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sabato 24 dicembre 2016

È il momento del Presepio 2.0.



È vero, è al limite della blasfemia, ma anche un poco fervente credente come me deve ammetterlo: questo presepio 2.0 ha più di una bella trovata per apparire divertente. I pannelli fotovoltaici sul tetto della capanna, i Magi in segway coi doni acquistati su Amazon, il selfie della Natività con la duck face di Maria e lo smartphone di Giuseppe, il pastorello che condivide la nascita di Gesù con un tablet, la mangiatoia gluten-free e parecchi altri dettagli che strizzano l'occhio al nostro contemporaneo.
Se vi piace da matti, potete acquistarlo QUI... ma ricordate che, per la velocità con cui si evolvono le cose, tra un po' potrebbe diventare obsoleto anche questo.
E allora dovrete aspettare qualche altro anno per consideralo ufficialmente vintage e poter commentare "ricordi di quando ci facevamo i selfie senza il personal drone? Uh uh uh".
Già.





giovedì 22 dicembre 2016

Advertising Christmas, 2016.

Anche quest'anno, ammettetelo: il Natale vi è arrivato addosso che pensavate che era ancora lontano e avevate tutto il tempo per prepararvi e adesso siete in ritardo su tutto.
Succede. E succede tutti gli anni (o quasi).
E, come tutti gli anni o quasi, visto che in questo blog – che non vuole rassegnarsi a schiattare – spesso e volentieri parlo di pubblicità, vado a proporvi la consueta carrellata di annunci pubblicitari a tema natalizio che i creativi di tutto il mondo sono costretti a sfornare se vogliono mantenere il loro posto di lavoro, anche se il più delle volte, e parlo per esperienza diretta, non ne hanno nessuna voglia... anche perché – vedi sopra – pensano sempre "tanto, c'è tempo", e poi bang: è il 24 dicembre.
Ad ogni modo, il primo di questi annunci è il mio preferito.
Gli altri sono dignitosi, ma poco di geniale.
QUI, QUI e QUI, invece, trovate le altre edizioni.


sabato 26 dicembre 2015

10 postcard natalizie per salvarvi in corner.

A te e famiglia.
Il parente che dice Io non sono razzista ma (cazzata a piacimento).
Il regalo che non viene incartato ma lasciato dentro la busta del negozio (no, ma se ti sto antipatico dimmelo e facciamola finita).
Quest'anno non ho fatto regali a nessuno (detto con una punta di vanteria).
Lo zio che racconta la barzelletta sconcia durante il pranzo.
Da domani tutti a dieta (ripetuto ossessivamente)!
Regalare la stella di Natale (l'antica arte di piazzare un regalo facile ai parenti).
Allora, quando ti laurei? Quando ti sposi? Quando fai un figlio? Sono un membro anziano della famiglia e posso seviziarti di ansia finché non ti metti a piangere.
Quella punta di appetito che sale qualche ora dopo il pranzo di Natale, che ti guardi allo specchio e ti chiedi è possibile? Potrei davvero mangiare ancora? Sono davvero capace di fare una cosa del genere? Sarà avanzato del pandoro con la crema alle nocciole? Potrei farmi pagare per questo mio talento?
E anche questo natale se lo semo eccetera eccetera.
Un racconto di Natale (true story!) con morale annessa nel finale? Ve ne ho già fatto uno QUI.
Gallery di annunci pubblicitari a tema natalizio? Già fatto QUI, QUI e QUI.
Photoshoppate sacre & profane? Già fatte QUI, QUI, QUI, QUI e ancora QUI.
Compilation natalizie da scaricare belle e pronte con tanto di copertina? Fatte, fatte anche quelle.
Cosa mi resta da offrirvi per questo Natale 2015?
Poco.
A parte i miei auguri, che forse ci fate e vi frega poco, eccovi una piccola parata di cartoline natalizie per grandi, piccini, maschietti e femminucce.
Se proprio non avete fatto niente di niente a nessuno, copiate quella che vi piace di più e incollatela nel vostro programma di posta elettronica. Mandatela a tutti gli indirizzi della vostra rubrica in una di quelle tristissime email cumulative con l'oggetto "Buone feste".
Avrete fatto di certo molto di più di parecchi altri.

martedì 14 dicembre 2010

Sei cose che magari non sapevate sul Natale.

Ok, non siete riusciti ad intrufolarvi alla festa qua sopra. E tutto quello che avete in agenda per la sera del ventiquattro è il solito cenone in famiglia.
Magari non sapete di cosa parlare con tutti i parenti che non vedete da un bel pezzo, che avreste anche continuato a non vedere ma che però vi allungano la solita busta e voi vi sentite un po' in imbarazzo ma la pigliate lo stesso.
E allora, per dire qualcosa in tema, eccovi un breve concentrato di argomenti natalizi che ho raccolto in giro per voi.

Babbo Natale: la genesi. Al culmine dell'inverno, i germani festeggiavano Odino, principe degli déi. Odino era uno a cui piaceva farsi notare: galoppava su Sleipnir, un cavallo con otto zampe, era coperto da un largo mantello, aveva in testa un cappellaccio e portava regali o castighi agli abitanti del mondo. Stessa cosa faceva per i finlandesi l'Uomo Inverno, che però non andava a cavallo, ma su una slitta trainata da renne. Gli antichi romani festeggiavano, al culmine dell'inverno, i Saturnali, e credevano che non fare regali portasse sfiga. Per i britanni, Old Winter (Vecchio Inverno) girava casa per casa, ma senza distribuire regali: bussava alle porte, chiedeva alle famiglie come stavano e beveva con loro un bicchiere di vino.

25 dicembre. Se festeggiamo il Natale proprio in questa data, lo dobbiamo all'uomo che vedete qua sopra. Era più o meno la metà del quarto secolo quando papa Giulio I stabilì che la nascita di Gesù dovesse essere fissata al 25 dicembre. In questo modo le festività pagane – che non potevano essere soppresse se non a prezzo di tumulti e abiurie – vennero mutate in cristiane, e l'abitudine di scambiarsi i doni non venne persa. Insomma, una mossa degna di un politico navigato.

La storia dei regali. Scommetto che a parecchi di voi tutta questa storia di scambiarsi i regali sembra qualcosa inventata dalle multinazionali o da qualche associazione dei commercianti. In realtà, è roba vecchia persino più di Gesù Cristo.
Circa cento secoli prima di Lui, gli uomini smisero la vita nomade e si diedero all'agricoltura. Coltivando, si accorsero di una cosa: si accumulava più cibo del necessario, che si poteva mettere da parte. Quando l'inverno era al suo culmine, più o meno in questo periodo, i nostri antenati tiravano un sospiro di sollievo: ce l'avevano fatta, la stagione poteva solo migliorare. E allora i PR dell'epoca organizzavano una gran festa, e tutti tiravano fuori il cibo o la bevanda che aveva risparmiato. Scambiatisi i doni (tutta roba da mangiare), si ballava e cantava fino all'alba. Ed eccoci così arrivati agli assalti ai centri commerciali di oggi.

Albero. I missionari notarono che i germani adoravano la quercia. E allora gli mostrarono l'abete. "Vedete?", gli dissero, "è un triangolo: nel vertice in alto c'è il Padre, e nei due in basso il Figlio e lo Spirito Santo". I germani, non ancora convinti, chiesero se i loro dèi avrebbero potuto dimorare nell'abete. E i missionari, con una faccia degna di un rappresentante di aspirapolveri, risposero: "Senz'altro". I germani adottarono senza difficoltà Gesù Cristo tra i loro dèi, misero in soffitta la quercia e presero ad adorare l'abete.

Slitta. Secondo la tradizione, le renne della slitta di Babbo Natale erano otto, come le zampe del cavallo di Odino. Le renne hanno tutte un nome (Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donden, Blitzen) e nella nostra traduzione sono diventate Brillo, Ballo, Balzo, Burbo, Stella, Amore, Dondo e Turbo. Per inciso, è praticamente impossibile guidare una slitta tirata da otto renne. Non provateci a casa.

Coca Cola. Fino al 1931, il vecchio Santa Claus era vestito di pelle o di pelliccia, con calzoni verdi, pipa in bocca e boccione di vino in mano. Poi arrivò la Coca Cola, e lo scelse come testimonial (tenendoselo fino agli anni sessanta, visto che non doveva pagarne i diritti a nessuno). Ingaggiò il pittore Harold Sundblom che gli rifece il look, dando alla sua divisa i colori del marchio Coca Cola, aggiungendo la barba bianca, il cappuccio, l'aspetto rotondo e ridanciano ed eliminando pipa e vino. A meno che non accada qualcosa di altrettanto epocale, l'iconografia di Babbo Natale resterà così com'è anche dopo l'estinzione della Coca Cola.
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