
Sono le 15 e mi trovo a casa. Ieri ho terminato tutti i preparativi per le feste di questi giorni: ho fatto gli ultimi acquisti per il cenone e i pranzi di Natale e Santo Stefano, ho comprato una graziosa cintura da indossare con i miei pantaloni e ho ricevuto una mail dal corriere che, il 27 dicembre, mi consegnerà una bellissima borsa color borgogna in arrivo dalla Toscana, perché un regalo sì, me lo merito.
Oggi, visto che tutto è ormai deciso, posso dedicarmi a scrivere con calma, senza preoccuparmi di nulla, e posso pensare al Natale. In questo periodo dell’anno, tendo sempre a riscoprirmi, per così dire, tradizionalista: considero il Natale un momento di pace e di condivisione, da vivere nell’intimità e nel calore dell’ambiente domestico, almeno quando ciò è possibile.
Mi piace cucinare senza fretta, ascoltare buona musica, sedermi in poltrona a leggere e scostare le tende dalle finestre per incontrare lo sguardo profondo della sera – perché io e lei ci comprendiamo. Amo anche divertirmi con i miei mazzi di carte, scrivere tante bozze per i post di questo blog e salutare l’inverno con allegria.
Poi ci sono gli auguri, un capitolo fondamentale di queste feste. Vorrei che Natale fosse fonte di gioia per tutte e per tutti, o che fosse almeno un intermezzo di tregua fra le tante battaglie che molte persone sono costrette ad affrontare ogni giorno. Vorrei che questa festa riuscisse a lenire tanti dolori e a regalare un po’ di conforto a chi ne ha bisogno. Vorrei, lo vorrei davvero.
Intanto, auguri a chiunque deciderà di passare su questo blog. Auguri a chi mi legge da tanto tempo e a chi giungerà qui per la prima volta: Che sia un Natale ricco di calore, di pace e di armonia.
E a chi non ama queste feste, o a chi addirittura le odia, dico: coraggio, passeranno in gran fretta. In fondo esistono anche esperienze assai peggiori. 😁

( In foto, una piccola parte del mio presepe)








