Articolo da GIFT – Great Italian Food Trade
La zucca, con le sue forme bizzarre, i colori caldi e la polpa dolce e generosa, è uno dei simboli più riconoscibili dell’autunno. In Italia la zucca vanta una storia millenaria e un legame profondo con la cultura contadina e la tradizione culinaria regionale. Questo ortaggio è un concentrato di sostanze nutritive benefiche, una tela bianca per la creatività dei cuochi e un prodotto agricolo di grande importanza.
Botanica e origini storiche di un viaggiatore globale
Tassonomia e caratteristiche botaniche
La zucca è il termine volgare con cui si indicano i frutti di diverse specie appartenenti alla famiglia delle Cucurbitacee, una delle famiglie vegetali più importanti per l’alimentazione umana, che include anche cetrioli, zucchine, meloni e angurie.
Le specie principali coltivate per i loro frutti in Italia sono:
-
Cucurbita maxima. Caratterizzata da un fusto
erbaceo, cilindrico e non ramificato, con foglie tondeggianti e picciolo
cilindrico. I frutti sono generalmente molto grandi, con una polpa
farinosa, dolce e di colore giallo-arancio intenso. Il peduncolo (il
picciolo del frutto) è cilindrico, morbido e carnoso. A questa specie
appartengono varietà celebri come la ‘marina di Chioggia’ e la
‘berrettina piacentina’;
-
Cucurbita moschata. Presenta un fusto angoloso
e striato, con foglie spesso maculate di bianco. I frutti hanno forme
allungate o clavate, con una polpa più compatta, fine e di colore
arancio scuro, particolarmente dolce e profumata. Il peduncolo è
angoloso e si allarga in prossimità del frutto. Varietà emblematiche
sono la ‘butternut’ o ‘zucca violina’ e la ‘longa di Napoli’;
-
Cucurbita pepo. È la specie più polimorfa, che
include zucche ornamentali, zucchine e zucche da consumo estivo e
autunnale. Il fusto è angoloso e duro, con foglie incise e pungenti. I
frutti possono essere rotondi, ovali o allungati, con una polpa più
fibrosa e acquosa. Il peduncolo è duro, angoloso e solcato. Ne fanno
parte la ‘zucca di spaghetti’ e la ‘small sugar’, oltre a tutte le zucche decorative.
Dal punto di vista botanico, la zucca è un peponide,
una bacca modificata di grandi dimensioni. La pianta è annuale, con un
apparato radicale fascicolato e superficiale, ma molto esteso. È una
specie monoica, cioè porta fiori maschili e fiori femminili separati
sulla stessa pianta. L’impollinazione è entomofila, affidata principalmente alle api, il che rende cruciale la presenza di insetti impollinatori per una buona allegagione dei frutti.
Un viaggio dalle Americhe all’Europa
La storia della zucca è intrecciata con quella della scoperta delle Americhe. Tutte le specie di Cucurbita oggi coltivate nel mondo sono originarie del continente americano, con centri di diversificazione tra il Messico (per C. pepo e C. moschata) e il Sud America (per C. maxima). Le zucche erano un alimento fondamentale per le popolazioni indigene, insieme a mais e fagioli, in quella che viene definita la ‘triade mesoamericana’.
Dopo il 1492, le zucche, come molti altri prodotti del ‘Nuovo Mondo’
(pomodori, patate, peperoni), iniziarono il loro viaggio verso l’Europa,
l’Africa e l’Asia. La loro adattabilità, la produttività e la capacità
di venire conservate a lungo ne favorirono una rapida diffusione nelle
campagne europee. In Italia, esse trovarono un ambiente particolarmente
favorevole e si integrarono perfettamente nelle cucine regionali,
soppiantando gradualmente l’uso di altre zucche autoctone (come la Lagenaria siceraria, la zucca da vino) che venivano coltivate principalmente per realizzare contenitori.
Il valore nutrizionale: un concentrato di benessere
La zucca è spesso erroneamente considerata un alimento poco nutriente
a causa del suo sapore dolce. In realtà, è un ortaggio dalle preziose proprietà nutrizionali, ipocalorico e ricco di micronutrienti fondamentali.
Macro e micronutrienti
La polpa della zucca è composta principalmente da acqua (circa il 90%), il che la rende un alimento a bassa densità calorica:
apporta infatti solo circa 26 chilocalorie per 100 grammi. I
carboidrati sono presenti in modeste quantità (circa 6,5 g per 100 g),
mentre proteine e grassi sono quasi assenti.
Il vero tesoro della zucca risiede nel suo profilo di micronutrienti:
-
betacarotene. È il nutriente più abbondante e
rappresentativo. Questo pigmento, precursore della vitamina A
(retinolo), è responsabile della caratteristica colorazione arancione
della polpa della zucca, come nella batata.
La vitamina A è essenziale per la vista, la salute della pelle e delle
mucose, il sistema immunitario e possiede una potente attività
antiossidante, contrastando i danni dei radicali liberi. Più la polpa è
colorata, maggiore è il contenuto di betacarotene;
-
vitamina C. Importante antiossidante, coinvolta nella sintesi del collagene, nel sistema immunitario e nell’assorbimento del ferro;
-
potassio. Minerale fondamentale per la regolazione
della pressione sanguigna, per la contrazione muscolare e per
l’equilibrio idro-salino;
-
fibra. La zucca è una buona fonte di fibra alimentare,
sia solubile che insolubile. La fibra favorisce il senso di sazietà,
regola l’assorbimento di zuccheri e grassi e promuove la regolarità
intestinale.
I semi: un integratore naturale
Spesso scartati, i semi di zucca sono un vero e
proprio integratore naturale. Ricchissimi di lipidi (fino al 50%),
contengono proteine e una vasta gamma di minerali, in particolare zinco,
magnesio, ferro e fosforo. Sono inoltre una fonte eccezionale di
tocoferoli (vitamina E), potenti antiossidanti, e di fitosteroli,
composti utili per contrastare l’ipercolesterolemia. Il loro consumo
regolare, previa tostatura, è quindi altamente consigliato.
Le varietà italiane più note
L’Italia vanta un ricchissimo patrimonio di varietà locali di zucca (un centinaio), ciascuna con una storia, una forma e un sapore unici. Ecco una panoramica delle più rinomate.
Cucurbita maxima Duchesne
Zucca ‘marina di Chioggia’ o zucca Barucca, una
varietà autoctona del Veneto. È forse la zucca italiana più iconica. Di
forma schiacciata e costoluta, ha una buccia di colore grigio-verde (non
edibile), spesso con sfumature e striature.
La polpa è di un arancio intenso, soda e farinosa. Il sapore è molto
dolce e marcato. La consistenza, dopo la cottura, è fine e vellutata,
ideale per creme e purè. È però la regina dei risotti, grazie all’amido
che rilascia e crea una cremosità naturale. Perfetta per il riso e
zucca, vellutate, gnocchi, tortelli di magro (ripieni di zucca, amaretti
e mostarda) e per la famosa torta di zucca. Si presta anche a venire
cotta al forno a spicchi.
Zucca ‘berrettina piacentina’. Ha forma tondeggiante
ma con una protuberanza alla base che ricorda un berretto, da cui il
nome. La buccia è di colore verde scuro con striature più chiare. La
polpa è arancione, dolce e soda, meno farinosa della ‘marina di
Chioggia’.
In cucina è versatile, ottima per tutte le preparazioni: lessata, al
forno, in risotti e soprattutto per i celebri tortelli con la coda di
Piacenza, dove la sua polpa compatta si presta a un ripieno perfetto.
Zucca mantovana o ‘cappello del prete’.
È una varietà simile alla berrettina piacentina, coltivata storicamente
nei territori di Mantova e Reggio Emilia. Anch’essa ha forma a berretto
o a turbante, buccia scura e polpa dolce, soda e compatta, ideale per
risotti e ripieni di pasta come i tortelli.
Cucurbita moschata Duchesne
Zucca ‘butternut’ o ‘violina’. Di forma
allungata e clavata, simile a una grossa pera (o a un violino, come
suggerisce il nome), con una buccia liscia e color crema-beige. La
polpa, di un arancio vivace, è priva di filamenti ed è molto compatta,
burrosa (da cui il nome ‘butternut’), dolce e con un profumo che ricorda le noci. È particolarmente asciutta dopo la cottura.
La sua consistenza la rende perfetta per venire tagliata a cubetti e
arrostita in forno, saltata in padella o aggiunta a minestre rustiche. È
eccellente anche per vellutate molto lisce e per essere frullata.
Essendo poco acquosa, è ideale anche per fritture.
Zucca lunga di Napoli o ‘cucozza zuccarina’. Come
suggerisce il nome, è una zucca molto allungata, spesso ricurva, che può
raggiungere dimensioni notevoli. La buccia è arancione-rossiccia, la
polpa è arancione scuro. Ha sapore dolce e aromatico, polpa soda e
compatta.
Tradizionalmente utilizzata nella cucina campana, è ottima per la
cottura al forno, per la preparazione di gnocchi e per venire conservata
sott’olio.
Zucca gialla siciliana. Di forma rotonda e schiacciata, con una buccia rugosa di colore verde intenso con chiazze gialle. La polpa è giallo-arancio.
Ha un sapore delicato e meno dolce rispetto ad altre varietà, con una
consistenza media. È l’ingrediente principale della frittata di zucca
siciliana. Ottima anche per minestre e contorni.
Cucurbita pepo L.
Zucca ‘spaghetti’. Ha forma ovale, con una buccia
liscia e di colore giallo-crema. La peculiarità di questa zucca risiede
nella sua polpa. Una volta cotta (al forno, lessata o al microonde), la
polpa si separa in lunghi filamenti fibrosi che ricordano gli spaghetti
di grano.
È un’ottima alternativa di stagione, ipocalorica e senza glutine,
alla pasta. Basta cuocerla, grattarla con una forchetta per ottenere gli
‘spaghetti’ e condirla con pesto, pomodoro fresco o semplicemente con
olio extravergine d’oliva e parmigiano.
Altre varietà diffuse in Italia
Zucca Hokkaido. Nota anche come Potimarron o
Uccichiri, è una varietà di zucca giapponese con buccia edibile, sapore
dolce simile alla castagna e polpa giallo intenso. È piccola e di forma
tondeggiante, con buccia rosso-arancio, tenera e commestibile. Ideale
per zuppe, vellutate e dolci.
Zucca Delica. Originaria del Giappone, ha forma
rotonda e buccia di colore verde scuro leggermente costoluta e
screziata. La polpa è molto dolce. Ottima al forno e per la preparazione
di pane e dolci.
Zucca moscata di Provenza. Originaria della Francia,
è tra le varietà più popolari e decorative. Ha dimensione medio-grande
(5-10 kg e oltre), forma tonda e schiacciata, solcata da fette marcate.
La polpa, di color vermiglio, è molto spessa, morbida e meno asciutta
rispetto ad altre varietà. Eccellente per vellutate, risotti e zuppe.
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Fonte: GIFT – Great Italian Food Trade
Autore: Marta Strinati
Licenza: 
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Articolo tratto interamente da GIFT – Great Italian Food Trade