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lunedì 16 febbraio 2026

Quando il silenzio diventa scelta: conversazione con una ex blogger che ha lasciato la rete

In un web sempre più rumoroso e sempre meno disposto ad assumersi responsabilità, alcune voci hanno scelto di fare un passo indietro. L., che qui indico solo con l’iniziale per rispettarne l’anonimato, è una di queste: ex blogger, ha lasciato la rete stanca delle dinamiche tossiche e dell’indifferenza verso temi importanti.

Come mai, hai chiuso tutto. Perché?

L.: Perché a un certo punto la rete ha iniziato a chiedermi più di quanto mi restituisse. Le dinamiche erano diventate tossiche, discussioni che non portavano da nessuna parte, e soprattutto un’indifferenza di fondo che mi ha stancata.

Indifferenza in che senso?

L.: Nel senso che molti parlavano di tutto senza dire niente. E quando arrivavano fatti di cronaca o temi politici importanti, la maggior parte preferiva non esporsi. Non per prudenza, ma per comodità. È come se la rete avesse trasformato l’opinione in un accessorio: la indossi solo se non rischi di rovinarti l’outfit.

Hai un esempio?

L.: Prendiamo un esempio attuale, la situazione in Palestina. È un tema complesso, doloroso, che riguarda diritti umani fondamentali. Eppure ho visto persone che parlavano di tutto, ma su questo silenzio totale. Non dico che tutti debbano diventare analisti geopolitici, ma almeno riconoscere che la libertà e la dignità sono diritti universali. Su questo non dovrebbe esserci imbarazzo.

E in Italia?

L.: Stessa cosa. La politica italiana è piena di problemi concreti che toccano la vita quotidiana: lavoro, scuola, diritti civili, giustizia sociale. Ma molti preferiscono non prendere posizione per paura di perdere follower, o perché “non vogliono rovinare l’atmosfera”. Come se la realtà fosse un salotto dove non si deve parlare di cose serie.

E questo ti ha portata a lasciare?

L.: Sì. A un certo punto mi sono chiesta: “Perché sto parlando a persone che non vogliono ascoltare davvero?”. La rete è diventata un luogo dove si applaude l’estetica dell’impegno, non l’impegno vero. Io non volevo essere parte di quel gioco.

Ti manca?

L.: Mi manca il dialogo autentico, quello sì. Mi manca quando qualcuno ti scriveva non per giudicare, ma per capire.

Pensi di tornare?

L.: Forse un giorno, ma solo se troverò uno spazio dove si può parlare con sincerità, senza dover misurare ogni parola per paura di disturbare.

Grazie L., per la franchezza.

L.: Grazie a te. Ogni tanto serve ricordare che il silenzio non è neutralità: è una scelta. E che prendere posizione, quando si parla di diritti umani o di giustizia sociale, non è mai un atto estremo. È semplicemente un atto umano.

Se qualcuno è interessato per un'intervista, basta contattarmi via mail, cliccando sul banner "Contatti".


venerdì 6 febbraio 2026

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





Voglio informare gli amici e lettori di questo blog, che presto tornerò a pubblicare interviste su diversi temi.

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martedì 18 novembre 2025

Intervista a un'operaia metalmeccanica

 


Oggi intervisto un'operaia metalmeccanica, che ci spiega i vari problemi che tanti operai affrontano.

Maria, puoi raccontarci com’è una tua giornata tipo in fabbrica? 

Maria: Mi sveglio alle cinque, prendo l’autobus e arrivo in reparto alle sei e mezza. Otto ore di lavoro alla catena, spesso in piedi, con ritmi serrati. Non c’è molto spazio per fermarsi: la produzione deve andare avanti.

Quali sono le difficoltà principali che incontri? 

Maria: La fatica fisica è tanta, ma anche quella mentale. I turni cambiano spesso, e non è facile conciliare lavoro e famiglia. Poi c’è la questione della sicurezza: le macchine sono vecchie e non sempre ci sono controlli adeguati.

In Italia si parla spesso di precarietà. Ti riguarda? 

Maria: Sì, eccome. Molti di noi hanno contratti a tempo determinato o interinali. Viviamo con l’ansia di non sapere se il mese dopo saremo ancora assunti. Questo rende difficile programmare la vita: un mutuo, un progetto, persino una vacanza.

E sul fronte dei salari?

Maria: Lo stipendio è basso rispetto al costo della vita. Con gli aumenti delle bollette e degli affitti, quello che guadagniamo basta appena. 

C’è solidarietà tra colleghi? 

Maria: Sì, in linea di massima. Purtroppo ci sono sempre i lecchini, che con i loro inciuci rovinano tutta la classe operaia italiana.

Cosa vorresti cambiasse? 

Maria: Vorrei più stabilità, salari dignitosi e rispetto. Non chiediamo privilegi, solo di vivere con dignità. E che la politica si ricordasse che dietro le statistiche ci sono persone in carne e ossa.

Grazie Maria, per il tempo che hai dedicato.

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Immagine generata con intelligenza artificiale


giovedì 13 novembre 2025

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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martedì 28 gennaio 2025

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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venerdì 29 novembre 2024

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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venerdì 25 ottobre 2024

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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lunedì 9 settembre 2024

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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martedì 30 aprile 2024

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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mercoledì 6 marzo 2024

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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lunedì 15 gennaio 2024

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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mercoledì 23 novembre 2022

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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sabato 17 settembre 2022

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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giovedì 17 febbraio 2022

Intervista a Diego del blog: Il Blog dell'Alligatore

 


Oggi ho l'onore di intervistare Diego, noto blogger che tanti di voi, conoscono già.


Buongiorno Diego, puoi presentarti agli amici che non ti conoscono?

Sono un blogger che si occupa essenzialmente di musica indipendente italiana. Ne scrivo attraverso interviste e recensioni sul mio blog “Il blog dell’Alligatore” e sul portale di Smemoranda, la mitica agenda. Scrivo anche di libri, sempre con interviste agli autori e recensioni, sul portale di letteratura MeLoLeggo. In passato ho collaborato con il Frigidaire cartaceo e Il Nuovo Male, sempre occupandomi di musica.

L’anno scorso ha pubblicato un tuo libro, puoi presentarlo agli amici di questo blog?

Si tratta del mio primo libro: Giovani, musicanti e disoccupati, uscito con Arcana edizioni. È una pubblicazione di interviste a una trentina di giovani e meno giovani musicanti della scena indie. Interviste fatte tramite mail, o su social, durante il primo lockdown, quello della primavera-estate del 2020. Come tutti noi, anche i musicanti erano bloccati, ma più di noi erano impossibilitati a svolgere una delle loro attività importanti, anzi, fondamentali, cioè i concerti. In questo libro, ne è uscito un quadro drammatico, dal punto di vista sociale ed economico, ma vitale e combattivo, per la voglia di fare musica contro tutto e tutti. Direi una storia emblematica del precariato di oggi, purtroppo la regola in molte occupazioni. 




Come esperto di musica, hai presentato tanti musicisti nel tuo blog, quale intervista ti è rimasta particolarmente cara?

In assoluto quella che ho fatto agli Offlaga Disco Pax nel marzo del 2012, non solo per la fama del gruppo e per la presenza di molto pubblico quella sera, ma perché durante quell’intervista ho conosciuto una persona per me molto importante, che ha poi influito sulla mia vita in questi ultimi dieci anni.

Parliamo di cinema, quali sono i tuoi film preferiti?

Tanti, che quasi fatico a citarli tutti. Il primo che mi viene in mente è C’era una volta in America, di Sergio Leone, ma anche altri dello stesso regista. E poi tantissimi di Woody Allen, tipo Manhattan, Io e Annie, Radio Days, Harry a pezzi, La rosa purpurea del Cairo, Brodway Danny Rose, ma anche suoi recenti, tipo La ruota delle meraviglie, Irrational Man. Mi piace anche Chaplin, tipo Il grande dittatore o La febbre dell’oro. Il Kubrick di Orizzonti di gloria, Lolita, Eyes Wide Shut. Il film che mi ha fatto ridere più di tutti è stato Hollywood Party di Blake Edwards, altro regista che ha fatto un sacco di buoni film. Mi piacciono le commedie, mi piace ridere e quindi ti potrei citare anche The Blues Brothers, Animal House, con il grande John Belushi, o il classico A qualcuno piace caldo di Billy Wilder (ma anche Viale del tramonto, dello stesso regista tedesco). Poi, non posso dimenticare il Truffaut di I quattrocento colpi (e tutti i suoi film dopo), il Wenders de Il cielo sopra Berlino (e di tanti altri film), il Fassbinder di Veronika Voss (e di tanti altri film), Herzog di Fitzcarraldo (e di tanti altri film). Ma anche la commedia all’italiana, con Mario Monicelli in testa: come non citare L’armata Brancaleone? E Il sorpasso di Dino Risi? Mi sto dimenticando di Moretti, di Polanski, Fellini, Tarantino, Jodorowski, Almodovar, Kaurismaki, Garrone, Kusturica, Loach, Bellocchio, Jarmush, Guadagnino, Rossellini … non mi fermo più, il cinema è il mio grande amore, peccato non riesca ad andarci in questo periodo, e non riesca a organizzarmi per rivedere qualche film in tv (in verità, ho perso il gusto a vedere film in tv, per problemi miei).

Rimanendo in tema cinematografico, come vedi la situazione attuale?

Se parlassimo di prima del covid, direi bene, con un sacco di nuovi registi, e finalmente anche diverse donne tipo Cèline Sciamma, la Coppola, la Rohrwacher, la Gerwig… se invece parliamo del periodo 2020/2022, un disastro. Si sta uccidendo il cinema in sala, spingendo per le piattaforme, e questo a me non piace. La politica, tra divieti assurdi, chiusure e riaperture a metà (impedendo a chi non ha il supergreenpass di accedere alla sala) è complice della morte del cinema in Italia. Molti cinema sono stati chiusi e non riapriranno. Una situazione simile a luoghi di intrattenimento per concerti indipendenti. La logica è sempre quella: favorire i grandi gruppi, lasciare morire quelli piccoli. Dobbiamo dire basta!

Temi sociali, cosa manca in Italia?

Tante cose, a partire da una ridistribuzione del lavoro. Ho sempre creduto allo slogan “Lavorare meno, lavorare tutti”, e ora, con questa crisi che avanza, dovrebbe essere non solo uno slogan, ma un progetto politico. Se c’è meno lavoro ridistribuiamolo, con salari e stipendi non da fame, come succede sempre di più, purtroppo. Ma è un tema che sembra sparito dall’agenda politica, complice una stampa poco attenta e poco libera, essendo concentrata nelle mani dei soliti grandi gruppi.  

Negli ultimi anni tanti diritti sono stati aboliti, temi altre limitazioni?

Più di così non so cosa possano fare. Il famigerato greenpass, o supergreenpass è uno strumento che, lungi dal salvaguardare la salute, ha limitato il movimento di milioni di persone in particolare sui luoghi di lavoro. Ovviamente dietro alla sua istituzione c’erano motivazioni legate alla salute, si voleva cioè, spingere più persone a vaccinarsi. Parlo al passato, però, assurdamente, esso è ancora in piedi, nonostante si continui a dire che l’emergenza sta finendo, che il virus è in buona parte debellato, si possono levare le mascherine all’aperto. E allora, perché rimane in piedi il supergreenpass?

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho molte idee, ma confuse. La principale sarebbe di scrivere un nuovo libro sui musicanti nel 2021 e 2022, per vedere se qualcosa è cambiato. Ho già iniziato da mesi a intervistare artisti e addetti ai lavori per un ipotetico nuovo libro, ma non riesco a venirne a capo per problemi di organizzazione personale. Spero di riuscirci, perché anche in questi mesi ci sarebbero molte cose da raccontare.

Grazie per le tue risposte, terminiamo l’intervista con una tua citazione preferita.

 “Quando il gioco si fa duro, i duri incominciano a giocare”, John Belushi, Animal House.


Grazie Diego della tua disponibilità, mi raccomando di visitare il suo blog.



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venerdì 21 gennaio 2022

Intervista a Daniele Verzetti il Rockpoeta® del blog L'Agorà



Ripartono le interviste su questo blog, oggi passa a trovarci Daniele Verzetti il Rockpoeta® del blog L'Agorà.

Buongiorno Daniele, puoi presentarti agli amici che non ti conoscono?

Ecco, questa è la domanda più difficile, ammetto che non sono molto bravo a descrivermi, infatti per farlo avevo scritto una poesia dal titolo "Io Non Sono" ed un'altra più recentemente dal titolo  " I Was  Born in 1967" dove ho provato a farlo. Ma non voglio eludere la tua domanda sono Daniele Verzetti Rockpoeta®  una persona nata a Genova nel 1967 che ha una laurea in giurisprudenza e che scrive e recita anche dal vivo,  almeno fino a quando si è potuto, attraverso reading anche nei teatri. Ma questi ed altri dati li si possono trovare in rete anche cliccando direttamente sul mio sito web. Andando invece all'essenza della tua domanda, sono uno che non ama le ingiustizie, che scrive di quello che vede intorno a sè e che crede fermamente che l'arte, ogni forma d'arte, debba, soprattutto poi nel mondo in cui viviamo oggi, avere un messaggio profondo da comunicare agli altri, un contenuto sociale.

Sei un poeta e un blogger, che tratti tanti temi sociali, posso farti delle domande su varie tematiche?

Certo che puoi, forza spara :-)))

Cosa è per te la libertà?

È aria pura, è sentirsi bene con se stessi non avvertendo, o meglio non avendo veramente, alcuna catena addosso. La libertà è la madre di tutti i diritti perchè tutti i diritti particolari che possiamo rivendicare, si riconducono necessariamente a quello da cui tutti discendono, ossia la libertà: la libertà individuale, di pensiero, il diritto al lavoro, ecc....  Ecco, un'ultima cosa che voglio aggiungere, ma importante, nessuno di  noi può ritenersi libero, anche se lo è veramente a livello individuale, se e fino a quando anche un solo uomo è in catene, siano esse reali o virtuali. Perchè la libertà non è godimento e fruizione egoistica di questo diritto, ma è anche il dovere di difenderla e lottare per essa e per coloro che più sfortunati di altri, non ce l'hanno o ne hanno ancora meno di quel poco di cui noi godiamo.

Leggendo vari post nel tuo blog, in questi mesi hai trattato molte volte la pandemia in corso, come giudichi, gli interventi per fronteggiare l'emergenza da Covid-19?

Perchè, l'hanno fronteggiata? Se è così non me ne sono accorto.Quello che invece ho notato palesemente è come, con l'alibi reale di una pandemia in atto, abbiano da noi e direi anche in Francia, Austria e Germania, iniziato sapientemente a contrarre diritti fondamentali e con "fondamentali" intendo proprio sanciti e difesi dalla nostra Costituzione, fino ad abolirli di fatto.  Hanno inoltre con la scusa dell'importanza di vaccinarsi con un intruglio che onestamente è sempre più chiaro che non funziona,  messo il popolo italiano in particolar modo, mondiale nell'insieme, in contrasto applicando il famoso principio romano del divide et impera.  Il contagio della variante Omicron per  esempio, è già svanito in Catalogna dove hanno per 5 settimane fatto un lockdown e poi ora lo hanno tolto eliminando anche il green pass. Già il Green Pass perchè il Super Green Pass è una realtà nostrana che ora sta arrivando anche in  quei tre Paesi che ho menzionato poco fa, ma altrove non esiste.  Questo vaccino non è la soluzione altrimenti non si spiegherebbe perchè in Olanda, con percentuali di vaccinati altissime equivalenti alle nostre, hanno fatto un lockdown totale senza distinguere  tra vaccinati e non. Inoltre, da noi,  si parla già di quarta dose a fine mese e ti dico che in Piemonte sono quasi certo che per le OSS e personale sanitario sia richiesta per lavorare. Ah, parliamo di lavoro: i docenti. Prima pochi facevano il tampone e tutto era ok adesso di fatto non trovi un insegnante che non sia vaccinato a scuola perchè gli altri sono stati tutti sospesi e senza nemmeno un indennizzo. Tu pensa, per  capire l'ingiustizia, che se sei un docente dell'infanzia o delle elementari, per fare un esempio, e dai un ceffone ad un alunno, e quindi vieni, come primo provvedimento, sospeso, ebbene perfino in questo caso l'insegnante non è senza stipendio, riceve cmq una piccola somma. La verità è che non esiste ancora una pozione magica che stronchi il covid che forse morirà da solo e si indebolirà al punto da sparire così come è "venuto"... Inoltre i dati che forniscono sono molto discutibili,  In primis oltre 20 milioni di italiani hanno già fatto la terza dose e molti di loro sono finiti col covid anche in ospedale ed in terapia intensiva e parlo non solo di ottuagenari con molte patologie ma uomini e donne di età anche tra i 30 ed i 40 anni. Insomma non voglio dilungarmi oltre, ma a me pare che soprattutto qui da noi più che al covid, si stia facendo la guerra ad una sparuta minoranza che, tra l'altro, da un po' non ha più accesso a nulla ed allora come può essere causa di numeri così alti? Le cose sono due o non sono veri i numeri allarmistici che danno oppure la maggioranza dei contagiati è vaccinata. Poi cmq questo parlare di no vax mi ha stancato io ho fatto tutti i vaccini meno quello influenzale non essendo per fortuna cagionevole sotto questo aspetto, e questo che vaccino vero poi non è. Aggiungo il paradosso di cui molti ancora non hanno contezza: dal 10 di gennaio per il governo è no vax sia uno come me con zero dosi di intruglio all'attivo che chi ne ha fatte "soltanto" due... Per cui in conclusione rispondo alla tua domanda dicendoti che non l'hanno fronteggiata bene per niente nemmeno, ma forse questo lo si può capire, nella prima ondata.

Ti aspetti che in futuro ci saranno altre limitazioni?

Le temo fortemente non solo a breve termine ma anche dopo quando mi auguro, questa pandemia sarà finita, Temo soprattutto un rigurgito dittatoriale da noi oltre che come ti ho già accennato in Francia, Germania ed Austria. Forse dovremmo pensare perfino ad andarcene ma forse temo che per farlo si sia già perso l'attimo.

Quest’anno hai lanciato una grande iniziativa contro la violenza sulle donne, accolta da tanti blogger, cosa si può fare per fermare questa piaga?

Ti  ringrazio per averla ricordata ma soprattutto ti ringrazio tantissimo per essere stato tra quei blogger che hanno aderito ad essa. Credo che parlarne, sensibilizzare costantemente sia fondamentale, soprattutto credo che noi uomini dobbiamo essere in prima linea a dare l'esempio proprio per fare in modo che culturalmente, le cose cambino, e poi magari oltre a pene certe e più severe, sarebbe importante anche da noi poter definitivamente attivare il braccialetto elettronico che magari suoni non quando quel bastardo è ad un solo chilometro dal o dai luoghi a lui inibiti, ma già a 5 km per esempio. E poi, se solo abbiamo un sospetto, un timore, ecco cerchiamo di non girarci dall'altra parte ma concretamente di agire anche se possibile chiamando le forze dell'ordine. 

Parliamo di lavoro, cosa pensi della tanta precarietà in giro?

Credo che sia un fenomeno drammatico che già da anni era ampiamente in atto, (penso per esempio a tutti i casi in cui si assumeva una donna ma a parte le si faceva firmare in bianco una lettera "spontanea" di dimissioni in caso di gravidanza, o ancora al lavoro a tempo determinato fino ad arrivare al fenomeno dei rider, tutti temi di cui io mi sono sempre occupato ed ho spesso trattato con le mie poesie) e che oggi con la pandemia si sia acuito enormemente aprendo la strada ad una sua pericolosissima "accettazione" come forma ordinaria e nuova di lavoro anche a pandemia finita, se mai finirà. Oggi più che mai il lavoratore è anche in occidente uno schiavo moderno in quanto sa che se solo provasse anche a rivendicare i suoi diritti, verrebbe subito allontanato con un qualunque pretesto, pronto ad essere sostituito (e questo è l'altro punto dolente, l'assenzadi solidarietà tra lavoratori ma proprio anche tra esseri umani deboli) da uno pronto a subentrargli subito. Inoltre poi ci sono le multinazionali straniere che solo perchè vogliono delocalizzare ossia produrre, detto in parole povere, dove gli schiavi moderni costano sempre di meno, licenziano e possono andarsene senza che nessun governo sappia, possa o abbia potuto fare mai qualcosa, per impedire che questa atroce violenza fosse perpetrata ai danni di uomini e donne con famiglia, e questo nonostante la fabbrica sia in attivo. Solo che loro hanno ancora diritti e costi più elevati di altra manodopera per esempio dell'Est. E poi abbiamo la piaga del lavoro nero, che si inserisce anche in questa tematica, ma di questo parleremo un'altra volta, o mi dilungo eccessivamente e non voglio tediare nessuno :-)))

Cosa si può fare per salvare questo pianeta?

Dipende: se per pianeta intendi la Terra è facile e saremmo pure ancora in tempo: un'estinzione globale di massa simultanea dell'uomo. Se invece intendevi salvare anche noi oltre al resto del Pianeta, è urgente partire subito con ogni soluzione che riduca l'inquinamento atmosferico e blocchi il peggioramento della situazione dell'atmosfera e del clima, perchè se qualcuno dice che non è vero che il clima sarebbe in procinto di cambiare così radicalmente, rispondo dicendogli che ha ragione infatti questo processo di cambiamento del clima è già iniziato e lo viviamo anche noi in prima persona quando ci sono le alluvioni, le classiche "Bombe d'Acqua".

Quali progetti hai in programma prossimamente?

Scrivere, sensibilizzare e scendere anche in piazza e lottare assolutamente contro questa discriminazione in atto tra vaccinati e non che, oltre a porre in essere profonde ed assurde ingiustizie sociali, essendo anche del tutto priva di un senso sotto l'aspetto medico,  rischia di non permettere di lottare seriamente per abbattere definitivamente il covid19. A questo aggiungo ovviamente il continuare ad occuparmi di tutto quello che non va nel mondo, impegno improbo eh :-)))?

Grazie per le tue risposte, terminiamo l’intervista con una tua citazione preferita.

Grazie a te di cuore per avermi ospitato in questo tuo spazio che amo moltissimo e che ha uno straordinario padrone di casa. Mia citazione preferita: non cel'ho e sai perchè? Non ne ho mai trovata una che racchiudesse tutto quello che vorrei per rappresentarmi. Forse una l'ho trovata, ma non è una vera citazione ed è una parola tratta da un brano di Aretha Franklin: " Freedom, Freedom, Freedom oh oh Freedom!" Oppure, ma non è una vera citazione, queste parole di Martin Luther King:

La vigliaccheria chiede: è sicuro?
L'opportunità chiede: è conveniente?
La vana gloria chiede: è popolare?
Ma la coscienza chiede: è giusto?
Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare ma bisogna prenderla perché è giusta."

(Martin Luther King)

Grazie Daniele della tua disponibilità, mi raccomando di visitare il suo blog.

Link: L'Agorà


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martedì 23 novembre 2021

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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lunedì 16 novembre 2020

Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





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mercoledì 9 settembre 2020

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sabato 4 aprile 2020

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mercoledì 18 settembre 2019

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