
Da qualche giorno, su FB, sta circolando un appello rivolto a tutte le donne a non sposare un ingegnere. E' un elenco- infinito, a dire il vero- di tutte le prerogative che qualificano la categoria dell'unica professione ontologica, marchiata a fuoco nel DNA, per cui il resto del mondo FA l'avvocato, il professore, la casalinga- e l'ingegnere, invece, lo E'.
Parlo a ragion veduta, avendo sposato ingegnere figlio di ingegnere e nipote di ingegnere e pronipote di ingegnere e via via fino al Creatore (a ritroso, naturalmente), che, di tutti, costituisce il Prototipo Eterno: d'altro canto, è o non è l'universo una macchina perfetta? e soprattutto: è o non è Dio l'Essere Perfettissimo? E quindi, vai con la perfezione: madre chimica, amici ingegneri o limitrofi, scaffalature piene di libri scientifici e- unica concessione allo svago- precisissimi tornei di bridge.
I problemi sono cominciati quando, per ragioni che ancora gli sfuggono, mio marito ha deciso di sposarsi. E, nella fattispecie, di sposare me, che sono la dimostrazione vivente dell'esatto contrario di tutti i principi ingegneristici applicati alla vita. Una donna sgarruppata, in bilico fra la legge di Murphy e quella di Pollyanna ("tanto meglio così"), una dispensa di energe dispersa cambiando idee, tornando sui propri passi, esplorando strade nuove e, in generale, andando a zig zag, in vil dispregio dell'ergonomia, delle coordinate, delle sinergie e di tutto quanto fa "perfetta vita dell'ingegnere". Per non parlare del mio rapporto con la tecnologia e le macchine: con tutta che sono dotata di ogni apparecchiatura possibile immaginabile- dal bimbi, al Kenwood, passando per la macchina per il caffè e quella che fa l'acqua gasata- faccio la bechamelle sul fornello, monto gli albumi con la forchetta, affetto le verdure col coltello e, pur di non fare il pesto col frullatore, lo compro pronto, da chi so io. "Luddista in cucina", mi definisce il marito, con l'espressione di chi proprio non capisce come sia possibile anteporre il piacere del "fare" a quello dell'"usare lo strumento": ma, ve l'ho detto, lui è un ingegnere e io no, poverina.
Il vero motivo del contendere, però, non è tanto questo, quanto l'uso dei tappi.
Secondo mio marito, essi servono per chiudere i contenitori a cui si applicano- laddove per "chiudere" si intende quanto di più simile ad una chiusura eremtica, una specie di saldatura istantanea, per cui al mattino sei già lì che smoccoli sul bordo dell'acquaio, "perchè come cavolo si fa ad aprire la macchinetta del caffè".
Io, invece, i tappi li appoggio.
Sia chiaro che ho una logica anch'io- e anzi, mi sbilancio: ho una mia ergonomia, tanto per usare un termine caro alla categoria. Fate un po' i conti di quanto tempo perdereste ad avviate e svitare il tappo della bottiglia dell'olio, per esempio. O quello del barattolo del sale. Molto più semplice appoggiarli, che così salvaguardiamo l'igiene e salviamo minuti preziosi della nostra giornata.
Almeno fino a quando non arriva l'ingegnere, che afferra i barattoli a partire dal tappo....
Il resto, alla prossima puntata
PASTA ALLA ZUCCA, BROCCOLI E SPECK
Da Tutto al Forno- Gli speciali di cucina Italiana
zucca pulita, 350 g
pennette (qui rigatoni) 320 g
broccoletti, 160 g
speck, 150 g
panna liquida
formaggio grana
burro
olio EVO
sale
pepe nero in grani
Cuocete in forno la zucca per venti minuti
M.B.: per cuocere in forno la zucca, bisogna prima tagliarla a fette ed eliminare i semi. Si avvolgono poi le fett ein carta di alluminio e si passano nel forno già caldo a 200 gradi per circa 20 minuti; poi, si aprono i cartocci e si raccoglie la polpa della zucca a cucchiaiate.
Lessate per pochi minuti i broccoletti, già divisi in ciuffetti, in acqua bollente salata.
Scolateli al dente e sgocciolateli bene
Mettete nella stessa acqua riportata a bollore la pasta, cuocetela e scolatela.
Decorticate la zucca e frullate la polpa con 2 cucchiaiate di panna e 2 di grana grattugiato, insaporendo il tutto con un'abbondante macinata di pepe.
Tagliate a listarelle lo speck e rosolatelo in una padella con poco olio. Condite la pasta con la salsa di zucca e con lo speck.
Imburrate una pirofila che possa passare dal forno alla tavola e distribuitevi la pasta. Disponetevi sopra i ciuffetti di broccolo, una bella manciata di grana grattugiato e fiocchetti di burro.
Passate la preparazione sotto il grill, per far formare una crosticina dorata in superficie: quindi, servitela ben calda.
Buona Giornata
Ale