole che racconta il ritorno dei personaggi citati e ci fa ritornare sui nostri ricordi, sul ritorno a casa, sul ritorno al proprio paese... per scoprire che si torna diversi. 

 

 

 


venerdì 30 ottobre 2020

Ragazzo italiano di Gian Arturo Ferrari


Ragazzo Italiano è il romanzo d’esordio di Gian Arturo Ferrari, volto noto dell’editoria italiana, ex presidente di Mondadori Libri, editorialista del Corriere della Sera e per parecchio tempo professore di Storia del pensiero scientifico presso l’Università di Pavia

E' il racconto del percorso di crescita di Ninni, nato nel 1946..." in quelle notti e in quelle nebbie, in quell’Europa atroce e disperata, loro erano venuti al mondo. Figli della guerra, non c’era dubbio. Ma come nei film inglesi prediletti dalla mamma, anche figli di amori che erano stati grandi, incoercibili.” Attraverso le tre fasi di crescita del protagonista (bambino, ragazzino, ragazzo), si ripercorrono poco meno di vent’anni di storia italiana, partendo da una contrapposizione tra il mondo rurale dell’Emilia, a Querciano, il paesino della nonna materna, contrapposto all’industrializzazione della provincia lombarda di Zenigrate e  Milano, una città commerciale in fermento, in cui Ninni diventa Piero, un ragazzo agli ultimi anni di liceo e poi all’università verso un mondo di libri e di cultura.

Attraverso la storia delle vicende familiari di Ninni, si delinea la storia dell’Italia del dopoguerra. Prima la povertà e l’incertezza del futuro poi l’insperato boom economico con la conseguente disuguaglianza sociale e la diversa appartenenza politica. 

Attraverso la storia di questo ragazzo ho rivisto la mia storia, la difficoltà di quei tempi, le privazioni, ma anche la volontà  di dare il massimo per un riscatto sociale. La molla di promozione sociale per Ninni, così come per noi ragazzi, fu la scuola e lo studio vissuto con sacrifico e abnegazione. 

L'autore si sofferma a descrivere in modo particolare l'incontro di Ninni con maestri e professori di straordinario valore che gli permetterà di crearsi un’identità.....Il maestro Poli diceva “a noi qui non interessa da dove viene uno, se da una baracca o da un palazzo. In generale ci interessa altro, cosa c’è dentro la sua testa. Quella ci preoccupiamo di arredare. E comunque, più che da dove viene, a noi interessa sapere dove uno va.”

E' un libro scorrevole, lineare, che suscita emozioni e nostalgia per noi ragazzi degli anni 50, ma lo consiglierei anche ai giovani, per far loro apprezzare le radici del nostro passato e i valori della scuola, della cultura e della lettura.





domenica 14 giugno 2020

La misura del tempo di Gianrico Carofiglio





La Misura del Tempo
Sinossi
“Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt'altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia cosí, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.”
In questo libro ritorna uno dei personaggi protagonisti dei libri di Gianrico Carofiglio, l’avvocato Guido Guerrieri coadiuvato dal vecchio amico Tancredi, ispettore in pensione, da Consuelo, avvocato penalista, e da Annapaola, una brava investigatrice e «incidentalmente» sua fidanzata.
 In tutto il romanzo si dipanano due storie, la storia di una vecchia relazione con Lorenza, madre dell’imputato e le vicende del processo, un vecchio amore di un passato lontano e la speranza futura della scoperta del vero colpevole.
«Col passare del tempo alcuni luoghi della città mi ricordano sempre piú intensamente sensazioni e fantasticherie del passato remoto. Un’epoca di stupore. Ecco, certi luoghi della città mi fanno sentire nostalgia per lo stupore. Essere storditi dalla forza di qualcosa. Mi piacerebbe tanto, se capitasse di nuovo».
 Il vero protagonista di tutto il romanzo è il tempo, che pone la soluzione alle due storie nella ricerca della verità. E a tale proposito l’autore cita «La verità è un mare di fili d’erba che si piegano al vento, vuol essere sentita come movimento. E’ una roccia solo per chi non la sente e non la respira. (Elias Canetti) »
La misura del tempo è un romanzo giallo che mantiene la suspence fino alla fine e, pur se nelle descrizioni del processo usa un linguaggio per addetti ai lavori della camera forense, ha una scrittura scorrevole che porta a varie riflessioni sul tempo che scorre e si consuma.
Lo stesso autore in un’intervista: «Sono sempre stato affascinato da questa relazione tra passato, presente e addirittura futuro. E dalla possibilità di modificare la propria storia. Il destino non è scritto per noi, ma da noi, secondo le parole di Obama»
Mi è piaciuto molto, è finalista al premo Strega 2020, lo consiglio a chi è appassionato di questo genere.







 

domenica 26 aprile 2020

Le città invisibili di Italo Calvino


 «A un imperatore melanconico, un viaggiatore visionario racconta di città impossibili. Quello che sta a cuore al mio Marco Polo è scoprire le ragioni segrete che hanno portato gli uomini a vivere nelle città, ragioni che possono valere al di là di tutte le crisi. Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi.»  Italo Calvino

Italo Calvino è uno degli autori da me preferiti, ho audio-ascoltato questo testo, composto di 9 capitoli, in cui avviene il dialogo tra l'imperatore dei Tartari Kublai Khan e Marco Polo

 "Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
– Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
–  Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, –  risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge:
– Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che m’importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco."

Marco Polo descrive 55 città che hanno nomi di donna,  in un modo quasi fiabesco, ma come simbolo della complessità e del disordine della realtà e appaiono come il tentativo di dare un ordine a questo caos del reale . Perché ciò che Calvino vuole mostrare, come da lui stesso affermato alla fine del libro, è “l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme” e i due modi per non soffrirne: “Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio  Ma queste città sono anche sogni, come dice Marco Polo: “tutto l'immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio, oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un'altra” 

[,,. una è la città in cui s'arriva la prima volta, un'altra quella che si lascia per non tornare; ognuna merita un nome diverso.." 

E' un libro che mi propongo di leggere in cartaceo.

 

domenica 7 aprile 2019

Ad occhi chiusi


“Ad occhi chiusi” di Gianrico Carofiglio è un giallo giudiziario. Il protagonista è l’avvocato Guido Guerrieri  che decide di costituirsi parte civile in un processo molto delicato.
L’imputato è un certo Gianluca Scianatico, medico appartenente alla Bari bene, figlio di Ernesto, un noto e potente magistrato,  presidente della Corte d’Appello e per non inimicarselo, tutti gli altri avvocati avevano rifiutato l’incarico. Questi è accusato di gravi maltrattamenti e di atteggiamenti persecutori nei confronti della sua ex compagna Martina Fumai che, per sfuggirgli, è andata a vivere in una comunità protetta, la Safe Shelter, gestita da suor Claudia, una suora che insegna boxe cinese e che viene rappresentata come una figura enigmatica e misteriosa che ci lascia in suspence fino alla fine del libro .
In questo romanzo Carofiglio  nella narrazione delle fasi del processo, affronta temi particolarmente  attuali, quali la violenza sulle donne, lo stalking e l'abuso sui minori consumato fra le mura domestiche. Alcune pagine davvero toccanti  ci inducono a riflettere su come la memoria di esperienze forti e drammatiche condiziona le nostre azioni, ma nonostante ciò, tutto può avere una svolta positiva,per cui anche il tunnel della paura può avere  una via d’uscita…
 Un libro dalla trama semplice che tratta problemi complessi attraverso un linguaggio chiaro,  ironico e pungente. Non mancano note di nostalgia dell’avvocato Guido, le sensazioni, le ansie, le paure, le gioie, le soddisfazioni, i ricordi che affiorano quando, passeggia di notte per le strade vuote della sua città, Bari, e pensa alla sua vita trascorsa. “Forse questo è normale, quando arrivi dalle parti dei quaranta. Tutti hanno…famiglie,  bambini, separazioni, carriere,amanti; e l’amicizia è un lusso che non si possono permettere. Forse l’amicizia vera è un lusso di quando hai vent’anni.”
Il messaggio dello scrittore penso che sia condensato in questa frase:                        "Quando mi sveglio penso sempre proprio questo. Potevo essere tante cose che non saranno, perché non ho avuto il coraggio di provarci. Allora apro – o chiudo? – gli occhi, mi alzo e vado incontro alla mia giornata".
Lo consiglio a chi ama questo genere di libri. Io l'ho letto in formato Kipling.

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