"Da quando sono nato c'è qualcosa che mi spinge a fare, a fare, a fare; non mi fermo ma quando poi scendo dal palcoscenico e saluto i colleghi calo una bella saracinesca e divento un uomo qualsiasi con i suoi problemi e la sua allegria rimandando i problemi dello spettacolo all'indomani. E se mi sono scordato una battuta durante lo spettacolo pazienza, vado al ristorante e gli spaghetti me li mangio in santa pace."
venerdì 10 aprile 2026
giovedì 2 aprile 2026
Nella paura
“Nella paura e nel terrore del palcoscenico tengo sempre il controllo, e di solito riesco perfino a inventarmi qualcosa di buono.”
Giuliana De Sio
Photo credit Gianni_Profita_e_Teresa_De_Sio.jpg: Foto depositoderivative work: RanZag, CC BY 2.0, da Wikimedia Commons
martedì 31 marzo 2026
Sono favorevole a qualsiasi tipo di teatro...
"Sono favorevole a qualsiasi tipo di teatro purché sia conoscenza di vita. La mia preferenza va al teatro della tradizione, ma quando è fatto bene. Il teatro di innovazione non sempre è comprensibile."
Luigi De Filippo
La vita di Tina Pica
Articolo da Enciclopedia delle donne
Vittorio de Sica: «Fratello… ricordati che devi morire.»
Tina Pica: «Fratello...Vatti a coricare!»
(Pane, amore gelosia, 1954)
Concetta Pica non è stata solo una grande attrice, attiva, quasi senza interruzioni, dai 7 agli 80 anni. È stata anche capocomica, traduttrice, autrice di testi teatrali. Il grande successo però le è arrivato grazie al cinema, a 50 anni compiuti, quando la sua maschera era ormai indistinta dalla sua persona.
Quella sua voce cavernosa e metallica «che per definirla bisognerebbe inventare un suono» (Franca Valeri) risuona nella memoria di chiunque l'abbia vista, per esempio, in Pane, amore e gelosia, (1954, regia di Luigi Comencini) quando l'energica e invadente governante Caramella incalza fieramente De Sica, Maresciallo dei Carabinieri:
«...difendo l'Arma, io servo l'Arma da trent'anni, ho trent'anni di servizio e mi sento carabiniera, si, carabiniera mi sento!»
Nasce a Napoli il 17 febbraio 1888, seconda di tre figli, fra Anna e Francesco, non lontano dal teatro San Ferdinando. Proprio in quel teatro debutta a soli 7 anni in panni maschili, scelta da Federico Stella per Il cerinaio della ferrovia e partecipa anche a sacre rappresentazioni popolari fra le quali si ricordano Santa Maria Goretti e Santa Rita da Cascia.
La madre, Clementina Cozzolino, è attrice; il padre è il capocomico Giuseppe Pica il quale, con la famiglia e altri attori, forma una Compagnia che da Napoli raggiunge i paesi e le più remote frazioni. Oltre alla maschera di Don Anselmo Tartaglia la compagnia mette in scena drammoni come La figlia del condannato, La fanciulla di Pompei, Le due orfanelle: a Tina spettano spesso le parti più toccanti.
Il padre Giuseppe, ottantenne, una sera non si sente bene e Tina si offre di sostituirlo nel personaggio di Tartaglia ma lui glielo vieta («Don Tartaglia muore con me!», grida, strappando le pagine del copione). Tina recita ugualmente riscuotendo un grande successo; impersonerà anche il Principe Amleto, in una versione napoletana di Shakespeare.
Negli anni Venti forma una Compagnia stabile al Teatro Cabiria di Bagnoli recitando spettacoli per famiglie: Il ponte dei sospiri, Il fornaretto di Venezia, La fanciulla di Pompei.
Farsa, dramma, sceneggiata, rivista e anche cinematografo: nel 1916 Tina aveva esordito nel muto (Carmela la sartina di Montesanto, Ciccio, il pizzaiuolo del Carmine); nel 1934 è nel Cappello a tre punte (regia Mario Camerini, con i fratelli De Filippo) e, nel 1937 in Fermo con le mani, esordio cinematografico di Totò. Traduce in dialetto napoletano testi come San Giovanni decollato di Nino Martoglio. Gestisce a Napoli il Teatro Italia, dapprima con Agostino Salvietti e poi da sola. Recita in commedie di uno o due atti, spesso scritte da lei stessa, che precedono la proiezione del film.
Gli anni Trenta segnano, con l’ingresso nella “Compagnia Teatro Umoristico I De Filippo”, l’inizio della sua collaborazione artistica con Eduardo, il quale inventa personaggi per lei e le affida ruoli di rilievo. Il debutto di Natale in Casa Cupiello la vede nei panni di Concetta (forse pensata su di lei), la moglie di Lucariello, non meno protagonista di Eduardo. Negli anni 1931-1937 tra le altre commedie interpreta: Uomo e galantuomo e Liolà. Proprio durante le prove di Liolà davanti all'autore Luigi Pirandello, Eduardo e Peppino De Filippo, esasperata dai loro continui suggerimenti, Tina sbotta: «Voi tre là mi sembrate il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Ma io non posso lavorare in presenza della Santissima Trinità».
Con Eduardo è tutto un prendersi e lasciarsi; dopo un primo addio, rientra nel marzo del 1945 nella nuova Compagnia “Il Teatro di Eduardo” e vi resta fino al 1947 recitando in capolavori come Napoli milionaria, Filomena Marturano, Questi fantasmi. Poi una lunga assenza, ma, nel 1954, Tina è di nuovo al suo fianco, al Teatro San Ferdinando di Napoli per Palommella zompa e Vola (Antonio Petito), Miseria e Nobiltà (Edoardo Scarpetta), fino al burrascoso e definitivo addio nella primavera del 1955. Tina aveva ottenuto da Eduardo una “breve vacanza” per interpretare Pane, Amore e Fantasia ma la lavorazione del film si protrae per parecchio tempo. Al suo ritorno, Eduardo la accoglie con un freddo «Mo nun me sierve. Ti chiamerò io quando avrò bisogno»,
Tina ribatte:«Al piacere di non rivederla!».
Questo scambio di amare battute segna la fine del loro sodalizio artistico e determina la scelta esclusiva di Tina per il cinema, grazie alla quale oggi possiamo conoscerla e apprezzarla.
L'espressione stupita e attonita e la sola sua presenza in scena suscitano ilarità; con quella grazia semplice e seria che hanno i figli d'arte e i grandi attori, filtra i ruoli, le parole che le prestano gli autori e le riscrive con il suo inimitabile corpo scenico.
Tina ha avuto due grandi passioni: il fumo e il gioco. Giocava a poker con accanimento, ma amava, oltre alle carte, il lotto, le lotterie, la roulette. Si racconta che in seguito al successo di Filomena Marturano, il 13 luglio 1947, la Compagnia venne ricevuta in udienza privata dal Papa. Tina sussurra all'orecchio di Eduardo: «Direttò, questa sarebbe una buona occasione per chiedere al Papa tre numeri buoni da giocare al lotto». Non era irriverenza, ma un suo modo, molto personale, di esercitare la propria fede che andava di pari passo con la superstizione. Pretende, nella casa del nipote dove si trasferirà in seguito alla morte del secondo marito (1967), l’allestimento di una piccola cappella, ricavata da un ripostiglio, che riempie di santini. Recitava le sue orazioni in un latino napoletanizzato, lo stesso che Eduardo le concede in Napoli Milionaria; a chi le chiese: «Recitate una preghiera per ogni Santo?» lei rispose. «Oh no, sono troppi, faccio un forfait».
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Fonte: Enciclopedia delle donne
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Articolo tratto interamente da Enciclopedia delle donne
venerdì 27 marzo 2026
Il teatro
"Il teatro per me non è stata una scelta, ma un destino. Sono cresciuta tra le quinte, mangiando polvere e battute. La gente pensa che l'attrice sia quella che si trucca per apparire bella; io mi sono truccata per apparire vera. Ho prestato la mia faccia a Filumena perché lei aveva la faccia di tutte le donne che hanno pianto senza farsi vedere, quelle che hanno la dignità stampata nelle rughe e che non chiedono pietà, ma rispetto."
Titina De Filippo
lunedì 16 marzo 2026
Io parlerei sempre di riscritture
"Io parlerei sempre di riscritture, tanto per chiarire. Perché poi anche questo Amleto finisce per essere un classico, ma non perché ispirato a un classico, oppure perché parodia di un classico. Io direi sempre che si tratta di riscritture su più piani e più livelli."
Carmelo Bene
venerdì 13 marzo 2026
La più nobile tra le arti
"La più nobile tra le arti, come quella che saggia, retta, geniale, insegna a tutti, come da una scuola comune. La più nobile, come quella che accoppia il diletto del passatempo all'utile dell'insegnamento, il dolore della correzione al piacere dello spettacolo, che, piacevole e popolare, mostra l'uomo all'uomo, e ne illumina l'intelletto, commovendone gentilmente il cuore."
Eduardo Scarpetta
Il teatro è per tutti
"Il teatro è per tutti. Io ho iniziato a 14 anni e all'epoca si diceva che si poteva recitare pure 'ncopp 'e botte, sulle botti."
Isa Danieli
Photo credit Augusto De Luca, CC BY-SA 2.0, da Wikimedia Commonsdomenica 1 marzo 2026
Questa è la fine del mondo!
"Gesù, ma questa è la fine di tutto! Questa è la fine del mondo! Il giudizio universale! Qui si sta facendo il giudizio universale e non ce ne accorgiamo. Ma io mi vergogno di appartenere al genere umano. Io vulesse essere na scigna, nu pappavallo. Il pappagallo parla senza sapere quello che dice è compatibile."
Tratto dalla commedia teatrale Le voci di dentro, diretta da Eduardo De Filippo.
lunedì 23 febbraio 2026
Totò voleva che gli dessi del tu...
"Totò voleva che gli dessi del tu, io non ci sono mai riuscito: gli davo del voi, anche dopo quarant'anni di amicizia non ci riuscivo. Diceva: «Ma perché, non capisco, ti sono antipatico?», e io gli rispondevo: «No, è la stessa cosa per Eduardo, non mi siete antipatico, anzi se fossi una donna mi sarei dato a voi con tutto il cuore, senza pensarci su nemmeno una volta»."
Nino Taranto
domenica 22 febbraio 2026
In teatro...
"In teatro non c'è il primo piano, questo silenzioso colloquio con cui un attore può esprimere tutto senza le parole che disturbano."
Giulietta Masina
venerdì 20 febbraio 2026
Addio ad Angela Luce
Articolo da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
NAPOLI - Si è spenta all’età di 87 anni Angela Luce, storica attrice e cantante napoletana, simbolo della cultura e dello spettacolo partenopeo, ammirata in tutto il Paese.
Solo pochi giorni fa, dopo l’incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro, aveva condiviso un messaggio sulla sua pagina Facebook: «Pensare al teatro Sannazaro distrutto è veramente doloroso. Sono vicina a Ingrid e Lara e le abbraccio con tanto affetto. Mi auguro che sia presto ricostruito e continui a portare avanti il sogno di Luisa Conte».
Angela Luce iniziò la carriera negli anni ’50 nel mondo della musica napoletana, partecipando alla "Piedigrotta Bideri".
Esordì al cinema nel 1958 con Ricordati di Napoli e prese parte a oltre ottanta film, tra cui Il Decameron (scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini), Malizia (Salvatore Samperi) e L'amore molesto (Mario Martone), ricevendo premi e riconoscimenti nazionali e internazionali. Collaborò con grandi attori italiani, tra cui Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Totò, e intraprese un sodalizio artistico con Mario Merola, partecipando a numerosi film musicali e di sceneggiata napoletana.
Come cantante partecipò a Un disco per l'estate e al Festival di Sanremo, interpretando brani della tradizione napoletana e componendo testi musicali.
In ambito teatrale, fu scritturata da Eduardo De Filippo e lavorò con compagnie di Peppino De Filippo e Nino Taranto, esibendosi in festival internazionali della prosa e partecipando a trasmissioni radiofoniche e televisive della Rai.
Posò come modella per opere del pittore Aligi Sassu e tenne lezioni universitarie a Napoli e Bologna su Raffaele Viviani.
Fonte: Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Autori: vari
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Articolo tratto interamente da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
martedì 17 febbraio 2026
Incendio al Teatro Sannazaro di Napoli
Articolo da Grande Napoli
Densa colonna di fumo visibile a distanza, alcune persone intossicate. In corso gli accertamenti sulle cause del rogo.Momenti di forte paura nel cuore di Napoli, dove alle prime luci di questa mattina è divampato un incendio che ha coinvolto il Teatro Sannazaro, storico presidio culturale di via Chiaia. Le fiamme hanno interessato in particolare la cupola della struttura, generando una densa colonna di fumo visibile anche a distanza e facendo scattare l’immediato intervento dei Vigili del Fuoco. L’allarme è scattato all’alba. Diverse squadre sono giunte sul posto per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area, mentre la strada è stata temporaneamente bloccata per consentire le operazioni di spegnimento.
Cupola crollata e persone intossicate dal fumo
Secondo le prime indiscrezioni, l’incendio ha provocato il crollo della cupola del teatro, che ha colpito la platea. Alcune persone sono rimaste intossicate dal fumo e sono state trasportate in ospedale per accertamenti: fortunatamente nessuna risulta in pericolo di vita. Il Mattino riporta che sul luogo del rogo è arrivata anche Lara Sansone, proprietaria e direttrice artistica del Teatro Sannazaro, visibilmente provata alla vista dei danni subiti dallo storico edificio fondato dalla famiglia Conte.
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Fonte: Grande Napoli
Autore: Alessandra Silvestri
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Articolo tratto interamente da GrandeNapoli.it
Quando la lasciamo fare...
"Quando la lasciamo fare, la natura si tira fuori da sola pian piano dal disordine in cui è finita. È la nostra inquietudine, è la nostra impazienza che rovina tutto, e gli uomini muoiono tutti quanti per via dei farmaci e non per via delle malattie."
Molière
Tratto da Il malato immaginario di Molière
venerdì 6 febbraio 2026
Il mondo...
Il mondo è bel, perch'è di vari umori.
Vari sono degli uomini i capricci:
A chi piacciono l'armi, a chi gli amori,
A chi piaccion le torte, a chi i pasticci.
De' gusti disputar cosa è fallace;
Non è bel quel ch'e bel, ma quel che piace.
Carlo Goldoni
Tratto da De gustibus non est disputandum di Carlo Goldoni
mercoledì 4 febbraio 2026
La vera Romagna
«Allora, senté un pô… la vera Romagna… la vera Romagna so’ solo io! No, no, no… la vera Romagna è tutta Romagna, ma soprattutto io! Perché io so’ de Villanova, e Villanova l’è la cûra de la Romagna! Ravenna? Ravenna l’è brava, ma l’è un pô’ trop piòna de mosaici… trop belli, ma un pô’ falsi, trop turisti che i va in giro a fâ i fighi co’ i telefonini. Riccione? Riccione l’è la Romagna de i turìs… la Romagna co’ i sold de i foresti, piena de alberghi, discoteche e bagni che te ruben l’anima col parcheggio! Cesenatico? Bel pôst, ma l’è un pô’ trop piòna de marinì… trop acqua, trop pesce, trop Canal, ma quand piove l’acqua la va in cantina e bonanotte! Forlì? Forlì l’è la capitale… ma de che? De la piada, de la malavita no, ma de la gelosia tra città! E Cesena? Cesena l’è la Romagna de i mat… ma i mat boni, eh, quelli che i te fan ride e i te dan una man quand te serve! E Rimini? Rimini l’è la Romagna de Fellini… bella, malinconica, co’ e’ mare che el te guarda e el te dis: “Te set un pô’ trist, eh?” Insomma, sti du marùn… sti du marùn de Forlì e Cesena… no i se capìs gnanca tra lôr! L’un dis: “Forlì l’è la capital!” L’altr dis: “No, Cesena!” E intant i du i magna la piada e i discorre de nient… come tut i romagnoli! Siamo cugini, sti du marùn! Siamo tutti cugini… e tut quanti sem un pô’ mat, un pô’ gelos, un pô’ generos… Ma la vera essenza? L’è quand te magn un pô’ de squacqueron, un pô’ de piada, un bicér de sangiovese… e te dis: “Bene, molto bene… anzi… malessum!” E alora basta… la Romagna l’è chè… chèl “malessum” quand tut l’anderia ben, ma te vò ben esagerè! E chi l’ha capì… l’ha capì.»
Ivano Marescotti
Tratto dal monologo La vera Romagna sono solo io
Photo credit Ivano_Marescotti.jpg: Lorenzo Gaudenziderivative work: Cavarrone, CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commonslunedì 26 gennaio 2026
Fare piangere è meno difficile che far ridere...
"Fare piangere è meno difficile che far ridere. Per questo, teatralmente parlando, preferisco il genere farsesco. Sono sicuro che il dramma della nostra vita, di solito, si nasconde nel convulso di una risata, provocata da un'azione qualsiasi che a noi è parsa comica. Sono convinto che spesso nelle lacrime di una gioia si celino quelle del dolore. Allora la tragedia nasce e la farsa, la bella farsa, si compie."
Peppino De Filippo
domenica 25 gennaio 2026
Cosa mi fa più paura?
"Cosa mi fa più paura? L’incompetenza arrogante, sbandierata come se si volesse dire “sono ignorante e me ne vanto”. La superficialità spacciata per profondità, il mordi e fuggi di cui siamo vittime, il “pret a porter” culturale. Posso usare una frase che viene dalla saggezza di Eduardo De Filippo? Sa cosa diceva? “A me me fa paura o’fess”. Sposo completamente questa affermazione. I danni che può procurare un fesso nel posto sbagliato sono incalcolabili."
Toni Servillo
sabato 24 gennaio 2026
Non ricordo chi ha detto...
"Non ricordo chi ha detto: grande è la conoscenza, infinito è il dolore. Melville ci ha messo di fronte a questo. E la balena è la nostra ossessione dell'abisso, la nostra paura di perderci. L'esorcizzo recitando, fino in fondo appunto."
Arnoldo Foà
domenica 18 gennaio 2026
Il livello di coscienza
"Il livello di coscienza è basso, bassissimo. Il mercato detta tempi, ritmi, cose. Ormai si producono merci che hanno lo scopo, nemmeno tanto nascosto, di distruggere il pianeta e avvelenarlo, e insieme distruggere chi lo abita. Nessuna guerra al mondo è stata così letale."











