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martedì 9 giugno 2015

UNA TORTA SBAGLIATA ... PERCHE' SONO UN "FRULLINO" INSIDE...;-)




Avrebbe dovuto essere una torta di quelle “furbe” che fai in due minuti, riesci ad utilizzare “avanzi” di qualità, ti gusti sorpresa della bontà della tua opera “improvvisata” invece…
Serata muffa, e , per me, già troppo calda. Umore down :c’è chi  sottolinea la mia età facendomi notare che sbalzi di umore, caldo eccesivo (vampate????) siano il chiaro e netto segnale dell’entrata in una nuova era …mah? ;-)
Nonostante tutto ciò avevo "le fregole" e volevo fare una torta confidando nella mia sempre (quasi sempre) valida "cake teraphy".
Diciamo che spesso,  complice il tempo che non basta mai e mi costringe a fare sempre troppe cose in spazi temporali assurdamente minimi, mi trovo a voler fare torte, ambientarle e fotografarle in momenti sbagliati.
I risultati sono, ehm : foto: sempre uguali, location : sempre la stessa (tavolino del balcone sfruttatissimo!!!) torte...non sempre come avrei voluto.
Anyway…



Sta di fatto che questa  torta si doveva fare ma senza troppi sbattimenti o ingredienti particolari.
Un rapido sguardo intorno a me e individuo una scatola di muesli  (con nocciole e cioccolato….) aperta da qualche giorno e decido che sarà l’ingrediente principale del mio dolcetto.
Cosa potrebbe servirmi di altro? Bè, del latte per ammollarci il muesli, dello zucchero (poco però ), un uovo,un po’ di lievito e la farina.
Quantità??? Ad occhio of course! 
Ammollo il muesli nel latte (lo ricopro) e lo lascio una mezz’oretta durante la quale mi metto a sfogliare uno dei miei numerosi  libri di cucina , soprattutto di dolci.
Nonostante veda torte “serie” fotografata con maestrìa che mi incantano, continuo imperterrita a credere nella mia e quindi aggiungo al mio muesli che aveva assorbito gran parte del latte , l’uovo, lo zucchero il lievito e la farina a cucchiaiate fino a d ottenere un “impasto” abbastanza  morbido (consistenza di una polenta soda).

Tortiera, carta forno: rovescio l’impasto. Forno sui canonici 180° per circa 25 minuti.
Sforno. Mi piace l’aspetto. Rustico, semplice immagino già il sapore … ma non sarà così!


Ho messo troppa farina e il mio tortino è un po’ tanto “mapazzone”. Zucchero: insufficiente , per fortuna le gocce di cioccolato che si incontrano ogni tanto, sollevano il morale!
Come dire? Ho toppato! Avevo la luna storta,un caldo inside e tempo zero.

Non so se capita anche a voi ma….io lo sapevo che sarebbe andata così. Dipende da come mi predispongo a cucinare, a preparare dolci e questa sera era la sera sbagliata.
Non avevo “arredato” lo spazio di lavoro come faccio di solito, non avevo pensato  in modo creativo ( e serio) agli ingredienti e alle dosi ma soprattutto non avevo le idee chiare e non avevo il tempo necessario per dedicarmi come si deve a queste cose.
Ho aggiunto confusione a confusione e non ho generato nessuna “stella danzante “ come dice Nietzsche ma solo un vero mapazzone.

Questo dovrebbe servirmi da lezione anche nella vita e invece il mio status è sempre “frullino4ever” .
Inserisco pensieri belli e brutti, soddisfazioni, delusioni, corro, brigo, disfo, il tutto preferibilmente in momenti sbagliati…insomma ne esce un frullato che non sa di nulla di definito e che è comunque indigesto.




Questa torta "sbagliata" mi servirà da monito? Assolutamente no! :-)  Imperterrita continuerò a  sfornare torte fatte come si deve (perché, giuro, mi capita!!!)   ma anche ad  inanellare flop in un disordine creativo costante e continuo ... non solo in cucina ;-) !!!

domenica 22 gennaio 2012

EHM…QUASI TAGLIATELLE CON INCLUSIONI DI PREZZEMOLO PER UN (FATICOSO) BRODO DI PESCE…OVVERO : HO TOPPATO L’EMMETI!!!

mtgennaio

mtgennaio2


Mi sono accorta ora , mentre mi accingevo a scrivere il post per l’emmeti di gennaio che…ho clamorosamente …toppato!
Eh, si ….ero talmente concentrata sul fatto di tirare la sfoglia a mano che mi sono completamente dimenticata che dovevano essere solo…..tagliatelle….
E adesso???Non ce la posso fare a trovare tempo per dedicarmi con così tanto amore a rifarle sigh…(si, sto tentando di impietosire la giuria…e allora?????)
Quindi????
Io decido di raccontarvi lo stesso la ricetta e decido di intitolarla con un  “quasi tagliatelle” che inequivocabilmente non sono…
La pasta fatta in casa la faccio da anni ma, ahimè, mai tirando la sfoglia a mano.
Ho chiesto in giro “illuminazioni” in merito e ho ricevuto dei “ma è facilissimooooo!!!” e  dei “ma te sei matta!! A mano??? Ma và…..”
Quindi mi sono armata di pazienza e mi sono messa a guardare video su video su youtube sull’argomento…
E inoltre ,oltre alla prova della sfoglia mi sono anche cimentata nel brodo di pesce che mai avevo fatto …non amo avere a che fare con carne&pesce soprattutto se questo significa pulire, disossare, deliscare,ecc…
Dunque…si dia inizio alle…danze:
eh si perché per me tirare la sfoglia come si deve , è stato come imparare un passo di danza o una semplice sequenza da step, attività nelle quali sono da sempre negata.
Credo di essere la persona più scoordinata del mondo e in palestra è oramai un classico vedermi fare movimenti con la parte sinistra quando tutti stanno usando la destra e viceversa. Non ho senso del ritmo e non riesco ad associare movimento a musica.
Detto ciò guardare, su you tube,  signore giovani e meno giovani usare il mattarello con grazia, eleganza e coordinazione e creare sfoglie di pasta sottilissime mi era subito sembrata una mission impossibile per me. La tentazione di tirar fuori la mia Olimpia , la macchina per fare la pasta, confesso, è stata forte…tanto chi mi vedeva???
Ma oltre ad essere scoordinata sono, mannaggia a me, troppo onesta e mai e poi mai sarei stata capace di mentire in modo così spudorato pur avendone le possibilità: il web è per eccellenza il mondo degli avatar, delle bufale, dei mondi paralleli…
Ho ingaggiato la dolcemetà per fotografare la sottoscritta durante questa performance a testimonianza del tutto. Foto in diretta J rischiando il flop…infatti la mia sfoglia è stata fatta con un uovo solo in previsione di doverla rifare “n” volte…inoltre  il mio mattarello non era del modello “emiliano” e quindi non avrebbe supportato a dovere la sfoglia/lenzuolo che avrei certamente fatto con più uova  J (mi piace credere che avrebbe potuto essere così..)
Per la ricetta precisa vi rimando al post della ale.

impasto10


Dopo aver fatto la sfoglia della quale sono  molto orgogliosa , mi sono fatta prendere dall’entusiasmo per questa ricetta e …chi si ricordava più che dovevano essere solo…tagliatelle??? l’ho tagliata in strisce di circa 4 dita , l’ho tirata ancora un po’ e ho appoggiato sulla metà le foglie di prezzemolo che avevo precedentemente lavato, asciugato e appiattito con il mattarello.
Ho ripiegato la metà della pasta senza prezzemolo , ho pigiato bene con mani facendola aderire  e l’ho ancora stesa con il mattarello.
Ho quindi tagliato la sfoglia in quadrotti, ehm, volevo dire , in quasi tagliatelle,  abbastanza grandi , in ognuno c’era una foglia di prezzemolo che si intravedeva.
impasto11

Avevo preparato (a fatica) il giorno prima il brodo di pesce.Ero andata in pescheria e mi ero fatta dare un merluzzo, una sogliola e delle cicale chiedendo al pescivendolo di pulirmi i pesci e di darmi le teste e le lische per il pesce.
Non posso scrivere come tante food writer blasonate  : “il mio pescivendolo di fiducia” ostentando non solo familiarità con la fauna ittica ma anche una certa competenza in materia tanto da meritarmi la considerazione del suddetto pescivendolo (di fiducia, of course…)
Non sono capace a cucinare il pesce, non lo conosco e non vado mai, quasi mai, dallo stesso pescivendolo…
Anzi se proprio devo dire la verità , sono andata lontano dalla mia zona a comperare il pesce… e ho fatto bene perché il pescivendolo ha incominciato a dirmi che questi pesci erano insufficienti per fare il brodo  e bla bla e bla bla…
Ho risposto “ma non devo fare un brodo brodo di pesce è un quasi brodo  nel quale il sapore del pesce deve essere molto molto vago…
Mi ha guardata male e con lui anche parte degi altri acquirenti, ma io forte del fatto di essere in “terra straniera” non me ne sono curata più di tanto e sono uscita con il mio pacchetto…
Con estremo coraggio ho preso teste e lische e cicale  e le ho messe sotto l’acqua corrente, nel frattempo in una padella ho messo un goccio d’olio (troppo poco) uno spicchio d’aglio (che ho poi tolto) e i gambi del prezzemolo.
Ho fatto tostare un attimo gli scarti del pesce e ho quindi versato dell’acqua . ho fatto cuocere il tutto per circa venti minuti. Ho filtrato il brodo.
Il sapore era delicatissimo e, devo dire, non male. Forse  chi ama il gusto del pesce più intenso l’avrebbe giudicato poco saporito ma l’ho ritenuto  perfetto per le mie , ehm, quasi  tagliatelle.

Sia giovedì che venerdì ammetto di aver guardato le ricette finora postate relative a questo emmeti e da vera stordita (quale spesso sono…) mi sono detta : “ma guarda che strano…tutte proprio tutte hanno fatte le tagliatelle.”
E non mi è nemmeno passato per la mente di andarmi a rileggere le regole !!!!…ma non solo,quando ho scovato l’idea per queste , ehm, quasi tagliatelle, ero tutta contenta per la…genialata!
Vabbè dai, stendiamo un velo pietoso …cosa altro posso dire???Sarà la menopausa? L’età che avanza? Una vaga superficialità che accompagna , a volte, la mia vita? Mentre scrivo mi viene da ridere…se  Marie Antoniette leggerà questo post sono fritta!!!
E’ già un “periodo” (anni???) che ha scarsa considerazione della sua mamy, chissà dopo questa mia perfomance cosa dirà la petite reine !!!
Per fortuna ho la quasi certezza che non navigherà da queste parti…VIVA twitter e FB…che , inconsapevoli,stanno salvando la mia faccia al..castello!!! J


domenica 18 dicembre 2011

PRODUZIONE NATALIZIA DI BISCOTTI HOMEMADE...QUASI :-) UN FLOP...


Nel pieno delirio dei regali di Natale che per me significa…home made!
Ed eccomi qui ad impastare e infornare biscotti dolci e salati.
Mi piace perdermi in questo lavoro frenetico scandito da tempi di lievitazione, di cottura, di riposo in frigo . Tempi che si incastrano uno nell’altro , ottimizzando l’utilizzo del forno, del mio mitico KA, di teglie e di stampi.
Io che mi muovo leggiadra (si fa per dire) tra tutto questo : dò un’occhiata alla ricetta, peso gli ingredienti, controllo la cottura nel forno e…mi accorgo che le favolose palline di farina di riso e pistacchi che avevo amorevolmente impastato e decorato ,  si sono unite tutte formando un unico ammasso !!! Ma come??? Nella ricetta, tratta da un libro conosciutissimo, di una blogger famosissima, non c’era un minimo accenno al fatto che l’impasto avrebbe potuto “lasciarsi andare “ e non un consiglio per mettere questo impasto, per esempio, in stampini da cioccolatini per mantenere la forma e soprattutto per evitare questa terribile …sorpresa!
Ho fatto comunque concludere la cottura e , dopo aver lasciato raffreddare il tutto, ho separato (per quanto fosse possibile) i “biscotti” …il gusto non male,  ma come presentarli???
Alle amiche del cuore , visto l’affetto che ci lega, ho confessato il fattaccio e ho osato presentarli lo stesso : siamo in piena crisi economica quindi non si butta via nulla, anche se indubbiamente, l’immagine dei miei doni è stata compromessa e, chi mi conosce, sa che questo è abbastanza uno smacco per la sottoscritta  J
Mi è sorto spontaneo il dubbio  : che forse non tutte le ricette riportate nei libri, riviste ,ecc…vengono effettivamente realizzate ? E mi è sorta spontanea la certezza che spesso le spiegazioni delle ricette siano molto, ma molto vaghe…anche da fonti insospettabili.
Non voglio fare la polemica perché siamo a Natale ma ammetto che la voglia di esternare qualche serena rimostranza ce l’avrei….anyway…
Per  la mia giornata biscottifera avevo scelto ben tre ricette da questo libro è la media di riuscita è stata di una su tre…
I biscotti erano:

biscotti di farina di riso ai pistacchi (di cui sopra…sigh! L )

sablés au fleur de sel (L)

girelle con tapenade, limone e parmiggiano  (ma si dai…)

E’ vero ho sbagliato. Possiedo libri con ricette di biscotti favolosi, uno su tutti “biscuits, sabés, cookies” della Martha (Stewart) , non solo, appena riesco acquisto la rivista “Elle a table” e io dove vado a prendere la ricetta per i sablés au fleur de sel????
Il risultato , che dalla foto non traspare , è un biscotto davvero molto secco, troppo…almeno per come intendo io la consistenza dei sablé!
Per i biscotti meglio riusciti una foto frettolosa , visto che li ho serviti quasi appena sfornati e ne ho tenuti  da parte  proprio quattro .


Quindi l’unica ricetta che riporto è proprio questa:
150 gr di farina
90 gr di burro
50 gr di parmigiano
Buccia grattugiata di un  limone (ne ho messa mezza: è più che sufficiente, per me)
Tapenade : che io ho fatto frullando 100 gr di olive nere denocciolate, un po’ di pasta d’acciughe, un cucchiaino di capperi sotto sale sciacquati e strizzati, olio.
Mescolare la farina con il parmigiano, la buccia di limone e un pizzico di sale. Aggiungere il burro a pezzetti e mescolare con mani fino ad ottenere un composto “bricioloso” al quale aggiungerete 2 o 3 cucchiai di acqua (io vi direi : fredda da frigo) per ottenere un impasto morbido che stenderete con il mattarello su un piano infarinato, formando un rettangolo di uno spessore di circa mezzo centimetro  (io l’ho fatto un po’ più sottile).
Quindi spalmate sopra la tapenade e arrotolate  formando un rotolo (ovvio! J ). Prendete un foglio di pellicola e avvolgetelo  e  mettete a riposare in frigo per circa un’ora (la ricetta dice due ore)
Trascorso il tempo di riposo in frigo , tagliate a rondelle che metterete su una placca con carta forno e cuocerete in forno a 180° per circa 20/25 minuti.
Confermo che usciranno circa 20 biscotti.
A parte questa “piccola” defaillance , la produzione di biscotti natalizi proseguirà nei prossimi giorni probabilmente anche  di…notte, visti i miei  impegni!!!
Ma anche così è bello ed ha comunque il suo perchè…: mi fa sentire un po’ folletto di Babbo Natale, instancabile e al lavoro senza sosta tutto il giorno e tutta la notte, con Eu (il mio gatto) che mi assiste (ma ogni tanto si lascia andare e si addormenta sulla sedia…) felice per poter mangiare qualche briciola caduta (è golosissimo di dolci) e contento di giocare con nastri, file di perline, carta velina con i quali impacchetto i biscotti .
Le prossime saranno le mie ricette “storiche” per Natale : pan di spezie in primis e poi toccherà ai patés e alle mousses…in attesa di farvi gli auguri “ufficiali” per le feste ! Alla prox…J

lunedì 3 ottobre 2011

"NO, NON SONO MATTA, HO SOLO UN...BLOG! "



...forse è questo che stamattina avrei dovuto dire quando un distinto vicino si è fermato in mezzo al cortile e ha visto una donna (cioè io) in accappatoio e becco d’oca sul ciuffo (per dargli la piega …so che sapete queste cose…) che stava sistemando torta, piatti, mug su di un tavolino, armata di macchina fotografia, e mi ha detto con tono interrogativo e curioso:
“buongiorno signora!”
E io” buongiorno!” fingendo nonchalance . Averi dovuto dirgli : guardi che non sono matta!!! Ma sto tentando di fare qualche foto decente…sa…ho un piccolo blog…
E invece sono stata zitta aumentando e confermando forse la sua convinzione nel trovarmi un pò “strana”.
Ma non solo lui ha assistito al mio “shooting” :-) .
Un’altra vicina che stava portando la bimba all’asilo.
Bambina: “mamma ma cosa sta facendo la signora???”
Mamma : “niente, non ti interessa, andiamo”
E poi ecco arrivare anche da lei un mieloso/curioso:
“buongiorno signora!!”
E io, tutta presa “ ‘ngiorno…’ngiorno”
Il mio castello è, ovviamente, blasonato (cosa ve lo sto a dire?) e quindi i miei vicini sono del modello “extralusso”: la mamma , giovane, carina, griffatissima, magrissima, biondissima, ricchissima…e invece il signore del buongiorno mattutino di oggi, è blasonato, distintissimo, un bel uomo, chic, serio, elegante…
E spesso penso “e io cosa ci sto a fare???” ma ho imparato a diventare un po’ filosofa e a decidere quindi che tipo di domande farmi per potermi poi dare risposte intelligenti ma soprattutto per potermi dare delle risposte… punto!
Quindi ho voluto credere di essere considerata una vicina agée , sicuramente “creativa”, che magari incuriosisce anche un po’. Una che esce al mattino con filo di perle e ballerine ai piedi per giornata in ufficio ma si vede spesso con jeans , maglietta morbida (per ,ehm, contenere e nascondere …) e sandali o scarpe senza calze (anche in inverno!).
Una vicina che prima o poi farà sapere che proprio tanto out of zucca non è ma che ha “semplicemente” un blog :-) così magari da avere un po’ di comprensione quando viene colta in flagranza di reato con macchina fotografica, in posa “plastica” , davanti ad un piatto messo in bilico su davanzale della finestra (per un problema di luce, ovvio…)
Forse la cosa migliore da fare sarà quella di presentarmi alle loro porte con una torta in mano…
Magari una crostata , che è tra le torte che preferisco e che mi viene/veniva meglio…
Ho scritto “veniva” perché questa torta qui in foto non ha dato i risultati sperati.
Ho seguito la ricetta “paro paro” di quel genio del Luca (Montersino ) ne ho fatta un bel po’ perché lui ha detto che si può tenere in frigo per giorni o congelare , avendo così l’impasto pronto .
Il sapore è ottimo ma la frolla si sbriciolava tutta impedendomi di stenderla bene.
Cosa ho sbagliato? L’ho tirata fuori dal frigo e l’ho lasciata riposare, diciamo, un’oretta.
Poi l’ho lavorata (poco) e già avevo difficoltà a farla stare insieme…l’ho stesa mettendola tra due fogli di carta forno ed è stata un’impresa.
Anche le striscette messe a mò di decorazione si rompevano tutte….
Nei suoi video la pasta è sempre perfetta, lavorabilissima con il matterello, facilmente trasportabile sulla teglia , quindi mi rimetto ai vostri consigli.
La “mia” pasta frolla , cioè la ricetta che uso di solito, è meno ricca , proporzionalmente, sia di burro che di zucchero , rimane un po’ più “molle" ma riesco a stenderla meglio. Comunque questa è la ricetta del Luca con la quale ho fatto la crostata con la  marmellata di prugne :

Pasta Frolla:
1kg farina
600 gr burro
400 gr zucchero a velo
160 gr tuorli
1 bacca di vaniglia
2 gr sale

Certo sarebbe bello preparare una frolla come si deve da offrire, umilmente, al mio vicinato reale.
Ci penserò e nel frattempo voglio capire, sempre filosoficamente parlando, perché io debba essere sempre attorniata da re e regine…la mia mamy e le sue sorelle sono certe di essere discendenti della principessa Sissi, la mia “bambina”, come sapete , è Marie Antoinette e non aggiungo altro e ora, pure il vicinato con la corona! Non mi sono mai sentita regina, non ho mai aspirato a troni e tiare, non ho mai creduto nel principe azzurro…
Mah? Sta a vedere che adesso mi succede come nei film nei quali la poveraccia di turno alla fine scopre di essere la regina più regina di tutti!! Dovesse succedere , prometto, scriverò un post!!!
(è inutile , e questa è una cosa certa , altro che nobile , sono oramai “blogger inside”!!!!!)

venerdì 16 settembre 2011

"GARDEN PARTY" 'S FLOP :-( E... CENE DI AMICHE SPECIALI...



Ultima cheesecake della stagione . l’occasione : una cena con amici.
Avrebbe dovuto essere la torta della copertina di “Garden party”…si, non inorridite .
Lo so che do prova di coraggio e sfrontatezza a dire questo , sappiate che non è facile ammettere flop di questo genere soprattutto relativo a questa ricetta che volevo riuscisse come si deve perché ho una sorta di venerazione per questo libro che regala ricette d’effetto facili e fattibili…ai più ma, in questo caso, non a me e poi era il dolce per una cena con le mie mitiche amiche (+ dolcimetà) Chiara, Elena e Monia.
Avevo gli stupendi biscotti rosa di Reims acquistati durante una gita en France dei quali ero orgogliosissima.
Ma non avevo lo stampo per bavarese che sarebbe stato quello idoneo al dolce e preso atto della mancanza , ho cercato un sostituto : pirofila troppo bassa e troppo larga ma quella c’era e quella ho usato.
Ho dovuto, sigh, rompere i biscotti in due sapendo già che l’effetto finale non sarebbe stato elegante e proiettato verso il cielo ma vagamente tozzo e …sgraziato.
Anyway….ero sicura che il biscotto blasonè avrebbe dato comunque il suo tocco chic e mi sono messa all’opera .
Questa la ricetta originale:

CHARLOTTE AI BISCOTTI ROSA


Per 8 persone
5 cucchiai di liquore al lampone (ho usato il Ratafià di Andorno)
24 biscotti rosa di Reims (tipo quelli della Maison Fossier)
6 fogli di gelatina
120 gr di zucchero
400 gr di formaggio bianco morbido
150 gr di mandorle in polvere (io non le ho messe)
1 cucchiaino di esgtratto di vaniglia
3 albumi (non li ho messi e ho usato la panna….mannaggia)
350 gr di lamponi

Versate il liquore ai lamponi in un piatto fondo ed aggiungere 2 cucchiai di acqua. Immergete velocemente i biscotti prima di foderarci uno stampo da charlotte, tagliando i biscotti. Immergete i fogli di gelatina in acqua fredda per 15 minuti. Portate ad ebollizione un bicchiere d'acqua con la metà dello zucchero, togliete dal fuoco e metteteci la gelatina scolata. Mescolate finché la gelatina non si è sciolta. Versatela poi sul formaggio bianco, unite le mandorle (non le ho messe) e la vaniglia e mescolate. Sbattete gli albumi a neve (per me : panna) . Quando sono quasi del tutto montati unite l'altra metà dello zucchero, sempre continuando a sbattere. Incorporate questo composto al formaggio bianco. Versatene metà nello stampo sui biscotti. Coprite con uno strato di lamponi ed aggiungete il composto rimasto. Appoggiate un piattino sulla charlotte e mettetela a rassodare in frigorifero. Al momento di servire, sformate la charlotte e decoratela con qualche lampone.

Al momento di capovolgere il dolce mi è venuta una tristezza infinita!!! Ma quanto era brutto??? :-(((
Ho sbriciolato sopra qualche biscotto (che era avanzato) per dargli un effetto mimosa ma da qui ad avere l’altezza (in tutti i sensi) del dolce descritto dal libro, ce ne vuole!
Ma non solo!!! Quando lo abbiamo mangiato una vago (ma nemmeno poi tanto vago) sentore di acido rovinava il tutto….temo la panna andata a male…
Per fortuna gli amici avevano portato il gelato che è subito diventato IL dessert…
Che smacco, che onta, che delusione ma soprattutto che rabbia!!!Lo sapevo che non dovevo prendere la panna in offerta!!! Compero sempre la panna di una marca fidata che non mi ha mai deluso , come mai questa scivolata imperdonabile???? Le  “vittime” dell’orrendo dessert : la Monia , la Elena, e la Chiara con le rispettive dolci metà… nonostante tutto , mi salutano ancora :-)
Direi che con i cheesecake non ci azzecco molto quindi confido in temperature più autunnali per ritrovare le certezze di un dolce ben riuscito : una crostata, un crumble , un torta classica insomma un confort cake necessario alla mia autostima!
Di certo mi rimetterò alla prova (direi l’estate prossima…) nel frattempo pubblico le foto di un altro cheesecake , che non è opera mia, ma di una della amiche, la Chiara, che hanno subìto il mio con panna acida…


 
La cena della Chiara e del Davide , è stata perfetta : per la mise en place, per le delizie preparate e soprattutto per il dolce finale uno splendido cheesecake come si deve, perfettamente dosato che ha regalato gusti in equilibrio cosmico tra loro.
La serata è trascorsa serena e tranquilla complice anche la location: una deliziosa casetta in campagna, arredata in stile classico/moderno, nei toni soft che fanno bene all’anima senza dimenticare un tocco di colore deciso e originale. Il clima ha permesso anche di gustare il caffè all’aperto sotto ad un pergolato romantico .

 

I piatti clou? La cheesecake sicuramente ma anche i baci di dama salati (divorati!) ripieni di crema al caprino e al basilico , le mini tarte al gorgonzola piccante  e i branzini cotti al bbc dall’esperto Davide!
Ma visto che si parla anche di cene tra amiche come non parlare di un’altra mitica cena?

 Questa era stata a casa della Elena e del Paolo . Che dire? Un’altra serata perfetta, un’altra mise en place trendyssima.
Il suo stupendo loft ha fatto da cornice ad una cena ricca di profumi d’estate, colorata e fresca.
I piatti clou? Le orecchiette con erbette e pomodorini freschi con generosa grattugiata di ricotta salata !! Il dessert non poteva che essere à la page: bicchierini con fondo di digestive e amaretti sbriciolati. La crema un sapiente mix di yogurt greco e miele e la immancabile spolverata di cannella che ci piace un sacco e dà quel tocco scenico che ci sta!
In attesa di organizzare una cena dalla Monia che dire di queste mie amiche???
Bè innanzi tutto che insieme stiamo bene, ci divertiamo un sacco e soprattutto il feeling è altissimo!
Rappresentiamo l’universo femminile, scusate se è poco, perché in noi si trovano ,in pratica, tutte le caratteriste (positive, ovvio) e le simpatiche manie di noi donne…c’è quella più romantica, quella più sicura, quella più trendy, quella che legge, quella che va in palestra, quella più pigra, insomma ci completiamo a vicenda , ci ascoltiamo, ci comprendiamo, ci consigliamo…
Ritagliare tempo per noi è difficile abitando tutte in città/paesi diversi, ma magicamente, riusciamo sempre a trovare l’occasione per incontrarci e arricchire ancora di più questa amicizia speciale, tra questi incontri sono comprese anche fughe da Zara e H&M,  per shopping sfrenato , senza troppi sensi di colpa (ma questa è un'altra storia...) ;-)
Anche loro rientrano nel mio “pacchetto fortuna” rendendomi  felice e  consapevole di questo dono!:-)

venerdì 24 giugno 2011

FLOP DI MELANZANA DI UNA DONNA INEQUIVOCABILMENTE...DOLCE ;-)

Ebbene si , ancora melanzane…c’è un perché, oltre al fatto che mi piacciono un sacco….
Sarà un caso (???) ma continuo a leggere ricette con…le melanzane. Non lo faccio apposta!!!
Ma quando apro a caso una rivista di cucina in edicola, mi capita la pagina con una ricetta di melanzane!!!quando decido di sfogliare uno dei miei libri…ecco comparire una mega foto con…una melanzana! È destino! :-)
Persino in Francia, nella rivista “elle a table” che ho acquistato in aeroporto, ho trovato una ricetta con le melanzane !!! si, ovvio, ce n’erano anche mille altre ma quella che mi ha colpito è stata quella!!!
Una sorta di parmigiana bianca , che mi aveva subito incuriosita. Poco light com’è giusto  sia una parmigiana,
Anzi se proprio devo dirla tutta, la ricetta non prevedeva le melanzane impanate ma io avendone preparate una tonnellata il giorno prima ne avevo tenuta una parte da friggere il giorno dopo proprio per questo piatto che ho un po’ variato ed elaborato.

Ingredienti “veri” e -  modificati:
Melanzana a fetta grigliate – melenazana a fette impanate (più sottili sono meglio è…)
Mozzarella di bufala – mozzarella “normale” (quella avevo in frigo…)
Parmigiano – parmigiano
Basilico e timo – basilico e timo
Pinoli - nocciole
Olio EVO – olio EVO
Sale /pepe – sale grosso

Dopo aver preparato le melanzane, o grigliate o fritte, fate un simil pesto veloce e speedy :
nel mixer : basilico, timo ,sale grosso, nocciole , olio evo q.b.. frullate il tutto aggiustando l’olio.
Le quantità purtroppo non le posso mettere nel senso che vado ad occhio…esco sul balcone , raccolgo le due erbe in abbondanza secondo l’ispirazione del momento ma non quantifico mai il tutto….:-)
La ricetta prevedeva, giustamente, i pinoli (che non avevo) …guardando in dispensa (mi piace dire “dispensa” dà l’idea che io abbia un locale ad hoc, ordinato e perfetto. In realtà questo è il mio sogno…la verità è ben diversa…) è sbucato fuori un sacchetto di nocciole che ho preso e utilizzato subito giudicandolo assolutamente perfetto per questo pseudo pesto.
Quindi non mi restava altro che “costruire” questa parmigiana blanche …
Nella pirofila ho messo un po’ di pesto, quindi le melanzane, ancora pesto, ancora melanzane, il parmigiano, un giro d’olio e poi ancora melanzane, pesto….fino alla fine degli ingredienti.
Secondo me due strati sono già sufficienti ma nessuno vieta di farne di più…
Terminare col il parmigiano e qualche fiocchetto di burro. Infornare a 180° per circa 15/20 minuti.

Aspetto invitante…gusto…ehm…tremendo!!! Super mega unto !!! in una parola : immangiabile…
Il primo mio errore è stato quello di utilizzare le le melanzane impanate che hanno trattenuto per bene tutto l’unto che , inevitabilmente, ha rilasciato il pesto.
Di sicuro la melanzana grigliata va meglio. Il pesto lo farei molto più “erboso” cioè con molto meno olio di quanto ho utilizzato, una sorta di trito di erbe che verrebbe comunque reso umido dalla mozzarella che, svenendo, rilascerebbe la sua acqua.
Insomma un flop !
Già facendo la foto però mi ero accorta che l’aspetto non era quello che speravo e in effetti …
Ho imparato due cose:
primo: se vuoi provare una nuova ricetta attieniti alle dosi, ingredienti e preparazione . le modifiche, se mai, si faranno un’altra volta
secondo:ma l’esperienza non ti insegna niente ??? ma mentre allestivi ‘ste melanzane , cara roby, non ti sembrava un po’ troppo “mappposo” il tutto??? Il tuo vissuto di donna ai fornelli non ti suggeriva che forse quel pesto , abbinato al resto, avrebbe inevitabilmente dato questo risultato?

è finito tutto nel pattume, o rumenta, o scovazze, insomma, nel contenitore dell’umido…
Dimenticavo…erano anche senza sale!!! :-(
Donna delusa e provata da questo insuccesso mi sono messa subito a sfogliare il libro della Nigella , che mi mette di buon umore e si è sempre più rinsaldata in me la convinzione che sono una donna da dolce, torte, dessert, cioccolato, panna,….
Perché??? Innanzi tutto ,  fino ad ora, tutti i flop di “pasticceria” me li sono sempre…mangiati lo stesso!!
Passando sopra a creme troppo zuccherate, poco montate, torte lievitate poco ,a dolci non cotti abbastanza, a tatin non caramellate a dovere, …
Inoltre , preparare un dolce è molto più…voluttuoso, creativo, appagante. Almeno per me!
Insomma , w le melanzane ma….dolce è meglio!

p.s.: ho prestato la rivista en francais ad una mia amica e purtroppo non posso scrivervi la ricetta originale. cheila volesse mi scriva pure via mail...non appena tornerò in possesso di "elle a table" ve la darò...



domenica 30 gennaio 2011

BON ANNIVERSAIRE MARIE ANTOINETTE !


Quando stamattina mi sono svegliata il paesaggio che mi si è presentato aprendo la finestra è stato, a dir poco, da vera sorpresa. La neve! E chi se l’aspettava!!! Dopo qualche nanosecondo però tutto mi è stato chiaro: poteva la petite reine avere una giornata normale per il suo compleanno?? Direi di no!
Quindi ecco la bianca neve che le ha regalato uno scenario ovattato e romantico come le si addice !

Come sempre, al suo compleanno la torta la fa la mamy (cioè io) e come sempre le torte si rivelano dei…flop! Ma questo mi accade spesso ed è già documentato nel mio giovane blog (vedi mio compleanno e …suo compleanno dell’anno scorso)
Avevo chiesto alla blasonata figlia che torta volesse per son anniversaire e lei, pensandoci un po’ aveva proclamato : una millefoglie.
Ah bè, “solo” ??? ho subito escluso di preparare da me medesima la pasta sfoglia, quella sarebbe stata rigorosamente da super (surgelata, arrotolata, stesa…come l’avrei trovata , l’avrei presa)
Per la crema pasticcera mi sono letta un po’ di ricette qua e là ed ho scelto questa:

Ingredienti:

½ litro di latte intero
100 gr di zucchero
50 gr di farina
5 gr di fecola
4 tuorli
Scorza di limone grattugiata
Vaniglia
1 conf. Di Panna fresca

Ho scaldato il latte con la scorza di limone grattugiata e la vaniglia raschiata e ho portato ad ebollizione. Nel frattempo ho montato i tuorli con lo zucchero e ci ho aggiunto poi la farina e la fecola. Dopo ho versato il latte bollente sulla crema di uova e ho rimesso sul fuoco per qualche minuto, fino a quando, cioè la crema si è addensata. L’ho fatta raffreddare coprendola con una pellicola . Ho poi montato la panna che ho aggiunto alla crema e ho quindi farcito i miei tre strati di pasta sfoglia cotti nel forno a circa 200° .
Flop perché?
Punto A : la pasta sfoglia era cotta troppo poco e ne ho comprata una di un “modello” poco burroso. Quindi il risultato è stato una pasta troppo secca ma non friabile e troppo “rigida”
Punto B : la sfoglia si è gonfiata troppo nel forno nonostante l’avessi bucherellata qua e là. Quindi la millefoglie è risultata di un’altezza spropositata e inelegante !
Punto C : avendo voluto esagerare ho utilizzato tutta la pasta sfoglia comprata e la crema era sufficiente a ricoprire gli stari di un velo sottile o poco più che è stato assorbito dalla pasta rendendo il dolce piuttosto asciutto.
Punto D : nonostante gli strati gonfi e la crema scarsa la millefoglie nella notte è “svenuta! Quindi al mattino l’altezza era accettabile ma la consistenza era gnucca e poco “aerea” e leggiadra.
Punto F : ma la crema era buonissima!!!

Marie Antoinette mi ha fatto lo stesso i complimenti, o meglio, mi ha detto che “si forse non era il top delle millefoglie ma era mangiabile “ è già qualcosa.
Inutile dirvi che a metà mattina mi era preso il panico nel vedere il risultato! Tanto che ero già pronta a fare una crostata al volo . Poi ho deciso di tagliare il dolce a rettangoli e ho servito solo quelli centrali , più ricchi di crema e più presentabili!
Per fortuna il pranzo era intimo e ho potuto rimediare sfruttando meno della metà del dolce.
È il resto della torta??? Bè, come sapete non mi formalizzo e giusto a merenda ne ho mangiata un’altra fetta dal look improponibile ma dal gusto accettabile.

La petite reine diventa sempre più grande e l’augurio che le faccio è quello di saper guardare avanti con tutto l’entusiasmo possibile per affrontare la vita che ha davanti. Ha già una bella età (19 anni!!!) :-) e purtroppo si guarda intorno e il futuro la spaventa ma spero riesca a tirar fuori la grinta necessaria per manifestare al meglio le sue doti…
Tra le quali un’eleganza e una classe innate che la rendono anche fin troppo snob rispetto alle sue coetanee e come mamma di regina ( e che regina!) non potevo non contribuire alla sua immagine di charme : come piccolo pensiero un... rouge a levres chanel , noblesse obblige! :-)

domenica 19 settembre 2010

JAP MINIMAL CAKE ... OVVERO LA SFIDA MT N.3

japminimal

Torta minimal…e bè ci sta ! Stile jap, essenziale, oserei dire zen! L’aroma aggiunto alla mia torta è il più semplice, il più normale il più…minimal: la mela!
Anche perché tutte le idee che mi erano balzate in mente le vedevo già realizzate (ottimamente) da chi già aveva dato per l’MT….avevo pensato allo zenzero : fatto! Al cioccolato : fatto! Persino il mosto cotto già …fatto! Che fare?? Questa torta era di per sé un’incognita :sarei riuscita a farla gonfiare a dovere?e poi la cottura in forno sarebbe andata bene?
In mezzo a tutti questi pensieri , ecco arrivarmi in aiuto un articolo sugli haiku : sorta di piccole poesie giapponesi che in 3 righe e poche, pochissime semplici parole racchiudono l’essenza del pensiero del poeta…
Ecco la mia torta sarebbe stata un piccolo haiku .La semplicità degli ingredienti dovrà regalare un gusto che…rassicura nella sua “banalità”.
Mele e cannella: cosa c’è di più…scontato??? Quindi perfetto per questo elogio alla semplicità.
Mi sono messa all’opera .
Al posto del formaggio light della ricetta di genny , ho messo la robiola…ehm, la confezione non era 130 gr ma bensì 100 gr…
Tutto il resto tale e quale …a parte la dimenticanza del….limone ! acc….
In questa mia torta molto minimal jap ma veramente poco zen c’era anche il fatto che nel frattempo avevo fatto la lavatrice delle lenzuola (era uscito il sole dopo pioggia!!) , c’era Eu (il gatto) veramente “in forma” (continuava a miagolare perché voleva uscire e poi miagolava perché voleva rientrare…in un loop infinito!!!!) , c’era marie antoinette che dormiva beata e io che balzavo dal gatto a guardare se la lavatrice aveva finito a preparare gli ingredienti e fare torta…
In questo delirio molto poco filosofico/orientale, la mia torta prendeva vita e…il limone s’è perso e potrei dire che è stata una scelta voluta solo che non riesco a trovare un motivo plausibile per questa “scelta”… perché per me il limone doveva proprio esserci! :-)
Dopo essere finalmente riuscita a mettere l’impasto nella tortiera a cerniera diam. 20 (comprata nuova per l’occasione!) ho posto il tutto dentro una pirofila con due dita d’acqua è ho infornato a 160° per 70 minuti.
Mentre la torta cuoceva lenta ,bè , ho fatto un sacco di cose ma ho anche preparato la composta di mele e cannella .
Dosi: 2 mele tagliate a cubozzi, 2 cucchiai di zucchero e un pluc (un quid, un po’, un goccio) d’acqua. Ho fatto cuocere per circa 15 minuti, fino a quando le mele si sono cotte bene e il tutto prendeva la consistenza di una quasi marmellata ma molto più morbida. Ho frullato ed ho aggiunto un bella spolverata di cannella : ma quanto mi piace??? Troppo!!! :-)
Ammetto : ero in ansia. Guardavo la torta bella, gonfia nel forno e già temevo quando l’avrei tolta : un flop, afflosciato e…triste!
Non è andata proprio così ma…
Ho sfornato la minimal jap cake con un OM propiziatorio (e perfettamente in stile!!) , l’ho fatta raffreddare, si è sgonfiata un pochino ma “nella norma” (cioè ho deciso io che andava bene così) e al momento di tirarla fuori dallo stampo………
Arghhhhhhhhh!!! Arghhhhhhhhh!!!
(n.d.r.: come avrebbe detto Paperino…)
L’acqua della pirofila doveva essere filtrata un poco nella tortiera (apribile) regalandomi un fondo molle mollissimo, in modo preoccupante. :-(
Mi stavo sentendo male! Ma forte del fatto che stavo facendo un dolce zen , con una calma da monaco buddista (che non mi appartiene!) l’ho messa lo stesso delicatamente in un piatto e ne ho tagliata una fetta.
Pensavo svenisse inesorabilmente e dall’interno uscisse l’impasto ridotto in un liquido denso…e invece no ! la fetta stava autonomamente in piedi e l’aspetto del dolce non era poi così critico.

fettajap

Ma la vera sorpresa l’ho avuta quando l’ho mangiata : morbidissima, leggera, come mangiare una nuvola ! E’ stato proprio in quel momento che ho capito che era davvero una torta jap/zen e quando ho aggiunto la semplice/banale composta di mele e cannella e ho assaporato l’essenza dell’insieme : minimal si ma….chic!!!
Presa da questo momento “introspettivo” , creare un haiku per l’occasione è stato il minimo che potessi fare :

nuvola leggera nel meleto
profumi conosciuti
entropia di dolcezza

ehm….l’haiku non vale per il voto finale …vero??? ;-)

p.s.: sulle foto...no comment please! ;-)

venerdì 17 settembre 2010

PAN BRIOCHE E ... MITI !!! ;-)




E’ arrivato! Non mi sembra vero. E’ nella mia cucina . E’ il mitico kitchen aid! Color cream!
L’ho messo su un carrello (ikea) sotto alla stampa della Audrey (Hepburn. altro mito!)
Ieri sera l’ho testato con ben due impasti : il pan brioche e la pasta frolla.
Ho fatto l’una di notte ma la soddisfazione è stata grande!
Qui parlerò del pan brioche. Avevo preso in Francia un sacchetto con un preparato al quale si doveva aggiungere 200 ml di latte e 75 gr di burro morbido.
Ho deciso quindi di fare ben 2 test: il KA e il preparato “tutto compreso”



Sono paranoica, lo so, ma so anche che mi capite : ero emozionata!!! E quando ha iniziato ad impastare con il suo gancio bellissimo…ero in estasi!
Ero già pronta con cucchiaio di legno per “aiutare” a far scendere l’impasto dai lati della ciotola (perché avevo visto che veniva dimenticato) : ho sempre fatto così con la mia macchina per fare il pane altrimenti la macchina finiva con l’impastare la metà degli ingredienti lasciando l’altra metà sui bordi…
Ma , meravilglioso!!, il KA dopo poco con il suo gancio magico mi ha preso ben bene tutto l’impasto (anche quello dei bordi!!!) senza “aiutino” , formando una palla elastica e morbida : semplicemente perfetta!
Test KA : impasto con gancio , superato a pieni voti!
Il panetto l’ho fatto lievitare per 1 ora e mezza in una ciotola coperta con la pellicola, poi ho voluto esagerare ed ho copiato la forma da un altro mito : Michel Roux (libro: “frolla & sfoglia”) . Ho messo il mio impasto come descritto nel suo libro in uno stampo da budino , creando una sorta di “bozzo” in cima in modo da ottenere la forma classica del pan brioche d.o.c.
L’ho fatto lievitare coperto per un’altra ora e mezza.
Prima di infornarlo a 180° (troppo !!) l’ho spennellato con l’uovo sbattuto .Il pan brioche si è gonfiato in modo esagerato : un trionfo . L’ho fatto cuocere per più di mezz’ora abbassando un po’ la temperatura perché avevo visto che si stava abbrustolendo troppo!
Quando l’ho sfornato era bellissimo da vedere anche se un po’ storto da un lato.
Stamattina quando ho tagliato il pan brioche per gustarmelo a colazione….dentro era …crudo!!!
:-( …anyway : ho scartato l’impasto poco cotto ed ho mangiato il resto.
Era buonissimo, ingredienti dosati perfettamente quindi il preparato “tutto compreso” è OK, test superato!!!
L’errore umano (cioè , mea culpa!) è imputabile alla cottura eseguita con troppa leggerezza , senza tener conto del formato del pane …
Ho condiviso il tutto con la mia amica Rita che mi ha detto :
“…non dirlo a nessuno del cuore crudo…d’altronde è come la maggior parte degli uomini no??? Belli ma crudi nell’intimo… :-) “
bè, qui si potrebbe aprire un capitolo a parte corredato da dibattito…
ma … glissons… e mangiamoci il pan brioche mezzo crudo che a me è piaciuto lo stesso e poi, "chi s’accontenta …!!!" :-)

giovedì 27 maggio 2010

IN PRATICA , UNA "NON RICETTA" :-)



Adoro gli stampi in silicone. Di qualsiasi dimensione e forma con una leggera predilezione verso quelli multi porzione, tipo muffins, ma dalle forme particolari : rose, girasoli, piccole ciambelline, madeleine, ecc… è un mondo che mi affascina e se me ne capita uno sotto mano è dura resistere e non comperarlo. Stasera però ci sono riuscita ma solo perché lo stampo che era già dentro al mio carrello, dopo una seconda e più approfondita valutazione è risultato troppo piccolo allo scopo : era uno stampo per ciambella ma aveva i bordi troppo bassi oltre ad essere sottodimensionato per i miei gusti. Il supermercato dove vado di solito, o meglio, uno dei supermercati dove vado si solito , è abbastanza dotato di queste “picicherìe” come le chiamava mia nonna …non ho preso lo stampo in silicone ma ho preso invece un bellissimo coltellino dalla lama affilatissima fucsia(un pericolo per me!) , dotato di “tappo” copri lama !!! come resistere ??? Con questo bellissimo coltello ho preparato il semplice ma sempre d’effetto, rotolo di mozzarella farcito con prosciutto cotto, pomodoro (tagliato sottile, sottile , merito del nuovo coltellino!) basilico e tapenade…piatto sfizioso che…non ho fotografato per pigrizia ma che, giuro, meritava anche solo per l’accostamento cromatico : bianco , rosso, rosa e il viola scurissimo, quasi nero, della tapenade….anyway!
Mi sono messa al computer a guardare qua e là e poi mi è venuta, improvvisa , la voglia di utilizzare uno stampo nuovo che ho appena comperato. Soggetto:mini tortine a forma di …girasoli! Per me, la morte di questi stampi un po’ troppo”artistici” sono i budini, le panne cotte, le creme caramel…insomma , tutta quella famiglia lì, solo che non avevo a casa un granchè per preparare qualche crema come si deve, se non…una confezione di “panna cotta istantanea” presa durante un momento difficile (di sicuro) , in cui avevo perso fiducia in me (ogni tanto capita!), insomma, giuro che non mi ricordo perché era finita nel mio carrello e giaceva da non so quanto in dispensa :-). Una massaia che si rispetti (non so perché mi vengono in mente quelle degli anni ‘ 50….boh?) sa che questo genere di prodotti dura in media 10 anni ! Quindi non si rischia il deterioramento pericoloso!!! E sa anche che a volte per salvare un dolce fatto con amore ma, ahimè, venuto male e assolutamente impresentabile, non c’è niente di meglio che il mitico budino super velox (che a me ricorda quando ero bambina. Mia nonna lo faceva spesso per merenda!)che , a seconda della creatività della suddetta massaia perfetta, si può arricchire con biscotti, frutta secca…oppure ,una volta “sformato” guarnire con caramello o cioccolato o qualsiasi altra diavoleria….
Non sempre il risultato è quello sperato e non per l'incapacità dello "chef" ma per la scarsa qualità della "mitica" busta!
Ho deciso di guarnire questi teneri girasoli con caramello e foglie di menta… non tanto per una questione di alchimie di ingredienti , quanto per idea cromatica.
Diciamo che per questa "non ricetta" l’immagine è tutto. Il gusto è un po’ così e cosà, oserei dire “urfido” :-) (termine che indica un qualcosa non propriamente piacevole ), ma come ormai ben sapete, una delle regole della cake therapy è “FARE” il dolce a prescindere….:-)
Poi se quello che facciamo è pure buonissimo tanto meglio ma da esperta in questo genere di “cura” posso assicurare che anche solo sentire i profumi dolci (questi in effetti li ho sentiti!) e rilassanti e vedere l’effetto scenico di quello che si è preparato è già grande cosa per lo spirito che accresce ancora di più la sua dimensione divina staccandosi ….dalle grane terrene !!!:-)
Morale : mi cospargo il capo di cenere per questa non ricetta, spero di non far inorridire chi cucina solo con prodotti blasonati e sali orientali, con il biologico 100% e con ingredienti rigorosamente doc…
Anch’io , se posso , mi dedico con passione e leggera psicosi alla ricerca dell’ingrediente perduto ma…”semel in anno licet insanire” ! Bè, “semel” si fa per dire :-)

mercoledì 12 maggio 2010

WHAT A SWEET MESS ! :-) sottotitolo: sbagliando si impara???


Convinta dagli ultimi post letti ( spatasci e elephantmancake ) ho preso coraggio e ho deciso di scrivere della mia torta di compleanno che come tutte le torte di questo tipo dovrebbero (condizionale d’obbligo) essere originali, perfette, buone…
La mia non è stata né originale (vero Ale ?), né tantomeno perfetta (ma qui è colpa di un eccesso di creatività…. necessaria) e, per me, nemmeno tanto buona…
Doveva, voleva essere una ricetta che avevo visto nel libro “frolla&sfoglia” di michel roux…anzi, avevo visto la pagina di questa ricetta su internet , l’avevo copiata e salvata, con la decisione di prendermi al più presto questo libro.
L’ho salvata in una cartella ad hoc “Ricette” (si lo so : molto originale!) nel pc dell’ufficio…
Quando a casa ho deciso di farla , ovviamente il file era rimasto, per l’appunto, in ufficio!!!
Anyway, la modifico, la invento…e quindi ho fatto un potpourri di ricette….
La base : quella di un dolce che avevo fatto poco tempo fa .
L’interno : che avrebbe dovuto essere lamponi “nature” e menta è diventato : un po’ di lamponi frullati con un po’ d’acqua , ai quali ho aggiunto 2 fogli di gelatina ammollata nell’acqua fredda, strizzati e fatti scaldare.
Con questo “paciocco” ho spalmato la mia base, fermamente convinta che avrebbe solidificato in una sorta di rettangolo (lo stampo era rettangolare) di circa 2mm…strato nel quale avevo “annegato”(cioè, appoggiato sopra) altri lamponi freschi e foglie di menta spezzettate : un profumo freschissimo e delizioso…
Ho messo tutto nel frigorifero per un giorno (sempre per il discorso del timing del mio pranzo di compleanno)
Al venerdì sera ho ripreso il tutto e già avevo capito di aver fatto una cazz….( perdonate l’eufemismo , ma quando ce vò…). La gelatina era stata in pratica assorbita dal fondo e i lamponi erano in disordine sparso. :-(
Ho preparato il cioccolato fuso con un pezzetto di burro sperando di salvare l’immagine della torta (e anche una po’ la mia) ma , ovviamente, nulla ha potuto la dolce, bruna e cioccolatosa cascata . La superficie del dolce era piena di “bubboni” veramente poco eleganti…
Ma non solo! L’ho rimessa in frigorifero per poi tirarla fuori al sabato mattina e lasciarla a temperatura ambiente affinché la copertura si sciogliesse un po’, giusto per poterla tagliare a quadretti senza che si spezzasse modello terremoto del film “2012”…
Non è andata così. Il cioccolato sembrava di marmo e tagliarla è stata un’impresa anche perché la base tendeva a sbriciolarsi “leggermente”…
Ho salvato un po’ di fette presentabili (una è quella della foto) giusto il numero dei miei commensali che , carini, mi hanno detto che era “veramente” buona e questo è stato un vero atto d'amore (o pietà per la "vecchia" festeggianda?)

Analisi
Il perchè : non amo particolarmente i frutti di bosco, perché mi danno fastidio tutti quegli pseudo semini , quindi perché proprio per il mio compleanno ho scelto una torta con i lamponi???

La risposta : Non lo so, mi piaceva il colore, mi piaceva l’abbinamento dei sapori (semini a parte)

Conclusioni : il cioccolato troppo duro, la base troppo sbriciolosa, il “ripieno” di lamponi (per me) troppo acido e la menta (che , giuro, era profumatissima e abbondate) non la sentivo neppure!!!
Che dire? una delusione , abbastanza totale, direi.

Con questo mi autonomino "frana" culinaria...soprattutto per aver sbagliato in pieno la scelta della MIA torta! E se anche un poco mi consolano gli "insucessi" degli altri (mal comune...) dovrò riparare l'onta...:-)
si dai, è tutta una scusa per fare una'altra torta e soprattutto....mangiarla!!!
W la dieta!!!

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