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venerdì 7 dicembre 2012

Di apple and oats scones di Martha Stewart , ma anche di latticello e burro.....

Di Daniela
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scones Martha c

Decisamente questa è una settimana dove siamo state veramente crudeli e senza alcuna pietà: vi abbiamo già propinato due ricette dolci, di quelle da gustare senza pensare a taglie e costumi!
Ma siccome ogni promessa è debito, vi passo anche la terza: i meravigliosi scones di Martha Stewart, che sono assolutamente perfetti per il tè pomeridiano, ma, diciamo, che non stonano proprio in una ricca colazione di metà dicembre, consumata in santa pace magari una domenica mattina o addirittura la mattina di Natale!
clutted creamQuesta particolare ricetta mi ha regalato davvero moltissime soddisfazioni e, decisamente, una mattina in cucina, tra panna e profumi meravigliosi così intonati alla stagione (improvvisamente e finalmente "messasi in pari" con il calendario), aiuta non poco a tenere alto e natalizio l'umore !
Vi scrivo solo due righe di presentazione al tutto.
Intanto eccovi la definizione dei suoi scones da parte dell'autrice :"Questi scones sono leggeri, ma ricchi e i più ricchi di salute . La freschezza della mela li mantiene umidi, il latticello contribuisce alla morbidezza e l'avena aggiungere una texture piacevolmente gustosa" 

mercoledì 3 ottobre 2012

Tortino di saraceno con mela di Valtellina e coulis di lamponi.

Di Daniela

Rossi alternati ad oro appena accennato, niente più cieli blu sfolgoranti, ma molto grigio in tutte le sue sfumature;  profumo intenso di legno, di funghi, di terra umida e qualche spruzzo di neve sulle cime più alte, che si intravedono tra nuvoloni che si sfilacciano sulle cime dei pini... ecco come ci ha accolto la Valtellina lo scorso week end. Molto diversa da quella settembrina che abbiamo lasciato poche settimane fa, ma comunque piacevole, con sacchi di mele coloratissime vendute lungo la strada per tutta la alta valle; mele profumatissime, appena colte.
Se è vero che una mela al giorno toglie il medico di torno, noi dovremmo stare bene per parecchi mesi, visto che abbiamo riempito la macchina con dei bei sacchi di pomi gialli e rossi (in realtà non mi sono fatta scappare neppure le patate bianche e rosse: buonissime...)
Mi sembrava quasi di essere diventata la mitica Ariadne Oliver, la scrittrice amica di Poirot la cui entrata in scena, nei gialli di Mrs Agatha Christie è sempre preceduta da un rotolare disordinato di mele, torsoli e sacchetti di carta! A proposito, lo sapevate che la Christie le attribuisce moltissime sue manie? la passione per le mele, innanzitutto, ma anche la timidezza al limite della scontrosità, il fastidio per le sue opere stravolte da sceneggiatori e registi, e perfino la mania di torcersi le mani...
Ma non divaghiamo: torniamo alla nostra frutta. Vi dicevo che questa è decisamente la stagione della raccolta e, quindi, quale momento migliore per sperimentare un'altra semplicissima, ma eccellente,ricetta di torta con le mele se non ora?
Provate l'accostamento con il coulis di frutti di bosco, che si possono trovare sempre surgelati, se non più freschi, ma secondo me non starebbe male neppure con un paio di cucchiaiate di confettura proprio frutti  di bosco o di fragole, magari leggermente scaldata per renderla più fluida, o tra poco, con una salsa all'arancia... o con una crema inglese....Caspita, se continuo a pensarci, mi sa che dovrò per forza tornare di la ad assaggiare un altro tortino elucubrando  un nuovo accostamento... :-)

Tortino di saraceno con mela di Valtellina e coulis di lamponi.
(chef Apollonio)

TORTINO SARACENO MELE

Ingredienti
125 gr di burro
125 di zucchero
3 rossi d'uovo
3 albumi montati a neve
35 gr di farina 00
35 gr di farina di grano saraceno
35 gr di farina di mandorle
1/2 bustina di lievito
1 mela gialla di Valtellina
150 gr di lamponi (o di frutti di bosco per me)
75 gr di zucchero
50 gr di acqua
un rametto di meta e zucchero a velo

TORTINO SARACENO MELE

Ammorbidite il burro con lo zucchero in una planetaria, di seguito aggiungete i rossi d'uovo, le farine setacciate con il lievito ed una mela tagliata a quadratini.
A parte, montate gli albumi a neve, incorporandoli all'impasto delle farine, con molta delicatezza, mescolando come sempre dal basso verso l'alto : deve risultare un impasto piuttosto sodo.

tortini

Imburrate e infarinate 8 stampini monodose, e distribuite il composto al loro interno. In alternativa agli stampini monodose, potreste utilizzare anche una tortiera di 24 cm di diametro.
Infornate a 160°C per 25 minuti.
Nel frattempo preparate il coulis, passando al mixer i lamponi o i frutti di bosco, anche surgelati, con lo zucchero e l'acqua. Una volta frullati, passateli attraverso un colino per togliere i semini e metteteli in una casseruolina sul fuoco portando il tutto ad ebollizione. Lasciate cuocere per 2 minuti, per farlo leggermente addensare.
Sformate il tortino, una volta cotto, adagiatelo su un piatto, cospargetelo di zucchero a velo, accompagnandolo con il coulis di lampone...

TORTINO SARACENO MELE

...o con quello di frutti di bosco.

TORTINO SARACENO MELE


P.S. Con questa ricetta partecipiamo al contest di Perle ai Porchy , fosse anche solo perchè il nome del blog ci piace moltissimo :-))

Buona giornata a tutti
Dani

martedì 24 luglio 2012

Crema al mascarpone brulé con mele e lamponi (chef Bassi e Farucci)

Di Daniela

Ancora un delizioso dolce preparato dallo chef Bassi, con l'aiuto del giovane chef Gaetano Farucci, come sempre bravissimi, originali  e generosi di consigli per chi, come noi, ama la cucina senza essere un cuoco esperto.

serata dolci 20123

Anche questa volta  non ci hanno deluso, dedicando alla lezione una meravigliosa preparazione con mascarpone e frutta. 
Intanto, prima di parlarvi del dolce di oggi, eccovi le mie ultime foto di mestieri antichi che ci ha regalato la serata "Tradizioni e mestieri in piazza" di cui vi ho parlato settimana scorsa:
Alcune bravissime ricamatrici...

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e un giovane casaro, con qualcuno degli attrzzi del suo mestiere, seguito da alcuni dei risultati, davvero eccellenti , del suo lavoro....

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Ed ora la deliziosa:

Crema al mascarpone brulé con mele e lamponi (chef Bassi e Farucci)

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Ingredienti per 8 porzioni
per la base di mele
300 gr di mele golden
15gr di zucchero
5gr di succo di limone
4 dl di succo mela
chiodi di garofano
3 gr di cannella
per le fettine di mele
400 gr di mele golden
250 gr di acqua calda
150 gr di zucchero
400 gr di lamponi
per il mascarpone gratinato
130 gr di mascarpone
20 gr di zucchero a velo
15 gr di frumina
20 gr di tuorli d'uovo
10 gr di chiare d'uovo
25 gr di zucchero
qualche cucchiaio di zucchero di canna
facoltativo 1/2 bicchierino di liquore all'albicocca

Partiamo dalla base di mele: sbucciate le mele e dividetele in fettine sottili. Cuocetele nel succo di mela con vino bianco, zucchero e le spezie , fino a quando non diventino morbide. Frullatele, aggiungendo qualche goccia di limone per impedire l'ossidazione del composto e tenetele da parte al fresco.
Per il mascarpone brulé: In una ciotola mescolate il mascarpone con lo zucchero a velo, il tuorlo d'uovo e la frumina. Montate gli albumi a neve ben ferma con lo zucchero ed aggiungeteli al composto di mascarpone, mescolando accuratamente. Tenete in frigorifero la crema fino al momento di servire.
Per le fettine di mele: Aggiungete lo zucchero all'acqua e portate il tutto ad ebollizione in un pentolino; toglietelo dal fuoco, aggiungete anche qui qualche goccia di limone ed immergete velocemente le fettine sottilissime di mele lasciandole in infusione pochi istanti, giusto il tempo che si ammorbidiscano tanto da servire da decorazione al piatto.
Per la composizione del piatto, togliete le fettine di mela dallo sciroppo e disponetele a raggiera in 8 piatti fondi, versate al centro del piatto la zuppetta di mele  fredda, decoratela con i lamponi; ricoprire il tutto con la crema al mascarpone e cospargendola con un cucchiaino di zucchero di canna, far caramellizzare la superficie con l'apposito cannello  (come per la creme brulè).

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Consigli dello chef, con la consulenza diretta di chef Farucci:
1- se non preparate questa delizia per i bimbi, potreste aggiungere, mentre montate il mascarpone, anche 1/2 bicchierino di liquore all'albicocca. Da uno sprint in più al gusto (ma se preferite un altro sapore va bene ugualmente: il lampone sarebbe altrettanto perfetto, ad esempio).
2- al posto della frumina, perfetti anche amido di riso o maizena.
3- non dimenticate di aggiungere un cucchiaino di succo di limone, per impedire l'ossidazione della polpa delle mele (sempre per questo scopo, ottimi anche i coltelli in ceramica . N.d.r.)
Il nostro sommelier di fiducia, Emanuele Urbani, consiglia con questo dolce, un Goldtraminer, IGT (Indicazione Geografica Tipica) Vigneti delle Dolomiti,  o un Ramandolo, DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) friulano.
Buonissima giornata a tutti
Daniela

mercoledì 16 novembre 2011

Bloggare stanca. (e prosciutto in crosta con mele caramellate)



E' tutto nel titolo, che per una volta va preso alla lettera.
Sono stanca di "fare la food blogger".
Che non vuol dire che smetto, sia chiaro.
E neanche che mi prendo una pausa: la stanchezza, da sola, non è motivo sufficiente ad interrompere un calendario che è fitto di appuntamenti che mi sono presa con la Dani e con voi. 
Però, sono in riserva di entusiasmo: non ho più voglia di cucinare, meno che mai di fotografare e anche se continuo a comprar libri e riviste, mi basta dare un'occhiata ai fornelli per farmi prendere dallo scoramento e dalla pigrizia. 
Il peggio è che non riesco a trovare una "stazione di servizio" che mi aiuti a recuperare le forze perdute. 
Di solito, in questi casi, mi invento qualcosa e mi ci butto a capofitto: lo so che le persone normali in questi casi salutano tutti caramente e per un po' di giorni non ci sono per nessuno, ma io, se sto con le mani in mano sclero dopo 5 minuti. E finora, l'eterno movimento del neurone è sempre stato un buon paracadute. 
Ma stavolta, mi sento proprio in caduta libera. 
Non vedo progetti, non vedo stimoli, non vedo novità e quello che ieri mi dava la carica, oggi mi appare già visto, superato, noioso.
Passerà. 
Ma per ora, vi tocca una Ale a marce basse...
Così come a marce basse è la ricetta di oggi, che è lo svuotafrigo dell'altra sera. Il prosciutto è il bottino dell'ultimo raid triestino della suocera (domanda: perchè a Trieste sì e a Genova no? cosa abbiamo, di meno, noi genovesi, per non godere di questi meravigliosi pezzi di prosciutto cotto da fare al forno, in meno di mezz'ora?); il resto, è roba che scadeva nel frigo o che stava miseramente dicendoci addio dalla fruttiera. 
La porca figura è tutta nel titolo

PROSCIUTTO IN CROSTA ALLA SENAPE DI CRACOVIA CON MELE CARAMELLATE

prosciutto in crosta

mercoledì 27 aprile 2011

E' arrivato un bastimento carico di libri di cucina- e l'ultima puntata dello Starbooks di Aprile

cocktail mela
Ve lo avevo promesso- e quindi ho elegantemente disatteso, come faccio troppo spesso da un po' di tempo a questa parte. In teoria, sarebbe dovuto essere un post "serale", quelli un po' più riservati, dove ci si conta, ci si riconosce e si chiacchiera di libri un po' a ruota libera, usando il criterio del "mi piace-non mi piace" come sommo metro dei nostri giudizi; in pratica, è un post "diurno" che invade lo spazio dedicato alle ricette. Ma siccome è giorno di Starbooks e siamo pure all'ultima puntata del libro del mese, per giunta con due non ricette che non richiedono granchè di spazio per le spiegazioni, ne approfitto per correre ai ripari e svelarvi il contenuto dell'ultima cassa di libri targata Amazon.co.uk. Quella al 60% di sconto, per capirci, per acquistare la quale mio marito ha di nuovo risparmiato un sacco di soldi, e di cui sul momento avevo detto mirabilia. Ora, a bocce ferme, su qualcosa storco un po' il naso, ma bando alle ciance: eccoli qua

The Hummingbird Bakery- cookbook- Una delle tappe oblbigate di Portobello Rd, la Hummingbird Bakery si è messa a sfornare libri con la stessa rapidità con cui da anni sforna cupcakes, brownies e carrot cakes ai suoi clienti. Questo dovrebbe essere il primo e, neanche a dirlo, ha avuto un successo planetario, a dispetto del prezzo di copertina (16,99 sterline), inversamente proporzionale al numero di pagine (144) e di ricette (azzardo una settantina). Il che spiega il motivo per cui sinora non lo avessi mai comprato, ma sempre sfogliato e lasciato lì. I dolci americani ci son tutti e le cupcakes la fanno da padrone ma, personalmente, è un de ja vu. In compenso, c'è un gran bel lavoro di grafica, sia nell'impostazione generale (very very very American Style), sia nelle singole foto: il talented photographer è Peter Cassidy a cui va il merito di non dare alle stampe una serie di foto tutte uguali: cambiano gli sfondi, le inquadrature, i concetti e a pagina 116 c'è pure un'idea nuova, che va oltre la forchetta nel piatto, le briciole e il pirottino sporco e l'alzatina sullo sfondo azzurrino.  il pregio principale, comunque, è la biscuit cake- fatte uguale uguale alla mia- e cioè tonda, storta e coi biscotti grossi (p. 108): il che non è propriamente una dichiarazione d'amore, ma anche sì. 

Michel Roux jr., Cooking with the Master Chef: Se di cognome fai Roux, non puoi che fare lo chef, a maggior ragione se tuo padre è quell'Albert Roux che con l'ancor più famoso fratello Michelin ha scritto una delle pagine più illustri della recente storia della gastronomia britannica: il loro ristorante, le Gavroche, è stato il primo ad aggiudicarsi prima una, poi due e infine le tre stelle Michelin in terra britannica. E quindi, cosa poteva fare, il rampollo di così tanta famiglia? La risposta esatta, di questi tempi, non è "lo chef", ma "lo chef in televisione"- e il buon Michel jr ha obbedito, alla grande: prima un po' di apprendistato nel ristorante di famiglia e poi il salto a Master Chef, e pure nella sezione dedicata ai professionisti, a conferma di come i pedegree contino sempre qualcosa. A scanso di ulteriori equivoci, questo libro non ha nulla, ma nulla, ma proprio nulla a che fare con Sfoglia&Frolla dello zio: se del primo non si può fare a meno, senza il secondo si sopravvive benissimo. A maggior ragione se si considerano le 25 sterline del prezzo di copertina, intendo. Tuttavia, non è un acquisto di cui mi sono pentita (60%di sconto a parte, intendo): in primis, ha il pregio di non essere una monografia, bensì una raccolta completa di ricette, dagli antipasti ai dessert; si spazia dalla tradizione all'innovazione; e, buon ultimo, c'è il tocco dello chef. Il "concept" - ora me la tiro- è completo, cioè: nel senso che ogni ricetta è concepita come una storia a sè, con un prima, un durante e un poi: dalla salsa di accompagnamento, alla verdura cucinata in un modo particolare, alla spezia mai casuale, raramente da sola. Scelgo a caso, ma in due pagine adiacenti: " Chicken tajine with Olives and Preserved Lemon"- "chicken with Walnut Sauce" "Red Onion, Fennel and Chilli Tarte Tatin", "Pumpkin and Swede Crumble"- insomma, sono ricette su cui si può studiare, ragionare ed ispirarsi. Il che, nella mia cucina, è sempre un punto di forza

Sarah Randell, Weekend Baking: ecco, cosa vi dicevo delle dichiarazioni d'amore? io amo questa donna. La amo, in modo assoluto e totale e se non ci credete recuperatevi questo libro e poi sappiatemi dire. Viene dalla scuola di Donna Hay, con cui ha lavorato per 13 anni, in tutti i settori di questo impero, dalla rivista, ai programmi televisivi, fino all'editoria. Dopodichè, si è messa in proprio e oggi dirige la sezione dedicata al cibo del Sainsbury's Magazine (apro e chiudo: altro posto da non perdere, se volete comprare libri di cucina con sconti da paura, Sainsbury, in Oxford Str.). In mezzo, ha dato alle stampe questo libro che è la fine del mondo, se vi piacciono i dolci e i prodotti da forno in genere: la forza, come sempre, sono le idee, a maggior ragione se non stravolgono tradizioni collaudate ma si limitano ad esaltarle, con qualche suggerimento profumato ed intrigante: lo zucchero alla lavanda, nella torta di mirtilli; la fettina di fico fresco a ravvivare le "solite" lemon bars; la lime drizzle cake con il frosting al cocco; le madeleines al miele e rosmarino; i plum cake alla rapa rossa, cioccolato e ciliegie... e qualcosa mi dice che vi converrà stare sintonizzati su queste pagine, se vorrete saperne di più. 




cocktail mela2

Il vero problema, quando parlo di libri, è che non mi fermo più. Per carità, questo vale per qualsiasi argomento- ma con i libri è peggio. Se poi lo faccio al mattino, quando il cartellino incombe, ciò significa rinunciare in partenza a una panoramica completa di tutti gli acquisti, visto che stavolta ho proprio esagerato. Ne riparliamo nelle prossime sere, perchè mi spiace portar via spazio alle ricette, a cominciare da queste due idee velocissime con le quali ci congediamo da Garden Party, lo Starbooks del mese di Aprile. Non prima di aver ringraziato i food bloggers che stanno collaborando con noi, con la promessa di dare una sistemata ai nostri scaffali virtuali e di aggiornarli al più presto con i vostri contributi, quelli che sono arrivati e quelli che, ci auguriamo, continueranno ad arrivare, al solito indirizzo del blog, menuturistico@gmail.com

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Tartine di Caprino fresco e fragole
Spalmate un po' di formaggio di capra su alcune fette di baguette leggermente tostate, coprite con fragole intere o tagliate a fette, pepate

Mela- Pera- Passione
per 8-12 persone
1 l di succo di mela
1 l di succo di pera
1 limone
300 ml di calvados o cognac
foglie di menta o verbena

Mescolate i succhi di mela e pera. Aggiungete un limone tagliato a rondelle e 300 ml di calvados o cognac. Decorate con foglie di menta o verbena
Ciao
Ale

martedì 8 febbraio 2011

Piatti storici : l'Insalata Waldorf

Di Daniela
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Ci sono piatti che hanno attraversato gli anni, universalmente riconosciuti come "pezzi da 90" della cucina internazionale e sono stati apprezzati da svariate generazioni di appassionati buongustai o da semplici golosi o amanti della cucina... Sono piatti nati in onore di un personaggio celebre della sua epoca, o in onore dei gusti sofisticati di qualche star o per celebrare un evento piuttosto che un santo o un cuoco... Di qualcuno ho già parlato: vi ho raccontato della coppa "Sarah Bernardt" e l'isalata "favorita" di August Escoffier. Oggi è la volta della insalata Waldorf, un antipasto leggero o un contorno ricco, ancora invernale, ma già con qualche richiamo alla freschezza croccante della ormai prossima primavera.
L’invenzione di questa insalata si deve a Oscar Tschirky, maître del waldorf astoria hotel di new york , nel 1893, durante un ricevimento privato.
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In breve entrò nel menu dell’albergo e divenne il piatto più richiesto, soprattutto nei pranzi di lavoro.  Oggi al celebre maitre è dedicato il caffè dell’albergo (l'Oscar coffee shop) e l’insalata continua ad essere molto richiesta.  Oscar Tschirky, tra l'altro, pur non essendosi mai considerato uno chef, è comunque l'inventore anche di altri classici piatti del celebre hotel Newyorkese, tra cui molte varietà di salse per insalata oltre alle famose uova Benedict.  In 1896, the Waldorf salad apparve in "The Cook Book by 'Oscar of the Waldorf'". Inizialmente le noci non erano comprese, ma compaiono già nel "Rector Cook Book" nel 1928. Gli ingredienti indispensabili, quelli che appena l'assaggi ti fanno subito pensare al Waldorf, sono essenzialmente 3 : le mele, il sedano e la lattuga; in seguito sono state aggiunte appunto  noci e uvetta o mandorle. Infinite sono le  "variazioni sul tema" : dall'inserimento di frutta secca diversa, alla sostituzione delle mele con le pere, all'aggiunta di acini d'uva tagliati a metà e privati di semi o l'utilizzo dell'ananas o degli spicchi di arancia al posto del sedano. E' stata prevista  inoltre l'aggiunta all'insalata originaria, di tacchino affumicato o pollo o prosciutto o granchio del Maine, alternativamente, per creare dei piatti unici saporiti e leggeri. Naturalmente anche il condimento ha subito variazioni nel corso degli anni: la maionese è stata sostituita dallo yogurt magro, oppure "diluita" oltre che con il succo di limone, con quello di arancia o profumata con cannella o noce moscata...  Questa insalata è così celebre da essere stata citata nella famosa canzone di Cole Porter del 1934 "You're the Top",  che contiene nel testo questa frase: "You're the top, you're a Waldorf salad..." (Sei il massimo, sei un’insalata Waldorf..)(e vorrei dirvi che su You tube potrete trovarla cantata da quel.... fantastico uomo che era Cary Grant in "Night and day" del 1946..:-)) Ma la ricetta originale fin dal lontano 1896 prevede:
INSALATA WALDORF
(Da "Sale & Pepe" gennaio 2007)
waldy
Per 4 persone
1 cespo di lattuga
2 mele Granny Smith (io ho provato anche le Fuji e le Golden, leggermente meno aspre e le ho trovate perfette)
100 gr di gherigli di noce
1 cuore di sedano bianco
100 gr di maionese
1 limone
Sale , pepe nero
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Pulite la lattuga, eliminate le foglie esterne più dure e il torsolo e spezzetatele con le mani. Lavatele ripetutamente in acqua fredda, scolatele e asciugatele con la apposita centrifuga. Tritate grossolanamente i gherigli di noce
Lavate e asciugate il cuore di sedano e tagliatelo a fettine; fate lo stesso con le mele, quindi tagliatele in 4 spicchi, eliminate il torsolo, riducetele a fettine sottili e, man mano che sono pronte, mettetele a bagno in acqua acidulata con il succo di ½ limone.
Diluite leggermente la maionese con il succo di limone rimasto e 2 cucchiai di acqua minerale. Disponete l’insalata in una ciotola, cospargetela con le mele scolate e asciugate , le noci e il sedano. Condite con la sa maionese, il sale e una macinata di pepe.
Buon appetito
Dani




WALDORF SALAD
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The salad was first created between 1893 and 1896 at the Waldorf Hotel in New York City (the precursor of the Waldorf-Astoria Hotel, which opened in 1931).
Oscar Tschirky, who was the Waldorf's maître d'hôtel and developed or inspired many of its signature dishes, is widely credited with creating the recipe. In 1896, Waldorf Salad appeared in The Cook Book by 'Oscar of the Waldorf'; the original recipe did not contain nuts, but they had been added by the time the recipe appeared in the Rector Cook Book in 1928. The salad became popular enough that Cole Porter featured it in his song "You're the Top".

Serves 4
1 lettuce
2 Granny Smith apples (I also tried the Fuji and Golden, slightly less harsh and I think they're perfect)
100 g walnuts
1 heart of celery
100 g mayonnaise
1 lemon
Salt, black pepper
Clean the lettuce, remove the hard outer leaves and core, and "cut" it  into pieces with your hands. Wash repeatedly with cold water, drain and dry them with a special centrifuge. Chop the walnuts
Wash and thoroughly dry the celery and slice it, do the same with the apples, then cut into 4 pieces, remove the core, and cut it into thin slices, as they are ready, put them in water acidulated with the juice ½ lemon. The acid in the lemon juice prevents the apples from turning brown


waldorf 1


Dilute a little mayonnaise with the remaining lemon juice and 2 tablespoons of mineral water. Arrange the salad in a bowl, sprinkle with the drained and dried apples, walnuts and celery. Season with mayonnaise, salt and freshly ground pepper.
Bon appetite
Dani



http://www.your-top-culinary-tips.net/Food-Origins.aspx
http://www.waldorfsalad.com/
http://luirig.altervista.org/wkp/index.php?lemma=Waldorf-Astoria%20Hotel
http://en.wikipedia.org/wiki/Waldorf-Astoria_Hotel
http://en.wikipedia.org/wiki/Waldorf_salad

lunedì 15 novembre 2010

Apple Curd e Tangerine Curd SENZA BURRO e l'ultima sorpresa...

(st)renne di natale

Poi, basta.
Giurin giuretto.
Ma mi spiegate, voi, come potevamo non farci venire un'idea per Natale? Che è la festa delle sorprese e dei regali per eccellenza? Quella in cui si fa la conta di tutti gli amici, vicini, lontani, vecchi e nuovi, per non dimenticare proprio nessuno?
Non potevamo, nonnonno.
Non solo: già che è l'ultima (dell'anno) l'abbiamo studiata proprio bene, facendo una cosa a più voci, noi e un po' dei tanti amici che abbiamo incontrato in questi anni sul web, decidendo di postare ciascuno un regalino al giorno, dal lunedì al venerdì, per quattro settimane di fila. Il lunedì qui, il martedì da Fabio&Annalu, il mercoledì da Stefania, il Giovedì dalla Eli/Fla e il Venerdì dalla Mapi. Venti regali - golosi e non- che ci auguriamo possano darvi un'idea in più da mettere sotto l'albero.
Come ogni iniziativa che si rispetti, anche questa ha un nome: le (St)Renne di Natale, sulla cui paternità penso che ormai non possano esserci dubbi. Siccome però ci ha pensato un giorno intero, ha versato lacrime di commozione sulla potenza del suo ingegno, ha fatto pure il banner e- bontà sua- partecipa alla raccolata con una sua specialità, siete pregati di non infierire e, magari, di dire anche che lo trovate spiritoso: si è o no, più buoni a Natale????

APPLE CURD E TANGERINE CURD SENZA BURRO (ma anche con...)

Collage di Picnik

Per quei due o tre che ancora non lo sapessero, il curd è la Madre di Tutte le Porcate Sotto Vetro. Stranamente, non ha fatto parte della mia educazione alimentare, visto che mia madre non lo ha mai preparato: c'è voluto il primo soggiorno in Inghilterra lontana dalle gonne materne per farmelo scoprire e da allora non sono più stata la stessa, dal girovita in poi. In pratica, è una crema a base di uova, burro e, in origine, limone, che gli Inglesi spalmano sul pane o sugli scones, al posto della marmellata o, più spesso, usano per farcire le loro torte. Rispetto alle marmellate, però, si conserva molto meno, ufficialmente per la presenza delle uova, ufficiosamente perchè finchè non lo avete finito, non riuscite a smettere di passeggiare inquieti davanti al frigo: il che spiega la mia gioia sfrenata, lo scorso anno, quando sono riuscita a preparare una versione di Lemon Curd senza neppure un grammo di burro, completamente sostituito da due cucchiaini di maizena.
Da allora, è stato tutto un esperimento, volto a sancire la Scoperta dell'Acqua Calda, progressivamente articolatasi su due punti
1. la maizena o qualunque altro addensante di questo tipo fa il suo dovere, al pari del burro
2. l'assenza di burro si sente. Meno sul limone e sui frutti acidi, molto di più sui frutti più dolci, come appunto la mela. E qui, si sconfina nell'arbitrio del gusto, su cui, si sa, non si discute. E quindi, per tagliare la testa al toro, vi metto entrambe le versioni, con e senza, per entrambi i curd- e poi, scegliete voi quello che preferite.

APPLE CURD

apple curd (senza burro)
1 kg di mele
450 g di zucchero
1 cucchiaino raso di cannella
2 uova grosse (o 3 medie)
75 g di burro oppure 2 cucchiaini di maizena

Quali mele, anzitutto: l'ideale, sarebbero le Renette, se le trovate, oppure le Golden Delicious. In un caso ho usato anche le Stark (quelle della foto) e sono andate bene lo stesso.

Procedimento con il burro
Sbucciate le mele, affettatele sottilmente e fatele cuocere a fuoco basso, con poca acqua (150 ml circa), fino a quando non si disfano: dopodichè, aggiungete il burro e lo zucchero direttamente nella padella, mescolate bene e passate tutto al setaccio, fino ad ottenere una purea morbida. Fuori dal fuoco, aggiungete un uovo alla volta, incorporandolo con una frusta ma senza montare-e poi rimettete sul fuoco a fiamma bassa fino a quando non addensa, per una ventina di minuti circa. Filtrate di nuovo, attraverso un colino a maglia fine e invasate a caldo.

Procedimento senza burro
E' identico a quello col burro, con la differenza che bisogna sostituire la maizena.


TANGERINE CURD

tangerine curd (senza burro)

succo e buccia di 8 mandarini
150 g di zucchero
150 g di burro (o un cucchiaino di maizena)
4 tuorli d'uovo


Procedimento col burro
Filtrare il succo dei mandarini e metterlo in una casseruola, insieme alle zeste. Portarlo a bollore e aggiungere il burro e lo zucchero. Mescolare bene, fino a far sciogliere completamente burro e zucchero e, fuori dal fuoco, aggiungere i tuorli ad uno ad uno, incorporandoli bene al composto. Riportare sul fuoco e, senza far prendere il bollore, fare addensare il curd (20 minuti circa). Invasare a caldo

Procedimento senza burro
E' identico a quello col burro, con la differenza che bisogna sostituire la maizena.

tangerine curd (senza burro)

Note

- l'unico vero problema, per la preparazione del curd, è la cottura: trattandosi di un composto a base di uova, c'è il rischio che prenda il bollore e che le uova quindi si separino. Molti usano il Bimby, proprio per questo motivo. Io l'ho fatto- e non sono rimasta per niente soddisfatta, perchè è rimasto troppo liquido. Per me, il caro, vecchio Bagno Maria è la panacea di tutti i rischi da separazione delle uova: usate quello e andrete tranquilli.

- l'altro problema- che propriamente problema non è, ma comporta comunque un po' di fatica- è che lo si deve mescolare spesso, specialmente se usate la maizena. Il cucchiaio di legno va bene, ma io preferisco la frusta, che uso come un cucchiaio, senza montare il composto, cioè. E' importante che nella fase di amalgama di tutti gli ingredienti, uova incluse, stiate attenti a mescolare con cura: poi, una volta sul fuoco, potete dare una mescolata ogni tanto, specie se cuocete a bagnomaria. L'essenziale è non perderlo di vista per essere pronti a intervenire, quando serve

- quello che i ricettari non dicono è che bisogna filtrare anche dopo la cottura: e vi spiego il perchè. Fatta eccezione per i pasticceri provetti (che però non leggono mentutiristico), il rischio che l'uovo possa lasciare qualche filamento c'è, specie per l'albume. Ora a me non capita più, perchè "ho la mano", ma i primi tempi, soprattutto con il curd agli agrumi (quindi massa meno compatta) mi capitava, eccome. Ho risolto il problema filtrando, con risultati fantastici. Restano nel colino anche le bucce degli agrumi o eventuali impurità degli altri frutti e il risultato è un composto liscio e setoso, assolutamente fantastico. Ovviamente, lo rimettete sul fuoco, quel tanto che basta per invasare a caldo.

- quanto si conserva? tre settimane e pure in frigo, per essere sicuri. So di chi lo conserva di più e meglio, ma io non mi fido, specie della conservazione a temperatura ambiente. Tenetelo in frigo e se passano più di tre settimane, assaggiatelo, prima di utilizzarlo.

- quanti barattoli? pochi. Purtroppo, rende pochissimo. Due barattoli da 250 g con le mele, due ancora più piccoli con il mandarino. Se ne consuma in quantità minime, sia chiaro, perchè molto dolce e dopo un po' stucca (bugia clamorosa, nel mio caso, ma fa figo dirlo). In ogni caso, è una di quelle preparazioni da "vale la pena di": di prepararlo, di assaggiarlo, di utilizzarlo in cucina e soprattutto, di regalarlo: i vostri amici vi saranno grati in eterno...
La prossima (st)renna vi aspetta domani, su Assaggi di Viaggio

P.S. con questa ricetta partecipiamo al contest dell'Araba Felice

ciao
Ale


martedì 2 novembre 2010

Cake con mele uvetta e noci...it's tea time

Di Daniela

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4 giorni di vacanza da scuola... quattro giorni in cui, in linea teorica di principio, avremmo potuto essere liberi di muoverci, di fare un giro fuori casa, di stare un po' all'aria aperta tutti insieme, senza troppi pensieri per compiti, lezioni, obblighi od orari..... e invece? Acqua, acqua a profusione, secchiate d'acqua contro le finestre, tuoni e fulmini, insomma un castigo!!!E così, ci siamo accontentati di stare tranquilli in casa...insomma proprio tranquilli no, visto che in questi frangenti mi viene sempre in mente di mettere mano a quei lavori odiosi che non vorrei mai affrontare, ma che pensare di organizzare durante giornate festive, con tutte le pargole casalinghe, impossibilitate a uscire per via del tempo, è veramente un pensiero delirante...chessò, rimettere a posto il garage per esempio..... Non potete immaginare neppure (o forse si?) che cosa venga fuori in queste occasioni e quante cose (che non si capisce proprio perchè si siano volute conservare) vadano cacciate; ma soprattutto il volume incredibile di polvere che si accumula dappertutto e le crisi allergiche che procura, nonostante la mascherina protettiva, e come riesca a trasferirsi, dagli oggetti sparsi in giro, ai capelli o ai vestiti di noi , poveri "riordinatori"... e così, non solo vacanze bagnate, ma anche impolverate e relax dimenticato del tutto.
L'unica cosa che strappa un sorriso è che il ritorno del sole è stato previsto giusto per il giorno del rientro a scuola :-) . Che ci sia un segno del destino in tutto ciò ;-)?.. e siamo già fortunati perchè qui problemi troppo seri non ne abbiamo avuti e la scuola, asciutta, è ancora al suo posto....
Vi va una fetta di torta per consolarvi un po'?
Cake con mele, uvetta e nociDSCF8602

Vi avevo promesso un modo per gustare al meglio la nostra gelatina di mele oltre che nei bulbi dell'Ungaro Spinato ovviamente!): eccolo qui! Insieme sono deliziosi!
Ingredienti
180 g di farina
3 uova
170 g di zucchero
150 g di burro
200 g di mele
una manciata di noci tritate
2 manciate di uvetta
1/2 cucchiaino cannella in polvere
1/2 bustina lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
sale
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Scaldate il forno a 180 gradi
Fate sciogliere il burro nel microonde o a bagnomaria
Grattugiate le mele (se non avete voglia di sbucciarle prima, tagliate le mele a spicchi, eliminate il torsolo e cominciate a grattugiarle partendo dal centro, finchè non arrivate alla buccia)
Imburrate e infarinate uno stampo.
In un'insalatiera, sbattete le uova con lo zucchero di canna. Quando il composto sarà raddoppiato di volume e sarà diventato spumoso, aggiungete a poco a poco la farina e il burro fuso. Unite poi le mele grattugiate, l'uvetta, le noci e la cannella.
Mescolate senza rendere l'impasto del tutto omogeneo
Incorporate delicatamente il lievito e il bicarbonato e versate l'impasto nello stampo. 40 minuti di cottura. Fate raffreddare, prima di sformarlo.
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Sarà la polpa di mele nell'impasto, sarà la mordezza dell'uvetta unita alcroccante delle noci, ma vi assicuro che è uno di quei dolci che non smettereste ai di mangiare.......
Buon appetito
Dani


Apple cake with raisins and nuts
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This cake it's perfect con our Apple jelly! Try them together....
Serve 6-8
180 g flour

3 eggs

170 g sugar
150 g of butteR

200 g apples
a handful of chopped walnuts

2 handfuls of raisins
1 / 2 teaspoon ground cinnamon
1 / 2 sachet baking powder
1 / 2 teaspoon baking soda
salt

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Preheat the oven to 180 degrees Melt the butter in the microwave or water bath Grate the apples (if you do not want to peel them first, cut the apples into wedges, remove the core and begin to grate from the center, until you get to peel) Grease and flour a mold. In a bowl, beat eggs with sugar cane. When the mixture is doubled in volume and will become foamy, gradually add the flour and the melted butter. Then add the grated apples, raisins, walnuts and cinnamon. Stir the mixture without making it completely homogeneous. Stir gently also baking powder and baking soda. Pour the mixture into the mold.
Bake it for 40 minutes let it cool before removing from mold
Bon appetit
Dani

lunedì 25 ottobre 2010

Gelatina di mele

Di Daniela
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Stamani il suggerimento che vi do e che proviene sempre dai consigli di "Donnainforma", parla dell'acqua e del modo di utilizzarla per il nostro benessere : dopo averci fatto sapere che immergersi porta ad uno stato di grande relax, per una serie di connessioni con il nostro subconscio, ci informa anche del fatto che, "nel momento in cui si entra in contatto con l'acqua, aumenta la pressione arteriosa, i vasi sanguigni si dilatano, la circolazione migliora" (naturopata F. Dei Cicchi). Ora, anche se non so con esatezza assoluta che cosa sia una naturopata, anche se credo di aver capito che si tratti di una specie di consulente per il benessere, che si concentra sulla causa e non sul sintomo del malessere, in questo caso sono davvero assolutamente d'accordo con lei! Entrare in acqua e rilassarsi è fantastico, e se in più ci ottimizza l'ossigenazione è ancora meglio.... Ultimo suggerimento: se volete godervi al massimo il potere rilassante del bagno, dovete prima spalmarvi il corpo con olio essenziale di vaniglia.... E l'aroma porta al gusto... e per il gusto vi propongo questa squisita

GELATINA DI MELE
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La ricetta viene dal sito di D. Lebovitz : mi ha colpito perchè è un modo che nn avevo mai usato per utilizzare le mele, e siccome ne ho un bel po' prese in valtellina, come sempre, ho provato anche questa. Risultato eccellente! Devo fare anche una piccola premessa: la gelatina di mele, al naturale, ha un colore un chiaro, leggermente dorato e non troppo fotogenico, Così, per ravvivarla un pochino ho aggiunto la punta di un cucchiaino di gel alimentare rosso: visto che Halloween si avvicina, perchè non organizzare una bella scenografia "macabra"? Il rosso era perfetto per il nostro intento e rosso è stato! Così con Microba e Ginevra abbiamo creato questo povero fantasma con i marshmallows, che secondo loro ricorda Nick quasi senza testa (chi non ha letto Herry Potter si informi presso qualunque creatura dei 22 anni in giù e sarà edotto sulla materia in questione) e lo abbiamo utilizzato per presentare la nostra gelatina.
La gelatina , ci dice il nostro amico David che dovrebbe cuocere ad una temperatura di 104° C , anche se per la mia , come per la sua , abbiamo “sforato” la temperatura : io sono arrivata a 106° C lui a 110°C. La prova regina però rimane sempre, come per le marmellate, la prova del piattino: fate cadere qualche goccia del composto su un piattino freddo, aspettate qualche minuto, magari mettendolo in frigo, e controllate se mantiene la sua “forma” non scivolando sul piattino inclinato. Quando lo fa pronta!
Mezzo kg di mele cotte dovrebbero produrre più o meno 250 ml di succo. Ma siccome le mele sono diverse ed hanno diversa resa, si può considerare di utilizzare per ogni 250 ml di succo filtrato 150 gr di zucchero , 1 cucchiaino e mezzo di succo di limone e 1 cucchiaino scarso di cognac. Delle mie, per esempio, per produrre 250 ml ce ne sono volute quasi 600 gr.
Ingredienti indicati nella ricetta:
3,5 kg di mele
2,5 lt di acqua
1,2 kg di zucchero
60 ml di succo di limone
2 cucchiai di Calvados, brandy o cognac
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Lavate bene le mele e tagliatele grossolanamente a pezzetti, poi mettetele con semi e buccia in una pentola molto grande. Aggiungete l'acqua, coprite e portate a ebollizione. Quando bolle, ridurre il calore un po ', lasciare il coperchio di traverso, e cuocere per 20 o 30 minuti, finché le mele sono tenere e cotte.
Scolate ora mettendole in uno scolapasta appoggiato sopra una ciotola profonda, rivestito con della garza. Se le mele sono tante utilizzate 2 scolapasta per non “ammucchiarle “ troppo. David consiglia infatti di non schiacciare le mele per ottenere più succo , perché altrimenti il liquido diventerà torbido.
Lasciate le mele così per almeno 3 ore (o , come suggerisce la ricetta per una intera notte). Dovreste ottenere circa 2 litri di succo , secondo la ricetta, ma se così non fosse , attenetevi, per calcolare la quantità di zucchero da aggiungere al suggerimento nella premessa (150 gr ogni 250 ml di succo). Mettete il succo filtrato, lo zucchero e il succo di limone in una casseruola e portate ad ebollizione a fuoco vivace. Schiumando quando necessario.
Se avete un termometro , misurate le temperatura del composto, ogni tanto , fino a portarla a 104°. A quel punto fate la prova piattino: se non vi soddisfa fate cuocere ancora qualche minuto fino ad arrivare alla consistenza desiderata. Togliete la gelatina dal fuoco, aggiungete il liquore, ed invasarla subito nei vasi sterilizzati. Capovolgeteli e lasciate raffreddare. Teneteli in frigo una volta aperti e sterilizzateli ulteriormente se ne preparate un po’ de barattolini e pensate di conservarli più a lungo.
La polpa di mele rimasta potrete, passandola in un passaverdure o schiacciandola con un cucchiaio in un colino a maglie fitte, usarla come ottimo dessert per i ragazzi, magari addolcita, se è il caso con un cucchiaio di zucchero a velo, oppure utilizzarla per preparare una delizia che vi svelerò nel prossimo post!
Buon appetito
Dani



A little preamble: apple jelly, naturally, has a a clear color, slightly golden and not too photogenic, so, I added the tip of a teaspoon of red gel food to brighten it: as Halloween approaches, because not to organize a beautiful setting "macabre"? The red was perfect for our purpose and it was red! So with Microba and Ginevra, (my daughters) have created this poor ghost with marshmallows, which they say look like Nearly–Headless Nick (who has not read Herry Potter ask any people younger than 22 years and will be informed) and we used to present our exquisite

APPLE JELLY
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I found this wonderful recipe on the website of D. Lebovitz and I liked it so much that I made it for me. Here it is:
One pound (450 g) of apples cooked will yield about 1 cup (250 ml) strained juice from the cooked apples. So if you have less apples, or you get a different yield (since all apples are different), you can use that as a guideline and add 3/4 cup (150 g) sugar and 1 1/2 teaspoons of lemon juice per cup of strained apple juice.
8 pounds (3.75 kg) apples
10 cups (2.25l) water
6 cups (1 kg, 200g) sugar
1/4 cup (60 ml) fresh lemon juice
2 teaspoon Calvados, brandy, or Cognac
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1. Rinse the apples and cut them coarsely into chunks, then put them and the cores and seeds, into a very large stockpot.
2. Add the water, cover, and bring to a boil. When bubbling, reduce the heat a bit, leave the lid askew, and cook for 20 to 30 minutes, until the apples are tender and cooked through.
3. Line a mesh colander with a piece of muslin cloth or a few folds of cheesecloth (or use a jelly bag and stand) and set it over a deep bowl, then ladle the apples and the liquid into the colanders. (I used two lined colanders since it was quite a bit of apples.)
4. Let stand overnight (or at least three hours), and no matter how tempting, do not press down at any time on the apples to extract more juice or the jelly will get cloudy.
5. The next day, measure out the juice. (See Note below about the apples.) You should have 8 cups (2l). Pour it into a stockpot fitted with a candy thermometer, add the sugar and lemon juice, and bring to a boil. During cooking, if any white scum rises to the surface, skim it off.
6. Cook until the temperature reaches 220ºF (104ºC). At that point, turn off the heat and begin testing the jelly on a chilled plate in the freezer, using the method mentioned in the headnote. When it wrinkles and holds its shape, it’s done. If not, continue to cook and re-test it at intervals. This batch set at 230ºF (110ºC).
7. Remove from heat, stir in the liquor, and ladle into clean jars, then cap tightly.
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So, bon appetit and thanks again to David!
Dani

lunedì 4 ottobre 2010

Crostata di mele al rosmarino (knam)

crostata di mele al rosmarino

Questo è uno di quei dolci per cui la sottoscritta perde tutti i freni inibitori. E se sulla dieta, sul colesterolo e sulle buone maniere ("la più grossa, a me") si potrebbe anche chiudere un occhio, lo stesso non si può fare sulle mele, nel mio caso, visto che tengo allergia fulminante, di quelle che al primo morso ti prude il palato, al secondo ti gratti sfacciatamente e al terzo ti attacchi alla canna dell'antistaminico, maledicendo il giorno in cui tua madre ti disse "portatelo da casa, il succo di frutta, che dell'asilo non mi fido". (*)
In ogni caso, con questa torta sono in buona compagnia perchè non ricordo di aver mai assistito a scene di contenuto entusiasmo. Neanche quella volta in cui mi ero dimenticata di mettere lo zucchero nella frangipane, per dire: quando me ne ero accorta e lo avevo fatto notare, era stato tutto un levar di mani (le bocche erano piene), a dire che non era il caso che mi preoccupassi e che andava bene così. Per non parlare di quando mi era venuta la bella idea di inserire questa crostata in un menu d'autunno del corso di cucina: avevamo preparato da subito il dolce perchè ha bisogno di un po' di tempo per il raffreddamento e lo avevo sistemato nella stanza vicina, da dove, ahimè, non era possibile arginare l'ondata di profumi che arrivava dritta sotto i nostri nasi. Da lì in poi era stato tutto un esodo verso parti non ben precisate della casa, per motivi altrettanto non ben precisati, a cui non ho fatto caso fino a quando non ho visto che le mie signore "andavano in bagno" munite di forchetta. E prima che togliate il freno ad ogni fantasia su quello che noi donne siamo capaci di fare oltre quella porta, vi dico subito che, per quella sera, il dolce al corso non ci fu: a meno che non si possa definir tale il triste mucchietto di briciole rimasto sul piatto...


(*) gli Annali imputano la colpa di tutte le mie allergie ad un succo di frutta avariato, bevuto all'asilo ma portato rigorosamente da casa perchè "delle suore non mi fido". Ecco lì...

CROSTATA DI MELE AL ROSMARINO
da L'Arte del Dolce- E. Knam

crostata di mele al rosmarino


per 8 persone
600 g di pasta frolla*
2 mele
400 g di crema frangipane**
rosmarino tritato
50 g di gelatina in polvere
burro e farina per lo stampo
rametti di rosmarino per la decorazione

*Pasta frolla (per circa 600 g)
150 g di burro
150 g di zucchero semolato
1 uovo (oppure 2 piccoli)
vaniglia in polvere
6 g di lievito in polvere
300 g di farina 00
un pizzico di sale

Procedimento per la frolla
Lavorate bene a mano il burro tagliato a pezzetti insieme allo zucchero, quindi aggiungervi l'uovo, il sale ed un pizzico di vaniglia e impastate bene, fino ad ottenere un composto omogeneo. Unite il lievito e la farina setacciati insieme e lavorate bene il tutto, fino a formare un impasto omogeneo e compatto. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigorifero per almeno 4 ore prima di utilizzarla.



**Crema frangipane (per circa 400 g)

100 gr farina di mandorle
100 gr burro morbido
100 gr zucchero
30 gr farina 00
1 uovo
1 cucchiaio Calvados (facoltativo)

Procedimento per la crema frangipane
Con l'aiuto di una frusta, montare in un'ampia ciotola il burro con lo zucchero, quindi aggiungere l'uovo, precedentemente sbattuto leggermente con una forchetta,versandolo a filo- e continuate a mescolare con la frusta. Aiutandovi con un cucchiaio di legno, amalgamate al composto la farina di mandorle e quella 00. Quindi, mescolate bene sino ad ottenere un composto omogeneo. Conservate la crema il frigorifero fino al momento di usarla.



Stendere la pasta frolla in una teglia da 22-24 cm imburrata e infarinata, a uno spessore di circa 3 mm..
Versare la crema frangipane, cospargere di rosmarino tritato finemente e coprire il tutto con le mele affettate disposte a raggiera.

Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti, Togliere dal forno e lasciar raffreddare.

Preparate la gelatina: versate 200 ml di acqua in una casseruola, mettetela a scaldare sul fuoco e portatela ad ebollizione. Quindi aggiungete la gelatina in polvere, mescolate bene fino a scioglierla completamente e toglietela dal fuoco. Con un pennello, lucidate la superficie della torta con la gelatina, lasciatela rapprendere e servite. Decorate, a piacere, con rametti di rosmarino
Variante mia: al posto della gelatina, faccio sciogliere due cucchiai di marmellata di albicocche sul fornello, a fiamma bassa, con un cucchiaio di Calvados e poi spennello tutto sulla torta.
Buona settimana
Ale
Questa ricetta partecipa al contest di Stefy&Rosy, Il Tempo delle mele

Il tempo delle mele


sabato 25 settembre 2010

Bresaola...tris!

Di Daniela
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Ci sono serate meravigliose che ti tengono fuori di casa fino a tardi solo per ammirare ciò che ci circonda: sono serate magiche, dove il cielo è talmente stellato e terso che ti sembra di non aver mai visto così tante stelle tutte in una volta, oppure la luna piena e luminosa illumina tutto rivelando o creando scorci che con il sole non noteresti mai e poi ci sono serate come quella che mi è capitato di osservare qualche giorno fa. Eravamo ancra al mare, e la giornata era stata veramente brutta : pioggia intermittente, tuoni e colpi d'aria violenti, mare grosso, insomma tutto ciò che fa burrasca. Poi, improvvisamente verso sera, inattesa, arriva la tramontana. In un attimo il cielo si apre e nell'ora blu tanto amata dai fotografi e dai poeti il vento trasporta verso l'alto mare ciò che resta della buriana che fino a poco prima aveva infuriato sulle nostre teste e così alle spalle, sui monti il cielo diventa a poco a poco stellato e limpido, ma in fondo, verso l'orizzonte ancora i lampi illuminano tratti di notte improvvisamente. Pensate che non abbia provato la tentazione di fotografarli? Sbagliato! Non vi dico fino a che ora sono rimasta sveglia per provare a rendere quanto di meraviglioso stavo vedendo. Ecco il risultato:
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ciò che mi piace in questo scatto sono le piccole luci che si intravedono alla sinistra dei lampi sono le...lampare, involontario gioco di parole, le barche che partono al tramonto
monterosso 041
per pescare con le loro luci fortissime durante la notte
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e che in quest'altra foto si intravedono mentre si allontanano verso il mare aperto, mentre la lucina che appare a destra del lampo qui sotto è quella della boa del parco marino.
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nell'ultima la luce si libera e scarica in mare tutta la sua potenza
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Non è stato uno spettacolo meraviglioso? E' vero che le foto non riescono a rendere giustizia alla grandiosità di un simile evento, specialmente a mano libera e con un obbiettivo "normale", però sono particolarmente contenta di aver condiviso con voi la bellezza della natura "scatenata".
Però va da se che dopo una serata spesa fino a tardi a cercare di catturare con la mia Fuji la bellezza effimera del lampo (e non vi posso dire quante foto ho scattato prima di catturare queste immagini!) la mattina dopo ho dormito un po' di più e per pranzo ho preparato una cosa veloce e leggera ma gustosissima come questi 3 piatti di bresaola, per i quali mi sono ispirata a 3 ricette del nostro chef E. Pini
BRESAOLA CON JULIENNE DI MELA
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dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata a fette sottili
200 gr. lattughino
100 gr. mela tagliata in julienne (piccoli fiammiferi)
3 cucchiai olio extravergine
2 cucchiai aceto di mele
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Preparazione:
Disporre sui piatti il lattughino, addossarvi la bresaola, quindi cospargere con la julienne di mele. Condire con la vinegrette all'aceto di mele (sale, pepe bianco, aceto di mele, olio)

BRESAOLA AL CARPACCIO
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Dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata a fettine
150 gr. carciofini (o porcini) sott'olio affettati
150 gr. formaggio casera a dadini
3 cucchiai olio extra vergine
1 cucchiaio d'aceto rosso
1 cucchiaio di senape dolce
sale e pepe quanto basta
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Preparazione:
Adagiare sui piatti le fettine di bresaola tagliata sottile.
Disporre sopra i carciofi o i porcini affettati e i dadini di formaggio casera.
Condire con la salsa alla senape: aceto, sale, senape e olio.

ROSE DI BRESAOLA CON CAPRINO FRESCO E OLIO BUONO
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dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata sottile
150 gr. caprino fresco tagliato a rondelle
foglie di lattughino
3 cucchiai olio extravergine
pepe
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Preparazione:
Disporre sui piatti una 1/2 fetta di bresaola, guarnire al centro con una rondella di caprino. Arrotolare la fettina intorno al caprino come se fosse un petalo. fare lo stesso con un un'altra1/2 fettina. Disporre le roselline al centro del piatto decorare con qualche foglia di lattughino.
Condire con un filo d'olio e una spruzzata di pepe al mulinello.
Buon appetito
Dani


Bresaola with apple julienne
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serves 4 people:

350 gr. Bresaola thinly sliced
200 gr. lettuce
100 gr. apple cut into julienne strips (small matches)
3 tablespoons extra virgin olive oil
2 tablespoons cider vinegar

Preparation:
Arrange the lettuce on plates, put on bresaola, then sprinkle with sliced apples. Season with vinegrette apple vinegar (salt, white pepper, cider vinegar, oil)

Bresaola AL CARPACCIO
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Serves 4:

350 gr. Bresaola sliced
150 gr. artichokes (or porcini) in oil
150 gr. casera cheese, diced
3 tablespoons extra virgin olive oil
1 tablespoon red wine vinegar
1 teaspoon sweet mustard
salt and pepper to taste

Preparation:
Lay the slices on plates of thinly sliced dried beef.
Arrange artichokes over or sliced mushrooms and diced cheese dairy.
Season with the mustard sauce: vinegar, salt, mustard and oil.

ROSE OF Bresaola with goat cheese and good olive oil
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serves 4 people:

350 gr. Bresaola thinly sliced
150 gr. goat cheese cut into slices
lettuce leaves
3 tablespoons extra virgin olive oil
pepper

Preparation:
Place dishes on a 1 / 2 slice of dried beef, garnish the center with goat cheese. Roll the slices around the goat like a petal. do the same with an other 1 / 2 slice. Arrange the roses in the center of the plate garnish with a few leaves of lettuce.
Season with a little oil and a dash of fresh pepper
Bon appetite
Dani
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