Il post della domenica: attesa d’autunno

Mi vergogno, l’ammetto, perché il silenzio del mio blog è stato eccessivo: l’ultimo post risale al 2 settembre. All’inizio del mese ho avuto il primo malanno di stagione: una forte infreddatura mi ha causato febbre, dolori alle ossa, mal di gola e un po’ di debolezza. In quel frangente non ho avuto la forza di scrivere. Ma il malanno è passato e ho continuato a trascurare il blog per un misto di ansia, ritmi di vita frenetici e stanchezza. Mi dispiace, mi dispiace perché la cura di questo spazio è uno dei miei hobby preferiti, per cui mi riprometto di non farlo più, almeno in assenza di problemi seri.

Nonostante le temperature estive di questo fine settimana, l’autunno è fra noi. Ce ne accorgiamo dal vento che sopraggiunge improvviso a spezzare la monotonia del sole, regalandoci qualche brivido intenso; lo cogliamo nelle ombre che s’insinuano a mettere in fuga i pomeriggi, sempre più brevi e irrequieti; lo avvertiamo persino lungo le pareti delle nostre case, accarezzate da una luce obliqua, gentile – il tempo della cortesia e del rispetto.

E poi si sta avvicinando l’appuntamentto più importante, quello che noi amanti dell’autunno attendiamo ogni anno con trepidazione: l’equinozio, che cadrà domani alle 20:19 ore italiane, il momento esatto che traccerà il confine fra la stagione estiva e quella autunnale. Per me sarà un momento magico, da festeggiare con una buona cena e tanta gioia; eppure, sarà accompagnato da una lieve malinconia, perché l’inizio di un nuovo ciclo comporta sempre la chiusura di un altro, e di fronte a un termine, a una fine, a una chiusura è quasi inevitabile avvertire un senso di mestizia e domandarsi cosa accadrà, quali incognite ci riserverà questa stagione magnifica e difficile, indecifrabile ed elusiva nella sua elegante profondità.

Intanto buon inizio di settimana a chiunque decida di passare su questo blog.

Benvenuto agosto

L’ammetto, a dispetto del mio amore per l’autunno: la comparsa di agosto mi emoziona ancora un poco. Sono lontana dalle sensazioni della mia adolescenza, da quelle aspettative tumultuose e irragionevoli che m’invadevano quando questo mese, luminoso e fiero, cominciava il suo cammino. Ma conservo ancora una scintilla di quell’ardore, una vitalità dirompente che domanda ascolto e attenzione, che chiede di non essere dimenticata o repressa; e io sono qui ad accoglierla.

Ho sempre considerato agosto il periodo delle vacanze per eccellenza, il più folle, anarchico e vivace mese estivo, forse perché prelude a un mutamento radicale, alla fine della luce e all’inizio delle ombre, del primo freddo, dei cieli irrequieti. Agosto è il culmine dell’estate, ma un culmine – qualsiasi culmine – implica sempre l’arrivo, prima o poi, di una decadenza, di uno sfaldarsi lento, di una discesa, e ciò rende agosto ancora più prezioso per chi ama questa stagione: è l’ultima occasione per divertirsi senza troppi freni, per trascorrere ore e ore all’aperto, per vivere le notti intensamente, per immaginare l’impossibile.

Come sarà questo mese? Che cosa auspichiamo? Speriamo che siano vacanze serene e allegre, indipendentemente dal luogo in cui si trascorreranno. Speriamo che agosto sia riposante e gentile, e che accolga e custodisca con indulgenza qualche nostra piccola follia, amandoci e consolandoci quando ne abbiamo bisogno.

Felice agosto a tutte e a tutti. E tu che cosa ti aspetti da questo mese?

Il post della domenica: mattina, blog e silenzio

Ieri sera ero stanchissima. Dopo una settimana estremamente frenetica, fatta di lavoro e mille incombenze, ho deciso di leggere un po’ prima di andare a dormire e mi sono seduta sulla poltrona, convinta di poter trascorrere un po’ di tempo in pace. Ma si sa come vanno queste cose: quando ci si siede su una poltrona, ecco che Morfeo compare d’improvviso e non ammette ragioni; così, mi sono arresa e sono andata a letto in uno stato collocabile a metà fra il coma e il decesso.

Speravo in un lungo sonno ininterrotto, un sonno che potesse durare fino almeno alle otto di mattina, e invece no, alle cinque avevo già gli occhi aperti e vigili. All’inizio non ho accettato questo di dato di fatto e ho scelto un ingenuo meccanismo di negazione: mi sono detta che era troppo presto, che non era giusto alzarsi alle cinque di una domenica d’estate e ho tentato di dormire. Come sia finita questa assurda pretesa di voler rimuovere la realtà, è facilmente immaginabile: alle sei meno un quarto mi sono alzata, ho aperto le finestre, sono andata sul balcone, l’ho spazzato, ho guardato la strada vuota, ho pulito il davanzale del bagno e, in attesa della colazione, che arriverà più tardi, ho aperto il pc e ho deciso di aggiornare il blog.

E…

E sono felice. Anche se è giorno, intorno a me tutto tace: è il silenzio della domenica, che racconta storie di quiete e m’incanta, soprattutto grazie all’aria fresca della mattina e al vento mi accarezza.

A proposito di aria fresca, ieri pomeriggio è arrivata una sorpresa: d’improvviso si è alzato il vento, il cielo ha cominciato a colorarsi di burrasca ed è scoppiato un temporale che ha abbassato la temperatura. Non è stato lungo, ma sufficiente per donare a luglio un volto più umano, più rassicurante. E qui mi viene da pensare che luglio se ne sta andando, che fra poco passerà il testimone ad agosto e allora l’estate sarà al culmine, il culmine che precede il declino. Ma ora preferisco restare ancorata al presente, a questa domenica mattina che mi vede impegnata a scribacchiare sul blog.

Adesso sono le sette e dieci, e, dalla finestra aperta, il sole comincia a farsi sentire, forte, intenso, caldo, mentre io sono assonnata perché la mia notte è stata troppo breve. Mi domando come trascorrerà questa domenica estiva, che cosa porterà con sé, quali sussulti, trame e messaggi vorrà dispensare. Io mi auguro che passi tranquilla e silenziosa, come un’ombra amica ad accompagnare tutte le ore del giornata.

Intanto, buona domenica a chi passerà su questo blog.

Tregua di luglio

Ho lasciato che il silenzio e la quiete – una quiete luminosa, dai colori estivi – avvolgessero il mio blog per qualche giorno, come un riposo meritato dopo fatiche lunghe ed estenuanti.

La novità è stata la tregua dopo l’afa insostenibile, le notti fresche ad accompagnare e custodire amorevolmente il sonno, le giornate sfavillanti di sole eppure miti, di una dolcezza quasi disarmante.

Quando luglio assume un volto umano e benevolo, diventa un incanto ammantato di luce e di sogni. Ci si sorprende, allora, ad amarlo come accadeva durante l’estate della nostra vita, con una passione ardente e morbosa, come se non esistesse un altro orizzonte, un’altra stagione degna di attenzioni.

È soltanto una tregua, questa, e lo sappiamo, ma è un intermezzo che ci parla, che racconta molto di noi, dei nostri desideri sopiti, delle fantasie che sanno destarsi d’improvviso, della verità scritta nel nostro mondo interiore.

Benvenuto luglio, dunque, anche per questa pausa inattesa.

Benvenuto luglio

Quest’anno salutare il sopraggiungere del nuovo mese è diventato un appuntamento fisso, un’abitudine, e ormai intendo continuare: è un rito che mi piace, in linea con il filo conduttore del blog, ed è un modo simpatico per scandire lo scorrere del tempo. Diamo dunque il benvenuto al mese estivo per eccellenza, un mese sfrontato, magnifico e crudele, incapace di mezze misure: luglio.

Luglio è uno splendore di luce e di gioia di vivere, a patto, però, di poter lasciare la routine cittadina per fuggire via e andarsene in vacanza o, come si diceva un tempo, in villeggiatura.

La villeggiatura, come la chiamavamo qualche decennio fa, non era la vacanza dei nostri giorni – breve, episodica, spesso raffazzonata e faticosa – ma era un vero e proprio trasferimento in un’altra località per un lungo soggiorno, che a volte poteva durare anche due mesi. Credo che luglio sarebbe sopportabile soltanto se potessimo tornare, come per magia, alla villeggiatura del tempo che fu. Però oggi è quasi impensabile, per cui questo mese diventa spesso un castigo e un’occasione persa, fonte di grande frustrazione.

Che cosa aspettarsi, dunque, da luglio? Ciascuno ha i propri desideri e qualche speranza. Io mi auguro che luglio sia gentile e ci regali qualche giornata mite, qualche sorpresa emozionante, alcune soluzioni e un nuovo inizio. Se tutto ciò è impossibile, mi auguro invece che passi in gran fretta.

E pensare che io, io che mi esprimo in questo modo, sono una creatura di luglio, perché a luglio sono nata e oggi è il mio compleanno. Sia come sia, buon luglio a chi passerà su questo blog.

Tu, invece, cosa ti aspetti da questo mese rovente?

L’estate fra noi

L’estate è qui, fra noi, interamente, senza mezze misure. È in ogni angolo di strada soffocato dal caldo, nell’aria svagata di tante persone che spesso camminano lente, negli abiti leggeri e trasparenti, veli impalpabili ad accarezzare la pelle – quel desiderio di mostrarsi, di esibire il corpo, di correre incontro alla vita sfacciatamente, senza riserve. E concedersi il lusso di abbandonare ogni affanno, di rimandarne il pensiero almeno per qualche tempo.

L’arrivo dell’estate mi ha colta di sorpresa alcuni giorni fa – giorni di silenzio sul blog – quando, entrando in cucina, ho guardato la portafinestra pensando che, dopo cena, sarei uscita sul balcone per attendere il sopraggiungere della notte, la breve, chiara notte di giugno. Un pensiero di poco conto, istintivo, che però ha svelato un mutamento importante: l’ingresso ufficiale della stagione estiva fra le pieghe della mia vita quotidiana, fra quei piccoli gesti che ridefiniscono lo scorrere delle ore quietamente, come se niente di nuovo stesse accadendo. Eppure accade.

Una giornata semplice

In questo bellissimo periodo di transizione, mentre l’anno sta per congedarsi, amo lasciarmi avvolgere dallo scorrere delle giornate: sono loro a dettarmi ritmi di vita, gesti e pensieri. Mi piace, in questo intermezzo, scrivere, leggere, passeggiare e curare il blog.

Stamattina, complice un bel sole quasi tiepido, ho raggiunto il Parco della Resistenza per vederlo così, completamente spoglio sotto la luce invernale:

Sono felice di aver potuto approfittare del bel tempo, ma spero che, prima del 31 dicembre, il grigio torni a rendere queste giornate ciò che dovrebbero essere, misteriose e rarefatte.

Dopo la mattinata trascorsa all’aperto, ho voluto un pomeriggio tutto casalingo fra letture, computer, biscotti natalizi e blog:

E mentre sto scrivendo questo post lievissimo e spensierato, ascolto una vecchia canzone e penso che la mia serata sarà lunga e molto serena. Spero che possa esserlo anche per chi verrà su questo blog.

Benvenuto ottobre

L’inizio è promettente: il mattino si è destato con l’umore incerto, un po’ imbronciato, per poi splendere di sole e di luce dorata. Comincia il mese dell’anno che amo con tutta me stessa, il mese in cui le nostalgie e le consapevolezze e la maturità si confondono con il piacere dei colori intensi, della serenità ritrovata, della pace interiore. Il mese degli enigmi e dei segreti e dei buoni propositi.

Come vivremo questo dono che attraversa il tempo con tanto garbo e inarrivabile profondità? Per ora iniziamo dalle piccole cose, quelle minuscole, che preludono sempre ai mutamenti più importanti:

Buon ottobre a tutte e a tutti. Bisogna accoglierlo con affetto, questo mese dagli intensi chiaroscuri, e occorre ascoltarne tutti i discorsi, perché è un maestro di rara saggezza.

Arrivederci, mio bell’agosto

Ora che sta finendo, avverto un’ombra di malinconia e un peso sul cuore. Che lo si voglia o no, agosto è uno spartiacque. Mentre fugge via ci deruba e trascina con sé le vacanze, le notti trascorse senza dormire e quello stile di vita un po’ disordinato in cui è lecito sconvolgere il ritmo delle giornate, senza mai sentirsi in colpa: partire, muoversi, riposare, abbandonare, dimenticare.

Se l’arrivo di settembre portasse con sé alcuni segni dell’autunno, saluterei agosto serenamente. Ma settembre si è ormai trasformato in un’estate prolungata, debilitante e priva di senso, senza la gaiezza e le spensierate intemperanze del mese precedente.

Il mio agosto, il magnifico agosto del mio cuore, dovrebbe terminare con la pioggia e il cielo in tumulto, per chiudere l’estate in modo solenne e consegnarla intatta ai nostri ricordi più belli. Settembre, invece, dovrebbe aprirsi con un morbido velo di mestizia a coprire il sole e con le serate fresche, ma dolci, a raccontare le fiabe della nuova stagione.

Scorcio di fine agosto

Le vacanze volgono al termine proprio come il mese d’agosto, splendida vertigine di sole e di anarchia.

In questi ultimi giorni di quiete, lascio che il tempo trascorra senza pormi limiti, obblighi o insensati schemi esistenziali: vivo e basta, felice di non dover rendere conto a nessuno dei miei passi, finalmente lenti, delle lunghissime notti insonni, delle incertezze e dei silenzi.

Ho un unico cruccio: avrei voluto scrivere e non l’ho fatto per un eccesso di perfezionismo, perché ogni pensiero mi sembrava inutile o superfluo, inadatto al blog. E ho sbagliato.

Ma la colpa è stata anche di agosto, che mi ha ghermita e sedotta – corrotta, forse. L’estate non è terminata e probabilmente settembre non segnerà l’inizio dell’autunno, ma sarà afoso, caldissimo, intollerabile; agosto, però, se ne sta andando e un po’ di malinconia accompagna questo finire, lo sfaldarsi di un periodo dedicato alla libertà, un tempo leggero e profondo, contraddittorio nella sua bellezza debordante e un po’ volgare.