Devo confessare che la mia accettazione delle mele cotogne è recente. Nonostante le abbia avute sempre sotto il naso, a causa del loro aspetto, pelosette e informi, impossibili da mangiare crude per la polpa dura e per niente dolce destavano in me diffidenza, anche quando me le offrivano come cubetti compatti di cotognata. Ho scoperto (meglio tardi che mai!) che, invece, la marmellata spalmabile è buonissima e presa dalla gioia della rivalutazione, l’ho utilizzata anche come ripieno per i biscotti. Così, questo frutto antichissimo, conservato già dai greci con una lenta cottura, sacro a Venere e citato in epoca romana da Catone, Plinio e Virgilio rientra a pieno titolo nel mio ricettario!
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sabato 18 dicembre 2010
sabato 4 dicembre 2010
Crema chantilly con mele e briciole di frolla
Gironzolando tra i blog ho scoperto che domani scade la raccolta di Araba felice, inventa..Mela. Non potevo assolutamente perder..mela! Allora mi sono messa al lavoro cercando di realizzare un dessert che rispondesse ai criteri e cercando di far realizzare una foto che potesse essere all'altezza del Grande Giudice Lo zio Piero! Oddio, che compito difficile!!
Comunque, questo è il risultato.. il gusto è buonissimo ed è stato apprezzato dal mio giudice severo, che per la foto, verrà a sua volta giudicato!! :) (così impara!).
Buon week end a tutti, amici!!
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venerdì 3 dicembre 2010
mercoledì 1 dicembre 2010
Coulis di loti e amaretti
Perdonatemi, ma quando si ha a disposizione un’intera cassetta di loti è inevitabile diventare monotematici, ma data la bontà della mia materia prima (i cachi di Misilmeri) il “sacrificio” è sopportabile, almeno per chi mi sta accanto! Eccovi, perciò, un altro post (non l’ultimo!) a base di questo frutto. Il procedimento è rapido, la ricetta facilissima, il gusto squisito ed il risultato d’effetto: una cremina dolce e vellutata impreziosita da briciole di amaretti…ummm.! Ovviamente la bontà dipende dalla qualità e dalla dolcezza del frutto.
lunedì 29 novembre 2010
Casette di panna cotta con tetto di cachi
I cachi o kaki, i loti o le mele d’Oriente sono tutti nomi per indicare lo stesso frutto, la cui origine pare sia legata alla Cina, dove il suo albero venne denominato “l’albero delle sette virtù”. E da quella terra lontana i rami pieni di frutti hanno raggiunto molti Paesi, arrivando anche in Sicilia dove, in un paesino in provincia di Palermo, Misilmeri, si producono loti così buoni da conquistare la notorietà e l’esportazione in tutto il mondo. Proprio con questi loti ho preparato un dessert sfizioso nell’aspetto e nel sapore.
domenica 3 ottobre 2010
Confettura di prugne alla cannella
Arcangelo, oltre ad essere un “esperto raccoglitore” di capperi, è un coltivatore eccezionale e si gode la pensione curando i suoi due gatti, il cane e la sua campagna. Innaffia le piante, dispone un perimetro di pietre attorno agli alberi, sradica dal terreno le erbacce, toglie le foglie e i frutti che cadono, pota mirabilmente. La sua campagna è un vero gioiellino e non ne ho mai vista una più pulita e ordinata (non me ne voglia il mio papà, che è tanto bravo e ha tanti pregi, ma in quanto ad ordine …). Ogni giorno vede crescere i frutti del suo paziente lavoro, così, quando gli alberi sono pronti a ricompensarlo per tutte le cure che ha dedicato loro, Arcangelo, arriva puntualissimo portando in dono i suoi frutti. Ma non un sacchettino, non un vassoio, non un cesto, ma un’intera cassetta strasbordante! Fantastico, direte voi e… si lo è.. ma, c’è l’altra faccia della medaglia:
1) salire quintali di frutta al 3° piano senza ascensore (Carmelo ed io arriviamo paonazzi, quasi in procinto di morte!);
2) trovare una sistemazione per tutta questa frutta (la nostra futura casa avrà di sicuro la stanza del deposito ortofrutticolo!);
3) smaltire quantità industriali di prodotto prima che si deteriori e diventi inutilizzabile.
Per fronteggiare quest’ultimo punto, mettiamo in pratica la “tattica del dono” (ahimè, cosa sono costretta a dire! È diventata una tattica, il dono!), della serie: “sai, ho della frutta biologica buonissima, non immagini che frullati e tortine vengono fuori, posso regalartene un po’?” Ma sarà una frutta magica che si moltiplica di notte o forse è colpa della cassetta che avrà un doppio fondo, perché nonostante questo, il livello della frutta non si abbassa. E parlo di mele, prugne, pere, pesche! Da qui la necessità di chiudersi in cucina e aguzzare l’ingegno per inventare un modo per utilizzare tutta questa materia prima e di ricorrere ai preziosi contatti del blog (per fortuna ci siete voi!), per scoprire nuove ricette. Bene, proprio quando capisco come affrontare la battaglia con una cassetta di mele e una di prugne, suonano alla porta. È Nino, mio padre, con una cassetta d'uva.
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lunedì 12 luglio 2010
Gelo di mellone
La festa o meglio “il festino” tanto atteso di Santa Rosalia, patrona di Palermo, si avvicina e le pasticcerie della città raddoppiano la produzione di un tipico dolce siciliano: il “gelo di mellone”, una sorta di budino di anguria che si consuma diffusamente in questa occasione e in generale durante il corso delle nostre calde estati. Fresco e dal sapore delicato, profumato di cannella e gelsomino, viene utilizzato anche come ripieno per crostate ed è ottimo in entrambe le versioni. Ve lo propongo in bicchierini monoporzione, incorniciato dal mare e dal sole della mia terra.
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