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lunedì 7 novembre 2016

TORTA AL CIOCCOLATO E ALLA CREMA DI CASTAGNE CON LA MAGIA DELLO ZUCCHERO A VELO


Questa torta è facilissima e buonissima quindi perfetta per quelle giornate, quei momenti in cui una coccola dolce può servire  e in tempo breve e senza troppo impegno potrete soddisfare questa necessità dell'anima ;-)
Così è stato per me...
E' una ricetta che avevo visto in un blog, non mi ricordo quale, tanti e tanti anni fa. L'avevo già fatta e mi era piaciuta molto.
Torta semplice come dicevo che ha come unica difficoltà il fatto di avere un barattolo di crema di castagne in casa. Vista la stagione potrebbe essere un ingrediente insolito ma "a tema" nelle nostre cucine e così è stato per me.



Scaldare a bagnomaria il cioccolato e il burro. Fare raffreddare. In una ciotola capiente mettere le uova e la farina e dopo aver amalgamato il tutto,  aggiungere anche la crema di castagne.
Mescolare bene e unire il cioccolato e il burro sciolti.
Ungere una teglia e mettere in forno a 180° per circa 40-45 minuti.
Questa che ho scritto è la ricetta vera e propria io ho aggiunto un pizzico di lievito per dolci ma talmente poco che credo non abbia influenzato l'impasto, molto morbido e "pesante".


La torta si presenta compatta ma morbidissima. Fatela raffreddare , sformatela e preparatevi alla fase creativa, rilassante e magica della ricetta : cospargerla di zucchero a velo!


Attività che adoro! Cospargerei ogni cosa con lo zucchero a velo : sorta di polvere di fata che trasforma ogni cosa rendendola capace di...volare!
Inspirare, espirare e...cospargere! La torta si trasformerà e diventerà elegante ed eterea e non importa se "sporcheremo" anche il piatto con la bianca polvere , sarà ancor più bella proprio perché un pò imperfetta e imprecisa.


Giornate ricche per me, giornate stimolanti, giornate difficili, giornate gioiose, giornate eleganti, giornate impegnative, giornate creative, giornate complicate, insomma un periodo intenso per Larobi che anche grazie ad una spolverata di zucchero a velo ritrova un pò di facile magia  :-) indispensabile alla vita.

giovedì 29 settembre 2016

COLORI E ISPIRAZIONI FASHION MOLTO ORIGINALI :-) PER QUESTA TORTA COPIATA ...


Il viola non è proprio il mio colore preferito ma spesso, tra le sue mille sfumature, ritrovo tinte che mi piacciono : un bordeaux "antico" oppure quel viola scurissimo che assomiglia al nero.
La prugna  ben rappresenta questo insieme e la dimostrazione è proprio questa torta che trasforma il viola "primordiale" di questo frutto in un rossiccio autunnale che mi piace tanto.

Torta copiata da questo SITO bellissimo proprietà di una signora bravissima, anzi di più...: Pandolcealcioccolato : blog sempre fonte di ispirazione per me, con ricette  che non potrò mai eguagliare ma che mi accontento di "copiare" !

Questa è la Torta all'acqua con le prugne  (ricetta che vi copio-incollo direttamente ):

Ingredienti
(per una ciambella da 24cm)

250g di farina 0
250g di zucchero di canna chiaro
3 uova grandi bio (a temperatura ambiente)
130g di olio di semi di Girasole
130g di acqua (a temperatura ambiente)
la scorza di un limone non trattato (o un cucchiaio di Rum)
10g di lievito in polvere
prugne fresche q.b.
zucchero di canna chiaro q.b.

Procedimento


Per prima cosa imburrare e infarinare lo stampo scelto (nota mia: io ho foderato la base della tortiera con la carta forno) . Lavare e asciugare le prugne, tagliarle a metà ed eliminare il nocciolo; adagiarle sul fondo della teglia e cospargere q.b. con dello zucchero di canna chiaro. Nella ciotola della planetaria (o con delle fruste elettriche), montare le uova con lo zucchero, si dovrà ottenere un composto ben areato, gonfio e spumoso, dal colore giallo chiaro; questo passaggio sarà fondamentale per ottenere una ciambella sofficissima, quindi non avere fretta di terminare il primo passaggio. Una volta che uova e zucchero saranno pronti, unire l' olio a filo e di seguito l' acqua. Amalgamare delicatamente, unire poi la farina e il lievito setacciati insieme, la scorza del limone (o il cucchiaio di rum). Amalgamare ancora praticando movimenti lenti, dal basso verso l' alto. Versare il composto nello stampo (sopra le prugne quindi) e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 45 minuti circa (farà fede la prova dello stecchino di legno). Sfornare e lasciare intiepidire; sformare, capovolgere e servire.




Mentre ordinavo le mezze susine dentro alla teglia mi perdevo già tra questi colori e stavo bene. Spesso al piacere puro di cucinare aggiungo quello cromatico in cui "sguazzo" felice.
Nessun bisticcio di colore per questo insieme molto autunnale, profumato e, perché no?, elegante.


Ma a felicità si aggiunge altra felicità quando mi capita di rovesciare impasti morbidi e voluttuosi dalla ciotola del mio fedele KA a tortiere ansiose di ricevere dolcezza.


E poi che dire di cosa si prova quando, sformando un dolce, si constata la leggerezza, la morbidezza ed, ebbene si, l'altezza del suddetto? Altra felicità!

L'ho assaggiata subito ed ho avuto la conferma che sapevo : questo è proprio il genere di torte che amo. Semplice , che sa "di casa" ma che è anche bella da vedere nel suo aspetto rustico ma chic.

Non ho potuto non condividerla con chi di "sciccheria" se ne intende : due carissime amiche proprietarie di un negozio di abiti molto glam della mia città. Chi meglio di loro poteva apprezzare la classe nascosta di questa torta?



E ispirata da questo clima  chic e di classe, ho inventato questo look che vi propongo.
Tessuti preziosi come la seta per una camicetta romantica e vagamente ottocentesca  e il taffetà stampato con posate antiche, per una gonna di fantasia arricchita con  grandissimi fiocchi di velluto...
Bè fantasia fino ad un certo punto perché vi confesso che io una gonna così la indosserei davvero, voi no ? ;-)



martedì 6 settembre 2016

LA RICETTA, IL BACKSTAGE, LO SHOWCOOKING ALL'INDIE MARKET A CASA BOSSI, NOVARA ...CURIOSI???:-)







Un post non solo per darvi una favolosa ricetta firmata Silvia Castelli, ma anche per raccontarvi l'esperienza allo Showcooking dell'Indie Market a Casa Bossi a Novara:
casa storica e dimora di personaggi importanti come il pittore Antonio Calderara e lo scrittore Sebastiano Vassalli.




Il mio compito quello di raccontarvi questa esperienza e,soprattutto, di darvi ingredienti e indicazioni per preparare la ricetta pensata e cucinata .

Innanzi tutto per me è stato un grande piacere avere conosciuto Silvia, persona preparatissima , simpatica e allegra che mi ha accolto con disponibilità totale tenendo conto che io dovevo "starle intorno" mentre cucinava  e avevo quindi un ruolo abbastanza "fastidioso.
Volevo gestire la mia presenza  nel più discreto modo possibile e devo dire che abbiamo trovato subito un feeling perfetto.
Prima di presentarvi la ricetta , voglio però raccontarvi velocemente un po' di "backstage" simpatico.
Come sempre succede contrattempi, problemi più o meno grandi capitano, si risolvono e diventano parte integrante dei ricordi .


Uno su tutti : il classico microfono che funzionava a scatti ...e qualcuno me lo dovrà spiegare , prima o poi, perché succede sempre  in maniera sistematica  :-) ! E' un classico che non tramonta mai e pure noi non ce lo siamo fatto mancare . Tutto risolto in brevissimo tempo grazie a Domenico, organizzatore, sostenitore e  deus ex machina di Casa Bossi, che ha tempestivamente risolto l'inghippo tecnico.


(nella foto la mia mano "invadente" con cellulare : personale  "strumento ufficiale" per questo evento ) 

Tranquillizzate dal problema microfono risolto, Silvia ha voluto fare il "check" di pentole e ingredienti e ...oddio! il sale! 
- Come il sale?
- Manca il sale...
Come cucinare senza sale? Impossibile!
Mi sono improvvisata ricercatrice dell'arca perduta e, novella Indiana Jones, mi sono fiondata a casa mia a recuperare l'ingrediente . Ehm , poca cosa , a dire il vero, in quanto (me fortunata) abito proprio lì vicino...
Ritornata con l'indispensabile bottino poteva iniziare lo  showcooking in cui Silvia doveva preparare un piatto utilizzando prodotti del nostro territorio.
Ma  adesso, bando alle ciance, come diceva zio Paperone a Paperopoli, ecco ingredienti, foto e soprattutto, la ricetta!

Cavatelli alla farina di riso Venere con crema di gorgonzola piccante , pere e rosmarino.


Ingredienti per 4 persone:

Per i cavatelli:

280 gr di farina di semola ri macinata Sen. Cappelli 
120 gr di farina di riso Venere
acqua tiepida qb
sale

Per la "crema":

30 gr di burro, 
20 gr di farina 00
3 dl di latte intero
150 gr di gorgonzola piccante 
2 pere Williams 
poco burro x il tegame
,rosmarino 
sale, pepe


Impastare le farine con acqua tiepida fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Fare riposare 20 min avvolto il pellicola. 
Ricavare dal l'impasto dei tronchetti di circa 1 cm e fare i cavatelli strisciandoli sulla spianatoia. Infarinare bene per evitare che si appiccichino.



Fare una besciamella morbida con burro, farina e latte, sale e pepe e fondervi il gorgonzola piccante. 



 Ridurre le pere a dadini e saltarle in tegame antiaderente con poco burro e rosmarino
e regolare di sale e pepe.


Cuocere i cavatelli al dente in acqua bollente salata, saltare in tegame con le pere e impiattare con la fonduta di gorgonzola.
Il piatto non è difficile da preparare a parte forse la minima manualità necessaria per fare 
i cavatelli: niente di trascendentale, vi assicuro quindi non resta che provare per scoprire la facilità di esecuzione.
L'idea di utilizzare la farina di riso Venere l'ho trovata geniale : dona un sapore nuovo al piatto e regala una nota di colore che lo "arreda" e lo rende ancor più originale.
L'abbinata gorgonzola e pere, si sa, è un classico ma la scelta di creare una sorta di besciamella leggera con l'aggiunta del gorgonzola piccante l'ha resa originale . Inoltre le pere leggermente caramellate nel burro e rosmarino hanno profumato in modo deciso, ma non invasivo, il piatto.
Potevo non farmi ispirare da questi sapori perfettamente abbinati e dai colori (davvero molto glam devo ammettere!) per un disegno??
Certo che no, tanto che di disegni ne ho fatti ben due...:-)
questo per i cavatelli:


e questo per il sugo:


Ma l'ispirazione vera, quella che mi sta facendo scrivere di getto è stato lo spirito di questo evento, l'entusiasmo degli organizzatori che ringrazio, la disponibilità di Silvia e soprattutto la sua creatività e professionalità in cucina .
L'eccellenza dei prodotti della zona in cui vivo ha reso questo piatto ancor più buono grazie all'impegno di chi , giorno dopo giorno, studia e si prepara per offrire prodotti sempre migliori. 
L'amore per le cose semplici, fatte bene , che non dimenticano le tradizioni secolari , l'ho ritrovato forte nei sapori proposti da Silvia . 
Anche le crepe, le mura di Casa Bossi, mi hanno trasmesso il valore della bellezza semplice intorno a noi che spesso ci sfugge e che ho ritrovato anche tra i sorrisi dei bambini intenti nei laboratori organizzati ad hoc e tra le tante persone che hanno partecipato a questa giornata .
Non mi resta che dire un grazie a tutti e ad invitarvi a provare questo piatto di sicura riuscita.
Per quanto riguarda invece Silvia Castelli aggiungo che si occupa di eventi food e showcooking e vi lascio i suoi recapiti.


Per quanto mi riguarda spero ancora di incrociarla nel mio cammino per imparare da lei e per condividere esperienze simpatiche e ricche come questa.
Spero inoltre di poter ancora dare voce e sostegno all'impegno di chi si dedica a tenere vivi i luoghi di storia e cultura come è per la mia città la magica Casa Bossi.
Esistono luoghi nobilitati dal loro passato ma è la nota di cuore , l'intima essenza del posto, che si fissa nella memoria di chi la vive , anche per poco tempo.














lunedì 27 giugno 2016

PANNA COTTA AL PARMIGIANO E POMODORINI CONFIT : RICETTA FRESCA ED ELEGANTISSIMA


Questa ricetta è stata proprio una bella scoperta! Fresca, saporita, originale, facile e anche carina da presentare!
Subito ingredienti e ricetta:

Ingredienti:
2 fogli di gelatina
80 gr circa di pomodorini confit
125 ml di latte
125 di panna
50 gr di parmigiano
sale 
foglie di basilico per decorare

Fate sciogliere due fogli di gelatina in acqua fredda. Prendete dei pomodorini confit e metteteli in 6 bicchieri/ciotole trasparenti.

Ricetta nella ricetta : i pomodorini confit.
Non sono precisa quando li faccio, nel senso che vado molto ad occhio...Prendo i pomodorini li taglio a metà, li metto  con la parte tagliate verso l'alto, in una teglia con carta forno.
Li cospargo con zucchero, erbe tritate , sale e pepe e  quindi cospargo con olio extravergine di oliva.
Li inforno  a 150° fino a quando non risultano rosolati per bene.

Portate ad ebollizione il latte con la panna e il parmigiano: fate bollire 2 o 3 minuti e togliete dal fuoco. A questo punto aggiungete la gelatina ben strizzata. Mescolate ben bene aggiungendo anche sale e se volete un po' di pepe (io non l'ho messo)

Mettete nei bicchieri uno strato di pomodorini e quindi versate la panna cotta al parmigiano.

Mettete in frigorifero almeno 3 ore.

Decorate con foglie di basilico oppure rucola o quello che vi ispira al momento.

N.b.: per questa ricetta ho aggiunto insieme ai pomodorini confit anche qualche pomodorino secco (prima ammollato in acqua tiepida per renderlo più morbido)



Servito come rentrée per una cena stupirà piacevolmente i vostri ospiti.
Potete prepararlo il giorno prima e ricordatevi di tirarlo fuori dal frigorifero almeno un'oretta prima di mangiarlo  anche se, in calde e afose giornate è godibilissimo anche freddo !

E io che soffro il caldo l'ho mangiato ( e servito ai miei ospiti) appena tolto dal frigorifero : morbido, fresco , delicato ma con il gusto mediterraneo dei pomodorini che entra prepotente , scalda i cuori e sconvolge le alchimie !



La dose giusta non deve essere invasiva , giusto un assaggio per regalarci una ventata di brezza estiva che profuma di sole!


lunedì 9 maggio 2016

SONO CREATIVA PER COLPA DELLA VITA ;-) : CROSTATA AL CIOCCOLATO MELE E MARMELLATA D'ARANCIA "INVENTATA" AL VOLO...


Questa è stata la torta per il mio recentissimo compleanno : una torta che non dovevo fare , avendo deciso (strano ma vero) che sarei andata in pasticceria ed avrei acquistato una torta "standard" da compleanno (come le chiamo io) : pan di spagna, creme varie e immancabili frizzi e lazzi di panna.

Ma ultimamente (ehm, da sempre) quando decido o credo in qualcosa, automaticamente una sorta di energia contrastante, fa sì che accada l'esatto contrario.

Questa "simpatica"  costante di vita, mi ha fatto riflettere ultimamente  più di quanto io non faccia di solito.
Diciamo che il detto "la necessità aguzza l'ingegno" nel mio caso potrebbe trasformarsi in "i contrattempi della vita aguzzano la creatività".

Mi sono sorpresa a ricordare che anche i miei primissimi disegni  (avevo circa vent'anni) non erano scaturiti dal sacro fuoco dell'arte ma semplicemente dall'esigenza di trovare, dalla sera alla mattina, qualcuno che disegnasse gli inviti per una grigliata in piscina e mi ero trovata in quelle simpatiche situazioni in cui ci si caccia quando non si è capaci di dire "no" : " dai Robi disegna tu qualcosa!!!"
" io??? ma non sono capace..."
"ma si che sei capace ..."
e così iniziò la mia "carriera artistica" fatta sempre ( e sottolineo il "sempre") di urgenze dell'ultimo minuto.
"oggi compie gli anni mia mamma!!! mi disegni qualcosa per un biglietto!!!???"
"devo organizzare i compleanno della mia bambina mi dai una mano?", ovviamente due giorni prima!
Fino ad arrivare al fatidico periodo asilo-scuola, di mia figlia in cui ho realizzato/disegnato opuscoli per la scuola di  musica, inviti per i saggi di fine anno, dipinto magliette per balletti e recite ....
ovviamente tutto "al volo".

Volente o nolente la mia creatività doveva saltar fuori e quindi , con il tempo, mi sono "abituata" a considerarmi una "creativa". Ovviamente la cosa mi piaceva ( e mi piace) e più disegnavo "cose" più mi appassionavo...

Il passaggio dai disegni alla cucina è stato un attimo! La mia passione culinaria si è arricchita di versioni personali delle più note ricette , non tanto per ispirazioni cosmiche ma per , ehm , altri motivi ...
"ma dov'è il mascarpone ? dove ho messo il mascarpone !!!" quando dovevo preparare il tiramisù, oppure "Noooooo, scusate ma qualcuno ha finito il burro e non l'ha detto?????" quando dovevo fare una bella crostata ...
e così via. Situazioni simpaticamente imbarazzanti che mi hanno costretto ad inventarmi alternative , sempre in tempi strettissimi .

Avete presente quei film d'azione in cui c'è sempre quel maledetto timer che vi lascia solo pochi minuti per salvare il mondo? Ecco, la mia vita è stata spesso costellata da questi "timer" in ogni ambito : artistico, culinario, personale, lavorativo...

La creatività doveva saltar fuori.



Anche adesso urge un nuovo "esercizio filosofico molto creativo" . La causa : l'ennesimo cambio di vita (lavorativa) davvero epocale. A dire il vero dovrei cambiare aggettivo perché "epocale" lo sto già usando da diversi anni ( e il mio blog ne è la conferma) . "Epocale" lo si dice di un avvenimento straordinario, unico, raramente ripetibile...invece per me questa parola sta perdendo la sua connotazione di eccezionalità e sta prendendo quella di "ordinaria amministrazione" e vi assicuro che non è proprio bello , avendo inoltre questi "cambi" sempre una dose di "rotture di scatole" e "fastidi" abbastanza importanti ...(n.d.r.:"rotture di scatole" e "fastidi" sono eufemismi !!!)

Mentre preparavo questa torta pensavo a tutto questo insieme al fatto che la serata tranquilla con torta da pasticceria (= sbattimento zero) post parrucchiere si era trasformata in cena con figli (piacevolissima cosa per carità) e , ovviamente, torta fatta in casa perché quando ci sono loro amo preparare qualcosa fatto da me .
Si ma con cosa??? Rapido sguardo in dispensa e in frigorifero.
Burro  c'è (dai tempi ne tengo sempre quantità industriali che surgelo per non rischiare di rimanere senza )
farina: idem (di tutti i tipi, le forze, i colori)
cacaco-cioccolato: celo (non potrei farne senza. è il mio prozac ;-)

E poi? Poi , tra gli scaffali in cucina, vedo una marmellata di arance (made Ikea : mi piace un sacco! La trovo dolce -amara il giusto): la prendo.
Quali sono i dolci che amo di più? Ma quelli con le mele! Et voilà pure le mele avevo!





Quindi ecco qui la ricetta inventata "al volo" :

Ingredienti:
100 gr burro
150 gr farina
50 gr cacao amaro
100 gr zucchero
1 uovo intero
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
pizzico di sale
quasi 1 vasetto di marmellata di arance
2 mele tagliate a fini

Teglia diam. 24 cm - forno 180° - 30-40 minuti (dipende dal forno)

Preparare la pasta frolla : ho messo nella planetaria la farina, il cacao, lo zucchero, sale, il lievito e il burro a pezzetti. Ho utilizzato il gancio a foglia e ho reso il tutto un composto vagamente bricioloso. Ho aggiunto quindi l'uovo . Ho formato una palla (un po' schiacciata ) che ho fatto riposare in frigo mezz'ora circa.
Nel frattempo ho sbucciato e tagliato con la mandolina le mele .
Ho steso la pasta e ho rivestito una teglia imburrata (o coperta con carta forno). 
Ho steso uno strato abbondante di marmellata di arance che ho ricoperto poi con le mele. Mi è rimasto circa un terzo del vasetto di marmellata che ho allungato con un po' d'acqua per renderla leggermente più liquida e con questa ho ricoperto le mele.
Dato che mi era avanzata un po' di pasta frolla ho decorato con cuoricini (aggiunta artistica dettata dal fatto che non volevo buttar via quel poco di pasta...)
Forno a 180° e, per me , cottura di trentacinque minuti (dipende dal  vostro forno).

Devo ammettere che "correggere" la vita con la creatività non è brutta cosa, anzi! Aiutata sicuramente anche da geni famigliari molto "artistici" non poteva essere altrimenti per me! Ho una famiglia "creativa" in tutti i sensi: nel senso letterale del termine e anche nel senso di "originalità" :-)
Dalla mia carissima nonna , ai miei zii e infine anche in me scorre questa vena che ha trovato in tutti noi strade diverse: che sia stata la pittura vera e propria, la cucina, la moda, oppure un carattere particolare è un po' "bizzarro" ,ognuno di noi ha manifestato così la sua risposta alla vita. Eh, si perché in questa bella famiglia non è stato tutto semplice, anzi! Ma questa è un'altra storia, una vera e propria saga troppo lunga per essere anche solo accennata  e io la continuo grazie ai continui spunti che la vita mi dà ...eh, si son fortune !!! 




domenica 24 aprile 2016

DIFFICOLTA' MINIMA CON MASSIMO EFFETTO SCENICO ;-) : TORTA AL CIOCCOLATO CON MIRTILLI E MERINGA CARAMELLATA


A volte mi chiedo perché ho voglia solo di cucinare dolci? Possibile che non mi venga in mente di cucinare qualche nuovo piatto salato? E dire che di libri di cucina ne compro (fin troppi)  e me li leggo per bene però, alla fine, sempre lì casco : dolci.
Si vabbè lasciamo perdere le interpretazioni psicologiche che sorgono spontanee...bisogno d'affetto? naaaaaa... solitudine? naaaaa....
Semplicemente amo smodatamente il sapore "dolce". Mi sento bene quando sento parole come "cioccolato ", "panna", Pasta frolla"....ma anche "planetaria", "montare a neve", "cospargere con zucchero a velo",ecc...ecc...
In qualsiasi momento della giornata sono pronta per mangiare qualsiasi cosa sia dolce!
Non parliamo di quando mi capita di vedere alla tv o su internet, preparare qualche torta!
Mi sento letteralmente male (in senso buono) quando vedo colate di cioccolato farcire dolci...quando assisto affascinata alla preparazione della pasta sfoglia e conseguenti croissants & c...
Quando guardo magiche lievitazioni di pani e pan brioche... miracoli che mi lasciano sempre senza parole.
Evidentemente qualche "problemino" ce l'ho (ah ah ah) però, come sempre, giustifico questa mia mania dicendomi che non faccio male a nessuno, anzi, tutto sommato preparando torte e offrendole mi sento quasi una dispensatrice di bontà...



Mi sono iscritta (da anni) alla newsletter della prestigiosa scuola Cordon Bleu , della quale conosco tutti i corsi (durata e costi) sui quali fantastico un giorno si e un giorno no, immaginando di mollare tutto e di trasferirmi a Parigi e seguire lì, proprio lì, un corso di pasticceria!
A volte , nei miei sogni, mi accontento anche di partecipare ad uno dei loro corsi brevi, o addirittura a quelli , dimostrativi, di un giorno solo.
Poi, ovviamente, non se ne fa nulla ma mi calo così tanto nella parte che è quasi come se l'avessi fatto e, sentendomi un po' "pasticcera" mi lancio in invenzioni che , a volte, premiamo la mia fantasia .
Proprio com'è successo con questa torta al cioccolato con mirtilli e meringa.

Tra i mille e più aggeggi che popolano la cucina ho anche il mitico (per me) cannello, utile soprattutto per caramellare la crema catalana.
Dopo spargere lo zucchero a velo, "caramellare con il cannello" è una delle attività ludiche in cucina che amo di più.
Ispirata , da una foto su FB di una carissima amica di blog che stimo e a cui voglio bene (Francesca di "La gatta sul piatto siche scotta") , ho recuperato il magico cannello e ho studiato un modo per poterlo usare ...



Non ci ho messo molto ad individuare il dolce che avrebbe potuto fare al caso mio.
Ho modificato una ricetta semplice e "basic" alla quale ho aggiunto le mie  varianti .
la base : torta semplice, ma semplice davvero,  al cioccolato 
il primo top: marmellata di mirtilli
il secondo top: meringa "cannellata"

Ingredienti:

Per la base di torta al cioccolato 
(unità di misura un vasetto di yogurt)
1 vasetto di yogurt bianco (magro, per me)
2 vasetti di zucchero bianco
3 vasetti di farina 00
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di cacao in polvere
una manciata (abbondante) di gocce di cioccolato

Marmellata di mirtilli

Per il "top" di meringa:
2 albumi
zucchero a velo

Mescolare tutti gli ingredienti e rovesciare l'impasto (che sarà abbastanza morbido. Se non dovesse esserlo, aggiungete un pochino di latte) in una tortiera a cerniera , imburrata o foderata con carta forno, dal diametro di 20-22 cm.
Cuocere in forno a 180° per circa mezz'ora. Verificare la cottura con la prova stecchino al centro: se esce asciutto è pronta .
Far raffreddare e sformare.

Preparare due albumi montati a neve ben ferma.
Prendere la torta e metterla su un piatto da portata, cospargere la superficie con marmellata, per me , mirtilli. Siate generosi e se la vostra marmellata , come la mia, aveva anche un po' di denso succo, versatelo in modo anche penetri anche un po' nella torta inzuppandola quel poco che la renderà ancora più...sublime! (se dovesse colare, come ha fatto la mia, non importa! renderà la torta ancora più bella... e più buona!)
Dopodiché aggiungete la meringa in modo , più o meno creativo. Io non avevo tempo di andare a sbirciare su internet come sistemarla alla Martha Stewart o alla Donna Hay,  e quindi l'ho messa a cucchiaiate cercando di dare una parvenza di "onde increspate", ehm, o quasi...
Un po' di zucchero a velo sparso qua e là.
E poi con somma gioia ho preso il cannello, ho aperto la valvolina del gas e ho schiacciato il bottone per accendere la fiamma ...ed è iniziato il mio divertimento.
Divertimento che devo dosare perché altrimenti brucerei tutto...quindi il tocco deve essere leggero, veloce e non particolarmente prolungato.
Posso migliorare , lo so, e proprio per questo ho in mente altre nuove torte che prevedono una finitura del genere !



Disegnino doveroso anche per fissare "artisticamente" la mia "creazione" nel mio album personale che sta diventando sempre più ricco!

Impressioni personali dopo aver assaggiato la suddetta torta.  L'insieme cioccolato-marmellata la rende molto "sacher-mood" ( una delle  torte che amo di più in assoluto .La metto al secondo posto , lasciando il primo ad ogni torta che abbia le mele...).
Le gocce di cioccolato sono un piacevole contrasto rispetto alla morbidezza della marmellata . L'insieme si sposa perfettamente con l'impasto di questa torta molto, molto basic ma sempre buona ( e di sicura riuscita, particolare da non sottovalutare)
E che dire della meringa? Più impatto scenico che di gusto ma che completa comunque il tutto senza invadere troppo il mix di sapori, profumi e consistenze.
Tocco in più la frutta, nel mio caso mirtilli, a decoro del dolce e ulteriore sensazione per il nostro palato: regalerà la nota di freschezza, leggermente acidula ma comunque in sintonia con il tutto.

Che dire? A me è piaciuta molto e, come avete potuto constatare è di una semplicità disarmante .
Certo è che il cannello per caramellare è l'oggetto che fa la differenza... vi serviva una scusa per prenderlo? Eccola qui! Ed entrerà a far parte dei vostri "aggeggi del cuore" in cucina, ne sono certa ...



lunedì 28 marzo 2016

SBRICIOLOSA ALLA CREMA DI FRAGOLE E...MA QUANTE TORTIERE HO???


Di solito, al sabato sera, organizziamo cene informali tra noi amici. A volte siamo invitati, a volte invitiamo. Ogni volta ci sono ricette da "testare", ricette da condividere, ricette da copiare...
Questa torta è una torta che aveva portato la mia amica Rita ad una di queste cene . Buonissima e gradevolissima : croccante fuori e morbida dentro e subito avevo chiesto info  in merito. Lei , precisa come sempre, mi aveva dato sito/blog di riferimento, dosi e tempi che però la sottoscritta ha dovuto "rivisitare ".
Eh si, perché ho dovuto fare delle modifiche in corso d'opera che vi racconto e che purtroppo non mi consentono di essere precisa in merito alle dosi...
Ma andiamo con ordine.
Per Pasqua invece della colomba, che non amo particolarmente , volevo fare un dolce casalingo e diverso. Sfogliando i miei foglietti con ricette (ebbene si, nonostante l'era tecnologica io rimango legata anche a questi mezzi "antichi"...), vagando tra blog e libri di cucina, mi era venuta in mente questa torta che mi era sembrata perfetta : una pseudo frolla sbriciolosa e una crema con fragole che fanno sempre primavera, almeno per me!


Questa la ricetta "original":
TORTA SBRISOLA RICOTTA E FRAGOLE
Ingredienti per uno stampo da 20 cm:
300 g farina 00
100 g zucchero semolato
1 presa di sale
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito per dolci
100 g burro fuso
1 uovo

Per la crema alla ricotta:
350 g ricotta
50 g zucchero semolato
un pizzico di vanillina
1 uovo
200 g fragole

Preriscaldate il forno a 180°. Foderate uno stampo a cerniera con della carta forno (solo il fondo) Preparate la base sbriciolosa mescolando insieme la farina con lo zucchero, il sale, la vanillina ed il lievito. Unite il burro fuso e lavorate con un cucchiaio di legno o a mano. Unite un uovo sbattuto e continuate a mescolare il composto. Dovrete ottenere un impasto sgretolato e sabbioso. Provate a lavorarlo anche a mano per creare delle briciole di dimensioni diverse. Mettete da parte.
Per la crema alla ricotta, unite alla ricotta lo zucchero, la vanillina e l’uovo. Mescolate ed amalgamate per bene con un frusta a mano. Lavate e tagliate a pezzetti le fragole ed unite alla crema di ricotta.
Componete la sbriciolosa in questa maniera. Sul fondo dello stampo create uno strato di un cm di briciole. Compattate leggermente e non troppo, tanto le briciole si espanderanno e si uniranno tra loro in maniera grossolana. Versate al centro la crema di ricotta e con l’aiuto di un cucchiaio spalmatela senza coprire i bordi. La crema dovrà lasciare uno spazio attorno senza toccare il bordo dello stampo. Adesso coprire il tutto con le restanti briciole e come vedrete cadranno anche nello spazio che avevate lasciato vuoto, creando così il bordo della nostra sbriciolata. Infornate a 180° per 40 minuti. Attenzioni alla cottura in superficie. Eventualmente coprire con un foglio di alluminio. Sfornate e fate raffreddare anche un paio di ore di frigorifero così che la crema si solidifichi meglio e sia più facile affettarla.

Mi sono messa all'opera seguendo quanto sopra ma, al momento di "allestire" la torta pre-forno, mi sono accorta che la crema alla ricotta e fragole era tantissima per essere il ripieno di una tortiera diam. 20 cm e quindi ho preso , al volo,  quella da diam. 22 cm.
Ovviamente la "sbriciolata" non sarebbe stata sufficiente e quindi ho preparato, assolutamente ad occhio, una sorta di crumble aggiuntivo con farina e burro (diciamo circa 100 gr farina e 80 gr burro...) e l'ho aggiunto a quello che avevo preparato.
Sostanzialmente il concetto della ricetta è rimasto tale ma probabilmente la parte "biscottosa" è stata resa differente dalla mia variante.

Ecco la mia "versione" in cui ho anche omesso le bustine di vanillina (che non amo) 




La torta, nonostante tutto, è  venuta bene e, soprattutto,  è piaciuta!


Ho ovviamente chiesto alla mia amica come si era regolata con le dosi e lei mi ha detto che, avendo un'unica tortiera a cerniera dal diametro di circa 22-24 cm, quella aveva usato e ovviamente non aveva avuto problemi! Inoltre, aveva fatto uno strato di base molto più sottile del mio (da qui anche il fatto che a me la sbriciolata era  assolutamente insufficiente a coprire la crema) ...

Le avevo detto: " solo una tortiera a cerniera? ma come fai?"
Ma nello stesso momento in cui lo dicevo avevo pensato al mio "antro" delle tortiere&C , con un po' di vergogna e di vaga preoccupazione : vuoi mai che sia io ad essere un "filo" esagerata ?
Di tortiere a cerniera ne ho da 12 -18-20 -22- 26 cm , per non parlare della quantità di teglie con fondo amovibile o meno, tonde, quadrate, rettangolari...poi ci sono le pirofile di varie misure e dai bordi di varie altezze...bè poi ci sono gli stampi per dolci da quelli classici da torta a quelli per plumcake, muffins, madeleines, cannellés, ciambelline...

Mamma mia, ma quanti ne ho??? Ho pensato a mia nonna che con due teglie e una tortiera riusciva a fare di tutto : sempre perfetto, sempre buono. Mi è venuta in mente la Rachel Khoo che aveva iniziato a cucinare  (e a diventare famosa) nella sua mini cucina parigina (adorabile) con una piastra con due fuochi e un fornetto (che sarà stato certo super professionale ma fornetto era!)sfornando delizie!



Eppure nonostante queste considerazioni non riesco a trattenermi dall'acquistare qualsiasi oggetto che serva per cucinare, soprattutto dolci!

In questo caso, mi spiace ma il concetto del "Less is more" , a me tanto caro, non mi coinvolge ;-) , anzi, ho pensato che potrei rifare questa torta utilizzando uno stampo per mini tortine, preso anni e anni fa e, ma guarda?, mai utilizzato...

Il mio "antro" è una fonte inesauribile di ispirazione e sorprese e per fortuna che ogni tanto sono costretta ad utilizzare tortiere diverse (vedi in questa occasione) sentendomi pienamente soddisfatta nell'avere "quella volta là" acquistato "quello stampo speciale lì" per cucinare "forse" quella ricetta ... 

Però la mia amica Rita mi ha dato soddisfazione ! Questo week end, quando ci siamo viste per la solita cena mi dice: "Ma lo sai? Oggi c'era il negozio X che svendeva tutto e sai cos'ho comprato? una favolosa tortiera quadrata dal fondo amovibile!!! non ce l'avevo ancora ..."
E io l'ho guardata con occhietto furbetto con scintilla da manga giapponese : ah ah ah, caduta anche lei nella rete!!!
Ovviamente ho ritrovato nei suoi occhi la stessa scintilla manga che ha confermato (se mai ce ne fosse bisogno) il nostro feeling unico e imperituro !









domenica 20 marzo 2016

DELIZIOSA TORTA AGLI AMARETTI E...AMORE





Sempre durante il mio scorso week end da “delirio culinario” non potevo non cucinare un dolce.
Anzi a dire il vero da una ricetta ho ricavato ben tre torte.


Di certo son venute più basse dell’originale ma devo dire che sono perfette anche così.
La torta è una video ricetta (carinissima) di "A Gipsy in the Kitchen", blog che seguo e che trovo molto ricco di spunti.
La “proprietaria” è una persona che mi ispira per la sua freschezza e simpatia e mi piacciono le cose che fa, che scrive, che organizza…
Prima di passare alla ricetta un grazie doveroso a chi mi ha ispirato: qui il link a questo blog molto carino e piacevole che , sono certa, molti di voi conosceranno già : A Gipsy in the Kitchen.


Torta agli amaretti

200 gr di farina
200 gr di burro
200 gr di zucchero
200 gr di amaretti
200 gr di gocce di cioccolato (io ne ho messi 100 gr perché mi son sbagliata…ed è strano che io lesini proprio sul cioccolato! Mah?)
4 uova
Un pizzico di lievito

Montare con le fruste le 4 uova intere con lo zucchero (a me ha aiutato il fido KA). Nel frattempo sbriciolare gli amaretti e far fondere il burro ( io nel microonde, circa 1 minuto)
Versare quindi tutti gli ingredienti nella planetaria (o in una ciotola) tranne le gocce di cioccolato.
Una volta amalgamato il tutto, aggiungere le gocce di cioccolato sempre mescolando.
Imburrare una tortiera a cerniera da 24/26 e cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti. Controllare perché ogni forno ha il suo carattere!

Invece di fare una torta io ne ho fatte tre : ho utilizzato tre tortiere a cerniera : una diametro cm 18 , una cm 16 e una piccina da cm 12.
Ho suddiviso l’impasto in modo da formare tre torte alte circa due dita/due dita e mezzo.
Ovviamente i miei tempi di cottura sono stato leggermente diversi : circa 20/30 minuti a seconda della tortiera che avevo infornato.
Sempre valida la prova stecchino!




Ho deciso poi di “disegnare” un cuore con lo zucchero a velo perché questa torta l’ho fatta soprattutto per i miei genitori che son vecchini e non sono proprio in forma. Li adoro e ho voluto racchiudere in questo dolce un po’ del mio amore…
Un’altra torta per una loro vicina di casa, che, gentilmente, si prende cura di loro quando non posso farlo io. Che sia fare la spesa o un saluto per bere insieme a loro un caffè. Piccoli gesti e presenze importanti , amicizie vere e condivisioni di vita che meritano un piccolo pensiero dolce.
E poi una piccina per me, perché son golosa e perché questa torta mi incuriosiva visto che amo gli amaretti! A me è piaciuta tantissimo! Gli amaretti donano un sapore originale e una piacevole consistenza finale a questa semplice torta.



E anche questa ricetta entrerà a far parte di quelle che rifarò di sicuro : veloce, facile ma soprattutto stra buona! Ma non solo! Secondo me si presta a possibili varianti : tipo ricoperta di svenevole cioccolata, assolutamente da provare!!!



domenica 6 settembre 2015

MINI MELANZANE RIPIENE : RICORDI D'ESTATE E...QUALCHE KG IN PIU' (UFF...)




Le vacanze sono finite già da un pò ma quest’anno ricominciare è stata davvero dura!
Non solo in ufficio!  Sono ritornata in modalità super slow e ho rimandato tutte le cose rimandabili (ma anche quelle non rimandabili, a dire il vero)
Una però non la potevo rimandare ed era quella di cucinare le deliziose verdure prese al mare nella storica azienda agricola che frequentiamo da anni.
Quella in cui trovi solo frutta e verdura di stagione e se chiedi qualcosa che non hanno fatto tempo a raccogliere , prendono una bici scassata , un cesto e vanno a prendertela al momento: arriva calda dal sole, profumata e dai colori dell’estate!
Tra le tante delizie portate a casa c’erano anche queste mini melanzane . Non so se le conoscete , io non le avevo mai viste!
Sono bellissime ! Adoro il loro colore e sono da sempre una fan delle melanzane classiche quindi come non farmi catturare da questa novità dell'orto?
Son proprio piccine : circa tre, massimo quattro, centimetri  di diametro.
La signora mi dice di farle ripiene e così faccio.

Come sempre più spesso capita, vi dò la ricetta un pò a spanne anche perché l’ho fatta tempo fa, non mi sono segnata pesi e misure ma sono certa che voi tutti capirete :-)

Si prendono le melanzane, si lavano si toglie il “picciolo” e si fanno bollire. “qualche minuto” mi aveva detto la signora ma io le ho cotte per circa 10 minuti. Diciamo che dovete regolarvi anche in base alla misura delle mini melanzane che son tutte diverse tra loro e toccarle con la forchetta per capire se sono diventate un pò morbide.

Quindi le tagliate a metà e le svuotate : sono pienissime di semi, ho cercato di toglierli ma più di tanto non si riesce : fate il meglio che potete!

Alla polpa aggiungete parmigiano, sale, profumi (io ho usato solo il basilico) . Questo è stato il mio semplicissimo ripieno ma nessuno vieta di arricchirlo come preferite.

Una volta riempite bene , ho disposto le melanzane in una pirofila . Un giro di olio extra vergine di oliva , ancora un pò di parmigiano e le ho infornate a 180° gradi per circa venti minuti (regolatevi con il vostro forno)

Sono molto coreografiche e perfette per un aperitivo o un’ entrée. Sono leggermente amarognole e sono buone sia calde che tiepide.

A parte questa ricetta carina diciamo che quest’estate non mi sono espressa molto in cucina. Mi sono dedicata al relax completo leggendo libri a più non posso (sono una lettrice compulsiva fin da bambina), godendomi il mare e il sole.
Sono riuscita a non lavorare per “colpa” di una piccola défaillance del mio Mac che mi ha costretto ad un riposo “forzato” che ho accolto con grande piacere visto che erano almeno due anni che trascorrevo lo ferie a lavorare più che nel resto dell’anno!




Poca cucina ma non poco cibo, ahimè!!! 
Tra relax, aperitivi, cenette qua e là, gelati e colazioni come si deve ( intendo quelle con brioches burrose e cappuccini rigorosamente con spolverata di cacao!!!) i grammi che avevo perso (con fatica) prima delle vacanze si sono trasformati  in kg in più!

Lo so , sono lacrime da coccodrillo e sto cercando di rimediare con corsette al parco , quando riesco, o sul tapis roulant . Uso più che posso la mia adorata bicicletta sfidando anche il tempo incerto che mi costringe ad attrezzarmi da “allarme giallo attacco alla terra” ( trad.: mantella, cappello, golfino, sciarpetta, ombrello pieghevole…) spesso senza motivo con il solo risultato di avere le borse cariche di roba inutile : un peso da scorrazzarmi in giro che non solo accetto ma considero come un'ulteriore "plus" utile alla mia remise en forme e al potenziamento dei miei polpacci...(non commentate please!)
Per ora tutto tace.
Non mi peso (non potrei reggere il verdetto della bilancia) ma mi regolo con i vestiti che tendono tutti (si, proprio tutti!) a stringere nei soliti punti!
Sogno di infilarmi un giorno un paio di pantaloni e di sentirli morbidamente comodi!!!
So che prima o poi succederà ... forse! ;-)




Sempre parlando della mia estate "vacanzifera"  e veramente poco "light",  sono anche   entrata anche nel circolo vizioso :-) del lievito madre !
Come non panificare e preparare sani lievitati , possibilmente dolci??? ;-)
E qui non si scherza: impossibile non "rinfrescare" Alverman, è un dovere che implica la preparazione di  pani e di dolci con una discreta frequenza :-) !!
Chi è Alverman ?? Ma il mio lievito!!! 
Il prossimo post (quando riuscirò a scriverlo) sarà dedicato a lui...e a non solo...;-)

Ultima cosa : non dimenticate di prendere la rivista Fior Fiore in cucina di settembre!!! Oltre al mio piccolo spazio in cui parlo di casa , colori, moda e piante&fiori , ci sono ricette profumate e colorate da preludio di autunno con protagonisti fichi, uva e susine , oltre agli articoli sugli itinerari  imperdibili (Marittimo e la Rochelle)rispettosi dell'ambiente e della natura.



Io , giusto per essere a dieta, sono già riuscita a fare la torta di carote ...


si lo so, sono senza speranza....:-)

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