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domenica 10 aprile 2016

NON TUTTI I BAGELS ESCONO CON IL BUCO...PER ESEMPIO, I MIEI...;-)


Non so da quanto tempo volevo fare i bagels! In primis perché mi piacciono da impazzire e poi perché mi incuriosiva la loro preparazione: pasta di pane lievitata fatta prima bollire e poi cotta nel forno!

Nel web non mancano le ricette dei bagels ma io ho voluto provare quella di due amiche fidatissime : le "pancettine". Adoro il loro blog e voglio bene a queste due bravissime ragazze che, ehm, potrebbero essere mie figlie, ma con cui ho un feeling particolare .
Uno dei miei sogni è quello di capitare nel loro bistrot e...fermarmi lì per sempre per godere ogni minuto delle loro speciali atmosfere e per gustare le loro prelibatezze.

Dicevo che ho provato la loro ricetta ma non è stato proprio così!
Non ho usato la farina integrale, come da loro indicato,  ma la farina "0" e quindi il mio impasto è risultato più umido . Da qui la difficoltà a fare il buco come doveva essere ...
I "migliori" hanno un mini foro al centro ma ne ho fatti alcuni (che non ho fotografato, ovvio!!! ah ah ah ) che avevano l'aspetto più di un panino un po' schiacciato al centro che di un bagel come si deve!
Anyway...ecco la ricetta !

Ricetta (copia/incolla dal blog : Pancetta Bistrot)

  • Ingredienti:
  • 400 g di farina integrale
  • 50 g di farina manitoba o 0
  • 2 cucchiaini di lievito di birra secco
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • 280 - 300 ml di acqua tiepida
  • 1 tuorlo per spennellare
  • semini vari (sesamo, girasole, papavero ...)
PROCEDIMENTO
  1. Versate nella ciotola della planetaria le farine, il lievito, lo zucchero e iniziate ad aggiungere a poco a poco l'acqua, aggiungete anche il sale.
  2. Iniziate ad impastare fino che l'impasto si staccherà dalle pareti della ciotola risultando liscio ed elastico.
  3. Formate una palla e fatela lievitare in una ciotola unta d'olio coperta dalla pellicola in luogo tiepido (ad es. nel forno spento con la lampadina accesa)
  4. Quando l'impasto sarà raddoppiato, schiacciatelo con le mani su di un piano infarinato, dividetelo in 6-8 parti a seconda di quanto volete grandi i vostri bagel. Formate le palline con le mani, schiacciatele leggermente e create il buco aiutandovi con il fondo di un bicchierino da amaro. Bucatelo quindi con il dito e allargate leggermente.
  5. Ponete i bagels su di una placca coperta di carta forno, coprite con un panno e fate lievitare un'altra mezz'ora-40 minuti ca.
  6. Trascorso il tempo fate bollire una pentola capiente con l'acqua in cui avrete disciolto un cucchiaio di zucchero. Quando l'acqua bolle fate cuocere 1 minuto per lato i vostri bagel nell'acqua bollente, tirandoli su con una schiumarola e poggiandoli su di un panno asciutto.
  7. Tamponate i bagels per asciugarli.
  8. Portate il forno a 200C°, nel frattempo spennellate la superficie dei bagels con il tuorlo e cospargeteli di semini.
  9. Fate cuocere i vostri bagels disposti in una teglia coperta di carta forno per 15-18 min. ca., fino a doratura.
  10. Sfornate i bagels e fateli raffreddare su di una griglia.




A parte il "piccolo" particolare di non avere la farina integrale, ho seguito la dettagliata e chiara ricetta.
Altra variante : ho messo nell'acqua anche un cucchiaio di bicarbonato.

Pensavo fosse complicato tutto questo procedimento!
Ero davvero curiosa di vedere come si sarebbe  comportata la pasta lievitata messa a bollire, temevo "disfacimenti", "rotture" o altro....invece : tutto senza intoppi! A parte la faccenda del "buco"...;-)

Li ho farciti in modo "classico" : formaggio spalmabile, salmone affumicato, insalata verde...e a qualcuno ho aggiunto anche la mitica (per me) salsa Gravlax (rigorosamente Ikea): buonissimi!




Lo ammetto, il fatto di avere i miei bagels stilisticamente imperfetti mi ha un po' provato! Mi sono ripresa solo quando li ho visti dorati in modo soddisfacente ed elegantemente ricoperti si semi di sesamo e semi di nigella.

Nulla da dire : i bagels sono belli, punto! Saranno anche di moda ma a me piacciono davvero tanto a prescindere ! 
Li rifarò  di certo perché li vorrò farcire con un ingrediente che amo che si sposa alla perfezione: l'avocado!

Nel frattempo sappiate che sto guardando mille e più tutorial su come fare il buco ai bagels e quando sarò certa di aver acquisito conoscenza in merito, metterò in pratica tutto questo sapere...ma se per caso non doveste vedere post a proposito oppure non vedere sui miei vari profili social , foto di bagels perfetti, lasciate cadere il discorso, vi prego...l'onta da sopportare per la sottoscritta sarebbe davvero troppo ;-)


sabato 25 aprile 2015

UN CLAFOUTIS PERFETTO PER UNA CENA CON LE AMICHE DEL CUORE



Avete  presente quando trovate la ricetta perfetta per un risotto, per una mousse, per un dolce, insomma, per un qualsiasi piatto che avete provato più volte e che vi usciva , si bene , ma mancava qualcosa…?
A volte erano i tempi di cottura a non convincerci, a volte la proporzione degli ingredienti oppure il gusto non proprio come avrebbe dovuto essere…
Ebbene,  io ho finalmente trovato la ricetta perfetta per uno dei dolci che più mi piacciono!
Il clafoutis io lo amo. Da sempre. Mi piace la consistenza, il dolce sapore di crepes ma con “spessore” e soprattutto mi piace perché è abbinato alla frutta , ingrediente che mi fa apprezzare ancor di più tutti i dolci che lo contemplano.
Questo che ho trovato è dosato perfettamente : uova, zucchero, frutta, consistenza, cottura  : tutto come piace a me.
E’ un dolce che sa di primavera e infatti tra i blogs , di questi tempi, se ne trovano parecchi in varie versioni.
Ed è proprio vagando sul web , tra i miei angolini preferiti  che scopro questa ricetta (che vi copioeincollo)

*** * ***

CLAFOUTIS  DI AMARENE E PERE

INGREDIENTI PER 6 PERSONE CIRCA

300 g di pere williams
120 g di amarene sciroppate
160 g di farina 00
200 ml di panna fresca
120 ml di latte
3 uova
150 g di zucchero
qualche goccia di estratto di vaniglia

burro per ungere lo stampo
Accendete il forno a 180°. Tagliate le pere a fettine sottili. Sbattete le uova con lo zucchero, poi aggiungete la farina setacciata mescolando. Unite a filo il latte e la panna, sempre mescolando e aggiungete l’essenza di vaniglia. Ungete una pirofila da forno oppure una padella di ghisa che vada in forno con del burro, disponete le pere sul fondo, poi versate il composto ed infine le amarene. Cuocete per 40 minuti circa, fino a quando vi sembrerà dorata.
*** * ***

Ma non solo! Scopro un blog bellissimo con foto romantiche, dai colori “antichi”, scattate con luci eleganti e inquadrature studiate con finta nochalance,  nelle quali traspare  la professionalità e l’arte dell’autrice : Antonella di Fotogrammi di zucchero.
Antonella è diventata subito  il mio nuovo mito soprattutto perché mi ha fatto questo regalo : il clafoutis perfetto! Un grazie pubblico a lei e al suo blog che vi consiglio di andare a vedere!

Questo clafoutis  però è perfetto due volte perché è stato il dolce per una cena tra amiche , organizzata al volo.
Dobbiamo sempre incastrare mille cose e quindi risulta sempre difficile trovare “la” sera che vada bene a tutte … Magicamente è saltato fuori un mercoledì che ci ha viste libere tutte e quindi, come non approfittare???
Le mie amiche del cuore sono tante e non sempre riusciamo a trovarci proprio tutte . L’invito era solo per due di loro (quelle che riesco a frequentare di più)  e qualcuna di voi le conosce già, ne avevo parlato qui e anche qui. 
Una cena veloce, al limite del “frugale” . Tornata dall’ufficio con la mia super bici (chi mi segue su istagram ,la conosce bene, immortalandola quasi ogni giorno!)mi sono subito messa all’opera. A cucinare? Ma no! A disegnare  i menu!!! ;-)


Ho questa mania fin dai tempi antichi , tanto che riuscivo a disegnarli persino per le grigliate che si organizzavano ai tempi del liceo! Ovviamente allora facevano ridere queste cose  e venivano apprezzate solo da qualche amica. La maggior parte dei foglietti veniva “archiviata” nel sacco dei rifiuti dopo un rapido sguardo (ma forse nemmeno) . Io, che ero un cuor contento  e non mi curavo di tutto questo, imperterrita continuavo i miei … sfoghi creativi.



Gli anni sono passati, non sono più tanto “cuor contento” ma la mania per queste cose mi è rimasta ,tanto che per me è quasi impossibile non preparare un menu, o altre “cose disegnate”, per le cene che organizzo (ricordate le serate croque? qui e qui )
Diciamo quindi che l’impegno più grande è stato fare i disegni ;-)perché la cena era composta da :
asparagi con uova al tegamino (a d o r o )
burrata giusto per rinfrescare (deciso di presentarla dopo che avevo già scritto il menu!!! Disguidi che capitano !)
pane fatto in casa (ma con preparato per pane casereccio del pennymarket! Che comunque mi sento di consigliare!)


e poi il mitico calfoutis , preparato la sera (ehm ,notte) prima e solo spolverato (con grande mio piacere) di zucchero a velo per renderlo più elegante .




Inutile dirvi che ci siamo divertite tanto a parlare di tutto : cose belle , cose meno belle, remeber  e tutta una serie di argomenti , rigorosamente scollegati tra loro ma tra i quali , noi donne, ci  ritroviamo sempre senza perderci. In un susseguirsi di rimandi, collegamenti, affinità, metafore, le nostre parole “saltellavano” allegre tra abiti, profumi, figli, lavoro, mariti, temi sociali (ebbene si), botox (di altre), cellulite (nostra , sic!),vacanze, libri,sogni,...
Un vortice da  cui è bello farsi catturare e trasportare  in ogni dove…

domenica 29 marzo 2015

BEN ARRIVATA PRIMAVERA : TORTA AL LIMONE CON LA PENTOLA FORNETTO






Ancora lei : la pentola fornetto! Ebbene si, grazie a Giuliana del blog "Di cuore", da quando me l' ha fatta conoscere, sforno torte soffici, alte come non mai ma soprattutto , buonissime!!
E poi, ma quanto belle sono??
Questa, al limone, la definirei, "country chic"! I suoi ingredienti sono semplici e basic, l'aspetto è "tradizionale" , con il calore tipico delle cose "di campagna".
 Anche un semplice ciambellone diventa  elegante e perfetto non solo per una merende per i bambini ma anche per un tè con le amiche o per un brunch domenicale, com'è stato per la sottoscritta che ha festeggiato questo clima primaverile gustando qualche ( eh, si una sola non basta!!) fetta, questa mattina!

La ricetta è copiata  da quella di Giuliana e riportata qui, ma se volete ammirare il suo capolavoro vi consiglio di andare a vedere il post originale e a gustarvi il suo delizioso blog!



Come potete notare non ci sono uova quindi la magia è ancor più grande!

Ho preparato anche una glassa al limone al volo e con questo intendo senza dosi precise ma solo "sensazioni" : succo di limone (abbastanza) e zucchero a velo, emulsionati e poi fatti colare voluttuosamente sopra alla torta.
Ho aggiunto una coreografica pioggia di granella di zucchero e semi di papavero e la mia torta è diventata molto country chic!




Come potete notare da quest'ultima foto l'abbiamo gustata alla grande e confesso che non ci siamo fermati qui...;-)


domenica 8 marzo 2015

UN PAN BRIOCHE PERFETTO PER ME : IL PAN BRIOCHE PER TIPI PIGRI ;-)


Che la colazione sia il mio pasto preferito non è certo un segreto e se riesco anche a preparare un dolce da mangiare al mattino appena sveglia, allora è PERFETTA!
Tra le mie mille passioni ci sono i lievitati : pani e dolci.
Purtroppo ho spesso l'inconveniente di non avere il tempo necessario per dedicarmi a queste preparazioni che richiedono attenzione, pazienza e ore (tante) a disposizione.

Ma ogni tanto ce la faccio e, complice un libro che amo, sono riuscita a regalarmi questo favoloso pan brioche che mi renderà il lunedì meno difficile del solito .

Il libro è "Fragole a merenda" , libro che tengo sul comodino perché lo trovo non solo un libro di cucina ricco di ricette una più invitante dell'altra, ma anche un libro da leggere piacevolmente grazie alle sue pagine ricche di aneddoti e storie perfette come lettura serale per assicurarmi sogni sereni!
Il mix di foto bellissime , di ricette e di scrittura scorrevole, lo trovo assolutamente vincente. Posso aprire una pagina a caso e iniziare a leggere simpatici racconti oppure posso trovare  una di quelle immagini in cui perdermi (non dimentichiamo che la maggior parte sono foto di dolci!!!) e pianificare quando e come proverò quei biscotti o quel pane .


Quindi questa mattina dovevo assolutamente preparare la ricetta letta la sera prima che mi aveva colpito dal titolo:
"Pan brioche per tipi pigri". Ma allora è il mio, e la  prova ve la fornisco subito :
ecco qui la pagina con la ricetta e gli ingredienti a riprova che la mia indole "vagamente" pigra mi ha suggerito di fare una foto, piuttosto che trascrivere il tutto! ;-)


Grazie a questa foto ci sono anche i consigli dell'autrice , Sabrine d'Aubergine, particolare assolutamente da non sottovalutare!



Ed eccolo qui il mio impasto non impastato che lievita coperto dalla pellicola e da uno strofinaccio "ad hoc" :-)
Ma mentre preparavo questo pan brioche mi era venuto in mente che non avrei potuto rispettare i tempi di lievitazione in quanto avevamo previsto una piacevole gita al lago con amici con il conseguente aumento di ore a lei dedicati!
Ahi ahi...il mio povero pan brioche era a rischio di "flop" ma, da donna fiduciosa e ottimista (quale, di solito non sono!) ho confidato nell'impasto (quasi) certa di non sbagliarmi!

Appena rientrati  a casa  ho subito controllato la mia ciotola che mi ha regalato comunque un lievitato degno di questo nome! Un po' grumoso ma comunque morbido e facile da impastare e da trasformare in tre palle che ho riposto nello stampo.

Ho spennellato la superficie con latte anziché uova sbattute perché mi ero dimenticata di tenerne da parte un poco di quelle usate e l'ho infornato per i tempi indicati.


Ed ecco il risultato! Direi niente male! Ovviamente l'ho assaggiato e l'ho trovato perfetto.

Domani mattina me ne taglierò una fetta che farcirò con marmellata o con crema di nocciole e me la gusterò con il mio amato tè. 
Di certo domani sarà un lunedì dall'incipit piacevole che mi servirà ad affrontare meglio la giornata e la settimana!

Faccio parte delle persone che soffrono di "sindrome da lunedì": fin dai tempi del liceo, per me, la domenica notte è praticamente insonne al pensiero della settimana che inizia...

Confido in questo pan brioche per rendermi meno "blue" questo lunedì ...
Auguro invece a tutti voi : buona settimana!




domenica 1 febbraio 2015

PANE SENZA IMPASTO: EBBENE SI, HO PROVATO ANCH'IO :-)


Cosaaa??? Un pane senza impasto??? Cioè vuol dire che non posso usare il mio mitico, adorato, unico Kitchen Aid????
Non se ne parla!
Uno dei motivi per cui mi piace fare il pane è proprio il piacere di impastarlo! Che spesso mi affidi in toto al mio fido KA o che gli faccia fare la parte più faticosa e io finisca poi di impastare con le mie mani , mi sembra (sembrava) impossibile tralasciare questa parte importantissima della mia panificazione casalinga.
Ma si sa, la curiosità è femmina e a furia di leggere sui blog le ricette del pane senza impasto con risultati più che ottimi, mi son decisa anch'io.



Diciamo che la decisione è stata dettata da più cose : innanzi tutto la possibilità di acquistare un nuovo libro di cucina ;-) ,  nello specifico : "Pane senza impasto" di Jim Lahey  ma non solo!!! La possibilità di acquistare anche una pentola ad hoc per cuocere il suddetto pane nel forno!!!
Non possiedo (per ora!!!) una "Staub" ma la desidero da tempo , quindi adesso non è una questione di "sfizio" ma è pura necessità! So che mi capite! Ora il vero dilemma sarà : di che colore la prendo??? :-)
Ma non è finita qui !!! Ultima possibilità , quella di "ostentare " un'amicizia importante con una blogger che stimo tantissimo a cui vi rimando per la ricetta in quanto l'ho seguita passo passo...
il blog è "Chiarapassion" e QUI vi indico il link per la ricetta di questo pane .



Quindi questo mio post non presenterà la ricetta ma sarà una raccolta di emozioni perché vanno condivise assolutamente!
Innanzi tutto non fatevi prendere mai dallo sconforto quando vi accorgerete che l'impasto (se vogliamo chiamarlo tale) sarà mollissimo . Trattenetevi dall'aggiungere la farina : tranquilli!
Le ore di lievitazione sono davvero tante (da 12 a 18 ore...) quindi bisogna organizzare bene i tempi.
Dopo questa prima lievitazione ne servirà un'altra di circa due ore a cui si dovrà aggiungere un'altra ora (circa) per la cottura.
Assolutamente un pane impegnativo!

Altro momento di panico (almeno per me) dopo le mitiche 18 ore mi sono ritrovata un "impasto" molle e imprendibile con le mani!
Ho fatto la brava e non ho aggiunto farina ma ho rovesciato il tutto su un piano molto infarinato e, aiutandomi con un "raschietto di plastica", (sorta di spatola che usano di solito panettieri e pasticceri) sono riuscita a gestire il tutto.
Ho piegato il pane come insegna Jim Lahey e l'ho messo a lievitare altre due ore.




Non avendo ancora la mitica "cocotta"per cuocerlo nel forno, ho utilizzato una pirofila alta , da soufflé, e un coperchio di alluminio.
Terminata la cottura non credevo ai miei occhi: ma questo è un pane da panetteria!!! Semplicemente bellissimo !
Il verdetto finale sarebbe stato al taglio ...
Con impazienza ho aspettato che si raffreddasse per bene , non vi dico la fatica a trattenersi dall'assaggiare subito, uscito dal forno questo pane dorato e profumato!
Finalmente l'ho tagliato e lo stupore è diventato ancor più grande !
Una crosta croccante ma non dura, una mollica morbida ma ben cotta con tutti i "buchini" perfetti!!!
Me felice!!!



Inutile dirvi che questa pagnotta è stata letteralmente divorata per cena: nessuna briciola rimasta!
Anche perché le poche (due!) fettine rimaste sono state "testate " sia con marmellata che con crema di nocciole : potevo non farlo??? Potevo scrivervi di questo pane senza aggiungere che è perfetto da spalmare con creme e cremine dolci e/o salate?
Certo che no!
Ovviamente un pane così non poteva non ispirarmi anche per i miei disegni che rimarranno a conferma di questo successo  visto che di pane , a parte queste due foto fatte al volo, non esiste altra "prova".

Riassumendo:
Pane assolutamente da provare, da fare, ma sopratutto, da gustare!

Libro: "messo nel carrello" con un click ;-)

Pentola : in attesa di decidere il colore della mia prima Staub, ho scoperto di avere un tot di punti della Esselunga per prendere una sorta di "campana " con base,  di terracotta (Emile Henri) , creata per far lievitare e far cuocere il pane e quindi la testerò.

Morale:
Il libro mi arriverà a breve e appena riuscirò ad organizzarmi per tempo (18 ore + 2ore  + 1 ora + varie cose nel mezzo) proverò di certo un'altra ricetta del Jim e vi terrò assolutamente  aggiornati con foto &disegni!!!





domenica 25 gennaio 2015

A ME PIACE ATTACCAR BOTTONE...:-)


Sono una sostenitrice delle cose semplici.Anche in cucina.
Pur amando sperimentare e provare ricette nuove e anche complicate , rimango sempre fedele alle preparazioni "basic" : quelle che avevo imparato da ragazzina da mia nonna, mia zia, mia mamma...

La più importante è sicuramente la pasta frolla e tutte le sue varianti che preparo spesso sia quando ho voglia di crostata che di biscotti.

Questa è la mia frolla basic alla quale aggiungo , secondo l'umore , altri ingredienti .
Può essere una grattugiata di buccia di limone, un po' di cannella, del cacao...






Questa ricetta (e anche i biscotti a forma di bottone) le avevo realizzate per un evento organizzato a dicembre , dal marchio Masala (cliccate sul nome e andate a dare un'occhiata al sito!!!), fortemente voluto e gestito dalla bravissima Rita che crea e confeziona borse, abiti, gioielli in quel di Biella.
Complice la mia amica Betty, sua assistente e collaboratrice, mi sono ritrovata a far parte di questa iniziativa con il mio piccolo contributo.

Insomma come sempre succede alla sottoscritta, quando mi trovo bene con le persone mi viene naturale attaccar bottone :-) e quindi mai come in questa occasione i miei biscotti sono stati perfetti.


In mezzo a tessuti, nastri, fili, perline, borse, abiti e passamenerie i miei biscotti sono sembrati ancor più belli!

Per me , che sono un po' "orso" e non amo troppo la mondanità questi biscotti hanno allietato una colazione, pasto della giornata che amo .
Trovo sempre romanticamente perfetta la colazione soprattutto se la si "arreda" con una tazza minimal, una tovaglia a pois (ca va sans dire!!!), una moscaiola blasonè (brand "Fiorirà un giardino") e un piattino della nonna , dolce e caro ricordo dei tempi andati...




domenica 15 giugno 2014

UN SEMPLICE DISEGNO PER UNA SEMPLICE RICETTA : I BLINIS



Nulla di più semplice, nulla di più buono, nulla di più perfetto (ehm si dice???) per un aperitivo estivo!
Si vabbè, sono due giorni che piove e la temperatura è scesa di molto ma... l'idea ci sta per arricchire una cenetta fresca e informale.

In una ciotola mettete il tuorlo, con la panna e il latte. Io non ce l'avevo e l'ho sostituita con yogurt magro : perfetto!
Quindi versate la farina e il lievito, mescolate con una frusta e mettete a riposare almeno mezz'ora.
poi aggiungete il bianco d'uovo montato a neve.
Ungete una padella con poco pochissimo olio (o burro) e a cucchiaiate versate la pastella : se  ne usate una larga  ne potrete fare più per volta. L'impasto è compatto e non "scivola": appena si scalda , il vostro blinis manterrà la forma perfettamente.


Una volta cotti si possono utilizzare in mille modi.

Per me :
filetto di salmone freschissimo, creme fraiche (a d o r o !!!) e, per vezzo, un ciuffetto di aneto...

Accompagnare con vino bianco freschissimo e se vi piacciono le bollicine, sfogatevi pure : l'abbinamento è assolutamente alchemiko !! si, proprio con la "K" :-)






domenica 10 giugno 2012

ESPERIMENTO DI LIEVITATURA IN ...FRIGO. RISULTATO? UN PANE...MAGICO! :-)




Cosa c’è di più terapeutico di fare un dolce o, ancora meglio, il pane? Per me non c’è niente al mondo meglio di questo! Reduce da giorni in cui non ero proprio in forma, ecco riprendere contatto con il mondo . l’aver voglia di cucinare è sempre un ottimo segno dopo giornate da ameba…malata!!!! J
L’idea di preparare qualcosa arriva sempre ad orari inaspettati e scomodi (sera inoltrata per esempio..)  e così è stato anche questa volta, in più ancora qualche strascico di stanchezza da convalescente non mi permetteva di essere nel pieno delle mie energie , . nonostante tutto ciò ho deciso di fare un pane e , vista la situazione, di fare anche un esperimento.

Fare il pane mi piace anche per il tempo che serve affinchè la nostra pasta lieviti a dovere, coccolata e accudita più di un bambino. Va impastata bene (io mi faccio aiutare dal KA ma “finisco” di impastare  io prima di mettere il panetto a lievitare…perché voglio sentire l’impasto sotte le mie mani , perché si deve creare quel rapporto utile ed indispensabile alla buona riuscita del tutto)
Va fatta lievitare secondo i tempi prestabiliti (almeno un’ora e mezza) ,va ripresa , rimaneggiata con delicatezza e poi messa ancora a lievitare  fino al momento topico che è il suo ingresso nel forno!
Ma l’altra sera non avevo tempo di seguire così amorevolmente  il mio pane quindi ho sperimentato la lievitazione a freddo : nel frigorifero!

Ma non solo, per rendere l’esperimento ancora più interessante, ho utilizzato un misto di farine integrali quindi con un potere lievitante minore della farina bianca manitoba.
E ho aggiunto pure  dell’uvetta sultanina ammollata che lo  avrebbe reso ancora più “pesante”…
“se lievita questo panetto, lieviterà qualsiasi tipo di pane” mi sono detta e animata dalla speranza più ottimistica mi sono messa all’opera.

Ingredienti:
250 gr di farine di farro, segale, integrale(generica) e farina 0 nelle seguenti proporzioni:
50 gr farina di farro
50 gr. farina di segale
50 gr farina integrale
100 gr farina 0 manitoba
120 ml acqua tiepida
5 gr lievito granulare
Una manciata di uvetta sultanina
3 rametti di rosmarino
Olio extravergine di oliva
1 cucchiaino scarso di sale fine 

Per prima cosa ho messo in ammollo in acqua tiepida l’uvetta (circa 15 minuti)  . ho quindi preso le foglie del rosmarino e le ho tritate fini fini. Poi ho iniziato a fare il mio impasto mettendo nel vaso del KA : le farine ,il lievito, il rosmarino tritato. Ho strizzato bene l’uvetta e l’ho infarinata , quindi l’ho versata insieme alle farine . ho aggiunto l’olio, l’acqua tiepida e,infine, il sale. Ho azionato il KA fino a quando ho visto formarsi una palla della consistenza perfetta. A quel punto l’ho tirata fuori dalla ciotola d’acciaio e l’ho impastata con le mani per un altro po’…mi scuso per l’imprecisione dei tempi ma , dato che faccio il pane da circa vent’anni, ed ogni volta è una nuova storia ,non ho tempi fissi e stabiliti, come non ho quantità fisse e stabilite che dipendono molto dall’umidità, dal tipo di ingredienti , dal mio umore…

Il pane è un processo alchemico dove insieme alle farine, ai  lieviti, alle acque utilizzate c’è la nostra  parte “sottile” che influenza il procedimento e la resa finale. Nessuno riuscirà a farmi togliere dalla testa questa mia idea. Il pane che sforniamo ha una parte di noi che a volte lo rende superbo, a volte accettabile e a volte…da buttar via.
C'è un pizzico di magia intorno a noi, ogni volta che facciamo il pane...
Sapevo di rischiare il flop : non ero in formissima, tentavo una lievitatura poco naturale, i miei soliti tempi sarebbero stati sfalsati…chissà cosa sarebbe successo?
Una volta reso il panetto liscio e morbido  ,l’ho messo in una ciotola infarinata, l’ho coperto con la pellicola e, ebbene si, l’ho messo in frigo.
Erano circa le 22,30 di sera…
Mattino , ore 8,30.  Apro il frigo con il timore di trovare la mia adorata palla di pane uguale alla sera prima senza segni di “gonfiamento” e invece…
Il pane aveva lievitato benissimo gonfiando pure la pellicola! L’ho tirato fuori e l’ho lasciato per qualche minuto a temperatura ambiente affinchè si acclimatasse, ho tolto la pellicola e ho tolto il panetto soffice e raddoppiato (come minimo!!!) e l’ho sgonfiato leggermente e delicatamente ,impastandolo un poco. Ho quindi dato la forma di due belle pagnottine che ho messo sulla placca del forno, rivestita con carta oleata. Ho praticato con la forbice tre tagli e le  ho  fatte riposare per circa un’ora abbondante, coperte da uno strofinaccio

Forno a 180° (il mio è potente) pagnotte infornate e cotte per circa 20/25 minuti. Non le  ho spennellate  né con  uovo, né latte, né acqua perché non volevo rischiare che l’ottima lievitatura “sgonfiasse” a causa del liquido aggiunto  “on the top” (anche se poco) …

Il risultato direi non male!!! J mi sono gustata questo pane appena sfornato (come faccio sempre) e devo dire che era davvero buono, magico...
L' abbinata uvetta e rosmarino mi è piaciuta da impazzire anche se trovo sia ancor più perfetta con la farina manitoba e basta. La prepotenza di gusto delle farine integrali ha invaso un po’ troppo il contrasto dolce/erborinato dell’uva passa e del rosmarino.
Da provare quindi la versione “pane bianco”, pane più discreto e generoso nel concedere il ruolo da protagonista agli altri ingredienti aggiunti.

Poteva mancare il mio set di polyvore in onore al mio pane  ?

panemagico

domenica 13 novembre 2011

BEET CAKE...UN'ISPIRAZIONE ROMANTICA E ORIGINALE


Vagando tra i blog avevo trovato, tempo fa, un graziosissimo video (che allego alla fine del post) che mi era piaciuto tanto. L’ho trovo poetico, romantico e piacevolmente  “antico”…
Dopo l’impatto “istintivo” legato alle immagini la mia curiosità si era fatta catturare dalle ricetta : una torta con le …barbabietole.
Non le amo particolarmente, mi capita di mangiarle ma non impazzisco…rape e derivati, non sono tra i miei cibi preferiti.
Immaginarle poi in una torta dolce…mah? Non restava che provare!
Finalmente ho trovato uno sprazzo di tempo da dedicarmi e quindi oggi ho preparato la Beet Cake…J

Ingredienti:
io li ho tradotti così (nel video si parla di “cup” e di “oz” e pigramente non sono andata ad informarmi sulle equivalenze…ho fatto di testa mia ,ehm, basandomi sulle immagini e intuendo, forse, qualche  dose…)

500 gr di barbabietole cotte
260 gr circa di farina 00
200 gr di zucchero (“mascovado”) di canna integrale
100 gr circa ciccolato fondente
3 uova
130 gr di burro
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 stecca di vaniglia  (nel video si vede un cucchiaio con essenza di vaniglia che non ho trovato...)

Ho frullato le barbabietole. In una ciotola ho messo il burro morbido ,la farina con il lievito e la vaniglia (prelevata con un coltellino, raschiandola) e ho aggiunto anche lo zucchero. Ho mescolato il tutto con il KA. Nel frattempo ho fatto sciogliere a bagno maria il cioccolato e, una volta raffreddato, ho messo nella ciotola insieme alle barbabietole e il pizzico di sale.
Ho rimescolato il tutto , fino ad ottenere un impasto morbido con il quale ho riempito uno stampo da 20 cm di diametro imburrato e , dato che ne ho avanzato un po’, ho riempito anche degli stampini in silicone da crème caramel…
Ho infornato la torta a 200° per 15 min e poi ho abbassato a 180° continuando la cottura per un’altra mezz’ora. Gli pseudo muffins invece, li ho infornati a 180° per circa 20 minuti (ma ce ne sarebbero voluti anche 30…i miei sono usciti un po’ troppo “mollini”)
un bella spruzzata di zucchero a velo ..et voilà..


Fare questa torta dall’impasto rosa ciclamino è una novità per me abituata ad impasti “classici” ma non solo il colore mi sembrava “strano” …ero troppo curiosa di assaggiarla , non riuscivo ad immaginarmi il suo sapore.
Originale senza dubbio ma, per me, troppo particolare . Sentivo comunque il sapore della barbabietola che inevitabilmente condiziona questo dolce mentre il cioccolato si perde un po’, forse ne andava messo di più. La consistenza è simile alla torta di mele classica, quella  fatta in casa , solo…senza frutta :  quindi l’impasto è “umido” e morbido.
C’è da dire che mangiandola, ci si abitua al nuovo e alla fine è una torta che piace.
Un significato molto filosofico per questo dolce :  bisogna lasciarsi trasportare ,a volte, da situazioni, sapori, eventi , …“strani” per scoprire che nel nuovo , nel “non conosciuto” c’è del fascino,  c’è del buono che va scoperto e fatto nostro.
Per me difficilissimo J , sono abitudinaria, non amo gli stravolgimenti, mi dà sicurezza cucinare e mangiare una torta di mele, confortante,  senza sorprese o novità inaspettate!
Un torta filosofica che rende più ricchi , un’esperienza da gustare fino in fondo magari guardandosi anche questo bellissimo video…



beet cake from tiger in a jar on Vimeo.

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