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lunedì 13 giugno 2016

Gnocchi alla Romana GustoQui - ricette e rivisistazioni



I piatti pronti sono indubbiamente un salva tempo per tutte le famiglie, chi non ha mai comprato un primo o un secondo piatto pronto al banco gastronomia del proprio supermercato?
e chi magari invece vorrebbe fare bella figura offrendo ai propri commensali una rivisitazione di un piatto classico?

Basta davvero poco, guardate con una vaschetta di gnocchi alla romana GustoQui  cosa potete realizzare in brevissimo tempo e con ingredienti alla portata di tutti e di facile reperibilità!
I gnocchi alla romana GustoQui sono fatti proprio con materie di prima qualità e dal gusto delicato e ricco. Il latte vaccino, la semola di grano duro, il Grana Padano dop, il tuorlo d'uovo fresco pastorizzato, la farina, sale e noce moscata sono i soli ingredienti....e vengono proprio realizzati come da ricetta tradizionale!


Tutti i piatti pronti a marchio Gustoqui sono acquistabili esclusivamente nei negozi Coop di Piemonte, Liguria e Lombardia

E' l'ora della bontà che non perde tempo!

Seguitemi sulla pagina facebook GustoQui  e con l'hashtag #GustoQui


Pizzette di gnocchi alla romana

ingredienti

1 confezione di gnocchi alla romana GustoQui
1 mozzarella
1 barattolo di salsa pomodoro pronta
origano



procedimento

  • separare i dischi di gnocchi alla romana e adagiarli in teglia su un foglio di carta forno
  • versare un cucchiaio di salsa di pomodoro su ogni dischetto
  • aggiungere uno o due cubetti di mozzarella ed una spolverata di origano (foto 1)
foto 1 

  • cuocere a 200°C per 10-15 minuti fino a doratura 
  • servire calde le pizzette di gnocchi alla romana (foto 2 e 3)
foto 2

foto 3



Spiedini di gnocchi alla tirolese

ingredienti

1 confezione di gnocchi alla romana GustoQui
paprika dolce in polvere q.b. 
1 confezione di speck affettato



procedimento
  • separare i dischi di gnocchi alla romana
  • cospargere ogni dischetto di paprika ed avvolgerlo con una fetta di speck piegata a metà per il senso della lunghezza
  • infilare ogni dischetto in uno spiedino in modo da fermare lo speck

  • adagiare in una teglia su un foglio di carta forno e cuocere a 200°C per 10-15 minuti fino a che risulteranno croccanti
  • servire come aperitivo accompagnate da muller thurgau o un fresco traminer aromatico, a piacere aggiungere ancora una spolverata di paprika per una nota più decisa (foto 1 e 2)

foto 1

foto 2




Gnocchi alla romana con peperoni e speck croccante

ingredienti
1 confezione di gnocchi alla romana GustoQui
1 barattolo di peperoni grigliati
1 confezione di speck a listarelle o un paio di  fette tagliate un pochino spesse



procedimento

  • Tagliare lo speck a listarelle o se lo trovate usate quello già tagliato e passarlo in padella antiaderente per qualche minuto fino a renderlo croccante
  • Cuocere in forno microonde i gnocchi alla romana, dopo aver rimosso il film protettivo, 4 minuti a 750W
  • Preparare le monoporzioni adagiando le falde di peperone grigliato, due dischi di gnocchi caldi e decorare con lo speck croccante
  • Servire immediatamente


goncchi alla romana con peperoni grigliati e speck croccante


Gnocchi alla romana con insalata di fagioli e sgombro

ingredienti

1 confezione di gnocchi alla romana GustoQui
1 barattolo di mais conservato al naturale
1 barattolo di fagioli rossi conservati al naturale
1 scatoletta di sgombro in olio di oliva
olio, limone, sale



procedimento

  • cuocere la confezione di gnocchi alla romana GustoQui secondo le indicazioni che trovate sulla confezione (forno tradizionale o forno a microonde)
  • Preparare una insalata con il mais, i fagioli e lo sgombro, condire a piacere con olio, limone, sale
  • Servire su un piatto i gnocchi caldi accompagnati dalla insalata appena preparata. 


Questo piatto è velocissimo e pratico, non serve avere ingredienti irreperibili, basta fare affidamento alle scorte della vostra credenza.

insalata di fagioli rossi e sgombro con gnocchi alla romana


E' possibile sostituire i fagioli con cannellini, o borlotti, lo sgombro con tonno o salmone ed eventualmente il mais con verdure fresche croccanti (carote, pomodori, sedano....) lo scopo è avere un piatto unico pronto in pochi passi, sano e completo!


Peperoni ripieni di gnocchi alla romana

ingredienti

1 confezione gnocchi alla romana GustoQui
1 mozzarella
5 peperoni corno dolci lunghi 
origano
olive snocciolate
peperoncino
olio



procedimento

  • tagliare per il lungo i peperoni, togliere semi e filamenti
  • adagiarli in una teglia dopo aver versato un filo di olio
  • tagliare a toccheeti i gnocchi alla romana, la mozzarella e le olive
  • inserire i gnocchi alla romana nei peperoni, alternando con pezzetti di mozzarella ed olive

  • spolverare con origano e peperoncino (a piacere)

  • cuocere in forno statico 200°C per circa 20-25 minuti, controllare doratura
  • servire caldi
Peperoni ripieni di gnocchi alla romana


Dettaglio di peperoni corni dolci con ripieno di gnocchi alla romana
Se non trovate questa varietà di peperoni non temete, è possibile realizzarli anche con i peperoni tondi classici o eventualmente potete utilizzare i pomodori grandi tondi precedentemente svuotati e riducendo il tempo di cottura di 5 minuti.




Con queste ricette partecipo al contest GustoQui se vi farà piacere ed avrete apprezzato le mie proposte potrete aggiungere un "mi piace" alle mie ricette nella pagina facebook



venerdì 22 aprile 2016

Cucina Piemontese: Agnolotti Piemontesi


Troppo, troppo tempo dal mio ultimo post qui nel blog. 
Mi sento davvero in dovere di ringraziare i lettori che passando di qui hanno sempre lasciato un segno, una parola o un saluto.
Soprattutto mi sento in dovere assoluto di riconoscenza e ringrazio immensamente le ragazze e blogger del gruppo di 


A questo punto mi sono decisa di ripostare in toto una vecchissima ricetta presente nel mio blog.
Qualcuno se la ricorderà (foto comprese),qualcuno magari se la era persa....

Comunque sia, ci riprovo, vediamo se riesco.....

RIPARTO DA QUI....

PASTA RIPIENA


La pasta ripiena piemontese per eccellenza!

Gli agnolotti piemontesi

Gli agnolotti sono una specialità di pasta ripiena piemontese, particolarmente diffusa tra Monferrato, Astigiano e Alessandrino, anche se in realtà si trovano su tutto il territorio regionale e sconfinano fino alla provincia Pavese, ma con differenze relative al ripieno. 
Come si legge su wikipedia, pare che il nome derivasse dall'invenzione di  un noto cuoco di nome Angiolino, detto Angelot e in seguito la sua specialità fu chiamata Agnolotto.
Le caratteristiche sono la forma quadrata, la sfoglia all'uovo, il ripieno di carne arrosto trattenuto appunto tra le due sfoglie.
Una menzione va ai famosi Agnolotti del Plin, tipici del Monferrato dalla forma più rettangolare che vengono chiusi appunto con un pizzicotto (detto plin).
Addirittura questa specialità è riconosciuta Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano, e tutelati da un disciplinare. Sono ammessi questi condimenti
*sugo di carne arrosto
*burro, salvia e grana
*ragù di carne
*in brodo
Per quanto riguarda il ripieno, considerando la nostra tradizione piemontese tipica contadina, esso veniva fatto con avanzi di arrosto, pochissime verdure ed altri ingredienti a disposizione. Anceh il sugo per il condimento, spesso ottenuto non solo da carne avanzata, ma anche dal sughetto di cottura dell'arrosto suddetto, sempre per evitare ogni spreco. (e qui forse la vicinanza della Liguria ci ha insegnato qualcosa vero??)


Agnolotti piemontesi (la ricetta di famiglia tramandata dalla nonna a mia mamma)

Ingredienti per 10 tabelle da 36 ravioli cadauna

Per la pasta
1 kg di farina
6 uova bio
acqua tiepida

Impastare a mano farina, uova e acqua. Tirare la sfoglia con la Imperia o se preferite a mano.

Per il ripieno
600 gr di carne da arrosto
100 gr prosciutto cotto
100 gr mortadella
100 gr salsiccia
3 uova
grana
prezzemolo e aglio tritati
maggiorana 2 rametti
(a piacere si può aggiungere della scarola bollita)

Far cuocere la carne arrosto a pezzetti, verso metà cottura aggiungere la salsiccia. Far raffreddare.
Il trito con gli affettati va passato nel macinacarne a mano, prima con la trafila a grana grossa, poi con quella fine. Amalgamare con il resto degli ingredienti, per ottenere una farcia più morbida si può aggiungere il sugo di cottura dell'arrosto.

A questo punto procedere con la realizzazione degli agnolotti, una sfoglia sotto, il ripieno ed una sopra.
Si può usare sia lo stampo per agnolotti Raviolamp sia la classica rotella tagliapasta, a questo punto saranno ancor più preziosi essendo tagliati manualmente.

con la rotella classici
Con stampo raviolamp



A casa mia quando si preparano gli agnolotti è una giornata di gran lavoro....e tutti collaborano!
Noi li congeliamo e li utilizziamo al bisogno...sono irresistibili!

A questo punto scegliete voi il vostro condimento preferito...

Agnolotti piemontesi con burro e salvia

Io vi propongo la maniera in cui venivano assaporati dalla mia dolce nonnina (che ormai non c'è più dal lontano 1984) ed è a lei che io (e la mia mamma) dedichiamo questo post!

Gli agnolotti nel vino
Visto che in molti di voi mi hanno chiesto spiegazioni sull'ultima foto ed il metodo di degustazione
I ravioli caldi ed appena scolati dopo la cottura in acqua salata, vanno posizionati in una "coppetta" o tazza da colazione (di quelle senza manico, ma io non l'avevo!!!) e sopra vi si versa del buon vino rosso a temperatura ambiente. Si gusta col il cucchiaio, prelevando un agnolotto e un pò di vino...

****
Le mani nelle foto sono quelle della mia mamma!!!



Stefania: Friuli Venezia Giulia Idrijski Zliklofi (la cucina di Stefania è in allestimento!)
Artù: Piemonte - Agnolotti Piemontesi (qui da me)
Sonia: Liguria Pansoti con tocco di carne
Ilenia: Toscana - I tortelli di patate
Silvia: Lazio - I cannelloni 
Paola: Campania - Cannellone alla napoletana
Nadina: Basilicata - Ravioli alla potentina
Alessandra: Puglia - Calzoni dolci di ricotta al sugo
Giovanna: Calabria Pasta china (aspettiamo Giovanna con tanto affetto)
Rita: Sardegna - Coccoi prena 



venerdì 19 giugno 2015

Maiale alla salvia | Cucina Piemontese

@http://lacasadi-artu.blogspot.it



Siamo giunti al nostro appuntamento mensile di Cucina e territorio di casa nostra, con l'arrivo dell'estate abbiamo pensato di proporvi un argomento molto profumato, molto aromatico....volete scoprire con noi le ricette e le tradizioni locali con

Le erbe aromatiche

Le cucine sono aperte per voi, passate a trovarci e non vi pentirete di aver letto tutti i nostri post, ne siamo certe!

Cucina della Lombardia: Frittata alle Erbe Fini 
Cucina del Piemonte: Maiale alla salvia - Animà ncu a sòlvia (qui da me)
Cucina della Toscana : Scarpaccia salata
Cucina del Lazio: Spaghetti alla Checca
Cucina della Campania : Zuppa estiva
Cucina della Basilicata: Focaccia rossa
Cucina della Calabria: pesce spada in salmoriglio
Cucina della Sicilia: non partecipa


La nostra bellissima Italia gode di un patrimonio di ricette davvero infinito, dopo aver passato in rassegna le più famose e diffuse, ho pensato di proporvi un qualcosa di delizioso, semplice e dai sapori di un tempo.
In tutte le zone di campagna la carne di maiale è spesso presente, sia come piatto principale, sia come insaccato, o anche utilizzata sfruttando persino pezzi considerati di scarto.

Le erbe aromatiche sono un grande aiuto in cucina, ci permettono di godere dei loro olii e con poche e semplici mosse un piatto anonimo diventa un signor piatto. Ormai anche la moda di coltivare un piccolo orto, addirittura sul balcone ci aiuta ad avere sempre a portata di mano uno "sprint" per rinnovare le ricette. Ma non crediate che sia una moda dei nostri giorni, perché i nostri anziani le erbe aromatiche le sapevano usare davvero in maniera sapiente.

La salvia è sicuramente molto diffusa e di facile coltivazione, viene utilizzata sia in erboristeria, che nel campo dell'alimentazione. Ha proprietà antisettiche, antiossidanti, antiinfiammatorie, diuretiche, digestive... (fonte wikipedia)
Nel basso Piemonte viene utilizzata tantissimo, in svariate ricette, dai liquori digestivi, alle focacce, ai primi piatti, ai secondi....

Proprio per questo oggi voglio proporvi una ricetta che ho trovato su uno dei primi libri di cucina che ho avuto tra le mani. "I novesi a tavola" è una raccolta di ricette scritte in dialetto novese e con relativa traduzione, datato 1988 e redatto a cura della Società Storica del Novese.

..."aromatizzare con la salvia è sempre stato quasi d'obbligo a Novi. Non c'era orto che non offrisse questo semplice dalle virtù magnifiche. Piaceva quel tale effluvio nobile che promanava da questo suffrutice officinale..."

(pag 205 del suddetto volume)

Maiale alla salvia


Maiale alla salvia

Ingredienti (ricetta tratta dal libro e modificata da me)
filetto di maiale (circa 700-800 gr)
mezzo bicchiere di vino bianco
mezzo bicchiere di olio di oliva
una cipolla bionda
timo qualche rametto
alloro una foglia
salvia in abbondanza
chiodi di garofano al massimo cinque
sale e pepe

Procedimento

  • In una ciotola mettere a marinare la carne ben sgrassata aggiungendo: olio, cipolla affettata, vino, timo, alloro, chiodi di garofano e salvia. Lasciare macerare per almeno tre ore, muovendola di tanto intanto
  • Scolare dalla marinatura e coprire la carne con rametti di salvia, deporla in una pirofila unta con olio.
  • Cuocere in forno caldo, girandola e bagnandola con del brodo se asciugasse troppo. Io ho impiegato 20 minuti a 210°C più 8 minuti di solo grill a media potenza

  • Salare e pepare prima di servire a fette
Ho accompagnato il mio filetto con dadolata di zucchine stufate con aglio, olio e salvia secca sbriciolata. Il contorno lo potete abbinare a vostra scelta, a seconda della stagionalità.



Buon appetito

Ricetta tipica Piemontese





martedì 19 maggio 2015

Canestrelli di Ovada | Cucina Regionale Piemonte

@http://lacasadi-artu.blogspot.it/

Pic Nic? Come definireste la vostra idea di pic nic?

Nel mio immaginario di piccola bimbetta il pic nic è sempre stato un evento carico di entusiasmo ed aspettative. Da noi si usava definire "pranzo al sacco" il fatto di prepararsi un bel po' di leccornie che potessero reggere il trasporto dentro una sacca, o uno zaino, o un cesto di vimini (ma questa opzione solo se il percorso era semplice ed agevole per arrivare con tutto integro!) e che potessero essere consumate in allegria stesi su coperte a quadretti o tovaglie giganti, rigorosamente seduti a gambe incrociate.
Il mio passato nel Gr.Est. parrocchiale mi ha sicuramente aiutata ad essere una persona molto alla buona e senza pretese, una bella merenda era assicurata con  l'intramontabile pane e salame, qualche frutto ed i canestrelli di magro, detti canestrelli al vino o da fiera.

Questi canestrelli sono un must nel basso Piemonte, forse qualcuno di voi ricorderà alle fiere di paese una piccola bancarella improvvisata con due ceste appoggiate su due seggioline in legno, le ceste erano coperte da un telo bianco e appese con due bastoncini facevano bella mostra delle "collane" fatte con spago e i bellissimi canestrelli dorati facevano da "perline". Il mio godurioso piacere, dopo averle acquistate, era infilarmele dalla testa e annusare la mia collana di canestrelli!
Purtroppo il tempo è passato, le tradizioni scompaiono e le nuove leggi sull'igiene non approvano questo tipo di vendita ambulante....

Ma dopo tutte queste chiacchiere forse avete già capito che oggi con il gruppo Cucina e territorio di casa nostra propone i migliori e tradizionali

Dolci da pic nic


Cucina della Lombardia: Cucina Lodigiana "La Bertuldina"
Cucina del Friuli Venezia Giulia: Buzolai di blade
Cucina del Piemonte: Canestrelli di Ovada (qui da me)
Cucina della Toscana : Schiacciata fiorentina
Cucina del Lazio:  bocconotti di ricotta
Cucina della Campania :crostata di marmellata
Cucina della Puglia: Taralli con lo zucchero
Cucina della Calabria: Cuddureddi calabresi con pasta madre

Ricetta Piemontese: Canestrelli di Ovada


Allora ecco a voi la vera ricetta dei

Canestrelli di Ovada
(ricetta tratta da "La cucina piemontese in 1000 ricette tradizionali" - Prov. di Alessandria)

Ingredienti
500 gr di farina 00 (io ho usato kamut mista a multicereali)
2 bicchieri di vino bianco (consigliato il Gavi *)
1/2 bicchiere di olio di oliva
200 gr zucchero
una bustina di lievito per dolci (io uso biovegan o baule volante)
1 pizzico di sale

procedimento

  • in una spianatoia o in una ampia ciotola impastare la farina setacciata, con l'olio, il vino e il sale.
  • Aggiungere lievito e zucchero e lavorare fino ad ottenere un panetto di impasto liscio
  • Tagliare dei pezzetti di impasto (dimensione di una noce) (1) e tirare un bastoncino (2) e chiuderlo ad anello (3)
(1)

(2)


(3)

  • Disporre sulla teglia e cuocere in forno caldo statico a 200°C fino a che saranno dorati. Ci vorranno circa 13-15 minuti.
  • lasciare raffreddare e conservare in scatole di latta


Questo canestrello si conserva a lungo, è molto sodo e croccante, adatto all'inzuppo, magari in un buon bicchiere di vino!
Essendo  privo di grassi animali e uova è da considerarsi totalmente vegan.


(*) Il Gavi è un vino prodotto in un'area di alcuni comuni in provincia di Alessandria, vinificato con uve cortese 100% in purezza presenta un colore paglierino più o meno carico, il profumo è delicato e sapore asciutto.


Ricetta tipica del Piemonte

mercoledì 19 novembre 2014

Vino bollito - Véin brulé | Cucina Piemontese

@http://lacasadi-artu.blogspot.it/



Cucina e territorio di casa nostra 

presenta

Castagne e vino









Cucina del Piemonte .... oggi cuciniamo con il VINO

Vino bollito detto "véin brulé"(nel dialetto novese, provincia di Alessandria) è una preparazione tipica del periodo freddo soprattutto nelle campagne e nelle zone di alta collina. La diffusione della ricetta in rete è talmente alta che quasi non volevo nemmeno condividerla. Ma basta digitare in un motore di ricerca vin brule - Piemonte che troverete circa 43000 links che non sono bazzeccole! sicuramente la ricetta non è una e sola, ma varia di famiglia in famiglia e di zona in zona.

Oggi vi racconterò della mia versione che prende spunto da un libro dialettale che adoro "I novesi a tavola" e nel quale si trovano spesso spunti per sorridere un pochino:

"quando i dottori erano pochi e i medicinali quasi una rarità era in uso la ricetta del vicino e dell'amico.....(infusi, impiastri, ...) - e qui l'autore dice - ...a casa mia, essendo tutti di buon bicchiere, si curavano le malattie con il vino cotto e, sinceramente, esclusi i casi di fratture, si ottenevano discreti miglioramenti"

Vino bollito

  • In una pentola di coccio versare un litro di vino rosso (dolcetto - nebbiolo).
  • Aggiungere pezzetti di cannella, chiodi di garofano, buccia di limone.
  • Coprire con carta straccia e far bollire pochi minuti
  • Appena noterete che la carta sarà inumidita fare un foro al centro e accendere il fuoco (questa operazione serve per annullare la formazione di alcol etilico che si è formato in ebollizione, come consiglia l'autore!)
  • Servire in tazze calde
consiglio

Se potete non acquistate i vini brulé già pronti solo da riscaldare, nè tantomeno i preparati di spezie. Spesso sono prodotti con vinelli di bassa qualità, il cui gusto viene coperto da quello di spezie e zucchero. Ci vuole davvero poco per prepararlo in casa. Si conserva in frigo anche un paio di giorni, basta scaldarlo prima di consumarlo. Ma ricordatevi di riporlo dopo averlo filtrato ed aver eliminato spezie e scorze altrimenti rimane troppo carico e forte di aroma.

A piacere potete aggiungere noce moscata, pepe, zenzero, scorza di arancia, tocchetti di mela e pera e zucchero. 

Vein brulé 


Il Dolcetto è un vitigno (da cui prende il nome anche il vino) tipicamente diffuso in terra Piemontese. Il vino è ottenuto in purezza con uve dolcetto al 100%, il suo colore rosso rubino, profumo vinoso, morbido e armonico,
A seconda della zona di produzione troviamo:
Dolcetto d'Acqui
Dolcetto d'Alba
Dolcetto d'Asti
Dolcetto delle Langhe
Dolcetto di Diano d'Alba  
Dolcetto di Dogliani

Il Superiore viene invecchiato dai 10 ai 14 mesi.

Il Nebbiolo è un vitigno a bacca nera diffuso in Piemonte soprattutto per la preparazione di vini da invecchiamento. Il nome pare provenga dal fatto che spesso la sua vendemmia è tardiva quando proprio iniziano a salire le prime nebbie. O alcuni riferiscono che l'acino ricoperto da molta pruina le conferisca questo aspetto nebbioso opaco.
Viene vinificato spesso in purezza grazie alle sue caratteristiche organolettiche che lo rendono  stabile sia come aromi che come colore. Note fruttate, e di spezie sono la sua caratteristica principale. Da questi ricchi grappoli nascono i famosi Barolo e Barbaresco.


vino bollito - ricetta piemontese


Dal punto di vista culinario il Vin Brulé è una preparazione di vino rosso, (zucchero), spezie, diffusissima anche nei paesi europei del nord, e in quasi tutta l'Italia del nord. E' davvero immancabile nei mercatini di Natale e nella zona del Piemonte è diffuso nelle feste di paese nel periodo che va dall'Avvento al Carnevale. Dal punto di vista conviviale spesso si trovano a condividere un bicchiere di vin brulé (magari preparato dalle associazioni degli alpini, maestri nella preparazione), sui sagrati delle chiese, appena terminata la messa, sia uomini che donne, fedeli e non. 


ricetta e tradizioni del Piemonte

venerdì 19 settembre 2014

Torta di frutta | Cucina Piemontese



Settembre: mese bellissimo, mese dedicato alla  ripresa delle comuni attività sia scolastiche che lavorative, tempo di bilanci e di progetti, e stagione stupenda per gli acquisti. Le spese per il nuovo guardaroba per il piccolo di casa e le compere per la dispensa e per le nuove ricette autunnali che troverete nel mio blog sono nel pieno del fermento.


Settembre: mese speciale per chi, come me, ama il vino, la vendemmia sta partendo con tutto quello che porterà nei prossimi mesi. Profumi di fermentazione di mosto, preparazione di vino nuovo e grande convivialità.



Io e il gruppo di amiche con cui condivido la passione per la buona tavola, le ricette della tradizione e le caratteristiche che differenziano ed uniscono il nostro splendido territorio abbiamo scelto un ingrediente che è davvero versatilissimo in cucina.



Parliamo di

Fichi


In Piemonte come ho più volte ricordato le colture di frutta e verdura sono un vero e proprio patrimonio. nello specifico il fico si trova un pochino in tutto il territorio, pianta semplice ed altamente invasiva ci dona frutti dolci e golosi con i quali possiamo ottenere composte, confetture, creare dolci profumati.


ricetta del Piemonte


Dal punto di vista botanico su internet troverete tutte le informazioni riguardo la pianta, la coltivazione ed altre eventuali nozioni.


Troverete invece da noi spunti, idee e ricette:

Cucina del Friuli Venezia Giulia: Persùt cui fics (prosciutto coi fichi) da Stefania di Nuvole di farina
Cucina della Lombardia: Torta di Fichi Neri da Carla di Le delizie della mia cucina
Cucina della Toscana: Marmellata di Fichi da Ilenia di Senti che profumino
Cucina del Piemonte: Torta di frutta qui da me
Cucina del Lazio: Pizza, prosciutto e fichi da Silvia di Acqua e farina - Sississima
Cucina della Calabria: Miele di fichi  da Giovanna di Pasta e non solo
Cucina della Campania: Bustine con marmellata di fichi da Paola di Cioccolato amaro



Passiamo alla ricetta...

Torta di frutta
(ricetta tratta da "La cucina piemontese" di A. Molinari Pradelli)

Ingredienti

1 kg di frutta mista (mele, pere, pesche, albicocche, fichi)
160 g di burro di motagna
160 g di farina bianca 00
160 g di zucchero bianco
2 uova + 1 tuorlo
un pizzico di sale
una bustina di lievito per torte dolci

burro per la teglia o carta forno





Preparazione tradizionale

  1. Amalgamare zucchero e burro fino a renderli spumosi
  2. Aggiungere farina, uova, lievito e il pizzico di sale rendendo il composto omogeneo
  3. Pulire la frutta e tagliarla pezzetti piccoli
  4. Unire la frutta all'impasto e versare nella teglia imburrata
  5. Cuocere in forno caldo a 180°C per 35-40 minuti fino a doratura
Preparazione con bimby
  1. Versare nel boccale lo zucchero e il burro 20 sec. vel 5
  2. Aggiungere farina, uova, lievito e sale 20 sec. vel 5
  3. Versare delicatamente la frutta a tocchetti e spatolare per un minuto a vel 1-2
  4. Versare nella teglia imburrata
  5. Cuocere in forno caldo a 180°C per 35-40 minuti
torta di frutta (fichi) Piemotese


La torta può essere servita sia tiepida che fredda. A piacere cospargere la superficie di zucchero a velo.



Il sommelier consiglia: 

Brachetto d'Acqui, vino dal color rosso rubino, profumato, delicato, dolce e morbido.
E' prodotto con uve brachetto al 100% in determinati comuni della provincia di Asti e di Alessandria, il cui comune di produzione più famoso è proprio Acqui Terme.
Va consumato giovane, non adatto all'invecchiamento.
Perfetto con i dolci a base di frutta fresca, o dolci da forno con frutta secca (mandorle o nocciole)

Piemonte: cucina e territorio



lunedì 19 maggio 2014

Frittata rognosa o frità rognosa: Cucina Piemontese

Frittata rognosa: provate a cercare sul vostro motore di ricerca queste due parole, vi stupirà il numero di link ad esse associato, per non parlare del numero di immagini che vi lasceranno direttamente con la lingua a penzoloni a sognare ad occhi aperti.

La frittata rognosa è una preparazione tipica piemontese, ma ampiamente diffusa anche nelle regioni limitrofe, in comune sono solo due gli ingredienti principali: le uova e  i salumi (o salsiccia). Spesso viene proposta nei pranzi e durante le feste pasquali, proprio nel periodo in cui la produzione di uova nelle campagne riprende un buon ritmo, e si devono anche smaltire gli avanzi di salumi.
La versione con salame della duja è principalmente diffusa nella zona del Novarese.

Chiaramente le versioni che troverete in rete sono innumerevoli, ogni ricetta differisce per piccole varianti, aggiunte o modifiche. Ormai il burro per rosolare e friggere tale frittata viene di solito sostituito con l'olio, ma come sappiamo gli alpeggi e le campagne piemontesi offrono latte e burro e qui a Camelot l'abbiamo realizzata come una volta!


Per rendervi conto di quanto due banali ingredienti possono unire le varie regioni d'Italia noi vi proponiamo ben quattro ricette. Da oggi con noi ospitiamo la cara Giovanna di Pasta e non solo dalla splendida Calabria.

PIEMONTE: Frità rognosa - Frittata rognosa (due versioni) -->qui da me




Frittata rognosa o frità rognosa
(tratta e liberamente modificata dal libro "Arsetari dla cusin-a piemonteisa")

Ingredienti per due persone

una manciata di cubetti di salame cotto o salame crudo o salame della duja (*)
2 uova intere
1 albume
3 cucchiai di formaggio grattugiato
burro 
sale 
pepe 
noce moscata

Procedimento

Far rosolare nel burro il salame, una o anche più qualità.
Sbattere bene le uova, l'albume, formaggio, sale, pepe e noce moscata.
Aggiungere il composto nella padella e cuocere bene da entrambi i lati

frittata rognosa

Frittata rognosa, versione verde
Ingredienti

una manciata abbondante di erbe di stagione (biete, spinaci, ...) - io ho usato le foglie dei ravanelli
una manciata di cubetti di salame (cotto, crudo o della duja)
prezzemolo e aglio
2 uova
1 albume
2 cucchiai formaggio grattugiato
sale
burro

Procedimento

Fare sbollentare le erbe e tritarle finemente
Tritare il prezzemolo con l' aglio.
Sbattere le uova con il formaggio, il sale ed aggiungere le erbe, il prezzemolo e il salame.
Fare cuocere in padella calda da entrambi i lati.

frittata rognosa - versione verde


(*)prodotto agroalimentare piemontese, si tratta di un salume che viene fatto maturare in contenitori di terracotta (duja) immerso nello strutto fuso. 


Il sommelier consiglia: Dolcetto di Dogliani

Ricetta dal Piemonte
Un grazie speciale al maritino che ha realizzato il magnifico tagliere (ne avevate già visti altri su fb) con il legno delle botti da cantina del nonno!