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La minestra salvagioia, piatto della tradizione dell'isola d'Ischia

La minestra salvagioia, antico piatto della tradizione contadina ischitana
La minestra salvagioia è un antico piatto della tradizione contadina dell’isola d’Ischia. Si tratta di una zuppa povera a base di fagioli bianchi ed erbe spontanee. Questo piatto è l’antenato di tutte le minestre di legumi e verdure a foglia che si compaiono spesso sulle tavole invernali napoletane: scarole e fagioli, broccoli e fagioli, ma è ancora più povera e contadina perché preparata principalmente con erbe selvatiche. Oggi per me questo è un piatto da re, servono conoscenze botaniche per riconoscere le erbe selvatiche e tempo per scovare i sentieri dove poterle raccogliere. Per preparare questa zuppa mi servono i consigli di mio padre e l’occhio attento di mia madre, mi serve la saggezza di generazioni di ischitani.
 
La minestra salvagioia è un piatto che segue le stagioni, il sapore cambia man mano che dall’autunno ci si inoltra nell’inverno fino ad arrivare alle erbette primaverili. Nei sentieri dietro casa mia ho raccolto borragine, finocchio selvatico, tarassaco, cicoria, rucola servatica, tunz, caccialepre, ma si usano anche il cardo, l’ortica e la raspulella. Alle erbe spontanee si possono aggiungere le verdure a foglia offerte dall’orto, io ho trovato scarole, friarielli e diiversi tipi di broccoli e minestra di cui nemmeno conosco il nome!

Non so bene dove nasca il nome “salvagioia”, forse è legato ai tempi di carestia, quando l’uso delle erbe di stagione era considerato l’inizio felice di un nuovo ciclo, forse indica che questa minestra è nutriente e ricostituente.

Nella cultura contadina ischitana il maiale, sotto forma di cotica o gambetto di prosciutto non può mancare, ma io ne propongo una versione totalmente vegana, ma non per questo meno gustosa. Essendo una ricetta della tradizione, non indico le dosi: si va a occhio!

Minestra salvagioia

Bruschette alle pesche dolci e salate


Le bruschette alle pesche sono uno sfizioso antipasto o una colazione leggera
Ho una passione smodata per la frutta estiva, anzi, inizio a maggio: non so resistere alle ciliegie, ne mangio fino a non poterne più! Mi piacciono tanto che quando i nostri alberi ne producono troppe, quasi mi dispiace trasformarle in marmellate o dolci, vorrei mangiarle tutte fresche. A giugno ecco arrivare le albicocche, quelle dolci ma un po' acidule, da piccola per non lasciare tracce di quante ne mangiavo, nascondevo i noccioli in giardino e poi venivo sbugiardata dalla nascita delle piantine! A luglio la mia golosità si sposta sulle pesche, le mangerei a tutte le ore! 
Quella che vedete in foto è stata la mia colazione di sabato: non è una ricetta, ma un'idea, da personalizzare, provare e riprovare, ottima sia in versione dolce che salata (provata più volte in versione appetizer, ma mai fotografata!).
 
Crostini con formaggio e pesche

I crostini con formaggio e pesche sono freschi e leggeri

La crema per tutti: senza latte, senza uova e magari anche gluten-free e senza grassi!


Una crema leggera e profumata, ma priva di uova e latte, che può essere preparata anche senza grassi: è un dolce o una magia? Ho pensato di dedicare un post alla crema di limone all’acqua dopo averla rivista ieri su facebook, perché è una di quelle ricette di base da avere sempre a portata di mano e in questo periodo può tornare utile per completare le zeppole di San Giuseppe senza aggiungere altre uova, ma anche per farcire una torta mimosa, una crostata di frutta che fa tanto primavera o servita da sola, piccolo peccato di gola da condividere con le amiche a dieta senza sensi di colpa.

Devo confessare che ero scettica quando l’ho provata, come può una crema senza latte e senza uova risultare buona? Eppure, credeteci, lo è! È setosa e soddisfa anche nella versione superlight senza burro (perfetta anche per i vegani e chi non può mangiare latticini :D ), in più, se la preparate con la maizena è anche gluten-free: perfetta per gli intolleranti oltre che per chi vuol controllare la linea (che si sa che con le belle giornate iniziano le diete :P )

Io l’ho usata anche per farcire dei gusci di pasta frolla sablé cotti in bianco e poi l’ho caramellata in superficie per giocare con le consistenze e perché nulla dà più soddisfazione del rompere quella dolce crosticina col cucchiaino ;) 


Crema di limone all’acqua

Light con gusto: tagliolini soba con pollo all’arancia e broccoli




Di lunedì si iniziano le diete, quindi se siete alla ricerca di un piatto semplice da preparare, gustoso e anche leggero, siete nel posto giusto. Dopo gli ultimi post ultra-calorici, ho deciso di proporvi un piatto light ispirato al Giappone.
I tagliolini soba sono uno dei miei pranzi preferiti quando mi trovo a Tokyo. Sono a base di grano saraceno e si prestano a essere conditi sia in brodo che con salse asciutte. Ho deciso di accompagnare la soba con pollo e broccoli, una combinazione che ho mangiato spesso in Giappone, scegliendo però spezie e ingredienti comuni in Italia.
Ho cotto i tagliolini soba con il metodo giapponese. Seguite le mie indicazioni, anche se vi lasciano perplessi, per ottenere dei tagliolini che rimangono al dente persino serviti in brodo.
I tagliolini soba con pollo all’arancia e broccoli sono un ottimo piatto unico! Come bonus vi lascio anche la ricetta del pollo marinato all’arancia con zenzero e curcuma, ottimo come secondo, magari accompagnato da broccoli e riso per rimanere nel mood giapponese ;)


Tagliolini soba con pollo all’arancia&zenzero e broccoli

(Finto) gelato (raw) di (tutta e sola) frutta



Per riprendersi dal ferragosto ci vuole qualcosa di semplice, allegro e poco impegnativo. Qualcosa di rinfrescante e leggero, per compensare gli stravizi di un pranzo importante o una cena fuori speciale. Cosa c’è di meglio di un gelato alla frutta? Un gelato di sola frutta, fatto in casa usando soltanto congelatore e frullatore e facilissimissimo  :)
Ok, questa non è una ricetta, ma un invito alla prova: la consistenza è così simile al gelato vero che né mia sorella né mia madre riuscivano a credere che non contenesse latte o panna!

(Finto) gelato (raw) di (tutta e sola) frutta

Dolce light: barattolini di fichi yogurt e avena


Porridge con yogurt e fichi per una colazione sana

I barattolini di frutta, yogurt e avena sono stati spesso la mia colazione estiva, cambiando frutta e topping, ma mantenendo gusto e colori! Ve li propongo prima che ci venga voglia di colazioni calde, perché sono freschi ma saziano tanto e i fichi sono perfetti per addolcire l’inizio di queste giornate settembrine.
I barattolini di avena e yogurt sono adatti anche a merenda, ma persino come dolce libero da sensi di colpa, perché sono ricchi di fibre e proteine, con pochissimi zuccheri e praticamente zero grassi se non quelli buoni della frutta secca. Vi ho già parlato dei vantaggi dell’avena, qui si sommano a quelli dello yogurt e danno vita a un dolce da gustare senza sensi di colpa.
L’abbinamento fichi e noci non l’ho certo scoperto io, ma in quella versione arricchita da zenzero e yogurt è davvero gustosa, fidatevi e provatela!
Barattolini di yogurt avena fichi e noci speziati allo zenzero

Buon anno con un'insalata portafortuna


È sempre difficile chiudere l’anno, vi ho già confessato che non mi piace fare bilanci, così, invece di pensare all’anno trascorso voglio pensare a quello che arriva. È il primo anno che inizio con voi, su questo blog che è partito come una raccolta di ricette e mi ha permesso di conoscere persone nuove, divertenti e sensibili, che sanno strapparti il sorriso con un piccolo semplice commento.
Vi lascio un’idea per un’insalata invernale, ma sfiziosa. Il mio è solo un suggerimento di partenza, potete personalizzarla come volete: io ne faccio ogni volta un versione diversa, ma questa, con i chicchi di melagrano portafortuna, il rosso e la ricchezza delle noci, mi sembrava perfetta per la tavola di Capodanno. Il mio augurio per il 2014 è semplice, come quest’insalata: croccante, allegra, colorata e leggera!  
Ci rileggiamo l’anno prossimo, con nuove ricette, nuovi racconti e tanta voglia di imparare e cucinare ancora con voi :)

Insalata portafortuna di finocchi e arance

Sapori d’estate: peperoni arrostiti




Il rosso e il giallo sono i colori dell’estate. I peperoni sono agosto: le passeggiate in spiaggia sotto la luna, le cene all’aperto, le grigliate in terrazza col loro profumo che riempie l’aria. Questa per me è stata l’estate dei peperoni, non li ho mai digeriti, ma quest’anno qualcosa è cambiato e ne ho fatto vere scorpacciate per recuperare tutti quelli che mi ero persi. Questa non è una ricetta, ma il procedimento base, devo segnarlo da qualche parte o l’anno prossimo non ricorderò come li preparavo! La versione basic li vuole semplicemente arrostiti, spellati e conditi in modo semplice e mediterraneo con olio e origano. Perfetti come contorno, ma anche per aggiungere colore e sapore alle insalate di riso estivo, so già che ne sentirò la mancanza fino alla prossima estate :) 


Pane di segale & melanzane



Prosegue il filone estivo, che significa cibi stuzzicanti, preparazioni poco impegnative e sapori nuovi. Oggi vi presento una variante dell’hummus, il baba ganoush, con le melanzane al posto dei ceci, più leggero, ma altrettanto buono. Stavolta però, vi propongo anche un abbinamento insolito per questa crema mediorientale: il pane di segale, che per me vuole dire Germania! Tutto è nato dalla voglia di provare i pani che la Pema mi ha spedito come prova assaggio in versioni insolite e diverse, questi finger food sono semplici, ma una vera scoperta, il tocco di tahine nel baba ganoush lega alla perfezione il profumo aromatico del pane di segale col sapore delle melanzane e sono piaciuti persino a mia nonna, che non è certo una paladina delle sperimentazioni :P


Baba ganoush


Il sapore dei prati, della libertà


Non so dove sei adesso, spero solo che tu non abbia sofferto. 
Mi hai insegnato tanto in questi tredici anni, mi hai fatto ridere per come ti ingegnavi per fare i dispetti al gatto, e preoccupare tutte le volte che ci hai fatto correre dal veterinario perché ne avevi combinata una delle tue. Eri così testarda che spesso chiamavamo mamma col tuo nome, ad indicare che era impossibile farvi cambiare idea quando vi impuntate su qualcosa. 
Da te ho imparato la libertà che si prova correndo a perdifiato in un prato, nei tuoi occhi ho riconosciuto l’amore, dal tuo dolore ho imparato cosa significa avere dei figli. Il fatto che tu avessi quattro zampe è solo un dettaglio, perché sapevi parlare meglio di molti umani. Non potrò mai dimenticare la tua gioia quando infilavo le scarpette da ginnastica e i salti che facevi per convincermi a portarti con me, la spiaggia d’inverno ora mi renderà malinconica, perché non ti potrò più vederti correre e saltare felice. 
A molti sembrerò stupida, ma so che chi ha un compagno di vita a quattro zampe un po’ mi capirà… Capirà la malinconia che adesso provo quando guardo tuo figlio, capirà che mi viene da piangere quando mi avvio verso il boschetto vicino casa in cui mi accompagnavi sempre, capirà che a volte rido pensando a tutto quello che mi hai regalato e subito dopo mi si scurisce il volto. Capirà perché oggi posto una ricetta senza capo né coda, ma che mi ricorda l’ultima volta che siamo andati insieme in campagna, io tu e papà a raccogliere erbette. È un modo per dirti grazie anche qui, in questo spazio che è nato per raccogliere ricette e ora contiene anche un po’ della mia vita, e per questo tu non potevi mancare... 
Grazie Diana, grazie di tutto.

Volevamo essere gnocchi… Quenelle di borragine e patate



Si comincia a mangiare con gli occhi... (Insalata primaverile di riso venere con fragole, asparagi selvatici e piselli)


Ma non lo dico io, lo dice la biochimica! Nel momento in cui annusiamo o vediamo del cibo, inizia già la digestione: lo stomaco si prepara e ci viene l’acquolina in bocca. Quello che dico io è che un piatto deve invitarmi a mangiarlo e a farlo con allegria :) mi piace creare antipastini che siano piccoli, leggeri, colorati e belli da vedere, così tutto il pasto inizia meglio!
In  questo caso mi sono fatta ispirare da frutta e verdure di stagione e da un po’ di riso venere che era rimasto in dispensa. Anche stavolta abbinamento insolito, da quando ho scoperto che le fragole non si sposano solo con i dolci, mi si è aperto un mondo! Il matrimonio con gli asparagi selvatici è particolarmente azzeccato, le fragole ne stemperano il sapore amaro e la dolcezza dei pisellini crudi fa il resto… 
PS: se state per denunciarmi alla Lega Protezione delle Fragole, fermatevi,  giuro che la prossima volta staranno al loro posto in un dolce!

Insalata primaverile di riso venere con fragole, asparagi selvatici e piselli

Fave e...


... ventresca! Provate a chiedere ad ischitano qualunque e vi racconterà che di questi tempi è tradizione incontrarsi di sera per gustare le fave fresche raccolte nell'orto e la pancetta locale accompagnati da un buon bicchiere di vino e da qualche fetta di pane rigorosamente cotto a legna.
Senza nulla togliere all'accoppiata fave e pancetta, ieri avevo voglia di qualcosa di diverso: pfresco, allegro, primaverile!
Volevo colore nel piatto e il cestino di fragole che ammiccava in frigorifero ha fatto il resto... Quella di oggi, più che una ricetta è un'idea per un antipasto sfizioso, veloce da preparare, forse un po' insolito ma davvero gustoso.

Insalatina di fave e fragole all'aceto balsamico 


Ingredienti (per una persona)
4 fragole
4 fave freschissime (nel mio caso erano appena state colte da mammà)
Aceto balsamico di Modena q.b.
Sale e pepe q.b. (io non ne ho usati)

 
Procedimento (si fa per dire...)
Sbucciare le fave e privarle della pellicina. Lavare le fragole e tagliarle a fette, conservarne qualcuna per guarnire e tagliare le altre a cubetti. Unire fave e fragole, aggiungere l'aceto balsamico e assaggiare per valutare se occorre aggiustare di sale e pepe. Disporre le fette di fragola ai lati della coppetta, versare all'interno l'insalatina e servire subito.


Note
Le fave fresche sono ottime da gustare crude, la pellicina è amara, per questo io la tolgo, ma a casa mia sono l'unica a farlo!
Se non avete fave raccolte da poco, vi consiglio di sbollentarle per pochissimo e poi di privarle della pellicina in modo da ottenere un sapore altrettanto fresco e piacevole .
L'aceto basamico lega alla perfezione la dolcezza delle fragole e la nota erbacea delle fave, i sapori assieme erano così completi che non ho avuto bisogno di aggiungere sale o altre spezie.


Primavera: risotto con gli asparagi selvatici



Sono qui a scrivere delle sorprese della primavera, di mio padre che è rientrato dalla campagna con 600 grammi di asparagi selvatici e di mia madre che mi ha mandato una foto per dirmi "li ha raccolti per te", di me che dovevo restare a Napoli e invece sono tornata sull'isoletta a godermi questi sprazzi di primavera.

L'asparago selvatico è una pianta della famiglia delle Liliaceae reperibile in tutto il bacino del Mediterraneo. Predilige le zone ombrose di boschi radi e di frutteti ed oliveti, in genere si trova seminascosto sotto le siepi, sui dossi, ai bordi delle radure e si raccoglie principalmente in primavera. I suoi germogli, detti turioni, sono assai apprezzati per il loro tipico sapore amarognolo. I turioni sono ricchi in vitamina C, potassio, purine ed  acido folico (ma lessandoli la vitamina C viene totalmente persa). Gli asparagi hanno proprietà diuretiche e depurative.

Ma prima di vedere come ho usato una parte di questi 600 grammi di asparagi selvatici, c'è un'altra sorpresa di cui volevo parlarli... Siete voi! Sono le e-mail che mi raggiungono sul cellulare perché qualcuno è passato da questo mio piccolo spazio e mi ha lasciato un commento, un sorriso, una traccia... Volevo dirvi grazie, grazie perchè non mi conoscete, ma mi regalate sorrisi! Ho aperto questo blog per appuntare le ricette che mi erano piaciute, per ricordarmi tramite la foto di un piatto quali sono i piccoli piaceri della vita... Perchè un blog e non un quadernetto? Per condividere, per far sapere ai tanti blogger che mi hanno ispirato, emozionato, insegnato, che alcune loro ricette erano diventate le mie, ma non immaginavo che in così poco tempo mi sarebbe tornato tanto indietro... Di nuovo, solo grazie!
Ora andiamo a cucinare, che è meglio :)

Risotto agli asparagi selvatici 


Ingredienti (per 5 persone)
400 g di riso (io ho usato il carnaroli per questo, ma l'ho rifatto anche col vialone)
2 mazzetti di asparagi selvatici (circa 300 g)
¼ di cipolla affettata sottilmente
Mezzo bicchiere di vino bianco
Olio evo q.b.
1 l abbondante di brodo vegetale (io l’ho fatto con 2 carote, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 patata e qualche gambo di asparago, perchè volevo che il sapore degli asparagi fosse protagonista)
1 noce di burro e 3 cucchiai di parmigiano grattugiato per mantecare (facoltativi)


Procedimento
  • Pulire gli asparagi, togliendo la parte legnosa alla base. Per individuare la parte da eliminare è sufficiente spezzarli con le mani e gettare la parte in cui il fusto non si spezza in modo netto, ma tende a piegarsi. 
  • Sbollentare gli asparagi in acqua bollente salata, questo permette di renderli meno amari e di mantenere il colore più acceso. 
  • Gli asparagi così preparati possono essere usati per frittate e primi piatti o essere ripassati in padella e usati come contorno.

  • In una pentola dal fondo spesso far stufare a fuoco basso la cipolla in un fondo d’olio. 
  • Quando la cipolla è appassita unire anche metà degli asparagi tagliati a pezzetti, ma non le punte, la parte più tenera e pregiata, che vanno aggiunte solo alla fine. 
  • Far insaporire gli asparagi e aggiungere il riso. 
  • Tostare il riso mescolando continuamente fino a quando non diviene lucido. 
  • Sfumare con il vino e farlo evaporare. 
  • Aggiungere il brodo bollente un paio di mestoli alla volta, mescolando spesso, e portare a cottura il riso unendo altro brodo solo quando i chicchi di riso iniziano ad asciugare tutto il liquido (ci vorranno tra i 15 e i 20 minuti, ma dipende dal riso usato). 
  • Assaggiare per valutare se è necessario aggiustare di sale. 
  • A due minuti dalla fine aggiungere il resto degli asparagi tagliati a pezzetti e rosolare tutte le punte in un padellino col burro. 
  • Quando il riso è cotto, spegnere il fornello, versare nel tegame le punte di asparago con il burro e il parmigiano e mantecare vigorosamente.


Note
Omettendo la mantecatura con burro e parmigiano otterrete un primo piatto vegan, leggero, ma comunque gustosissimo!

 

Sapori d'inverno: scarole stufate in padella alla napoletana



Ho passato il weekend a sfornare dolci, ma per non tentare troppo chi è a dieta, ho deciso di partire con un bel piatto di verdure :)
Visto che il clima è ancora invernale, ho pensato di presentarvi il modo in cui cuciniamo le scarole a casa mia, così potrete approfittare delle ultime che ancora si trovano dal fruttivendolo per assaggiarle.
Le scarole, a casa mia, la fanno da padrone per tutto l'inverno, le mangiamo sia cotte che crude in una bella insalata mista. Devo confessare che all'inizio non apprezzavo il loro sapore amaro, ma ripassate in padella con uvetta, noci e chi più ne ha più ne metta sono davvero gustose!

Scarola in padella 


Ingredienti

1 scarola riccia
1 spicchio d’aglio
1 peperoncino
4 o 5 filetti di alici sott’olio
2 cucchiai di olive nere
1 cucchiaio di uva passa
1 cucchiaio di pinoli
Mezzo cucchiaio di capperi sotto sale
3 noci
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Pulire la scarola: togliere le foglie più esterne e rovinate, dividere il cespo in foglie ed eliminare il torsolo. Sciacquare accuratamente più volte le foglie di scarola in acqua fredda.
Scaldare un filo d’olio in una padella antiaderente, unire lo spicchio d’aglio, il peperoncino e i filetti di alice. Far sciogliere le alici a fuoco dolce, quindi unire la scarola scolata, ma ancora bagnata. Coprire con un coperchio e lasciar appassire la scarola, girando di tanto in tanto. Se necessario aggiungere un po' d'acqua. Quando la scarola sarà appassita, dopo circa 10 minuti, salarla poco e unire le olive denocciolate e tagliate a rondelle, l’uva passa ammorbidita per circa dieci minuti in acqua, i pinoli, i capperi sciacquati e le noci sgusciate e spezzettate. Far andare a fiamma vivace e senza coperchio in modo da far evaporare l'acqua. Far insaporire per circa 10 minuti, assaggiando per valutare se è necessario aggiungere altro sale.




Note

La scarola così condita può essere usata come contorno, ma la morte sua è nella “pizza di scarola”! la pizza di scarola è una pizza ripiena che, tradizionalmente, viene preparata in Campania alla Vigilia di Natale. A casa mia si fa per tutto l’inverno ed è così apprezzata che non riesco mai a fotografarla!

Gli ingredienti che arricchiscono la scarola possono essere variati a piacere, questi sono quelli tradizionali, ma mia madre spesso aggiunge anche le nocciole e mia sorella omette i capperi perché non le piacciono. Omettendo le acciughe otterrete un ottimo contorno vegetariano&vegan ;)

La scarola cotta in questo modo, ma arricchita soltanto con aglio e peperoncino viene usata per realizzare un altro piatto tradizionale: la minestra di fagioli e scarola! Una volta cotta la scarola, la si unisce ai fagioli lessati e si fa insaporire tutto insieme per una quindicina di minuti. Si fa riposare per almeno dieci minuti e si serve con dei crostoni di pane casereccio.


Gli agretti, la primavera nel piatto

A voi questa frittata non mette allegria? Il giallo delle uova, il verde degli agretti, il tocco rosa della salsiccia affumicata, io la trovo davvero primaverile!
E voi avete mai mangiato gli agretti? Io li avevo visti su vari blog, ma non li avevo mai assaggiati né visti prima... Sabato sono andata al mercato e li ho visti in vari banchi di frutta e verdura, ma non sapevo bene come usarli, ho chiesto persino al fruttivendolo, però nemmeno lui ha saputo consigliarmi! Alla fine ho ceduto alla curiosità e li ho presi pensando che avrei fatto una ricerca in rete per scoprire come mangiarli...

Ho scoperto che agretti è il nome più usato per le piantine giovani della Salsola soda, che sono spesso detti anche barba di frate e in Emilia sono conosciute come lischi mentre in altre regioni come roscani. Si tratta di ortaggi primaverili, utilizzati soprattutto nella dieta mediterranea, in particolare in Italia e in Spagna (dove è noto con il nome di barrilla). Contengono potassio, caroteni, calcio, vitamina C e B3 e sono diuretici e depurativi.
A questo punto, mi restava da scoprire come cucinarli :) possono essere mangiati sia crudi che cotti, conditi semplicemente con olio, sale e limone o spadellati con burro e parmigiano. Dopo averli lessati, mi è sembrato che il loro sapore ricordasse quello degli spinaci, così ho deciso che ne avrei fatto una bella frittata! Ma andiamo con ordine: vediamo come prepararli...

Pulizia e cottura degli agretti

La parte più noiosetta è la pulizia degli agretti, perché vengono venduti in fasci ancora con le radici: bisogna quindi spezzare la radice ed eliminare la parte più dura e sporca di terra. Guardandoli bene si vede che un po' più su della radice (che è rossa) ci sono due foglioline corte, bisogna spezzare al di sotto di queste due foglioline. Bisogna poi sciacquare la barba del prete diverse volte per eliminare il terriccio residuo.
Una volta puliti, vanno fatti bollire in acqua bollente salata per tre minuti, scolati e passati sotto l’acqua corrente fredda per fermare la cottura e mantenere colore brillante. 
A questo punto vanno scolati per bene e possono essere mangiati semplicemente condendoli con olio e limone o ripassandoli in padella (secondo me possono essere ripassati sia con burro e parmigiano che con aglio olio e peperoncino).
Io ho deciso di usarli per una frittata arricchita con una profumata salsiccia affumicata prodotta artigianalmente da un macellaio ischitano, ecco la "ricetta":

frittata agli agretti semplice, non sono simpatici tutti quei filini verdi? :)

Frittata agli agretti e salsiccia affumicata
Ingredienti (per due persone)
3 uova (codice 0)
Mezzo fascio di agretti (circa 200 grammi) lessati
Mezza salsiccia affumicata (in alternativa potete usare speck o prosciutto crudo)
Parmigiano grattugiato (a piacere) 
Latte q.b.
Sale q.b.
Pepe (a piacere)

Procedimento
Sgusciare le uova in un piatto fondo, salarle e peparle, aggiungere il parmigiano grattugiato e la salsiccia affumicata spellata e tagliata a pezzetti e mescolare. Aggiungere anche gli agretti precedentemente lessati e sminuzzati un po' con le forbici (per mescolarli più facilmente), a questo punto io ho aggiunto un po' di latte per rendere il composto un po' più fluido. 
Scaldare un filo d'olio in una padella antiaderente. Per vedere se l'olio è abbastanza caldo io faccio cadere un goccia di composto, se i bordi sfrigolano subito, verso tutto, altrimenti aspetto ancora un po'. 
Le frittate con le verdure mi piacciono molto "verdi" :) ma più verdure ci sono, più sono difficili da girare! Per questo le faccio cuocere col coperchio a fiamma non troppo alta fino a quando il lato a contatto con la padella non è bello dorata e quello superiore rappreso. Per girare la frittata la fascio scivolare su un piatto piano (o sul coperchio) e poi la rovescio nuovamente nella padella. 
Faccio dorare la seconda faccia a fiamma più alta e senza coperchio, et voilà!


Se omettete la salsiccia questo piatto diventa vegetariano ed anche piuttosto light. Io l'ho mangiato in ufficio, scaldato al microonde e accompagnato da una bella fetta di pane casereccio :)


I mazzetti di barba dei frati o agretti sono spesso ricchi di terra alla radice. Occorre tenerli a bagno con bicarbonato, risciacquando spesso l'acqua. Fare poi attezione a tagliare le radici che sono pungenti, e si presentano come bastoncini. Basta impugnare ogni "filo" di agretto nel punto in cui la barba rosa finisce e spezzare con un colpo secco.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/agretti.html
Copyright © Alimentipedia.it
Gli agretti, o barba dei frati, si usano in cucina cotti al vapore o lessati e conditi a piacere, anche solo con del semplice olio extra vergine e limone, ma sono ottimi anche con aglio, pomodoro e acciughe.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/agretti.html
Copyright © Alimentipedia.it
Gli agretti, detti anche "barba dei frati", "roscano", "senape dei monaci", "lischi", sono le piantine giovani della "Salsola soda" ortaggi primaverili ricchi di sali minerali e proprietà depurative, sono utilizzati in cucina da marzo a fine maggio.

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Gli agretti, detti anche "barba dei frati", "roscano", "senape dei monaci", "lischi", sono le piantine giovani della "Salsola soda" ortaggi primaverili ricchi di sali minerali e proprietà depurative, sono utilizzati in cucina da marzo a fine maggio.

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Gli agretti, detti anche "barba dei frati", "roscano", "senape dei monaci", "lischi", sono le piantine giovani della "Salsola soda" ortaggi primaverili ricchi di sali minerali e proprietà depurative, sono utilizzati in cucina da marzo a fine maggio.

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Gli agretti, detti anche "barba dei frati", "roscano", "senape dei monaci", "lischi", sono le piantine giovani della "Salsola soda" ortaggi primaverili ricchi di sali minerali e proprietà depurative, sono utilizzati in cucina da marzo a fine maggio.

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I carciofi ripieni vegetariani della nonna

Ci sono piatti che scaldano il cuore, ci riconciliano col mondo e con noi stessi. Ci sono ricette che sanno di casa, di tepore, di inverno.

Venerdì mi hanno rubato lo zaino. Lo zaino con il laptop dentro. Per fortuna avevo un backup del materiale di lavoro, ma... niente più foto, niente più documenti personali, niente più archivio di ricette, insomma, niente più me. Non mi importa del danno economico, ma in un colpo solo sono spariti due anni di vita e ricordi...

Venerdì sera il mio umore sotto i piedi e per completare il quadro mia madre mi ha proposto... carciofi! 
A me i carciofi non piacciono, ma l'ho seguita nella preparazione di un piatto che ho sempre visto uscire dalla cucina di mia nonna: i carciofi ripieni. 
Forse perché ho seguito la preparazione con cura, perché ho visto le sue mani compiere gesti che si tramandano di madre in figlia, o forse perché questa ricetta è semplice come piace a me, pochi ingredienti ma buoni, ho assaggiato questi carciofi e per la prima volta non ho sentito il retrogusto di ferro che tanto mi infastidisce, ma solo il loro sapore e il loro profumo.

Dedico questo piatto alle nonne, ai gesti semplici, ai sapori genuini.

Carciofi ripieni vegetariani
Carciofi ripieni, versione vegetariana

Ingredienti  
(come tutte le ricette delle nonne, non esistono dosi, è tutto ad occhio)

Carciofi
Uva passa
Pinoli 
Formaggio (a casa mia in genere si usano asiago e parmigiano)
Prezzemolo 
Olio extravergine di oliva
Peperoncino
Aglio
Sale

Una bacinella contenente acqua e il succo di mezzo limone (serve ad evitare che i carciofi anneriscano)

Procedimento
  • Togliere le foglie esterne più coriacee e spellare il gambo dei carciofi. Tenere da parte circa 10 centimetri di gambo per ogni carciofo. 
  • Tagliare i carciofi in modo da eliminare tutte le punte delle foglie visibili, aprire le foglie con le mani e, se ci dovesse essere il fieno, eliminarlo. Man mano, mettere i carciofi nella bacinella di acqua acidulata per impedire che anneriscano. Dopo aver pulito tutti i carciofi, scolarli e riempirli con formaggio, uva passa, pinoli e prezzemolo. 
  • Disporre i carciofi "in piedi" in una pentola ed unire anche i gambi tenuti da parte, salare e riempire con acqua fino a metà altezza.Unire anche aglio, peperoncino e un giro d'olio evo.
  • Far bollire finché foglie esterne non risultano morbide sotto i denti, ci vorranno circa 30 minuti.
Carciofi ripieni vegan

Note:
Sono ottimi anche riscaldati il giorno dopo, mio padre li apprezza persino a temperatura ambiente.
Potete servirli come antipasto, ma a volta a casa mia diventano "piatto principale" serviti con un'insalata e due belle fette di pane casereccio per raccogliere il loro sughino. 
Basta omettere il parmigiano per ottenere un piatto vegan, ma saporitissimo :)
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