Ma come si fa? Come si può resistere all’atmosfera, alle tinte, al clima della stagione primaverile? Come si possono conservare serietà, rigore e profondo senso del dovere quando a maggio tutto, intorno a noi, sembra cospirare per distrarci?

A primavera bisognerebbe fare spesso colazione in giardino, lasciandosi sopraffare dal verde e dal profumo dei fiori, in un abbraccio morbido e silenzioso con la stagione, che deve essere la vera protagonista dei momenti che trascorriamo all’aperto, una protagonista da rispettare, amare e comprendere:

Più che la stagione dei fiori, la primavera è per me la stagione dei giardini. In nessun altro momento dell’anno i giardini raggiungono tanta bellezza, uno splendore e una sinfonia di luci, ombre, aria tiepida e colori inebrianti che sembrano provenire da un Altrove remoto e sconosciuto:

È l’armonia fra dolcezza e vigore, tenerezza e vitalità, a rendere la primavera così ammaliante, un’armonia che scompare con l’arrivo dell’estate.



















