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Visualizzazione post con etichetta secondi piatti. Mostra tutti i post
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mercoledì 1 maggio 2013

Il Polpettone del Primo Maggio

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Lo so. 
Non è il piatto pieno che avevo annunciato ieri. 
Ed è pure la ricetta che avete appena ricevuto con la nius. 
E, visto che sono in modalità "contrizione", vi aggiungo anche  che vi dovete accontentare di una sola foto. L'ho sistemata in tutte le posizioni possibili, sia chiaro- e cioè due, la orizzontale e la verticale, che il Khamasutra dello scatto ancora non l'hanno inventato (e se sì, mi manca)
Il fatto è che io avevo preparato una ricetta di Cracco, nei giorni scorsi. E' la dura vita di chi recencisce i libri di ricette, laddove l'uso del verbo "recensire" va inteso nel suo antico significato di "acquistare/leggere/annotare/verificare/e solo allora criticare" e non in quello tutto contemporaneo e bloggettaro del far marchette a destra e a manca e tanto basta per spacciarsi per professionisti del settore. 
(nota a margine numero uno: come passare dalla modalità "contrizione" a quella del "mi son svegliata bene, stamattina" nello spazio di un paragrafo)
Anyway, tenevo un'abominevole ricetta di Mr Cracco. 
Ma siccome oggi è giorno di Redone e si è detto che le ricette tratte dall'ultimo libro non valgono, mi uniformo alla dura legge dello Stabooks e obbedisco.
(nota a margine numero due: ricordati di dire che per te non vale, la prossima volta che scrivi un regolamento)
E quindi, vi tocca quello che passa il convento. 
Quello della mai troppo lodata Martha Stewart da Jersey City, ovviamente. Già sperimentato decine di volte, al punto da essere finito nella nius, da sempre angolino di scambio delle ricette di casa, quelle non così fighe da finire qui sopra ma non per questo di minore successo.
(nota a margine numero tre: se le ricette fighe son quelle finite qui sopra, urge rivedere il concetto)


MEATLOAF
Polpettone di carne glassato al Ketchup
da Martha's American Food- Martha Stewart
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Come scrivevo nella nius, a Genova il polpettone è quello di fagiolini
(nota a margine n. quattro: ricordarsi di mettere la ricetta VERA, non quegli scempi che girano sul web e tutti a dire "oh che bello/oh che buono", anzichè "non dire belinate")
E il polpettone di fagiolini ha un suo perchè. 
A Genova e altrove. 
Anche perchè non è quasi mai cucina di avanzi: io ho profondi traumi infantili ricordi di mia nonna che mi faceva togliere il filo ai fagiolini dell'orto e un mucchietto era per il pesto, il resto "pe u purpettun". E siccome son cresciuta con mia nonna (quella che non usava la salsa di pomodoro, "perchè foresta"), non c'erano alternative. Il polpettone era quello- e stop. 
Crescendo, ho scoperto che esisteva anche il polpettone di carne. 
Che detta così, potrebbe essere anche una bella cosa. 
Intendo dire: per una volta che ti si allargano gli orizzonti, anzichè il girovita etc etc
Solo che non l'ho mangiato.
O meglio: non mi ricordo di averlo fatto
Eravamo in Baviera, in una di quelle sagre che non fai a tempo a chiederti "che cos'è" che già ti ritrovi in modalità jodel, con energumeno rubizzo da una parte  e boccale da litro rigorosamente vuoto dall'altra- e fra un wurstel e l'altro era passato anche questo polpettone. Fin qui, sono certa delle mie affermazioni.
E' sul dopo, che sono confusa
(nota a margine n. 5: controllare che non ci siano foto dell'evento, in giro e, nel caso, provvedere all'immediata distruzione)
In ogni caso, da quella volta il poi l'ho sempre dribblato. 
Non era proprio in cima alle mie preferenze, per usare un eufemismo: mi dava l'idea di una cucina di riciclo, ma di bassa lega e la mia scarsa attrazione per la carne faceva il resto. 
Finchè non è arrivato lo Starbooks dello scorso Ottobre, col libro della Stewart- e non è arrivata la Patty, con questo polpettone : le mie due guru personali, neanche fossi a una convention dei discepoli di Sai Baba. 
Come potevo resistere?
Da allora, la domanda è sempre quella, ma con un significato diametralmente opposto, più vicino al "come faccio a smettere", per intenderci. 
Ragion per cui, vi tocca. 



Copio incollo dosi e procedimento da qui 


Ingredienti per 8/10 persone
Per il meatloaf
3 fette di pane bianco di buona qualità tagliato in pezzi grandi senza eliminare la crosta
1 cipolla tritata grossolanamente
2 spicchi d'aglio tritati 
1 gambo di sedano tritato grossolanamente
1 carota tritata grossolanamente
75 gr di prezzemolo tritato
340 gr di carne di manzo tritata
340 gr di carne di maiale macinata
340 gr di carne di vitello macinata
1 uovo grande
245 gr di ketchup
1 cucchiaio di Senape di Digione
1 cucchiaio di salsa Worcestershire
1 cucchiaio di sale grosso
metà cucchiaio di pepe macinato fresco
2 cucchiai di zucchero di canna
Preriscaldate il forno a 190°. Mettete il pane nel mixer e tritatelo finemente. Trasferitelo in una ciotola media.
Mischiate cipolla, aglio sedano, carota e prezzemolo in un mixer e usate il pulse fino ad ottenere un composto fine. Aggiungete le briciole di pane, la carne macinata l'uovo, 80 gr di ketchup, la mostarda, la salsa Worcestershire, il sale e il pepe. Mischiate gentilmente ma con determinazione con le vostre mani per amalgamare bene il tutto. Trasferite il composto in uno stampo per polpettone di 13 x 23 cm e pressatelo dentro per riempire ogni spazio. 
Mischiate il rimanente ketchup con lo zucchero  in una ciotola e mescolate fino a che sia bello morbido. Spennellate bene la superficie del polpettone con un bello strato di glassa al ketchup.
Sistematelo su un foglio di carta da forno e fate cuocere per 1h20 minuti c.ca o fin a quando il vs. termometro da forno inserito nella carne, darà 71°. 
Lasciate lievemente raffreddare e poi servite. 

Di mio aggiungo che non c'è nulla, ma proprio nulla da cambiare. A forza di prepararlo, vado a occhio e a gusto: per esempio, uso la carne in percentuali diverse, più manzo e maiale e meno vitello. Ma comunque vada, sarà un successo. 
Ovviamente, questa ricetta partecipa allo Starbooks Redone: rifacciamo le ricette dello SB, ogni primo mercoledì del mese. 
Ciao, 
Ale



lunedì 24 settembre 2012

Anche gli angeli mangiano fagioli...

fagioli2


Che ci crediate o meno, a me il cinema non piace. I pochi film che guardo, li vedo in TV e sono sempre funzionali all'asse da stiro, oltre che rigorose "seconde scelte", dopo i vari Barnaby e Poirot a cui l'intera famiglia è debitrice di bucati stirati -e pure in tempo. Al cinema, invece, non vado da tempo immemorabile (l'ultima volta fu per Julia &Julie e, detto inter nos, me ne sarei potuta anche stare a casa). La spiegazione ufficiale è che il mio lavoro mi obbliga a sentir storie tutti i giorni. Sono il punto di partenza di ogni giornata, la trama su cui imbastisco tesi e controtesi, il mio puzzle quotidiano su cui spesso e volentieri mi scervello, dal lunedì al venerdì: le ascolto, le rielaboro, le studio, le interpreto e, infine, le riscrivo- e questo da quasi quattordici anni, senza interruzione. Andarmele a cercare anche nel tempo libero equivarrebbe a portarsi del lavoro a casa, anche nei fine settimana o alla sera: e visto che si son riposati anche ai piani alti- chioso abitualmente- avrò diritto anch'io a staccare un po', giusto?

giovedì 23 febbraio 2012

Ciambella al taleggio con insalatine

Di Daniela

Forse non tutti sapete cos'è il conglomerato bituminoso....Si avete letto bene: conglomerato bituminoso. Capisco il vostro stupore e immagino che abitualmente queste due parole non rientrino nel vostro colloquiare giornaliero . "Ciao caro, hai passeggiato oggi sulla tua parte di conglomerato bituminoso?" "No cara, ho preferito correre su un po' di di tartan...."
Ammetto che la cosa non suona benissimo, ma in casa mia, da qualche tempo è argomento di conversazione costante. Perchè? Ma perchè la mia nipote-figlioccia amatissima, creatura sottile ed efebica, dai grandi occhi da cerbiatto e i lunghi morbidi capelli castani, tra le tante, ma che dico tante, tra le infinite possibili argomentazioni per la sua tesi specialistica ha scelto "il recupero delle scorie da inceneritori RSU ecc ecc "
Quindi via a discorsi su : rifiuti urbani e non, termovalorizzatori, leganti idrici, vagliature, diossine, clinker del cemento, granulametria, deferrizzazione calcestruzzo, ecosostenibilità, edilizia verde e, perbacco, pure sul conglomerato bituminoso!!!
Così passiamo interi pomeriggi a domandarci come si chiameranno esattamente in francese, ma, soprattutto, quale sarà la traduzione in inglese ed in italiano, i vari "strati" con cui è costruita una strada o se sia preferibile utilizzare la nomenclatura di una nazione piuttosto che di un altra (abbiamo opzionato perfino la mia amica Maribel, per tradurre correttamente lunghi passi di vari articoli in francese!! Grazie Mari!)
Insomma un delirio di termini complessi per un argomento così scottante e di attualità da non avere ancora ben chiaro quale sarà il suo futuro!
Nel frattempo, mentre Francesca scrive e mi legge la sua tesi, io guardo il suo viso serio e concentrato e mi ritrovo, entusiasta, a discutere con lei, senza neppure accorgermene, di conglomerato bituminoso come se non avessi fatto altro in vita mia.... :-))))


Ciambella al taleggio con insalatine
da Sale e pepe, Febbraio 2009
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Ingredienti per 6
(preparazione 20 minuti, cottura 50 minuti)
150 gr di farina
150 gr taleggio
100 gr burro
3 uova
2 tuorli
100 gr di insalatine a piacere
30 gr di mandorle a lamelle
noce moscata
sale e pepe

ciambella al taleggio

Portate ad ebollizione 2,5 dl di acqua con una presa di sale e 80 gr di burro. Aggiungete 140 gr di farinain una sola volta e lavorate energicamente sul fuoco fino ad ottenere un impasto sodo; spegnete dopo un minuto.
Incorporate al composto il taleggio a pezzettie una grattata di noce moscata ; lasciate raffreddare e unitevi un uovo alla volta ed un  tuorlo, facendoli assorbire completamente.
Imburrate e infarinate uno stampo a ciambella del diametr di 20 cm , riempitelo con l'impasto, spennallate la superficie con l tuorlo rimasto e cospargetela con le mandorle a lamelle.
Infornate a 180 °C per 35 / 40 minuti.
Per incorporare al meglio il taleggio, meglio mescolarlo all'impasto ancora caldo, pochi pezzetti per volta mescolando a fondo con una spatola. Volendo arricchire il ripieno, potete aggiungere delle fettine di salumi (la mia è una splendida finocchiona :-)) o pesce affumicato.
Tagliate la ciambella tiepida a metà in senso orizzontale, farcitela con le insalatine e servitela come secondo o antipasto.

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In alternativa, riempite con l'impasto formine più piccole, così da creare delle graziose monoporzioni: ovviamente riducete daa 25/30 minuti il tempo di cottura e poi procedete al taglio e farcitura come per la ciambella grande. (mi sono venuti circa 25 pezzi)

ciambella cigno

Ulteriore alternativa: fate dei piccoli choux e una volta intiepiditi tagliateli e farciteli come suggerito sopra, oppure fateli leggermente più grandi e divertitevi a creare dei piccoli cigni, come i miei!

Buona giornata a tutti
Dani

venerdì 13 gennaio 2012

Buono? Immensamente di più.......Coniglio "dos e brusch" (dolce e acido)

coniglio dos e brusch

Giusto l'altro giorno, leggevo sul Corriere del boom delle visite agli Uffizi e al Louvre. Record storico per entrambi i musei, interpretato come uno dei tanti segnali della crisi economica in cui ci troviamo: si snobbano gli eventi calati dall'alto, si guarda alle mode con il sospetto che nasce dalla paura dell'effimero e, per contro, si torna al conforto delle ricchezze avite, tutte accomunate da quel "km zero" foriero di sicurezze che non riusciamo più a trovare altrove.

giovedì 13 ottobre 2011

Involtini di vitello ai pistacchi

 Di Daniela

Tra poco, un mese circa, partirà la mostra di cui vi aveva parlato Giorgia nello scorso aprile, organizzata da Linea d'ombra qui a Genova, al palazzo Ducale per l'esattezza, e che vale assolutamente la pena di essere vista, data l'eccezionalità di alcuni tra i dipinti esposti.

mostras
Lo stesso quadro che viene utilizzato come "biglietto da visita" della mostra, il celeberrimo Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?, conferisce un che di straordinarietà all'esposizione, poiché il museo di Boston, presso il quale è conservato, lo ha concesso in prestito solo quattro volte nella sua storia, e questa di Genova è la seconda volta in Europa, dopo quella di Parigi  di circa 10 anni fa.  E poi ci saranno ovviamente Van Gogh, Hopper, Kandinsky, Friedrich, Turner, Church, Homer, Hopper, Rothko, Monet....
Allora, che ve ne sembra?

Involtini di vitello ai pistacchi
da La cucina del Corriere della Sera, ottobre 2011
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mercoledì 14 settembre 2011

Spezzatino di Spada con melanzane ... e ce l'ho solo io una figlia che...

spezzatino di pesce spada con melanzane


perde tutto?
E' la novità di quest'ultimo anno, nel senso che fino a qualche tempo fa, con buona pace del portafogli della sottoscritta, questa abitudine ancora mancava. Si rompevano cellulari, non si scrivevano i compiti sul diario, si dimenticavano i libri a scuola, non ci si metteva la cintura a tener su i jeans, si usciva con le scarpe da tennis anche sotto la neve  e i muscoli  più allenati di tutto il corpo erano queli che presiedono alle funzioni motorie del pollice della mano destra e guai a dirle che avere diritto a 100 sms gratis al giorno non implica di necessità doverli inviare tutti, per 30 giorni al mese: "me lo dici sempre tu, che non si devono buttare via i soldi. E comunque, devo dire una cosa importantissima alla Gingi".  Ma la perdita delle cose, quella, ci mancava. 

mercoledì 24 agosto 2011

Sformatini di riso bianco e nero

 Di Daniela

masterclass

Tra poco si parte per la masterclass musicale delle bimbe a Bormio: l'eccitazione è alle stelle, anche perché quest'anno non ci sarà soltanto la figlia media, Ginevra,  la pianista, ma anche la piccola, la Microba, violoncellista e,  sommo piacere massimo, anche Carola, la nostra violinista preferita (la figlia di Ale, ovviamente: siamo o no un blog musicale?) Meglio dei tre moschettieri, non vi pare? A fronte di ciò, Ale e io siamo già pronte psicologicamente a farci sommergere le orecchie e tutti gli altri sensi, in verità, da racconti pieni di entusiasmo  (e dei più minuti dettagli ;-)) di ogni meravigliosa performance, solitaria o in gruppo, di ogni singola nota conquistata, accordo ben eseguito e novità tecnica finalmente chiarita e compresa appieno... un delirio di parole, oltre che di note: l'organizzazione della masterclass e del festival si chiama "Le altre note" d'altra parte. Che ne sia proprio questo il motivo ;-)!?
E così nell'attesa di udire concerti in Valtellina e ragazzi appassionati di ogni dove, ci rinfreschiamo, in questa calda fine estate 2011 con eleganti

Sformatini di riso bianco e nero
da un'idea di CI Giugno 2011
riso venere   e bianco in timballo
Ingredienti per 6 
700 gr di peperoni gialli (350 gialli e 350 rossi per me)
400 gr di pomodori
350 di riso verde (bianco per me)
350 gr di melanzane lunghe (2)
300 gr zucchine novelle
250 gr di riso venere
1 spicchio di aglio
olio evo
basilico
alloro
sale

martedì 24 maggio 2011

Sticky Lemon Chicken with ginger & lemon grass.. E guarda come dondolo



STICKY CHICKEN

Labirintite da stress.
Quaranta giorni di prognosi, non uno di più, non uno di meno.
Il che,  a casa mia significa continuare a fare tutto come prima, ma a zig zag. E senza neppure il conforto delle solite cose: niente pc, niente libri, neppure niente Ispettore Barnaby, che se mi fisso troppo allo schermo riprende a ballarmi tutto intorno.
L'unica consolazione è l'oroscopo, perchè è l'unica cosa che riesca a leggere dall'inizio alla fine, assieme ai necrologi del Secolo, naturalmente. E così, ho ripreso l'insana abitudine di controllare cosa prevedono gli astri e mi sono imbattuta in questa roba qua, proprio a partire dal giorno stesso in cui mi sono ammalata- combinazione, venerdì 13.
Sentite che roba: 
da A, Oroscopo di Tiziana Ghirardini
"Acquario- settimana dal 13 maggio al 19 maggio
Il ritmo rallenta e mentre la trottola smette di girare intorno, iniziate a testare il terreno su cui i piedi poggiano. Desiderate certezze e una nuova stabilità, per spiccare il volo verso altre possibili conquiste. Parola chiave : Stabili"
... meglio parlare di cibo, mi sa....



STICKY LEMON CHICKEN WITH GINGER & LEMON GRASS


Fra i mali che non vengono per nuocere, c'è che la creatura si è rimessa a cucinare. Lo ha fatto per due volte di fila, con lo stesso piatto, la rivisitazione di una ricetta apparsa qui qualche tempo fa e da lei iper semplificata, sotto l'aspetto della preparazione e dell'apporto calorico: via tutto quello che è fritto, via il troppo aglio e spazio alla cottura in forno, alla marinatura e al godurioso massaggio della carne del pollo. A differenza mia, infatti, mia figlia ama sporcarsi le mani, quando cucina- e stavolta si è quasi tuffata in questa marinata, che è quanto di più profumato e appiccicoso vi possa venire in mente. Ne è uscito fuori un pollo fantastico che, pur assestandosi sulla linea ormai consueta delle ricette orientali, ha il pregio dell'originalità, grazie all'apporto del lemon grass e del miele, bel bilanciati dall'aglio e dallo zenzero.

STICKY CHICKEN

Ingredienti
1 grosso pollo, tagliato a pezzi
3 gambi di lemongrass *
1 testa d'aglio (meno: 3 spicchi)
5 cm di zenzero fresco, pelato e tagliato a tocchetti
sale e pepe macinato di fresco
3-4 cucchiai di olio EVO
cipollotti, affettati sottilmente (ne ho messi 4)
una spruzzata di aceto di mele
3 cucchiai di salsa di soia
5 cucchiai di miele
1 limone tagliato a fettine sottili
prezzemolo o coriandolo fresco, tritato

Procedimento
Lavate bene il pollo, togliete la pelle e asciugate tamponando con un foglio di carta assorbente. Poi disponete i vari pezzi nella casseruola che andrà in forno, dopo aver unto il fondo con 1 cucchiaio d'olio.
Aggiungere i seguenti ingredienti:
- il lemon grass mondato e affettato sottilmente, lo zenzero fresco a pezzetti, l'aglio finemente tritato,il sale e il pepe;
e far marinare da un'ora a tutta la notte, meglio se coperto con pellicola trasparente e in frigo.
- dopodichè, aggiungete i restanti ingredienti (la salsa di soia, il cipollotto, l'aceto di mele e il limone ) e spennellate il pollo con 5 cucchiai di miele leggero (qui, si è usato un miele di acacia del supermercato, niente di trascendentale)
-salate abbondantemente, pepate e fate cuocere in forno caldo (200 gradi) per 50 minuti.
Servite con riso basmati, bianco


Note nostre

Image from here
Partiamo dal lemongrass che, per chi non lo sapesse, è un'erba originaria dell'Asia meridionale, diffusissima sia nelle piantagioni, perchè tiene lontani gli insetti, sia nella cucina di queste parti del mondo, perchè ha un retrogusto di limone estremamente delicato. In Italia, si trova con difficoltà, ma noi ne abbiamo delle grandi scorte perchè ogni volta che vado in Inghilterra compro queste robe qui
image from Amazon
Si tratta di una "pasta di lemongrass", ottenuta tritando l'erba e mischiandola ad olio di semi. Il prodotto che vedete nella foto è recuperato da Amazon ed è di marca diversa da quelle che compriamo noi: le nostre sono di Waitrose, uno dei più famosi grandi magazzini di alimentari inglesi, e ogni volta ci facciamo scorte di tutti i tipi, compreso lo zenzero e la menta. Il pregio è la conservazione, anzitutto, e la persistenza dell'aroma: ci si regola empiricamente, ossia con la prova dell'assaggio, ma finora è quanto di più confacente alla bisogna io abbia trovato. Se vi capita di transitare all'estero, provate a cercare questi vasetti: costano poco, oltretutto- e sono una preziosa risorsa in dispensa. 

Per quanto riguarda lo zenzero, questo - grazie al cielo- lo si trova facilmente: ergo, usatelo fresco. 

Abbondate con il cipollotto, se non avete il lemon grass fresco: dà cremosità alla salsa
Non è il caso di dar fondo alle scorte di miele di corbezzolo o del miele del contadino: la cottura lo ucciderebbe. L'etichetta "senza infamia e senza lode" è quella più adatta, in questi casi. L'importante è che non abbia un gusto troppo pungente o troppo caratteristico: acacia e millefiori son perfetti. 

Aglio: da noi, non si demonizza, tutt'altro. Nel contempo, la testa prevista nella ricetta ci è sembrata un po' eccessiva. Tre o quattro spicchi, però, son d'obbligo, proprio per mantenere l'equilibrio dei sapori, perchè altrimenti prevarrebbe il dolciastro del miele. Se proprio nun ja fate, usate dello scalogno, al posto dei cipollotti.


Sul resto, poco da dire: la marinatura è stata breve ma intensa, considerato tutto il trattamento a cui è stato sottoposto ogni pezzo di pollo (dall'asciugatura delicata, all'unzione con l'extravergine, alle spennellature col miele fino al massaggio vero e proprio con la marinata); la cottura è quella classica del pollo- che va cotto bene: ogni tanto controllatelo e bagnatelo con la marinata, ma per il resto, nessuna difficoltà. 
Al basmati bianco di contorno non si sfugge, mi sa....

Buona giornata
Ale

venerdì 13 agosto 2010

Manfrigole alla Grosina

Di Daniela

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"Ancora un piatto tipico valtellinese!" direte voi. Ebbene si, non posso farci niente: sono affascinata da questa cucina saporita e semplice . C'è anche da dire che mi piacciono moltissimo le preparazioni così : semplici, piuttosto veloci da preparare , ma soprattutto che si possono senza alcun problema preparare in anticipo, perchè no anche surgelare, per averle poi pronte e profumate quando arrivano gli ospiti o semplicemente tutta la famiglia senza doveri "arrabattare" in cucina per troppo tempo. E le manfrigole ben si accordano con queste mie esigenze. In più può essere utilizzato sia come primo che come secondo piatto, basta variare le dosi a porzione!! La ricetta che ho seguito l'ho recuperata qui e l'unico cambiamento che ho fatto è stato l'uso di farina 00 invece che 0, come indicato, perchè quella avevo in casa! E se da voi dovesse fare ancora troppo caldo per il forno, potrete sempre metterla da parte per l'autunno! Quindi procediamo


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Ingredienti Per la sfoglia
80 g di farina bianca tipo "0"
40 g di farina di grano saraceno
2 dl di latte
2 uova intere
sale q.b
pepe nero q.b.
Per il ripieno
100 g di pane raffermo
200 g di formaggio "Casera" o Fontina
1,6 dl di latte
1 dl di panna da cucina
Per la cottura
40 g di burro
60 g di formaggio casera in dadi

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Stemperate le farine nel latte, aggiungete le uova, il sale e il pepe nero e create una pastella piuttosto liquida. Scaldate una padella antiaderente del diametro di circa 20 cm leggermente oleata e fare delle crespelle sottili. Ammollate il pane nel latte poi aggiungere il formaggio tagliato grossolanamente e passare tutto nel frullatore. (Se non ne avete uno sottomanotagliate il formaggio a pezzetti piccoli e impastate l'insieme con le mani. Rimane un ripieno un po' più corposo) Completate con la panna, salare e pepare. Stendete su un piano di lavoro le crespelle e farcitele spalmandole con la crema ottenuta. Arrotolate e tagliate a fette dello spessore di ca. 3 cm. Mettete le girelle ottenute in una terrina o piatti monoporzione imburrati. Mettete su ognuna una dado di formaggio e scaldate in forno a 200°C per circa a 10 minuti fin quando il formaggio sia sciolto.
Servite caldo.
Buon appetito
Dani


"MANFRIGOLE"

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Ingredients For the pastry
• 3/4 cup flour type "0"
• 1/3 cup of buckwheat flour
• 6.7 fl. oz milk
• 2 eggs
• salt q.b
• black pepper q.b.
For the filling
• 3.5 oz
bread
7 oz. cheese "Casera" or Fontina
• 5.4 fl. oz. milk
•3.3 oz. cream
For cooking
• 3 tbsp butter
•2.5 oz of cheese cut into cubes
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Dissolve flour in milk, add eggs, salt and black pepper and create a fairly liquid batter. Heat a pan with a diameter of 7.8 in. slightly oiled and make thin pancakes. Soak bread in milk then add cheese and chopped coarsely, put everything in the blender. Complete with cream, salt and pepper. Roll out on a work surface and fill the crepes spread with the cream. Roll up and slice thickness of approx. 1 in. Put swivels obtained in a bowl or plate portion buttered. Put a cube on each of cheese and heat in oven at 392 F ° C for about 10 minutes until cheese is melted.
Serve hot.
Bon appetite

giovedì 27 maggio 2010

Parmigiana di zucchine

Di Daniela
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Il caldo sta ormai cominciando a farsi sentire, come è normale che sia, e con lui, per ciò che mi riguarda, una scarsa voglia di cucinare costantemente. Eccolì che cerco di recuperare in questo frangente piatti che si possano preparare con buon anticipo e magari già porzionati, da poter congelare e tirare fuori in giornate di "pigrizia globale culinaria" quando, dopo aver magari lavorato in giardino per un bel po', mi ritrovo con la voglia di mangiare qualcosa di goloso , e la scarsissima voglia di prepararlo... oppure quando, non so, sono inginocchiata per terra e mi sto picchiando con una stupida pianta infestante che non vuole saperne di farsi sradicare, e mi si presenta la microba col suo sorriso radioso dicendo: "scusa Memy (scritto proprio così, mi ha spiegato) , non si potrebbe mangiare qualcosa di squisitissssimo? Magari non nella dose da blog però eh? " non so se a voi capita ;-) .
Comunque di questo goloso classico della cucina italiana, preparato con gli zucchini invece delle melanzane, ho cucinato 2 versioni: una più golosa, seguendo pedissequamente la ricetta e una invece più light. Varia in pratica la cottura delle verdure che da fritta , passa ad essere cotta alla griglia, con un buon risparmio di calorie e di unto in casa!!! E devo dire che in casa una parte dei miei commensali ha preferito proprio la versione light.
Scegliete la preferita e fatemi sapere il vostro parere..... Diana, hai visto che ti ho pensato?
PARMIGIANA DI ZUCCHINE
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Ingredienti per 4 abbondanti porzioni:
  • 10 zucchine circa piuttosto grandi
  • 2 mozzarella
  • 6 pomodori maturi
  • 2 uova
  • farina
  • parmiggiano grattuggiato
  • 2 spicchi d' aglio
  • olio di semi di girasole
  • olio evo
  • sale
Preparazione:
Versione l' olio in un tegame, aggiungete 2 spicchi d' aglio tritati e fate soffriggere per 2 minuti. Unite poi i pomodori sbucciati e tagliati a filetti, salate e cuocete per 7 minuti. Tagliate le zucchine a fette, infarinatele e passatele nell' uovo sbattuto.
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Fatele friggere in abbondante olio bollente finchè non saranno dorate, poi scolatele su carta assorbente. Continuate fino ad esaurimento delle zucchine.
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In alternativa, fate cuocere le stesse fette su di una griglia facendole ammorbidire e colorare.
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Procedete poi in entrambi i casi nel seguente modo.
In una teglia fate uno strato di zucchine, spolverizzatelo con il parmigiano, aggiungete 2 cucchiai di sugo di pomodoro, coprite con delle fettine di mozzarella.

Fate cuocere in forno per 15 minuti a 180°, poi gratinate per 3/4 minuti.
Buon appetito
Daniela


Parmigiana with zucchini
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Ingredients for 4 :
  • 10 big zucchini
  • 2 mozzarella
  • 6 ripe tomatoes
  • 2 eggs
  • Flour
  • Grated Parmesan
  • 2 cloves' garlic
  • Sunflower seed oil
  • Extra virgin olive oil
  • Salt
Preparation:
Put the evo oil in a pan, add 2 chopped garlic cloves' and fry for 2 minuti. Add the peeled tomatoes cut into strips, salt and cook for 7 minutes. Cut the zucchini slices, flour them and pass in beaten egg.
Fry in hot sunflower seed oil until they are golden brown, then drain on paper towels. Go on until all the zucchini are fried. Alternatively, cook the same slices on a grill, making them soften and coloured.
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Then proceed in both cases as follows.In a pan make a layer of zucchini, sprinkle with the Parmesan, add some tablespoons of tomato sauce, cover with slices of mozzarella.
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Bake for 15 minutes at 356 F°, then baked for 3 /4 minutes using grill.
Bon appetit
Dani

mercoledì 28 aprile 2010

Focaccia al formaggio per tutti!!!

Di Daniela
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Una picola premessa: dico sempre che sono toscana e non ligure se non di adozione e per una minuscola frazione di dna. Però l'amore per questa terra è nato con gli anni e soprattuto con la mia "permanenza" vacanziera a Monterosso da sempre.... e mi piace così tanto che ne ho appeso un pezzetto anche nella mia cucina.....

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Tutto questo per dire che, parafrasando De Andrè, quando ami una terra impari a conoscerne i segreti e tra questi anche la cucina. E la cucina ligure ha perle di semplicità saporitissime come quella che ho scelto per voi oggi.
Avete preparato la focaccia tradizionale che vi ha suggerito Ale? Si o no? Perchè se la risposta è no, allora non vi meritate assolutamente la ricetta che sto per proporvi , che insieme all'altra, forma ciò che si definisce un must assoluto per chi viene a Genova (o per chi ci vive , ovviamente!). Si tratta della goduriosissima focaccia di Recco, o meglio, per evitare problemi col marchio registrato, la focaccia al formaggio tipo Recco!!! Comunque che sia tipo o no, questa ricetta che mi è stata data anni fa da una carissima amica che a sua volta la aveva da sempre, è di una rara squisitezza, tant'è che ogni volta che l'ho preparata per qualcuno di "nuovo" ho sempre dovuto rifarla a tempo breve per gli stessi "avventori" perchè tutti volevano riassaggiarla subito. E' molto semplice, ma davvero buonissima, e sia semplice che "pizzata" costituisce un piatto unico particolare che piace anche ai bimbi!
allora partiamo con la nostra

FOCACCIA AL FORMAGGIO TIPO RECCO

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Ingredienti per 2 teglie rotonde da 40 cm di diametro
500 gr di farina
300 ml di acqua
1 cubetto di lievito di birra fresco
sale
3 cucchiai di olio di oliva
650/700 gr di stracchino (crescenza)
2 tazze di latte

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Preparate l'impasto. Ovviamente la quantità di acqua che vi servirà potrà essere diversa a seconda del tipo di farina. Cominciate con un po' meno e poi eventualmente aggiungetene per ottenere un impasto soffice ma non appiccicoso. Sciogliete dentro l'acqua tiepida il lievito di birra sbriciolato, unitelo a poco a poco alla farina e lavoratelo a lungo. Aggiungete i 3 cucchiai di olio e per ultimo il sale. Lavorate ancora bene il tutto, poi fatene una palla e mettetela in un recipente, cosparso di farina, copritela con un telo e sistematela in un luogo tiepido a lievitare per almeno 2 ore. Mentre aspettate che la lievitazione abbia luogo, preparate lo stracchino, mettendolo in una grande zuppiera e schiacciandolo con una forchetta. Unite il latte e continuate a mescolare con la forchetta fino a ridurre il tutto in una poltiglia non eccessivamente fluida, ma morbida. Io ne tengo sempre da parte qualche pezzetto per aggiungerlo "intero". Dopo le 2 ore riprendete la pasta sgonfiatela e dividetela in 4 parti. Ungete le 2 teglie accuratamente. Tirate le sfoglie sottilissime e stendetene una sul fondo di ogni teglia, accuratamente unto, coprendo anche il bordo . Versate su questa base la metà del composto di latte e stracchino. Spargetela bene aiutandovi con un cucchiaio e ricoprite il tutto con la seconda sfoglia. Sigillate le 2 sfoglie passando sul bordo il mattarello e mettete le teglie da parte. In un piccolo contenitore emulsionate la stessa quantità di acqua e olio e con un pennella, passatela su tutta la superficie della vostra focaccia. Spargete anche un po' di sale.

DSCF3807Giustifica
Fatto questo, con le mani strappate qua e là la sfoglia superiore allontanando i lembi in modo che fuoriesca un po di "ripieno".

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Fatto anche questo la vostra focaccia è pronta per essere infornata a metà altezza a 200° per 5 minuti e poi per altri 10 con solo il grill.

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Deve essere così come colore, cioè leggermente dorata. Volendo potreste anche strappare un po' di più la superficie, ma a me piace sentire la pasta leggermante croccante.
P.S. volendo, prima di strapparla, potreste spargere sulla superficie un po' di polpa di pomodoro, con una spolverata di origano, un po' di sale e un filo d'olio. Poi procedete a "strappare". Si chiama "pizzata" ed è ' squisita anche così....
Non possodirvi altro che PROVATELA : ne vale assolutamente la pena!!
Buon appetito

Dani

Have you prepared the traditional focaccia that Ale suggested you? Yes or no? Because if the answer is no, then you deserve absolutely the recipe I am going to propose today, that together with the other, form what is called an absolute "must" for anyone coming to Genoa (or people who live there, of course!). It's the Recco's focaccia , or, to avoid trademark problems, focaccia with cheese like Recco's! However this recipe was given to me years ago by a dear friend of mine, who in turn had it for many years, and it's very simple but really tasty : so much that every time I prepared for someone " New "I always had to do it again for the same " customers " because everyone liked it!!!! Simple or "pizzata" is a unique dish that appeals to children too! So we start with our
Focaccia with cheese like "Recco"(Genova)

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Ingredients for 2 round pans 40 cm in diameter :
4 1/2 cups of flour
1,3 cups (300 ml) water
1 cube of fresh yeast
salt
3 tablespoons olive oil
23 oz stracchino
(creamy white cheese )
2 cups milk

Prepare the dough. Obviously the amount of water you will need will be different depending on the type of flour. Melt into the warm water the yeast crumbled, add it gradually to the flour and knead for a long time. Add 3 tablespoons oil and salt last. Still worked well together, then do one ball and put it in a large bowl, covered with flour, cover with a cloth and place it in a warm place to rise for at least 2 hours. While waiting for the rising take place, prepare the cheese (stracchino- creamy white cheese), putting in a large bowl and smashing it with a fork. Combine the milk and continue stirring with a fork to cut up everything into a mush not too smooth, but soft. After 2 hours take the dough and divide into 4 parts. Grease the two pans thoroughly. Roll out the pastry thinly and put one on the bottom of each pan and carefully anointed, covering also the board. Paid on this basis half of the mixture of milk and stracchino cheese. Spread well with the aid of a spoon and cover everything with the second pastry. Seal the 2 layers with a rolling pin and put the pans aside. In a small container emulsifythe same amount of oil and water and, with a brush, pass over the surface of your focaccia. Sprinkle a bit 'of salt.
After this, with the hands rip the top sheet so a bit of "filling" come out.
Now your focaccia is ready to bake at mid-height at 392 F° for 5 minutes and then for another 10 min. with only the grill.
Must be slightly golden. Wishing, you could also rip a bit 'more of the surface, but I like to hear the crisp dough.
P.S. if desired, before ripping it, you could spread on the surface a bit 'of tomato sauce, sprinkled with oregano, a bit' of salt and a drizzle of oil. Then proceed to "rip". It's called "pizzata" and it’s'delicious even so ....
I just can tell you one thing: try it, it's absolutely wonderful!
Bon appetite
Dani

giovedì 17 dicembre 2009

congelare il soufflè? ..si può, si può..

di Alessandra
English Version Below

soufflè funghi


giochino.
Siete una food blogger della categoria "more or less" e dovete sorbettarvi un'ora di coda al chek in.
A cosa pensate?
1. alle ultime disposizioni testamentarie, in caso di incidente aereo (aria preoccupata)
2. alle ultime disposizioni testamentarie del marito, in caso di incidente aereo (aria preoccupatissima, dopo quello che gli avete fatto spendere- v. niusletter)
3. alla pila di roba da stirare che vi aspetta a casa (l'incidente aereo è l'ultima speranza)
4. ai punti 1-2-3 più a quello che ti hanno detto la Mapi, la Alma, la Sandra, la Stefania & Co sulle inalterate proprietà di montaggio degli albumi congelati.

Avete indovinato?
E allora, beccatevi il premio...

soufflè funghi


In pratica, ho congelato un soufflè. Da crudo, naturalmente, ma con gli albumi già montati dentro. Prima che s'alzino su illustri chimici-fisici-guru del soufflè- e tutto quanto fa "lo famo serio", a dire che così non va, vi dico subito che di sicuro ho violato tutto ciò che di scientifico è stato detto in materia, da Archimede in poi.
Però, stasera ci siamo mangiati il soufflè, a fronte dei miei soliti venti minuti per preparare la cena. E alla fine le uniche cose che c'erano da lavare erano le posate e i ramequin.
Il che mi ha insegnato due cose:
1. la scienza in cucina è cosa buona e giusta- e se sta fuori dalla mia, lo è ancora di più.
2. la prossima volta, lo faccio nei cuki.

SOUFFLE' DI FUNGHI

soufflè ai funghi


Due o tre regole base:
1. la bechamelle deve essere densissima: anni fa, partivo dalla classica "50-50-50" (in grammi burro e farina, in dl il latte) e mescolavo a fiamma bassissima fin quando non si era indurita per bene. Ora, sono molto più drastica e ho ridotto il latte a 350 ml.
2. i tuorli vanno incorporati uno per volta, aggiungendo il successivo dopo che si è bene amalgamato al precedente.
3. non so se esista una regola per quando aggiungere gli altri ingredienti: io di solito metto prima le uova e poi tutto il resto
4. gli albumi vanno montati a neve fermissima e aggiunti senza mescolarli all'impasto: io "giro" la terrina e, se fate anche voi come me, avete capito quello che intendo. Comunque sia, "dal basso verso l'alto" va bene.
5. il ramequin va imburrato fino in cima, anche se l'impasto da soufflè non deve superare i 2/3 del contenitore
6. cottura: a forno caldo, ma basso: infornate a 150/160, meglio se statico, e lasciatelo lì. Deve gonfiare lentamente e l'unico modo è a bassa temperatura. Se lo infornaste a 200 gradi, per esempio, si alzerebbe subito, ma brucerebbe altrettanto presto in superficie, e dentro resterebbe molliccio e inconsistente. Calcolate anche una mezz'ora per gli stampi piccoli e fino all'ora per quello grande. Importantissimo: non aprire il forno, almeno nei primi venti minuti di cottura. Se non lo aprite del tutto, è meglio
7. potete farlo cuocere anche a bagnomaria: in tal caso, ci vuole un po' di più. Quello in foto, è stato cotto così: bagnomaria, 160 gradi, mezz'ora.

Il suofflè della foto è stato immortalato dopo almeno 5 minuti dall'uscita dal forno (ma anche di più), oltretutto con uno sbalzo termico pazzesco, perché avevo tenuto la portafinestra aperta per un po' (ogni tanto, stedno, sapete come'è). Se il vostro senso estetico regge al duro colpo, vi faccio vedere una foto più "vera", ma meno scenografica, degli stessi soufflè (stesso congelamento, stesso impasto, stessa tipologia di cottura), tanto per rendervi conto di quanto gonfino

soufflè

L'impasto base parte da mezzo litro di bechamelle a cui si aggiungono 3 tuorli grandi o 4 medi, una manciata di formaggio grattugiato (parmigiano o gruviera), sale, pepe e poi gli albumi montati a neve. Qui ho aggiunto in alcuni un po' di funghi e prezzemolo (prima fatti andare in padella, in poco olio aromatizzato con uno spicchio d'aglio e poi tritati grossolanamente) in altri più formaggio (avevo un po' di avanzi in frigo: emmenthaler, taleggio e parmigiano)

Buon Appetito
Ale


English Version

Little joke.
You're a food blogger in the "more or less" cathegory and you have to stay in a one hour line, at the check in
What do you think?
1. the last testamentary dispositions, in case of aircraft accidents (worried)
2. the last testamentary dispositions of her husband, in case of aircraft accidents (air worried after what you did spend-v. niusletter)
3. the stack of stuff to iron, that is waiting at home (the plane crash is the last hope)
4. 1-2-3 points more to what Mapi, t Alma, Sandra, Stephanie & Co said about the assembly properties of frozen egg whites.

You guessed?
So, here's your award

mushroom souffle


In practice, I cooked a frozen soufflé. From raw, of course, but with albums already mounted inside. Before setting out on chemical-physical-souffle-guru and all that makes "do it seriously" saying that this can not exixst, I tell you for sure that I violated every scientific theories from Archimedes onwards.
However, last eveningg we ate soufflé, compared to my usual twenty minutes to prepare dinner. And in the end the only things that were there to wash were the cutlery and the ramequins.
And this lead me to thinks to two things:
1. science in the kitchen is good and right thing-and if it's out of the mine, it is even more.
2. Next time, I do soufflèe in Cuki.

SOUFFLE 'MUSHROOMS



Two or three basic rules:
1. the bechamelle must be very dense; years ago, I started from the classical "50-50-50" (in grams butter and flour , into dl milk) and mixed at low heat until it had good hardened .Now, I'm much more drastic and I reduced the milk to 350 ml.
2. the yolks are incorporated once at a time, adding the following after it is mixed well with the previous.
3. I do not know if there is a rule for when to add the other ingredients: I usually put the eggs first and then everything
4. whites are whites steadfast and added without mixing the dough: I "ride" the bowl and if you also do like me, you understand what I mean. Anyway, "bottom up" is good.
5. the ramequin must be buttered up to the top, even if the souffle mixture mustn't exceed 2 / 3 of the container
6. Cooking: a hot oven, but low : bake at 150/160, preferably static, and leave it there. Must inflate slowly and the only way is at low temperature. If you put into the oven to 200 degrees, for example, the soufflè would raise at once, but just as soon burn the surface, and inside would remain soft and inconsistent. Also calculate a half hour for little moulds and about one hour for the big one. Very important: Do not open the oven, at least in the first twenty minutes of cooking. If not open at all, it is better
7. You can also cook it in a water bath: in this case, it takes a little 'more. The one in the photo, it's been cooked like this: water bath, 160 degrees, half an hour.

The soufflè photo was immortalized after at least 5 minutes from the oven (maybe more), plus a thermal shock because I kept the doors open for a while '(sometimes, I hang the clothes out..). If your aesthetic sense stand up to hard blow, I'll show you a picture as "true", but less dramatic, the same souffle (same freezing, same dough, same type of cooking), just to realize how they swell

sabato 5 dicembre 2009

Quel fottuto (bian)coniglio... ce lo facciamo alla senape????

di Alessandra


coniglio alla senape



Domande???


CONIGLIO ALLA SENAPE
(La Cucina Irlandese- Anne Wilson)

coniglio alla senape

2 conigli
2 cucchiai di farina bianca
pepe macinato
60 g di burro
2 cipolle tritate
2 spicchi d'aglio sbucciati
3 fette di pancetta senza cotenna (va bene anche quella a cubetti)
1 tazza e mezza di brodo di pollo
1 cucchiaino di senape piccante
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1/4 di tazza di panna da cucina (50 ml)

1. con un trinciapolli, tagliate entrambi i conigli in 6 parti, quindi eliminate le frattaglie. Spolverizzate le porzioni con la farina condita col pepe e conservate la farina che non avrete utilizzato.
2. in una pentola, sciogliete il burro finché schiumerà, aggiungete le cipolle e lasciate cuocere per 5 minuti. Unite l'aglio e la pancetta e fate cuocere per altri 5 minuti. Levate le cipolle, l'aglio e la pancetta dalla padella.
3. Mettete nella padella le porzioni di coniglio e rosolatele su ogni lato. Abbassate la fiamma, aggiungete metà del brodo, la senape e il prezzemolo. Unite le cipolle cotte, l'aglio e la pancetta. Trasferite il composto in una pentola più grande, aggiungete il resto del brodo, coprite e lasciate cuocere a fuoco lento, finché il coniglio sarà tenero.
Amalgamate la farina messa da parte con un po' di panna e formate un impasto al quale aggiungerete, mescolando, la panna rimasta. Aggiungete il composto agli ingredienti nella pentola e mescolate. Portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per 2 minuti. Servite subito


coniglio alla senape

giovedì 26 novembre 2009

Stufato di manzo alla Guinness


di Alessandra

scroll down for the Englisg version

stufato di manzo alla guinnes



Sono stata in Irlanda vent'anni fa e da allora mi porto dietro il ricordo di un Paese commovente. Erano commoventi i dolci profili delle sue colline, i rosa dell'erica che spiccavano all'improvviso, il verde declinato in ogni sfumatura, gli specchi trasparenti dei suoi laghi, le ombre lunghe dei suoi castelli. Era commovente la dignità di un popolo allora ridotto in povertà, l'attaccamento profondo alle loro radici, la lezione di civiltà che impartiva difendendo ogni giorno, con orgoglio e fierezza, una libertà che costava fatica e sacrificio, ma che non sarebbe mai stata in vendita, per nessuno. Ed erano commoventi i suoi dolci, il profumo del burro degli scones, le sorprese nascoste sotto la crosta dei pudding, il pratie che ti si scioglieva in bocca, nel caldo delle sale da te.

L'unica nota stonata di una vacanza altrimenti perfetta fu un incontro ravvicinato e nefasto della sottoscritta con due irlandesi, sicuramente ubriachi e ancor più sicuramente rimbambiti, che mi confusero, in circostanze diverse e in luoghi lontani, con la Kelly Mc Gillis. Quella di Top Gun, per capirci, che all'epoca si vedeva su tutti i manifesti, in tailleur mimetico e make up da marines. Uno dei due tipi mi chiese l'autografo, l'altro mi rincorse per Grafton Street dichiarandomi che avava visto tutti i miei film e che da allora popolavo tutti i suoi sogni, naturalmente erotici.
Prima che si scatenino gli ormoni della parte maschile dei lettori di MT, anticipo subito che io, della Kelly Mc Gillis, non ho assolutamente niente. Non il fisico, non il taglio del viso, non il naso, non il sorriso, nada de nada, insomma. Se fossi in vena di ironia, vi direi che, al massimo, mi avrebbero potuto confondere con la figlia di Fantozzi, ma siccome oggi non è giornata, vado oltre col racconto ( e se qualcuno si azzarda a dire che forse assomiglierei di iù alla signorina Silvani, se non fosse che lei è bella magra, vi depenno dai venticinque lettori e non vi parlo più finchè campo)
L'unico particolare che avrebbe, al limite, potuto dare adito a qualche vago sospetto potevano essere i capelli, che allora erano biondi e mossi: con la non lieve differenza che la Mc Gillis aveva riccioli che trasudavano di parrucchiere da tutti i pori, mentre i miei erano il risultato delle continue docce a cui l'Irish weather ci sottoponeva ogni giorno. Comunque sia, gli episodi si sarebbero arginati lì, se non fosse stato per quei deficienti degli amici di allora, che spero leggano questo blog, quel tanto che basta per rinverdire l'eco di tutti gli improperi che tirai loro dietro in quelle due settimane: i quali, non trovando sufficiente soddisfazione nel verde delle colline e nel blu dei laghetti (e neppure nei fiumi di Guinness e di Irish Coffee) ebbero la bella pensata di farmi passare davvero per la KellyMc Gillis, additandoni a tutti i passanti o inginocchiandosi ai miei piedi nel bel mezzo della strada. Il risultato fu che mi rovinarono completamente la vacanza, un po' per l'ansia di essere abbracciata e baciata ogni volta da perfetti sconosciuti da cui tentavo di difendermi e un po' per il timore che la Mc Gillis , quella vera mi denunciasse per oltraggio alla sua immagine- accusa dalla quale, ahimè, non ci sarebbe stata nessuna possibilità di difesa.


stufato di manzo all guinnes
Per ovvi motivi, negli anni avevo rimosso l'episodio, che invece mi è tornato in mente, l'altra sera, mentre preparavo questo stufato alla Guinnes, tratto da un delizioso libretto sulla cucina irlandese. E saranno stati i fumi dell'alcool, oppure i morsi della fame, oppure, più banalmente, il doppio degli anni che avevo allora ma, rivangando quei ricordi, ho cominciato a ridere come una scema, rivedendo le mie fughe, i baci spalmati sulle guance ogni secondo più rosse, gli amici piegati in due dalle risate. E, chissà perché, loro non mi sembravano più così deficienti, nè io così incavolata, nè i fans così inopportuni, nè la vacanza così rovinata. Vedevo solo un gruppo di giovani scanzonati, pronti a godersi la vita con allegria, ignari dei problemi che li aspettavano dietro l'angolo- tutti, nessuno escluso. Ho spento il gas con un groppo in gola, gli occhi ludici dalle lacrime e tanta, tanta nostalgia nel cuore. L'Irlanda, ve l'ho detto, è un Paese che commuove, anche dopo vent'anni.


STUFATO DI MANZO ALLA GUINNESS

stufato di manzo alla guinnes
da Anne Wilson, Cucina Irlandese

per 4- 6 persone
1 kg di spezzatino di manzo
2 cucchiai di olio
2 grosse cipolle sminuzzate
2 spicchi d'aglio schiacciati
1/2 tazza di farina bianca
1 tazza di brodo di manzo
1 tazza di Guinness
2 grosse carote a fettine
2 foglie di alloro
1 ciuffo di timo fresco macinato
prezzemolo tritato per guarnire
facoltativo: 1/2 tazza di prugne secche snocciolate e tagliate a meta*

Riscaldate l'olio in un'ampia casseruola e fatevi dorare le cipolle. Aggiungete l'aglio e lasciate cuocere per un minuto. Estraete dalla padella e asciugate su carta assorbente
Nello stesso olio, aggiungete lo spezzatino e fatelo rosolare bene da tutti i lati, a fuoco alto. Abbassate la fiamma e, mescolando, aggiungetevi la farina.
Incorporate il brodo, amalgamando bene fino ad ottenere una salsa densa e liscia. Aggiungere la Guinnes e mescolate finché il composto comincerà a bollire. Aggiungete le cipolle, l'aglio e le carote, le erbe e il pepe e mescolate di nuovo.
Lasciar cuocere a fuoco basso per 1ora e mezza, mescolando ogni tanto per evitare che si attacchi. Nel caso, aggiungere un mestolo di brodo.
Togliete il coperchio l'ultima mezz'ora, per fare addensare la salsa
Servite spolverizzato di abbondante prezzemolo

* l'aggiunta delle prugne serve per moderare il gusto amaro della Guinnes, Vanno aggiunte solo durante gli ultimi 30 minuti di cottura
Buon Appetito
Alessandra

English Version

GUINNESS BEEF STEW
by Anne Wilson, Irish cuisine

serving4 - 6 people
1 kg of beef stew
2 tablespoons oil
2 large onions chopped
2 cloves garlic crushed
1 / 2 cup white flour
1 cup beef broth
1 cup Guinness
2 large carrots sliced
2 bay leaves
1 sprig fresh thyme minced
chopped parsley for garnish
facoltativo: 1/2 tazza di prugne secche snocciolate e tagliate a meta* Optional: 1 / 2 cup pitted prunes, cut in half *

. Heat the oil in a large saucepan and let the onions brown. Add garlic and cook for one minute. Remove from the pan and drain on absorbent paper
In the same oil, add stew and brown well on all sides, over high heat. . Lower the heat and, stirring, add the flour.
Stir in the broth, mixing well until you get a sauce thick and smooth.. Add the Guinness and stir until the mixture begins to boil. Add onions, garlic and carrots, herbs and pepper and stir again. Let it simmer for 1 hour and half, stirring occasionally to prevent sticking. If so, add a ladle of broth.
Remove cover the last half hour to thicken the sauce
Serve dusted with plenty of parsley

* The addition of prunes serves to moderate the bitter taste of Guinness: They should be added only during the last 30 minutes of cooking
Buon Appetito
Alessandra

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