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lunedì 7 gennaio 2013

Monday Bloody Monday

bloody mary

Il titolo si riferisce all'umore di questo lunedì, all'indomani di una clonazione della carta di credito, di un febbrone da cavallo che mi ha steso sul finite del Befana - day ed altre varie ed eventuali di cui non si sentiva affatto bisogno ma che, chissà come mai, meno sono opportune, più spuntano, baldanzose, pimpanti e bene intenzionate a scassare i maroni , in secula seculorum, amen.


venerdì 12 ottobre 2012

Tortini ricchi di patate

Di Daniela 

Sono lietissima di  annunciarvi che, con il 12 ottobre, siamo giunti anche per quest'anno, alla giornata che per la nostra famiglia potrebbe essere l'equivalente dell'Epifania, che, come dice il proverbio, tutte le feste si porta via! Quindi per almeno un mesetto o due niente regali, niente torte e niente brindisi.... Anche se.... Ebbene si, quest'anno, non paghi di tutti questi festeggiamenti di compleanni vari, ci troveremo a chiudere leggermente in ritardo sulla scaletta abituale con un'altra festa, perché la nostra Microba, a fine mese,  riceverà la sua cresima. E' anche questo, un momento molto particolare per me, perché  oltre alla questione squisitamente religiosa, sarà anche in qualche modo la chiusura di un ciclo, iniziato un'infinità di anni fa con il battesimo della mia primogenita e che attraverso battesimi, comunioni e cresime ha portato le mie figlie dal loro ingresso nel mondo alla soglia dell'adolescenza. Lei è la più piccola e mi sembra incredibile che siamo già arrivati a questo punto della sua vita... Si , certo mi direte voi, ci saranno ancora moltissimi festeggiamenti da organizzare e spero infinite occasioni per celebrare mille eventi.... magari anche qualche matrimonio :-)... ma saranno già tutte grandi. E' inutile negarlo, un velo di nostalgia c'è : un po' come l'ultimo giorno di scuola delle elementari, un rito di passaggio tra momenti diversi.
Okkkkei, niente cedimenti da mamma sentimentale: parlando di cose pratiche magari vi terrò aggiornati con qualche piatto preparato per il buffet per amici e parenti, che saranno qui da me a festeggiare Gaia.
Nel frattempo vi lascio assaggiare queste piccole bontà svuota frigo, che ho preparato ieri l'altro e che sono state una piacevole sorpresa.
P.s. Grazie Mai per lo "sfondo"!!!!

Tortini ricchi di patate 
Da "Patate per tutti i gusti" , Rusconi libri, 2007

tortini di patate e carne


Ingredienti
1 cucchiaio di olio
1 cipolla finemente tritata
1 spicchio di aglio schiacciato
500 gr di manzo tritato
2 cucchiai di farina
500 ml di brodo di manzo
2 cucchiai di passato di pomodoro
1 cucchiaio di Worcestershire
6 fogli di pasta frolla non dolce o  brisè o semplice pasta fatta in casa
45 gr di burro
1/4 di tazza di latte (60 ml)
1 kg di patate farinose cotte e schiacciate

tortini di patate e carne

Preriscaldate il forno a 210°C. Scaldate l'olio in una padella, aggiungete la cipolla e l'aglio e cuocete per 5 minuti, facendoli dorare. Aggiungete la carne trita e cuocete a fuoco medio per 5 minuti, rompendo i grumi con una forchetta. Cospargete la farina sulla carne e mescolate, poi aggiungete il brodo, il pomodoro, la salsa Worchestershire, sale e pepe. Mescolate per un paio di minuti e poi portate ad ebollizione e poi riducete leggermente il calore, facendo cuocere per 5 minuti  o finché il composto non si sia addensato. Lasciate raffreddare completamente.

tortini di patate e carne

Spennellate 6 stampi per tortini o per mini crostate del diametro di 11 cm con burro fuso od olio. Usando un coppa pasta (o una tazza o quello che avete sottomano di adatto)  ritagliate dalla pasta (brisè  o frolla non dolce o semplice farina-acqua-olio) dei cerchi di 15 cm e ricoprite gli stampi. Con della carta forno ricoprite ogni stampo e mettete all'interno fagioli secchi o quello che usate abitualmente per far si che la pasta non gonfi, e metteteli in forno caldo per 7 minuti (cottura in bianco). Togliete la carta e i fagioli e cuocete per altri 5 minuti. Lasciate raffreddare.

tortini di patate e carne


Mettete la carne preparata  all'interno della pasta. Preparate un veloce purè, piuttosto sodo, unendo alle patate, cotte e schiacciate, il burro ed il latte caldo e, per mezzo di una siringa, distribuitelo sopra al tortino.
Infornate per 20 minuti. Servite i tortini tiepidi, accompagnati  da un'insalata.
Questa è la ricetta originale.
Va da sé che potrete adattarla benissimo alle vostre esigenze svuota frigo: per esempio dovesse avanzarvi un po' di ragù, eccovi un utilizzo inusuale, lo stesso dicasi per del purè: io addirittura ho riempiti alcuni di questi squisiti e croccanti tortini, con della carne che mi era avanzata dalla preparazione del ripieno delle empanadas, uno dei piatti preferiti in famiglia, altri invece con il ripieno indicato dalla ricetta ed altri con alcune cucchiaiate di ragù del giorno prima.... Sono piaciuti tutti!
Buona giornata.
Dani

sabato 19 maggio 2012

MTC- Budini alla Parmigiana di Mariella

Dire Mariella e pensare alla cucina del Sud è quasi un tutt'uno: grazie a lei, l'MTChallenge si arricchisce ogni volta di profumi e sapori di una tradizione che scorre nelle sue vene e che è stata coltivata negli anni con una passione sconfinata e mai sopita di cui oggi noi cogliamo una parte dei suoi frutti. E' un giardino pieno di delizie, infatti, quello che ci viene offerto ogni volta dalla nostra amica, pieno di sorprese, di gusti antichi in forme nuove e sempre diverse, esattamente come questo budino, che nasconde dietro una presentazione insolita uno dei piatti più tipici della grande storia gastronomica del Meridione, le melanzane alla parmigiana. Mariella si diverte e ci diverte, in questo gioco di consistenze, di accostamenti, di abbinamenti nuovi, realizzando un budino che entusiasma alla vista e lascia immaginare una irresistibile espolosione di sapori, al gusto. Che dire di più, se non che è meglio lasciare a lei la parola?






BUDINI PARMIGIANA
Per 2 budini
Melanzane lunghe             4
Ricotta                                 100 g.
Uovo                                    1
Parmigiano                         1 tsp
Pecorino                             1 tsp
Pomodori da sugo               250 g.
Pan carrè                             2 fette
Olio                                     4 tsp
Sale
Basilico
Aglio
Pan grattato

Arroventare la bistecchiera e arrostirvi le melanzane. Quando saranno cotte, tagliarle a metà per il lungo e,con un cucchiaio, asportarne la polpa. Mettere questa polpa in un colapasta, salare e lasciar sgocciolare per un paio d’ore. Trascorso questo tempo, mettere la polpa in un canovaccio pulito e strizzarla,in modo da eliminare quanta più acqua è possibile. Mettere nel bicchiere del minipimer la polpa di melanzane, la ricotta, l’uovo, mezzo spicchio d’aglio (W L’AGLIO!!) e i due formaggi. Frullare il tutto. Ungere leggermente gli stampini e spolverizzarli col pan grattato. Cuocerli a bagnomaria a 180 gradi.
Mettere i pomodori in una pentola,  ricoprirli d’acqua e portarli ad ebollizione. Scolare i pomodori e passarli al passaverdure. Mettere in un pentolino 2 cucchiaini d’olio,la passata di pomodoro, una foglia di basilico e far cuocere.
Frullare grossolanamente il pan carrè. Aggiungere al briciolame così ottenuto i restanti 2 cucchiaini d’olio e mescolare, in  modo che il pane si impregni d’olio. Spargere le briciole su un foglio di carta forno,in modo da formare uno strato sottile ed infornare finchè le briciole diventano croccanti.
Sformare i budini, napparli con la salsa di pomodoro e spolverizzarli con le briciole croccanti.
Già così questo budino è piuttosto leggero,ma,se per caso “qualcuna” fosse a dieta, basta sostituire la ricotta con dello yogurt greco magro, l’uovo intero col solo albume,eliminare i formaggi e gli accompagnamenti, per ottenere un budino comunque gustoso e Dukan-compatibile.

giovedì 30 giugno 2011

Piatti storici : Baccalà alla Mastai

Di Daniela
Pio IX

In via delle Muratte, a Roma, via che va da piazza Fontana di Trevi fino a via del Corso, nella prima metà dell’Ottocento c'era una trattoria alla moda, quella dell’Armellino, frequentata da personaggi di spicco come Massimo D’Azeglio e dal giovane conte Giovanni Mastai, destinato a salire nel 1846 al soglio pontificio con il nome di Pio IX, venuto a Roma per chiedere di essere ammesso nel Corpo della Guardia Nobile. Ancora il conte Mastai era un semplice abate, che ignorava che sarebbe divenuto non solo papa con il nome di Pio IX , figura amatissima e odiatissima al tempo stesso, con il pontificato più lungo della storia della Chiesa (San Pietro a parte!) e ultimo sovrano dello Stato Pontificio. Era lui, infatti, eletto al soglio pontificio quando nel 1870, alla caduta di Napoleone III, le truppe dei Savoia entrarono a Roma attraverso la breccia di Porta Pia, ponendo fine alla sovranità temporale dei "papi re". Il Papa, sostenendo di non poter avere gli spazi necessari per esercitare il suo ministero in piena libertà e autonomia dal Regno d'Italia, si ritirò nel Vaticano rifiutando di riconoscere il nuovo Stato e dichiarandosi prigioniero politico. Fu questa la situazione, la celebre Questione Romana, che si trascinò fino al 1929 e che fu risolta con i Patti Lateranensi.
Documento autografo di Pio IX
Ma intanto Pio IX sempre chiuso all'interno di ciò che era rimasto del suo Stato promulgò il celebre "non expedit" con il quale richiese ai cattolici italiani e a tutti gli ecclesiastici che in Italia vivevano di non partecipare attivamente alla vita politica del nuovo Stato, l'Italia, che aveva commesso un atto gravissimo di violenza contro la Chiesa Romana. E nonostante nel 1871, venissero riconosciute dallo Stato Italiano i doveri e i diritti dell'autorità del Papa, Pio IX non accettò mai il nuovo Stato e scrisse anche al Re Vittorio Emanuele II, continuando a dichiararsi "prigioniero dello Stato Italiano".
Ma tutto questo, negli anni di cui stavamo parlando il giovane Conte Giovanni Maria Mastai Ferretti non lo immaginava ancora: era solo un giovane abate, appunto, che amava farsi servire, nella sua trattoria preferita, un piatto particolare. Era un semplice piatto di baccalà, ma ebbe così vasta eco che per anni la trattoria rimase celebre per avere nel suo menù questa prelibatezza, preparata con uvetta e sugo che dal suo nome divenne nota come il "baccalà alla Mastai".
Con questo piatto "i piatti storici" vi salutano: riprenderanno a settembre...


Baccalà alla Mastai
baccalà alla Mastai
ingredienti per 4
50 gr di uvetta
olio
1 cipolla o uno scalogno
400 gr di polpa di pomodoro (passata)
peperoncino
800 gr di filetto di baccalà
prezzemolo tritato ( io basilico)
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Mettete 50 gr di uvetta in una ciotolina d'acqua. Affttate una cipolla e fatela dorare in un tegame con 2 cucchiai di olio e.v.o. Poi unite 400 gr di pomodoro, salate, unite il peperoncino e l'uvetta sgocciolata e cuocete per 12 minuti.
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Tagliate 800 gr di filetto di baccalà ammollato a tocchi, privateli della pelle e delle spine, passateli nella farina e friggeteli in un tegame con l'olio.
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Scolateli, posateli su carta assorbente da cucina per qualche istante, poi uniteli alla salsa preparata e completate con le foglioline di basilico spezzettato o prezzemolo tritato
DSCF6527Questo piatto è veramente gustoso e particolare nell'accostamento dell'uvetta con il pesce fritto passato nella salsa: per rendergli giustizia, ho usato una passata davvero squisita che ci ha regalato il nostro mitico Mario, e che valeva davvero la pena di utilizzare per qualcosa di speciale... Inoltre, essendo aromatizzata al basilico, ha fatto si che la mia scelta cadesse sulle foglie di quest'ultimo, invece che di prezzemolo per la rifinitura del piatto.  Davvero un insieme eccellente
Buona giornata a tutti
Dani

giovedì 9 giugno 2011

Pasta alla Norma per il piatto storico

Di Daniela
BELLINI E LA NORMA


Stiamo per affrontare ancora una volta una storia che coinvolge un celeberrimo musicista italiano: in questo caso parliamo di Vincenzo Bellini.  Anche al catanese infatti è legato un piatto storico, tra i più celebri d'Italia, ma non, a differenza di Rossini, per la sua golosità o la sua abilità di cuoco, ma per la bellezza di una sua opera. Ma partiamo dal principio. Vincenzo Bellini, catanese, bello, biondo e delicato nei tratti, acclamato in Italia e nel mondo come compositore di splendide opere liriche, nasce nel 1801.
L'amico di una vita, suo compagno negli anni di conservatorio, lo definisce "candido, dolce, riconoscente, modesto" ma anche "passionato, infiammabile, ardito" : ha molto fascino, è un tombeur de femmes, "volubile come il vento in amore", come egli stesso si racconta in una lettera. E' amico fedelissimo di una vita per alcuni, ma aspro, duro al limite dell'astioso nei confronti degli altri compositori....Insomma, una personalità molto complessa. Visse a Londra ( "Qui posso dire che mi diverto ed assai fra le continue feste da ballo, teatro, pranzi, concerti ecc.. Conosco tutta Londra e quindi tutti mi invitano") e a Parigi, dove entrò in stretta relazione con Rossini, Chopin ed altri musicisti dell'epoca ; in Italia fu amatissimo: inaugurò qui a Genova il Carlo Felice (il nostro teatro lirico) il 7 aprile 1828, alla presenza dei sovrani del Regno di Sardegna, Carlo Felice e della regina Maria Cristina di Savoia, con la sua opera Bianca e Fernando (che venne rielaborata appositamente dall'autore per questo avvenimento) su libretto del genovese Felice Romani, ma compose anche per il San Carlo di Napoli , per la Fenice di Venezia e così via diventando celeberrimo ovunque. Ma come tutti i più cari agli Dei, anche Bellini  ebbe una vita molto breve.
Nel settembre 1835 egli scrive che "Una leggera indisposizione mi ha impedito di venire a Parigi". Invece è l'inizio della fine: morirà da li a poco, per una infiammazione acuta intestinale, il 23 del mese, a 34 anni e ancora esiste un alone di mistero intorno alla sua morte : qualcuno pensa che sia stato avvelenato.
Ora comprendetemi : potevo io in questo frangente, no dico, potevo, in spregio all'interesse manifesto dell'altra metà di questo blog, ignorare i monumenti funebri del nostro ? Si, I monumenti perchè sono addirittura 2: uno al Pere-Lachaise, a Parigi, dove riposò, fino al 1876 (insieme a Guillaume Apollinaire, Honoré de Balzac, Sarah Bernhardt, Georges Bizet, Maria Callas, Jean-François Champollion, Luigi Cherubini, Frédéric Chopin, Auguste Comte, Jean-Baptiste-Camille Corot, Eugène Delacroix, Jean de La Fontaine, Gustave Doré, Isadora Duncan, Giulia Grisi, Jean Auguste Dominique Ingres, Amedeo Modigliani, Virginia Oldoini Contessa di Castiglione, Adelina Patti, Georges-Pierre Seurat, Gertrude Stein, Oscar Wilde, ecc ecc......) e il secondo a Catania, all'interno del Duomo della Città.
Ma a noi interessa Norma: e Norma, composta in meno di tre mesi, dall'inizio di settembre alla fine di novembre del 1831, debuttò al Teatro alla Scala di Milano il 26 dicembre. "Fiasco, fiasco, solenne fiasco" disse lo stesso Bellini. Ma sbagliava: di li a poco Norma diventò un successo clamoroso.
La cavatina più celebre dell'opera, Casta diva, molto difficile da eseguire, è diventata nel corso degli anni il cavallo di battaglia dei più celebri soprani del mondo, come Giulia Grisi (che combinazione vuole riposi anche lei al Pere-Lachaise), Joan Sutherland e
Maria CAllas
Montserrat Caballé, ma soprattutto della divina Maria Callas, che in questo ruolo ebbe successi infiniti: bisogna aggiungere che la sua difficoltà e in generale la difficoltà del ruolo è tale che Norma è un'opera molto celebre, ma molto meno rappresentata di quanto dalla sua fama ci si aspetterebbe. Perfino una rosa è stata dedicata a questo pezzo così celebre.....
casta diva
La mia Casta diva
Eccoci allora, finalmente a parlare della storia del piatto di cui oggi ci interessa la pasta alla Norma. Il successo, dicevamo, di quest'opera fu tale che, specialmente in Sicilia “Pari ‘na Norma” ovvero, “ sembra una Norma”, era la pietra di paragone alla quale i fantasiosissimi catanesi misuravano qualunque cosa bella e degna di ammirazione capitasse nel periodo successivo al travolgente successo dell'opera del loro concittadino: questa frase era divenuta, quindi, il complimento più alto per rendere omaggio a qualunque cosa ritenessero eccellente. La nascita di questo piatto ha una data ben precisa e la si fa risalire all’ autunno del 1920, quando Nino Martoglio, poeta e buongustaio siciliano, l'equivalente, per capirci, di Porta per i Milanesi o del Belli per i romani o Fucini per i toscani, accolse una pasta fatta servire dalla sua ospite, Donna Saridda Pandolfini, appartenente ad un'altra celebre famiglia di artisti, con queste parole: “Signura, chista è ‘na vera Norma”!!
Giuditta Pasta
Questa espressione, omaggio alla capacità culinaria della signora e all'arte magnifica di Bellini, piacque talmente che rimase legata al piatto e fece in breve il giro del mondo. Nacque la "pasta alla Norma".
Posso darvi ancora due curiosità ?  Volete sapere come si chiamava il soprano che interpretò il ruolo di Norma alla prima assoluta dell'opera alla Scala : Giuditta Pasta. Originale vero?
Altra cosa: la notorietà di autore ed opera è stata  tale che le vecchie 5000 lire italiane avevano stampato sul davanti il bel viso di Bellini, e, sul retro, proprio il disegno rappresentante Norma che canta, nel bosco illuminato dalla luna, il suo Casta Diva...
5000 lire

http://www.magiadellopera.com/pdf/bellini_pdf/bellini_La%20vita.pdf
http://www.cataniaperte.com/bellini/
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/contemporanea/bpersonaggi/Vincenzo-Bellini-tra-banchetti-e-donne.html

http://www. wikipedia.com

PASTA ALLA NORMA
da Alba Allotta- La Cucina Siciliana, Newton Compton Editori
pasta alla norma

per 4 persone
400 g di bucatini
1 melanzana
100 g di ricotta salata
1,5 kg di pomodori maturi
2 spicchi d'aglio
1 mazzetto di basilico
olio EVO
sale e pepe

Lavate i pomodori e tuffateli in una terrina con acqua calda, per una decina di minuti. Pelateli, privateli dei semi e tritateli grossolanamente: poi, trasferiteli in un tegame in cui avrete fatto imbiondire l'aglio con un filo d'olio. Aggiungete le foglie di basilico, una presa di sale e una spolverata di pepe, poi mescolate e lasciate addensare il sugo su fiamma moderata.
Sciacquate la melanzana, tagliatela a dadini e fatela riposare in un colapasta, cosparsa di sale, per un'ora. Quindi, friggetela in olio caldo.
Lessate la pasta in acqua bollente salata, scolatela al dente e versatela nel tegame con la salsa. Mescolate con cura e aggiungete le melanzane, una manciata di foglioline di basilico e la ricotta salata a scaglie.
Buon appetito
Dani

mercoledì 7 luglio 2010

Infradito...da gustare!

Di Daniela
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Eccomi con una non ricetta proprio estiva, che sembra fatta su misura per picnic o pranzetti veloci in cui i vostri piccoletti siano gli ospiti principali... Ho visto la ricetta di questo sandwich su Dolci e non ho proprio saputo resistere all'idea : è bastato adattare gli ingredienti alle mie personali creature vacanziere e squaloidi, per avere un successone di "uh, che belle!" e il conseguente "uh che buone" a pranzo.
Gli ingredienti che ho usato io sono:
. 8 fette di pancarrè, quello morbido senza crosta e con le fette più lunghe, per capirci, adatto all'appetito di squaloidi come i miei
. 2 peperoni (1 giallo e 1 rosso)
. 40 gr di bresaola (o qualunque altro insaccato vi piaccia)
. 40 gr di slinzega ( vale lo stesso discorso di prima)
. 2 mozzarelle ( o 1 mozzarella e una fetta di formaggio dolce e morbido)
. 2 pomodori
. qualche foglia di insalata. maionese (facoltativa)

Per prepararli, arrotondate i bordi delle fette di pane, dando loro la forma di una ciabattina infradito. Spalmatele se vi piace, con la maionese. Farcite ogni panino con qualche fetta di insalata, i salumi o la bresaola, le fette di mezza mozzarella, le fette di mezzo pomodoro e per dare un tono un po' croccante, se vi piace quanche sottile striscia di peperone, nell'ordine che preferite.
Componete le infradito e praticate sulla fetta superire due forellini sui bordi e un terzo al centro sul lato corto. Ritagliate 8 strisce di peperone e inserite le estremità nei buchetti ottenendo le nostre infradito gustose.
Buon appetito
Dani

FLIP-FLOPS SANDWICHES

I am here with a recipe perfect for your summer, pic nic or fast lunches where your little ones are the main guests ... I saw the recipe for this sandwich on "Dolci" and I have not been able to resist the idea : it is sufficient to adjust the ingredients to my personal and on vacation children, to have some "oh, so cute!" and the resulting "ooh They're great!!" for lunch.

The ingredients I used are:
. 8 slices of bread, without crust and soft
. 2 peppers (1 yellow and 1 red)
. 40 g of dried beef (or any sausage , ham, mortadella you prefer)
. 40 g slinzegha (or any other ham o sausage you prefer)
. 2 mozzarella
. 2 tomatoes
. few leaves of salad
.
mayonnaise (optional)
Giustifica
To prepare, rounded edges of the slices of bread, giving them the shape of a slipper thongs. Spread them if you like, with mayonnaise. Fill each sandwich with a slice of lettuce, salami or dried beef, half the sliced mozzarella, half tomato slices and to give it a somewhat "crunchy" if you likeadd some thin strips of bell pepper.
Put the flip-flop together and practiced on the slice through two holes on the edges and the third on the middle of short side. Cut 8 strips of bell pepper and place the ends in the little hole getting our flip-flops tasty.
Bon appetite
Dani

giovedì 10 giugno 2010

Seppioline consumate con bietole erbette

Di Daniela
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Siamo in periodo di esami che come ogni anno con inquietante regolarità stressano il sistema nervoso agli allievi, studenti o simili che devono affrontarli e a noi madri che dobbismo invece e più prosaicamente affrontare loro! Il loro nervosismo, la tensione che provano si estende a macchia d'olio in casa fino a travolgere fratelli, genitori e se possibile anche animali !! Avendo un certo numero di creature di varia ed eterogenea età che mi vagano per casa , è ovvio che la cosa qui si amplifichi incredibilmente... Vi ho già parlato di nipote e delle amiche più care della Veglirda (ovviamente la mia maggiore, che si contrappone a Microba, la minore) : a queste si aggiunge anche ogni tanto la molto onorevole figlia n. 2 con il Conservatorio e la Microba con relative, ma sentitissime prove finali a scuola!!! Ora capirete che ogni tanto ad una povera madre di mezz'età, come ama definirci la Ale, venga un principio di esauriomento nervoso e tenda, nervosamente pure lei , a tentare di liberarsi di quessa massa di socratiche creature che ti perseguitano con il loro coltissimo "so di non sapere!" senza darti un attimo di tregua. Va da se che la dieta subisce qualche contraccolpo, e che, qualche volta, le ricette originariamente severe e light si ammorbidiscano addolcendosi, tanto per poter reggere lo stress delle stressate!!! Però, dopo la meraviglia opulenta e goduriosa di Cristina che Ale vi ha presentato ieri, è ovvio che dobbiamo per forza buttarci su qualcosa che ci aiuti a recuperare un buon equilibrio mentale in attesa di un nuovo attacco spasmodico di voglia di dolce. In questa occasione si tratta di un piatto semplicissimo, veloce ma estremamente saporito che anche chi non ama troppo i sapori "marini" (Giuliaaaaaaa!) riesce ad apprezzare si tratta delle
SEPPIOLINE "CONSUMATE" CON BIETOLE ERBETTE
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Il perchè debbano essere consumate non saprei, ma mia suocera chiamava così tutte le preparazioni in cui l'ingrediente principale si insaporiva nel pomodoro. Ovviamente potrebbe anche essere perchè vengono "consumate" in 30 secondi senza ritegno dai commensali...;-)... Beh , quale che ne sia il motivo , in suo onore, continueremo a chiamarle anche noi così!
Ingredienti per 2 persone circa
500 gr di seppioline fresche (0 una confezione da 350 gr di congelate già pulite :-))
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
olio evo
3 cucchiai di Pomodori pelati (o freschi come preferite, spezzetati e privati dei semi)
1/2 bicchiere di vino bianco
600 gr di bietole erbette fresche o 1 confezione di quelle surgelate
sale e pepe o peperoncino
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Preparate un battuto di aglio e prezzemolo. Mettetelo a scaldare in un tegame (io uso sempre quelli di coccio, che secondo me rendono meglio queste cotture) , facendo attenzione che non si bruci per evitare l'amaro. Appena caldo aggiungete le seppioline pulite e tagliate a pezzi piccoli, secondo il vostro gusto o le loro dimensioni. Fatele brevemente rosolare e aggiungete 1/2 bicchiere di vino bianco. Lasciatelo evaporare e unite i pomodori. Cuocete per una decina di minuti. A parte fate scottare in poca acqua bollente salata le erbette fresche, o fate scaldare quelle surgelate. Appena pronte, scolatele strizzatele bene, tagliuzzatele e unitele alle seppioline. Bastano pochi minuti per fare insaporire bene il tutto. Salate, pepeate o aggiungete una punta di peperoncono secondo i gusti e Togliete dal fuoco. Servite tiepido. Volendo, per renderlo più completo, si possono aggiungere nel piatto un paio di crostini di pane abbrustolito.
Altra variante eccellente, suggerita dalla mia amica Sabrina, da utilizzare più come antipasto che come portata principale. Consiste nel preparare le seppioline da sole e, quando sono a cottura, toglietele dal fuoco, lasciatele intiepidire e unitele velocissssssimamente con un'insalata fresca appena condita con sale e aceto balsamico. Mescolate velocemente in un vassoio o comunque sul piatto di portata e mandate in tavola prima che l'insalata si "cuocia" eccessivamente col calore delle seppie. A me è piaciuto moltissimo.
Buon appetito
Daniela
Centra
LITTLE CUTTLE FISHES WITH TOMATOES AND CHARD

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Ingredients for 2 people about
500 g fresh cuttlefish (0 a 350 g pack frozen already clean :-))
1 clove garlic
parsley
extra virgin olive oil
3 tablespoons peeled tomatoes (or fresh as you like, diced and seeded)
1 / 2 glass of white wine
600 grams of chard or fresh herbs,(or 1 package frozen ones)
salt and pepper or chili pepper
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Prepare chopped garlic and parsley. Put them into a pan (I use an earthenware pan), taking care not to burn,to avoid the bitter taste. When just warm, add the cuttlefishes cleaned and cut into small pieces, depending on your taste or size. Let them cook briefly and add 1 / 2 glass of white wine. Let it evaporate and add the tomatoes. Cook for ten minutes. Blanch for few minutes in a little boiling salted water the fresh herbs, or warm the frozen ones . When ready, drain, squeeze well, finely chop and add to the cuttlefishes. Just a few minutes to flavor everything well. Salt, add pepper or add a touch of chilli pepper to taste and remove from heat. Serve warm. Wanting to make it more complete, you can add into the dish a couple of toast.
Another excellent option, as suggested by my friend Sabrina, to be used more as an appetizer than a main course. You have to prepare the cuttlefishs and, when they are cooked, remove from heat, let cool and mix them with a salad just seasoned with salt and balsamic vinegar. Mix quickly in a tray or otherwise on a dish, and send to the table before the salad "cooks" too much with the heat of the cuttlefish. I liked it very much.
Bon appetite
Daniela

giovedì 27 maggio 2010

Parmigiana di zucchine

Di Daniela
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Il caldo sta ormai cominciando a farsi sentire, come è normale che sia, e con lui, per ciò che mi riguarda, una scarsa voglia di cucinare costantemente. Eccolì che cerco di recuperare in questo frangente piatti che si possano preparare con buon anticipo e magari già porzionati, da poter congelare e tirare fuori in giornate di "pigrizia globale culinaria" quando, dopo aver magari lavorato in giardino per un bel po', mi ritrovo con la voglia di mangiare qualcosa di goloso , e la scarsissima voglia di prepararlo... oppure quando, non so, sono inginocchiata per terra e mi sto picchiando con una stupida pianta infestante che non vuole saperne di farsi sradicare, e mi si presenta la microba col suo sorriso radioso dicendo: "scusa Memy (scritto proprio così, mi ha spiegato) , non si potrebbe mangiare qualcosa di squisitissssimo? Magari non nella dose da blog però eh? " non so se a voi capita ;-) .
Comunque di questo goloso classico della cucina italiana, preparato con gli zucchini invece delle melanzane, ho cucinato 2 versioni: una più golosa, seguendo pedissequamente la ricetta e una invece più light. Varia in pratica la cottura delle verdure che da fritta , passa ad essere cotta alla griglia, con un buon risparmio di calorie e di unto in casa!!! E devo dire che in casa una parte dei miei commensali ha preferito proprio la versione light.
Scegliete la preferita e fatemi sapere il vostro parere..... Diana, hai visto che ti ho pensato?
PARMIGIANA DI ZUCCHINE
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Ingredienti per 4 abbondanti porzioni:
  • 10 zucchine circa piuttosto grandi
  • 2 mozzarella
  • 6 pomodori maturi
  • 2 uova
  • farina
  • parmiggiano grattuggiato
  • 2 spicchi d' aglio
  • olio di semi di girasole
  • olio evo
  • sale
Preparazione:
Versione l' olio in un tegame, aggiungete 2 spicchi d' aglio tritati e fate soffriggere per 2 minuti. Unite poi i pomodori sbucciati e tagliati a filetti, salate e cuocete per 7 minuti. Tagliate le zucchine a fette, infarinatele e passatele nell' uovo sbattuto.
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Fatele friggere in abbondante olio bollente finchè non saranno dorate, poi scolatele su carta assorbente. Continuate fino ad esaurimento delle zucchine.
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In alternativa, fate cuocere le stesse fette su di una griglia facendole ammorbidire e colorare.
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Procedete poi in entrambi i casi nel seguente modo.
In una teglia fate uno strato di zucchine, spolverizzatelo con il parmigiano, aggiungete 2 cucchiai di sugo di pomodoro, coprite con delle fettine di mozzarella.

Fate cuocere in forno per 15 minuti a 180°, poi gratinate per 3/4 minuti.
Buon appetito
Daniela


Parmigiana with zucchini
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Ingredients for 4 :
  • 10 big zucchini
  • 2 mozzarella
  • 6 ripe tomatoes
  • 2 eggs
  • Flour
  • Grated Parmesan
  • 2 cloves' garlic
  • Sunflower seed oil
  • Extra virgin olive oil
  • Salt
Preparation:
Put the evo oil in a pan, add 2 chopped garlic cloves' and fry for 2 minuti. Add the peeled tomatoes cut into strips, salt and cook for 7 minutes. Cut the zucchini slices, flour them and pass in beaten egg.
Fry in hot sunflower seed oil until they are golden brown, then drain on paper towels. Go on until all the zucchini are fried. Alternatively, cook the same slices on a grill, making them soften and coloured.
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Then proceed in both cases as follows.In a pan make a layer of zucchini, sprinkle with the Parmesan, add some tablespoons of tomato sauce, cover with slices of mozzarella.
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Bake for 15 minutes at 356 F°, then baked for 3 /4 minutes using grill.
Bon appetit
Dani

domenica 9 maggio 2010

La nostra cena per Giulia


No, dico: forse che due genovesi- una doc, l'altra trapiantata- avrebbero potuto declinare questo invito? E forse che si può dire di no alla Rossa più famosa della blogsfera, per giunta una delle nostre amiche più care?
Assolutamente no, in entrambi i casi: e quindi, eccovi il nostro menu per due, in tre portate per 15 euro in tutto, con qualche considerazione preliminare sparsa
- non abbiamo approfittato di nessuna offerta speciale ed anzi, abbiamo anche mantenuto i nostri fornitori abituali: per cui, i prezzi che riportiamo sono quelli in vigore tutto l'anno, anche se entrambe cerchiamo sempre di fare la spesa in modo oculato, guardando tanto alla qualità, quanto al portafoglio.
- in compenso, è probabile che certi prodotti da noi abbiano un costo diverso che da altre parti d'Italia- e viceversa. Mi riferisco per esempio al pesto e al pesce.
- in questo menu, abbiamo puntato tutto sul piatto di mezzo e, in effetti, lo squilibrio del costo del risotto rispetto al resto è notevole. In teoria, avremmo anche potuto risparmiare qualcosa sul dolce, ma alla fine abbiam fatto la signorata, invesetendo l'euro risparmiato in mezza vaschetta di lamponi, per arricchire il dolce e per riscattare la nostra fama di tirchi- che per voi sarà solo un euro, ma per noi, ragazzi, è sempre un dolore....:-)
- ultima nota: è un menu d'autore, nell'ispirazione, ma non nella fedeltà assoluta agli ingredienti: è qui che il limite dei 15 euro si è fatto sentire. Però, ricorrendo a soluzioni opportune, siamo riuscite a salvar capra e cavoli e a far tutti contenti, commensali e portafogli..

Ecco il menu

Spuma di Pomodoro con Salsa al Pesto ( Gran Gourmet)
Risotto al Pistacchio con Crostacei e Pancetta (Alfonso Iaccarino)

Torta al Cioccolato e Lamponi (M. Roux)


Spuma di Pomodoro con Salsa al Pesto (da Gran Gourmet)


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Ingredienti originali
per 2 persone
250 g di pomodori maturi
1 cucchiaio di olio EVO
1 cucchiaio abbondante di panna fresca
1 foglio di gelatina
mezzo spicchio d'aglio
2 foglie di basilico
2 cubetti di pomodoro
sale pepe
per il pesto
10 foglie di basilico
1/4 di spicchio d'aglio
pinoli
10 g parmigiano reggiano grattugiato
25 ml olio EVO
sale

Procedimento
Con il pomodoro fresco: ammorbidire la gelatina in acqua fredda. Lavare i pomodori, tuffarli per un minuto in acqua bollente, privarli della pelle e schiacciarli tra le dita per eliminare i semi e parte dell'acqua di vegetazione. Tagliarli a pezzi grossolani e insaporirli con sale e pepe. In una casseruolina far intiepidire l'olio con l'aglio spellato e versarlo sui pomodori. Lasciarli riposare nella marinata per un'ora circa, eliminare l'aglio e passare i pomodori al frullatore o al setaccio. Far intiepidire un paio di cucchiai della salsa ottenuta in un casseruolino e sciogliervi la gelatina strizzata. Unirla al resto della salsa, incorporando subito la panna leggermente montata. Suddividete la mouss nelle coppette da Martini e trasferitele in frigorifero a raffreddare per almeno 2 ore.

Le nostre varianti
Al posto dei pomodori freschi, abbiamo usato una conserva di pomodoro, che si è aromatizzata con aglio e basilico.
Al posto della panna, qualche cucchiaiata di un albume montato

100 ml di salsa di pomodoro pronta
1/2 foglio di colla di pesce
poco aglio
qualche foglia di basilico
un albume
sale
olio EVO

In un casseruolino, abbiamo scaldato l'olio con una puntina di aglio: dopodichè, vi abbiamo insaporito la salsa, unendovi le foglie del basilico spezzettate con le mani e aggiustando di sale. Vi abbiamo sciolto mezzo foglio di colla di pesce, precedentemente ammollata in acqua fredda e ben strizzata e abbiamo passato tutto al setaccio, in modo da ottenere un composto liscio. Abbiamo lasciato raffreddare e, alla fine, abbiamo aggiunto due cucchiai di albume montato a neve, quel tanto che basta per rendere soffice la mousse, senza stravolgerne il sapore
Niente pepe- altera il sapore del filo conduttore, che è il basilico.

In frigo a rassodare per almeno 2 ore.
Per il pesto, ne avremo usato a dir tanto due cucchiaini in tutto e siccome qui da noi è d'abitudine averlo in frigo, non lo abbiamo preparato per l'occasione. Le dosi della ricetta sono comunque esatte.

Al momento di servire, estrarre le coppette dal frigo, rivestire la superficie della mousse con un cucchiaino di pesto e servire, decorando a piacere con foglie di basilico fresco e cubetti di pomodoro

Costo
è in assoluto il più difficile da quantificare: indicativamente
100 ml di passata di pomodoro: 0, 25 cent
30 g di pesto: 0, 30 cent.
colla di pesce, mezzo foglio e una puntina di aglio e albume: 0, 20 cent
totale : o, 75 cent.


Risotto al Pistacchio con Crostacei e Pancetta


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per 2 persone
140 g di Carnaroli
100 g di crostacei ( noi abbiamo usato delle mazzancolle, 16,00 euro al kg)
50 g di pancetta a dadini
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1/2 l di brodo di crostacei
25 g di purea di pistacchi
15 g di pistacchi tostati ( noi abbiamo usato solo questi ultimi, facendo una purea casalinga)
pepe bianco
30 g olio EVO

Preparare un brodo di crostacei rosolando le carcasse dei crostacei con carote, cipolla sedano e qualche pomodoro. Aggiungere erbe miste, ricoprire con acqua fredda e lasciar cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti. Passare allo chinois e ridurre fino a metà.
Tostare il riso e sfumare con il vino bianco, aggiungere pian paino il brodo bollente e cuocere, sempre rimestando. Rosolare velocemente in padella i crostacei, ritirarli e rosolare la pancetta, nella stessa padella. Sfumare con un po' di brodo, rimettere i crostacei e la purea di pistacchi (che noi abbiamo preparato tritando al mixer i pistacchi con un po' d'olio, quel tanto che basta per avere una pasta). Quando il risotto è al dente, unire il composto ottenuto e mantecare aggiungendo un po' di pepe bianco. Servire il risotto spolverando il piatto con i pistacchi tostati


Costo

Carnaroli ( mediamente, 3.00 kg): 0,50
Crostacei 5 euro
Pancetta: 1.00
Vino bianco: indicativamente, 050
Pistacchi: 1 euro
Sapori per il brodo (mezza carota, mezza cipolla piccola, un gambo di sedano, prezzemolo): 0,50 cent
totale: 8.50 euro

Torta al Cioccolato e Lamponi (M. Roux)

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(nota della fotografa: fotografate la torta il giorno stesso - non il giorno dopo- accertandovi che nei dintorni non ci siano figlie fameliche che approfittano di ogni minima messa a fuoco per farsene fuori ancora un po'. Altrimenti, viene screpolata e storta, come questa qui)

120 g di pasta sucrée (per 540 g: 250 farina 100 burro 100 zucchero 2 uova)
125 g di lamponi
10 g di foglie di menta (noi non le abbiamo messe)

per la ganache (ricetta originale)
100 g. cioccolato fondente al 70%
125 ml di panna da montare
25 g glucosio liquido
50 g di burro

ricetta nostra
100 g. cioccolato fondente al 70%
125 ml di panna da montare

Stendere un foglio di pasta sucrèe su una tortiera rivestita di carta da forno e far cuocere in bianco per 20 minuti a 190 gradi. Lasciar raffreddare.
Rivestire il fondo con i lamponi tagliati a metà, con la parte non tagliata verso l'alto.
Preparare la ganache, facendo sciogliere il cioccolato a bagnomaria: mescolare con una frusta e aggiungere la panna a poco a poco, senza mai smettere di mescolare. Versare la ganache sui lamponi e lasciar raffreddare fino a quando si sarà indurita

Costo
pasta sucrée: 1.00
cioccolato: 1.00
panna: abbiamo usato la panna da montare della LIDL, 0.59 per 200 ml
lamponi freschi: 2,50
totale : 5.50 euro (buon peso)

0,75+8.50+5.50= 14.75

mercoledì 19 agosto 2009

Lasagne con crema di melanzane e caprino

Di Daniela

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Eccomi questa volta a parlare di mare.. fa un gran caldo in questi giorni anche , per fortuna ogni tanto qualche momento di refrigerio ci viene dal vento termico nelle ore più caldo , che noi affettuosamente chiamiamo da sempre, a causa della sua scarsa impetuosità il Moscione o il Meschino (arriva da direzione Punta Mesco) e verso sera da una deliziosa brezza di tramontana, che spira dalle splendide colline alle nostre spallee che spiana un mare veramente splendido e pulitissimo in questo mese, che offre la vera fonte di frescura.... Le mie figlie , alle quali da anni temo spuntino da un momento all'altro una bella serie di branchie, vivono perennemente in ammollo insieme al loro.... mi verrebbe da dire branco ....di amici con le quali sono cresciute e che ritrovano con immensa gioia ogni estate. Io, nei momenti di massima calura, invece, mi ritiro in casa, per preparare qualcosa da presentare a voi e a loro quando, stanchissime e con la fame atavica di chi non sta fermo un momento rientrano strillando all'unisono mentre vanno a cambiarsi: "MAMMMMMMMAAAAAA, COSA SI MANGIAAAAAAAA?????"
quindi,sospinta da siffatto delicato suggerimento ad agire, vado a proporvi quello che loro mangeranno tra poco e cioè

LASAGNE CON CREMA DI MELANZANE E CAPRINO

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Questa profumatissima ricetta arriva direttamente da "Io cucino" di agosto. In questo caso non ho cambiato quasi nulla... mi sembrava perfetta così, e l'asaggiomi ha dato ragione!!!!
Ingredienti per 4 persone:
  • 200 gr di pasta fresca per lasagne
  • 300 gr di caprini freschi
  • 2 melanzane
  • 400 gr di pomodori pelati
  • 20 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 1 scalogno
  • basilico
  • 4 cucchiai di olio evo
  • sale fino e pepe

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Tritate lo scalogno finemente e fatelo appassire in una padella con una cucchiaiata di olio evo. Unite i pelati, qualche foglia di basilico, sale, pepe e fate cuocere la salsa per 10 minuti a fuoco dolce. Spuntate le melanzane , tagliatele in 2 per il lungo e da una metà togliete una fetta da ridurre a dadini di 1/2 cm e fateli saltare per poochi minuti (5 o 6) in un po' di olio , unendo alla fine un pizzico di sale.
Fate cuocere le restanti melanzane avvolgendole in alluminio (o in carta forno sbagnata e strizzata) ed infornendole a 200° per 20 minuti circa (in alternativa per chi lo ha, potete cuocerle anche nel microonde, in una pirofila alla massima potenza per 7 minuti) . Sfornatela, eliminate l'alluminio o la carta, raccogliete con un cucchiaio delicatamente la polpa e schiacciatela in una terrina con i caprini, il grana, il sale e il pepe o peperoncino.
Mettete in una teglia da forno ben unta e spalmeta con un po' di salsa di pomodoro , la pasta per lasagne scottata, ricopritela con la crema di caprini e melanzane , la salsa di pomodoro e una generosa manciata di parmigiano. Sull'ultimo strato aggiungete anche i dadini di polpa di melanzana rosolati.
Mettete la teglia in forno a 180° per 25 minuti. Sfornatela e servite tiepida o a temperatura ambiente.
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Il profumo è delicatissimo e i sapori di melanzana, basilico e pomodoro si sposano perfettamente. Vorrei aggiungere anche che si tratta si di un piatto di pasta al forno , ma leggero che non pesa più di tanto sulla linea , perchè senza besciamelle e burro. Quindi un occhio di riguardo, come avevo promesso si alla gola, ma anche al bikini.

Buona giornata a tutti

Daniela
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