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venerdì 1 settembre 2017

DEL PIACERE DI FARE IL PANE E... DI ACQUISTARE LIBRI DI CUCINA...





Bello, troppo bello preparare il pane e bello, troppo bello comperare libri di cucina.
La soddisfazione che provo in entrambi i casi è massima. Sono, lo ammetto, piaceri diversi.
Nel fare il pane c’è l’azione, c’è il “movimento”, la sensazione tattile di impastare farina, acqua, lievito per creare qualcosa di unico e  speciale. ll profumo del pane appena sfornato è sublime e tocca le corde dell’anima.
Nell’acquistare libri di ricette c’è la passione e la curiosità verso tutto ciò che “sa di cucina” e, non utimo, l’amore “feticistico” dell’ “oggetto-libro”.
Impossibile per me entrare in una libreria non cercare il reparto food. Spesso è inesistente ma quando me ne capita uno di quelli speciali, mi perdo per ore …
Anche le librerie virtuali mi catturano e lì il panorama è davvero immenso e molto rischioso, i miei carrelli on -line sono imbarazzanti! Di solito parto cercando titoli o autori conosciuti per poi spaziare in tutto il mondo trasportata da copertine bellissime e invitanti. Quanti libri di cucina ho acquistato per il potere della loro cover? Tanti, troppi forse anche perché , a volte, bella è proprio solo la veste mentre i contenuti lasciano a desiderare.
Ma non importa perché a me sfogliare ricette, guardare foto che sono capolavori d’arte mi fa star bene. Immancabili sul mio comodino libri e riviste di food. Mi assicurano sonni sereni.
Ne ho di preferiti, ovvio, ma spesso ne prendo a caso uno dalla mia libreria e lo guardo come se fosse la prima volta (ehm a volte è proprio così…) , mi stacco dal mondo e preparo piatti virtuali organizzando banchetti da re.
Ho una libreria a loro dedicata , non ho mai contato quanti libri ci sono ma diciamo che son tantini… ai quali sommo raccolte di anni di riviste patinate di food, italiane e non .
Ogni tanto li sistemo e scopro tesori dimenticati : numeri de “La cucina italiana “ degli anni ’60, “Sale&pepe” dei favolosi anni ’80 quando, ancora ragazza, mi cimentavo nei primi esperimenti culinari e tanti altri ancora.

Amando anche preparare il pane ( e tutti i lievitati in genere…) ho parecchi libri sull’argomento e uno di  questi è “Di farina in farina “ di Marianna Franchi. Mi piacciono le foto, mi piacciono le ricette e ho messo talmente tanti “post-it” che lo spessore è diventato il doppio :-)

Questi panini li ho trovati proprio lì e ho leggermente modificato la ricetta, non me ne voglia l’autrice , è che son donna creativa :-) 


Filoncini di pane con farina di kamut  al parmigiano
(liberamente tratta dal libro “Di farina in farina” di Marianna Franchi 

300 gr farina di kamut
180 acqua tiepida
100 gr parmigiano grattugiato 
3 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di zucchero
20 gr di lievito di birra 
5 gr sale

Stemperare il lievito di birra con lo zucchero nell’acqua tiepida e farlo sciogliere.
Aggiungere la farina iniziando ad impastare. Unire il sale e l’olio e formare una palla.
Far lievitare un’oretta circa o fino a quando l’impasto non raddoppia di volume.

Riprendere l’impasto e sgonfiare con delicatezza e incorporare il parmigiano grattugiato.
Formare una palla e far lievitare per un’altra oretta o fino a quando l’impasto non raddoppia di volume.

Accendere il forno a 200°. Quando raggiunge la temperatura, vaporizzare con acqua . Chiudere lo sportello e riportare a 200°.
Formare dei filoncini ( o panini tondi) e mettere su una teglia rivestita di carta forno.
Infornare spruzzando ancora un pò d’acqua nel forno e sui panini. Chiudere lo sportello, portare la temperatura a 180° e cuocere per mezz’ora .
Sfornare e far raffreddare su una gratella .



Inutile dire che l’abbinata perfetta è gustarmi il pane appena sfornato (so che non si fa ma…come resistere????) sfogliando un libro ( ma anche di più) di cucina e incominciare a segnare tutte le ricette che vorrei fare, incollare post-it, scrivere liste “to-do” che diventano infinite … e stare bene, benissimo e perdere la connessione con il mondo, il concetto spazio-tempo e non voler più tornare da questo nirvana in cui la mia beatitudine è al massimo…

n.d.r.: questi stati di estasi finiscono quasi sempre con il desiderio dell’ennesimo libro di cucina , che soddisfo senza esitazioni, giudicandomi un caso senza speranza, a cui potrebbe essere pericoloso negare queste piccole gioie! Ma quanto sono brava a comprendermi e a volermi bene ??? ;-)    

sabato 20 giugno 2015

ANCORA UNA TORTA DI MELE...MELOSISSIMA :-)


Ancora una torta di mele.
Mi ritrovo sempre, quasi sempre, a far torte con le mele. Perché? Voglio capire…
Diciamo che per me la torta di mele è la torta per antonomasia , quindi ok. Poi sono per lo più ricette facili e veloci, ok.  Le mele le ho a casa quasi sempre, ok. 

Diciamo che sono già tre buoni motivi aggiungendo che : faccio fatica a trovare spazio per me in cucina e faccio fatica a trovare tempo per fare spese mirate a ricette pensate e studiate.
Inoltre ,per me, la scelta di fare un dolce è spesso dettata da un bisogno impellente di comfort food, una necessità vitale di cose dolci, il bisogno di una caketherapy  immediata, quindi devo preparare una torta “hic et nunc"!

Quale soluzione migliore di una torta di mele? E aggiungiamoci anche queste libro bellissimo , regalo di un’amica specialissima . Libro che sfoglio e risfoglio mille volte perché anche solo a far così sto bene.


Morale: temporale in arrivo. Faccio una torta di mele. Semplice.

Ingredienti:
8 mele
250 gr di zucchero (ma la prossima volta ne metterò molto meno…per il mio gusto ,  150 gr sono sufficienti )
4 uova
Un cucchiaino di estratto di vaniglia
165 gr di farina setacciata
Zucchero a velo per guarnire (facoltativo)

Foderare una tortiera dai bordi alti di 24 cm di diametro. Sbucciare le mele e tagliare a tocchetti: metterli direttamente nella teglia che si riempirà per bene.
In una ciotola mettere le uova con lo zucchero e montare ben bene . Aggiungere l’estratto di  vaniglia e la farina.
Rovesciare questa sorta di pastella densa sulle mele . Picchiare il fondo della tortiera in modo che l’impasto si distribuisca bene.
Forno 180° per un’ora.
Dopo circa 10 minuti  ho coperto la superficie con un foglio di alluminio perché si stava già bruciando : regolatevi con i vostri forni.

Far raffreddare bene prima di sfornare la torta . la mia l’ho capovolta e cosparsa di zucchero a velo.

L’ho mangiata tiepida e mi è piaciuta un sacco.
Come potrete notare non c'è lievito: la torta rimane bella alta solo grazie alle mele.
E’ una torta “melosissima” , morbida e dolcissima: quello che ci vuole se avete bisogno di coccole zuccherose .



La mela ha un sapore confortevole e sicuro, proprio quello di cui ho bisogno ora.

Chiudo gli occhi mentre mi gusto la mia morbida fetta pronta a riconoscere il gusto inconfondibile che però mi sorprende sempre : la mela diventa dolce, asprigna, croccante, farinosa, compatta, aromatica ... in ogni dolce che preparo si trasforma : è sempre lei ma è comunque sempre diversa e buona.

E per finire questa mia "ode alla mela" ecco  un "petit exctrait" di un testo scritto da Karl Legeay per il "Carnet de croqueur de pommes" :

La meilleure amie de l'homme
c'est la pomme
le meilleur ami de l'humanité
c'est le pommier

Traduzione:

La migliore amica dell'uomo
è la mela
il migliore amico dell'umanità
il melo






domenica 8 marzo 2015

UN PAN BRIOCHE PERFETTO PER ME : IL PAN BRIOCHE PER TIPI PIGRI ;-)


Che la colazione sia il mio pasto preferito non è certo un segreto e se riesco anche a preparare un dolce da mangiare al mattino appena sveglia, allora è PERFETTA!
Tra le mie mille passioni ci sono i lievitati : pani e dolci.
Purtroppo ho spesso l'inconveniente di non avere il tempo necessario per dedicarmi a queste preparazioni che richiedono attenzione, pazienza e ore (tante) a disposizione.

Ma ogni tanto ce la faccio e, complice un libro che amo, sono riuscita a regalarmi questo favoloso pan brioche che mi renderà il lunedì meno difficile del solito .

Il libro è "Fragole a merenda" , libro che tengo sul comodino perché lo trovo non solo un libro di cucina ricco di ricette una più invitante dell'altra, ma anche un libro da leggere piacevolmente grazie alle sue pagine ricche di aneddoti e storie perfette come lettura serale per assicurarmi sogni sereni!
Il mix di foto bellissime , di ricette e di scrittura scorrevole, lo trovo assolutamente vincente. Posso aprire una pagina a caso e iniziare a leggere simpatici racconti oppure posso trovare  una di quelle immagini in cui perdermi (non dimentichiamo che la maggior parte sono foto di dolci!!!) e pianificare quando e come proverò quei biscotti o quel pane .


Quindi questa mattina dovevo assolutamente preparare la ricetta letta la sera prima che mi aveva colpito dal titolo:
"Pan brioche per tipi pigri". Ma allora è il mio, e la  prova ve la fornisco subito :
ecco qui la pagina con la ricetta e gli ingredienti a riprova che la mia indole "vagamente" pigra mi ha suggerito di fare una foto, piuttosto che trascrivere il tutto! ;-)


Grazie a questa foto ci sono anche i consigli dell'autrice , Sabrine d'Aubergine, particolare assolutamente da non sottovalutare!



Ed eccolo qui il mio impasto non impastato che lievita coperto dalla pellicola e da uno strofinaccio "ad hoc" :-)
Ma mentre preparavo questo pan brioche mi era venuto in mente che non avrei potuto rispettare i tempi di lievitazione in quanto avevamo previsto una piacevole gita al lago con amici con il conseguente aumento di ore a lei dedicati!
Ahi ahi...il mio povero pan brioche era a rischio di "flop" ma, da donna fiduciosa e ottimista (quale, di solito non sono!) ho confidato nell'impasto (quasi) certa di non sbagliarmi!

Appena rientrati  a casa  ho subito controllato la mia ciotola che mi ha regalato comunque un lievitato degno di questo nome! Un po' grumoso ma comunque morbido e facile da impastare e da trasformare in tre palle che ho riposto nello stampo.

Ho spennellato la superficie con latte anziché uova sbattute perché mi ero dimenticata di tenerne da parte un poco di quelle usate e l'ho infornato per i tempi indicati.


Ed ecco il risultato! Direi niente male! Ovviamente l'ho assaggiato e l'ho trovato perfetto.

Domani mattina me ne taglierò una fetta che farcirò con marmellata o con crema di nocciole e me la gusterò con il mio amato tè. 
Di certo domani sarà un lunedì dall'incipit piacevole che mi servirà ad affrontare meglio la giornata e la settimana!

Faccio parte delle persone che soffrono di "sindrome da lunedì": fin dai tempi del liceo, per me, la domenica notte è praticamente insonne al pensiero della settimana che inizia...

Confido in questo pan brioche per rendermi meno "blue" questo lunedì ...
Auguro invece a tutti voi : buona settimana!




domenica 2 febbraio 2014

TREGUA ...


Mentre il pane lievita tranquillo, con i suoi tempi guardo fuori dalla finestra della cucina 


ha smesso di piovere 


il balcone dorme ancora in attesa della primavera.
Ma a me piace anche in questo momento di "attesa" ... è un po' malinconico ma lo trovo elegante
e mi piace questo verde invernale.

Intanto sfoglio il mio ultimo acquisto letterario/culinario : ho "conosciuto" per caso la Jenny McCoy e mi è
piaciuta subito: allegra, simpatica e , soprattutto, autrice di dolci !
Questo libro mi piace molto per come è impostato : diviso per stagioni con foto bellissime e ricette invitanti.
Non l'ho ancora testato ; per ora lo sfoglio lentamente come lenta è questa giornata...


Nella mia cucina i colori del tempo uggioso e la sensazione di fermare un po' il tempo .
Momenti di calma, di tregua dal mondo per ricaricarsi un po'...



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