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martedì 29 marzo 2016

Pastiera napoletana



Un dolce che per Pasqua si prepara sempre il giorno prima, preannunciando col suo profumo inconfondibile, l’imminente arrivo delle feste è la Pastiera napoletana.
Vederla sulla tavola accanto alla cassata siciliana (di cui una parte è passata dal forno il giorno prima) sortisce nei commensali di casa mia sempre lo stesso dubbio amletico: quale mangio prima? Si, perché anche se a fine pasto si è pieni da scoppiare, il dolce ci sta! Ovviamente dopo il cannolo che un vero siciliano, soprattutto in questo giorno di festa, ha “l’obbligo” di consumare, sia anche in formato mignon!
La pastiera, antichissimo dolce pasquale partenopeo, fa parte della tradizione della nostra famiglia da sempre, si lega ad una storia personale, quella della mia mamma e ad una storia antica, quella del Regno delle due Sicilie.
Meno conosciuta in Sicilia, è una torta di pasta frolla croccante ripiena di un impasto formato da ricotta, grano bollito, uova, cannella, acqua di fiori d’arancio e cedro candito.
Il grano è l’ingrediente principale di questo meraviglioso dolce ma cuocerlo richiede un procedimento piuttosto lungo, tanto che per la sua preparazione molti ricorrono al grano precotto, me compresa. Il risultato è sempre ottimo!
Le varianti della ricetta tradizionale sono diverse, come pure le storie legate alla sua origine. Si sostiene che essa accompagnasse le antiche feste pagane per celebrare il ritorno della Primavera: la ricotta addolcita simboleggia la trasfigurazione delle offerte votive di latte e miele tipiche anche delle prime cerimonie cristiane, a cui si aggiungevano il grano, augurio di ricchezza e fecondità e le uova, simbolo di vita nascente.
Un’altra storia molto nota racconta della moglie del re Ferdinando II° di Borbone, Maria Teresa D’Austria, che cedendo alle insistenze del marito, conosciuto per la sua proverbiale golosità, accondiscese ad assaggiare una fetta di Pastiera sorridendo per la prima volta in pubblico. Ferdinando, non si fece scappare la battuta: “Per far sorridere mia moglie ci voleva la Pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo”. Comunque siano andate le cose, la pastiera onora ancora oggi la tavola pasquale di napoletani e non!
Un’ultima curiosità: il nome Pastiera sembrerebbe derivare dall'abitudine, consolidata per un certo periodo di tempo, che vedeva utilizzare al posto del grano cotto la pasta cotta; tutt'oggi ci sono ancora massaie che preparano la pastiera utilizzando paste del tipo spaghetti o capellini.

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