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venerdì 22 aprile 2016

Cucina Piemontese: Agnolotti Piemontesi


Troppo, troppo tempo dal mio ultimo post qui nel blog. 
Mi sento davvero in dovere di ringraziare i lettori che passando di qui hanno sempre lasciato un segno, una parola o un saluto.
Soprattutto mi sento in dovere assoluto di riconoscenza e ringrazio immensamente le ragazze e blogger del gruppo di 


A questo punto mi sono decisa di ripostare in toto una vecchissima ricetta presente nel mio blog.
Qualcuno se la ricorderà (foto comprese),qualcuno magari se la era persa....

Comunque sia, ci riprovo, vediamo se riesco.....

RIPARTO DA QUI....

PASTA RIPIENA


La pasta ripiena piemontese per eccellenza!

Gli agnolotti piemontesi

Gli agnolotti sono una specialità di pasta ripiena piemontese, particolarmente diffusa tra Monferrato, Astigiano e Alessandrino, anche se in realtà si trovano su tutto il territorio regionale e sconfinano fino alla provincia Pavese, ma con differenze relative al ripieno. 
Come si legge su wikipedia, pare che il nome derivasse dall'invenzione di  un noto cuoco di nome Angiolino, detto Angelot e in seguito la sua specialità fu chiamata Agnolotto.
Le caratteristiche sono la forma quadrata, la sfoglia all'uovo, il ripieno di carne arrosto trattenuto appunto tra le due sfoglie.
Una menzione va ai famosi Agnolotti del Plin, tipici del Monferrato dalla forma più rettangolare che vengono chiusi appunto con un pizzicotto (detto plin).
Addirittura questa specialità è riconosciuta Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano, e tutelati da un disciplinare. Sono ammessi questi condimenti
*sugo di carne arrosto
*burro, salvia e grana
*ragù di carne
*in brodo
Per quanto riguarda il ripieno, considerando la nostra tradizione piemontese tipica contadina, esso veniva fatto con avanzi di arrosto, pochissime verdure ed altri ingredienti a disposizione. Anceh il sugo per il condimento, spesso ottenuto non solo da carne avanzata, ma anche dal sughetto di cottura dell'arrosto suddetto, sempre per evitare ogni spreco. (e qui forse la vicinanza della Liguria ci ha insegnato qualcosa vero??)


Agnolotti piemontesi (la ricetta di famiglia tramandata dalla nonna a mia mamma)

Ingredienti per 10 tabelle da 36 ravioli cadauna

Per la pasta
1 kg di farina
6 uova bio
acqua tiepida

Impastare a mano farina, uova e acqua. Tirare la sfoglia con la Imperia o se preferite a mano.

Per il ripieno
600 gr di carne da arrosto
100 gr prosciutto cotto
100 gr mortadella
100 gr salsiccia
3 uova
grana
prezzemolo e aglio tritati
maggiorana 2 rametti
(a piacere si può aggiungere della scarola bollita)

Far cuocere la carne arrosto a pezzetti, verso metà cottura aggiungere la salsiccia. Far raffreddare.
Il trito con gli affettati va passato nel macinacarne a mano, prima con la trafila a grana grossa, poi con quella fine. Amalgamare con il resto degli ingredienti, per ottenere una farcia più morbida si può aggiungere il sugo di cottura dell'arrosto.

A questo punto procedere con la realizzazione degli agnolotti, una sfoglia sotto, il ripieno ed una sopra.
Si può usare sia lo stampo per agnolotti Raviolamp sia la classica rotella tagliapasta, a questo punto saranno ancor più preziosi essendo tagliati manualmente.

con la rotella classici
Con stampo raviolamp



A casa mia quando si preparano gli agnolotti è una giornata di gran lavoro....e tutti collaborano!
Noi li congeliamo e li utilizziamo al bisogno...sono irresistibili!

A questo punto scegliete voi il vostro condimento preferito...

Agnolotti piemontesi con burro e salvia

Io vi propongo la maniera in cui venivano assaporati dalla mia dolce nonnina (che ormai non c'è più dal lontano 1984) ed è a lei che io (e la mia mamma) dedichiamo questo post!

Gli agnolotti nel vino
Visto che in molti di voi mi hanno chiesto spiegazioni sull'ultima foto ed il metodo di degustazione
I ravioli caldi ed appena scolati dopo la cottura in acqua salata, vanno posizionati in una "coppetta" o tazza da colazione (di quelle senza manico, ma io non l'avevo!!!) e sopra vi si versa del buon vino rosso a temperatura ambiente. Si gusta col il cucchiaio, prelevando un agnolotto e un pò di vino...

****
Le mani nelle foto sono quelle della mia mamma!!!



Stefania: Friuli Venezia Giulia Idrijski Zliklofi (la cucina di Stefania è in allestimento!)
Artù: Piemonte - Agnolotti Piemontesi (qui da me)
Sonia: Liguria Pansoti con tocco di carne
Ilenia: Toscana - I tortelli di patate
Silvia: Lazio - I cannelloni 
Paola: Campania - Cannellone alla napoletana
Nadina: Basilicata - Ravioli alla potentina
Alessandra: Puglia - Calzoni dolci di ricotta al sugo
Giovanna: Calabria Pasta china (aspettiamo Giovanna con tanto affetto)
Rita: Sardegna - Coccoi prena 



giovedì 5 dicembre 2013

Maccheroni quadri con ragù saporito | Pastamatic

@http://lacasadi-artu.blogspot.it/

Buongiorno a tutti!

Oggi dedico questo post alla cara S(tefania) delle mitiche MYCS di cui faccio parte.
Non volevo perdermi il suo contest, ultimamente non partecipo mai a questi "eventi", ma questo appuntamento meritava molto,  soprattutto perché impostato in modo originale sia per le regole che in realtà non obbligavano a nessuna preparazione nello specifico, sia per l'argomento carino e sicuramente  nuovo!!

I love me, my blog e food



direi che questo titolo è la sintesi della passione di ogni foodblogger.

Si parte da se stessi...
Io, alias Artù, vengo da una famiglia semplice e di campagna. Il massimo rispetto viene portato nei confronti del cibo, non si spreca, non si butta niente e ci si arrangia con quello che la stagione offre. Il mio cammino nel mondo del cibo (inteso come passione) nasce nell'infanzia, quando facevo le pappe per le bambole, o le mitiche preparazioni di terra ed acqua giocando con le amichette. Da ragazza  sono entrata in punta di piedi nel mondo della ristorazione facendo la cameriera stagionale, in modo da potermi guadagnare qualcosa e poter comunque frequentare l'università. Ho avuto la fortuna di appassionarmi alla qualità dell'ingrediente, alla sua valorizzazione. Un altro decennio dopo, sposandomi, sono diventata padrona della mia cucina, luogo a me carissimo, l'ho voluta ed amata così, in legno con tanti elettrodomestici tecnologici pronti ad aiutarmi.
E sono iniziati gli esperimenti....che continuano tuttora!



Questi sono i miei occhi


Il mio blog
La passione tecnologica associata al mondo del cibo è iniziata nel 2008, iscrivendomi a due noti forum di cucina. In uno di quelli ho avuto modo di conoscere diverse amiche virtuali, alcune di queste si sono trasformate in amicizie reali tuttora vive e vivaci (Silvia e Claudia ne sono l'esempio!); con altre amiche abbiamo condiviso oltre alle ricette anche tanti altri sentimenti, spostandoci ancora in un altro spazio web tutto nostro (Lucia, Antonella, Daniela,...) e da lì la voglia di condividere ha preso piede, ho iniziato proprio in quel forum a pubblicare ricette e foto.
Un paio di anni fa, a causa della crisi economica, le mie ore lavorative sono state ridotte ad un part time, e avendo più tempo a disposizione ho pensato di aprirmi uno spazio personale. Le mie ridottissime capacità informatiche mi stanno accompagnando tuttora, ma il blog sopravvive, è discretamente seguito e cosa ben importante mi ha permesso di conoscere persone in tutto il mondo.
Principalmente sono appassionata di profumi, di erbe aromatiche e spezie. Cerco di non farmi mancare mai prodotti biologici e di qualità. Amo il mondo del vino e per questo quando riesco associo anche un buon abbinamento. Nel mio blog si trovano ricette do ogni genere: regionali e del territorio, fusion, vegan. Pochi dolci e poca pasticceria....non sono portata per le regole e la pasticceria si sa....non si inventa!
Per ora ho rallentato un pochino, ma prometto di riprendere con più costanza a pubblicare ricette e pensieri.


Food=Cibo
Un connubio che lega la mia personalità ad un piatto è sicuramente dato dall'unione di ingredienti buoni, assemblati con passione e la magia dei miei aiutanti di cucina. Più volte ho parlato della mia passione per il Bimby, ma non nego di adorare tremendamente la Pastamatic (originale anni 80) che ho ricevuto da mia suocera. La macchina per trafilare la pasta ha conquistato me e mio marito, appena si può con mezzo chilo di farina e un pochino di acqua creiamo la magia....vedere la pasta spuntare dalle trafile di bronzo mi emoziona sempre. La pasta e i primi piatti sono sicuramente le mie portate preferite, posso associare farine differenti e combinare incontri insoliti con sughi intriganti....ed ogni volta è una sorpresa.


Maccheroni quadri con ragù saporito

Ingredienti per la pasta
500 gr di farina di semola
acqua tiepida (tra livello 2 e 3 del misurino in dotazione)

Procedimento
Versare nel boccale farina ed acqua, impastare per 5 minuti fino a che si otterrà un impasto "sbriciolato" non troppo farinoso. A questo punto aprire la serrandina ed iniziare a trafilare. Io oggi ho preparato i maccheroni quadri



Ingredienti per il ragù saporito
(quantità, tempi e procedimento come da ricetta libro base bimby tm21 - ingredienti scelti e variati da me)

300 gr di carne mista bovino-suino
50 gr di pancetta artigianale stagionata
sedano
carota
cipolla rossa
5 bacche essicate di mirto di Sardegna
3 foglioline essicate di mirto di Sardegna
40 gr di olio
50 gr di cabernet veneto
500 gr di pomodori (se in stagione) o salsa di pomodoro homemade
sale q.b.

Procedimento
Tritare verdure e pancetta (10 sec vel 4)
Aggiungere olio (3 min vel 1 a 100°C)
Aggiungere la carne e il mirto (sia bacche che foglie) (10 min. vel 1 a 100°C)
Sfumare con il cabernet.
Aggiungere i pomodori a pezzi (o pelati, o passata) e sale se necessario (20 min. vel 1 a 100°C)


Cuocere la pasta fresca in abbondante acqua salata e condire con il ragù caldo.




Se non avete la pastamatic, potete usare la pasta secca classica oppure fare delle tagliatelle casalinghe.
Se non avete il bimby, la stessa ricetta si può realizzare in pentola, magari di coccio, sarebbe perfetta!



venerdì 20 settembre 2013

Tajarin con sugo di fegatini | Cucina Piemontese

@http://lacasadi-artu.blogspot.it/

Finalmente l'Italia nel piatto è tornata sui vostri schermi con una carrellata di idee che vi piaceranno sicuramente.....Uno dei piatti cardine della nostra penisola, da nord a sud è...

La pasta fresca

Concordate con me che questo sarà un giro fantastico???

I tajarin

Le tagliatelle o tagliolini o tajarin, come li chiamiano in dialetto piemontese, sono in realtà un tipo di pasta fresca che è presente in diverse regioni del nord Italia, ma in questa preparazione variano le proporzioni di farina e uova, l'aggiunta o meno di acqua nell'impasto, lo spessore della sfoglia, la larghezza del taglio. Ed inoltre è fondamentale anche la diversità nei condimenti.

Le tagliatelle in Piemonte sono un must, l'impasto va tirato sottilissimo, viene tagliato a mano, e la proporzione NON modificabile è di un etto di farina e un uovo a testa! Va aggiunto solo un pizzico di sale e un cucchiaio di olio per rendere la pasta liscia e ben lavorabile.

Al giorno d'oggi ormai, ci si affida alla macchina della pasta per ottenere le lunghe sfoglie sottili. Le sfoglie si infarinano, si stendono su una tovaglia o un asse di legno da impastare, si lasciano asciugare un poco, vanno arrotolate e poi si tagliano fini fini.
La cottura della pasta fresca va sempre effettuata in acqua abbondante, il tempo di cottura è veramente breve, difficile da determinare in minuti esatti, varia molto, in base agli spessori della sfoglia!

Il sugo: (tratto da "la cucina piemontese" di Laura Brezzi Caponetti)

I sughi per i condimenti dei tajarin piemontesi sono vari, e molto diversi

  • sugo di fegatini
  • sugo all'albese 
  • sugo al sangue di maiale
  • sugo alla biellese
  • sugo alla piemontese
  • sugo al sanguinaccio
Come notate, molti di questi sughi rappresentano il mondo contadino in maniera molto stretta: l'uso di interiora di maiale o di altri animali da cortile, del sanguinaccio, del burro o dei tartufi...

Per mia tranquillità e gusto personale il massimo che mi sono potuta permettere di mettere in pentola è stato il primo sugo, visto che ero partita col tartufo, ma a causa del tempo strano che ha accompagnato l'estate del prezioso tubero non vi è affatto traccia!!

Ingredienti x 4 persone

2 nidi di tajarin finissimi 



tre o quattro fegatini di pollo 
300 gr carne trita per sugo 
1 cipolla biologica tritata
rosmarino tritato
3-4 pomodori pelati o 2 pomodori freschi
3  cucchiai di olio oliva
una noce di burro 
brodo q.b. 

Procedimento
  • Far dorare la cipolla e il rosmarino tritati finemente in olio e burro
  • Aggiungere i fegatini tritati finissimi, la carne e rosolare bene, aggiungendo qualche cucchiaio di brodo
  • Aggiungere i pomodori e continuare la cottura per almeno 45 minuti.
  • Nel frattempo cuocere la pasta e condire con il sugo ottenuto


Il sommelier consiglia:
Un buon bicchiere di Croatina dei Colli Tortonesi, vino prodotto da uve croatina, con aggiunta minima di altre uve rosse della zona. Il sapore è secco, profumo intenso e vinoso, talvolta si trova anche nella versione vivace. E' un vino alla portata di tutti, poco costoso e che fa simpatia. Mi sembra in linea con il piatto della cucina tipica piemontese di un tempo. 

****

Purtroppo la nostra compagna di viaggio della Campania: Tina di Le ricette di Tina non ci farà più compagnia in questa rubrica ma potrete continuare a seguirla nel suo blog. Buon proseguimento amica!!

Al suo posto è arrivato un nuovo chef, blogger (uomo!!) a cui diamo il benvenuto e auguriamo buon lavoro!


Ricetta tipica piemontese




Vi ricordiamo il nostro gioco

Rifate una delle 20 ricette di oggi
e potrete essere nostre guest il mese successivo

Tutte le info sulla pagina facebook

Ecco a voi le altre ricette:





martedì 15 gennaio 2013

Fregola grossa risottata con cotechino ed arancia: per un MYCS primo piatto

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E' martedì e l'appuntamento è fissato qui al nostro MYCS Temporary Restaurant (come lo ha definito la nostra cara Carla. Siamo davvero onorate del successo ottenuto con la nostra prima uscita con gli Antipasti e vi consiglio di farvi un giro a leggere le nostre proposte, nel caso vi foste persi la puntata precedente.

Oggi partiamo con i piatti forti, sempre con l'ingrediente magico che farà da unione nelle nostre cucine.
Le arance che abbiamo acquistato presso la mitica Tenuta Bio Gambino che si trova a Ribera (AG) sono certificate bio, come tutti i lori prodotti sono acquistabili direttamente online, non perdete tempo, se volete mangiare un prodotto eccellente fate subito l'ordine.

Primi Piatti

M: Fregola grossa risottata con cotechino ed arancia (qui da me)


Passo subito alla ricetta, ricordandovi che cos'è la Fregola o fregula sarda. Si tratta di un tipo di pasta molto diffusa nella bellissima sardegna, vagamente assomiglia al cous cous, ed è una vera e propria pasta di semola che si ottiene per rotolamento dentro un contenitore di coccio e poi viene essicata in forno. Si trova in commercio di varie dimensioni, quella che ho usato oggi per voi è la varietà grossa, che trovo simpatica nella versione risottata (o stufata).

Ingredienti per due persone

180 gr di fregola grossa
mezza cipolla bionda bio
brodo di dado di carne (io uso quello fatto con il bimby)
qualche fetta di cotechino (riciclo o avanzo di cucina)
pepe nero


Procedimento

Tagliare la cipolla a cubetti anche irregolari. Preparare e tenere da parte la scorza dell'arancia con il riga-agrumi, e spremerne il succo. Tagliare le fette di cotechino a cubetti e preparare anche qualche decorazione (io ho preparato dei mini cuoricini)
Versare nella wok l'olio evo e la cipolla e farla rosolare leggermente, aggiungere la fregola e il brodo e cuocere per circa 10 minuti. Se necessario aggiungere brodo, man mano che asciuga.
A questo punto aggiungere il succo dell'arancia, il cotechino e cuocere ancora 2 minuti.

Servire su un piatto con fette di arancia fresca, decorando con la scorza profumata e i cuoricini di cotechino.
Spolverare con pepe nero.



Il mix creato è davvero incredibile, profumato, ricco di gusto e simpatico. L'arancia sgrassa benissimo la nota "ricca" del cotechino e vi troverete in bocca un insieme di deliziose consistenze. 


Il sommelier consiglia: un azzardato abbinamento con un Lambrusco di Sorbara, più che altro per la presenza del cotechino, ma mi raccomando quando è presente la frutta, soprattutto fresca, o gli agrumi ricordatevi che il vino è davvero sconsigliato. Il rischio di percepire note aromatiche distorte non vi farebbe apprezzare in pieno la pietanza.

A presto con il MYCS Restaurant ...vi aspettiamo martedì prossimo con i secondi piatti!!


Un grazie speciale alla mia dolcissima cugina Daniela e alla sua simpaticissima ed allegra famiglia, fornitori esclusici dell'ingrediente protagonista della mia ricetta! grazie come sempre dei vostri doni così
preziosi e speciali!!!!

***Aggiornamento***
Ringrazio AnnaMaria di "Solo cose buone" per avermi assegnato il premio Sunshine Award (troverete le regole e le mie risposte cliccando sul link)


venerdì 28 dicembre 2012

Pasta gratinata con sugo di salamella

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Passato il Natale. Finalmente.

Non ho molto da raccontarvi. Passo subito alla ricetta, giusto per non lasciare in stato di abbandono il mio blog a cui tengo molto, ma purtroppo vi confesso che questo spazio risente molto degli sbalzi di umore e di impegni della mia vita. E poichè questo non è proprio il periodo migliore che io abbia vissuto, in un momento di rabbia mi sono fatta un carico di colesterolo che compensa tutte le precedenti ricette light pubblicate nell'ultimo mese!

Ingredienti

2 brick di passata di pomodoro Pomì da 200 gr
2 spicchi di aglio rosa
olio evo saporito
1 salamella fresca
mix di spezie greche gyros souvlaki (origano cumino pepe nero paprika cipolla in polvere sale) (**)

formaggio grana
4 fettine Inalpi

250 gr di pasta a scelta meglio se concave per raccogliere bene il sugo

Procedimento

Far dorare gli spicchi di aglio nell'olio evo, aggiungere la salamella sbriciolata (dopo aver tolto la pelle).
Aggiungere la passata di pomodoro e cuocere per almeno 30-40 minuti a fuoco lento.
Profumare con un bel cucchiaio di mix di spezie greche e valutare se aggiustare di sale. (io non ne ho aggiunto perchè era già molto saporito!)

Cuocere la pasta in acqua salata e scolare bene.

In una teglia da forno versare sul fondo un filo di olio, la pasta e condire con il sugo di salamella. Spezzare le fettine e distribuirle bene sulla superficie, coprire bene con grana a scaglie (io ho usato una bella grattugia comprata all'ikea che va alla grande!) e una spolverata di spezie.


Cuocere per circa 10-15 minuti in forno caldo finchè non sarà sciolto il formaggio e gratinata la pasta.


ehm...scusate se la foto della pasta già cotta risulta poco presentabile, sono riuscita a fotografarne solo l'ultimo angolino rimasto nella teglia!


(**) souvenir delle vacanze della mia super cugina Fazia. A breve altre ricette con i suoi preziosi e apprezzatissimi doni ....

lunedì 10 dicembre 2012

Panata di Natale: Cucina Regionale Piemontese

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Il mese di Dicembre è sicuramente un mese intensissimo in molti blog di ricette e di cucina, da almeno 10 giorni si iniziano a vedere post dedicati a biscottini speziati, panettone, pandoro, torte decorate a tema, cupcakes meravigliosi e tanti altri sfizi.

Con il gruppo della raccolta di Cucina Regionale capitanate da Babi e Renata abbiamo deciso di proporre oggi nelle varie cucine un argomento che vi piacerà di sicuro

Idee salate per le feste

PIEMONTE: qui da me 


La tradizione Piemontese riporta nelle festività numerosi piatti che vi ho già presentato in occasioni diverse con le uscite della raccolta delle ricette dell'Italia che cucina. Basta scorrere il mio tag nelle etichette "Cucina Regionale Piemontese" e troverete un sacco di idee. Inoltre nella tavola delle feste di Natale sono presenti anche diversi piatti la cui origine non è solamente piemontese o comunque non è certa e sicura la maternità di tale origine....Sfogliando i miei libri (vi ricordo che ormai siamo già a quota cinque volumi di sole ricette regionali piemontesi!!!) ho scovato una ricettina dei tempi passati davvero interessante, della quale non avevo più ricordi, ma che sicuramente vi piacerà!

Panata di Natale 
(tratto dal libro-ricettario "I novesi a tavola")

in dialetto novese (provincia di Alessandria)

séinque cugè id pan gratà e brustulì - in ètu id sausisa - frumògiu gratà - mès litru id brodu id capon

Fai brustulì è pan gratà in t-ina teréinna, féinna c-u n-òbia pià im bel curù.
Fai scadò bain è brodu e sunsaighe di tuchèti id sausisa sainsa pèle e è pan brustulì.
Finì id fò buje e servì bèl còdu ncu na brancò id frumògiu.

in italiano

cinque cucchiai di pane grattugiato e tostato - 100 gr di salsiccia - formaggio grana grattugiato - mezzo litro di brodo di cappone (pepe nero Tec Al)

Fare tostare il pane grattugiato in una terrina (possibilmente di terra cotta) finchè non abbia preso un colore dorato.
Far scaldare bene il brodo di cappone ed aggiungervi i pezzetti di salsiccia (senza pelle) e il pane tostato.
Riportare ad ebollizione e servire ben caldo con una abbondante manciata di formaggio grana.
Io ho aggiunto anche del pepe nero Tec Al.

Questa ricetta è una elaborazione del più conosciuto pan cotto, piatto semplice delle campagne, il fatto di usare del brodo di cappone e l'aggiunta della salsiccia lo rende un piatto da festa!

Panata di Natale

un caldo e confortevole primo piatto di Natale

Come sempre spero che la ricetta sia di vostro gradimento e vi ricordo che il prossimo appuntamento sarà venerdì 21 dicembre....

L'Italia che cucina vi aspetta...


lunedì 3 dicembre 2012

Risotto al Refosco dal Peduncolo Rosso e salamino fresco

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Il week end è appena trascorso, il primo fine settimana del mese di Dicembre è sfuggito tra le mie mani, lavorando il sabato in effetti è sempre troppo corto il mio fine settimana. Basta giusto mettersi all'opera per cercare di svolgere qualche lavoretto di casa, e puf...siamo già alla domenica sera.

Diverse volte vi ho svelato che uno dei piatti della domenica che amo maggiormente è il risotto. Ed ecco a voi una variante davvero profumata e gustosa.

Ingredienti per due persone

200 gr di riso biologico
1 bicchiere di Refosco dal Peduncolo Rosso
1 salamino fresco di suino
3 scalogni biologici
1 cucchiaio di rosmarino foglie contuse Tec Al
olio evo saporito
2 sottilette Le Fettine Inalpi

Brodo di dado bimby

Procedimento

Come sempre adoro usare la mia wok per la cottura del risotto. Tagliare anche in modo grossolano lo scalogno e farlo dorare in olio evo. Far tostare subito il riso ed aggiungere il vino e lasciar evaporare un poco.
Continuare la cottura con il brodo di dado bimby, dopo aver aggiunto il salamino sbriciolato e le foglie di rosmarino Tec Al.

Al termine della cottura mantecare con le fettine Inalpi.
Servire caldo accompagnato da un bicchiere di buon Refosco.

Il Refosco è un vino molto piacevole. Il vitigno, che ha lo stesso nome del vino da esso prodotto, è autoctono e tipico del Friuli Venezia Giulia, viene anche in parte coltivato in alcune zone del Veneto e dell'Istria. Esso viene chiamato così perchè all'avvicinarsi del periodo della vendemmia il peduncolo che trattiene l'acino al grappolo cambia colore diventando appunto rossastro. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, profumo fruttato e intenso. Come sempre i vini li acquisto presso l'azienda vinicola  Capo di Vigna di Motta di Livenza.

Che ve ne pare??

Risotto al refosco e salamino
Prima di servire potete cospargere con qualche fogliolina di rosmarino.

giovedì 29 novembre 2012

Lasagne verdi con prosciutto crudo e pesto di zucchine

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Buongiorno blog amici, buongiorno blog lettori,
qui nella Contea di Camelot il tempo è sempre uggioso, nebbia fitta alternata a pioggia torrenziale rendono questo angolo di Piemonte simile ad uno scenario da film del terrore....Giuro, tanto è bello stare qui in primavera ed in estate, tanto mi chiedo perchè non sono andata a vivere in una località di mare quando iniziano queste interminabili settimane autunnali.
Avrà il suo fascino anche questa stagione, ma se per caso voi ne avete trovato i lati positivi vi prego di comunicarmelo.

Oggi vi consiglio una ricetta rapida e svuotafrigo che ho preparato qualche settimana fa, quando ancora il tempo era clemente con me...

Vi ricordate il pesto di zucchine trombetta che ho preparato in quantità industriali questa estate?
ne ho congelato qualche barattolo ed è risultato provvidenziale per preparare questa Lasagna.

Vi occorre

1 confezione di lasagne fresche verdi (banco frigo del supermercato)
1 ciotola media di pesto di zucchine trombetta
1 bicchiere di latte di soja (io uso Alpro soya)
150 gr di prosciutto crudo dolce (o prosciutto cotto a scelta)
pepe bianco Tec Al 

Come fare

Innanzitutto miscelare il pesto di zucchine con il bicchiere di latte in modo da ottenere una crema fluida.
Mettere in una teglia alternando gli strati: lasagna verde, pesto, pepe bianco Tec Al, prosciutto crudo, fino ad esaurimento ingredienti.
Se vi sembrano troppo asciutte potrete bagnare ancora con un poco di latte.
Cuocere o in forno a 190° per 15-20 minuti, oppure in microonde.

Ho fotografato le lasagne il giorno successivo, e vedete voi cosa sono riuscita a recuperare dalla teglia.
Ovviamente il giorno successivo sono un poco più asciutte, ma se volete bagnate sempre con poco latte mentre le scaldate.



Io dato che amo la lasagna anche un pò croccante invece le ho scaldate nel piatto crisp per 2-3 minuti nel forno a microonde.
Cospargere con pepe bianco.



Con questo esperimento posso confermare che il mio pesto di zucchine ha passato anche la prova congelazione. Provate anche voi!!!


mercoledì 17 ottobre 2012

Lasagne "leggere" con ragù e melanzana in versione finger food

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Quando ho visto da Antonella il contest "Il vostro piatto preferito" mi sono subito detta: voglio partecipare assolutamente e preparerò un primo piatto, infatti anche quando devo scegliere al ristorante nel menù che mi viene proposto, i primi piatti sono quelli che attirano subito la mia attenzione.

E se devo fare un'ulteriore scelta tra gli innumerevoli primi piatti che adoro....???

Le lasagne la fanno decisamente da padrone!

I motivi sono:
* sono versatili, la pasta casalinga è senza dubbio il top, ma anche con la pasta fresca del banco frigo o quella secca vengono sempre benissimo!
* si possono variare i sughi che le accompagnano: di carne, di verdura, in rosso, in bianco
* anche la cremosità si può ottenere con besciamella tradizionale, o con latte di soja, di riso, di avena a scelta

Passiamo alla ricetta per il contest di Antonella per la sezione Primi Piatti.




Ho realizzato sia il sugo che la besciamella con il bimby, ma potete tranquillamente effettuare la cottura tradizionale.



Ingredienti e procedimento

1 confezione di pasta fresca per lasagne

°°°°°°°°°°°
400 gr di carne trita magra
1 scatola di Polpa Pomì Pomodori a cubetti da 400 gr
1 melanzana viola bio tagliata a cubetti
birra chiara per sfumare
1 gambo di sedano
1 cipolla bianca piccola
4 bacche di mirto
sale e pepe q.b.

Inserire sedano, cipolla (a piacere anche carota) e birra a vel 4 per 3 minuti a 100°
Inserire la carne trita, i pelati, la melanzana, le bacche di mirto, sale e pepe e cuocere per 20-25 minuti a vel 1 temp.100° (se necessario abbassare la temperatura, o aggiungere un misurino di acqua)

°°°°°°°°°°°°

1 dose di besciamella fatta con il bimby:
500 ml di latte di soja
55 gr di farina
30 gr di margarina
1/2 cucchiaino di sale
1 grattatina di noce moscata
pepe bianco

Inserire tutti gli ingredienti nel boccale 7 minuti a vel 4 temp. 90°

°°°°°°°°°°°

Una volta pronti gli ingredienti procedere all'assemblaggio delle lasagne:
- uno strato di pasta
- uno strato di besciamella
- una strato di pasta
- uno strato di ragù
Terminare con besciamella e ragù amalgamati insieme e mezzo bicchiere di acqua.

Cuocere in forno caldo a 200°C per almeno 20-25 minuti.

Assemblaggio lasagne "leggere"


Le mie lasagne le ho chiamate "leggere" perchè ho usato il latte di soja e sono quindi prive di lattosio e di colesterolo nella besciamella.
Il ragù è stato fatto senza soffritto e senza olio!!!
La versione presentata in finger food oltre a renderle simpatiche, riduce la porzione a piccoli quadrotti e  diminuisce le calorie senza rinunciare alla golosità delle lasagne!


Lasagne finger food
Consiglio:
* Si possono preparare anche in anticipo il giorno precedente il buffet e scaldare al micro prima di servirle
* Troverete nel mio blog un'altra versione di  finger lasagne molto simpatica


sabato 29 settembre 2012

I Cappelletti: pasta ripiena

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In questo sabato piovoso tipicamente autunnale ho pensato di fare cosa gradita nel proporre una ricetta di un primo piatto che adoro.
Da almeno 40 anni in casa mia si produce un tipo di pasta che ci ha insegnato a fare un nostro cugino (mancato ormai un po' di anni fa) originario della vicina Emilia Romagna. Con la ricetta è arrivato anche un "attrezzino" magico in legno, tornito dal falegname del paese, e proprio con tale oggettino si taglia la pasta ripiena che il caro Massimo chiamava "Cappelletto".
Io ho cercato in rete, e le immagini del cappelletto sono in realtà identiche al famoso tortellino emiliano. Ora non so quale sia a questo punto la differenza, se ve ne siano o meno, aspetto anche un vostro commento in merito.



Per la pasta all'uovo
700 gr farina 00 Molino Chiavazza
3-4 uova biologiche

Impastare farina e uova per ottenere una bella pasta all'uovo liscia e soda. Lasciarla riposare coperta da un canovaccio sulla spianatoia.

Per il ripieno
100 gr prosciutto crudo di Parma
100 gr mortadella
100 gr carne di vitello
100 gr parmigiano reggiano grattugiato
2 tuorli o 2 uova (a seconda dell'umidità dell'impasto)
noce moscata a piacere

Far rosolare la carne di vitello in pentola, tritare con il tritacarne prosciutto e mortadella insieme alla carne raffreddata.
Preparare il composto del ripieno amalgamando bene gli ingredienti.

Procedere stendendo la sfoglia sottile. Chi è capace può farlo tirandola con il mattarello, altrimenti vi concedo la famosa Imperia o nonna papera.

Prendere la sfoglia, adagiare un cucchiaino scarso di ripieno preparando dei mucchietti consecutivi, non vicinissimi al bordo del lato lungo.


Ripiegare la pasta al di sopra del ripieno e iniziare a tagliare con il famoso attrezzino.


Il bordo sottile di legno, scende nella pasta, la sigilla e taglia il cappelletto.

Senza essere aggressivo, il legno trasmette calore ed è un materiale naturale che "ama" la pasta. Se pensate come il mattarello riesce a modellarla ed accarezzarla è quasi poetico!



Lasciare asciugare un pochino. Se volete potete allargarli su vassoi e farli congelare in freezer e poi conservarli in sacchetti una volta induriti.

Il massimo è consumarli in un brodo ricco di cappone, sempre presenti nella nostra tavola per  i giorni di festa. Non disdegnano anche la preparazione asciutta conditi con panna e prosciutto.


Con grande piacere partecipo al Contest Mani in Pasta - Le paste regionali Parte III

ps. Anche questa volta un grazie a mia mamma per aver condiviso con me e soprattutto con voi la giornata dedicata alla pasta ripiena! in famiglia tutti danno una mano, visto che se ne produce sempre in gran quantità!

lunedì 17 settembre 2012

Cucina Regionale Piemontese: Agnolotti Piemontesi

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Bentornati al nostro appuntamento quindicinale con le idee dall'Italia che cucina, oggi con grande gioia si festeggerà la nostra Italia al completo, la nostra iniziativa ha riscosso un gran successo e si sono aggiunte le regioni mancanti:

Sardegna: Vichy di "arte in cucina"
Basilicata: Nadina di "Pasticciando con magica Nanà"
Molise: Loredana di "La cucina di mamma Loredana"

A loro va il nostro caloroso benvenuto!!


L'argomento di oggi è senza dubbio, vasto, versatile, ricco di spunti e proprio ideale per questa partenza con tutte le regioni!!!

Ripieni
(dolci o salati)

Vediamo cosa hanno cucinato:

FRIULI VENEZIA GIULIA: Caramai ripieni di "Nuvole di farina"
PIEMONTE: qui da me


Gli agnolotti piemontesi

Gli agnolotti sono una specialità di pasta ripiena piemontese, particolarmente diffusa tra Monferrato, Astigiano e Alessandrino, anche se in realtà si trovano su tutto il territorio regionale e sconfinano fino alla provincia Pavese, ma con differenze relative al ripieno. 
Come si legge su wikipedia, pare che il nome derivasse dall'invenzione di  un noto cuoco di nome Angiolino, detto Angelot e in seguito la sua specialità fu chiamata Agnolotto.
Le caratteristiche sono la forma quadrata, la sfoglia all'uovo, il ripieno di carne arrosto trattenuto appunto tra le due sfoglie.
Una menzione va ai famosi Agnolotti del Plin, tipici del Monferrato dalla forma più rettangolare che vengono chiusi appunto con un pizzicotto (detto plin).
Addirittura questa specialità è riconosciuta Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano, e tutelati da un disciplinare. Sono ammessi questi condimenti
*sugo di carne arrosto
*burro, salvia e grana
*ragù di carne
*in brodo
Per quanto riguarda il ripieno, considerando la nostra tradizione piemontese tipica contadina, esso veniva fatto con avanzi di arrosto, pochissime verdure ed altri ingredienti a disposizione. Anceh il sugo per il condimento, spesso ottenuto non solo da carne avanzata, ma anche dal sughetto di cottura dell'arrosto suddetto, sempre per evitare ogni spreco. (e qui forse la vicinanza della Liguria ci ha insegnato qualcosa vero??)


Agnolotti piemontesi (la ricetta di famiglia tramandata dalla nonna a mia mamma)

Ingredienti per 10 tabelle da 36 ravioli cadauna

Per la pasta
1 kg di farina
6 uova bio
acqua tiepida

Impastare a mano farina, uova e acqua. Tirare la sfoglia con la Imperia o se preferite a mano.

Per il ripieno
600 gr di carne da arrosto
100 gr prosciutto cotto
100 gr mortadella
100 gr salsiccia
3 uova
grana
prezzemolo e aglio tritati
maggiorana 2 rametti
(a piacere si può aggiungere della scarola bollita)

Far cuocere la carne arrosto a pezzetti, verso metà cottura aggiungere la salsiccia. Far raffreddare.
Il trito con gli affettati va passato nel macinacarne a mano, prima con la trafila a grana grossa, poi con quella fine. Amalgamare con il resto degli ingredienti, per ottenere una farcia più morbida si può aggiungere il sugo di cottura dell'arrosto.

A questo punto procedere con la realizzazione degli agnolotti, una sfoglia sotto, il ripieno ed una sopra.
Si può usare sia lo stampo per agnolotti Raviolamp sia la classica rotella tagliapasta, a questo punto saranno ancor più preziosi essendo tagliati manualmente.

Con stampo raviolamp

con la rotella classici

A casa mia quando si preparano gli agnolotti è una giornata di gran lavoro....e tutti collaborano.
Noi poi li congeliamo e li utilizziamo al bisogno...sono irresistibili!

A questo punto scegliete voi il vostro condimento preferito...

Agnolotti piemontesi con burro e salvia

Io vi propongo la maniera in cui venivano assaporati dalla mia dolce nonnina (che ormai non c'è più dal lontano 1984) ed è a lei che io (e la mia mamma) dedichiamo questo post!

Gli agnolotti nel vino
Visto che in molti di voi mi hanno chiesto spiegazioni sull'ultima foto e metodo di degustazione...
I ravioli caldi ed appena scolati dopo la cottura in acqua salata, vanno posizionati in una "coppetta" o tazza da colazione (di quelle senza manico, ma io non l'avevo!!!) e sopra vi si versa del buon vino rosso a temperatura ambiente. Si gusta col il cucchiaio, prelevando un agnolotto e un pò di vino...

Con questa ricetta Io e la mia mamma partecipiamo al contest Mani in pasta - Parte III

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Le mani nelle foto sono quelle della mia mamma!!!