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mercoledì 21 dicembre 2022

CREMA DI TOPINAMBUR, SARDINE ESSICCATE DI MONTISOLA, ARANCIA

 


Non è un risotto anche se avrebbe tutti i requisiti per essere trasformato in risotto. Da un po' di tempo sono monotematica, lo so. Da quanto è partita l'attività del Clan del risotto del venerdì, non è che non cucini cose degne oltre ai risotti ma non sempre ho voglia di impegnarmi nel set fotografico che presuppone organizzazione e tempo e attenzione. Infatti in questo piatto, seppur l'avessi programmato e pensato esattamente così, all'ultimo mi sono dimenticata del tocco finale: le chips di topinambur sopra la crema dello stesso tubero. Niente di straordinario ma carino. Amen. 

Un piatto molto semplice, ideato per assaggiare le sardine di lago essiccate acquistate di ricente dalla Pescheria F.lli Archetti, suggerita da Gianni, membro del nostro clan, dopo averle scoperte sul suo blog Cocogianni


Le sardine essiccate sono un prodotto tipico del Lago d'Iseo, precisamene di Montisola, riconosciute come presidio Slow Food.  Le sardine di lago o agoni, sono una sottospecie delle gheppie, pesci di mare che si riproducono risalendo i fiumi. Secondo gli studiosi le gheppie sarebbero, anticamente, rimaste intrappolate nei laghi prealpini adattandosi, nel tempo, alle nuove condizioni.

All'assaggio, hanno un gusto importante, netto di pesce azzurro ma al contempo delicato, anche la sapidità è corretta. 



La ricetta è banale, non sto neanche ad indicare le grammature. Per la crema di topinambur, sbucciate dei topinambur e tagliateli a fettine. 

Una manciata di fettine servirà per le chips. Io le faccio asciugare in microonde a potenza media 2-3 minuti, a seconda dello spessore delle fettine. 

Per la crema, fate sudare un po' di cipolla bionda con un po' d'olio evo, alloro e salvia, poi fate insaporire i topinambur, unite acqua calda  e portate a cottura aggiungendo altra acqua man mano. Ci vorranno 15-20'. Insaporite con sale,  rimuovete l'alloro e la salvia, frullate allungando con altra acqua, se necessario, e un filino d'olio,  fino ad avere una crema consistente ma fluida e liscia. 

Mettete a bagno in acqua calda le sarde per ammorbidirle e per facilitare la pulizia e il distacco della spina centrale. Apritele, mondatele bene, rimuovete il più possibile anche le piccole lische, dividetele in due filetti e infine tagliatele a fettine. 

Versate la crema nei piatti, disponete dei pezzettini di sarda sopra la crema, completate con una grattugiata di scorza d'arancia non trattata, le chips di topinambur, qualche fogliolina di finocchietto selvatico, una macinata di pepe timut. 

Non mi sarebbe dispiaciuto anche un tocco affumicato, avevo un olio fumé, ma ho dimenticato anche quello. Insomma, oggi sono proprio un disastro. E' già tanto che non ho bruciato niente!!! 



venerdì 31 gennaio 2020

SARDE IMBOTTITE AL MAIS LACCATE AL BERGAMOTTO E MIELE


Premetto che non c'è nessun riferimento politico ;-) ma prferisco da sempre le acciughe alle sarde, per affetto e per gusto ma anche per praticità, perché si puliscono più facilmente e,  del resto, il blog parla da solo, basta contare le ricette con le acciughe in rapporto a quelle con le sarde....
Lungo il litorale livornese le acciughe d'inverno scarseggiano, i pescatori si riposano e fanno riposare anche le mie azzurre preferite. Così arrivano dall'Adriatico, perchè quelle della Liguria si fermano in Versilia! La seppur breve trasferta  non giova all'integrità delle carni e spesso sono molto piccole, come quelle che ho trovato qualche giorno fa al banco della mia pescheria. Per contro avevo notato delle sarde di buona taglia e dall'aspetto ben turgido.  Come spesso accade, è il mercato che decide il menu della giornata, quindi opto per le sarde, anche per una sorta di nostalgia del recente viaggio in Sicilia.
Come le cucino? A beccafico? Troppo scontato? Però ricordavo delle sarde a beccafico con piccole varianti personali nel blog Kamp Secret Kitchen, dell'amico Fabio Campetti,  appassionato come me di pesce azzurro e suo grande interprete: Sarde a beccafico con panforte di Siena e   Sarde a beccafico con miele e limone. Ha vinto la seconda, non avendo a disposizione il panforte. Però al solito, rielaboro a modo mio, non sono proprio a beccafico, ho sfruttato solo la laccatura con il miele e il limone che ho sostituito col bergamotto, che adoro e la cui stagione dura poco, quindi bisogna approfittarne!!
Non avevo molta voglia di fare i classici rotolini, allora le ho accoppiate e farcite a mo' di tramezzini, più veloci da preparare. Per quanto riguarda la farcia, uso spesso la farina di mais al posto del pane grattugiato per panature o gratinature, di conseguenza ho deciso di utilizzarla anche nella farcia che ho composto a sentimento dopo qualche ora di elaborazione mentale. Forse per aumentare la spinta sapida/piccante, non ci starebbe male anche un po' di provolone grattugiato nel ripieno, che spesso compare nelle ricette di pesce azzurro del sud.
Già mentre la preparavo il profumo del bergamotto fuso con quello del cumino era inebriante. In cottura non vi dico, esaltati entrambi anche dall'alloro. Una sinfonia. E il tocco finale, la laccatura al miele e succo di bergamotto. Una vera delizia.


Le verdure non mancano mai nei miei piatti, il frigo era ben fornito. Ho deciso dunque di andare sul classico scegliendo un'accoppiata semplice come cavolo cappuccio bianco e carote, da fare in agrodolce. Si può fare anche un bel mix con il cavolo viola o cavolfiori di vari colori, il sedano, le cipolle, i finocchi e normalmente  aromatizzo con lo stesso cumino o coriandolo ma in questo caso ho preferito evitare perchè c'erano già tanti profumi nelle sarde.


SARDE IMBOTTITE AL MAIS, LACCATE AL BERGAMOTTO E MIELE
con verdure in agrodolce

Ingredienti per 15-16 imbottiti

30-32 sarde fresche di medie dimensioni
foglie di alloro

per l'imbottitura:
100 g di farina di mais fioretto
1 bergamotto di Calabria non trattato
1 cucchiaio di capperi sotto sale di Pantelleria
1 cucchiaio di pinoli bio di San Rossore
1 cucchiaino di colatura di alici di Cetara
1 cucchiaino di semi di cumino
1 cucchiaino di pepe di Sichuan
1 spicchio d'aglio rosso di Nubia
olio evo, acqua, sale fino qb

per la laccatura:
una generosa cucchiaiata di miele millefiori (o altro miele biondo es. d'acacia o d'agrumi)
succo di un bergamotto qb
olio evo qb

per le verdure in agrodolce:
300 g di cavolo cappuccio bianco
200 g di carote
(ma anche cipolle, sedano, finocchi...)
olio evo, aceto di mele, salsa teryaki, salsa worchester, sale, zucchero

Squamate e decapitate le sarde, evisceratele, privatele della lisca e mettetele a bagno con acqua e ghiaccio, cambiandola due o tre volte. Scolatele, disponetele aperte a libro su carta assorbente, tamponatele con altra carta.
Dissalate bene i capperi, tritateli grossolanamente. Tritate finemente i semi di cumino e il pepe di Sichuan.
Miscelate la farina di mais con i capperi tritati, l'aglio passato nello spremiaglio, i semi di cumino e il pepe di Sichuan. Aggiungete anche i pinoli, la scorza grattugiata di un bergamotto, condite con la colatura di alici e amalgamate il tutto con un po' d'olio evo e un po' d'acqua in modo da compattare un poco il composto.
Prendete una sarda, mettetela nel palmo della mano, copritela con uno strato di composto, chiudete con una seconda sarda e così fino ad esaurimento. Disponete le sarde imbottite in una pirofila irrorata d'olio e rivestita di foglie d'alloro spezzate sui bordi (così sprigionano meglio l'aroma).
Se avanza della farcia, cospargetela sulla superficie delle sarde e infine laccatele con un'emulsione di miele, succo di bergamotto e olio. La laccatura dovrà essere fluida ma consistente quindi regolatevi e assaggiate, nel momento in cui sciogliete il miele con il succo di bergamotto e l'olio.
Passate in forno pre-riscaldato a 180° C per una quindicina di minuti. Fate riposare 5 minuti fuori dal forno prima di servire.

Per le verdure: tagliate a julienne il cavolo, pelate le carote.
Fate rosolare il cavolo con un po' d'olio, sfumate con due cucchiaiate di aceto di mele, un cucchiaio di teryaki e uno di worchester, fate insaporire a fiamma vivace, poi aggiungete le carote tagliate a lamelle con il pela carote direttamente sopra alla padella, aggiungete un pizzico di sale e zucchero, mescolate, fate andare pochi minuti, devono asciugare e appassire appena e rimanere ancora croccanti.

Servite le sarde accompagnate dalle verdure in agrodolce

sabato 26 maggio 2018

IL GUSTO RITROVATO DELLE SARDINE DI FRIGGERA A UN MARE DI GUSTO 2018

Foto credits: Civico8adv

Nel weekend 19-20 maggio si è svolta a San Vincenzo Un mare di gusto, palamita in fiore, la tradizionale kermesse enogastronomica legata alla palamita e a tutto il pesce azzurro del nostro mare, quest'anno declinata "in fiore" a simboleggiare il risveglio primaverile della natura, mare compreso!


Ha riscosso un grande successo di pubblico l'abituale appuntamento con lo street food, nella sua versione serale, grande novità di quest'anno,  con  ben 1500 persone che hanno gustato le specialità a base di pesce azzurro e fiori eduli dei 18 ristoranti, bar  e agriturismi sanvincenzini che hanno aderito all'iniziativa.  

Il giorno seguente un "serpentone" di 150 persone ha gremito la passeggiata del marinaio con un allestimento insolito e speciale di eleganti tavoli "fronte mare" per un pranzo altrettanto speciale preparato da una jam session di quattro chef del territorio: la direttrice artistica della manifestazione Deborah Corsi de La Perla del Mare di San Vincenzo,  Ivano Lovisetto del ristorante Al Baccanale di Piombino, Mirko Rossi de Il Doretto di Cecina e Fabrizio Caponi dell'Osteria I'Ciocio di Suvereto, con il supporto di Momenti Conviviali di Paola Picchi e l'aiuto dei ragazzi dell'Istituto Alberghiero Einaudi Ceccherelli di Piombino e i Sommelier Fisar delle delegazioni di Livorno e Costa Etrusca.
Il menu era a base di palamita e altri pesci azzurri abbinati ai fiori eduli, secondo il tema della manifestazione. I fiori sono stati sponsorizzati da Fiori Commestibili Bio Carmazzi di Torre del Lago. Vini: Tenuta Guado al Tasso - Antinori, Podere San Michele, Poggio al Grillo e Terre del Marchesato. Caffè Torrefazione artigiana Trinci. Acqua Bevande Tozzi.



Una vera sfida questo pranzo, la cui organizzazione e gestione non era semplice ma che è riuscito molto bene, baciato anche da una giornata meravigliosa, e  che ha dato grande soddisfazione a tutto lo staff e i complimenti entusiasti ricevuti dal pubblico ripagano della fatica! E mi ci metto anch'io che ho fatto la hostess, la fotografa e la pr e alla fine del pranzo ho fatto qualche chilometro in su e in giù! Ma nulla in confronto al gran lavoro di chi ha portato, montato e smontato tutto l'occorrente e agli stessi chef che hanno cucinato per tutte quelle persone!


Il sabato pomeriggio, si sono svolte nella bella sala consiliare della Torre,  alcune interessanti attività che ho curato e coordinato personalmente, supportata ovviamente da tutto lo staff organizzativo  :  la presentazione del libro dall'Atelier alla cucina di Elisabetta Arrighi con la presenza dell'autrice e dello chef Emanuele Vallini che ha interpretato nel piatto il parallelo con la moda e il design e ha offerto degli assaggi, la presentazione del progetto Avis San Vincenzo in collaborazione con il dr Andrea Biagi, biologo, nutrizionista e personal trainer e la chef Deborah Corsi sulla nutrizione di qualità per un "successful aging", la presentazione de "il gusto ritrovato delle sardine della friggera di San Vincenzo" che desidero approfondire in questa sede e infine il convegno "la palamita che verrà - il futuro della pesca nel nostro mare" con esperti di settore e rappresentanti istituzionali quali  Giovanni Maria Guarneri, funzionario settore faunistico-venatorio,  pesca dilettantistica e pesca in mare Regione ToscanaMaurizio Poli, Dirigente affari legali e demanio marittimo Comune di Piombino,  Giovanni Raimondi, biologo marino dell’Acquario di Livorno, Riccardo Romano Responsabile acquisti ittici Unicoop Tirreno. Il convegno sarà  oggetto di un prossimo articolo su questo blog.



IL GUSTO RITROVATO DELLE SARDINE DELLA FRIGGERA DI SAN VINCENZO ovvero "il pesce com'era nel mondo com'è" - da un'idea e a cura di Maurizio Dell'Agnello, giornalista della rivista Il pesce, che ha introdotto e moderato l'incontro, Rodolfo Tagliaferri, Circolo Fotoamatori  San Vincenzo, che ha proiettato immagini e video di repertorio fra cui alcuni emozionanti inediti,  Paolo Orazzini, ristoratore de  Il Gustomobile, che ha spiegato come è avvenuto in pratica il recupero del gusto delle sardine di allora, interpretato con la tecnologia contemporanea. Nella foto, da sinistra verso destra: Paolo Orazzini, Lorenzo Bientinesi, Gaddo della Gherardesca, Maurizio Dell'Agnello.


Bientinesi e il Conte della Gherardesca

Prezioso è stato l' intervento di Lorenzo Bientinesi, storico locale che ha ripercorso brevemente la storia della pesca nell'area sanvincenzina ma che avrebbe potuto continuare per ore attingendo al suo incredibile bagaglio di conoscenza! Significativo e appassionato  è stato infine  l'intervento del conte Conte Gaddo della Gherardesca che ha ricordato il coinvolgimento della propria famiglia nelle attività conserviere e raccontato alcuni aneddoti spiritosi sugli amici pescatori.
Rodolfo Tagliaferri e Luciano Corsi

Non ultimo, il maestro modellista Luciano  Corsi ha presentato un modello di barca da pesca a vela latina, facente parte della sua collezione in mostra nella sede del circolo fotoamatori, durante tutta la manifestazione.


Foto dal libro San Vincenzo e la pesca del pesce azzurro di Vinicio Biagi


La Friggera di San Vincenzo

A cominciare dagli anni ’20, la Riviera della Costa degli Etruschi, cominciò ad essere interessata da un’attività che per diversi anni a seguire avrebbe rappresentato un’importante fonte di approvvigionamento alimentare, ma anche una valente risorsa economica: la pesca organizzata del pesce azzurro e la sua trasformazione in stabilimenti per la produzione di prodotti in scatola che presero il nome di “friggere”. 
La Famiglia della Gherardesca fu molto attiva in questo settore, avviando prima la friggera di Donoratico, al Bambolo,  e poi quella di San Vincenzo, quest'ultima in funzione a partire dai primi anni '30 fino alla fine degli anni  '40,  come è stato ampiamente documentato nelle pubblicazioni di Vinicio Biagi, storico “documentarista ittico” del territorio, e da  altre testimonianze, raccolte da appassionati come Maurizio dell'Agnello, Rodolfo Tagliaferri, Lorenzo Bientinesi  e Paolo Orazzini e che, nel corso delle numerose manifestazioni che il Comune di San Vincenzo ha dedicato alla Primavera del Mare della Costa degli Etruschi, sono state messe in evidenza
Foto dal libro San Vincenzo e la pesca del pesce azzurro di Vinicio Biagi

Nell'impianto di San Vincenzo trovarono impiego fino a 60 donne con tangibile vantaggio per la modesta economia del paese. 
Le sardine inscatolate a San Vincenzo, che erano assai apprezzate sui mercati e che costituivano anche un'importante risorsa per il vettovagliamento dei soldati in armi, grazie ad  una maliziosa operazione di marketing, erano etichettate con la denominazione "Dante' s" , assai simile per assonanza a "Nantes" la conosciuta denominazione delle famose sardine di Bretagna che godevano di vasta fama in tutta Europa!
Foto archivio fotografico Circolo Fotoamatori San Vincenzo


Verso la fine della seconda guerra mondiale, gli impianti della friggera furono distrutti dai tedeschi in ritirata; terminata la guerra, dunque, la friggera concluse definitivamente il suo tempo e lo stabile fu acquisito dalla Curia Arcivescovile di Siena che la trasformò in sede per le sue importanti Colonie Marine. Contrariamente a quanto si era verificato a Donoratico, lo stabile fu in seguito completamente trasformato fino a divenire un albergo di vaste dimensioni e della vecchia "fabbrica delle sardine" si perse quasi completamente ogni memoria, sì che, come scrive il Biagi, ai tempi della sua pubblicazione,  le vecchie operaie ancora in vita, che vi avevano lavorato, stentavano  anche a riconoscere il posto! Eppure quell'edificio perduto merita una seppur modesta memoria se non altro per aver contribuito in anni difficili ad alleviare la miseria di tante famiglie.

Per ulteriori approfondimenti : 

San Vincenzo e la pesca del pesce azzurro di Vinicio Biagi 
Un interessante video con un'intervista di Maurizio Dell'Agnello al conte Ugolino della Gherardesca del 2013
 https://www.youtube.com/watch?v=mq7P3fGXFC8
Memorie di un pescatore: Vasco Guardino, detto "Nerbino" video del 2015  https://www.youtube.com/watch?v=_bhwJPl71PE


Ma come era il gusto delle sardine di friggera?
Alcuni documenti relativi alla storia delle friggere e le testimonianze dirette delle  persone che vi hanno lavorato, hanno consentito di recuperare i processi produttivi che venivano seguiti dalle maestranze, fornendo la ricetta in base alla quale ha avuto seguito il “recupero” del gusto delle sardine di friggera del tempo, che sono state offerte in assaggio a fine presentazione, accompagnate dal gradevole Vermentino Doc Bolgheri 2016 di Fattoria Casa di Terra di Bolgheri.  Le sardine sono state gentilmente fornite da Unicoop Tirreno.

Orazzini spiega il metodo di San Vincenzo, acquisito nel tempo, grazie alle testimonianze di alcuni vecchi lavoranti : le sardine appena sbarcate venivano portate immediatamente alla friggera  e come primo intervento, dopo la pesatura, i pesci venivano eviscerati per essere subito immessi in grandi recipienti contenenti acqua e sale per farli spurgare. A seguire, le sardine venivano disposte su una serie di "graticci" onde asciugassero all'aria. Terminata questa fase, le sardine venivano  decapitate* e sciacquate e, infine, secondo la taglia, venivano disposte in numero di 6-8 nelle classiche scatolette metalliche. 


Le scatolette venivano poste su delle griglie, tappate e messe al contrario. In questo modo venivano spinte all'interno di un forno a vapore. Ultimata la cottura, le scatolette venivano rigirate, colmate d'olio  d'oliva (non indaghiamo se fosse extravergine o chissà che altro!!) e,  ancora calde, venivano sigillate per "aggraffatura"  e di lì a poco immagazzinate e fatte riposare per il cosiddetto periodo di stabulazione, prima di essere messe in commercio. In questo periodo,  le scatolette venivano ispezionate per eliminare quelle che risultavano deformate per difetti di conservazione o errori di inscatolamento. 
*pare che lasciando la testa alle sardine, maturino meglio. Alle acciughe invece va tolta subito perchè altrimenti conferisce l'amaro.

Nell'interpretazione moderna, Orazzini ha rispettato tutte le fasi di preparazione e per la cottura, ha utilizzato un forno moderno a temperatura controllata per 20' a 120° C.

Ma l'intraprendente e intrepido Orazzini, appassionato produttore di salumi ittici, quali la "porketta di tonno" la finocchiona e la mortadella di mare, che porta in giro per i mercati di tutta Italia, con il suo Gustomobile, un singolare furgoncino Citroen vintage azzurro, ha preparato per la degustazione anche le sardine secondo il metodo di Donoratico!
Il suo food truck inoltre  nasconde anche uno speciale "garum" etrusco dalla composizione segretissima e non in commercio! Ma chissà che in un prossimo futuro....
Foto credits Paolo Matteoni

Il metodo di Donoratico si differenziava da quello di San Vincenzo  per la cottura e per la chiusura delle scatolette che venivano stagnate. Nella friggera del Bambolo avveniva la vera "friggitura",  che dava il nome all'attività e che è stata mantenuta anche per San Vincenzo, anche se lì le sardine venivano cotte al vapore.  Oggi definiremmo la "friggitura"  come  olio cottura o confit alla francese, perché non era una frittura in olio profondo ma le sardine cuocevano nel loro olio che friggeva per via dell'alta temperatura, e poi venivano conservate nello stesso olio. 

Nel dettaglio: dopo essere state disposte nelle scatolette metalliche, venivano  subito ricoperte di olio di oliva . A questo punto si realizzava la vera e propria "friggitura" dopo che le singole scatolette con il loro contenuto erano state collocate su una griglia sovrastante un uniforme strato di brace da tempo accesa; Non è certa la durata di questa cottura ma presumibilmente si pensa 30-40'. In tal modo acquisivano anche un sentore leggermente affumicato che è risultato anche dalla preparazione di Orazzini, il quale ha utilizzato un "braciere" moderno a temperatura controllata di 130° C. Una volta cotte, col metodo moderno, sono state prima abbattute di temperatura e poi conservate sottovuoto fino alla degustazione. 


Confrontando le due sardine, le prime risultano un po' più "lesse" e delicate, le ultime più saporite e con quel tocco leggero di affumicato che le arricchisce e le rende più accattivanti. 



La presentazione e la degustazione delle sardine sono state  apprezzate da un pubblico numeroso, in prima linea anche il Conte Gaddo della Gherardesca  con la sorella Contessa Sibilla

Il direttore commerciale della Fattoria Casa di Terra di Bolgheri, Dario Mugnaini, ha personalmente servito il loro gradevole Vermentino Doc Bolgheri, insieme ad un sommelier Fisar Costa Etrusca.


E anche quest'anno, e forse meglio di altri anni, la memoria della Friggera di San Vincenzo è stata onorata. In alto i calici dunque per ringraziare i nostri appassionati custodi e divulgatori di tutto ciò che riguarda la cultura della pesca del nostro mare e non vediamo l'ora di scoprire cos'altro hanno in serbo per le prossime edizioni di Un mare di gusto o altri eventi a cui Poverimabelliebuoni non mancherà!!


GRAZIE A TUTTI E AD MAIORA!!


martedì 29 marzo 2011

IL PIATTO DEL COMPLEANNO DI POVERIMABELLIEBUONI: PACCHERI AL RAGU' AZZURRO DI PRIMAVERA


Ieri mattina mi sono goduta le reazioni al post del compleanno, ho chattato, messaggiato, telefonato, insomma "cazzeggiato" fino alle h 11, un paio di mail di lavoro e via al mercato a comperare qualcosa.
Non avevo proprio pensato di festeggiare il compleanno di Poverimabelliebuoni con un piatto speciale, mi ero ripromessa di fare un po' di dieta visto che le ultime settimane sono state ad alto contenuto calorico.
Il commento della Ste "cosa fai di buono oggi?" mi ha fatto sentire in colpa. Uffa, come si poteva far finta di niente? 
Il lunedì il banco dei pesci è un po' magro, quando va bene è roba di sabato perchè la domenica la pesca è ferma quasi ovunque, oppure è tutta roba d'importazione. Dò una sbirciata al freezer: una vaschetta con acciughe già sfilettate, 2 sugarelli, 2 sgombretti, 3 sardine......mumble mumble mumble.....in frigor ho delle puntarelle che ho pulito la sera prima, un pacchetto di paccheri di pasta fresca?....mumble mumble......altra verdura l'avrei presa al mercato,.........TROVATO!!!
Pranzo light: riciclo le "mie" puntarelle con le alici fresche crude e alici sott'olio, olio evo, limone, olive taggiasche e scorzette di limone candite (non ne ho avuto il tempo) che avevo proposto per il contest GLI AGRUMI de Il ricettario di Cinzia



Cena: paccheri con ragù di pesce azzurro! Sì! Però "rosso" non mi andava, i pomodorini non sono speciali, non avevo i filetti della Belfiore, un azzurro bianco? ma come? i paccheri hanno bisogno di un sugo bagnato.......beh ci faccio un brodo di pesce naturalmente e......ma che bianco....giallo! Tipo pasta con le sarde, dove ci va anche lo zafferano, il finocchietto selvatico ce l'ho...ok!
Il Barbi davanti alla sua montagna di paccheri con sugo che bastava per 4 ha esclamato "è la pasta più buona che hai fatto in tutto il blog!!!"
Non siamo stati di parola, abbiamo aperto una bottiglia di vino che però è rimasta a metà, abbiamo accompagnato la pasta con un vecchio amico:  Obizzo igt 2009 dell'azienda Donna Olimpia di Bolgheri, con la quale collaboro, un vermentino gradevole, fresco, non impegnativo che apri con disinvoltura e non ti delude mai anche se in questo caso era un po' sotto al piatto.

La ricetta x 2 persone :

paccheri 200 gr
pesce azzurro misto  ca 300 gr, lordo  (nel mio caso: sugarello, sgombro, sarde)
1/2 spicchio d'aglio
1/2 cipollina o 1 piccolo scalogno
1 fogliolina di alloro
1 mazzetto di finocchietto selvatico
una manciata di fave fresche piccole
5-6  punte d'asparagi
una bustina di zafferano in polvere (meglio gli stigmi ma quando non c'è tempo per la macerazione.....)

Faccio stufare aglio, cipolla e l' alloro spezzato con un po' d'olio evo, aggiungo il finocchietto selvatico e le fave, allungo con un po' d'acqua, butto i pesci, cuocio velocemente. Spengo. Prelevo i pesci, li adagio su un piatto, li sfiletto e ributto i bocconcini di polpa nel sugo. Con teste e lische, un pezzetto di sedano, carota e cipolla, il restante alloro ci faccio un brodo, metto le punte di asparagi sezionate a metà per il lungo in un colino e lo posiziono sopra il brodo che bolle, cosicchè il vapore scotta appena le punte senza sciuparle.
Nel frattempo ho messo a bollire l'acqua, butto i paccheri, riavvio il sughetto, allungo con il brodo, aggiungo la bustina di zafferano, le punte di asparagi, regolo di sale, scolo i paccheri al dente e li faccio saltare nel sughetto che ho lasciato piuttosto liquido in modo che la pasta finisca di cuocere e si impregni bene del sapore del pesce.

Foto e a tavola!







lunedì 28 marzo 2011

UN ANNO DI POVERIMABELLIEBUONI, 105 LETTORI FISSI E UN PERFETTO PIC NIC A CAMOGLI

In una domenica uggiosa di un anno fa, mentre ordinavo le foto del corso Poverimabelliebuoni, mi venne l'ispirazione di farne un blog, dove raccontare l'esperienza e pubblicare le moltissime foto.
Sapevo a malapena cosa fosse un blog, ne seguivo alcuni che parlavano di vino e avevo da poco  scoperto Lei, l'icona del foodblogger, l'ispiratrice se non di tutti, di moltissimi!
Consapevole che le foto sarebbero state un problema per me, mi butto lo stesso. Ma dove? Come?
Digito su GOOGLE: "come aprire un blog" (gratis) e si è aperto praticamente da sè, Google con la sua piattaforma ti prende per mano e ti porta dritta alla meta. Tampìno un po' tutti per chiedere aiuto e consigli, soprattutto Giuseppe, l'uomo di mia sorella, bravo fotografo, perchè gli sgombri dell'intestazione diventavano anguille a causa dei miei tentativi di allungare la foto e adattarla allo spazio disponibile. Foto quadrata, spazio rettangolare: grosso ostacolo! Ringrazio Giuseppe per il prezioso aiuto e per tanti altri suoi miracoli fatti su mie foto che parevano irrecuperabili. Invece l'elaborazione psichedelica che avevo adottato durante il periodo di carnevale era una delle proposte della Ste per l'header iniziale, che ho ripescato al momento adatto.

I primi lettori ovviamente sono stati loro, poi alcuni amici che stressavo continuamente invitandoli ad iscriversi, poi finalmente ecco che arrivano anche dei nomi sconosciuti, ricordo l'emozione e la sorpresa quando aprivo l'homepage e trovavo  un nuovo lettore!  E tutt'ora mi rallegro ogni volta che ne appare uno!
Insomma....piano piano ingrano, trovo nuovi argomenti, i report di eventi, viaggi,  ristoranti mi divertono moltissimo e mi fanno conoscere persone fantastiche, le mie foto migliorano e non solo grazie a PICASA, non rompo più le scatole a Giuseppe, scopro i contest, ne vinco addirittura uno: UN VIAGGIO UNA RICETTA di Una Cena con Enrica, con la quale sembra nascere anche una bella amicizia, poi incappo nell'MT CHALLENGE con le sue vulcaniche organizzatrici e gli entusiasti sfidanti, i miei cuori neri al 3° posto su 329 partecipanti al contest di Elifla HART TO HART e inevitabilmente, ormai contagiata febbrilmente, lancio anche il mio TUTTI PAZZI PER LE ACCIUGHE.  A Taste, Firenze, partecipo al mio primo piccolo raduno di foodbloggers, promosso da Babs, in una kermesse stupenda da cui nascono stimolanti spunti creativi. Non ultimo  apro il secondo blog, oltre Poverimabelliebuoni, INSALATA MISTA, un peccatuccio di presunzione ma che mi dà la possibilità di spaziare in più campi.

Quando ho lanciato il mio contest, all'inizio di febbraio,  ero a poco meno di 50 lettori, non avrei mai pensato di raggiungere i 100 in  così breve tempo,  quindi il regalo più bello per il compleanno del contest è proprio questo risultato:  103 105!!! Grazie a tutti!!!

Un piccolo regalino o un anticipo di festeggiamento ce lo siamo fatti anche venerdì scorso (non è plurale majestatis, noi=mio marito ed io, se lo merita anche lui per avermi sopportato e per continuare a sopportarmi in quest'avventura) con un estemporaneo ma perfetto pic nic a base di focaccia di acciughe e sardine a Camogli in una splendida giornata primaverile.

Le foto parlano da sole.....

Oggi giornata a base di pesce azzurro naturalmente, a pranzo e a  cena, vedrò cosa offre il mercato.....
I festeggiamenti proseguiranno mercoledì 30 quando mi riunirò con i giudici del contest, insieme sperimenteremo le top 5 selezionate fra le ricette pervenute, ce le papperemo e poi saranno decretati  i vincitori.....


HANNO ABBOCCATO ALL'AMO