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giovedì 12 marzo 2026

Web rewind: quando aspettare un mese per un software era la parte più bella



Angolo curato e gestito da Morpheus

Chi è cresciuto oggi non può capire cosa significasse "scaricare" un software nel 1998. Non c'erano icone che rimbalzavano o download istantanei. C'era solo un rito sacro: il viaggio in edicola.

C’era un giorno preciso del mese in cui correvi dal giornalaio con i soldi contati. Il trofeo era lì: una rivista pesante, avvolta nel cellophane, con quel disco argentato che brillava in copertina. PC Professionale, Win Magazine, The Games Machine.

Aprire quel cellophane era un’esperienza sensoriale. C’era l’odore della carta stampata che si mischiava a quello della custodia di plastica del CD. Non stavi solo comprando una rivista; stavi comprando i "superpoteri" per il tuo computer.

Tornavi a casa, accendevi il PC (che ci metteva tre minuti solo per farti vedere il desktop) e infilavi il disco nel lettore. Il rumore era inconfondibile: quel vrrrrr metallico del lettore CD che cercava di leggere i dati, mentre tu fissavi il led verde lampeggiante con una speranza infinita.

Oggi scarichiamo Gigabyte di dati in pochi secondi e li dimentichiamo un attimo dopo. Ma quei CD... quei CD li studiavamo. Leggevamo l'indice dei contenuti come se fosse un testo sacro. Se un disco era rigato, era una tragedia nazionale; provavi a pulirlo con la maglietta o, nei casi disperati, col dentifricio, sperando nel miracolo.

Oggi quei dischi sono probabilmente in uno scatolone in cantina o sono diventati dei sottobicchieri. Ma ogni volta che ne troviamo uno, è impossibile non sorridere pensando a quanto eravamo felici con soli 650 MB di novità.

Questo post, fa parte dell'iniziativa gli angoli. Se anche tu, vuoi avere uno spazio fisso in questo blog, clicca qui.

Immagine generata con intelligenza artificiale


martedì 17 febbraio 2026

Web rewind: Winamp, storia di un software che ha segnato una generazione


Angolo curato e gestito da Morpheus

Prima che lo streaming diventasse un gesto automatico, c’è stato un momento in cui la musica digitale aveva ancora il sapore della scoperta. Un’epoca in cui gli MP3 giravano su CD masterizzati, le connessioni erano lente, e ogni brano scaricato sembrava un piccolo trofeo. In mezzo a tutto questo, c’era Winamp.

Nato nel 1997 dalla mente di Justin Frankel e Dmitry Boldyrev, Winamp era un progetto indipendente, quasi casalingo, ma con un’idea chiarissima: rendere l’ascolto digitale semplice, leggero e totalmente personalizzabile. In un mondo che stava appena iniziando a capire cosa fosse un file MP3, Winamp arrivò con un’interfaccia intuitiva e un’equalizzazione che sembrava pulsare insieme alla musica. Era immediato, veloce, e soprattutto dava la sensazione che la musica fosse davvero tua.

“It really whips the llama’s ass”

Lo slogan assurdo, la skin nera e arancione, le visualizzazioni psichedeliche: Winamp non era solo un lettore musicale, era un’estetica.

Tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000, Winamp diventa il centro di controllo di una rivoluzione. È l’epoca di Napster, dei primi masterizzatori, delle playlist costruite una canzone alla volta. Winamp è lì, leggero e instancabile, a fare da colonna sonora a un nuovo modo di vivere la musica.

Nel 1999 AOL lo compra per 80 milioni di dollari. È il momento in cui un software nato in una stanza diventa mainstream. Ma è anche l’inizio di un lento allontanamento da quello spirito libero che lo aveva reso unico.

Con l’arrivo di iTunes e poi dello streaming, il mondo cambia direzione. Nel 2013 AOL annuncia la chiusura del progetto. La rete reagisce come si reagisce alla perdita di un vecchio amico: con nostalgia, meme, tributi. Winamp diventa un simbolo di un’epoca più smanettone, più personale, più nostra.

Negli anni successivi, Winamp prova più volte a tornare: nuove versioni, progetti di rilancio, persino l’idea di aprire il codice.

Non è più il re dell’audio digitale, ma è diventato qualcos’altro: un oggetto culturale, un pezzo di memoria condivisa, un simbolo di quando il digitale era ancora un territorio da esplorare. Oggi Winamp vive come vive un vinile: non per necessità, ma per affetto.

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Video credit João te ajuda caricato su YouTube


mercoledì 11 febbraio 2026

Solo per oggi gratis su Giveaway of the Day — EaseUS Todo PCTrans Pro 14.2.0



Oggi il sito Giveaway of the Day offre per ventiquattro ore, un software, che trasferisce programmi, impostazioni e dati su un nuovo PC.

Vi ricordo di leggere le condizioni e l'uso nel sito, inoltre nel readme scaricato, troverete le spiegazioni per l’attivazione.



Note sul software

Troverete i dettagli delle funzioni a questo indirizzo:

http://www.easeus.com/pc-transfer-software/pctrans-pro.html

Sito web: Giveaway of the Day

Pagina download qui





mercoledì 4 febbraio 2026

Firefox introduce i controlli AI

Articolo da Linux Easy

Con la versione 148 (che arriverà a fine febbraio), Firefox compie un passo significativo verso una gestione più chiara e trasparente delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi molti browser hanno iniziato a integrare strumenti generativi, assistenti contestuali e funzioni sperimentali che analizzano il contenuto delle pagine.

Mozilla ha scelto un approccio diverso, puntando su un modello che lascia all’utente la possibilità di decidere cosa attivare e cosa no. Gli AI Controls / Controlli AI nascono proprio con questo obiettivo: offrire un unico punto in cui verificare quali funzioni sono presenti, come operano e se inviano dati a servizi esterni.

Dove si trovano gli AI Controls e cosa permettono di fare

I Controlli AI sono accessibili direttamente dalle impostazioni del browser, in una sezione dedicata che raccoglie tutte le funzionalità basate su modelli generativi o analisi avanzate del contenuto. L’idea è evitare che l’utente debba cercare tra menu diversi o opzioni nascoste. Una volta aperta la sezione, Firefox mostra in modo chiaro quali strumenti sono attivi, quali sono disattivabili e quali richiedono l’uso di servizi esterni.

Questo approccio permette di capire immediatamente se una funzione potrebbe inviare dati a un provider terzo o se opera interamente in locale. Mozilla sottolinea che molte delle sue funzioni sperimentali sono progettate per funzionare sul dispositivo, riducendo al minimo la necessità di comunicare con server remoti.

Come disattivare tutte le funzioni di intelligenza artificiale

La novità più apprezzata dagli utenti attenti alla privacy è la possibilità di disattivare con un solo clic tutte le funzioni di intelligenza artificiale. Firefox 148 introduce infatti un interruttore generale che spegne ogni componente AI integrata nel browser. Per chi preferisce un controllo più granulare, è possibile intervenire sulle singole funzioni, decidendo quali mantenere attive e quali disabilitare.

Questo permette di continuare a usare strumenti utili, come il riassunto delle pagine o l’assistente di ricerca, senza dover accettare l’intero pacchetto di funzionalità. L’approccio modulare è pensato per adattarsi a esigenze diverse, da chi vuole un browser completamente privo di AI a chi desidera sperimentare solo alcune funzioni.


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Fonte: Linux Easy

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Articolo tratto interamente da 
Linux Easy

Video credit Firefox caricato su YouTube

giovedì 22 gennaio 2026

La Commissione UE lancia il piano europeo per l’Open Source



Articolo da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

La Commissione europea ha lanciato una "Call For Evidence" nell'ambito della strategia europea sull’open‑source, orientata a produrre un ecosistema aperto di sovranità digitale per i paesi europei. La consultazione mira in questa fase a produrre entro il primo trimestre 2026 una comunicazione non legislativa da presentare al Parlamento e al Consiglio.

Tra le barriere allo sviluppo di tale strategia, individuate dalla Commissione, figurano: difficoltà di accesso dell'open source agli appalti pubblici, scarsità di capitale per la crescita dei progetti, limitato supporto infrastrutturale e fenomeni di lock‑in verso fornitori dominanti non europei. Si prende anche atto che, benché in Europa ci sia una forte comunità FOSS, spesso i vantaggi del software prodotto vengano intercettati e sfruttati da aziende non europee, con le big tech USA in testa: si tratta di un grande spreco di opportunità a cui porre rimedio. L’obiettivo finale è definire un quadro completo che sostenga l’intero ciclo di vita dell’open‑source, dallo sviluppo alla sua integrazione sul mercato, e che si integri con altre iniziative UE come il Cloud and AI Development Act, il programma Next Generation Internet e il nuovo Digital Commons European Digital Infrastructure Consortium (EDIC).

La consultazione è aperta a tutti gli stakeholder interessati: comunità open‑source, sviluppatori individuali, aziende, fondazioni, amministrazioni pubbliche, settori industriali specializzati, industria ICT, università e centri di ricerca. Le risposte possono essere inviate entro il 3 febbraio 2026.

Fonte: Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

Autori: vari

Licenza: 
This work is licensed under a Creative Commons Attribution 2.5 Generic License.

Articolo tratto interamente da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto


venerdì 12 dicembre 2025

WhatsApp: attenzione alle chiamate internazionali da numeri non conosciuti

WhatsApp è una piattaforma di messaggistica istantanea molto popolare, ma purtroppo, come per molte altre app, ci sono truffatori che cercano di sfruttarla per ottenere dati sensibili dagli utenti. Uno dei nuovi tipi di truffa riguarda le chiamate internazionali da numeri non conosciuti. Questi truffatori cercano di ottenere dati sensibili dagli utenti, compreso l'accesso illegale all'account WhatsApp della vittima designata.

Alcuni utenti hanno segnalato di essere stati chiamati dall'estero da numeri non conosciuti. I numeri chiamanti avevano prefissi internazionali come +234 (Nigeria), +64 (Nuova Zelanda), +41 (Svizzera) e +967 (Yemen). Queste chiamate potrebbero nascondere una truffa.

Come difendersi:

  • Non richiamare mai numeri sconosciuti, se ricevete una telefonata sospetta, annotatene il numero, aggiungetelo ai contatti e bloccatelo immediatamente.
  • Silenzia le chiamate da numeri sconosciuti: attivate l'opzione per silenziare le chiamate provenienti da numeri sconosciuti sul vostro smartphone. In questo modo, vedrete comunque le chiamate silenziate nella scheda Chiamate e nelle notifiche, ma il telefono non squillerà.
  • Bloccare i messaggi e le chiamate indesiderate: aprite la chat con il numero sconosciuto su WhatsApp e selezionate l'opzione "Blocca". In questo modo quel contatto non potrà più inviarvi messaggi o chiamarvi tramite l'app.

Ricordate sempre di mantenervi informati e di essere vigili per proteggervi dalle truffe online, la sicurezza in rete non è mai troppa.


Le migliori alternative libere ai programmi commerciali


 
Esistono molte alternative libere ai ben noti programmi commerciali. Oggi voglio pubblicare una lista con alcuni tra i più famosi e mi piacerebbe sapere, se usate uno tra questi.

Libre Office e Open Office alternativi a Microsoft Office

Le più complete suite libere, per lo studio e l'ufficio.

CDBurnerXP alternativo a Nero Burning Rom

Un buon programma freeware per masterizzare CD e DVD, compresi Blu-Ray e HD-DVD.

Gimp alternativo ad Adobe Photoshop

Secondo il  mio parere è il miglior programma libero per la manipolazione delle immagini.

Sumatra PDF alternativo ad Adobe Acrobat Reader

Buon lettore di PDF e altro.

VLC media player alternativo a Power Dvd

Lettore multimediale completo, provare per credere.

Blender alternativo ad Autodesk

Blender è un programma open source di grafica 3D.

7-Zip alternativo a WinRAR e Winzip

Ottimo programma per la gestione dei file compressi.


Facebook cambia volto: nuovo design e funzioni per utenti e creator



Articolo da HTNovo

Miglioramenti ai feed, alla ricerca, ai sistemi di navigazione e altro ancora per il social di punta del gruppo di Zuckerberg.

Meta ha annunciato un importante aggiornamento per Facebook che introduce novità per il design e nuove funzionalità a beneficio di utenti comuni e creator.

Facebook si rinnova

Feed più intelligente e pulito e navigazione semplificata

Meta sta rendendo il Feed più semplice e coinvolgente, in modo che sia più facile godersi i contenuti che interessano di più e connettersi con gli altri attraverso interessi condivisi. Ora, quando si pubblicano più foto, queste verranno disposte in una griglia standardizzata. È anche possibile mettere "mi piace" alle foto nel Feed toccandole due volte e visualizzare i contenuti del Feed a schermo intero cliccandoci sopra.

Presto, le funzionalità di Facebook più utilizzate sulla barra delle schede – come Reels, Amici, Marketplace e Profilo – saranno in primo piano nella barra delle schede stessa, in modo da potervi accedere facilmente. Si vedrà anche un design del menu rinnovato e notifiche delle schede più pulite per rimanere al passo con gli ultimi aggiornamenti su Facebook.

Inoltre, i risultati di ricerca mostreranno ora più contenuti in un layout a griglia più coinvolgente che supporta tutti i tipi di contenuto. Meta sta testando un nuovo visualizzatore a schermo intero che consente di esplorare diversi risultati foto e video senza perdere il segno nella ricerca. L'azienda cercherà di espandere questa funzionalità a più contenuti e tipi di post nei prossimi mesi.

Meta vuole anche che gli utenti plasmino il loro Feed nei modi che desiderano. È possibile fornire feedback sul motivo per cui non piace un determinato post o Reel di Facebook, in modo che i contenuti visualizzati in futuro siano più rilevanti. L'azienda continuerà a introdurre nuovi modi per personalizzare il Feed e fornire feedback all'algoritmo nei prossimi mesi.

Creazione di contenuti semplificata

Meta ha ridisegnato il modo in cui è possibile creare Storie e post nel Feed per renderli più intuitivi, posizionando gli strumenti più popolari, come l'aggiunta di musica e il tag degli amici, dove si possono trovare facilmente. Le nuove interfacce rendono più semplice creare ottimi contenuti con distrazioni minime, e gli strumenti avanzati come gli sfondi colorati per il testo sono ancora a portata di tocco. Le impostazioni del pubblico e del cross-posting sono visualizzate in modo evidente nel compositore, rendendole facili da individuare e regolare.

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Fonte: HTNovo

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Articolo tratto interamente da 
HTNovo


lunedì 1 dicembre 2025

Come difendersi dalle truffe online: la guida pratica



Articolo da Associazione Consumatori - AECI

Sei alla ricerca di un affare su un marketplace o hai visto un’offerta imperdibile su Facebook o Instagram? Fai attenzione! Le piattaforme digitali sono un luogo fantastico per comprare, vendere e socializzare, ma sono anche il terreno di caccia preferito per truffatori sempre più abili. Riconoscere i segnali d'allarme è il primo passo per proteggere i tuoi soldi e i tuoi dati personali.

In questo articolo scoprirai le tipologie di truffe più diffuse e, soprattutto, i consigli pratici per difenderti.

Le Truffe Più Diffuse su Marketplace e Social Network

Le frodi online si evolvono costantemente, ma spesso si basano su schemi classici. Imparare a identificarli ti darà un vantaggio cruciale.

1. Finti Annunci e Venditori Fantasma

Questa è la truffa più comune sui marketplace (come Subito, Vinted, eBay, ecc.) e nei gruppi di vendita sui social.

  • L'Offerta Troppo Bella per Essere Vera: Un prodotto di marca o molto richiesto viene venduto a un prezzo irrealisticamente basso. La fretta è un loro alleato: spesso insistono per concludere velocemente.
  • Il Pagamento Anticipato a Sconosciuti: Il venditore (spesso un profilo falso) richiede un pagamento immediato, magari tramite metodi non tracciabili come ricariche Postepay, carte regalo o bonifici internazionali a nome di persone fisiche, per "bloccare" l'affare. Una volta ricevuto il denaro, sparisce e la merce, ovviamente, non arriva mai.
  • La Scusa della Spedizione/Assicurazione: Anche da acquirenti, i truffatori possono chiedere un pagamento extra per spese di spedizione o assicurazioni inesistenti, intascando denaro aggiuntivo senza aver mai spedito nulla.

2. Profili Falsi e Furto d'Identità (Catfishing)

Sui social network, i truffatori usano profili finti per vari scopi, dal furto di dati al ricatto.

  • Richieste Sospette: Ricevi un messaggio o una richiesta di amicizia da un account che sembra appartenere a un tuo amico, ma con pochi follower/amici in comune e pochissimi contenuti. Potrebbe essere un tentativo di impersonificazione per chiedere soldi o informazioni private, magari raccontando di una presunta "emergenza".
  • Truffe Sentimentali (Romance Scams): Profili attraenti e suadenti che, dopo aver conquistato la fiducia della vittima, iniziano a chiedere piccole o grandi somme di denaro per emergenze fittizie (malattie, viaggi, ecc.).

3. Phishing e Furto di Credenziali

Il Phishing è una tecnica che mira a rubare le tue credenziali (password, dati bancari).

  • Email o Messaggi di Sistema Falsi: Ricevi un'email che sembra provenire dalla tua banca, dal marketplace, o da un servizio di spedizione (es. Poste, corrieri) che ti avvisa di un "problema" con il tuo account o con una spedizione.
  • Link Ingannatori: Il messaggio ti invita a cliccare su un link (fraudolento) per "verificare", "sbloccare" o "aggiornare" i tuoi dati. La pagina di destinazione imita perfettamente l'originale, ma ogni dato inserito finisce dritto nelle mani dei criminali.
  • Phishing sui Social: Messaggi diretti che ti avvisano di una presunta violazione del copyright o delle linee guida del social, chiedendoti di "verificare" il tuo account attraverso un link esterno.
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Fonte: Associazione Consumatori - AECI


Autore: Associazione Consumatori - AECI

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.



Articolo tratto interamente da 
Associazione Consumatori - AECI


martedì 25 novembre 2025

Gli stati membri dell'UE concordano sul monitoraggio volontario delle chat



Articolo da Netzpolitik

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su Netzpolitik

Gli Stati membri dell'UE hanno concordato una posizione comune in merito al monitoraggio delle chat. I servizi Internet potranno leggere le comunicazioni volontariamente, ma non saranno obbligati a farlo. Pubblichiamo il protocollo negoziale classificato e la bozza di legge. A seguito della decisione formale, inizieranno i negoziati a tre.


Gli Stati membri dell'UE hanno concordato una posizione comune in merito al monitoraggio delle chat. Pubblichiamo la bozza di legge.

La scorsa settimana, il gruppo di lavoro del consiglio ha discusso il disegno di legge. Pubblichiamo nuovamente il verbale classificato della riunione .

I rappresentanti permanenti intendono adottare ufficialmente la posizione domani.

Aggiornamento 19.10.: Un portavoce del consiglio ci comunica: "Il punto all'ordine del giorno è stato rinviato alla prossima settimana".

Tre anni di conflitto

Da tre anni e mezzo, le istituzioni dell'UE dibattono sul monitoraggio delle chat. La Commissione vuole obbligare i servizi internet a scansionare i contenuti dei propri utenti senza alcun motivo per individuare indizi di attività criminali e a inviare queste informazioni alle autorità in caso di sospetto.

Il Parlamento definisce questa pratica come sorveglianza di massa e chiede che vengano scansionati solo i contenuti non crittografati dei sospettati .

La maggioranza degli Stati membri dell'UE auspica un monitoraggio obbligatorio delle chat. Tuttavia, una minoranza di blocco si oppone. Ora il Consiglio ha raggiunto un compromesso. I servizi Internet non saranno tenuti a implementare il monitoraggio delle chat, ma potranno farlo volontariamente.
Linee rosse assolute

La presidenza danese del Consiglio vuole che il progetto di legge venga approvato dal Consiglio "il più rapidamente possibile", "in modo che i negoziati del trilogo possano iniziare rapidamente". Il feedback degli Stati membri dovrebbe limitarsi a "limiti assoluti".

La maggioranza degli stati "ha sostenuto la proposta di compromesso". Almeno 15 hanno votato a favore, tra cui Germania e Francia.

La Germania “ha accolto con favore sia l’eliminazione delle misure obbligatorie sia il mantenimento permanente delle misure volontarie”.

Anche l'Italia è scettica nei confronti del monitoraggio volontario delle chat. "Si teme che lo strumento possa essere esteso ad altri reati, quindi è difficile sostenere la proposta". I politici hanno già chiesto che il monitoraggio delle chat venga esteso ad altri contenuti.
Consenso minimo assoluto

Altri stati hanno descritto il compromesso come "un consenso minimo assoluto". In realtà, "volevano di più, soprattutto in termini di impegni". Alcuni stati "hanno espresso una chiara delusione per i tagli apportati".

In particolare, la Spagna "riteneva ancora necessarie misure obbligatorie, ma purtroppo non è stato possibile raggiungere un accordo completo in merito". Anche l'Ungheria "riteneva che le sole misure volontarie fossero insufficienti".

Spagna, Ungheria e Bulgaria hanno proposto "l'obbligo per i fornitori di divulgare informazioni almeno nelle aree aperte al pubblico". La presidenza danese del Consiglio "ha definito la proposta ambiziosa, ma non l'ha adottata per evitare ulteriori discussioni".

La Danimarca ha fatto esplicito riferimento alla clausola di revisione, affermando che "mantiene aperta la possibilità di emettere ordini di divulgazione in una data successiva". L'Ungheria ha sottolineato che "anche questa possibilità deve essere esercitata".

Nessun obbligo

La presidenza danese del Consiglio aveva annunciato pubblicamente che il monitoraggio delle chat non sarebbe stato obbligatorio , ma volontario.

Tuttavia, la proposta di compromesso definitiva era contraddittoria. Aveva rimosso l'articolo sul monitoraggio obbligatorio delle chat. Un altro articolo, tuttavia, affermava che i servizi avrebbero dovuto implementare anche misure volontarie.

Diversi stati hanno messo in dubbio che queste formulazioni "possano comportare un obbligo di fatto". I servizi legali hanno concordato: "La formulazione è aperta a interpretazioni in entrambe le direzioni". La Presidenza del Consiglio "ha chiarito che il testo contiene solo l'obbligo di mitigare i rischi, ma non l'obbligo di individuarli".

Il giorno dopo la riunione, la Presidenza del Consiglio ha inviato quella che probabilmente è stata la bozza definitiva del testo legislativo del Consiglio . In essa si afferma esplicitamente: "Nessuna disposizione del presente regolamento può essere interpretata come un'imposizione di obblighi di informativa ai fornitori".
Danni e abusi

Il monitoraggio obbligatorio delle chat non è l'unico problema della proposta di legge. Anche il monitoraggio volontario delle chat è di fatto vietato. La Commissione Europea non può dimostrarne la proporzionalità . Molti respingono il monitoraggio volontario delle chat, tra cui la Commissione Europea , il Garante europeo della protezione dei dati e il Commissario tedesco per la protezione dei dati .

Diversi scienziati criticano la proposta di compromesso. Descrivono il monitoraggio volontario delle chat come inappropriato. "I suoi benefici non sono stati dimostrati, mentre il potenziale di danni e abusi è enorme".

La legge impone anche la verifica dell'età. Gli scienziati criticano questa norma, sostenendo che la verifica dell'età "comporta un rischio intrinseco e sproporzionato di gravi violazioni della protezione dei dati e di discriminazione, senza alcuna garanzia di efficacia". Il Commissario federale per la protezione dei dati teme inoltre una "radicale abolizione dell'anonimato online".

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Fonte: Netzpolitik

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Articolo tratto interamente da Netzpolitik



venerdì 14 novembre 2025

Cosa sono le licenze libere e perché sono importanti per il mondo digitale



In questo post cercherò di spiegare in modo semplice e chiaro cosa significa pubblicare un'opera sotto una licenza libera, quali sono i vantaggi e le sfide di questa scelta, e come fare per scegliere la licenza più adatta al proprio caso.

Le licenze libere sono dei contratti legali che consentono a chi crea un'opera (un testo, un'immagine, un video, un software, ecc.) di concedere a chi la riceve il diritto di usarla, modificarla e redistribuirla liberamente, a determinate condizioni. Queste condizioni possono variare a seconda della licenza scelta, ma in generale richiedono di attribuire la paternità dell'opera originale, di condividere le eventuali opere derivate con la stessa licenza o una compatibile, e di non usare l'opera per scopi commerciali senza il consenso dell'autore.

Le licenze libere nascono dal movimento del software libero, che si propone di garantire la libertà degli utenti di software di eseguirlo, studiarlo, modificarlo e condividerlo. Il software libero si contrappone al software proprietario, che invece impone delle restrizioni sull'uso, la modifica e la distribuzione del software. Il software libero è anche diverso dal software open source, che si focalizza solo sull'aspetto tecnico della disponibilità del codice sorgente, senza considerare le implicazioni etiche e sociali della libertà del software.

Le licenze libere si sono poi estese ad altri ambiti della produzione culturale, come la musica, la letteratura, l'arte, l'educazione, la scienza, ecc. In questi ambiti si parla spesso di contenuti aperti o open content, per sottolineare il fatto che si tratta di opere accessibili a tutti e modificabili da chiunque. 

Pubblicare un'opera sotto una licenza libera significa rinunciare a parte dei propri diritti d'autore in favore della collettività. Questo comporta dei vantaggi sia per l'autore che per il pubblico. Per l'autore, significa aumentare la visibilità e la diffusione della propria opera, ricevere feedback e contributi da altri utenti, e far parte di una comunità di persone che condividono gli stessi valori e interessi. Per il pubblico, significa poter accedere a una maggiore quantità e qualità di opere culturali, poterle personalizzare e adattare alle proprie esigenze e preferenze, e poterle usare per scopi educativi o creativi.

Tuttavia, pubblicare un'opera sotto una licenza libera comporta anche delle sfide. La principale è quella di scegliere la licenza più adatta al proprio caso. Esistono infatti diverse tipologie di licenze libere, che differiscono per le condizioni imposte all'utente finale. Alcune delle più note sono le licenze Creative Commons (CC), che offrono sei combinazioni possibili di quattro elementi: attribuzione (BY), condivisione allo stesso modo (SA), non opere derivate (ND) e non commerciale (NC). Altre licenze libere sono la GNU General Public License (GPL), usata principalmente per il software libero; la GNU Free Documentation License (GFDL), usata per i documenti; e la Licenza Arte Libera (LAL), usata per le opere artistiche.

Per scegliere la licenza più adatta al proprio caso bisogna considerare diversi fattori: il tipo di opera che si vuole pubblicare, il pubblico a cui ci si rivolge, gli obiettivi che si vogliono raggiungere, i rischi che si vogliono evitare, le compatibilità con altre licenze, ecc. Non esiste una licenza migliore di altre in assoluto, ma solo una licenza più adatta a un determinato contesto. Per aiutarsi nella scelta si possono consultare dei siti web che offrono delle guide e dei tool interattivi, come il sito di Creative Commons o il sito Choose a License.

In conclusione, le licenze libere sono dei potenti strumenti per promuovere la diffusione e la valorizzazione della cultura digitale. Pubblicare un'opera sotto una licenza libera significa contribuire alla creazione di un bene comune, che arricchisce tutti e stimola la creatività e l'innovazione. Tuttavia, per farlo in modo consapevole e responsabile, bisogna informarsi bene sulle caratteristiche e le implicazioni delle diverse licenze disponibili, e scegliere quella più adatta al proprio caso.

Autore: Morpheus

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

Quest’articolo è stato condiviso e segnalato dal suo autore. Se vuoi pubblicare i tuoi post in questo blog, clicca qui


domenica 9 novembre 2025

Username su WhatsApp: svolta epocale per privacy e contatti



Articolo da iPhoneItalia

WhatsApp si prepara alla svolta che in molti chiedevano da anni: gli username. Niente più dipendenza esclusiva dal numero di telefono per essere trovati o contattati, con un impatto importante su privacy, sicurezza e customer care.

Meta ha iniziato a condividere con i partner business i primi dettagli operativi: timeline, requisiti tecnici e migrazione verso un nuovo identificatore pensato per le aziende, il BSUID (Business-Scoped User ID).

Fino a oggi, l’identità su WhatsApp è sempre stata ancorata al numero di telefono. È comodo, ma espone a due effetti collaterali:

  • Scarsa privacy quando si vuole interagire con brand o sconosciuti;
  • Portabilità limitata dell’identità, perché il numero non è un handle pubblico né un alias neutro.

Gli username risolvono entrambe le cose. Un handle pubblico è più semplice da condividere (pensate a bio social, biglietti da visita digitali, QR, link), più privato del numero e più compatibile con l’ecosistema creator, e-commerce e customer service.

Meta introdurrà anche un identificatore Business-Scoped User ID (BSUID), un ID univoco che verrà allegato ai webhook dei messaggi e collegato al parametro user_id. La novità chiave: le aziende potranno riconoscere e contattare l’utente anche senza conoscere il suo numero di telefono, mantenendo coerenza operativa su CRM, routing, automazioni e risposte automatiche.

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Fonte: 
iPhoneItalia


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Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.


Articolo tratto interamente da 
iPhoneItalia


lunedì 20 ottobre 2025

Web rewind: la musica 8-bit aveva un’anima

Angolo curato e gestito da Morpheus

Ok, magari oggi ci sembra “strana”, un po’ robotica, tutta fatta di suoni squadrati. Ma chi ha vissuto i videogiochi anni ’80 e ’90 lo sa: quella musica ti entrava dentro.

Pochi suoni, zero strumenti veri, ma un’energia pazzesca. Ti faceva sentire l’adrenalina di una boss fight, la malinconia di un livello notturno, la gioia di un power-up.

Era tutto lì: pixel e note. E non serviva altro.

Oggi abbiamo colonne sonore da film, ma a volte mi manca quel “bip bip” sincero, quel loop che ti restava in testa per giorni. Era grezza, sì. Ma vera.

Tu te la ricordi? Hai una traccia 8-bit che ti ha segnato? Scrivila nei commenti. Facciamo un po’ di nostalgia condivisa.

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mercoledì 15 ottobre 2025

Fine del supporto per Windows 10: alcuni consigli


Dal 14 ottobre 2025, Microsoft  ha smesso ufficialmente di supportare Windows 10. In pratica, il sistema continuerà a funzionare, ma non riceverà più aggiornamenti di sicurezza né nuove funzionalità. 

🔍 Cosa succede 

  • Windows 10 non smetterà di funzionare, ma sarà meno sicuro e più esposto agli attacchi informatici.

  • Programmi come Office 365 non riceveranno più miglioramenti o nuove funzioni.

  • Molti sviluppatori potrebbero smettere di aggiornare le app per Windows 10.

  • Alcuni strumenti, come il browser Edge, l’antivirus Defender e le app Office, continueranno a ricevere aggiornamenti di sicurezza fino al 2028, ma solo per protezione, non per nuove funzioni.

🛡️ Se usi ancora Windows 10, ecco cosa puoi fare

  • Evita di usarlo senza protezione: senza aggiornamenti, il rischio di problemi è alto.

  • Puoi aderire al programma Extended Security Update (ESU), che estende la protezione fino a ottobre 2026. Serve un account Microsoft e bisogna connettersi almeno ogni 60 giorni.

  • Fai sempre un backup dei tuoi dati prima di aggiornare o cambiare sistema operativo.

💡 Quali sono le alternative?

  • Passare a Windows 11: è gratuito per chi ha Windows 10 e offre tante novità. Prima però verifica che il tuo PC sia compatibile.

  • Se il tuo computer è troppo vecchio, potresti considerare l’acquisto di uno nuovo con Windows 11 già installato.

  • In alternativa, puoi provare sistemi come ChromeOS Flex o Linux. Sono ottimi per dare nuova vita a PC datati, ma richiedono un po’ di adattamento e controlli di compatibilità con i tuoi programmi.


martedì 7 ottobre 2025

Sorveglianza di massa: Orwell ci aveva avvertiti


L’Unione Europea sta valutando una proposta che potrebbe autorizzare il monitoraggio sistematico delle comunicazioni private. Chat, email, messaggi criptati: tutto sotto controllo. Il pretesto? Protezione dai crimini online. La conseguenza? Una sorveglianza di massa degna del Grande Fratello.

In 1984, Orwell immaginava un mondo dove ogni parola, ogni pensiero, ogni gesto era sorvegliato. Oggi, quel mondo non è più immaginazione. È una bozza di legge!


Video credit morrolinux caricato su YouTube


lunedì 6 ottobre 2025

Sabato 25 Ottobre 2025 torna il Linux Day



Comunicato da Linux Day

🐧 Sabato 25 Ottobre 2025 torna il Linux Day: la principale manifestazione italiana dedicata al software libero, la cultura aperta ed alla condivisione!

Il Linux Day nasce nel 2001 come appuntamento annuale per riunire le forze di tutte le persone attiviste nel movimento del software libero, dell'open source, ed in particolare di Linux. Proponiamo una rete di eventi decentralizzati in tutta Italia, organizzati autonomamente da gruppi di persone volontarie e appassionate. È il più grande evento italiano sul tema con migliaia di visitatori. Una tradizione da non perdere.

Puoi trovare talk, workshop, spazi per l'assistenza tecnica, gadget, dibattiti e dimostrazioni pratiche e potrai incontrare la community!

L'accesso al Linux Day è sempre libero e gratuito!     

Per maggiori informazioni:

https://www.linuxday.it/2025/


mercoledì 9 luglio 2025

Arrivano i messaggi diretti su Threads



Articolo da iPhoneItalia

Ci sono voluti quasi due anni, ma Threads ha finalmente introdotto una delle funzioni più richieste dagli utenti: i messaggi diretti.

Annunciata nelle scorse ore, la funzione di messaggistica era in fase di test da alcune settimane e da ora è disponibile per tutti, con alcune limitazioni pensate per garantire sicurezza e interazioni positive.

Al momento, i messaggi privati su Threads possono essere inviati solo tra:

  • follower su Threads
  • follower reciproci di Instagram
  • utenti maggiorenni.

Meta ha specificato che i DM saranno ampliati gradualmente, con l’introduzione futura di messaggi di gruppo, controlli per la privacy e filtri per la posta in arrivo.

Oltre ai messaggi diretti, Threads lancia anche Highlighter, una funzione pensata per dare visibilità ai post più rilevanti. L’obiettivo? Elevare “le prospettive uniche che generano conversazioni significative”.

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Fonte: 
iPhoneItalia



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Articolo tratto interamente da 
iPhoneItalia